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Lieto evento


Diversi mesi fa Kassandra scoprì di essere in dolce attesa, la sua gioia fu immensa, come la preoccupazione che l'assalì.
Kassandra sapeva bene che alle Madras non era consentito avere figli ma aveva preso la sua decisione nel momento stesso in cui Nurah le aveva dato la notizia, non avrebbe mai rinunciato al suo bambino per niente al mondo, se fosse stato necessario avrebbe lasciato Launam alla guida di una nuova Madras, anche se a malincuore.

L'unica cosa che poteva fare in quel momento era sperare nella comprensione dell'imperatrice Nimira che, essendo lei stessa madre, non poteva non capire le sue ragioni.
Così fu. L'imperatrice acconsentì e spettò alla Madras Suprema informare la futura mamma della sua decisione.
Kassandra era felicissima e non vedeva l'ora di dare la bella notizia al futuro papà che era ancora all'oscuro di tutto.

La reazione di Petros fu a dir poco esplosiva.
In un primo momento di grande euforia, gli si stampò un enorme sorriso in faccia, sembrava paralizzato. Poi cominciò a riempire di attenzioni Kassandra.
Per quello che gli era possibile le stava vicino per aiutarla nel caso in cui fossero sorti dei problemi.
Il pensiero di essere padre lo rendeva felice: sarebbe stata una nuova e meravigliosa avventura prendersi cura di un piccolo.
Ben presto cominciò ad organizzare la cameretta per il nascituro.
Con Kassandra progettarono la stanza e disegnarono la culla.
Si mise d'accordo col falegname di Launam che gli prestò le attrezzature qualche ora al giorno dopo la chiusura della bottega.
Nel frattempo il sorriso da ebete rimaneva incollato alla gioconda faccia di Petros.

Arrivò il giorno in cui Kassandra e Petros dovettero decidere il nome da dare al bambino o alla bambina.
Decisero di comune accordo che se fosse nato un maschietto l'avrebbero chiamato Gesar Licht, in memoria del loro grandissimo amico scomparso; se invece fosse nata una femminuccia l'avrebbero chiamata Ambrosia.
Il tempo passò in un lampo e ora era finalmente giunto il grande momento.
Kassandra fu colta dalle doglie mentre usciva dal suo alloggio per recarsi in bottega come ogni mattina, fu soccorsa da Petros che usciva nello stesso momento dal suo.
Dopo averla aiutata a raggiungere la sua stanza e a sdraiarsi corse a cercare Nurah che abitava poco distante.
Per strada s'imbatté in Madras Kristal, che si trovava a Launam proprio per parlare con Kassandra, e le disse di correre da lei mentre lui andava a cercare la Strega Suprema, che aveva seguito la gravidanza
dall'inizio, non le diede alcuna spiegazione e sparì in un lampo prima che Kristal potesse rendersene conto.
Madras Kristal non capì subito cosa stava succedendo, pensò si fosse presentato qualche problema con la gravidanza e si diresse velocemente verso l'alloggio di kassandra chiamandola a gran voce non appena giunse davanti all'entrata.
La sua attenzione fu attirata da dei lamenti che provenivano dal piano superiore, fece le scale di corsa e solo quando arrivò nella stanza dove stava distesa kassandra le si schiarirono le idee.

Un gran picchiare alla porta fece saltare Nurah sul letto.
Stava dormendo della grossa: le fatiche che aveva affrontato nella Foresta Inesplorata l'avevano spossata.
Qualche attimo per capire cosa fosse quel fracasso e scese dal letto; non si mise neppure i calzari.
Con gli occhi ancora abbottonati, i capelli scarmigliati e la tunica da notte, aprì la porta pronta ad arrabbiarsi contro chi osava svegliarla a quell'ora indecente!
La investì un fascio di luce e una sagoma maschile si stagliò davanti a lei.
Digrignò i denti, ma l'espressione imbambolata di Petros le fece aprire la bocca, incapace di dire niente.
L'artista, blaterando qualcosa, la prese per un braccio e la trascinò letteralmente fuori casa: "Andiamo! Kassandra! Il bambino!".
Nurah realizzò subito di cosa si trattava e seguì Petros, ma i ciottoli del giardino la fecero imprecare: "Fammi almeno mettere i calzari e prendere la mia sacca con gli strumenti e le pozioni!"
Uscì fuori quasi subito, senza cambiarsi d'abito, ma con in mano una tazza che porse a Petros: "Bevi, è solo un calmante, ne avrai bisogno, hai una faccia!" sorrise mentre l'amico beveva tutto d'un fiato.
Posò a terra la tazza e riprese Nurah per un braccio tirandosela appresso.
In breve arrivarono a casa di Kassandra. Entrarono nella camera della Madras: Petros agitato e Nurah ancora in tenuta da notte.

Nurah salutò velocemente Kristal che cercava di apparire calma, ma l'apprensione traspariva da come guardava amorevolmente Kassandra che, stesa sul letto, si lamentava.
Kristal guardò Kassandra contorcersi sul letto e si mise le mani nei capelli...
Oddea, cosa avrebbe fatto adesso?
Si rivolse a Petros e Nurah (un po' scarmigliata e con gli occhi stralunati, ma alla scribana non era mai parsa così bella!) con sollievo dicendo:
"Meno male, siete già qui! Stavo accingendomi a far tutto io!"
Kass sollevò il capo in un momento di pausa fra una doglia e l'altra e alzò gli occhi al cielo mormorando: "Seeeeeeee... e stavo proprio a posto!"
Nurah si avvicinò alla Madras e cominciò a tirar fuori delle cose da un sacchetto, mentre Kristal pensò che per lei era meglio stare un po' da parte e cercare di calmare Pet... avrebbero fatto meno danni sicuramente.
"Petros, vieni qui vicino, tienile le mani e falle coraggio, su!" disse la maga, e poi rivolgendosi a Kristal: "Tu corri nel guardaroba e prendi un po' di teli bianchi, e poi vai a prendere un po' d'acqua calda in cucina!"
Poi aggiunse, vedendo la Madras un po' imbambolata: "Veloceeeeeee!"
Kristal pensò che non era il momento di stare a sottilizzare che lei era la Madras Suprema, e corse a fare ciò che Nurah le aveva ordinato.

La maga si avvicinò all'amica e le carezzò il volto: "Stai tranquilla, fra un po' sarà tutto finito" poi, rivolta a Petros, ormai bianco come un cencio, gli disse gentilmente: "Se pensi di farcela rimani pure, altrimenti vai in un'altra stanza".
Petros la guardò con aria determinata e Nurah non aggiunse altro.
Scoprì il ventre di Kassandra e lo toccò in vari punti per individuare la posizione del nascituro e mugugnò qualcosa di incomprensibile ai due: quello che sentiva sotto le sue dita non le lasciava dubbi.
Si lavò bene le mani e si apprestò a visitare l'amica: "Bene! è in posizione, adesso dovrai spingere ogni volta che senti la contrazione, mi raccomando, cerca dei mantenerti concentrata il più possibile, io farò il resto".
Detto questo posò di nuovo una mano sul ventre della Madras e con l'altra aiutava la testolina a farsi strada verso il mondo.

Nel frattempo Myrt, attraversando la Kioskas al galoppo come suo solito entrava a Launam, diretta verso il palazzo della Madras, per discutere con Petros i dettagli della costruzione del nuovo asilo all'interno di Klivia: un'amazzone sbarrò il passo ad Apache, correndo verso la Madras, senza preoccuparsi di incontrare dolorosamente gli zoccoli del cavallo.
Myrt tirò bruscamente le redini e guardò l'altra: "Cosa sei, un'aspirante suicida? Fuori dai piedi!"
"Madras, succede qualcosa! Madras Kassandra sta male, è arrivata anche Nurah, siamo tutti preoccupati, dall'interno del palazzo non esce una voce! Qualcuno dice che stiano attentando alla sua vita!"
Myrt balzò da cavallo, lasciò le redini all'amazzone e di corsa si infilò nel portone.
Fece le scale lentamente, la mano sull'elsa della spada, le spalle appoggiate al muro, finchè, dal corridoio che portava alle stanze di Kassandra, non sentì venire delle voci: seguì il suono, si fermò davanti ad una porta chiusa e la spalancò... per poi richiuderla velocemente: "Idiota" si disse.
Poi riaprì la porta con cautela e rimase sulla soglia, quando Kassandra mugugnò: "Vuoi chiudere quella porta?"
Myrt sorrise, richiuse la porta alle proprie spalle e restò nella stanza, appoggiata all'uscio, in silenzio, mentre il bimbo, ormai nato, tirava il suo primo, potentissimo, strillo.

Quando Kristal tornò in camera udì un lieve vagito.... era nato!!!! E lei s'era persa tutto!
Si avvicinò al piccolino con emozione, era un maschietto... meraviglioso...
Ora cominciava ad urlare come un forsennato, Kristal non sapeva bene cosa fare ma Nurah glielo cacciò in braccio dicendo: "Pensa a lui, noi dobbiamo aiutare Ambrosia!"
Lo prese in braccio, mentre una tenerezza incredibile le scaldava il cuore... quello era Gesar Licht... Licht...
Mentre lo lavava accuratamente, e lo avvolgeva in un morbido panno, cercava di scorgere in quel visetto una rassomiglianza.. un ricordo... e una lacrima le scivolò sul viso.
Era certa che il piccolo le aveva sorriso!!! Ma Nurah in seguito le avrebbe detto che non era possibile, che era troppo piccolo e che lei era una visionaria... anche se Myrt, pur senza dirlo a nessuno, vide lo stesso sorriso :-)

Kassandra seguiva i consigli della Strega e, benché fosse stanca e dolorante, continuò a spingere. Ripeterono insieme le stesse mosse di poco prima e Nurah si trovò tra le braccia una bellissima bambina che, con quanto fiato aveva nei polmoni, annunciò al mondo che era arrivata.
Le ginocchia di Petros, intanto, sembravano aver perso ogni forza e Nurah lo vide afflosciarsi come un sacco vuoto, ma fu cosa di pochi istanti; si rialzò subito e, con un occhio alla bambina e l'altro a Kassandra, si assicurò che tutti stavano bene.
Nurah si avvicinò ai genitori e mise fra di loro la piccola: "Ecco qua uno dei frutti del vostro amore!".

Intanto anche Ambrosia era nata, bella come un fiore (e Kri s'era persadi nuovo tutta la scena!)
Petros volle occuparsi della bambina, Myrt lo guardava commossa sfiorare la bambina come se questa avesse potuto rompersi da un momento all'altro, mentre la scribana si avvicinò a Kass, finalmente rilassata e serena dopo tutto quel tormento, e le appoggiò il piccolo delicatamente sul petto.
Una carezza furtiva sulla guancia di quella piccola Madras battagliera.. lei non amava le sdolcinerie... e poi abbracciò Petros ed uscì dalla stanza per lasciare che godessero da soli quell'attimo irripetibile.
L'indomani avrebbe trascritto tutto sulle pergamene, ma oggi... oggi era un giorno speciale, voleva dedicarlo tutto a quei quattro Hammers di là... i suoi adorati vecchi e nuovi amici...

Anche Myrt si sentiva di troppo, ma prima di andarsene volle avvicinarsi per vedere la bambina, la piccola Ambrosia: Kassandra, che l'aveva in braccio, comprese lo sguardo di Myrt e le chiese: "Vuoi prenderla?"
L'amazzone guardò sorpresa la neo mamma, poi sorrise e sollevò la piccola: la bambina non aveva il solito aspetto paonazzo dei neonati, era rosa e perfetta, liscia e tonda e senza nemmeno un capello in testa: "Questa qui diventa bionda" sentenziò Myrt, sfiorando con il naso quello della bambina.
Poi con cautela depose Ambrosia tra le braccia di Kass, sorrise alla Madras e passando un dito sulla testolina della bimba disse:
"Non posso più proteggere mia figlia. Ma finchè mi sarà dato di restare su questa terra, qualunque cosa succeda, farò di tutto perchè i tuoi bambini siano al sicuro.
Complimenti Kass, Pet, - Myrt si girò verso Petros - sono bellissimi."
Ciò detto Myrt diede una pacca lieve sul braccio di Petros ed uscì.


Kassandra , Petros, Kristal, Nurah e Myrt



GUALTIEROW

Quando Nurah si alzò di scatto per vedere chi osasse far tanto baccano in piena notte, Gualtierow non prestò molta attenzione a ciò che accadeva... era piuttosto contento che Nurah si occupasse della cosa, e che gli permettesse di continuare a ronfare placidamente.
Poi riconobbe la voce di Petros, che sembrava concitata, e si decise a lasciare il letto per informarsi di persona di cosa lo avesse spinto a venire a quell'ora impossibile.
Quando arrivò alla porta, Nurah stava già per scappare via, tirata da un Pet dall'aria allucinata.
"Nu" disse Gual, con espressione interrogativa, e Nurah gli fece un gesto come per dire: "Stai tranquillo... poi ti spiego"
Era sorprendente l'intesa che si era creata tra i due... ormai quasi non serviva più neppure parlarsi: si capivano a volo.
Gual non la seguì, comprendendo che Nurah non l'avrebbe ritenuto opportuno, però non riuscì a riprendere sonno, ed aspettò quella che gli sembrò una eternità.
Verso l'alba la vide rientrare, stanca morta, come era prevedibile. Ma sul suo viso Gual notò una espressione strana, una specie di sorriso che le illuminava il volto.
Non occorrevano parole... Gualtierow aveva avuto tutto il tempo di immaginare di cosa si trattasse, e l'espressione di Nurah poteva significare solo una cosa: che tutto si era svolto per il meglio.
Così le si avvicinò, e delicatamente la strinse tra le sue braccia, sussurrandole in un orecchio "Nurah... sono fiero di te!"
"Sono bellissimi" le rispose lei con occhi sognanti.
"Sono?" le ciglia di Gual si inarcarono visibilmente.
"Sisi" sussurrò lei di rimando,"una femminuccia e un maschietto".
"Grandioso!" esclamò Gualtierow, colto subito da una grande curiosità di vederli con i propri occhi.
"Gual... non vorrai mica..." cominciò Nurah, indovinando una volta di più le intenzioni del suo amato.
"Hai ragione, piccola" rispose Gualtierow, cogliendo l'accenno di contrarietà nel volto di lei.
"Non posso presentarmi là adesso..."
Poi aggiunse sorridendo: "Kassandra troverebbe la forza di lanciarmi appresso una delle sue padelle hehehehe"
Nurah sospirò sollevata, mentre Gual tornò ad abbracciarla.
"Tanti auguri Kass" sussurrò poi Gual, volgendo gli occhi verso l'alto "Sono così contento per te, per Petros, che sono convinto che il mio pensiero ti arriverà viaggiando nell'etere, perché le persone legate tra loro da sincera amicizia riescono in momenti particolarissimi a comunicare anche in questo modo..."
Quindi rivolto a Nurah: "Ma appena me lo concedi, ci vado di persona, d'accordo Suprema Levatrice?"
"Daccordo... non dovrai attendere molto" promise lei, e si lasciò sollevare da Gual, che col suo dolce fardello si diresse sorridendo verso il letto.


PIOGGIA

Giocattoli dei giganti

…….. iiinngiii….. dai forzaa… ecco che viene…. lo vedo.. lo vedo…. eccolo!!!
Immediatamente, quei suoni sarebbero divenuti familiari anche se un poco caotici; un nuovo sostegno, ora più solido sentivo sorreggermi; un viso, non più familiare, occhi enormi, peli lunghissimi attorno ad essi, una grande bocca che si avvicina…. mi tocca la fronte.
“Benvenuto Gesar Licht!”
Un’aria fresca e nuova, mi riempie il naso sino a giù dentro al corpo, soffoco, sputo il tutto fuori con tutta la mia forza “…..uuuhaaaaaa…!!”
Voci meravigliate si susseguono, mani delicate che mi asciugano, mi accarezzano.
Sarebbe questo, ciò che mi aspettava?
Improvvisamente un pensiero alla mia compagna di viaggio, il suo urlo spaventato, avrei voluto difenderla, ma forse questo era il nostro destino: giocattoli dei giganti.
Ci unirono di nuovo, finalmente, lei si dimenava, dibatteva mani e piedi.
Vederla cosi spaventata, mi veniva da piangere.
…”Kassandra… Petros, guardate che meraviglia”.
Una è quella che ci teneva in grembo, l’ho riconosciuta subito anche se non l’ho mai vista…. da fuori, il suo sguardo mi è già familiare, la sua voce sofferente, la sua pelle umida, sudata… stringo forte il dito della sua mano; Ambrosia, mia sorella, si rasserena di colpo appena nostra madre l’avvicina a se, ora il suo, è un urlo di gioia.
L’altro, mi faceva paura, ma i suoi modi erano gentili…… qualcosa mi univa a lui, qualche cosa che non sapevo ma che sentivo dentro di me……
”Gesar Licht…. sorridi a papi!”........
Bò?


PETROS

Non è facile dormire per tre ore di seguito.
Esco dall'alloggio di Kassandra per prendere un po' d'aria.
Guardo il cielo e tiro un respiro profondo. E' la seconda alba che vivo con uno spirito nuovo dall'arrivo dei due piccoli: Ambrosia e Gesar Licht.
Qualcosa è cambiato ma non capisco cosa. Avverto solamente un turbinio di pensieri, emozioni miste ad un po' stanchezza che, però, si miscelano in un cocktail elettrizzante... piacevole.
L'aria è frizzante, a quest'ora, qui sulle alte colline di Launam e, dopo tanto gradito trambusto mi ritrovo da solo a riorganizzare i miei pensieri.
Socchiudo gli occhi per placare i pensieri che lentamente si quietano e con ordine si ritirano nelle loro giuste collocazioni: i piccoli sono curati alla perfezione, gli alloggi sono attrezzati bene, le finanze reggono, il mio nuovo incarico lo sto organizzando...
Man mano la mente si libera di tutti i pensieri ma uno rimane lì, il più importante: Kassandra!
Riapro gli occhi e mi guardo intorno. Nel giardino di Kass c'è uno spazio vuoto.
Di corsa vado nella rimessa e preparo il carro.
Una volta attaccati i cavalli parto di corsa e vado da Beriok. Sua moglie ha un roseto bellissimo.
In pochi minuti arrivo alla sua fattoria. Lo trovo già a lavoro sui campi.
Dopo brevi ma calorosi convenevoli, gli illustro la mia idea.
Beriok sorride: si può fare!
Riempiamo il carro di materiale e partiamo alla volta di Launam.
"Dobbiamo fare in fretta ed in silenzio! Voglio che al suo risveglio sia tutto pronto."
Lavoriamo di buona lema ed in due ore circa siamo riusciti a costruire un gazebo con intorno tutte piante di rose rosse rampicanti!
"E' un gioiellino!" Dico a Beriok che sorride anche lui soddisfatto mentre si carica gli attrezzi sul suo carro e si accinge a ripartire. "Grazie amico! Ci vediamo ai festeggiamenti!"
Mentre Beriok si avvia torno nell'alloggio per scrivere una pergamena con su scritto: "Ti amo dolce Kassandra. Petros"
Un po' laconico... ma non trovo altre parole.
Torno all'alloggio e mi corico con un unica immagine di Kassandra con i due piccoli.
"Bene, ora posso riposare un po'".


KASSANDRA

Orami era mattina inoltrata quando Kassandra si svegliò per l'ennesima volta, aveva dormicchiato a intervalli, quando i bimbi glielo permettevano.
Era stanca di stare a letto e decise di alzarsi per sgranchirsi le gambe.
Andò ad aprire gli scurini delle finestre per far entrare un po' di luce, si voltò per tornare indietro ma qualcosa non quadrava.... nel giardino c'era qualcosa d'insolito, tornò sui suoi passi e guardò fuori dalla finestra, non credeva ai suoi occhi, un bellissimo gazebo adornato di rose rosse rampicanti era spuntato fuori dal nulla....
"Sono sicurissima che ieri non c'era, è sicuramente opera di Pet " .... a quel pensiero le si stampò un sorriso sul viso.
Si avvicinò alle due culle per controllare i piccolini, mentre li osservava gli accarezzava le guance con un dito e continuava a sorridere.... "I miei piccolini..... I nostri piccolini".....
Dopo avergli sfiorato la fronte con un bacio lasciò la stanza e scese ad ammirare quella meraviglia.
Dal gazebo si sprigionava un intenso profumo, si avvicinò e notò una pergamena fissata su un ramo e la srotolò per leggerla... "Ti amo dolce Kassandra. Petros " ....
"Sapevo che era opera sua, è sempre così premuroso e pieno di attenzioni nei miei confronti. Appena mi sarò rimessa del tutto in sesto escogiterò qualcosa per ringraziarlo, una bella sorpresa ^___^ "
Tornò nella stanza, aprì leggermente le finestre.... quel tanto che bastava per far penetrare all'interno quell'intenso profumo di rose che tanto le piaceva e si rimise a letto con accanto le due culle.


 

 

 

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