Dirkpitt
sconfigge Paradisea
Il giorno era venuto.
Il momento del secondo turno del Torneo Kombat era arrivato.
L'aria era ancora fredda ma la giornata era tersa.
Ci trovavamo nell'arena, sugli spalti erano assiepati centinaia di
Hammers per godersi lo spettacolo.
Eravamo rimasti in sei concorrenti dopo il primo turno e la mia
avversaria era la Strega Paradisea, compagna del Duca Abigor e mia cara
amica di conversazioni nelle serate passate alla taverna del Drago
verde.
Ora lei era di fronte a me dall'altra parte dell'arena e della
staccionata che delimitava il campo di gara, era il mio avversario e
come tale la dovevo vedere mettendo da parte i ricordi.
Questa volta la prima prova era una sorta di giostra a cavallo, avrebbe
vinto colui che disarcionava per primo l'avversario.
Non ero nel pieno della mia forma fisica, ero appena guarito dalle
ferite subite da Berserk e che la mia dolce Haral mi aveva amorevolmente
curato.
Sulla mia armatura adesso spiccava lo stemma di Caliur e non più dei
Dulkar, molte cose erano cambiate e molti misteri dovevo risolvere ma
adesso dovevo pensare al torneo.
Lanciai uno sguardo al pubblico e vidi oltre alle Madras ed ai
Comandanti degli eserciti di Arcano, la mia dolce Amazzone Haral.
Ella mi guardava con apprensione torcendosi le dita delle mani fino a
far diventare le nocche bianche.
Mi avvicinai a lei, le accarezzai i capelli e il dolce viso e la
rassicurai con un sorriso ed un bacio: "Non ti preoccupare amore, ho la
pelle dura... e poi questo è solo un gioco, non ci faremo del male sul
serio"
"Stai attento amore mio" mi disse "sei ancora debole per le ferite, non
sei al meglio della forma e..."
"Shhhht tesoro.." le dissi passandole un dito sulle labbra "non ti
preoccupare, siediti e goditi lo spettacolo, farò prima che posso".
Detto questo la baciai nuovamente, teneramente, mi voltai e mi diressi
verso il mio fido destriero Southern anch'esso protetto con una cotta di
maglia e protezioni sul muso e davanti al torace.
Era un cavallo molto grosso il mio Southern, era della razza originaria
delle montagne del nord e questo mi avvantaggiava, avrei avuto più forza
di inerzia nell'impatto.
"Coraggio amico" gli sussurrai "vediamo cosa sappiamo fare" e cosi
dicendo montai in sella aiutato dal mio Comandante Sir Appo e dal mio
amico Astor, poiché da solo non sarei riuscito a farcela dato il peso
dell'armatura.
"Buona Fortuna, Dirk" mi disse Astor.
"In bocca al lupo, Guerriero Caliur" gli fece eco Sir Appo.
Si allontanarono, mi infilai l'elmo e impugnai la pesante alabarda
appoggiandola nell'apposito incastro alla base delle staffe.
Paradisea era già pronta dalla parte opposta, il suo cavallo era più
piccolo del mio e lei era nettamente più piccola di me e questo poteva
essere un vantaggio in agilità nello schivare i colpi ma uno svantaggio
per la minore forza d'inerzia prodotta.
Abigor era nel mezzo dell'Arena con due bandiere, si voltò prima dalla
mia parte io feci un segno d'assenso, si voltò dalla parte di Paradisea
ella fece un segno d'assenso.
Pronti?...via! Abbassò le bandiere e si tirò indietro.
Con un colpo di stivali spronai Southern che si avventò lungo la
staccionata e nello stesso tempo impugnai l'alabarda a mò di lancia
portando il baricentro dell'arma dietro il mio corpo equilibrando così
il suo peso e la sua lunghezza.
Paradisea mi stava venendo incontro al galoppo anch'essa con la stessa
tecnica, pensai: "Abigor l'ha addestrata bene"
Quando fummo a circa 20 metri l'uno dall'altra girai il busto
leggermente verso l'esterno in modo da proteggermi il torace e abbassai
leggermente la testa, alzai l'alabarda in direzione della spalla di
Paradisea.
Il colpo fu tremendo.
L'alabarda di Paradisea mi prese di taglio sulla spalla destra, la mia
la prese in pieno sulla sua spalla destra, io persi l'equilibrio
all'indietro e mi dovetti tenere forte alle briglie di Southern per non
cadere, avevo un taglio sul paraspalle destro ma l'Usbergo di ferro era
intatto.
Paradisea aveva avuto la peggio da questo scontro che le aveva
scardinato il parabraccio dalla sua sede e per poco non cadde da
cavallo, solo la sua abilità e agilità la trattennero sul suo cavallo.
Arrivati alla fine dell'arena feci scartare Southern di 180 gradi e mi
preparai ad un nuovo scontro.
Appena vidi che Paradisea era pronta feci scattare in avanti Southern al
galoppo, la stessa cosa fece lei; questa volta avevo deciso di mirare
alla coscia destra, e mentre ci avvicinavamo vidi con stupore che
Paradisea impugnava l'alabarda in modo da poter portare un colpo
sciabolato invece che di punta.
Quando fummo a 10 metri io abbassai di colpo il busto sotto la linea
della testa di Southern e dal lato opposto a quello da dove proveniva la
mia avversaria, la sua sciabolata mi passò sopra la testa di appena un
palmo, la mia alabarda prese in pieno la sua coscia destra che
torcendosi all'indietro ruppe i legacci della sella e la staffa di
sostegno del piede.
Paradisea tentò di tenere l'equilibrio ma ormai la sella era per metà
staccata dalle cinghie e facendo istintivamente presa col piede sulla
staffa rimasta integra si girò di 180 gradi su se stessa e cadde da
cavallo rovinosamente.
Fermai subito Southern, saltai giù in fretta togliendomi elmo e armatura
e correndo nel frattempo verso la mia avversaria, speravo di non averla
ferita troppo seriamente.
Arrivato da Paradisea la afferrai leggermente per le spalle e con mia
grande soddisfazione vidi che mi stava gridando contro una selva di
insulti.
"Bene" pensai allora "non è ferita in maniera seria"
Vidi Abigor che correva nella direzione di Paradisea e Haral che mi
veniva incontro.
Mentre l'uno si accertava delle condizioni della sua compagna, Haral mi
saltò letteralmente in braccio.
"Oughh!! Fai piano amore, ho una spalla ferita e sono provato dallo
scontro" ma lei non badava alle mie parole e cominciò a riempirmi di
baci su tutto il mio viso sudato.
"Hai vinto Dirk! Come sono felice! e sono felice che non ti sia fatto
tanto male né tu né tanto meno la prode Paradisea" così dicendo ci
incamminammo tenendoci per mano io, lei e Southern che camminava al mio
fianco, verso la tenda per la preparazione e la vestizione dei
partecipanti al torneo.
La Seconda Prova era un combattimento con Scudo e Mazzafrusto.
Sapendo che il mazzafrusto era un'arma da colpo avevo optato per
un'armatura pesante da indossare sopra l'Usbergo.
Elmo Crociato, parabraccia, stinchiere, parapiedi in ferro completavano
il mio equipaggiamento oltre al mazzafrusto e al mio inseparabile scudo
a tre punte opportunamente riparato e rinforzato dopo i combattimenti
del 1° turno.
Il sole era ormai alto sull'orizzonte e sotto tutto quell'ammasso di
ferro si cominciava a sudare nonostante la temperatura ancora invernale.
Paradisea aveva scelto per lei un Usbergo e delle Stinchiere e scudo a
tre punte simile al mio.
"Strano" pensai "l'Usbergo non è adatto per i combattimenti con arma da
colpo ma forse vorrà essere più libera nei movimenti".
Il tormentone era sempre lo stesso; Paradisea come Xenia era molto agile
e veloce e io, essendo molto più robusto di lei, ero anche più lento nei
movimenti ma ero anche più potente nei colpi.
Chi avrebbe avuto la meglio?
L'agilità o la potenza? Lo avremmo saputo tra poco.
Dopo aver salutato la mia dolce Haral mi approssimai nel mio angolo
dell'arena, Paradisea fece lo stesso, Abigor ci guardò, io gli feci un
segno di assenso, la strega pure, Abigor gridò: "Pronti combattenti?..
Via!..."
Me lo dovevo aspettare!!
Come Xenia anche Paradisea balzò come una lince addosso ad un orso (io!)
cominciando a martellarmi con la sua arma.
Io mi proteggevo con il mio scudo e nel frattempo tentavo di rintuzzare
i suoi attacchi ma i primi 5 minuti furono tremendi!!
Era molto allenata pur non essendo una guerriera e mi dava filo da
torcere, tra l'altro in un combattimento con i mazzafrusti c'era il
rischio che le catene delle due armi si incrociassero e si impigliassero
tra di loro con conseguente perdita o dell'arma di uno dei due
combattenti o di tutti e due con relativo corpo a corpo.
Io era in questo che speravo!!...
Dopo 5 minuti di una grandinata di colpi da parte di Paradisea, il mio
scudo era tornato ammaccato come nel duello del 1° turno.
"Accidenti" pensai "qui va a finire che me lo spacca in due"
Ad un certo punto Paradisea si abbassò e facendo roteare il mazzafrusto
mi colpì violentemente uno stinco.
La protezione si staccò e il dolore invase il mio corpo come un fiume in
piena.
Caddi a terra, lei mi balzò sopra, io mi protessi con lo scudo, lei ci
cadde sopra dalla foga e io ribaltai lontano lo scudo e Paradisea
insieme, che perse la presa sul suo e lo lasciò cadere.
Nello stesso istante in cui mi rialzai Paradisea mi attaccò di nuovo;
era un continuo sciabolare con il mazzafrusto ed evitare i colpi
dell'avversario da entrambe le parti finchè due colpi partiti
contemporaneamente fecero sbattere le due armi aggrovigliando le catene.
Era il mio momento!
Con un violento strattone tirai verso di me Paradisea che pesando la
metà di me non potè resistere alla violenza della mia azione e mi venne
incontro quasi volando, le sfere di ferro del mio mazzafrusto si
staccarono dalle catene, mi scansai all'ultimo momento.
Paradisea cadde rovinosamente a terra ma come un gatto si rimise in
piedi con un balzo e mi si avventò contro facendo roteare la sua arma,
io cercavo di evitare tutti i suoi colpi ma uno mi colpì sul fianco
sinistro.
Mi piegai dal dolore e involontariamente evitai così un colpo diretto
alla testa.
Stando sempre il più rannicchiato possibile feci sciabolare le catene
della mia arma, ormai libera dalle sfere, contro le gambe di Paradisea
come se fosse una frusta, tirai ed ella perse l'equilibrio cadendo
nuovamente a terra, io le piombai addosso e con le catene strinsi
leggermente ma fermamente il suo collo, poi tenendole ferme con le
ginocchia e avendo le mani libere immobilizzai le sue braccia.
Ero praticamente a cavalcioni della Strega e le dissi: "Ti basta o
andiamo avanti Paradisea?"
Ella ansimava e soffiava come un gatto imbizzarrito ma le parole che
uscirono dalla sua bocca mi fecero allentare la presa: " Hai vinto Dirk,
mi arrendo".
Abigor decretò la mia vittoria (a malincuore... ma questo lo pensai io).
Lasciai libera Paradisea e mi sedetti con un tonfo a terra, mi tolsi
l'elmo, ero esausto.
Stessa scena di prima: Haral saltellando e gridando mi balzò addosso
facendomi rotolare per terra insieme a lei e cominciò a baciarmi.
"Hai vinto amore! Hai vinto Amore! Come sono contenta!"
Mentre eravamo per terra, lei sopra di me che mi baciava, vidi al
rovescio la faccia di Sir Appo.
Mi alzai subito cercando di darmi un po' di contegno ma era cosa vana!
Appo si avvicinò mi strinse la mano: "Ben fatto Dirk, sei un degno
Guerriero di Caliur, spero che quando ci sarà da combattere sul serio lo
farai con egual valore ed egual tenacia, ora và a riposarti, te lo sei
meritato".
Detto ciò si allontanò con uno strano sorriso sul viso.
Guardai Haral, l'abbracciai e le dissi: "Amore, mi prepareresti un bagno
caldo quando arriviamo a casa? Ho bisogno di una ripulita e di una bella
dormita"
Lei con un sorriso malizioso mi disse: "Oggi tutto quello che vuoi, ma
non penso che riuscirai a dormire!"
La cosa mi fece accapponare la pelle, non avevo la forza di affrontare
un altro duello anche se questo.....
Dirkpitt
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