L'Amuleto Magico
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ANTEFATTO (Furto nella
notte)
La notte scura, senza luna nè stelle, buia e silenziosa.
D'un tratto un rumore, vetri in frantumi, correre veloce, altri
passi, poi un grido "Nooooo".
Le amazzoni accorrono, hanno rubato dalla cassaforte di Madras
Kristal le mappe dei sotterranei della via oscura. |
Madras Myrt
chiama a raccolta le sue fedelissime: "Presto, andate nella foresta e
stanateli...", poi, visibilmente preoccupata si rivolge a Kristal:
"Siamo nei guai, amica, con quelle mappe I ribelli possono attaccarci di
sorpresa, come possiamo fare? Chi ci aiuterà?".
Quand'ecco, dalla foresta due nitriti e un galoppare veloce, due figure
ammantate di nero e mascherate giungono al galoppo presso le madras: "Vi
aiuteremo noi, non preoccupatevi" e veloci ripartono verso l'oscurità.
Poco dopo i due cavalieri mascherati si ritrovano sulla strada
principale ad esaminare delle impronte: "Sono fuggiti nel bosco ma, se
sono ribelli, per dirigersi verso il kruill devono attraversare questa
strada"
Poco più in là, l'altro cavaliere: "Infatti, ecco dove hanno
attraversato... presto, seguiamoli nel bosco".
Esperti e profondi conoscitori della foresta eccoli giungere sul
gruppetto di farabutti in poco tempo: "Eccoli, sono la Banda Ribellotti,
sono in quattro".
Prima ancora che se ne rendano conto due Ribellotti si trovano presi al
lazo e disarcionati dal loro cavallo, gli altri due allora si avventano,
spada alla mano sui due mascherati.
La lotta è impari, i due mascherati hanno subito la meglio sui due abili
ladri ma scarsi combattenti, legati che li hanno ben bene tutti e
quattro ripartono alla volta della biblioteca, luogo del furto.
Eccoli giungere rapidi e porgere a Myrt le preziose pergamene.
Stupite da tanta rapidità Madras Myrt e Madras Kristal riescono solo a
balbettare un grazie e a chiedere: "Ma chi siete voi due?"
"Siamo Usulik e Papersali, cavalieri senza macchia e senza paura al
servizio del bene", i cavalli si impennano e ripartono lesti al galoppo,
spronati da Usulik e Papersali.
Dormite sonni tranquilli hammer, ora c'è chi veglia su di voi...
Ma chi saranno i due misteriosi eroi?
Per ora possiamo solo dire: grazie Usulik e grazie Papersali...
* * *
Nei pressi della foresta di Kalcud, nell'estremo nord, oltre la foresta
inesplorata, c'è un vulcano, e sulle pendici di questo vulcano una
casupola.
Tutti i giorni da questa casupola una figura ammantata di nero risale il
fianco del vulcano, raggiunge la bocca fumante, vi cala un crogiolo con
strani intrugli e BOOOAAAMMM, immancabilmente una esplosione squarcia il
cielo.
"Accidenti, manca ancora un ingrediente, SaluteFortuna&Amore a portata
di mano, ma senza quell'unico indispensabile ingrediente l'amuleto non
funzionerà mai.".
E tutti i giorni la strana figura ridiscende il pendio e ritorna alla
casupola a preparare un nuovo intruglio per il giorno dopo.
E la sera, prima di coricarsi, lo strano personaggio, ma ora potremmo
dire la strega, osserva nella sua sfera di cristallo, recita una litania
e appare il mondo degli hammer, le kioskas, e poi, guardando bene,
eccolo, l'ingrediente indispensabile, eccolo, l'oggetto del desiderio,
il famoso, unico, NUMERO UNO!
* * *
Notte, kioskas di Ylea, alcuni mesi dopo.
Due cavalli corrono spediti per le vie della kioskas, sono Usulik e
Papersali, un segnale di allarme è stato lanciato dal Vicario Licht.
Giunti sul posto lo trovano spaventato e seduto a terra: "Il mio
bastone, il mio bastone da vicario, me lo hanno rubato. Sono andati di
la, aiutatemi."
"Non preoccupatevi Vicario" risponde fiera Papersali "lo ritroveremo e
porteremo nelle vostre prigioni chi vi ha privato di tale oggetto"
Detto questo si getta al galoppo dietro ad Usulik, già partito sulle
tracce dei malfattori.
Eccoli infatti, sulla strada che costeggia il Kruill, cavalli
velocissimi, cavalieri leggeri, Usulik e Papersali faticano a star loro
dietro.
"Guarda Papersali, sono ribellotti"
"Si, li vedo, per tutte le frecce della mia balestra, ci stanno
scappando!".
Spronano i loro destrieri allo spasimo pur di non perdere di vista i
ribellotti, ad un tratto Usulik ferma il suo cavallo e fa cenno a
Papersali di non fermarsi.
Smonta di sella e si toglie dalla spalla un arco lunghissimo, lega ad
una freccia una ampolla di petrolio, accende la punta della freccia, si
siede a terra e aiutandosi con le gambe tende il grosso arco.
La freccia scocca veloce e con una parabola altissima finisce davanti ai
fuggitivi, nell'impatto col terreno l'ampolla si rompe ed il petrolio si
infiamma subito creando un temporaneo muro di fuoco che spaventa i
cavalli, quasti imbizzarriti sbalzano i ribellotti dalla sella.
Papersali in un attimo gli è addosso, ma i ladri si gettano nel kruill e
fuggono, lasciando però il prezioso bottino a terra.
Papersali recupera i cavalli dei ribellotti e, raggiunta da Usulik, si
dirigono con calma verso Ylea, la strada è molta, ma i cavalli hanno
bisogno di riposare.
Il mattino seguente il vicario di Ylea dorme ancora tranquillo,
nottetempo Usulik e Papersali gli hanno infatti riconsegnato il prezioso
bastone.
* * *
A Kolise, invece, alcune Froll attendono con pazienza che il loro vice
arrivi per iniziare l'allenamento, è in ritardo è ciò è molto strano, si
avviano verso il suo alloggio per assicurarsi che non vi siano problemi,
ma giunti nei pressi della casa sentono Jarsali urlare arrabbiatissima:
"Ma come? Come è potuto succedere? Un furto, a casa mia!" esce di casa
sbattendo la porta.
"Jars! Cosa è successo, cosa ti hanno rubato? Miara? Vestiti? Armi?
Cibo?"
"No, niente di tutto questo, mi hanno rubato il NUMERO UNO!"
"Noooo" si lascia sfuggire l'amazzone più giovane, "il NUMERO UNO?
Intendi dire il famoso numeretto del distributore di biglietti di Usul?
Proprio quel NUMERO UNO che custodivi con gelosia?"
"Si, amiche mie, proprio quello... nottetempo qualcuno si è introdotto
in casa mia e ha forzato lo scrigno dove lo conservavo. Ma vi giuro che
non la paseranno liscia, ora andiamo ad allenarci!".
Chi avrà rubato il NUMERO UNO?
Chi è che ha osato tanto?
Entrare nella casa di un vice comandante e rubare ciò che di più
prezioso ha!
Questo è un lavoro per Usulik e Papersali.
Tremate malfattori, appena calerà la notte la dea giustizia avrà di
nuovo i due paladini al suo fianco, e per voi non ci sarà scampo.
"Hanno rubato il NUMERO UNO a Jarsali?".
La notte era calata lenta ma inesorabile, l'oscurità aveva avvolto le
ultime ombre, cancellato i colori e amplificato i rumori, signora notte
stava già ridestando le creature dai grandi occhi che del buio fanno il
loro mondo.
"Hanno rubato il NUMERO UNO a Jarsali? Ma come, e quando?",
"Nottetempo Usulik, nottetempo, probabilmente l'amazzone non era in casa
e i ladri ne hanno approfittato, anche se non capisco che valore possa
avere per loro il NUMERO UNO!"
"Ribellotti, Papersali, sono stati loro, ne sono sicuro. Il furto ai
danni di Licht è stato solo un diversivo, per tenerci lontano dalle
kioskas e potere agire indisturbati, dovevano essere sicuri che fossimo
altrove!"
"Hai ragione Usulik, noi siamo come ombre nell'oscurità, invisibili,
possiamo essere ovunque, l'unico modo per agire indisturbati è sapere
che siamo da un'altra parte. Ma ora la mia domanda ha ancora più senso,
che valore può avere per degli uomini il NUMERO UNO?"
"Dobbiamo scoprilo, è la chiave per recuperare il NUMERO UNO! Partiamo
dai cavalli."
"E' vero, hai ragione Usulik, i cavalli che hanno usato i ribellotti
l'altra notte erano velocissimi, dei veri purosangue, non è facile
trovarli."
Galoppando nella notte arrivarono alla stalla dove avevano messo a
riparo i cavalli, osservarono attentamente la marchiatura e, svegliata
Kassandra la mercante nel cuore della notte, seppero da lei che si
trattava di un allevamento che si trovava nella pianura al di là del
Kruill, vicino a Nistra.
Portarono i quattro cavalli presi ai ribelli dall'allevatore, svegliato
nel cuore della notte non riuscì, il poveretto, non riuscì a mentire in
maniera credibile e, messo sotto torchio, indicò a Papersali e Usulik
l'accampamento dei ribelli a cui aveva affittato i cavalli.
Risalirono verso nord, lungo il Kruill, e li trovarono, una ventina di
Ribellotti, accampati vicino al fiume, una grossa chiatta ormeggiata
vicino alla riva.
Dalla chiatta stavano scaricando viveri e beni di ogni genere, pellicce
e qualche forziere, erano tutti allegri e quasi ubriachi, festeggiavano
di certo, ma cosa?.
Usulik e Papersali attesero la notte, indossarono entrambi una tuta
attillata e nerissima, lasciarono mantelli e cavalli ben nascosti e si
diressero di soppiatto verso l'accampamento.
Nella tenda più grande erano raccolti quasi tutti, bevevavo e gridavano,
girando intorno alla tenda, nel più assoluto silenzio e concentrandosi
sulle voci, Usulik e Papersali riuscivano a cogliere frammenti di
conversazione e si fermarono solo quando, dalle voci udite, furono
convinti di essere vicino ai capi di quella banda.
"Quella strega è matta!" diceva uno, "matta ma ricca, guarda la
ricompensa che abbiamo ricevuto"
"Già, hai ragione, ma tutto per un misero pezzetto di carta, ci pensi?
Com'è che si chiamava? A si Hatmelia la strega!".
Usulik e Papersali si capirono all'istante, veloce come il lampo
Papersali vece il giro della tenda tagliando i tiranti con il suo
coltello, mentre Usulik, con forza e precisione, tagliava la tenda prima
che si afflosciasse su se stessa e trascinava fuori l'uomo che aveva
nominato la strega.
Corsero poi entrambi verso i loro cavalli, montarono in sella sempre
trascinandosi il ribellotto, oramai legato come un salame, e veloci
sparirono nell'oscurità, prima ancora che uno solo degli altri
ribellotti fosse riuscito a liberarsi dalla tenda crollata.
Nella foresta un rapido interrogatorio, i manrovesci di Usulik e
l'abilità con lo stiletto di Papersali convinsero il ribellotto a
parlare: "Hatmelia, è una strega, vive vicino ad un vulcano, nella
foresta di Kalcud, più a nord, ci ha ben ricompensato per averle portato
quel pezzetto di carta, ma basta vi prego, non so altro, non so cosa se
ne voglia fare".
Tramortito che lo ebbero e ben legato,mandarono un piccione viaggiatore
con un messaggio per le amazzoni, con le precise indicazioni per trovare
quel ribellotto e l'accampamento dei suoi compagni; oramai era l'alba,
liberarono i cavalli e trovato un albero abbastanza grande vi si
arrampicarono e tra i rami approntarono un giaciglio fatto con una
specie di amaca verde per mimetizzarsi, sarebbero ripartiti verso sera.
Hatmelia, chi era costei e cosa voleva dal NUMERO UNO!
Una nuova minaccia per Arcano o una pazza squilibrata?
Riusciranno i nostri eroi a risolvere anche questa intricata questione?
* * *
Usul, prima di recarsi sul campo di battaglia per assistere allo scontro
in atto, ha il tempo per fare una scappata dal suo scriba di fiducia,
una botteguccia sempre fornita degli ultimi fumetti.
Infatti oggi esce l'attesissimo seguito de L'amuleto magico, una
avvincente avventura a puntate di Usulik e Papersali.
"Usulik e Papersali, grazie" dice svelto Usul con già le scaglie in
mano.
"Mi spiace ma non c'è!" risponde lo scriba rammaricato.
"Come non c'è? Ma quando arriverà?"
"Mai"risponde scuro in volto lo scriba, "tutte le copie sono state
ritirate dal mercato e l'autore è sparito, non si sa più nulla di lui".
Esterrefatto Usul riesce solo a balbettare un grazie allontanandosi,
incredulo per l'accaduto.
* * *
Dopo la sveglia data a tutte le kioskas, dopo avere evitato le padelle
di kassandra e fatto orecchie da mercante alle invettive degli hammer
svegliati di soprassalto, Usul si reca dal suo scriba di fiducia per
acquistare l'Araldo.
Lo scriba lo accoglie con un sorriso gioioso e prima ancora che Usul
abbia il tempo di rendersene conto si ritrova per le mani "Usulik e
Papersali"!.
"Ma come?" incredulo sbotta Usul.
"Me lo hanno consegnato stamattina, dicono che i fan hanno costretto la
casa editrice a riprendere le pubblicazioni"
Pagato che ebbe Usul si recò veloce da un fornaio, acquistate tre
brioches alla crema calde calde si siede su una panchina nella piazza
assolata e si immerge nella lettura..
* * *
Il sole stava tramontando, le ombre si allungavano, a quelle degli
alberi della foresta, presto si aggiunsero due altre ombre: Usulik e
Papersali.
Richiamati i cavalli si lanciarono al galoppo verso il vulcano dimora di
Hatmelia.
In breve tempo giunsero ai piedi del vulcano, la notte era rischiarata
da una luna piena argentea, strie di fumo oscuravano a tratti le stelle
intorno alla bocca del vulcano; più in basso una casupola, l'unica
casupola, luce proveniva dall'interno.
Lasciarono i cavalli e si avvicinarono alla casupola di soppiatto e
giunti sotto una finestra restarono in ascolto.
"Finalmente! E' tutto pronto, la luna è piena, gli ingredienti ci sono
tutti, il NUMERO UNO, ingrediente fondamentale, è in mano mia... il
vulcano fonderà e cuocerà tutto quanto e genererà un amuleto magico,
potentissimo, mi donerà denaro, amore e potere, tutto mi sarà possibile,
sarò la strega più potente e corteggiata di queste terre, nessun hammer
potrà resistermi e rifiutarsi di obbedirmi. AHAHAHAHAHahahaha".
La minacciosa risata si spense proprio nel momento in cui si spalancò la
porta, la strega Hatmelia, con zaino e pentolone in mano si diresse
lesta verso il sentiero che porta alla cima del vulcano.
Usulik e Papersali, ancora nascosti nel buio, non visti, attesero che si
allontanasse un poco.
"Ecco a cosa serve il NUMERO UNO, dobbiamo assolutamente fermarla"
"Si, ma dobbiamo agire d'astuzia Usulik, non sappiamo che poteri abbia
la strega".
Si accordarono sulla strategia da seguire e si separarono.
Dopo una lenta camminata Hatmelia, la fattucchiera che ammalia, giunse
in cima al vulcano, depose il pesante pentolone a terra e iniziò a
togliere dallo zaino gli ingredienti magici e a mischiarli nel
pentolone, strani liquidi nauseabondi, parti di animali rari, radici e
bacche oramai perdute, un antico medaglio di metallo, ed infine,
racchiuso in una ampolla, il NUMERO UNO.
Lo adagiò piano sul liquido denso, l'ampolla galleggiava col suo
prezioso contenuto, prese una corda dal fondo dello zaino, la legò al
pentolone ed iniziò a calarlo nella bocca del vulcano.
"Ti conviene fermarti strega!", una voce imperiosa, fiera, una figura
nera esile e sensuale compare dal nero della notte, un sibilo e una
freccia trapassa il mantello della strega come avvertimento.
"E tu chi sei?"
"Papersali, terrore dei criminali e protettrice degli onesti"
"Ahahahah, Papersali, e perchè mai dovrei fermarmi? Credi forse di
spaventarmi?" detto questo estrasse lesta una bacchetta magica e un
fulmine parti subito in direzione di Papersali.
Con un salto l'eroina si gettò di lato evitando la saetta, una seconda
arrivò di sorpresa e le bruciacchiò il mantello nero.
"Strega, mi stai stancando, arrenditi"
"Arrendermi? AHAHAHAH, pazza!"
Un altro fulmine partì diretto verso Papersali, una capriola per
evitarlo e un'altra per caricare la balestra da braccio e scoccare.
Il dardo colpì in pieno la bacchetta magica scagliandola lontano.
"Allora? Ti arrendi ora?"
"Arrivi tardi Papersali, a questo punto l'amuleto magico sarà pronto e
non potrai fermarmi, ne tu ne nessun altro" detto questo iniziò a tirare
su il pentolone dalla bocca del vulcano.
Prima ancora che ebbe finito una voce poderosa dall'altro lato della
bocca la apostrofò: "Hatmelia è inutile, il pentolone è vuoto e il
NUMERO UNO è al sicuro nelle mie mani"
Hatmelia alzò gli occhi, un fisico possente, muscoloso, con indosso solo
boxer neri e maschera nera, sudato, svettava sopra di lei: "Ero già nel
vulcano prima che arrivassi, come hai calato il pentolone ho subito
salvato il NUMERO UNO e gettato il resto, la parte difficile è stata
risalire a mani nude e sopportare il caldo, fregarti invece è stato
facile!".
"Accidenti a te, ma chi sei?"
Con un profondo inchino: "Usulik, per non servirvi madame"
Papersali scoppiò in una fragorosa risata, la piccola distrazione bastò
ad Hatmelia per scatenare una piccola bufera, che, sollevando la cenere
del vulcano, la nascose alla vista e le permise di scappare.
"E' scappata, maledizione!"
"Non importa, la cattureremo la prossima volta Papersali, vieni, è ora
di rientrare a casa, e prendi questo, riportalo tu il NUMERO UNO a
Jarsali"
"No Usulik, è più giusto che glielo riporti tu".
Qualche giorno dopo l'alba stava per giungere che Jarsali senti bussare
al suo alloggio, una figura di nero vestita, a cavallo di un destriero
nero la aspettava, con un profondo inchino la salutò.
"Jarsali, questo credo sia vostro" disse porgendo un tagliandino con il
numero uno vergato di rosso sopra.
Con un sorriso Jarsali lo prese tra le mani, con stupore, guando riaprì
il palmo, oltre al NUMERO UNO, si ritrovò in mano anche una piccola
rosellina rossa, alzò gli occhi ma il cavaliere se ne era già andato,
lontano, al galoppo.
Era quasi l'alba.. e già risuonavano le grida e gli schiamazzi di Usul
per le kioskas, Jarsali rientrò in casa e mise al sicuro il suo tesoro.
FINE
Il bene ha ancora trionfato, alla prossima avventura Usulik e Papersali,
e grazie da parte di tutti gli hammer!
Usul
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