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Selenia sconfigge Paradisea

 

L'unico pensiero di Selenia quella sera era se avesse fatto bene ad accettare la sfida.
Certo la prova che la attendeva domani non sarebbe stata gravosa per lei.
Non le costava molta fatica affrontare Paradisea nella prova di lancio con le balestre su bersaglio fisso e mobile.
Sicuramente i duelli avrebbe preferito evitarli. Non per timore della battaglia. I suoi occhi non conoscevano la paura.
Ma il solo pensiero di affrontare lei, Paradisea, una strega, le faceva provare sensazioni particolari. Sicuramente la strega avrebbe ordito qualche artificio per superare le prove e lei allora cosa avrebbe dovuto fare?
Forse qualche idea le stava venendo...
Scacciando ogni pensiero Selenia si avvicinò alla sua balestra, quella con la testa d'ariete che tante volte le era stata amica.
La carezzò dolcemente come fosse viva, come se la luce della luna, che da sempre la seguiva e la incoraggiava, la rendesse ancora più scintillante.
Decise che era ora di addormentarsi e far giungere presto il giorno dopo.
Il sole le colpì il viso come una lama e gli occhi di Selenia si schiusero.
Subito un pensiero la colpì, era mattino e mancavano poche ore alla gara.
Selenia si preparò, indossò i calzari alti i pantaloni di pelle e stavolta mise al collo quel ciondolo che le aveva donato il suo uomo, Thoronghil, quello che era stato per lei l'unico uomo degno di avere il suo amore.
Mai e poi mai si sarebbe donata ad un altro.
L'aria del mattino rinvigorì il suo corpo e il suo spirito ed appena mise il piede fuori di casa una nuova vitalità la invase, salì su Fiona e corse verso il luogo designato.
Appena giunta la accolse una voce familiare: "Hei amazzone, bella festa vero?"
Lei si volse con un sorriso. "Il mio comandante preferito è già qui?".
Licht era da sempre il suo preferito.
"Sono in ritardo forse?" disse Selenia con il suo solito tono altero.
"No, non lo sei, ma la tua avversaria è già schierata davanti gli anelli".
Selenia si volse e vide Paradisea splendente nella sua veste azzurra che la attendeva alla postazione. La gara che dovevano affrontare consisteva in un sorta di tiro al bersaglio.
I bersagli erano in tutto due.
Il primo dei due anelli di metallo era posto su un'asta a circa trenta metri da terra. Lo scopo era di centrare l'anello senza toccarlo.
Al contrario il secondo anello era mobile o meglio girava su se stesso. Il secondo colpo avrebbe dovuto far girare l'anello senza passarci attraverso.
Lo sguardo di Selenia passava da Paradisea agli anelli. Non aveva dubbi che ce l'avrebbe fatta.
La sua balestra le assicurava la stabilità e la precisione necessaria a superare la prova.
Mentre le balestre di Paradisea erano forse più adatte a colpire dei piccoli animali nel bosco, ma questo del resto non era affar suo.
La gara doveva aver inizio, Abigor le chiamò entrambe e le invitò a posizionarsi per iniziare la gara.
Il primo colpo su bersaglio fisso era per Paradisea che prese la sua balestra a fucile, mirò ma il suo colpo andò oltre l'anello senza minimamente avvicinarsi al bersaglio.
Lo sguardo della strega era di ghiaccio.
Un sorriso di scherno si lesse sul volto di Selenia che lentamente, senza guardare la sua avversaria, si posizionò. Carezzò la sua balestra e le sussurrò: "Non mi tradire.".
Selenia scaglio il colpo e fu un centro perfetto.
Toccava ora nuovamente a Paradisea che questa volta preferì una balestra antica.
Anche questo colpo andò a vuoto, troppo imprecisa per un colpo del genere.
Nuovamente l'amazzone Froll si avvicinò alla sua postazione e dopo un attimo di esitazione lanciò.. Selenia non guardò, vide, solamente dopo l'anello che continuava a roteare... aveva vinto.
Tutti gli abitanti di Arcano erano accorsi per vedere la gara e tutti ora esultavano per lei.
Tra la folla Selenia però cercava solo uno sguardo, quello di Myrt, Madras e suo comandante.
Lo sguardo fiero di lei la riempì di gioia, aveva vinto e ne era felice. Teneva alto l'onore di tutte le amazzoni Froll.
Lo sguardo di Selenia si posò sulla sua avversaria. Era abbigliata come una vera combattente pur essendo una strega.
La maglia di ferro e le protezioni all'avambraccio e allo stinco proteggevano molto probabilmente i suoi punti deboli.
Lo scudo a tre punte le sarebbe stato sicuramente utile, lo scudo è tenuto sempre davanti al corpo, come barriera tra sé e l'avversario ed é utilizzato per bloccare i colpi vibrati alla testa e al corpo.
Esso viene anche usato per urtare e spingere il nemico, ma quello scelto da Paradisea, a causa delle notevoli dimensioni, rende molto difficoltoso vibrare colpi rovesci, portati in pratica facendo compiere alla spada un arco sul proprio lato sinistro, a meno di spostare lo scudo e scoprirsi offrendo così uno splendido bersaglio all'avversario, e proprio su questo avrebbe contato Selenia, quando l'avversaria si fosse scoperta: allora solo allora avrebbe affondato il suo colpo migliore e l'avrebbe sconfitta.
Selenia da parte sua aveva scelto per proteggersi un solido usbergo leggero, di maglia metallica per proteggere il busto, le braccia, la testa e che scendeva come un camice fino alle ginocchia.
L'usbergo di maglia costituisce un'ottima protezione contro le ferite da taglio mentre, proprio a causa della sua flessibilità, é di scarso aiuto nel ridurre i traumi da impatto.
In più indossava la stinchiera e aveva deciso di servirsi anche dello scudo a mandorla, il suo scudo le era stato forgiato e lavorato interamente a mano dal suo padre "umano", quell'uomo che l'aveva cresciuta le aveva donato anche quell'ultimo ricordo prima di lasciarla andare per seguire il suo destino.
Non era questo il momento per i ricordi, il combattimento si avvicinava sempre di più e l'ascia bipenne scelta da Selenia sembrava vivere di vita propria.
La sua era un'ascia bipenne con le due lame a forma di mezzaluna allungata. Una delle due mezzelune è d'argento, e ricorda il colore della luce lunare, l'altra è brunita e la lama di metallo lucido è a spicchi, proprio come un mezzo sole. Il bastone è di legno.
Di giorno la parte brunita (quella del sole) è calda, tanto da poter appiccare fuoco ad oggetti combustibili, e la rispettiva inclusione di decoro argenteo è fredda; di notte la parte argentea è fredda tanto da poter gelare l'acqua in cui è immersa e la rispettiva inclusione di decoro brunito è calda. L'ascia è perfettamente bilanciata e può essere anche lanciata.
Era questo artificio magico che Selenia aveva escogitato per contrastare le eventuali stregonerie di Paradisea. Se lei avesse utilizzato la magia Selenia avrebbe saputo come contrastarla.
Il suo pugnale a daga conan invece, leggero e maneggevole, le sarebbe stato utile se fosse riuscita ad avvicinarsi giustamente alla sua avversaria, mentre il pugnale da lancio inglese sarebbe entrato alla perfezione nelle tenere carni della streghetta.
"Dunque è giunto il momento Paradisea" la strega si volse a guardarla e le si scagliò contro senza darle neanche il tempo di capire cosa stesse succedendo, tutto quello che Selenia percepì fu il colpo che ricevette alla spalla sinistra.
Quasi senza rendersene conto, come d'istinto era rimasta immobile come se non l'avesse neanche sfiorata, la guardò fissamente e scagliò tutta la sua ira contro Paradisea che riuscì a malapena a coprirsi il capo con lo scudo prima che l'amazzone le sferrasse ripetuti colpi con la sua ascia bipenne e le facesse quasi sciogliere la maglia di ferro che la ricopriva.
Paradisea si sentiva bruciare e sibilò: "Cosa mi hai fatto?"
La strega si riebbe dal colpo e nuovamente si scagliò con tutte le sue forze sull'amazzone che gettato a terra lo scudo con una mossa rapida colpì la strega al fianco, lasciato scoperto, con la sua piccola Daga.
La strega si gettò a terra lasciando oramai completamente scoperto il suo corpo, la maglia di ferro si era sciolta sotto i colpi dell'ascia.
La ferita al fianco sanguinava enormemente e a Selenia non restava che finire la sua avversaria colpendola al cuore. E così fece.
La lama del suo pugnale trafisse Paradisea lasciandola a terra senza vita.
Selenia se ne andò senza voltarsi, sotto i suoi colpi era morto un altro avversario.. quanto sangue versato.. quante lacrime dei suoi nemici.
Possibile che il suo cuore si fosse indurito a tal punto? Eppure aveva ucciso a sangue freddo.
Era questo il suo destino.
Fiona la aspettava poco lontano, avvicinò il suo muso a quello di Selenia, l'amazzone le salì in groppa e riprese la via della kioskas.
Quello che aspettava Selenia non era un duello come gli altri. Stavolta avrebbe dovuto affrontare una strega.
Era sicura che Paradisea sarebbe stata fiera e leale e che lei avrebbe dovuto fare di tutto per superare la dura prova che la attendeva.
Quando aveva scelto di essere un'amazzone lo aveva fatto ben sapendo a cosa andava incontro e ancora più consapevole di cosa la attendeva era stata cosciente al momento in cui era stata accolta tra le amazzoni Froll.
Myrt il suo comandante l'aveva attesa alle porte della kioskas, l'aveva trattata come una figlia pur insegnandole tutto il necessario che l'avrebbe resa com'era adesso, coraggiosa, implacabile, invincibile.
Paradisea l'attendeva alle porte del bosco, appena la vide le urlò: "Finalmente sei arrivata fiera amazzone, pensavo non saresti più venuta.".
Il tono di scherno usato da Paradisea non piacque per niente a Selenia che prontamente le rispose: "Non sarei mancata per nessun motivo al mondo, io non sono abituata a tirarmi indietro"
L'amazzone si avvicinò minacciosa.
Scese dalla cavalcatura e si avvicinò alla strega brandendo la propria spada: "Paradisea, guardala bene questa spada perché è l'ultima volta che la vedi nettata, tra pochi minuti sarà impregnata del tuo sangue".
La strega mandò una risata stridula ed incupì lo sguardo.
Selenia si avvicinava sempre di più a Paradisea che già si preparava ad affrontare il duello.
Assestati gli scudi davanti al corpo le due si studiarono a lungo e dopo lunghi momenti che sembrarono infiniti diedero inizio al duello con ripetuti colpi e incrociando finalmente le loro spade.
La spada di Paradisea era più leggera della grossa spada di Selenia, la lama a biscia di quest'ultima sembrava dovesse da un momento all'altro far saltare la lama della sua avversaria.
"Paradisea, veramente credevi di potermi battere? Avresti dovuto usare la magia per farlo anche se sai benissimo che anch'io ho i miei mezzi" gridò Selenia in faccia alla sua avversaria.
La strega rispose con la sua voce stridula: "Io ti ucciderò e poi vedremo chi ci sarà a difendere la kioskas dalle mie magie".
"Tu non riuscirai ad avvicinarti alla nostra kioskas, la tua malvagità morirà con te e morirà attraverso la mia lama", ancora una volta Selenia aveva parlato in maniera decisa e con un tono di voce profondo e veramente poco rassicurante.
Le loro spade continuavano ad incrociarsi... due, tre, quattro, mille sembravano i colpi scambiatisi dalle due donne.
Finché non arrivò il momento tanto atteso dall'amazzone.
La strega fece l'unica cosa che Selenia attendeva, lasciò scoperto quello spazio tale che permise all'amazzone di affondare il colpo mortale.
La strega si dissolse sotto il colpo maestro e mentre il vento spargeva ciò che rimaneva delle ceneri di Paradisea gli alberi del bosco cantilenavano una triste melodia.
La kioskas era salva per il momento, salva dalle magie di una strega, ma per quanto ancora?


Selenia

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