Dirkpitt
sconfigge Xenia
Faceva freddo, un freddo che
trapassava anche la mia corazza e la cotta di maglia di ferro, un freddo
che ti tagliava come una falce, il fiato si gelava appena uscito dalla
bocca.
Ai bordi dell'arena si erano assiepati una moltitudine di Hammers per
assistere al Torneo Kombat.
Nonostante il grande Torneo delle 4 Madras avesse focalizzato
l'attenzione del popolo delle Kioskas, e nonostante noi, Guerrieri,
Maghi, Amazzoni fossimo già provati per quel torneo, avevamo voluto
cimentarci anche in questo.
La mia rivale in questo duello era Xenia.
Non la conoscevo molto bene, sapevo che era una valorosa Amazzone di
Gana.
Mentre ci preparavamo per la 1° prova, quella di tiro al bersaglio con
balestra, la osservavo.
Era molto bella, un corpo agile e flessuoso che non dava impressione di
potenza ma piuttosto di agilità e di destrezza e questo mi preoccupava
non poco per le altre due prove.
Eravamo pronti per la prima prova tiro con balestra su bersaglio fisso e
mobile; cominciò Xenia, usava una balestrina a pistola molto
maneggevole, prese la mira, era molto calma, scoccò il dardo che sferzò
l'aria e si piantò al centro del bersaglio!!
"Però" pensai "è brava e ha sangue freddo".
Passò al bersaglio mobile... la vidi osservare il bersaglio che
dondolava come un pendolo quasi a volerlo ipnotizzare... poi via!!
Scoccò il dardo che si conficcò a pochi cm. dal centro.
"Bel tiro"... ora toccava a me.
Avevo scelto per una balestra a fucile, ero abituato ad armi pesanti e
data la mia corporatura riuscivo a maneggiarle piuttosto agevolmente.
Caricai il dardo, impugnai la balestra e mi rilassai... chiusi gli occhi
e focalizzai il bersaglio con la mente... poi li riaprii e scoccai il
dardo che si conficcò al centro esatto del bersaglio.
"Però.. bel colpo per essere un vecchietto" pensai... "eh eh eh!".
Bersaglio mobile... ricaricai la balestra e riprovai la mia tattica.
Osservai il bersaglio che si muoveva avanti e indietro, memorizzai il
tempo, chiusi gli occhi, vedevo il bersaglio con gli occhi della mente,
li riaprii e scoccai il dardo che sferzò l'aria e si conficcò a pochi cm
dal centro dalla parte opposta di quello di Xenia.
"Vabbè, meglio che niente" pensai, mi girai e vidi che l'Amazzone mi
guardava con un sorriso che non seppi decifrare e con uno sguardo che
somigliava tanto a quello di una pantera che aveva puntato la sua preda:
me!
Seconda Prova: Combattimento con ascia e pugnali da lancio.
Sembrava una lotta impari.. lei snella, femminile, con pochissime
protezioni se non la sua ascia bipenne e i due pugnali legati alla
cintura, io con la mia Cotta di Maglia, l'elmo, avambracci, bracci,
stinchiere, piedi, ginocchiere e la mia fida Ascia Conan e i miei due
pugnali, un pugnale dei popoli del nord detto Vichingo e un pugnale
prodotto dai popoli degli stati dell'Unione in una antica nazione
chiamata Inghilterra.
La folla ammutolì e il duello iniziò, Xenia con un balzo felino ed un
urlo tremendo mi fu addosso.
Io parai il colpo, le due asce sprizzavano scintille ad ogni colpo, era
forte Xenia per essere così minuta e sapeva maneggiare bene l'ascia.
Ci furono 5 minuti di fuoco con parate e fendenti da una parte e
dall'altra con un micidiale corpo a corpo durissimo, poi all'improvviso
con un balzo Xenia scattò all'indietro e contemporaneamente mi lanciò un
pugnale... io ebbi solo il tempo di lanciare uno dei miei, le due armi
si incontrarono a mezz'aria e si spezzarono l'una contro l'altra.
Non vidi Xenia che abbassandosi mi veniva incontro di lato compiendo un
percorso ad arco... con una velocità da pantera mi fu addosso sul mio
fianco sinistro, vibrò il colpo con l'ascia che io per pur fortuna parai
con l'impugnatura della mia che però si spezzò in due.
Ora non avevo ascia, mi feci prendere dalla rabbia... nel momento che mi
fu addosso e la sua arma aveva compiuto il suo arco, schivai la lama che
mi sfiorò il torace e si conficcò nel terreno.
Nel momento di stasi quando l'amazzone stava cercando di liberare
l'ascia dal terreno freddo e duro le mollai un violentissimo
manrovescio, Xenia lasciò andare la sua arma e un leggero fiotto di
sangue le colò da un labbro, barcollò all'indietro..
Mi avventai su di lei con l'unico pugnale rimasto, lei estrasse il sue
secondo pugnale e mi balzò al collo, io avevo il suo pugnale puntato al
collo e lei aveva il mio puntato al cuore...
Il combattimento era finito alla pari ... ancora!!
Si decideva tutto con il terzo duello, quello con la spada era...
decisivo!!
Faceva freddo... tanto freddo, ma io ero fradicio di sudore che mi
colava all'interno della cotta di maglia e tra gli occhi avevo i capelli
bagnati sotto l'elmo e ansimavo.
Xenia di contro sembrava non aver risentito del combattimento, pensai:
"E' più giovane di me e non ha tutta questa ferraglia addosso!!"
Era avvantaggiata per età e per agilità, io lo ero per esperienza e per
potenza.
La vidi impugnare con calma la sua Spada, del tipo Conan, corta ma
potente e maneggiabile ed il suo scudo tondo.
Io dal canto mio avevo la mia spada "Tizona El Cid" e il mio scudo a tre
punte alto la metà di me, non avevo potuto usare le mie spade preferite:
due Katana che aveva fabbricato mio padre, ma questa spada ERA di mio
padre e aveva un grande valore affettivo per me.
Il pubblico era attento e aspettava in silenzio l'epilogo del nostro
duello.
Tra loro scorsi visi noti di amici, Astor mio Compagno Dragone nonché
mio comandante nell'altro Torneo, c'erano tutti, Ledra, Xandor, Fairie,
Paradisea e molti altri..
Petros e Kassandra avevano il viso tirato, Madras Kristal e Madras
Asiram assistevano dal palco insieme a Madras Myrt e Madras Aria e vidi
il mio comandante Draven osservarmi con severità, Acer mi osservava
attentamente, mi sembrò di scorgere nei suoi occhi un lampo di ansia, ma
era vero?
E se era vero era per la sua compagna o per me?
Bah! Mi stavo facendo impressionare, c'erano anche Licht, Berserk e
Abigor... soprattutto questi ultimi tre mi guardavano con sguardo
divertito... divertito!!
Erano combattenti più abili di me e pensai che si stavano sbellicando di
risate dentro di loro... pensai.. vedendo come un guerriero come me
facesse fatica a stare dietro ad una giovane amazzone come Xenia...
All'improvviso vidi un quartetto formato da Abigor, Licht, Berserk e
Draven avvicinarsi a me... cosa volevano?
Draven mi venne vicino e mi sussurrò a voce bassa ma ferma: "Dirk, se
perdi ti conviene andare a fare l'eremita sulle montagne del nord o te
la vedrai con me!"
Bers e Licht mi diedero una pacca sulla spalla e mi dissero: "Coraggio!!
Ti aspettiamo stasera alla Taverna per bere alla tua vittoria", e questo
detto da Berserk non faceva presagire niente di buono per il mio
stomaco!!
Abigor mi guardò e (stranamente per lui) mi strinse forte il braccio e
mi disse: "Buona fortuna amico".
Va bene, erano venuti a darmi le condoglianze, ehehe!
Si allontanarono e presero posto in prima fila.
Xenia che fino a quel momento era rimasta immobile nell'altro angolo
dell'arena continuandomi a squadrare da capo a piedi urlò: "Dragone, hai
finito con le chiacchiere da osteria? Sei pronto?"
"Sono tutto tuo Amazzone" gridai, e in quel momento ebbe inizio il
combattimento.
Questa volta Xenia cominciò a girarmi attorno per scoprire il mio punto
debole, la stessa cosa facevo io, assomigliavamo a due belve che si
studiano prima dell'attacco.
E l'attacco ci fu .. da parte di Xenia!
In due balzi mi fu addosso e mi martellò con fendenti potentissimi che
io rintuzzavo con lo scudo e la spada.
Lei era più agile di me, dovevo batterla in astuzia e potenza altrimenti
non avrei avuto scampo.
Xenia sembrava non stancarsi mai, il mio scudo era ammaccato
visibilmente a metà e si stava crepando nel mezzo, anche il suo stava
risentendo dei miei colpi di spada ma la sua pur essendo più corta era
più potente, la mia era più lunga ma era stata concepita per un duello
meno cruento ma più tecnico.
A un certo punto fendetti l'aria contemporaneamente con lo scudo e con
la spada, Xenia si abbassò evitando i fendenti e mi assestò un colpo
all'altezza della tibia.
Il dolore fu lancinante e la stinchiera si spezzò di netto, io
indietreggiai furibondo dal dolore e dalla rabbia di essere stato preso
alla sprovvista come un principiante.
"Adesso basta !!" pensai e con un balzo mi portai fuori momentaneamente
dal suo raggio d'azione e cercando di evitare i suoi colpi mi toglievo
con difficoltà ad una ad una tutte le mie protezioni, alla fine rimasi
solo con la cotta di maglia la spada e lo scudo.
Bene, ora sono più leggero... mi avventai con rinnovato vigore contro il
mio avversario che parò un mio affondo con il suo scudo ma riportando la
mia spada in posizione retta con un fendente rovescio gli staccai
l'impugnatura dello stesso ferendola ad una mano.
Lo scudo di Xenia cadde ma non prima che ella con una sciabolata mi
spezzò l'impugnatura del mio ferendomi al braccio.
Gettai via lo scudo e mi riavventai su di lei ma a due metri dal
bersaglio mi fermai di colpo, scartai a destra e mi abbassai sentendo il
sibilo della sua spada passarmi a un soffio dalla testa ormai senza
protezione dell'elmo... in quel momento colsi l'attimo!
Come nel duello precedente aspettai che la spada di Xenia finisse il suo
arco e prima che ella si potesse mettere di nuovo in guardia con una
torsione del busto, sempre stando accovacciato, roteai la mia spada di
360 gradi fermandomi ad un capello del suo fianco destro.
A questo punto la guardai e dissi: "Devo andare avanti Xenia o ti
arrendi?"
Lei per tutta risposta mi calò un fendente dall'alto verso il basso...
rifeci la torsione all'incontrario, evitai la sua spada che si conficcò
nel terreno e allungai un a gamba a mò di asta falciando le sue
caviglie.
Xenia perse l'equilibrio, cadde a terra e io le puntai la spada di mio
padre alla gola.
"Allora?" le chiesi "la finiamo qui?"
Lei mi guardò con un lampo di odio negli occhi che subito si tramutò in
uno sguardo divertito e mi disse: "Hai vinto Dragone!!" .
Era finita... mi rilassai appoggiandomi sull'elsa della mia spada con la
testa abbassata, ero sfinito, era stata dura ma ce l'avevo fatta.
Dissi a Xenia: "Sei una prode guerriera Amazzone, è stato un onore
battermi con te"
"Anche per me Dragone, ma voglio la rivincita un giorno o l'altro" e si
allontanò.
Sperai che quel giorno fosse il più lontano possibile, sanguinavo dal
braccio, dovevo farmi curare ma ad un certo punto mi furono addosso in
quattro: Draven, Licht, Berserk e Abigor tutti a darmi gran pacche sulla
schiena... tanto ero già a pezzi...
Draven e Licht si complimentarono con me, Berserk mi disse: "Stasera ci
facciamo una bella bevuta di birra alla locanda ahahah!"
"Bers" gli dissi "ho già avuto per oggi la mia dose di mazzate a suon di
asce e spade, ci mancano solo le padelle!! Ahahah!"
E mentre mi allontanavo tenendo una mano sul braccio ferito Abigor mi
disse: "Vai a farti curare Dirk, sai che la vista del sangue mi stuzzica
ehehe!"
"Abigor, se ti avvicini ti mangio un orecchio!! Ahahah!"
Mi avviai verso casa cercando un cerusico per la mia ferita e agognando
un letto morbido e un camino caldo.
Dirkpitt
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