Il mistero del Saxa
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"... Ti sto aspettando
... ti sto seguendo ... quando troverai i due smeraldi della verità
... tu sarai mio !! sarai mio!!!"
Una voce cavernosa svegliò Spidersax quella notte che dopo questo
strano fatto non riuscì più a prender sonno.
Ma la cosa non lo intimorì per nulla!
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Le prime luci dell'alba stavano incominciando a dar vita ad un nuovo
esaltante giorno su Arcano quando il guerriero decise di uscire dal suo
alloggio.
La kioskas stava ancora dormendo, gli hammers la sera prima avevano
festeggiato il ritrovamento delle tavole, le famose tavole nascoste
vicino al Picco degli dei e fino a notte fonda avevano fatto festa alla
taverna!
Solo pochi passi e capì che non era l'unico sveglio, oltre al guerriero
vi era Kassandra che come ogni mattina apriva la Bottega dell'incanto: "Aikydo
Rais Kassandra, arrivato qualcosa di nuovo dai quattro angoli della
terra?"
La mercantessa rispose: "No!!!! .... per ora no! Ma posso dirti che c'è
stata una richiesta anomala di un articolo alquanto strano....!!" con
aria pensierosa "... stanno andando a ruba i piumoni ... ti dice
qualcosa guerriero?"
Il guerriero trattenendo il sorriso, ma pensando ad una sua conoscente
Froll, disse: "No, io non ne so nulla ... proprio nulla .... buona
giornata... ehehehehe!"
E la mercantessa ricambiò sospettosa.
Uscì da Klivia dal lato ovest e si inoltrò nella boscaglia, proseguì per
circa duecento metri, arrivato dove il bosco faceva passare abbastanza
luce decise di fermarsi a meditare.
Si distese e puntò gli occhi al cielo ...
Dopo due ore di lunga meditazione e tecniche di fuoriuscita dell'anima
dal corpo rinvenne, si alzò e fu attirato da una cosa bellissima ... un
esemplare di aquila bianca lo stava fissando, il guerriero ne aveva
sentito parlare di questi rapaci rari ma non ne aveva mai vista uno.
Spidersax cercò di avvicinarsi piano piano, stando attendo a non farla
scappare, ma un guizzo, e l'aquila color della neve spiccò il volo.
"Non si fida degli sconosciuti, guerriero!!" una voce da dietro lo
sorprese!
Spidersax rimase di spalle e sorrise ...
"Attento a muoverti, Betris, potresti farti male!" e sentiva una punta
di spada punzecchiargli la schiena.
"Sai Akasha, ti ho sentita arrivare, conosco il tuo passo ..... e vorrei
fidarmi ... ma qui c'è una spada che non mi torna".
Con un salto all'indietro si liberò da quella punta che stava
incominciando a infastidirlo.
L'amazzone rimase sbalordita:
"Come hai fatto a capire che ero io? Sono stata silenziosa come l'aria,
nessuno si sarebbe accorto della mia presenza .. "
Poi si girò e si guardò un attimo intorno.... "Certo... hai visto Ice,
la mia aquila."
Spidersax sorrise... "Sai cosa dicono delle aquile bianche? Dicono che
sono le anime dei nostri morti che ci proteggono, sei fortunata mia cara
amica!".
L'amazzone non seppe più che dire. In pochi sapevano il significato di
quegli animali sacri.
Rimasero per qualche minuto a discorrere, e il tempo sembrò passare
velocissimo.
Ad un certo punto, il guerriero interruppe il discorso:
"...Comunque, Akasha, è stato un piacere averti reincontrata ... si sta
facendo tardi ... e al Comando Betris mi aspettano...." si avvicinò
all'amazzone e le strinse la mano "Scappo" e come un fulmine si avviò
verso il comando.
E l'amazzone lo seguì con lo sguardo finchè il guerriero non scomparve
dalla sua vista.
"Comandante mi stavate aspettando?" disse Spidersax entrando nella
stanza di Licht.
"Accomodati Spider" disse il Comandante, accompagnando le parole con il
gesto della mano che indicava una sedia.
"Abbiamo una missione per te. Al limite della sopravvivenza, la tua
stessa vita sarà messa più volte in pericolo" disse Licht con voce grave
e si rallegrò in cuor suo vedendo lo sguardo impassibile del suo
guerriero.
"Gli esploratori hanno raccolto diverse testimonianze di gravi orrori,
morti e scomparse improvvise di hammers oltre le terre dei ghiacci.
Nimira vuole sapere se dietro a questi tragici eventi si nascondono
oscure manovre e minacce al suo regno. Il tempo a disposizione è poco.
Non potrai passare
inoltre dalla via degli Dei. Lì la Madras oscura sembra controlli ogni
centimetro di terra e quindi non potresti non arrivare mai alle terre
dei ghiacci. Resta questa via."
Licht indicò con la punta di una bacchetta un punto sulla mappa oltre la
riga azzurra che indicava il fiume Kruill.
"Il picco degli Angeli. Pochi valorosi sono riusciti a scalarlo. Pareti
a strapiombo, vento gelido e ghiaccio hanno ucciso quasi tutti quelli
che hanno provato a passare da li."
Si fermò un attimo con espressione pensierosa.
"Domande Spider?" gli disse fissandolo.
"Si, una... Comandante?"
Licht fu sorpreso temendo che il guerriero rifiutasse.
"Quando parto?" disse Spidersax ridendo sotto i baffi.
"Domani mattina" rispose Licht.
"... Partirai domani mattina ... ma non sarai solo ... porterai con te
il nuovo arrivato, il giovane Scarter, uno dei migliori delle accademie
d'addestramento Betris"
Detto questo Licht si alzò e si avvicinò al suo guerriero ed aggiunse:
"State attenti, ho una strana sensazione!"
A queste parole, a Spidersax tornò in mente lo strano evento di quella
stessa notte, la voce, ma si estraniò solo per pochi istanti, dopo di
che si levò dalla sedia, strinse la mano a Licht e disse
sarcasticamente: "Come faresti senza di me ... ehhhh ...?"
Ed il comandante sorridendo rispose: "Senza di te ... ah. chiuderei
bottega e mi arruolerei nelle amazzoni..." e le risate invasero il
comando Betris ...
"... Allora a domani guerriero ... anzi no ... perché non vieni a bere
qualcosa questo pomeriggio, in taverna?"
Spidersax con aria dubbiosa rispose "non saprei ..." ma poi si convinse
"ma si dai ... verrò a salutare qualche compagno di bevuta"
Avviatosi verso la porta salutò Licht: "Allora a più tardi!".
Appena uscito dal comando, Spidersax puntò verso il Kruill, luogo
preferito dal guerriero per meditare ed esercitare l'anima a viaggiare
nello spazio; qui rimase tutta la mattinata e parte del primo
pomeriggio, si cibò di dolcissime bacche che crescevano spontanee sulle
rive del fiume, quando vide
che il sole stava cominciando a scendere verso l'orizzonte decise di
spostarsi in taverna.
La taverna, quel pomeriggio, era abbastanza affollata: c'erano una
decina di hammers.
Spidersax, appena entrato, si fermò con il gruppetto formato dal suo
Comandante, Licht, da Jarsali Vice Comandante delle Truppe Imperiali
Froll, da Falcos il Ramingo Comandante Lokot, da Usul un Dragone di
Dulkar e dalla Strega Satia, che salutò il guerriero con un corale: "Aikydo
Spider!!", si sedette ed ordinò la solita birra!
Si discuteva allegramente su un discorso fatto da Jarsali con Licht,
quando in taverna entrò la Vice Comandante Gana, Acer.
Era molto nervosa, non riusciva a stare ferma, allora la Froll chiese
all'amica: "Come stai oggi?"
Acer di contro rispose: "Aikydo ... amici miei, sono passata per
dirvi... addio"
"Come addio!?" chiese Jarsali alzandosi di scatto e piantandosi davanti
la Gana.
"Vado via da Arcano" rispose Acer con voce triste "Jar ... per favore
non tentare di fermarmi ... ho deciso così!".
Nel frattempo in taverna era giunta anche Akasha, anch'essa una Gana
come Acer: "Aikydo gente ..." e rivolgendosi ad Acer "Aikydo mia Vice
... oggi purtroppo non riesco a terminare l'allenamento ma domani ..."
Jarsali interruppe nervosamente Akasha: "Piantala con quest'allenamento,
per ora ... non capisci ... Acer vuole lasciare Arcano!"
Akasha si ammutolì ma poi con voce lieve: "Scusa Jar ... Acer no ...
perché vuoi andare via?!"
La Froll ebbe un attimo di rabbia e per scaricare la tensione mollò un
violento pugno contro il muro facendo sentire ai presenti un lieve
scricchiolio di ossa.
Acer prima di andare via dalla taverna aggiunse: "Va bene, vado a casa a
raccogliere le cose ... ma ricordate ... vi voglio bene a tutti ... e
questo detto da me è una cosa che neppure voi riuscireste a capire
quanto ... vi ho amato tutti, dal primo all'ultimo"
Jarsali si ricompose, si asciugò le lacrime, fece il saluto amazzone: "E
sia.... Acer ....!" e corse ad abbracciare l'amica poi si voltò e si
andò a sedere tristemente a terra tenendosi la mano che nel frattempo si
era gonfiata.
Akasha con gli occhi lucidi dallo sconforto: "Acer ... ma tutti i
progetti... non puoi andartene via ora"
Di risposta Acer: "Mia preziosa sorella, figlia di mio fratello Solenor
... ti darò tutte le indicazioni necessarie... ma ora devo andare, se no
il mio cuore scoppia ..."
Detto questo Acer uscì dalla taverna e si avviò verso Kolise
accompagnata da Licht, Akasha, e da Shiryu, Dragone di Dulkar, che era
appena arrivato.
Spidersax si avvicinò a Jarsali, le prese la mano, che teneva in un
secchiello con del ghiaccio: "Fammi dare un'occhiata ..."
L'amazzone fece un sorriso tirato: "Me la sono fratturata ... vero?"
"... Si ..." rispose il guerriero "Attenta che ora fa male!"
Jarsali strinse i denti, il Betris diede un colpo secco alle dita
sanguinanti dell'amica, la Froll diventò ancora più pallida, ma non
emise alcun gemito di dolore, solo un gesto di ringraziamento verso il
guerriero.
Spidersax attese che la Froll si bendasse la mano: "Jars il problema è
anche un altro..."
"Quale Spi?"
" ... Anche io devo andare via ... via d'Arcano!... partirò in missione
... e sinceramente qualcosa mi dice che non tornerò subito".
Jarsali e Satia non riuscivano a credere alle loro orecchie, prima Acer
ed ora il Betris, e Spidersax continuò dicendo: "Sapete ... è la prima
volta ... che ..."
Satia lo esortò a finire la frase "Che... che cosa Spider" ed il
guerriero riprese "... E' la prima volta che ho paura ... ma il mio
spirito di guerriero mi dice di andare!"
Detto questo si avvicinò alle due amiche e le abbracciò.
" ...Ti capisco .... amico mio!" gli sussurrò Jarsali mentre in taverna
facevano rientro da Kolise Akasha e Shiryu.
Spidersax asciugò le lacrime che scorrevano sulle guance ed aggiunse:
"Bene ... amici miei ... è arrivato il momento ..."
Quel luogo si appropriò di un silenzio che non era il suo.
"... Il momento di cosa?" chiese Akasha ed il guerriero avvicinandosi
all'amazzone disse: "Partirò anche io ... dovrò andare in missione ... e
sinceramente da quello che mi sta accadendo ultimamente" riferendosi
alla strana voce "non so se riuscirò a tornare"
A queste parole la giovane amazzone strinse a se il guerriero: "Perché
Spi? Perché...".
Jarsali rivolgendosi al Betris: "Stai attento ... va bene? ... sei un
guerriero valoroso ed un caro amico .... abbi cura di te .... mi
raccomando, ho perso una sorella... " riferendosi ad Acer "...non farmi
perdere pure un amico".
Shiryu che fino ad allora era stato ad ascoltare si avvicinò all'amico,
gli strinse il braccio: "Spidersax ... se ti troverai nei guai...
Chiamami"
Prese il pugnale, quello che portava sempre nello stivale: "Tieni ... ti
potrebbe servire".
Akasha si sfilò un anello dal dito e rivolgendosi al guerriero: "Prendi
... questo sai cos'è? .... ti aiuterà nei momenti difficili ....e...."
Spidersax la interruppe: "...non devi .... so cos'è .... te lo diede tua
madre .... prima di morire .... non posso accettarlo"
Ma l'amazzone ribadì "...Per favore tienilo ...! Ora ... devo andare ...
torna sano e salvo ... guerriero" diede un bacio sulla guancia di
Spidersax, si voltò ed andò via.
"Non vi preoccupate per me, amici, al massimo sarò il prezzo minore da
pagare per Arcano .... e poi sarete sempre con me... i vostri sguardi ed
i vostri cuori ... saranno sempre nel mio cuore ..." replicò Spidersax
ma Shiryu lo bloccò: "...Sarai anche il prezzo minore ma che amico sarei
se ti permettessi di rischiare la vita da solo ..."
" ... Bene ..." riprese il Betris "devo andare anche io ... mi aspetta
una serata di studio del territorio .... Aikydo miei amici"
Detto questo il guerriero rivolse un suo ultimo sorriso ai presenti, si
voltò ed uscì dalla taverna.
La serata di Spidersax trascorse tranquillamente nel suo alloggio di
Klivia, tra cartine di Arcano e appunti, quella zona, il Picco degli
Angeli, non era mai stata battuta da nessuno.
Si addormentò sul tavolo con il viso appoggiato ad un libro di magia
nera, regalatogli dalla madre il giorno della sua partenza.
L'ultima stella della notte stava facendo capolino sull'orizzonte,
quando Spidersax uscì da Klivia, la notte era trascorsa tranquillamente
tranne per un piccolo fatto, a svegliare il guerriero era stato un
soffio di vento gelido ... gelido come la ...
Arrivato al comando, Licht lo aspettava insieme al giovane Scarter, fece
le presentazioni ed entrarono nella sua stanza: "Bene Spidersax ... cosa
ci dici della missione ...?"
Il guerriero fece un attimo di silenzio, dopo di che cominciò: "...
Allora ... ho notato che per raggiungere il Picco degli Angeli... si
deve passare obbligatoriamente da una zona molto impervia ... molto
probabilmente ... è lì ... il luogo dove molti hammers hanno perso la
vita... inoltre ... non dobbiamo dimenticare una cosa ... che il Picco
degli Angeli è un vulcano ... e che quindi ... l'ultima violenta
eruzione, avvenuta circa quattro anni fa, ha potuto cambiare la
morfologia del territorio ... le mappe che abbiamo a disposizione, di
quei luoghi, risalgono a più di dieci anni fa ... quindi non si hanno
punti di riferimento ... sarebbe come entrare in un banco di nebbia"
Il comandante e Scarter ascoltavano attentamente e Spidersax continuò:
"... Ho due ipotesi del perché sono morti tutti quegli hammers ... la
prima legata all'eruzione, è possibile che l'acqua dei ruscelli o dei
laghi sia avvelenata ... intossicata cioè dallo sprigionarsi di gas
letali ... gas che fuoriescono dalle viscere della terra ..."
Licht pensieroso disse: "A questo non c'ero arrivato ... ma potrebbe
essere ... e la seconda ipotesi?"
Riprese Spidersax: "... La seconda ipotesi è questa ... quel luogo mai
esplorato da nessuno ... negli ultimi anni può essere diventato un covo
di ribelli ..."
"Cosa pensi di fare Spi?" chiese il comandante.
"Beh ... intanto partiamo io e Scarter... poi se qualcosa dovesse andare
storto ... lo capirai ... riceverai un mio segnale."
Il comandante strinse la mano ai suoi due guerrieri e li congedò
sorridendo: "Buona fortuna ... Betris ... forza e coraggio vi
accompagnino."
In men che non si dica i due Betris giunsero sulle rive del Kruill, il
Picco degli Angeli non era visibile da Arcano.
Spidersax spiegò a Scarter che l'unico modo di attraversare il Kruill
era via acqua, perché gli unici ponti esistenti erano controllati dalle
vedette dei ribelli.
Per attraversare il fiume decisero di prendere un grosso tronco che
galleggiava a filo d'acqua a pochi metri dalla riva.
L'attraversata fu velocissima e silenziosa grazie anche alla corrente
che faceva scivolare il tronco senza il bisogno di remi.
Arrivati dall'altro lato del fiume, lasciarono subito il corso d'acqua
e, seguendo la mappa, si inoltrarono nella foresta puntando senza
esitare le montagne.
La tensione di Scarter gli si riusciva a leggerla negli occhi, Spidersax
prima di decretare il silenzio gli sussurrò: "Scoprirai che quello che
hai fatto in addestramento ti servirà ... ma non basterà ... devi
mettere anche una dose di paura per riuscire a portare la pelle a casa
..."
il giovane Betris stava ad ascoltare Spidersax e rispose: " ... Paura?
... ma come ... ? ... si parla tanto di coraggio ... di forza ..." venne
interrotto dall'altro: "Quando arriverà il momento ... capirai cosa
significa ... da ora in poi ci aiuteranno solo gli sguardi e la carta
... un'ultima cosa ... stiamo attenti"
Da quel momento Spidersax e Scarter decisero di non aprir più bocca,
ogni sillaba, ogni rumore umano poteva attirare i nemici, quindi
stabilirono che ogni tipo di comunicazione dove avvenire per iscritto.
Il buio stava prendendo il sopravvento sulla luce, quando Spidersax,
alzando gli occhi al cielo, notò la maestosa aquila color della neve:
era Ice, l'aquilotto di Akasha, ed al guerriero balenò una cosa nella
mente: "Che ci fa Ice da queste parti?... forse anche Aka ..."
Ma a quella domanda non riuscì a dare una risposta perché Scarter,
puntando il dito verso il terreno, gli fece notare delle orme di grossi
carnivori lasciati nel fango, animali capaci di staccare un braccio con
un solo morso.
Per questo motivo stabilirono di accamparsi per la notte sugli alberi,
unico posto sicuro nei dintorni.
La notte passò serenamente.
Appena aprì gli occhi Spidersax rimase sbalordito, di fronte a loro si
alzava maestoso il Picco degli Angeli; era così alto che non si riusciva
a vedere la vetta che si trovava al di sopra delle nuvole.
Svegliò Scarter con un lieve scossone ed il giovane alla vista del
gigantesco vulcano sussurrò: "Ma è immenso ..." non finì la frase che
Spidersax gli tappò la bocca facendogli segno di prepararsi per la
partenza.
Usciti dalla foresta Spidersax con la mappa in mano, si guardava intorno
e scuotendo la testa dopo un attimo di silenzio, sussurrò velocemente:
"Come avevo previsto ... la mappa non coincide con il territorio ...
quella maledetta eruzione ha fatto proprio un ottimo lavoro ed inoltre
..."
Di colpo si fermò e puntando l'indice verso una minuto altopiano
esclamò, sempre sottovoce: "Guarda ... Scarter ... guarda su quella
sporgenza"
Avevano avvistato qualcosa che assomigliava ad un corpo.
Si avviarono ad ispezionare quella zona, non un corpo ma ben cinque,
erano ormai irriconoscibili: si riusciva a capire solo che erano degli
esploratori dagli strumenti che portavano.
Continuarono l'ascesa per quel monte dall'aspetto funesto, più si saliva
più la temperatura si abbassava, l'erba lasciava posto alla neve e
l'aria incominciava ad essere più rarefatta, il silenzio a volte veniva
interrotto da un fruscio di vento freddo che batteva il Picco.
Il loro avanzare fu interrotto da una scoperta alquanto terrificante: in
un avvallamento rinvennero una quantità innumerevoli di corpi...
Scarter sottovoce chiese: "Spidersax ....ma cosa è successo? ... prima
ne abbiamo trovati cinque ... ora trenta ...quaranta ... cinquanta ...
non sappiamo neanche quanti erano...e..."
Intervenne Spidersax: "Scarter ... il problema è che non sono solamente
hammers ... vi sono corpi anche di ribelli ..."
Riprese Scarter: "Vi sono i segni di una lotta cruenta ...".
La giornata trascorse velocemente, ed il sole stava regalando uno
splendido tramonto sulle montagne che si tinsero di rosso, i due
decisero di trovare un accampamento per quella gelida notte.
La fortuna venne loro incontro, scorsero una grotta, vi entrarono con
cautela, notarono che era abitata da grossi pipistrelli innocui.
"Ottimo ..." esclamò Spidersax "... non siamo al gelo ... e soprattutto
abbiamo un allarme naturale ..."
"Cioè ...?" chiese incuriosito Scarter.
"I pipistrelli ... se qualcuno entrerà nella grotta loro svolazzando ci
avvertiranno...".
La grotta era molto profonda, probabilmente si trattava di un
ingrottamento causato dalla lava.
"Fermiamoci qui, siamo bene lontani dall'entrata ..." sussurrò Spidersax.
Il sole era ben alto nel cielo quando i due Betris uscirono dal loro
nascondiglio, il buio della grotta aveva fatto perdere loro la
cognizione del tempo, prima uno poi l'altro lasciarono guardinghi la
caverna.
Proseguirono per la vetta, e notarono che più si andava avanti più
aumentava il numero di corpi.
Quegli hammers caduti si erano battuti con tutte le loro forze, i nemici
erano stati annientati ma nessuno era riuscito a tornare ad Arcano.
Ed ecco dietro un immenso lastrone di ghiaccio cominciò a intravedersi
la vetta del Picco degli Angeli che dominava le altre montagne.
"Eccola ..." mormorò Spidersax.
Arrivati alla vetta tutti gli interrogativi sorti al comando ebbero una
risposta.
Oltre il Picco c'era ......un accampamento di ribelli...
"Guarda guarda ..." mormorò Scarter, e Spidersax di risposta: "Prendi
nota ..."
Attese un attimo che il giovane Betris prendesse l'occorrente e cominciò
a descrivere: "Allora ... vi sono circa cento tende ... hanno guardie
armate fino ai denti per tutto il perimetro ... sembra che si stiano
preparando a qualcosa di grosso..."
Dando un'occhiata a Scarter continuò: "La tenda centrale è quella del
comando ... ai lati esterni vi sono le stalle ... cos'altro ... ah! ...
c'è un elevato numero di uomini nella tenda vicina a quella del comando,
molto probabilmente sarà l'armeria ..."
Dopo qualche attimo di silenzio: "Che facciamo Spidersax?" chiese
Scarter ed l'altro rispose preoccupato: "Abbiamo visto abbastanza ...
dobbiamo tornare prima possibile ad Arcano ... informare il comando e
l'Imperatrice Nimira di tutto ciò...".
Detto questo, i Betris incominciarono la discesa dalla vetta.
Si erano promessi di non fare nessuna sosta, dato che dovevano arrivare
ai piedi del Picco prima che calasse la notte. E così fu!
Il sole era ormai giunto sull'orizzonte quando i due guerrieri entrarono
nella foresta, fu lì che decisero di fare una breve sosta prima di
affrontare l'ultima parte del viaggio di ritorno, quella che dalla
foresta li avrebbe portati al Kruill e quindi ad Arcano.
Spidersax con aria preoccupata sussurrò: "Scarter ... questo silenzio
non mi piace ... non mi sento sicuro ..."
Si alzò e facendo nervosamente un giro su se stesso, si guardò intorno
ed aggiunse gridando: "Andiamo ... forse ci stanno seguendo!!!".
Scarter si alzò di scatto e raggiunse Spidersax: "E' vero! I rumori
della foresta non sono quelli dell'andata ... qualcosa di strano la
avvolge ..."
Non riuscì a terminare quella frase che qualcosa sfiorò l'orecchio di
Spidersax ma colpì il giovane Betris.
"Ahhhh! ..." una freccia si era andata a conficcare nella spalla destra
di Scarter, facendogli emettere un urlo sovrumano...
"Leviamoci dal loro tiro ..." urlò Spidersax trascinando Scarter verso
gli alti cespugli.
Ma proprio da quei cespugli vennero fuori una ventina di ribelli armati
di spade e balestre.
Spidersax strappò con forza il dardo dalla spalla di Scarter, che emise
un grido di dolore e di sollievo allo stesso tempo, uno sguardo ed una
veloce battuta ironica, a denti stretti, da parte del giovane:
"Ah!! ... meno male che sono mancino ..."
"Forza e ... coraggio ...Betris..." urlò Spidersax, detto questo i due
si lanciarono sul manipolo di uomini.
Uno, due, cinque, dieci ... uno dopo l'altro i ribelli caddero sotto i
colpi forsennati, ma ben piazzati, dei due guerrieri.
Finì tutto in pochi istanti, la foresta riacquistò il suo solito
silenzio, anche se l'eco dello scontro rimbombava ancora tra le pareti
del Picco!
"Andiamo ..." disse Spidersax "Arcano ci aspetta ...".
Fecero solo pochi passi e Spidersax, toccandosi il petto, notò che gli
mancava qualcosa: "Il Saxa ... il mio medaglione ...quel bastardo di un
ribelle sfiorandomi prima con la spada mi ha fatto saltare il Saxa..."
si fermò "Scarter, tu continua ... io torno indietro a recuperare il
Saxa ... il medaglione della mia famiglia ... Non aspettarmi... tu
continua senza voltarti fino ad Arcano, capito?"
Il giovane non disse nulla ma annuì positivamente con il capo, si voltò
e proseguì per Arcano.
Spidersax arrivò nel luogo dello scontro ed incominciò a cercare il suo
ciondolo, controllò dappertutto, sotto i corpi esanimi dei ribelli, in
mezzo ai cespugli ma niente, era come volatilizzato... ma, ad un tratto,
sollevando gli occhi al cielo, lo vide penzolare su di un ramo.
"Ma come avrà fatto ad arrivare fin lassù ... per questa volta mi è
andata bene ... non ci speravo più ormai!!"
Così, si apprestò a salire sul grosso arbusto, ma sentì una fitta al
centro della schiena... era una freccia.
Cadde a terra, si voltò e notò che uno dei ribelli, fintosi morto,
impugnava una balestra.
"Sei stato audace guerriero a tornare ... ma come vedi non sarò il solo
a morire ..."
Spidersax, stringendo i denti dal dolore, rispose: "Vi insegnano a
colpire l'avversario alle spalle... carogne che siete!!"
Ed il ribelle con le sue ultime forze prese la mira puntando l'arma sul
volto del Betris: "Si... ma mi piace guardarli in faccia quelli che
ammazzo come cani... e tu morirai!!!!!".
Ormai il dito era sul grilletto, pronto a far partire il dardo di morte
ma Spidersax con uno scatto felino prese il pugnale dal suo stivale,
quello prestatogli dall'amico Shiryu il giorno della partenza per la
missione, e lo lanciò prendendo in pieno la fronte del ribelle,
uccidendolo sul colpo e riferendosi al dragone sussurrò: "Alla fine
amico mio ... mi sei servito...!!!"
"Meglio tornare ad Arcano ... al medaglione ci penserò in futuro...
intanto ..."
Prese un profondo respiro e con un forte strappo si levò la freccia, il
dolore fu così forte che il guerriero perse i sensi per alcuni istanti
ma rinvenne subito e prima di riprendere la strada per Arcano si medicò
la ferita con bende d'emergenza.
Dopo molte ore di lento camminare, Spidersax cadde a terra senza forze,
un nuovo giorno stava nascendo: "Ho paura che questo sia il mio ultimo
sole... spero solo che Scarter sia arrivato da Licht e gli abbia
spiegato tutto"
Chiuse gli occhi per un attimo e quando li riaprì notò una cosa: Ice,
l'aquila bianca di Akasha, stava volando su nel cielo.... allora gli
tornò in mente una frase dell'amazzone: "Prendi questo... ti servirà
quando ne avrai veramente bisogno ...".
Spidersax mise lentamente la mano nella tasca, e prese l'anello, quello
della madre di Akasha, appena il gioiello fu baciato da un raggio di
sole si sentì un sibilo nell'aria... era Ice che planando, come una
piuma, atterrò ai piedi del guerriero.
Il Betris guardò stupefatto il volatile color della neve e subito gli
venne un'idea: "Ice ... mi servi ... scriverò un messaggio per gli
hammers ... e tu dovrai essere il mio messaggero ..."
Il guerriero prese carta e penna e cominciò a scrivere:
"Son otto ... son sorelle ...
sono tonde ...sono belle...
hanno il cuor di carne ... rivestito di pietra
ed un pianto le ha divise in questa terra segreta ...
ma davanti l'Incanto tutto è finito ...
perché una delle otto ha perso un suo figlio preferito...!"
Arrotolò la pergamena e la legò agli artigli dell'aquila: "Vai! Ice,
porta questo messaggio al comando... loro sapranno che fare ...! vola
...vola!" e il rapace spiccò il volo.
Il guerriero si trascinò ancora per pochi metri, ma giunto nei pressi di
un grosso masso si fermò, il respiro era affannato, il cuore batteva
sempre più lentamente, una lacrima cadde sul viso sporco di sangue e
fango pulendogli la guancia: "Grazie terra ... dai magnifici frutti ...
grazie Arcano per i magnifici figli ... e grazie anche a te... A..."
Non riuscendo a terminare la frase strinse tra le mani l'anello come
conforto, solamente questo piccolo gesto dopo di che Spidersax esalò
l'ultimo respiro.
Troppo tempo era passato da quando Scarter aveva fatto ritorno al
comando.
Licht aspettava con impazienza il suo migliore guerriero sulla torre
nord-est del comando e fu lì che, dalle montagne, vide arrivare, come un
fulmine, Ice, l'aquila di Akasha!
Ice planò leggermente sulla spalla di Licht.
"Cosa ti porta qui?... amabile e misterioso rapace ..."
Il comandante scorse una pergamena che pendeva dagli artigli: "E
questo... cos'è?...."
L'aqula fece cenno con il capo che il messaggio era proprio per lui.
"E' per me? ..." slegò con cura i lacci ed aprì la pergamena.
Nel frattempo, Ice spiccò subito il volo dirigendosi nuovamente verso le
montagne.
Con freddezza, il Betris, incominciò a leggere: "Caro comandante... il
vostro guerriero ha fallito nel suo intento ... Sono stato ferito a
morte... penso di non farcela ... sento il veleno della freccia che mi
ha colpito alle spalle invadere le vene... chiedo umilmente perdono a
voi... e a tutto Arcano... Spidersax".
Non un gesto di rabbia nè un'espressione di dolore, ma una corsa verso i
piani inferiori.
Chiamò Scarter e altri cinque uomini, facenti parte della legione Uait,
abili guerrieri nel campo dell'esplorazione: "Mi è giunta una grave
notizia ... durante le operazioni di rientro Spidersax è caduto sotto
l'agguato infame di un ribelle che lo ha preso alle spalle..." e
continuò "Scarter ... tu sai più o meno il luogo ... dobbiamo recuperare
al più presto il corpo... non c'è tempo da perdere ..."
Scarter, con il dolore nel cuore, scattò sugli attenti: "Comandante
Licht, sarà fatto ... partiamo subito!!!"
La strega Satia si trovava nel suo alloggio e stava finendo di leggere
l'ultimo capitolo, intitolato "I mezzo sangue", del "Libro degli
Incantesimi e delle Pozioni", quando sentì bussare fragorosamente alla
porta. Era Jarsali.
Satia aprì e chiese all'amazzone: "Jar ...ma che succede? ... cos'hai?"
E la Froll, dopo aver preso fiato, rispose: "Hai saputo? ... Spidersax..."
"... Cosa? ..." ribadì la strega e Jar terminò la frase: "Spidersax ...
è ... morto ... è stato ucciso in un agguato oltre il Kruill ... ho
visto la pattuglia che ha recuperato il corpo ... guidata da Scarter
...quello nuovo...!"
Fece un attimo di pausa per riprendersi, tratteneva a stento le lacrime
ma riprese: "Si dirigevano al comando ... Licht li stava aspettando ...
sono passata dalla taverna ... e c'era Akasha... lei l'ha saputo prima
di tutti ... da Ice ... non voleva parlare con nessuno ... stava lì con
lo sguardo perso ... come se avesse perso qualcosa di prezioso ...
Arcano ... tutto Arcano sa già di aver perso un suo figlio"
Non riuscì più a trattenersi e scoppiò in lacrime abbracciando l'amica
strega.
Satia staccò da se la Froll e stringendola per le braccia le disse con
un'espressione di speranza: "Jar... forse c'è il modo di far tornare
Spidersax ..."
E l'amazzone urlò verso la strega: "Ma che stai dicendo ... non ti rendi
conto... Spidersax non tornerà mai più! ... hai capito ... mai più... !"
"Ti vuoi calmare ... ?" riprese Satia "Facciamo così ... ci vediamo più
tardi alla taverna ... dillo anche a Shiryu e Ledra ... e ti prego di
una cosa ... fa venire Aka ... di lei abbiamo bisogno".
La vice comandante delle Froll si asciugò le lacrime: "Ma cosa vuoi fare
Sati ."
La strega la accompagnò alla porta: "Tu vai cara amica mia... e spera
che questa strega abbia un senso qui su Arcano"
Detto questo chiuse la porta e riprese a studiare.
Jarsali si stava dirigendo a Klivia, per parlare con Akasha quando
incontrò per strada Ledra: "Aikydo Gana ... hai saputo di quello che è
successo?... Spi?"
"Si ..." rispose l'amazzone "ero nei pressi del comando quando sono
arrivati ... ho visto Licht ... una maschera ..."
Ma la Froll riprese: "Satia deve parlarci di una cosa riguardante Spi...
non ho capito cosa ma mi ha chiesto di informare te, Shiryu e Akasha ...
per vederci verso sera in taverna ... "
Ledra sconsolata rispose: "Shiryu è partito ieri in missione con i
Dragoni ... io stasera sono di guardia al comando Gana ... mi dispiace,
volevo esserci ... "
E Jarsali con un gesto di comprensione: "Non ti preoccupare ... lo dirò
agli altri della vostra impossibilità nel venire ... comunque io vado...
devo ancora informare Aka ... Aikydo Led"
"Aikydo Jarsali" e proseguì per Klivia.
Prima di oltrepassare la grande porta, che faceva da ingresso alla
Kioskas, Jarsali notò Akasha seduta sotto un albero, le si avvicinò:
"Posso ...?"
Ma la giovane non disse nulla e la Froll: "Si può sapere cosa hai?...
prima ti ho vista in taverna ... ed eri silenziosa ... tutta questa tua
tristezza riguarda ... la morte di Spidersax?"
Akasha prese un lungo respiro e disse: "Beh ... diciamo di si ... quel
guerriero era diverso dagli altri... aveva qualcosa ... mi piaceva ...
riusciva sempre a capire cosa avevo ... ed ora ... ora non c'è più ...
sento di aver perso qualcosa ... la possibilità di amare ... la gioia di
vedere un sorriso che ti tira su ... ero con lui quando è morto ... i
miei occhi vedevano con gli occhi di Ice... ma almeno so che è morto con
... me ... con Akasha di Gana nel cuore ... stringendo l'anello ... il
mio anello ... in quei momenti sono riuscita a leggergli negli occhi il
bene che mi voleva ... il bene che voleva ad ognuno di noi ... a te ...
a Satia ... a Licht ... ad ogni hammer incontrato..."
Si fermò, le lacrime cadevano copiose rigando il viso colore della luna.
Jarsali prese la parola: "Senti ... Satia la strega vuole vederci questa
sera in taverna ... non so di cosa ci voglia parlare ... mi ha chiesto
di dirtelo perché è indispensabile la tua presenza ... "
Le asciugò le lacrime e prima di andarsene aggiunse: "Va a riposare ...
starai meglio ... aikydo".
Subito dopo il tramonto del sole Akasha e Jarsali si trovarono in
taverna, ultima ad arrivare fu proprio Satia con un libro nelle mani.
Il viso tirato non faceva presagire nulla di buono, prese la parola:
"Sapete ... oggi prima che Jar bussasse alla mia porta leggevo l'ultimo
capitolo di un libro di incantesimi ... "
Apri il grosso volume sulle ultime pagine ed incominciò a leggere: "I
mezzo sangue ... razza rara di hammers ... nata da uomini e donne dai
diversi carismi e astuzie portano con loro un segno che li
contraddistingue dagli altri ... una collana , un anello o un medaglione
... oggetto di vitale importanza per loro ... li rende invincibili ed in
caso di morte li potrebbe riportare in vita ... tutto grazie ad un
incantesimo fatto entro tre giorni dalla morte ..."
Si fermò e chiese alle presenti: "Vi risulta che Spidersax avesse uno di
questi tre oggetti?"
Il silenzio invase la taverna ma la Gana prese la parola: "Spidersax è
un mezzosangue ... il giorno prima della sua partenza ho notato che al
collo portava un ciondolo da lui chiamato Saxa" ed un sorriso di
speranza prese il volto dell'amazzone.
"Bene" riprese la strega "dobbiamo andare al comando dei Betris ...
prendere il ciondolo e far tornare Spidersax"
"Ed allora cosa stiamo aspettando? ... corriamo ad avvertire Licht" urlò
l'incredula ma speranzosa Jarsali.
Arrivarono in pochi minuti al comando ed incontrando il comandante
Betris.
Jarsali: "Licht ... dove sta Spidersax? Dobbiamo controllare una cosa...
poi ti spieghiamo ... "
Licht le accompagnò nella camera ardente, allestita nella stanza degli
elogi solenni, li c'era Scarter che vegliava.
Akasha sussurrò: "Sembra che dorme ... è rilassato ... ma so che ha
sofferto ... "
Satia controllò se c'era il medaglione: "Oh... oh...oh... c'è un
problema... non c'è più il ciondolo!!!"
Scarter intervenne: "Quel maledetto medaglione... è per quello che è
tornato indietro... lo aveva perso durante l'ultimo combattimento con i
ribelli ... "
Satia pensò ad alta voce: "Allora lui sapeva l'importanza che aveva quel
ciondolo ... ma non ha fatto in tempo ... dobbiamo andare subito in quel
luogo ... "
Gli altri la ascoltavano in silenzio e lei continuò: "Abbiamo solo poche
ore per trovarlo... qualcun altro oltre Scarter conosce quelle zone ...
?" chiese la strega ai presenti e Licht rispose: "Si... due, solamente
in due conoscono quella parte della foresta come le loro tasche... sono
Astor e Hatshepsut,
rispettivamente vice comandanti dei Dragoni e delle amazzoni di Zaira
... ma purtroppo so che sono partiti proprio questo pomeriggio per gli
allenamenti ... non faremo mai in tempo a trovarli ... "
Ad Akasha venne un'idea: "Possiamo mandare Ice, volando si controlla
meglio il territorio ... lo farò partire domani alle prime luci del
mattino ... che ne pensate?"
E Licht: "Ottima idea Gana ... è la soluzione migliore anche perchè è
l'unica ...".
Le tre hammers si congedarono dal comandante Betris e tornarono ai loro
alloggi ma prima di separarsi Akasha aggiunse: "Tu Sati rimani nel tuo
alloggio aspettando nostre notizie ... io preparerò una pergamena con le
indicazioni del luogo ed uno schizzo del Saxa ... domani Ice partirà
prima
dell'alba ... Jars, tu sarai il nostro collegamento, il tuo cavallo è il
più veloce di Arcano ... e nell'economia dei tempi ci servirà ... a
tutte in bocca a lupo".
Detto questo ognuna prese la strada di casa.
Aka quella notte non chiuse occhio, aveva preparato, per tutto il tempo,
lo schizzo del Saxa nei minimi particolari: "Due serpenti che si
incrociano... con un ragno al centro... ed una spada che trafigge il
medaglione diagonalmente... Spidersax... è nelle vostre mani".
Ice spiccò il volo un po' prima che il sole spuntasse nell'orizzonte:
"Buona fortuna aquila mia... torna con il medaglione ... ti prego!!!"
Astor e Hatshepsut stavano provando le tecniche di mimetizzazione nella
foresta e nonostante nessuno riuscisse a trovarli, l'aquila li scovò
immediatamente.
I due si accorsero dell'arrivo di Ice e si fermarono: "L'hai vista ...?"
chiese Hat ed Astor rispose: "Si... sembra che sia venuta a cercarci...
ma aspetta, ha qualcosa negli artigli ... "
A queste parole la bianca aquila si avvicinò, saltellando, verso i due
vicecomandanti e la Zaira si abbassò: "E' per noi, bianco rapace?" e
slegò il laccio dall'artiglio.
Aprì e lesse il contenuto ed Astor impaziente chiese: "Cosa dice ... "
E l'amazzone rispose: "E' una lettera della mia amica Akasha ... una
Gana ... ci dice che ... Spidersax ... il guerriero Betris è stato
ucciso in queste zone... il corpo è stato recuperato ma non il suo
medaglione... ci chiede, fornendoci la cartina della zona da
perlustrare, di trovare il ciondolo e legarlo agli artigli di Ice,
l'aquila ... "
Fece un attimo di pausa e dopo aver dato un'occhiata alla mappa: "Ho
capito dove si trova ..."
"Si anche io ... andiamo subito?" ribattè Astor.
Il dragone e l'amazzone arrivarono nel luogo della lotta avvenuta pochi
giorni prima ed incominciarono la ricerca del Saxa.
Ore ed ore con le schiene piegate e le spade in pugno, se erano arrivati
fin lì i ribelli dei giorni passati perché non lo potevano fare ora?
Il giorno stava volgendo al termine ed il sole si tingeva di arancione
pronto all'ennesimo tramonto.
Hatshepsut sfinita chiamò Astor: "Non ce la faccio più ... abbiamo
setacciato in lungo ed in largo questa zona ... "
Ed Astor: "Ci vorrebbe un aiuto dal cielo"
Alzò gli occhi ed intravide Ice volare su di loro, volteggiava nel cielo
di un giorno ormai giunto al termine.
"Guarda... l'aquila è ritornata a portare via quel medaglione ma noi
abbiamo fallito... non abbiamo trovato nulla ..."
Ma Hatshepsut fu folgorata da una cosa: "Astor... guarda proprio lì
verso l'aquila... eccolo... l'abbiamo trovato ... " puntò il dito verso
un ramo dal quale pendeva il Saxa.
Astor si arrampicò sul grosso arbusto, prese il medaglione e scese e ad
aspettarlo ai piedi dell'albero c'era Hatshepsut con Ice sul braccio.
"Sbrigati che è ormai buio ... lega il ciondolo agli artigli ... "
Appena Ice ebbe sentito la cordicina stringerle le zampe spiccò il volo
lasciando sul posto Hatshepsut ed Astor che rimasero a guardare: "Vola
... vola aquila della neve!!!"
L'oscurità avvolse il mondo di Arcano in pochi minuti, l'impazienza di
Akasha portò l'amazzone alle porte della Kioskas di Klivia, salì su
l'albero più alto che c'era e con lo sguardo cercava qualcosa che
somigliasse alla sua aquila.
Nella sua mente mille pensieri: "Forse Hat e Astor non sono riusciti a
trovarlo... forse il medaglione è stato trovato da qualcun altro... oh
Spidersax ... come faremo a farti tornare ... abbiamo così poco tempo
..." ed intanto dal lontano sentiero una nube di polvere si sollevava,
era il cavallo di Jarsali.
Scese dall'albero in fretta, appena in tempo per far segno al cavallo di
fermarsi, salì in groppa e notò che alle briglie era legata una
pergamena scritta dalla Vice Froll che diceva: "Aka ... il mio cavallo è
ancora più veloce se a montarlo è una persona più leggera di me ... ho
fiducia in Astor ed Hat, per questo motivo io e Satia ci stiamo
dirigendo al comando Betris pronti ad accogliere te ed il medaglione...
Aikydo... Gana ... Jarsali vice Froll"
Finì di leggere e, sospirando, con passo lento si avviò verso
l'alloggio.
Fece solamente pochi metri, quando l'orecchio dell'amazzone avvertì un
sibilo familiare, era Ice che le planò come una piuma sulla spalla.
"Oh ... ma ... Ice sei tu ... e dov'è il Saxa?" cercandolo tra gli
artigli "Eccolo! Possiamo andare, gli dei hanno ascoltato le mie
suppliche ... forza, corri cavallo... corri... destinazione... il
comando Betris".
Al comando Betris, Satia passeggiava, nervosamente avanti e indietro,
cercando di capire un passo della formula magica:
"E quando il nuovo giorno si sveglierà ...
il cuor del mezzo sangue sarà colpito dal raggio color dell'erba ... "
Si fermò di leggere e pensò: "Come un raggio di sole può diventare
verde... come..." ma fu interrotta dall'urlo di Jarsali: "Ecco sta
arrivando Akasha ... conosco il galoppo del mio cavallo ...Licht"
E rivolgendosi al comandante dei Betris: "Licht ... la vedi?"
"Si... il chiaro di luna illumina la polvere alzata dal tuo cavallo...
saranno a qualche minuto da qui... sto scendendo!"
Quando Licht arrivò al piazzale del comando Akasha era già scesa da
cavallo, nelle mani stringeva il medaglione di Spidersax, era come in
stato di trance.
Jarsali la scosse: "Akasha ...! Ma cosa ha?... guarda il suo sguardo ...
" rivolgendosi a Licht ma intervenne Satia: "Questo capita quando gli
amuleti di due mezzo sangue si avvicinano... ricordate ... Akasha è
figlia di un elfo, Solenor, e la madre era una strega, Morgana...
strappatele dalle mani il Saxa... non c'è tempo da perdere... " e così
fecero, Licht tenne la Gana e Jarsali con tutte le sue forze sradicò il
medaglione dalle mani di Akasha.
Akasha rinvenne subito dallo stato larvale e seguì i tre che, nel
frattempo, si stavano dirigendo nella camera degli onori militari, luogo
in cui si trovava il corpo esanime di Spidersax.
Appena furono tutti, Satia prese la parola: "Abbiamo tutto l'occorrente
per il rituale, ma qui parla di un raggio verde ... un raggio verde
naturale ... io come strega saprei riprodurlo con erbe e elementi
chimici ma non sarebbe naturale ... ora vi spiego... "
Rileggendo velocemente per l'ennesima volta il libro: "Dobbiamo
posizionare il corpo di Spidersax verso oriente in modo che venga
baciato dai primi raggi di sole di questo nuovo giorno ... "
Si fermò un attimo e riprese con tono dubbioso: "Ma da quando i primi
raggi di sole sono verdi?"
Il silenzio scese sul comando e Jarsali l'attaccò infervorita: "Cosa
vuoi dire? Che non sai come fare?...vuoi dire che abbiamo fatto i salti
mortali solo per un tuo tentativo di farti notare come strega?..."
"Calma!" intervenne seccamente Licht "non dobbiamo farci prendere dallo
sconforto tanto meno dalla rabbia ... fra meno di un'ora il sole sorgerà
e noi non dovremmo essere impreparati ... fermiamoci un attimo e
pensiamo come può essere risolto questo problema".
I minuti passavano lentamente, come se il tempo li stesse aiutando,
posizionarono Spidersax a Levante ed attesero l'alba.
Ecco pian piano i primi raggi di sole si stendevano per tutto il mondo
di Arcano, ad una ad una le Kioskas vennero illuminate.
La luce scivolò piano piano sul il corpo del guerriero ucciso, ma nulla,
nessun segno di vita.
"Ed ora!!!!" urlò Jarsali "ora che facciamo?"
Satia abbassò gli occhi e non disse nulla ma dal suo oscuro silenzio
Akasha fece un gesto, si spostò e si mise ai piedi di Spidersax ed alzò
la mano destra alla cui estremità vi si trovava l'anello donatogli dalla
madre.
Non appena i raggi del sole sfiorarono la gemma della vera, che era uno
smeraldo, fuoriuscirono dei fasci di luce verde.
"Ecco ... ecco il sistema ..." strepitarono simultaneamente gli altri
tre, Akasha si spostò quel tantino per far dirigere uno di quei raggi
vitali prima sul Saxa e poi sul cuore di Spidersax, furono istanti
interminabili
alla fine dei quali un gran bagliore accecò i quattro che caddero a
terra privi di sensi.
Il primo a riprendersi fu Licht, che soccorse prima Jarsali e poi Satia,
quando si chinò verso Akasha una mano gli bloccò il braccio: "Lascia ...
mio comandante ... a lei ci penso io ... "
Era Spidersax nel pieno delle sue forze.
Nella meraviglia generale dei presenti, il guerriero prese in braccio
l'amazzone, ancora svenuta, la portò alla fontana del piazzale e le
bagnò la fronte e le labbra.
"Svegliati dolce amazzone ... svegliati ... ora so cosa provi per me
..."
Akasha aprì gli occhi ed guerriero continuò: "Quando stringevi il Saxa
nelle mani il tuo cuore ha parlato al mio ... "
E l'amazzone con voce flebile: "Mi sei mancato... mio guerriero... ho
avuto paura di perderti ... stringimi forte a te ... "
Il guerriero avvolse in un immenso abbraccio la Gana ed ella aggiunse
all'orecchio del Betris: "Ti avessi perso ... il mio cuore d'amazzone
avrebbe vagato per tutto il mondo a gridare vendetta ... ".
Licht chiamò a se Spidersax: "Sei in licenza per un giorno ... ma domani
passa dal comando, devo dirti delle cose importantissime ... "
Il guerriero salutò il suo comandante ed accompagnato da Akasha, Jarsali
e Satia si diresse verso l'alloggio di Klivia, benché avesse dormito il
sonno della morte Spidersax aveva bisogno di riposare perché, per lui,
era stata una continua lotta con il mondo degli inferi.
Il giorno dopo Spidersax si presentò al comando, Licht al solito lo
stava aspettando sulla soglia, gli fece segno di accomodarsi.
Il guerriero notò negli occhi del suo comandante un velo di tristezza e
di sofferenza ed esordì dicendo: "Comandante ... mi dica ... sono a sua
disposizione ... lei sa che può contare su di me ... sempre ... un
Betris non ha giorni di riposo ... vacanze ... licenze ... sarebbe come
abbassare la guardia ... è uno stile di vita ... me lo ha insegnato
lei..."
E Licht chiese: "Perché mi dai del lei ... lo facevi i primi giorni che
eri ai Betris ... "
E Spidersax aggiunse: "Non so ... di solito lo si fa per i primi giorni
e per gli ultimi ... tutto questo ... mi assomiglia ad un addio ... i
suoi ...i tuoi occhi fanno trasparire tutto quello che hai dentro ...
spero di sbagliarmi ..."
Ed il comandante si voltò per nascondere le lacrime: "Ebbene si ... hai
capito tutto ... io sto male ... un male oscuro ha preso le mie carni
... le mie viscere ... Spidersax ... io sto morendo ... e prima di
partire devo aggiustare alcune cose ... primo tra tutti ... tu sarai il
nuovo comandante del valoroso esercito dei Guerrieri Betris"
Spidersax rimase in silenzio ma dentro di sé aveva la consapevolezza di
perdere il suo punto di riferimento su Arcano e Licht continuò: "Nimira
sa tutto ed ha accettato le mie volontà ... la cerimonia di investitura
a comandante avverrà subito ... ho fatto preparare la piazza d'armi per
il passaggio di consegne ..."
"Quanto ti rimane da vivere?" chiese l'altro e Licht rispose:
"Pochissimo... giorni se non ore... un'ultima cosa ti chiedo e tu dovrai
eseguire ... promettimelo"
"Comandi comandante!!" rispose Spidersax.
"Devi essere tu a seppellirmi ... e dovrai tenere segreto il luogo nel
tuo cuore ... non dovrà ricordarlo neanche la tua mente ... queste sono
le mie ultime volontà"
Il guerriero con commozione accettò: "E allora sia fatto ... mio
comandante ... ".
La piazza d'armi era coperta di stendardi blu e gialli, i colori dei
Betris, e schierati nelle prime file le quattro legioni dell'esercito, i
Uait abili esploratori, i Blu a cavallo di bianchi destrieri, i Felix
con scudi e spade ben luccicanti ed infine la legione d'elite, la
Settima Onda composta dai migliori Betris, coloro che avevano visto
cadere i loro compagni per ben cinque volte, e alle loro spalle tutte le
scuole di addestramento Betris.
"Ecco il nuovo comandante Betris ... Spidersax!!"
All'annuncio di Licht un fragoroso boato si innalzò dai ranghi,
frastuoni di lame che stridevano l'una con l'altra, scudi che
scintillavano al tocco del sole, cavalli che scalpitavano, grida di
giubilo.
Pochi giorni dopo, il nuovo comandante dei Betris era già al lavoro.
"Bisogna riorganizzare le legioni ... metterò a capo di ognuna di esse
un supervisore e sarà scelto non perché è un veterano ... ma perché è un
hammer corretto e responsabile e poi ... "
Venne interrotto dall'entrata di Licht nella stanza: "E' permesso?...
comandante?"
E Spidersax rispose: "Per te è sempre permesso ... ma ... " notò che
Licht era tirato in viso "come stai? ..."
E Licht replicò: "Spidersax ... è arrivato il momento ... sento il
dolore squarciarmi pian piano il cuore" e mentre parlava sudava freddo.
"Faccio preparare i cavalli e partiamo subito ... ma sei sicuro? Sicuro
di uscire dal nostro mondo così ... pian piano in punta di piedi ...?"
aggiunse Spidersax e Licht rispose seccamente: "Si!".
Licht portò Spidersax oltre il Kruill, proseguirono per ore inoltrandosi
nella foresta, il giorno stava volgendo al termine quando arrivati ad
una radura Licht cadde sulle ginocchia: "Non ce la faccio più ... sarà
questo il mio letto eterno ... "
E Spidersax, che finora aveva fatto silenzio, prese la parola: "Licht
... perché non hai fatto niente per curarti ... su Arcano ci sono i
migliori fra maghi e streghe ... le nostre sacerdotesse ... perché ...?"
"Da me non avrai nessuna risposta..." ma non terminò di finire la frase
che uno spasmo lo fece stramazzare a terra.
"Licht... come va?" si avvicinò Spidersax asciugandogli la fronte,
"E' troppo ... doloroso ... ti prego ... uccidimi ... il mio corpo è
troppo resistente ... e voglio smettere di soffrire il più presto
possibile... ti prego ... dammi un colpo al cuore e facciamola finita
... "
Ma Spidersax: "Ma cosa mi chiedi di fare ... levare la vita a chi ha
avuto fiducia in me ... a colui che mi ha trattato come un fratello?...
no! ... "
Ma Licht stringendogli il braccio per il dolore lo incitava: "... Betris...ti
ordino di farlo... forza fallo!... fallo!".
Il comandante dei Betris con prontezza prese il Saxa: "Oltre a ridarmi
la vita ... questo può anche lenire il dolore ... ma non può dare la
morte ... te ne andrai addormentandoti ... almeno so che sarai sereno e
che non patirai ancora questa tortura ... quando arriverà il momento"
Dopo di che appoggiò il medaglione sulla fronte del suo vecchio
comandante e Licht si calmò.
"Ho sonno!" disse Licht e Spidersax tenendogli il capo: "Si lo so... ti
volevo dire grazie per tutto quello che hai fatto per me ... per i
consigli che mi hai dato e per i momenti trascorsi insieme ... sei stato
il mio esempio su questa terra e lo sarai per sempre ... sarà difficile
trovare un comandante Betris come te ..."
Una lacrima scivolò dal viso di Spidersax e Licht aggiunse
affannosamente: "... so ... di lasciare ... il nostro esercito ... in
ottime mani ... fa ... di ogni Betris ... il guerriero perfetto ...
Spidersax ... grazie...!" e per il cuore di Licht passò l'ultimo soffio
di vita.
Dopo aver reso una degna sepoltura al suo comandante, Spidersax prese la
via del ritorno e lo fece di corsa, senza guardare i luoghi, seguì il
suo istinto e dopo molte ore si trovò sulle rive del Kruill.
Una volta oltrepassato il fiume il guerriero soppresse dalla sua mente
l'ultimo giorno trascorso, cancellato dalla mente ma non dal cuore.
Arrivato al comando, chiamò Scarter e gli consegnò una decina di
pergamene dicendogli: "Affiggili alle entrate principali di ogni kioskas
... vai in taverna ... e al tempio ... fai presto ... "
E il Betris, quello nuovo: "... sia fatto ... !".
Non appena uscito dal comando, ne aprì una ed incominciò a leggere:
"Cari Hammers ... ieri sera un valoroso figlio di Arcano ci ha lasciati
... onore e gloria all'anima di Licht ... eroico comandante dei Betris
... colui che ha fatto la storia di un esercito ... un hammer dal cuore
melodioso ... i suoi versi erano per noi delizie per l'anima ... ci
mancherà ... ma il nostro mondo, Arcano, ci chiede di andare avanti ...
non chiedo né un elogio né una cerimonia ... lui non voleva ... ma solo
un posto nel vostro cuore ... lui riposa in pace in un posto ignoto di
Arcano ... anche perché lui voleva essere ignoto ... uno sconosciuto fra
i grandi ... ... firmato Spidersax comandante dei guerrieri Betris".
Spidersax
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