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Licht sconfigge Acer

 

Luogo celebrato, tempio solenne del credo amazzone.
Musa ispiratrice per poeti e artisti, suprema aspirazione di ogni guerriero.
La sua terra è resa sacra dal sangue di eroiche guerriere e chiusa da alte gradinate rappresenta il portale d'ingresso per i sentieri della gloria: è l'Arena.
Arriva l'alba di un nuovo giorno, un giorno di superba esaltazione per due soli combattenti.
Un giorno in cui tutte le terre dell'Arcano volgono il loro sguardo verso la perla di Klivia e le giovani generazioni bramano la gloria che verrà riservata al vincitore del Kombat.
Ultimi di una lunga schiera di guerrieri che li ha visti lottare e battersi in quel luogo sacro, i due avversari ora rivendicano per loro quella fama che gli Dei dal loro trono celeste brindando in coppe ricolme di sangue concederanno al vincitore.
Licht, un incantamento lo ha fatto arrivare tra gli hammers richiamandolo dal mondo in cui era nato ma a cui sentiva di non appartenere.
Ora è qui in questo magico luogo, nella divisa e sotto i segni del comando di Betris dopo aver attraversato secoli e lo spazio infinito di mondi diversi.
Altero nel portamento con lo sguardo sereno che testimonia la fiducia nelle sue forze.
Acer, dal passato traboccante di mistero, appartenente all'ultima generazione delle campionesse amazzone.
Siede alla destra di Nusuth Comandante delle truppe di Gana e ne gode della massima fiducia tanto che nella sua lama è posto il vice comando del gruppo stesso.
Di giorno, con la luce del sole, l'Arena si presenta agli occhi del mondo con lo sfarzo dei suoi abitanti magicamente usciti dal buio della notte mentre si accomodano sulle gradinate.
Un fiume di oro, argento e mille colori invadono le vie di Klivia confluendo in un unico punto.
Sul palco d'onore siedono le più alte autorità delle Terre di Arcano, Nimira stessa lasciando cadere il suo vessillo dà inizio all'ultima sfida.
Acer fece schioccare la sua frusta nell'aria, la punta si mosse veloce e sinuosa come un serpente verso Licht che indietreggiando velocemente riuscì ad evitare il colpo.
L'amazzone richiamò a sé la frusta facendo cadere la punta ai suoi piedi mentre con un sorriso scherniva il guerriero.
Licht non aveva mai usato una frusta.
La donna al contrario ne conosceva tutti i segreti, la ferrea disciplina militare a cui era stata sottoposta aveva insegnato a lei l'uso di ogni arma.
Licht rispose al sorriso con uno sguardo duro e gettò lontano la sua frusta rimanendo armato solo del pugnale.
Acer alzò la testa verso il palco d'onore i suoi occhi fissavano quelli del suo Comandante..
Un'eloquente, compiaciuta occhiata passò dagli occhi di Acer a quelli di Nusuth, rimbalzò negli sguardi degli altri Comandanti e delle Madras fino a Nimira riecheggiando in un mormorio sommesso che saliva come la marea nelle notti di luna piena tra gli hammers.
Acer tirandosi dietro la frusta spostò lentamente il peso del suo corpo sul piede sinistro pronta a lanciare un altro colpo.
Al contrario Licht, serrando la mascella e concentrando lo sguardo sull'avversaria, si curvò leggermente in avanti seguendo con gli occhi la scia della frusta.
L'arena taceva, ogni hammers tratteneva il suo respiro aspettando l'attacco della donna.
La frusta saettò impazzita nell'aria, ma non trovò nulla da tranciare, e ripiombò a terra sollevando una striscia di polvere.
Iniziarono quindi a muoversi ruotando in cerchio mentre la frusta di Acer muoveva le enormi spire come un serpente pronto a scattare in avanti.
Licht finse di avanzare in posizione abbassata, la frusta scattò verso di lui, rotolò di lato e assumendo una posizione inginocchiata con la gamba destra piegata in avanti scagliò il pugnale nel braccio che reggeva la frusta colpendolo.
Acer, abbandonando la frusta, la fece cadere al suolo.
Mentre l'amazzone accusava il colpo stringendo i denti e impugnando il suo pugnale il guerriero diede un calcio alla frusta allontanandola dall'avversaria.
Il nitrito improvviso di uno dei due cavalli preparati per la seconda sfida attirò l'attenzione di Licht.
Cercò di valutare velocemente la situazione.
Acer anche se ferita al braccio destro aveva ancora il vantaggio di essere armata mentre lui era a mani nude.
Guardò l'amazzone, poi voltandosi di spalle iniziò a correre verso i cavalli.
Acer si riprese subito dalla sorpresa dello scatto del guerriero e lanciò il suo pugnale che colpì l'avversario ad una coscia che però non ne arrestò la corsa.
Dolorante Licht raggiunse il suo cavallo, si tolse la cinta che stringeva la sua tunica e la strinse intorno alla coscia per evitare copiose perdite di sangue.
Anche Acer aveva raggiunto il suo cavallo ed estraendo la spada lanciando il grido di guerra già cavalcava verso Licht.
Il guerriero a sua volta lanciò il suo, lo scontro al centro dell'arena fu violento, l'impatto tra le lame risuonò nell'arena.
I cavalieri girarono i cavalli e tornarono a colpirsi combattendo con accanimento e incoscienza senza tener conto della propria vita, richiamando e rilanciando senza un attimo di respiro i loro cavalli, dal pelo madido di sudore e ricoperto di schiuma, contro l'avversario.
La spada di Acer ronzò per l'ennesima volta nell'aria descrivendo un cerchio confuso e la sua punta scattò dall'alto verso il basso.
La parata di Licht fu rapida ma non altrettanto efficace, anche se deviata la lama passò la difesa colpendolo sul fianco destro penetrando in profondità.
Il dolore e la sorpresa gli fecero lasciare le redini.
Il cavallo nervoso e provato, eccitato e impaurito dall'odore del sangue s'imbizzarrì alzandosi sulle gambe posteriori.
Perse l'equilibrio e cadde rovinosamente a terra sulla schiena.
Licht fece appena in tempo a gettarsi di lato e rotolando su se stesso evitò per poco che fosse schiacciato.
L'animale sbuffando e nitrendo si rialzò e scappò verso l'uscita.
Il guerriero con la schiena a terra cercava di riprendere fiato respirando a pieni polmoni, inalando polvere che s'impastava con la saliva e il sudore.
Sentiva un liquido caldo e viscoso uscire dal fianco, inumidire la sua tunica e scorrere sul corpo.
La ferita nella gamba che continuava a perder sangue e a causa della cinta che la stringeva poco sopra era tutta indolenzita e pulsava risuonando nella testa.
Il guerriero aveva perso il suo elmo; i capelli, imbrattati di sangue e polvere gli ricadevano sul capo aggrovigliati e umidi di sudore.
Braccia e cosce erano scarlatte. Perdeva sangue dalle labbra e un sopracciglio era spaccato.
Ma nulla era deciso.
L'amazzone si raddrizzò sulla schiena, con la mano tirò a se le redini e il cavallo si fermò.
La folla aveva gli occhi sulla donna.
Da quella posizione avrebbe potuto bloccare Licht e ucciderlo in mille modi.
Per ragioni d'onore, lo chiamò a gran voce invitandolo a rialzarsi e attese.
In sella al cavallo la sua figura dominava tutta l'arena.
Con Licht a terra e ferito era il segno della superiorità guerriera delle amazzoni, della loro ferrea disciplina. Donne dallo spirito selvaggio e cuore impavido; libere come i cavalli delle praterie con i loro corpi slanciati e perfetti illuminati di una bellezza interiore che le rendeva bellissime.
Il cavallo manifestò impazienza, alzando la testa verso l'alto nitrì e abbassò il capo scalciando con la zampa anteriore davanti.
L'amazzone allentò la briglia accarezzandolo sul poderoso collo, portò tutto il corpo dalla parte sinistra del cavallo e scivolando dalla groppa lasciò che il cavallo si allontanasse.
Rimase in piedi davanti all'uomo che faticosamente si stava rialzando.
Il Comandante la stava fissando.
Sugli stinchi aveva legato le gambiere di bronzo che recavano, decorate a rilievo, teste di cavallo con folta criniera in movimento.
Le cosce erano rivestite dell'armatura; in vita portava una cinta a doppia fascia con al centro una pietra azzurra. Un pettorale di bronzo le proteggeva il busto e la schiena sopra un farsetto ricamato di azzurro senza maniche.
Tutto il metallo che rivestiva la guerriera era stato tirato a lucido e brillava come uno specchio.
Si sfilò l'elmo, provvisto di cresta a piumaggio con i colori di Gana, i capelli erano legati e acconciati come fanno le amazzoni prima della battaglia.
Poche volte Licht aveva potuto ammirare una guerriera così maestosa.
Se era un sogno poteva dire di trovarsi di fronte all'incarnazione della Dea della guerra.
Licht raccolse la sua spada e la impugnò a due mani portandola in alto con la punta dietro alle sue spalle sul lato destro del corpo.
La gamba destra ferita la portò all'indietro per proteggerla dalla carica dell'amazzone.
Acer avanzò con tale velocità e potenza che avrebbe abbattuto anche un muro.
L'uomo piantò saldamente a terra la sua gamba sinistra, mise la lama della sua spada di traverso davanti al suo corpo. Il colpo dell'amazzone si fermò.
Lasciandola sfilare in avanti trascinata dalla foga del suo attacco Licht ruotò su se stesso caricando forza e velocità sulle sue braccia.
Si ritrovò con Acer che gli dava le spalle e lasciò partire la sua risposta.
La donna capì l'errore che aveva commesso e mentre si voltava per valutarne le conseguenze vide solo una scia luminosa balenare davanti ai suoi occhi prima di colpirla in pieno volto all'altezza della tempia.
La potenza unita alla velocità dei movimenti di entrambi i contendenti resero l'impatto devastante. Acer perse rapidamente i sensi.
Licht un attimo prima di colpirla aveva ruotato di quel tanto il polso da colpire l'amazzone con il piatto della lama.
L'amazzone lentamente cadde a terra prima sulle ginocchia poi distesa con la testa reclinata di lato.
La folla esultante proclamò la fine del duello e la vittoria di Licht.


Licht

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