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Paradisea sconfigge Selenia

 

Il combattimento si sarebbe svolto nella Kioskas di Ylea; Abigor, con l'aiuto del sommo custode, per l'occasione stava facendo costruire un'arena a nord della kioskas, adatta al kombat e a tante altre manifestazioni e si sarebbe chiamata "L'ARENA DEI GLADIATORI"; grande e ovale, tutt'intorno gli spalti fatti in legno, fatta con marmi di vari colori, granito, colonne lavorate dai migliori artigiani di Arcano, mattoni per le fondamenta e alle volte d'entrata e del palco d'onore grandi pitture eseguite dai maestri artisti in persona, questo doveva essere il principio per altri giochi divertenti per gli Hammer.
In questo primo torneo eravamo sei coppie di sfidanti, il mio sarebbe stato l'ultimo combattimento.
Arrivò il giorno del duello, l'arena era ultimata ed era splendida, avevo visto i progetti ma non pensavo sarebbe stata così bella.
Avrei dovuto combattere contro Selenia, un'amazzone, quindi più preparata della sottoscritta per questi tipi di combattimenti; lo scontro sarebbe stato impari ma ce l'avrei messa tutta per vincere anche perchè l'importante era partecipare con tutta me stessa... e poi se avessi perso avrei saputo chi mi avrebbe consolato!
La vidi da lontano, era vestita in modo leggero, divisa in pelle tipica delle amazzoni.
Per il nostro combattimento aveva scelto un usbergo, detta anche maglia di ferro, costituita da un intreccio di anelli di ferro che formavano una specie di tessuto metallico.
Questo tipo di protezione era facile da indossare, abbastanza flessibile da non impacciare i movimenti e forniva una buona protezione contro i colpi di spada, mentre diminuiva la sua efficacia contro le armi da botta; stinchiera, una protezione per le gambe, partiva dal ginocchio al collo del piede fino al calcagno, realizzata in ferro spazzolato con coietti in pelle ed in fine uno scudo a mandorla convesso al capo e coi margini laterali arcuati, appuntati verso il basso, era rinforzato ai margini con dei ribattini.
Interamente realizzato in ferro brunito lavorato a mano di dimensioni 70 x 40 x 8 cm e all'incirca di un peso di 2 kg.
Io, invece, avevo scelto come Selenia una maglia di ferro, un avambraccio definito più comunemente cannone di antibraccio realizzata in ferro spazzolato con coietti in pelle del peso di 400 gr che misi sul braccio destro; anch'io, come la mia avversaria portavo una stinchiera del peso di 1 kg all'incirca e infine uno scudo a tre punte definito così perchè con capo a tre punte e rinforzato ai margini con ribattini da ornamento, interamente realizzato in ferro lavorato a mano e spazzolato, lo si poteva imbracciare e le sue dimensioni e peso erano uguali a quelle di Selenia.
Sotto, nulla che potesse intralciare i miei movimenti.

Prima prova

Per la prima prova dovevamo colpire un bersaglio fisso, un solo colpo che doveva colpire il più vicino possibile il centro del bersaglio.
Io avevo una balestra a fucile, così chiamata per la particolare forma del teniere legno di fibra dura, con gobba scalinata dietro lo scatto della noce e calcio a fucile, con intaglio e decorazioni floreali, arco in ferro, corda in canapa, corni ugnati in metallo fuso con finiture in pelle, staffa, grilletto, mirino e tabella di mira erano in metallo brunito, le sue dimensioni erano 63 x 33 x 17 cm con un peso di 3 kg e 100 gr.
Mentre la mia avversaria aveva una balestra con testa d'ariete con teniere in legno di fibra dura intagliato con motivi floreali e fruttati stilizzati sul dorso, più dietro lo scatto della noce, una testa d'ariete intagliata a tutto tondo, arco in acciaio temperato, corda in canapa, corni ugnati in ferro con finiture in pelle, staffa, mirino e tabella di mira erano in ferro forgiato e battuto.
Dispositivo di caricamento a staffa e mani.
La testa d'ariete, come altre figure zoomorfe e teriomorfe, avevano una funzione ben precisa, quella di offrire un buon appoggio per il tiro, ma il suo peso e la sua dimensione erano superiori ad altre balestre, 63 x 96 x 19 cm peso 4.060 gr.
Mirammo, ma prima di schioccare il dardo sentimmo il vento, anche quello avrebbe influito sull'andamento della gara; sentito che il vento era fioco, schioccammo il dardo nello stesso momento.
Le due frecce volavano con entrambe velocità, forse di poco più superiore quella di Selenia, ma entrambe centrammo il bersaglio al centro.
La prima parte era patta, ora toccava al bersaglio mobile; bisognava colpire due Drakor catturati vivi dalle amazzoni, per l'occasione.
Selenia tenne la stessa balestra mentre io la cambiai con una antica, arma esclusivamente usata per cacciagione di piccola taglia, teniere in legno di fibra dura con intaglio e decorazioni geometriche, arco in ferro, corda in canapa, corni ugnati in metallo fuso con finiture in pelle, staffa, grilletto, mirino e tabella di mira erano in metallo brunito, mentre le applicazioni erano in metallo dorato.
Senza noce, la leva di sgancio era posta nella parte superiore del teniere.
Completo di un dardo con cuspide in metallo dorato e piuma di struzzo originale.
Le sue dimensioni erano 62 x 40 x 11 cm per un peso di 1,8 kg; pensavo sarebbe stata migliore per un bersaglio mobile e il fatto che odiassi i Drakor mi faceva venire ancor più voglia di ucciderli.
Fecero uscire dalla gabbia il Drakor, aspettai un attimo, lo volevo perfettamente sotto mira, poi sparai e lo colpii in pieno facendolo cadere a picco morto stecchito.
Toccava a Selenia, sparò ma in quell'attimo si alzò un po' di vento che le deviò la freccia facendole colpire un'ala, il Drakor fece un avvitamento e finì al centro dell'arena.
Abigor, che era giudice delle gare, corse subito verso di lui per vedere se era morto ma vide che era moribondo ma ancora vivo, quindi decretò:
"La prima prova è stata vinta da Paradisea! Per migliore precisione".

Seconda prova

Cinque minuti di pausa e poi si ricominciava.
Entrambe avevamo scelto un'ascia bipenne a duplice lama, realizzata con manico in legno ad impugnatura sagomata e testa in ferro lavorato a mano, delle dimensioni di 63 x 26 x 6 cm e del peso di 4,8 kg.
Alla mia destra tenevo l'ascia, nella mano sinistra il pugnale da duello a due tagli e punta con lama in ferro, di particolare forma, presentava due ganci di presa, l'elso era formato da bracci piegati verso la lama in metallo dorato, l'impugnatura era affusolata ed in legno.
Dietro la schiena tenevo il pugnale da lancio vikingo con lama a doppio filo e punta in ferro, l'elso piccolo con corti bracci flessi verso la lama. Impugnatura affusolata e pomo con basettina, il manico in cordelline di metallo bronzato.
Selenia invece aveva scelto un pugnale daga conan con lama a doppia curva ed elso dai bracci a forma di ali di pipistrello, mentre il massello ne raffigura la testa e per quello da lancio uno stile inglese, da lama a due fili paralleli e punta di ferro , l'elso con bracci corti ad archetto, impugnatura fusiforme a cordelline ramate e pomo ottonato a pera con basetta e bottone, il fodero era rivestito di pelle nera con fornimenti di metallo ottonato e spazzolato.
Iniziò Selenia con grinta a sferrarmi attacchi decisi e possenti, io cercavo di pararmi più che potevo con lo scudo ma sentivo la sua forza superiore alla mia e con un colpo d'ascia mi scaraventò lontano lo scudo.
Incominciai a difendermi con l'ascia, mentre lei attaccava io con gesto quasi fulmineo riposi il pugnale e presi quello da lancio: "Al prossimo colpo che mi avrebbe inflitto con l'ascia le avrei lanciato il pugnale contro" pensai, e così feci, ma la maglia di ferro la salvò dall'attacco.
L'ascia stava diventando pesante e sentivo che non avrei resistito a lungo: infatti all'ultimo colpo caddi per terra.
Selenia si mise sopra di me e mi mise il suo pugnale conad alla gola...
Abigor, vedendo la scena disse:
"La seconda prova è stata vinta da Selenia! Migliore prestazione. Ora l'ultima prova sarà quella decisiva per tutte e due. Che vinca la migliore!"

Ultima prova

La decisiva, duello con le spade.
Dovevo mettercela tutta, questa era la prova che avrebbe dichiarato la vincitrice.
Per questa prova avevo scelto una spada vikinga caratterizzata da un'impugnatura rivestita di pelle nera e chiusa superiormente da un pomo evoluto a cinque lobi.
La lama è a due fili con sgusciatura e punta di ferro e fornimento in metallo fuso delle dimensioni di 105 x 10 x 3 cm e del peso di 2,7 kg circa.
Selenia invece aveva scelto una spada flamberg da lato a ponti qui con lama a biscia, realizzata interamente in ferro con impugnatura in cordicelle di pelle nera, delle dimensioni di 130 x 26 x 16 cm e del peso 3.7 kg.
Avevo una spada più leggera quindi potevo contare sul fattore sfinimento nei confronti della mia avversaria.
Questa volta iniziai io ad attaccare.
Selenia si difendeva con lo scudo dai miei attacchi ma ancora per poco, la vedevo arretrare al mio attacco, con la spada avevo più esperienza che con l'ascia e conoscevo alcuni trucchetti.
Riuscii dopo molto a romperle lo scudo, che dovette gettare: eravamo ad armi pari, ora.
Le nostre lame si scontravano, lei per parare il miei fendenti ed io nell'intento di cercare un punto debole.
Dopo molto vidi le sue braccia scoperte e quello era un punto buono per attaccare... con una mossa veloce feci girare la mia spada con la sua, lei doveva solo assecondare la mia forza in quanto la spada che aveva preso, dopo un po' di combattimento, faceva sentire la sua pesantezza.
Le feci fare un paio di giri e poi la lanciai lontano dalla mano di Selenia ferendole un polso.
A quel punto le puntai la mia spada sulla giugulare e rimasi in questa posizione fino a che non si avvicinò Abigor.
Abigor alzando il mio braccio disse:
"Vince la terza prova ed il torneo Kombat Paradisea!"
Finalmente era finita, ero stremata e senza forze ma guardavo fiera Abigor, poi porsi la mano in segno d'amicizia verso l'amazzone Selenia e le dissi:
"Vieni a bere qualcosa? In segno di amicizia..." lei accettò molto volentieri.


Paradisea

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