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Un dono per la principessa

 

Quando le tenebre si diradarono, il cielo si colorò delle chiacchiere degli uccelli e Myrt montò a cavallo, stringendo a sè la bestiola, che non ne voleva sapere di stare ferma.
Shina, la grossa tigre rossastra che accompagnava ovunque la Madras, seguita dai suoi quattro cuccioli osservava in attesa e con lo sguardo preoccupato tipico di tutte le mamme.

La fiera appoggiò una zampa sulla staffa e si erse in tutta la sua forza per guardare il suo cucciolo, che se ne andava con la Madras verso il suo prossimo futuro.
"Coraggio miciona, non è un addio. Harlan saprà essere la giusta guardia per la figlia dell'imperatrice, e sarai tu a guidarlo verso i misteri della caccia. Ho fiducia in te, amica mia, e so che tu ne hai in me. I tuoi figli ormai possono conoscere questa terra come hai fatto tu, il latte materno non è più abbastanza per loro, e tutti, chi prima chi poi, ti lasceranno. Tu lo sai, la natura te l'ha imposto."
Myrt grattò la testa del felino e poi la spinse con gentilezza: la tigre tornò dai suoi cuccioli e si sedette tra loro, socchiudendo gli occhi ai raggi timidi dell'alba.
La Madras la guardò sorridendo poi, con un preciso colpo di tacchi, diede il via alla corsa che sarebbe durata fino alla Kioskas imperiale.
Quando Apache giunse alle porte della Kioskas, sempre ben sorvegliate, l'amazzone fece sentire all'aere e alle guardie il proprio nome, e in un attimo le fu aperta la strada, mentre intorno a lei si formava un gruppo di curiosi, per lo più formato da attendenti di palazzo: Myrt saltò giù dal cavallo, porse le redini ad un'amazzone e si avviò verso il palazzo reale, dove incontrò il custode, sorridente come al solito.
"Buongiorno Madras"
"Buongiorno a Voi, Custode." rispose lei, in fretta, mentre oltrepassava la linea d'ombra che le guglie del castello disegnavano sul terreno.
Il Custode si avviò con lei:
"E' dunque questo il regalo per la piccola Hirih?"
"E quale sennò? Non c'è niente cui tenga di più che alle mie bestie, e Voi lo sapete." Mormorò l'amazzone.
Restarono in silenzio fino a quando giunsero davanti alle porte degli appartamenti imperiali, poi Myrt si voltò verso il Custode, solo per scoprire che non c'era più nessuno, di fianco a lei:
"E ti pareva....." sorrise, le porte si aprirono, e davanti a lei, seduta sul trono, i capelli sciolti sulle spalle e le belle mani bianche nascoste dalle maniche di raso, apparve Nimira.
Myrt fece per inginocchiarsi, mentre Harlan in braccio a lei si agitava, ma l'imperatrice andò verso di lei con un sorriso e la trattenne in piedi, prendendola per mano:
"Mia Signora......- cominciò l'amazzone, ma Nimira la interruppe:
"So perchè siete qui, Madras Myrt. E' questo dunque il regalo per mia figlia?"
L'imperatrice si chinò sorridendo verso il tigrotto che le afferrò con i denti una ciocca di capelli; Nimira sorrise, guardò Myrt e le disse: "So che per te non c'è nulla di più importante di Shina. Non è strano che chi una volta ci abbia quasi tolto la vita ora ci sia così caro? Credimi, il tuo regalo è compreso e apprezzato, e la mia fiducia in te mi impedisce di chiederti se Hirih sarà al sicuro con questa bestiola al fianco, mi basta il tuo sguardo."
Detto questo l'imperatrice grattò la gola del tigrotto, che cercò subito di morderle la mano, e poi fece strada alla Madras che mormorò alla bestiola:
"Hai sentito cos'ha detto? Non farmi fare brutte figure"
La piccola Hirih stava giocando nella sala attigua, quasi spersa nell'abbacinante bianco dei marmi del pavimento, vestita di una veste colorata e splendente: quando sentì il primo miagolio del tigrotto alzò subito lo sguardo, e in un attimo corse verso la madre, ansiosa di toccare il gomitolo di pelo rosso stretto tra le braccia di Myrt.
L'amazzone si inginocchiò e sorrise alla principessa, che si nascose dietro la madre: Nimira la spinse avanti: "Coraggio tesoro. Questa è Madras Myrt, comandante delle truppe imperiali Froll, ed è qui per te. Come tutte le nostre Madras ella è donna di coraggio, fedele e dal cuore grande, non devi averne paura."
Myrt sorrise: "Non preoccupatevi maestà, tutti i bambini hanno paura di me..."
Ma la piccola Hirih le appoggiò una mano sul viso e dopo un attimo di silenzio sorrise all'amazzone, che restò in silenzio piacevolmente sorpresa, e che poi mise davanti alla principessa il tigrotto:
"Si chiama Harlan. La sua nascita è stata travagliata, come la tua, e anche per lui la vita è stata un miracolo. Ma anche lui è sopravvissuto, come tu sei sopravvissuta a quella freccia che è venuta a cercarti tra la folla, ed ora è pronto a diventare forte e maestoso tanto quanto tu lo sarai. Ricordati che è forte e testardo che la mano che lo guiderà dovrà essere la tua. Io so che lo saprai fare, principessa."
Hirih restò immobile ad ascoltare Myrt, poi sorrise e mise entrambe le mani su Harlan che non esitò due volte e la graffiò: Myrt trattenne il respiro, ma la principessa tirò un deciso schiaffone sul muso del cucciolo, che scosse la testa frastornato, mentre l'imperatrice rideva:
"Myrt, non preoccuparti... la pelle di mia figlia è dura quanto può esserlo quella di un'amazzone. Il tuo regalo è stato accettato e, non ho dubbi, gradito. Ora andiamo, lasciamo questi due da soli."
Quando fu fuori dal palazzo Myrt, come sempre, respirò aria nuova: la kioskas imperiale era satura di quell'aria di pericolo che l'aveva invasa fin dall'attentato alla vita di Nimira, e la bambina, benchè coccolata da tutti le era sembrata sacrificata, coperta com'era di vesti e tenuta al chiuso.
"Un'amazzone non può vivere così" mormorò la Madras, mentre montava a cavallo.
"Sono d'accordo con te" sentenziò una voce al suo fianco.
"Lo immaginavo." sorrise Myrt, volgendosi verso il Custode.
Si strinsero le mani per un attimo, poi Myrt e Apache si avviarono verso l'uscita, ansiosi entrambi di ritrovare la libertà dei prati
 


Myrt

 

 

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