Il sortilegio
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Cap. 1
"Accidenti!" Petros guardò dalla finestra del suo alloggio di Launam
e vedendo sorgere il sole cominciò a preoccuparsi.
"Kassandra sarà già su tutte le furie! Sono in ritardo!"
Si preparò in fretta, prese la sacca con la sua Sfera Armonica, uscì
di corsa, andò alle scuderie, salì in groppa al suo cavallo e si
diresse a Kanveska. |
Una volta arrivato alla Kioskas fermò il cavallo, il suo viso cambiò
colore impallidendo notevolmente.
"Noooooooooooooooooo! Ho sbagliato! Devo essere esaurito... Saranno i
troppi viaggi!"
Disperato alzò gli occhi al cielo e guardò il sole che continuava
inevitabilmente ad alzarsi e pensò a Kassandra: "Sono in spaventoso
ritardo!"
A quel punto prese una decisione: uscì dalla Kioskas e trovò un posto
sufficientemente appartato, dove nessuno lo potesse vedere.
Pensò che non ci fosse altro da fare, e sempre in sella al suo cavallo
racimolò la lucidità che gli rimaneva, si concentrò per accumulare
sufficiente energia e partì per un viaggio interdimensionale che lo
portò direttamente a Kolise.
In un batter d'occhio fu trasportato davanti l'alloggio di Kass, o
meglio... a quello che una volta era il suo alloggio.
"Perché non ci ho pensato prima? Sto invecchiando!"
Bussò alla porta e sentì dei passi avvicinarsi; quando la porta si aprì,
Petros rimase a bocca aperta e si guardò intorno per assicurarsi di non
aver sbagliato strada.
"Aikydo Kristal! Ma che ci fai a quest'ora da Kass? Hai per caso deciso
di venire con noi? E lei, è molto arrabbiata per il ritardo?"
Kristal lo osservava perplessa poi scoppiò in una fragorosa risata.
"Divertente Petros, per un attimo ho creduto veramente che tu avessi
perso la testa! Io sto controllando che l'alloggio sia in ordine per il
nuovo hammer che l'occuperà. Ma tu che ci fai da queste parti, forse
durante il trasloco Kass ha dimenticato qualcosa?"
Lui sbiancò: "Oddeaaaaaa !!! Il trasloco! E' vero! Santo cielo, ero
convinto di essere partito da Nakir e invece stavo a Launam, a due passi
da Kass"
Petros era veramente disperato, non capiva che gli stesse accadendo,
come poteva essersi scordato una cosa del genere?
Salutò Kristal e, senza nemmeno darle il tempo di rispondergli, risalì
in groppa al suo cavallo e ripartì al galoppo alla ricerca di un altro
posto isolato, al riparo da occhi indiscreti.
Riprese in mano la sfera armonica e fece in modo di tornare a Launam.
Una volta arrivato alla Kioskas trovò Kass che stava davanti all'entrata
del suo palazzo con le braccia incrociate:"Ehi, finalmente! Ma dov'eri
finito?"
"Ehm... scusa... ma ho sbagliato strada.... ehm ... tesoro.... sei
arrabbiata?"
Kassandra osservò Petros leggermente perplessa: "No che non sono
arrabbiata, figuriamoci! Ma mi spieghi come hai potuto sbagliare strada?
Dovevi solo attraversare il viale!"
"Ehm... sono arrivato a... Kanveska! Sono un po' confuso ultimamente."
Kassandra spalancò gli occhi assumendo un'espressione tra incredulità e
stupore.
"A Kanveska? uhmmm..... confuso eh? Sarai mica passato a fare un
salutino ad una certa Madras?"
L'espressione di Petros divenne identica a quella che lei aveva poco
prima e cominciò ad agitare gl'indici davanti a sé: "No! Alla Mega
Madras? Macché!"
Kassandra, sentendolo chiamare la Madras Suprema a quel modo, scoppiò a
ridere: "La Mega Madras?"
"Si, la Iper Madras, Mega Madras o Madras Suprema non è uguale?"
Lei continuava a ridere: "Si si, fa lo stesso tesoro, non preoccuparti"
"Non so come e perché, ma sia io che il cavallo eravamo convinti che
stavi a Kanveska. Poi sono arrivato fino a Kolise e li per fortuna ho
trovato Kristal, stava nel tuo vecchio alloggio e mi ha aiutato a
schiarirmi le idee"
La sua espressione divenne improvvisamente preoccupata: "Pensa che ero
convinto di essere partito da Nakir. Sarà lo stress?"
Ora Kassandra non rideva più ma Petros cambiò subito argomento: "Ehi, ci
siamo dimenticati la cosa più importante!"
Lei si guardò intorno cercando di capire cosa intendeva Petros: "E cioè,
che ci siamo dimenticati?"
Petros le sorrise, l'abbracciò con tanta passione e la baciò:
"Buongiorno, amore mio!"
"Buongiorno anche a te tesoro" Kassandra ricambiò il sorriso e il bacio
di Petros che, assumendo l'espressione di chi la sa lunga, le sussurrò
all'orecchio con aria da furbo: "Facciamo così: la prossima volta che
dobbiamo partire all'alba, vengo la sera prima così non mi sbaglio,
almeno finché non mi passa questo periodo di rimbambimento!"
Lei sembrava estremamente divertita dal suggerimento di Petros o, più
che altro, dalla sua espressione.
"Uhmm, tanto per stare sicuri vero?"
"Diciamo di si!"
Scoppiarono in una risata fragorosa che sfociò in un altro abbraccio
costellato di baci.
Erano talmente presi dalle loro effusioni che non avevano badato
minimamente al fatto di trovarsi ancora all'ingresso, fu Petros a farlo
notare: "Che faccio, entro o partiamo subito?"
Lei si scostò un poco: "Entra che prendo le cose che ho preparato e poi
andiamo"
Petros la seguì in casa e chiuse la porta: "Kass....."
"Dimmi." lei gli rispose distrattamente, continuando a raccogliere le
cose che aveva preparato per quella giornata di svago.
"Ehm... ma dove dobbiamo andare?" Petros si mise le mani nei capelli
disperato "Sto veramente a pezzi. Non ricordo nulla...."
Kassandra posò il cesto che aveva preparato e si girò a guardarlo:
"Tesoro, forse non è il caso di allontanarsi troppo dalla Kioskas, mi
sembri proprio stanco"
"Ma non mi sento stanco.. solo un po' confuso..." così dicendo cambiò
espressione, come se un lampo di genio gli fosse piombato in testa e le
si rivolse con aria soddisfatta.
"Allora, ascolta, c'è un posto, ad Ovest, molto bello. Un villaggio in
una vallata piena d'alberi e prati e pare ci sia un guaritore! Può darsi
che lui abbia qualche rimedio per il mio stato!"
Lei fece spallucce: "Ok, allora andiamoci, anche se credo che ti serva
soltanto un bel po' di riposo!"
"Bene si parte allora!" Disse sorridendo Petros.
"Si, partiamo!" confermò lei che sembrava sempre più preoccupata per lo
strano comportamento di Petros.
Cap. 2
I due caricarono le loro cose sui cavalli, montarono in sella e, una
volta usciti da Launam, si diressero ad Ovest.
Dopo un paio d'ore di viaggio si trovarono nei pressi del Kruill...
Petros osservava la zona come se stesse cercando qualcosa.
"Ci dovrebbe essere un guado poco più a Sud, vero?"
"Si, dovremmo quasi esserci" Kassandra indicò un punto davanti a loro.
Lui si fermò improvvisamente, sembrava allarmato…
"Questo rumore..... Mica saranno i....."
Lei lo guardò in modo strano.
"Che rumore, io non sento niente" si bloccò e restò ad ascoltare.
"Mi sembrava di aver sentito sbattere ali... ali di Drakor!" ribadì
Petros.
Alla parola Drakor si allarmò anche Kassandra.
"Drakor? Non pensavo ce ne fossero anche in questa zona, spero proprio
di no! Che ne dici di muoverci e andarcene alla svelta di qua?"
"Si si si, saranno buoni da mangiare, ma così fastidiosi!"
Lei si fermò a fissarlo chiedendosi se scherzasse o se parlasse sul
serio.
"Fastidiosi???....... ma ne hai mai visto uno? Sei mai stato attaccato
da uno di loro?"
"Ehm, veramente, no... Che fanno?"
" Petros, tesoruccio, ti basti sapere che non sono delle “zanzarine”!
Quelle si, che sono “fastidiose”! Ora è meglio rimettersi in marcia"
”Andiamo” Disse Petros con aria poco convinta ”…Sarei curioso di vederne
uno…”
Dopo che si furono rimessi in marcia, Kassandra tolse un po’ di
curiosità a Petros provando a descrivergliene uno: "Personalmente non ho
mai avuto la sfortuna di trovarmene uno davanti e sinceramente spero
proprio di continuare su questa strada, ma ho sentito dire che i Drakor
hanno l'aspetto di un pesce-palla, e che i più grossi arrivano ad un
diametro di una decina di centimetri con un'apertura alare di mezzo
metro, ti rendi conto? Sono mostruosamente grossi e hanno il corpo
ricoperto di peli."
Non riuscì a trattenere una smorfia di disgusto.
"Che orrore! Senza contare che la loro puntura, nonostante non sia
velenosa, è dolorosissima! E si dice che se disgraziatamente si venisse
punti in un occhio, si correrebbe il rischio che il pungiglione arrivi
fino al cervello"
Lui guardò Kass mentre spiegava ma non commentò, sembrava assente.
Poco dopo, trovarono il guado ed attraversarono il fiume.
Petros scorse una strada battuta verso Ovest... "Andiamo di la"
Kassandra annuì e lo seguì: "Va bene. Amore mi raccomando, cerchiamo di
non perderci, eh?"
Passarono circa venti minuti quando Petros si fermò e si guardò intorno…
"Ehm..."
Lei alzò gli occhi al cielo sospirando: "Lo sapevo!"
Petros aveva un'aria mortificata.
Notando la sua espressione triste, Kassandra cominciò a sentirsi in
colpa per quella stupida frase e si mise a scherzare per sdrammatizzare
la situazione.
"E che sarà mai? Ci divertiremo lo stesso! Su Pet, non ti preoccupare...
Magari scopriremo qualcosa d'interessante vagando senza meta…" Poi gli
sorrise per tirarlo un po' su di morale.
Lui si rasserenò.
L’amore di Kass era di grande sostegno per lui, ed ora, nello stato in
cui si trovava, ne aveva tanto bisogno: "Grazie Amore!"
Kassandra, sempre sorridente, gli chiese che direzione avrebbero
seguito.
Petros s'impegnò a fondo e ce la mise tutta per trovare la
concentrazione, alla fine ricordò la strada e si espresse con enorme
soddisfazione:
"Tesoro, è la strada giusta!"
Lei lo incoraggiava affettuosamente: "Non avevo dubbi che l'avresti
ritrovata"
"Si va in quella direzione!" Petros indicò un viottolo a Sud.
Ora si sentiva meglio, nonostante la confusione si facesse sempre più
largo nella sua mente.
Cap. 3
I due erano ancora in cammino lungo un bellissimo sentiero nel bosco
quando Amanuator raggiunse il punto più alto nel cielo di Arcano.
Petros si rese conto dell'ora e chiamò Kassandra che, essendo davanti a
lui, si girò a guardarlo: "Si?, che c'è?"
"Forse sarebbe il caso di far riposare i cavalli... E poi, non senti un
languorino?"
Lei diventò rossa come un peperone e sperò che lui non se ne accorgesse:
"Oddeaaaa, il mio stomaco si lamenta ok... ma non pensavo certo che
l'avessi sentito pure tu"
Petros sgranò gli occhi... "Ma tesoro, non ho mica sentito il tuo
stomaco! E' che tu a quest'ora, di solito, scalpiti come un puledro
dalla fame!"
Kassandra, ormai imbarazzatissima, fece l'indifferente guardando in
un'altra direzione: "Ah, ecco. Ok!"
Petros, che aveva una gran fame, le sorrise divertito poi indicò un
punto alla loro destra: "Là in fondo c'e' un posticino delizioso, ci
accamperemo li"
Lei annuì e proseguirono fino ad arrivare ad una radura.
Petros continuava a sorridere chiedendosi cosa avesse preparato di buono
Kassandra.
Una volta arrivati scesero da cavallo e lei tirò giù il cesto che
conteneva tutte le cosette che aveva preparato per il loro pranzetto.
La piccola radura era un posto bellissimo, circondata da alberi alti e
robusti e piante rigogliose, cespugli di rosa canina e more.
Ormai era primavera già da un mese e la natura in poco tempo aveva messo
in mostra tutta la sua forza ed i suoi colori.
Petros sistemò i cavalli rifocillandoli.
"Kass, mentre prepari qualcosa, raccolgo un po' di queste squisite
bacche!" indicò dei cespugli pieni di grosse bacche scure.
Lei gli sorrise: "Ok, occhio però a non raccogliere anche quelle
velenose, eh?"
Lui ricambiò il suo sorriso: "Non ti preoccupare, le conosco bene!"
Dopo aver steso un telo e averci sistemato sopra il contenuto del cesto,
Kassandra lo raggiunse: "Hai raccolto molte bacche?"
Pet le mostrò la sua sacca ormai quasi piena e lei si meravigliò che
fosse riuscito a raccoglierne così tante in così poco tempo.
"Accipicchia quanta roba! Sono veramente tantissime"
"Si, e sono squisite! Sono anche molto energetiche."
Petros aveva un'espressione soddisfattissima e Kassandrà se ne rallegrò,
allungò una mano, prese una bacca dalla sacca di Petros e se la mangiò.
"Hmmmmmm. Buonissima!"
"Visto?"
"Si, ho visto... Ho una fame pazzesca, che ne diresti di metterci a
mangiare?"
All'improvviso sentì degli strani rumori e si voltò a controllare.
"Che c'è, Kass?"
"HEYYYYYYYYYYY........ IL NOSTRO PRANZOOOOOOO"
Petros sussultò all'urlo di Kass facendo cadere tutte le bacche.
"Che è successo?" Le chiese allarmato.
Lei non riusciva a credere ai suoi occhi: "Ci rubano il pranzo!!!!"
Petros era più incredulo di lei: "Chi?"
"Chiiiiiii??? LUIIIIIIIIIIIIII!"
Kassandra si diresse minacciosa verso il punto in cui aveva lasciato il
cesto.
"Hey, tu! Ma che credi di fare, eh? Quello è il nostro pranzo! Giù le
mani!"
Petros, leggermente smarrito, si voltò e vide un omino, con degli
stracci addosso.. e piuttosto sudicio. L'esserino sentendosi in trappola
tentò di scappare.
Petros lo rincorse gridando: "Dove vai, aspetta!"
In pochi attimi lo raggiunse: "Ehi, fermati! Perché ci rubi il pranzo?
Potevi chiedercelo, lo avremmo diviso con te!"
L'omino sogghignò rispondendogli con tono piuttosto seccato: "Non
offendere, sai! Non sono mica un ladro! Sono venuto a riscuotere la mia
parcella."
E con uno scatto velocissimo saltò dietro ad un cespuglio.
Kass e Petros cercarono di raggiungerlo, ma dietro il cespuglio non
c'era più nessuno.
L'omino era sparito!
Lei non riusciva a capacitarsi di ciò che stava succedendo in quella
strana giornata, e ancora non era finita.. allora cominciò a brontolare,
com'era solita fare quando s'innervosiva.
"Partiamo in ritardo, ci perdiamo e ci ritroviamo davanti anche sto
vecchio pazzo che per giunta ci lascia pure senza pranzo! Che giornatina!"
Petros la guardò pensando fra sé: "Mia dolce Kass! Che pazienza che ha
con un fidanzato stressato che non fa altro che crearle problemi! E'
adorabile ed io la amo tantissimo! Mi spiace crearle tutto questo
disagio"
Le si avvicinò e l'abbracciò cercando di consolarla un po': "Amore non
ti preoccupare, adesso procurerò il cibo per il nostro pranzo. Poi ci
riposeremo e dopo riprenderemo il nostro cammino. Non dovrebbe essere
molto lontano il villaggio"
Kassandra tirò un calcio ad un sasso: "Ma si, non ti preoccupare. Non
moriremo certo di fame, un po' di dieta non guasta di sicuro. Ci
conviene riposare un po' e rimetterci in cammino se vogliamo arrivare
prima che faccia buio"
Petros le sorrise: "Abbiamo ancora le bacche!"
Prese la sacca e tirò su tutte le bacche cadute.
Improvvisamente si fermò e si rivolse a Kassandra: "Ma chi diavolo sarà
quel tipo? E poi, sbaglio, o ha parlato di parcella ? Mah! E' proprio
vero: ormai nei boschi s'incontra di tutto!"
Lei lo guardò perplessa e si grattò la testa ... "Già, già. Ma che roba!
Cose da pazzi! Ti fregano il pranzo e ti dicono che stanno riscuotendo
la parcella... Mah, meglio non pensarci và."
Petros si voltò di nuovo verso il cespuglio dov'era sparito l'omino e si
chiese come mai la Sfera non si fosse messa a vibrare, cosa che faceva
sempre in situazioni di pericolo...
"Hai ragione, non pensiamoci, mangiamo qualcosa e poi ripartiamo, va
bene?"
Kassandra annuì e così fecero.
Dopo aver mangiato, riposato e governato i cavalli si rimisero in
cammino.
Petros si sentiva abbastanza in forma, lucido e sicuro della strada da
percorrere, si mise alla guida davanti a Kassandra.
Il viaggio fu piacevole e Petros finalmente riuscì a rilassarsi un po'
in compagnia della sua amata.
Non riuscivano a vedersi spesso, lui sempre impegnato nei suoi viaggi di
ricerca e nelle lezioni di musica che impartiva nelle Kioskas; lei
mercantessa impegnatissima ed ora anche Madras, lavorava tutto il
giorno.
Questa fu per loro la prima vera occasione per stare insieme qualche
tempo.
Le ore passarono veloci e senza quasi neanche accorgersene, in serata,
giunsero nei pressi del portale del villaggio.
Cap. 4
Dall'esterno si vedevano le mura moderatamente alte che dovevano
proteggere il paese da tutti i lati.
Petros notò che non erano nè massicce nè altissime, come se gli abitanti
non avessero particolari paure di essere assediati o di attacchi
esterni.
La cosa lo fece riflettere.
Si trovarono davanti al portale completamente aperto nonostante l'ora
tarda, il sole ormai stava tramontando.
L'ingresso era custodito da una sola guardia, peraltro poco armata, che
sorrise loro e li salutò cordialmente chiedendo cortesemente chi
fossero.
Petros gli spiegò che arrivavano dall'altra parte del Kruill,
precisamente da Launam, che erano in viaggio dalla mattina presto, che
ormai erano stanchissimi e che cercavano una locanda dove riposare.
Sapendo che da quelle parti ce n'era una ottima, gli chiese indicazioni.
La guardia rispose, sempre molto garbatamente, che la locanda si trovava
al centro del villaggio sulla strada principale e che si chiamava "La
locanda del Giglio Azzurro"; aggiungendo che l'avrebbero riconosciuta
subito.
Petros si voltò sorridente verso Kassandra, che aveva un'aria stanca e
pensierosa... "Kass, tesoro, siamo arrivati!"
Lei lo guardò altrettanto sorridente: "Così pare… Non vedo l'ora di
arrivare alla locanda."
"Visto? Non ho sbagliato strada, stavolta!"
Lei rise e insieme s’incamminarono verso il centro del villaggio dove
trovarono una costruzione circondata da una staccionata sotto la quale
spiccava un'interminabile fila di gigli azzurri e profumatissimi.
Rimasero entrambi incantati da quel graziosissimo posticino.
"Che carina! Non è un gioiello, Kass?"
Lei concordò con Petros: "Si, veramente graziosa Pet. La guardia aveva
proprio ragione. Sicuramente non ci si sbaglia"
Dall'interno della locanda si sprigionava un profumino delizioso che
Petros riconobbe subito: "Pasticcio di cinghiale!"
Lo stomaco di Kassandra ricominciò a farsi sentire: "E crostata di
mele!"
"Kass, stasera festeggeremo alla grande, con una splendida cena che ci
ripagherà delle delusioni di oggi"
Mentre parlavano, improvvisamente, Petros fece una smorfia di dolore e
senza emettere alcun suono si piegò su se stesso, per fortuna senza
cadere dalla sella.
Kassandra lo guardò preoccupata e, dopo essere scesa da cavallo, gli si
avvicinò per aiutarlo a fare la stessa cosa: "Che ti succede Pet, stai
male?"
"Una fitta alla testa!"
Petros guardò Kass con aria sempre più confusa; poi si mise seduto a
terra, socchiuse gli occhi e cominciò a respirare profondamente.
Passarono pochi istanti e riaprendo gli occhi guardò Kass sorridendo.
"Scusa amore mio, non mi era mai successo prima... questo stato
confusionale sta peggiorando.. ma ora sto bene, ricordo tutto.. non ti
preoccupare"
Si rialzò e abbracciò Kassandra che tirò un sospiro di sollievo.
"Che spavento che mi son presa! Sicuro che sia tutto a posto?"
"Credo di si...."
"Bene. Allora portiamo i cavalli nella scuderia, entriamo in taverna,
mangiamo qualcosa e vediamo se hanno dei posti disponibili per la notte.
Poi, direi che sarebbe meglio trovare subito questo fantomatico
guaritore"
"Ah! Vero, il guaritore! Beh, prima mangiamo e riposiamo, poi domattina,
con calma dopo colazione, ci mettiamo alla ricerca di questo fantomatico
guaritore! Che ne pensi?"
"Penso che sia meglio trovarlo subito, sono preoccupata per te Pet, non
stai bene e non voglio correre il rischio di vederti peggiorare"
"Ma io ho fame!"
Lei lo guardava perplessa, si stava comportando in modo proprio strano…
"Pet, infatti ho detto che prima mangiamo qualcosa, poi lo cerchiamo,
sto morendo di fame pure io e tutto grazie a quella sottospecie di
ladruncolo che ci ha fregato il pranzo"
Petros sembrava regredire attimo dopo attimo, tanto da cominciare a fare
i capricci come i bambini.
Ad un certo punto sembrò riprendersi: "Va bene, cerchiamo il guaritore.
In effetti non sto un gran che!"
Entrarono alla taverna e Kass si avvicinò a parlare con la locandiera,
poi raggiunse Petros a un tavolo.
"Bene. Abbiamo una stanza per la notte. Ora ci portano qualcosa da
mangiare e poi chiederemo informazioni riguardo a questo guaritore"
Una volta finito di mangiare, Petros richiamò la locandiera: "Per
favore, stiamo cercando una persona che vive da queste parti, un
guaritore! Sapete chi è e dove alloggia?"
La donna sorrise. Aveva una faccia pulita e dall'aspetto sereno.
Ispirò subito simpatia a Petros.
Si avvicinò e disse: "Voi cercate qui un guaritore? Qui è pieno di
guaritori! E' la nostra particolarità. Molti di noi imparano le tecniche
di guarigione fin da piccoli. Veniamo da una cultura millenaria di
studiosi di medicine tradizionali e non!"
Poi guardò meglio Petros e continuò indicandolo: "Tu in effetti hai una
pessima cera.... "
Allungò una mano cercando di toccargli la fronte ma subito la tirò
indietro come se fosse stata punta da qualcosa e cambiò espressione.
"Sentite, se cercavate un guaritore siete nel posto giusto. Ma il
problema che hai tu lo può risolvere, forse, solo un maestro, ed il
nostro Sommo Maestro si trova a poche miglia da qui in una vecchia casa
vicino al torrente. Se uscite dal portale nord in poche ore lo
raggiungerete."
Kassandra la fissava con aria interrogativa: "Scusa eh... ma che razza
di problema potrà mai avere Petros, che sia così grave da far si che
solo un maestro possa essere in grado di risolverlo?"
La locandiera rispose con molto garbo: "Vedi, la medicina che usiamo noi
agisce sia sul corpo che sull'anima. Una stessa malattia ha varie forme
e manifestazioni relativamente alla profondità della sua radice che può
sprofondare nei corpi sottili, o meglio diciamo in quella dimensione che
molti chiamano Anima. Secondo l'entità e la gravità della stessa
malattia si stabilisce il grado di profondità. Il massimo grado di
profondità è il Settimo Grado. E solo i Maestri posseggono conoscenze e
tecniche adeguate per combattere le malattie del Settimo Grado"
Kassandra si alzò di scatto facendo cadere all'indietro la sedia: "Cosa
vorresti dire con questo, che il "problema" di Petros starebbe a questo
settimo livello? Ma dico, stiamo scherzando? L'hai appena guardato e
dici che ha una malattia che solo un maestro può curare. E tu come fai a
saperlo?"
Tirò su la sedia e si avvicinò a Petros poggiandogli una mano sul
braccio: "Su tesoro, devi riposarti un po’"
"Si amore andiamo" Rispose Petros che sino a quel momento aveva
ascoltato i discorsi con aria assente.
La locandiera non rispose ma se ne andò in silenzio per tornare poco
dopo con un’ampolla in mano: "Ecco a voi. Quest'infuso vi farà riposare
bene e terrà gli effetti negativi lontani almeno per tutta la notte"
Diede le chiavi a Kassandra.
"Prego, la vostra stanza è al primo piano, andate pure a riposare"
Lei prese le chiavi e si scusò per il comportamento brusco e poco
gentile che aveva avuto poco prima. Poi si diresse al piano di sopra con
Petros.
Arrivati in camera sistemò il letto e fece sdraiare Petros.
"Hai bisogno di qualcosa?"
Lui sembrava molto affaticato, anche se tentava di non darlo a vedere:
"Grazie tesoro, ora sto molto meglio! Mi piacerebbe che tu ti rilassassi
un po' e riposassi bene, ti sei già stressata abbastanza amore mio! E
poi, non ti preoccupare. Sono certo che troveremo la soluzione a questo
problema. Domani andremo a trovare questo mago guaritore."
Lei gli sorrise prendendogli una mano: "Certo! Ma ora riposati, su!"
Cap. 5
Finalmente cominciava a farsi giorno.
Kassandra non era riuscita a chiudere occhio per tutta la notte, che le
era sembrata interminabile.
Era rimasta ad osservare Petros per tutto il tempo chiedendosi cosa mai
gli stava capitando, senza però riuscire a trovare una risposta.
Sperava solamente che qualunque cosa fosse, si risolvesse presto senza
lasciare su di lui conseguenze negative.
Giunta l'alba, Petros non accennava a svegliarsi.
Kassandra, che ormai era in piedi già da un po', provò a sfiorargli un
braccio chiamandolo ma lui non si accorse di niente e continuò a
dormire; a quel punto decise di lasciarlo riposare perché ne aveva
sicuramente bisogno.
Dopo poco tempo, lui aprì gli occhi.
"Buongiorno amore!"
Lei si sentì decisamente sollevata nel vederlo bello pimpante e cominciò
a pensare che magari lo stato confusionale del giorno prima fosse stato
solo passeggero.
"Buongiorno tesoro, come ti senti questa mattina?"
Petros sembrava tranquillo e riposato.
"Mi sento... bene, direi bene! Tu? Ti vedo stanca... Non hai dormito
bene?"
Lei gli sorrise e gli diede un bacio: "Ho dormito benissimo tesoro, non
preoccuparti"
Anche Petros sorrise, ma guardando Kass si accorse di qualcosa che non
andava: anche se non si lamentava, lei era visibilmente scossa.
Cercare di farla sfogare sarebbe stato inutile, tanto non avrebbe mai
esternato le sue preoccupazioni per non creargli ansia.
"Va bene, allora alziamoci e facciamo colazione!" Esclamò Petros con
entusiasmo, ma quando fece per alzarsi dal letto ebbe un
capogiro..."Ecco, ho finito di parlare!"
Lei, che nel frattempo si era allontanata per aprire la finestra e far
entrare un po' d'aria nella stanza, gli si riavvicinò di corsa: "Che ti
succede, stai male?"
"Non so bene, Kass. Sento una pesantezza mentale che aumenta giorno per
giorno e l'energia se ne sta andando. Il guaio vero è che oltre a non
riuscire più a meditare e ricaricarmi, non riesco nemmeno a riposare! Le
mie conoscenze sull'energia non possono curarmi."
L'aria di Petros si fece più preoccupata.
"Forse è meglio che ci affrettiamo ad andare da questo mago guaritore."
Kassandra lo guardava senza sapere bene cosa fare, anche lei era
nuovamente agitata.
All'improvviso si alzò e andò a prendere un bicchiere d'acqua per Petros.
"Bevi un po' e non ti muovere. Non mi sembri proprio in condizioni di
poter andare a spasso per il villaggio, non voglio che ti affatichi
ancora di più, lo sei già abbastanza. Posso andare io a cercare questo
guaritore per portarlo qua da te"
"Nooo, mia cara! Non ti lascio andare da sola"
Pet cercò di riordinare le idee e di raccogliere le forze.
Quindi si mise seduto sul letto e respirò profondamente.
Dopo poco si alzò: "Ehi, sembra che vada molto meglio!"
Lei non sembrava per niente convinta, l'aria tranquilla e riposata che
Petros aveva poco prima era scomparsa per lasciare repentinamente il
posto a quella stanca e confusa del giorno prima.
Effettivamente, a questo punto, lei non se la sentiva di lasciarlo là da
solo, sarebbe potuta accadere qualunque cosa durante la sua assenza e
non se lo sarebbe mai perdonato.
Annuì sorridendo: "Perfetto, allora scendiamo a fare colazione, così ti
rimetti un po' in forze e poi andiamo a cercare il guaritore"
I due si prepararono, scesero nella locanda e mangiarono qualcosa.
La locandiera aveva preparato il tavolo con latte caldo, caffè, pane
appena fatto e marmellata di more.
Li accolse con un gran sorriso, sembrava aver dimenticato il piccolo
diverbio della sera prima.
I due consumarono il pasto in silenzio, assorti nei loro pensieri.
Di tanto in tanto si guardavano sorridendo, ed in ogni sguardo si
carpiva l'intenso amore che li legava.
Kassandra aveva negli occhi i segni della stanchezza e la rabbia di non
riuscire a capire la causa dei disturbi di Petros.
Nello sguardo di Petros c'era stampata la confusione e l'incapacità di
reagire.
Lui era un artista ma con un passato da guerriero, e non si arrendeva
facilmente; la lotta era insita nel suo animo, ma stavolta pur sentendo
il pericolo, non aveva le capacità di individuarlo e dissolverlo come se
una parte della sua mente si fosse atrofizzata.
Ma il loro amore era speciale!
Nonostante le preoccupazioni, quando si guardavano negli occhi, sembrava
che si scambiassero l'anima, nuda, indifesa, senza riserve.
Si erano donati il Cuore, non come una promessa, ma come una realtà,
tanto era profondo il loro legame.
Non era un amore melenso e passivo, al contrario era vitale ed attivo:
pronto a reagire ad ogni evenienza sempre in sintonia, sempre in
armonia, come se fossero una sola entità.
I minuti passavano ed i pensieri si accatastavano l'uno sull'altro.
L'atmosfera rischiava di appesantirsi, ma proprio in momenti come questi
saltava fuori l'inguaribile senso ironico che li contraddistingueva.
Un paio di battute e si scatenavano le risate!
Finirono la colazione, poi lui si fece spiegare di nuovo come
raggiungere il guaritore dalla locandiera ed uscirono.
Per prima cosa andarono alla stalla e presero i cavalli poi si diressero
all'uscita nord del villaggio, come dalle indicazioni della locandiera.
La giornata era limpida e l'aria moderatamente fresca.
La Primavera quell'anno diede il meglio di sé: prati verdi e rigogliosi,
alberi da frutta ghermiti di fiori ed assediati dagli insetti laboriosi.
Così si presentava la vallata in cui si snodava il sentiero.
Il primo tratto del percorso attraversava dei campi sapientemente
coltivati intervallati da frutteti e vigne, poi il sentiero s'inoltrava
in un bosco di castagni e querce.
Alla fine del bosco si apriva un'ampia radura adibita a pascolo.
La strada cominciava a salire.
S'intravedevano i picchi della grande catena montuosa ad Est.
Ai piedi del primo massiccio avrebbero trovato la casa del guaritore.
Dopo circa due ore di viaggio, giunsero nei pressi di una costruzione in
pietra.
Aveva l'aspetto di una casa solida, semplice, circondata da un bel prato
curato con un roseto da fare invidia ai migliori giardinieri d'Arcano.
Proprio vicino al roseto, c'era un uomo di piccola statura con un
cappello di paglia intento a curare le piante.
I due appena lo videro gli si avvicinarono.
L'omino si girò, con stampato in faccia un sorriso enorme.
Kassandra sussultò!
Le prese un colpo appena riconobbe in lui la persona che, il giorno
prima, aveva rubato loro il pranzo.....
Anche Petros spalancò gli occhi per la sorpresa ed esclamò: "Tu?!?"
L'omino li salutò continuando a sorridere, sembrava alquanto divertito.
"Buon giorno viandanti! Ce ne avete messo di tempo per arrivare ! Ma che
facce scure! Qualcosa non va?"
Dall'espressione di Kassandra si capiva chiaramente quello che pensava
in quel momento.
"Qualcosa???? Qua non c'è niente che va! Questo è il problema! E tu che
ci fai in questo posto, non vedo cesti con il pranzo di nessuno qua
intorno"
L'omino sogghignò: "Ah! Ti riferisci al vostro pranzetto! Non sono un
ladro di pranzetti, volevo conoscervi di persona prima che arrivaste
qua. Poi mi ha preso una gran fame e non ho resistito. Il pranzo non
l'ho rubato, l'ho preso come anticipo sulla parcella! Comunque era
squisito,complimenti alla cuoca!"
Kassandra cominciava ad innervosirsi: "Insisti con questa Parcella, eh?
Ma si può sapere a che diavolo ti riferisci? Noi non ti conosciamo e non
ti avevamo mai visto prima della... come la chiami tu.... parcella! E
poi come potevi sapere che stavamo venendo qua? E... e..."
Rinunciò a terminare la frase, ormai, tra la stanchezza e la rabbia, le
si stavano confondendo le idee e non ci capiva più niente.
A quel punto intervenne Petros con aria perplessa: "Già. Parli in
maniera molto strana, buon uomo... Ma lasciamo perdere ciò che è
successo ieri, e per favore, prima che perdiamo la pazienza, dicci dove
possiamo trovare il Sommo Guaritore!"
L'omino continuava a sogghignare divertito, cosa che stava mandando in
bestia Kassandra, e disse:
"L'avete trovato, cari!"
Lei si guardò intorno: "Ma dov'è, io non vedo nessun altro oltre a noi!"
All'improvviso le balenò in mente un'idea strampalata e il suo sguardo
incredulo si posò sull'omino.
"Nooooo, non è possibileee!"
Lei e Petros si girarono contemporaneamente l'una verso l'altro,
mostrando lo stesso sguardo stupito e incredulo; poi si voltarono
nuovamente verso l'omino che li osservava, a sua volta, molto
attentamente.
"Ragazzi, vedo che le cose stanno peggio del previsto! Mancate di
fantasia, di perspicacia e soprattutto di senso dell'umorismo!" Commentò
l'omino.
I due stavano per scoppiare quando prontamente l'omino intervenne di
nuovo: "Calma, sono io il Sommo guaritore! Vi stavo aspettando. So che
avete bisogno di me. Ma dei particolari ne parleremo in casa davanti ad
una buona tisana."
Si diede una ripulita veloce togliendosi di dosso la terra che gli si
era depositata sugli abiti e si diresse all'entrata della casetta.
"Venite, entrate nella mia dimora, siete i benvenuti !"
Petros si rivolse a Kassandra facendo spallucce e sollevando le mani con
i palmi verso l'alto.
"Beh, l'abbiamo trovato... almeno questo... non che m'ispiri tanta
fiducia... ma a volte le apparenze, come si dice, ingannano. Seguiamolo
tanto non abbiamo nulla da perdere. E poi comincio a sentirmi poco bene.
Non abbiamo molte alternative. Che ne pensi, tesoro?"
Anche lei era della stessa idea.
Pensò che le cose non potevano andare peggio di così, o almeno così
sperava.
Quindi, sospirò, si fece forza, ed annuì seguendo l'omino nella sua
dimora insieme a Petros.
Cap. 6
"Seguitemi" lo strano tipo ladro-giardiniere e pseudo guaritore, si
rivolse loro indicando l’uscio della sua casa.
Petros e Kassandra entrarono, lei con aria sospettosa, lui con la
confusione stampata sul viso, aveva una pessima cera.
Si guardarono attorno e, inaspettatamente, trovarono un ambiente
semplice e solare.
Le finestre, un po’ più grandi del solito, facevano filtrare molta luce
che s’irradiava in ogni angolo del salone.
Sulla destra delle scale di legno portavano al piano superiore.
Sulla sinistra si aprivano due varchi: uno portava alla zona delle
cucine, l’altro in uno stanzone, anch’esso illuminato, pieno di libri.
Il soffitto era molto alto e dava un confortante senso di spazialità ed
aria.
Il camino, molto grande, era posto all’angolo in fondo a destra del
salone, intorno vi erano dei comodi divani.
Al centro era posto un tavolo di legno con sopra due belle ceste: uno di
frutta secca ed una di frutta freschissima.
Il tutto era molto sobrio ed armonico, cosa che Kassandra e Petros non
si sarebbero mai aspettati da un tipo così particolare.
Lei, sempre sospettosa, notò che non c'era traccia di ampolle o
alambicchi di nessun genere e la cosa le pareva proprio strana, mentre
Petros, nella sua confusione, sembrava sentirsi a suo agio.
"Immagino che tu sappia i nostri nomi... Comunque, ci presentiamo: mi
chiamo Petros e lei è Kassandra. Veniamo da Launam, da est, parecchie
miglia oltre il Kruill."
L'omino gli sorrise, cosa che non aveva smesso di fare sin dal loro
arrivo: "Si, so qualcosa di voi, mi hanno informato del vostro arrivo."
Si rivolse prima a Petros e poi a Kassandra .. "Tu sei un artista
dall’oscuro passato e tu invece sei un’abile mercantessa. Il mio nome è
Yaho e sono un umile ricercatore. Qui mi chiamano il Sommo Guaritore ma,
personalmente, non ci tengo per niente a certi titoli..."
Kassandra e Petros si tenevano per mano e quel particolare non sfuggì a
Yaho.
"C’è un profondo legame tra voi, vero?"
Kassandra, parecchio indispettita, sollevò un sopracciglio e gli si
rivolse con aria di sfida: "E che lo chiedi a fare se sai già tutto? O
forse non è proprio così che stanno le cose?"
Yaho ignorò la sua frecciatina e continuò imperterrito a sorridere: "Va
bene, vi spiegherò tutto. Prego accomodatevi, ma, prima di entrare nei
dettagli del problema, permettetemi di offrirvi qualcosa. Gradite una
tazza di te, o un infuso d’erbe, o... caffè?"
Kassandra pensò tra sé che le ci mancava solo il caffè per stare
sistemata per le feste, come se non fosse già abbastanza nervosa di suo.
Petros rifiutò cortesemente l'offerta anche da parte sua, che sembrava
completamente persa nei suoi pensieri: "No grazie, stiamo bene così."
poi si portò una mano alla testa, come se provasse dolore...
Kassandra, notando la sua espressione sofferente, si preoccupò: "Stai
male tesoro?"
"Non so... un dolore alla testa... niente di che... per ora..." Rispose
Petros.
Kass poggiandogli una mano su una spalla, disse: "Forse è meglio se ti
rilassi un attimo"
Yaho posò la tazza di caffè che si era versato e, avvicinandosi ai suoi
ospiti, cominciò ad osservare Petros: "Un Cavaliere dello Spirito!"
esclamò.
Petros replicò più stordito che mai: "Un Cava... che?"
Kass sgranò gli occhi e Yaho aggrottò la fronte.
"La faccenda è più grave del previsto. L’amnesia ha raggiunto uno stadio
pericoloso! Petros corre il rischio di rimanere in uno stato vegetale
poiché le sue capacità cerebrali stanno degenerando molto velocemente.
Se non agiamo in fretta, non potrà più tornare in sé"
L'espressione di Kassandra cambiò improvvisamente; le si raggelò il
sangue ed un senso d’angoscia cominciò a salirgli su dallo stomaco fino
alla gola.
"Allora fa qualcosa, Santo Cielo! Che stai aspettando un invito scritto?
Perché Pet sta male? Cosa si può fare?"
"Calma, calma Non è certo agitandosi così che potremmo aiutarlo"
Yaho sfiorò il centro della fronte di Petros con la mano.
Lui urlo' dal dolore: "La testa! Sento che sta per scoppiare!!"
A Kassandra prese quasi un colpo a sentirlo urlare a quel modo: "Che ti
succede tesoro?"
Fissò Yaho e si mise ad urlargli contro: "Che gli stai facendo?!?"
Con le mani sulla testa, contorcendosi dal dolore Petros riuscì a
sussurrarle qualcosa a denti stretti "Kass..... fidati di lui...
lascialo fare...."
Lei, anche se controvoglia, lo assecondò e si fece da parte ma si stava
innervosendo sempre di più, non si fidava per niente di quello
sconosciuto.
Yaho la fissava in modo strano, come se gli sfuggisse qualcosa.
"Kassandra, aiutami a stenderlo sul divano!"
Così fece, aiutò Petros sorreggendolo e facendolo stendere sul divano
mentre Yaho continuava a dirle cosa fare, cosa che contribuiva ad
irritarla sempre di più.
"Tienilo fermo un attimo!" Disse il guaritore, mentre si allontanava per
prendere un’ampolla che aveva in una credenza chiusa a chiave.
Tornò da Petros e gli fece bere tre gocce di quella misteriosa mistura,
poi gli poggiò una mano sulla fronte ed una sul petto.
Si concentrò qualche secondo e pronunciò delle strane frasi.
A quel punto Petros smise di dimenarsi ed il suo respiro si fece
flebile, quasi impercettibile.
Kassandra che osservava tutto era sempre più angosciata, il suo sguardo
andava in continuazione dal guaritore a Petros, lui non si muoveva e
sembrava quasi non respirare più.
"Che è successo? Che era quella roba che gli hai dato? Perché non si
muove più.. ma, lo vuoi uccidere?"
Yahu continuava a risponderle con una tranquillità esasperante.
"L'abbiamo preso in tempo, un altro minuto e sarebbe stato troppo tardi!
Ora Petros è in uno stato di trance profondo... una specie di coma. La
sua anima è nella "Dimensione di Mezzo". Il suo male viene da lì. E' lì,
infatti, che Petros dovrà combatterlo. Ma..."
Mentre il mago parlava, la sacca di Petros s'illuminò lasciando uscire
un fascio di luce.
Kassandra aprì la sacca e vide la Sfera Armonica, che Petros aveva
sempre con se, circondata da una strana luminescenza..
Yaho sembrava stupito e preoccupato al tempo stesso: "La Sfera Armonica!
Ne avevo sentito parlare! Non la toccare.. potrebbe essere pericoloso."
Lei ormai stava su tutte le furie.
"Pericoloso? Tu vieni a dire a me cosa potrebbe essere pericoloso??? Con
quella schifezza che gli hai fatto bere lo hai quasi ucciso! Che
potrebbe esserci di peggio, eh? Fallo tornare subito in se!"
Detto ciò prese dalla sacca la sfera armonica tenendola fra le mani.
"Visto? Che pensavi succedesse?"
Yaho sgranò gli occhi: "Non ci posso credere! Quella Sfera potrebbe
sterminare un esercito, se questo fosse un pericolo per Petros" Detto
ciò tentò di avvicinarsi a Kassandra, ma una scarica di energia lo
spazzò lontano da lei stordendolo per qualche secondo.
Kassandra non sapeva più cosa pensare, l’angoscia, la rabbia e lo
stupore la stavano confondendo.
Yaho si riprese e si mise a riflettere a voce alta e meravigliata:
"Incredibile! Questa è una cosa meravigliosa! Siamo fortunati! Ora so
che Petros ha grandi possibilità di tornare sano e salvo!"
Kassandra, sfinita dalla tensione, lo fissava con sguardo truce.....
"CHE COSAAAAAA ??? Adesso ne ho veramente fin sopra i capelli, prima lo
mandi in coma, poi insinui che potrei anche essere pericolosa per lui ma
la scarica dalla sfera l'hai presa tu non io, quindi in teoria dovresti
essere tu quello pericoloso per lui e ora mi vieni anche a dire che ha
grandi possibilità di tornare sano e salvoooooo??? Allora l'hai mandato
in quella cavolo di dimensione sottile convinto già in partenza che non
sarebbe più riuscito a tornareeee??? Basta! Se solo provi a
riavvicinarti a lui io... io.....io…"
Fissò per un secondo la sfera che teneva fra le mani: "…te la rompo su
quella testaccia che ti ritrovi! CHIAROOOOO?"
Il povero Yaho,che era sempre più stupito e leggermente confuso
dall'atteggiamento che Kassandra aveva nei suoi confronti, cercò di
calmarla.
"Lascia che ti spieghi. Petros fu anche lui, come me, un Guerriero dello
Spirito, un ordine antichissimo avente il compito di mantenere
l’equilibrio tra le forze sottili che agiscono nella nostra dimensione.
Nella sua vita passata, Petros ha combattuto contro forze oscure molto
potenti che, sicuramente, hanno cercato di ostacolarlo in tutti i modi
anche con forti sortilegi! I Guerrieri dello Spirito sono abituati a
combattere contro grandi sortilegi, questo non procurerebbe problemi ad
uno di loro ma, se le forze oscure si organizzassero e si unissero per
produrre un sortilegio di proporzioni impensabili, allora sì che i
problemi sussisterebbero! Questo è accaduto a Petros, inaspettatamente è
tornato a galla dal suo passato la grande maledizione! E di esseri che
vorrebbero la morte di Petros ce n’è una lunga fila! Per quanto riguarda
la Sfera, fa parte della sua seconda vita. In essa è contenuta una parte
del suo Essere e nessuno otre lui può maneggiarla. A meno che..."
Mentre i due parlavano La Sfera emanò una scia di energia luminosa che
cominciò ad avvolgere delicatamente Kass, quasi carezzandola.
Era un’energia dai mille colori, ed in pochi attimi calmò Kassandra che
si mise a sedere accanto a Petros prendendogli una mano fra le sue e
sussurrandogli all'orecchio: "Sono qui con te Petros e non ti lascio"
Poi si rivolse al guaritore: "Petros vuole che mi fidi di te ma non so
se questo sarà mai possibile, in ogni caso spiegarmi per bene questa
faccenda!"
"Certamente!" esclamò Yahu "Come ti dicevo, nessun altro può maneggiare
la Sfera tranne l’Essere più affine a Petros; l’Essere a cui Petros ha
donato il suo Cuore! Tu, Kassandra, sei quell’Essere! Il vostro legame è
così profondo, perché possedete un unico Cuore, legato da un’affinità
che va oltre a tutto, a qualsiasi forma, a qualsiasi dimensione, a
qualsiasi tempo!"
Mentre i due continuavano a discutere e il corpo di Petros giaceva
apparentemente privo di vita sul divano di Yaho, la sua essenza si
trovava in tutt'altro luogo a combattere contro la fonte di tutti i suoi
mali.
Cap. 7
Petros si guardò attorno smarrito.
Nebbia.. Non c'era altro che nebbia.
"Perché mi trovo qui? Accidenti! Non riesco a ricordare."
Il paesaggio lugubre aveva l'aspetto di una radura immersa nel buio. Non
si vedeva nulla tranne qualche barlume di luce che vagava senza meta in
quell'aria densa di tristezza.
Iniziò a camminare, con la speranza di trovare qualcosa o qualcuno che
desse almeno un indizio per capire dove si trovasse.
Camminò a lungo, ma il paesaggio non cambiava e sembrava che il tempo
non trascorresse più. Vagava in ogni direzione ma sembrava restare nello
stesso punto; al che, disperato, si fermò.
"Non ce la faccio più!" Cominciò a gridare disperato "Che qualcuno mi
aiuti! Aiutatemi a capire, a vedere."
La sua voce si spense, le ginocchia toccarono terra ed il corpo si
ripiegò fino a sfiorare il terreno con la fronte.
Sentiva le forze svanire pian piano.
Non aveva nulla cui aggrapparsi; la vita gli stava sfuggendo di mano ed
ebbe il sentore che ormai sarebbe stata la fine.
I pensieri, i pochi rimasti nella sua mente, si dissolvevano
inesorabilmente.
Il terreno, sotto di lui, si faceva sempre più molle, come le sabbie
mobili della palude, ed incominciò ad inghiottirlo, inesorabilmente,
lentamente.
Un senso di leggerezza mista alla rassegnazione cominciava a prendere il
posto della disperazione, quando udì dei suoni che catturarono la sua
attenzione distogliendolo dall'oblio.
I suoni provenivano davanti a lui.
Alzò lo sguardo e vide in lontananza una casupola illuminata.
La nebbia confondeva le forme, ma era lì!
Un tenue barlume di speranza si accese nell'animo dell'artista che
riuscì a rialzarsi da terra e, a passo veloce, s'avvicinò alla
costruzione.
"Ehilà, c'è qualcuno?" Disse a voce alta.
"Certamente, chi va là?" Rispose, con voce tonante, una figura alta
uscita all'improvviso dai fumi della nebbia. Aveva in mano un ferro
incandescente ed un martello.
"Toh! Un fabbro" pensò rassicurandosi Petros.
"Scusate, non so perché mi trovo qui... ho perduto la memoria. Potete
darmi delle spiegazioni? Potete dirmi dove ci troviamo?"
"Come, Petros, non hai riconosciuto il Mondo di Mezzo?"
"Il Mondo di Mezzo..." sussurrò tra se Petros aggrottando la fronte, il
nome non gli era nuovo, ma, nonostante gli sforzi, non riuscì a
ricordare.
"Mi spiace, non ricordo.. Ma, come fai a sapere il mio nome?" chiese
incuriosito.
"Ah ah ah! Tutti qui conoscono Petros!" Disse ridendo l'omone.
Poi guardò più accuratamente Petros e la sua espressione si fece più
seria: "Caro Petros, vedo con dispiacere che sono riusciti a colpirti!
Qualcuno è riuscito a penetrare le tue difese ed insinuare il germe
dell'Oblio Statico! Seguimi." disse indicando la casa "Per fortuna siamo
ancora in tempo per rimediare."
Allo smarrimento di Petros, si aggiunse la perplessità: il fabbro ed il
suo alloggio avevano un'aria familiare, ma ciò che diceva sembrava non
avere senso.
"Cos'è l'Oblio Statico?" chiese Petros mentre s'accomodava sulla sedia
che gli indicò l'omone.
"E' una specie di letargo dell'Anima" rispose il fabbro "E' una tecnica
usata dall'Oscurità per rendere inoffensivi i propri nemici! Per ora,
non pensarci. Tutto ti sarà più chiaro dopo che avrai bevuto quest'elisir."
Disse mostrandogli un'ampolla contenente un fluido iridescente che
emanava luce e sembrava pulsare di vita.
Petros senza far domande prese l'ampolla in mano, diede un ultimo
sguardo al fabbro, che gli sorrise, e ingerì il misterioso fluido.
Appena finito di bere l'elisir, che sembrava non aver nessun sapore,
Petros sentì un calore diffondersi per tutto il corpo che, dapprima
tenue, diventava man mano più caldo fino a sentire bruciarsi
all'interno.
Il calore divenne insopportabile. Petros tentò di urlare ma non usciva
suono dalla sua bocca.
Tutto intorno cominciò a girare, distorcersi.
Istintivamente si guardò il corpo e lo stupore fu enorme quando vide che
si stava disintegrando e dalle feritoie, che s'ingrandivano sempre di
più, usciva una luce intensa che irradiava tutt'intorno.
Man mano che il corpo si dissolveva, il mondo intorno cambiava aspetto.
La pressione psichica aveva raggiunto il culmine e Petros si sentì
svenire; il buio pesto calò intorno a lui.
Un silenzio disumano, per un istante grande un'eternità, lo trapassò, ed
un profondo senso di pace sostituì il turbine di sensazioni e d'emozioni
che, prima, attanagliavano la sua mente.
"Petros, è il mio nome" sussurrò "Sono nella dimensione sottile del
Mondo di Mezzo, ora ricordo!"
La memoria, la coscienza e la consapevolezza tornarono nella mente di
Petros.
Poi ebbe la sensazione di aprire gli occhi.
Non c'era più l'alloggio, non c'era più nebbia né calore.
Ora si trovava in un luogo d'indescrivibile bellezza: prati pieni di
fiori, alberi robusti e rigogliosi e ruscelli d'acqua purissima.
Tutt'intorno risplendevano meravigliosi Soli e Lune che illuminavano il
paesaggio e, al posto del fabbro, c'era, in piedi, con le mani raccolte
dietro la schiena, una figura più esile, dall'aria sorridente e
dall'aspetto etereo, leggero.
A Petros appariva come un uomo di mezz'età ma con espressioni
fanciullesche; indossava una tunica chiara ed una fascia blu e rossa
alla vita. Lo riconobbe subito.
Petros: "Maestro Sifu!" disse sorridendo.
Sifu: "Carissimo figlio, che gioia incontrarti!"
Petros: "Lo stesso è per me, Maestro."
Sifu: "La tua Luce ora splende! Mi ha fatto piacere."
Petros: "Cosa?"
Sifu: "Prima, nello stato di Oblio Statico, il tuo Cuore mi ha
visualizzato come il tuo padre naturale!" disse col suo solito sorriso
sornione e con aria compiaciuta "Lui era fabbro, e quella era l'immagine
della tua casa natale! Ricordi, vero?"
Petros: "Si Maestro, ora la Memoria è tornata e sono pronto."
Sifu: "Bene Petros, sai cosa devi fare. Il tuo corpo ha ancora una
possibilità di vivere. Ma prima devi estirpare la radice del tuo male"
Petros: "So come fare, Maestro. Tu me lo hai insegnato."
Sifu: "Eh eh eh, Petros, la Vita è l'unico vero insegnante! Ormai sei
padrone delle tecniche per dissolvere le forme mentali e non incontrerai
grandi problemi. Questa è la conoscenza dei Guerrieri dello Spirito:
l'Energia e la sua manipolazione."
Petros: "Il vero problema sarà rientrare nel corpo"
Sifu: "Si. Tutto dipenderà dalla tempestività di Kassandra. Sai già che
ci sarà un unico istante in cui avrai la possibilità di rientrare. Un
secondo più tardi e..."
Quando il Maestro nominò Kassandra, gli occhi di Petros s'illuminarono,
ed un'intima ma profonda gioia riempì il suo Cuore.
Petros: "Sono certo che Kassandra ce la farà. Ho molta fiducia in lei"
Sifu: "Allora vai. Devi raggiungere la dimensione sottile e scovare la
forma mentale e dissolverla, facendo attenzione di non perdere il filo
che ti condurrà alla radice. Quello sarà il momento cruciale in cui si
deciderà la tua sorte. Non dimenticare che, di fronte alla Vita, anche
quando appare come avversità, è meglio non agire con l'Intelletto, ma
con il Cuore!"
Petros: "Si, Maestro, ed il mio Cuore ormai è legato a Kassandra dalla
quale voglio tornare"
Sifu sorrise compiaciuto.
Sifu: "Si, caro figliolo; il vostro Cuore è unito e se L'Amore che lo
sostiene è veramente puro, nessuno potrà dividerlo! Ora vai. Attenderò
con gioia il nostro prossimo incontro!"
Petros sorrise e s'inchinò al Maestro con amore e devozione. Poi si
preparò per il salto dimensionale.
Con la mente leggera e libera, il Cuore agisce e l'Energia lo segue.
Solo questo serve per viaggiare nelle dimensioni sottili.
Il Tempo è curvo ed a spirale in infinite direzioni, e la sua percezione
è relativa.
In un ipotetico istante Petros si trovò nella Dimensione Sottile di
fronte ad un essere dall'aspetto tutt'altro che rassicurante.
Un enorme essere strisciante, con mille gambe e mille braccia.
Dal corpo serpentino spuntavano le facce degli innumerevoli esseri che
Petros, nella precedente esistenza, vinse in battaglia.
Non sconfisse, però, le forme dell'odio e della vendetta, angoscianti,
striscianti che rimasero aleggianti e dense nei cieli della dimensione
sottile: qualcuno, molto potente nelle arti occulte, riuscì ad
ammassarle in un'unica enorme forma mentale.
Quando il mostro s'accorse di Petros, gli si avventò contro come una
belva feroce impaurita.
Petros schivò con facilità il colpo e si preparò per il contrattacco:
allargò le braccia, con le mani rivolte una verso l'altra, e creò una
sfera d'energia dalla quale partirono innumerevoli raggi che raggiunsero
il centro del mostro arrivando al suo Cuore.
L'effetto fu immediato: l'energia iniettata nell'essere lo consumò
facendolo implodere.
La "forma" fu ingoiata dal Nulla; rimase solo un filo, un cordone
ombelicale che, ritirandosi velocemente, conduceva all'interno di una
costruzione simile ad un maniero.
Petros si mise all'inseguimento ed entrò nella costruzione.
Si trovò davanti la sagoma di un personaggio a lui noto: il Mago Muhul.
Molte Ere erano passate dal giorno in cui Petros lo sconfisse, ma
evidentemente, all'insaputa di Petros prima di estinguersi, riuscì a
lanciare una maledizione che lo tenne in vita cosciente nella dimensione
sottile dove riuscì ad organizzare la sua vendetta.
L'uno di fronte l'altro. Gli sguardi s'incrociarono: quello di Muhul,
intriso d'odio e di terrore, con quello di Petros fisso, immobile, senza
emozioni.
"Non dovevi giungere fin qui! La tua fine sarebbe stata peggiore!" disse
Muhul "Ma, visto che ci sei, ci rimarrai! Hai voluto interferire nei
miei piani e mi hai procurato atroci sofferenze relegandomi in questo
mondo perduto. Ora proverai le stesse pene che mi hai inferto, per
l'eternità!"
Petros non distolse un attimo lo sguardo, ma dopo le parole di Muhul,
istintivamente fece il gesto di attaccarlo con un globo d'energia, ma si
fermò immediatamente.
Ripensò a tutte le guerre che aveva combattuto nel suo passato e ricordò
l'insegnamento fondamentale della sua esistenza: non può esserci pace
con la guerra.
La Pace è possibile solo con l'Equilibrio e l'Armonia, e nessuna delle
due esiste senza l'Amore.
L'Amore è l'arma e la cura.
"Muhul, le tue sofferenze possono giungere al termine, se solo lo vuoi.
Lascia che ti aiuti. Se..."
"Taci!" interruppe Muhul "Non credere di farmela con i tuoi stupidi
trucchi! Tu vuoi eliminarmi, perché solo eliminandomi potrai stare
tranquillo. Ma non sarà così per sempre! La tua pace sarà solo
temporanea perché io tornerò dagli abissi, dove mi vuoi mandare, e ti
troverò ovunque tu sia, per consumare la mia vendetta!"
Petros si avvicinò al mago: "No Muhul, la nostra storia finirà qui. Tu
non ricordi... i tuoi pensieri sono ancorati a ciò che credi di essere,
ma non alla Realtà! Tu sei abituato alla menzogna, alla violenza, alla
sopraffazione e credi che il mondo sia fatto in questo modo. Ma solo
perché non ricordi ciò che veramente sei e che sei stato e che, prima o
poi, tornerai ad essere."
S'avvicino col suo viso a quello del mago: "Tu conosci la frode e la
menzogna, allora guarda nei miei occhi, guarda nel profondo e scopri da
solo se le mie parole sono falsità"
Il mago tentennò per un attimo, ma poi volle approfittare dell'occasione
per lanciare un incantesimo: direttamente negli occhi Petros sarebbe
stato senza difese; ma Muhul, quando penetrò con lo sguardo nell'anima
del suo nemico, non riuscì ad agire.
Gli arti, la faccia ed il respiro si paralizzarono totalmente, quando la
purezza della luce, negli occhi di Petros, l'investì.
In un attimo fu catapultato nel passato quando, da bambino, viveva
felice con i nonni che lo riempivano d'attenzioni e d'amore fino al
giorno in cui il padre, bieco studioso di arti esoteriche, del quale si
erano perse le tracce sin dalla sua nascita, andò a riprenderlo per
catapultarlo, traumaticamente, in una vita di sfruttamenti e violenze di
ogni tipo.
Fu così che Muhul indurì il Cuore a tal punto da riscattare la sua
esistenza perpetrando la malignità ereditata dal padre.
La sofferenza nascosta nel Cuore del mago toccò profondamente Petros.
Una profonda tristezza ammantò il suo animo e le lacrime iniziarono a
bagnare il suo viso.
Muhul cadde in ginocchio e chinò il capo: i ricordi stroncarono il
desiderio di vendetta.
"Aiutami! Sono stanco, il mio Cuore è triste. Fammi ritrovare la Pace!"
Petros tirò su amorevolmente Muhul e guardandolo negli occhi,
sorridendo, disse: "Fratello, la Pace è dentro te! Ascolta il tuo Cuore,
sta per parlare."
Con delicatezza poggiò la mano sul petto del mago, si concentrò e fece
affluire una gran quantità d'energia.
Man mano che l'energia passava aumentava lo stupore negli occhi di Muhul:
cominciò ad avvertire la gioia che un tempo gli fu compagna e, intorno,
l'ambiente si trasformava.
Ora poteva vedere con i suoi occhi: l'oscurità faceva posto alla luce, i
colori della gioia al grigiore della tristezza.
Due esseri si avvicinarono. Muhul riconobbe i nonni; gli corse incontro.
Ormai la sua mente era pulita. I due esseri fecero cenno di seguirli.
Muhul si girò per l'ultima volta verso Petros, gli sorrise e lo salutò
con la mano; poi si girò nuovamente e s'avviò con i due esseri verso un
portale che lo avrebbe condotto alla pace che cercava.
Petros rimase a guardare il mago andarsene fino a sparire dietro il
portale.
Poi un pensiero improvviso: "Kassandra, amore, ora tocca a te! Che il
Cuore ti guidi!"
Fu un attimo ancora di lucidità, poi la stanchezza prese il sopravvento:
l'incontro con Muhul gli era costato più energia del previsto.
Si accasciò stremato sul terreno mentre i suoi pensieri, lentamente,
tornarono nella nebbia dello smarrimento.
Non più coscienza né memoria ma solamente immobile attesa... di che?
Non ricordava più nemmeno questo.
Cap. 8
Kass non si scostava di un millimetro dal corpo di Petros disteso sul
divano della casa di Yaho. Passarono molte ore, da quando Petros entrò
in quello stato di "semi-coma", ed ormai era notte fonda.
Il guaritore cercava di spiegare a Kassandra quello che probabilmente
stava capitando a Petros: "Ora Petros è nel Mondo di Mezzo."
Lei sembrava non ascoltare quello che il guaritore le diceva, era
completamente assente, continuava a fissare Petros tenendogli una mano
stretta fra le sue, come se quel gesto fosse sufficiente a tenerlo
ancorato a sé, evitando che potesse perdere la strada del ritorno.
Nonostante l'evidente "assenza" di Kassandra, lui continuò a parlare:
"E' lì che si annida il suo male. Petros ha le capacità per distruggerlo
ma prima deve ritrovare la memoria. Poi una volta dissolto il male,
dovrà tornare nel suo corpo... Ma, non credo che abbia le forze per
farlo..."
L'ultima frase pronunciata dal guaritore riuscì a distogliere Kassandra
dai suoi pensieri.
"Con questo, cosa vorresti dire... che Petros non tornerà più indietro?
Scordatelo! Dovessi smuovere mari e monti, lui tornerà da me!"
Yaho non sembrò volerle dare grandi speranze: "Il rischio c'è. A meno
che..."
"A meno che, cosa?" incalzò Kassandra.
"...A meno che lui non riesca a recuperare l'energia della sua anima
rimasta nella sua Sfera Armonica, e solo tu hai potere sulla Sfera
perché la tua anima è gemella a quella di Petros!"
Kassandra lo guardava come se parlasse un'altra lingua, per lei quello
che diceva non aveva alcun senso.
"Recuperare la sua anima dalla Sfera? Parli facile tu, eh! Mica stiamo
andando a recuperare un oggetto qualunque che avevamo perso, come credi
si possa recuperare un'anima?"
Yaho insisteva nella sua teoria: "Della Sfera conosco poco e niente. Ne
ho sentito parlare come una leggenda, ma ora che l'ho vista, mi rendo
conto che la realtà è più fantastica della leggenda stessa. Quello è
sicuramente un oggetto mistico e sono certo che neanche Petros avesse
idea delle sue potenzialità. Un oggetto del genere è stato creato per
uno scopo ben preciso! Sicuramente, Petros, è stato aiutato a costruirlo
da esseri la cui conoscenza va oltre alle nostre rudimentali tecniche ed
io non saprei come utilizzarlo oltre al fatto, come hai potuto ben
vedere, non ho alcuna possibilità di sfiorare la Sfera. Solo tu,
Kassandra, puoi manipolare la Sfera e, certamente, controllarla. La
chiave è in te e nell'affinità che ti unisce a Petros. Un legame
rarissimo si è creato tra voi, ed io confido in quello. La tua anima ha
le stesse capacità di Petros di utilizzare l'Energia ma, se deciderai di
aiutarlo, sappi che correrai grossi rischi! Anche se inconsciamente sei
predisposta, le tue conoscenze, per gestire enormi quantità d'Energia,
sono troppo limitate... se tu fallissi, potresti non uscirne viva!"
Lei si riperse nei suoi pensieri per qualche tempo, poi,
improvvisamente, si rivolse a Yaho con tono deciso: "Io potrei morire e
in questo caso, che ne sarebbe di Petros?"
Ancora una volta le parole del guaritore non si rivelarono, in alcun
modo, confortanti: "E' difficile dirlo.. Potrebbe vagare per l'eternità
nel mondo di Mezzo o chissà in quale dimensione sottile!"
Kassandra scosse il capo, inorridita dalla sola idea della misera fine
che Petros avrebbe potuto fare.
"Non posso rischiare che vaghi per l'eternità, solo, nel nulla. No! Ci
deve essere un'altra soluzione!"
"No, Kassandra, è l'unica!"
Lei ignorò Yaho e si rivolse a Petros, anche se lui apparentemente non
poteva sentirla: "Non ti lascerò solo in quel posto. In un modo o
nell'altro, ti riporterò qua e ce ne torneremo alla nostra Kioskas;
abbiamo ancora un sacco di cose da fare insieme."
Poi si asciugò con la mano una lacrima che scivolava sul suo viso e si
voltò a guardare il guaritore: "Che devo fare?"
"Cerca di rilassarti respirando profondamente, so che non è facile nel
tuo stato emotivo, ma l'ansia non ti permette di ascoltare. E' di
fondamentale importanza che tu riesca a "sentire" il tuo Cuore"
Kassandra cercò di seguire i suggerimenti del guaritore ma con scarso
risultato.
Poi lo sguardo le si posò sulla Sfera Armonica che in quel momento era
spenta, priva di luce, come fosse una cosa morta; se l'anima di Petros
era ancora al suo interno, doveva essere in condizioni critiche.
La prese fra le mani e dopo averla osservata per qualche secondo,
istintivamente, l'adagiò sul petto di Petros posandovi sopra una mano,
mentre con l'altra tornava a stringere quella di lui.
Fu allora che la sfera cominciò a riprendere vita illuminandosi da prima
leggermente e poi sempre di più, Kassandra chiuse inconsciamente gli
occhi, sentì come delle piccole scariche elettriche che, partendo dalla
mano che teneva poggiata sulla sfera, le salivano su per il braccio
attraversando anche l'altro e andando a scaricarsi sulla mano di Petros
che teneva stretta con la sua.
La sfera cambiò colore diverse volte; passò da un azzurro chiaro ad un
viola cupo che, ad un certo punto, divenne quasi nero, con degli sprazzi
luminosi rosso sangue: erano gli stati d'animo di Petros che agiva nel
Mondo di Mezzo e Kassandra cominciava a percepirli sempre più
chiaramente.
Sentì lo smarrimento, poi la memoria ritrovata e l'incontro con una
persona cara, poi la freddezza del combattimento ed infine il confronto
con la radice del suo male.
Improvvisamente tornò alla sua solita luminosità che aumentava in
maniera impressionante fino ad invadere la stanza con una luce
accecante.
Yaho cercò di proteggersi gli occhi con entrambe le braccia, ma
l'energia emanata dalla sfera, oltre ad abbagliare con la sua forte
luminosità, riscaldava in modo preoccupante l'ambiente; il guaritore fu
costretto ad abbandonare la stanza per mettersi al sicuro sperando che
tutto andasse bene.
Kassandra si sentiva leggera come una piuma, le sembrava di stare in
mezzo alle nuvole ma non erano nuvole, era nebbia, una fitta nebbia che
si diradava sempre più fino a scomparire del tutto lasciando il posto ad
un paesaggio stupendo.
Una vallata, prati verdi, fiori e piante colorate, animali saltellanti,
cominciava a chiedersi dove fosse finita, forse stava sognando.
In lontananza vide una figura che giaceva al suolo, fece per
incamminarsi verso la figura ma, dopo due soli passi, sbatté contro un
campo di forza che la sbalzò a qualche metro di distanza.
Le ci volle po' per riuscire a rimettersi in piedi, poi si riavvicinò
cautamente a quel punto, si chinò e raccolse dal suolo un piccolo sasso
che gettò davanti a se.
Il sasso rimbalzò sulla barriera e fu scagliato lontano, non c'era modo
di superare quell'ostacolo.
Cercava di visualizzare la figura dal punto in cui si trovava, questa si
mosse e lei riconobbe Petros.
Si sentiva estremamente impotente in quel momento, Petros stava a pochi
metri da lei ma non poteva raggiungerlo in alcun modo.
Un piccolo essere che sembrava una forma animale, proveniente dall'altro
lato, superò la barriera senza essere sbalzato via, solo in quel momento
Kassandra capì che doveva essere Petros a varcare quel confine
invisibile, e lei doveva assolutamente aiutarlo a trovarne la forza.
Cominciò ad urlare il suo nome nella speranza di farsi notare da lui: "PETROOOOOOOSSSSSSSSSS".
Cap. 9
Petros sentiva qualcuno che gridava il suo nome alzò il capo e si girò
in direzione di quella voce femminile. Non la riconobbe.
Si alzò e si avvicinò alla donna, fermandosi a poca distanza da lei: "E
tu chi sei? Come fai a conoscere il mio nome?"
Kassandra rimase molto male quando vide che Petros stentava a
riconoscerla: "Tesoro, sono Kass! Non ti ricordi di me?"
"Kass..." Petros aggrottò la fronte e chinò il capo.
Quel nome suscitò qualcosa in lui. Si concentrò sforzandosi di
ricordare; si portò le mani alla testa, alzò gli occhi e sul viso
apparve una smorfia di dolore: "Kass..... Kassandra!"
Di colpo gli occhi s'illuminarono: "Dolce Kass, sei venuta qui per me!"
Petros stava ancora a qualche passo di distanza dalla barriera che li
separava, Kassandra cominciava a sentire freddo ed era pervasa da una
sensazione di pesantezza, il tempo a sua disposizione stava per scadere.
Tese le braccia in direzione di Petros spronandolo a raggiungerla:
"Tesoro, vieni da me, ancora un piccolo sforzo e ce ne torneremo a casa"
Petros fece per avvicinarsi, ma le gambe gli cedettero facendolo cadere
a terra a poca distanza da Kass; lo sforzo per ricordare gli aveva fatto
perdere le ultime forze e cominciò a perdere le speranze.
"Kass, lascia stare. Non ti preoccupare per me, il mio viaggio finisce
qui, ma tu puoi ancora farcela! Torna nel Mondo. Non ti dimenticherò
mai, sarai per sempre nel mio Cuore!" Disse sorridendole amorevolmente.
A sentire quelle parole lei si sentì morire, come poteva anche solo
pensare che l'avrebbe lasciato là da solo?
Il freddo e il peso che si sentiva addosso erano sempre più opprimenti,
in lontananza s'intravedeva una nube nera che avanzava inesorabilmente
verso i due, doveva riuscire a convincere Petros a raggiungerla, se solo
fosse riuscita a prenderlo per mano...
Gli si rivolse con tono deciso e volutamente irritato: "Petros, non dire
sciocchezze! Senza di te non vado da nessuna parte! Forza, tirati su, ce
la puoi fare! Vieni da me, solo qualche passo ancora" poi pensò fra sé e
sé "Ti prego, Petros fai un piccolo sforzo!"
Quando sentì Kassandra irritata, Petros ebbe un ritorno di memoria,
ricordò tutta la storia vissuta con Kassandra, dall'incontro con lei
nella taverna di Kolise.
Gli tornarono in mente i primi battibecchi, gli sguardi, le "padellate",
la corte spietata che le fece ma soprattutto, vivido come non mai,
ricordò l'amore che nacque fra loro.
La semplicità e la purezza dell'amore di Kassandra riesplose nel suo
cuore come un torrente in piena.
Il suo sguardo ora era fisso negli occhi preoccupati di lei.
"Si, posso farcela!" pensò.
L'energia del loro amore stava rinvigorendo Petros che si alzò e, con
passo ancora incerto, riuscì ad arrivare al campo di forza, raccolse
tutta l'energia che poteva ed oltrepassò la barriera.
La nube nera li aveva ormai raggiunti e Kassandra non aveva più forze,
stava cedendo, con quel po' di energia che le restava riuscì solamente a
sfiorare una mano di Petros sorridendogli.
Petros riacquistò completamente la memoria.
Strinse la mano a Kassandra e l'attirò a se abbracciandola.
Le loro energie si fusero in un'unica potente aura.
"Amore, non aver paura. Ora ricordo; so dove siamo e perché. Possiamo
tornare, ma è importante che tu sciolga le tensioni e le paure. Siamo
insieme e nessuno potrà dividerci. Sei pronta a tornare a casa?"
Lei si sentiva sfinita ma annuì, sperando che andasse tutto per il
meglio.
L'aura intorno a loro si fece più luminosa e cominciarono a sentirsi
sempre più leggeri, come se si stessero sollevando dal suolo, come se
stessero fluttuando a mezz'aria, poco alla volta divenne tutto buio
intorno a loro e quando anche l'ultimo raggio di luce sparì ebbero la
sensazione di venire
risucchiati in un tunnel, attraversandolo ad una velocità
indescrivibile.
Passarono pochi attimi, poi avvertirono un calore per tutto il corpo ed
un pizzicore diffuso.
Aprirono gli occhi e si ritrovarono abbracciati nell'alloggio di Yaho.
Kassandra sorrise a Petros e lo baciò come se fosse passata un'eternità
dall'ultima volta che l'aveva visto.
Il guaritore, che stava ancora fuori della stanza, rientrò non appena si
accorse della calma che regnava all'interno della stessa.
Vide i due abbracciati e sorridenti persi in dolci effusioni si sentì
sollevato, era andato tutto per il meglio, gli si avvicinò e con il
solito sorriso che irritava tantissimo Kassandra gli si rivolse come se
niente fosse accaduto: "Gradite un caffè, una tisana ... o qualcosa di
più forte?"
Lei si voltò a guardarlo come se fosse impazzito, era stremata ma riuscì
ugualmente a borbottare qualcosa: "Ma, non starai mica scherzando? Dopo
tutto quello che è successo, l'unica cosa che sai dire è <gradite un
caffè?> Sai una cosa, non ho nessuna voglia di discutere in questo
momento, farò finta di niente che è meglio"
Detto questo si lasciò cadere all'indietro sulla spalliera del divano,
urtando contro la sfera armonica che non era più luminosa.
Petros la prese tra le mani: "Cara compagna d'infiniti viaggi, sembra
che tu sia arrivata al capolinea!
Sei stata creata per custodire la mia vita, in una missione di cui non
conoscevo la natura, ma il destino di ognuno di noi si scrive giorno per
giorno, attimo per attimo e, in un inimmaginabile infinito turbinio
d'esistenze, tutto può cambiare"
"La devi distruggere!" disse Yaho "Non possiamo sapere cosa potrebbe
succedere se cadesse in mani sbagliate. Ora non è più unita alla tua
anima, ma chi ci dice che qualcuno non la possa ricaricare con energia,
magari con intenti meno onorevoli dei tuoi?"
"Hai perfettamente ragione" rispose Petros "Hai ancora la spada da
guerriero, Yaho?"
"Certamente" rispose e sparì dietro una porta.
Dopo poco ritornò con in mano la sua vecchia spada.
"E' ancora in perfetto stato" disse sorridendo.
Petros brandì la spada e si raccolse per qualche attimo in
concentrazione.
Kassandra si rattristò al pensiero di veder distrutta la sfera,
dopotutto era pur sempre una parte di Petros.
"Tesoro, sei proprio sicuro di volerla distruggere?" domandò a Petros.
"Cara, tenerla intatta è troppo rischioso, potrebbe veramente finire
nelle mani sbagliate" rispose con fermezza Petros.
Nel frattempo, Yaho portò un piccolo incudine che teneva nella rimessa.
Petros poggiò delicatamente la Sfera sull'incudine e, con una velocità
fulminea, la colpì dividendola in due metà perfette.
"Ecco, ormai nessun altro potrà utilizzarla."
Le due metà della sfera caddero giù dall'incudine fermandosi una ai
piedi di Petros e l'altra ai piedi di Kass, ed avvenne una cosa
imprevista, uno spettacolo meraviglioso si svolse davanti ai loro occhi:
dalle due metà iniziarono a sprigionarsi dei delicatissimi fasci di luce
colorata; sembrava di stare davanti ad un arcobaleno in movimento.
I due, presi dallo stupore, si chinarono e raccolsero ognuno la metà che
gli era caduta davanti.
La luce della mezza sfera in mano a Kass cominciò ad avvolgerla dandole
una gradevole sensazione di serenità e così anche a Petros, poi le due
luci si unirono formando una grande aura intorno loro.
Sul viso dei due comparve un gran sorriso, si guardarono e, come se già
sapessero cosa fare, avvicinarono le due metà l'una all'altra e appena
queste si sfiorarono tornarono ad illuminarsi di quella luce che era
propria della Sfera Armonica.
La Sfera si rianimò e, seppur divisa, era un'unica cosa, proprio come
Kassandra e Petros, due anime gemelle unite in un unico grande e
profondo amore.
Petros e Kassandra si guardarono l'un l'altra meravigliati.
"Kass non so cosa sia accaduto, ma è tutto così meraviglioso"
"Si, è una cosa stupenda"
La Sfera di nuovo unita fluttuò nell'aria sopra di loro mentre irradiava
energia.
Pet si avvicinò a Kass e le prese le mani.
"Siamo insieme di nuovo! Non importa se in questa o qualsiasi altra
dimensione o mondo, la cosa che conta, per me è starti vicino. Ti amo
Kass"
Le parole si spensero. I due si avvicinarono e unirono le loro labbra in
un lungo, caldo bacio.
Yaho che assisteva alla scena, l'interruppe.
"Ehm... scusate... posso...."
I due si scostarono leggermente imbarazzati e Kassandra pensò fra sé:
"Ma questo sempre in mezzo sta?"
Petros sorrise: "Di pure Yaho, perdonaci, c'eravamo dimenticati..."
Lei continuava a borbottare tra sé: "Seee dimenticati, e come si fa a
dimenticarselo se sta sempre da per tutto come il prezzemolo, poi ha un
tempismo che è la fine del mondo!"
Yaho sorrise, come al solito: "Mi spiace interrompervi, ma avrete tempo
di rifarvi! Volevo dirvi che la Sfera è di nuovo attiva, sia la parte di
Petros sia quella di Kass, ma il massimo del suo potenziale lo raggiunge
quando le unite! Non ho idea di cosa possano fare. Avrete tempo per
imparare ad usarle! Beh, a questo punto, credo che io non vi serva più'"
Kassandra, dopo aver ascoltato ciò che aveva da dire Yaho, si voltò
verso Petros sorridente: "Tesoro, penso sia arrivato il momento di
tornare alla nostra Kioskas, non credi anche tu?"
Petros era perfettamente d'accordo con lei.
"Direi proprio di si, amore" si rivolse ancora una volta a Yaho: "Grazie
fratello, sei stato un valido aiuto. Spero d'incontrarti presto!"
Detto ciò lo abbracciò.
Anche Kassandra si avvicinò a salutare il guaritore, nonostante
continuasse a non starle particolarmente simpatico, e non sapeva nemmeno
lei il motivo.
Gli strinse la mano e lo ringraziò.
Yaho non si risparmiò l'ultima battuta, scoppiando a ridere appena
finita la frase.
"E' stato un piacere aiutarvi! E poi mi avete pagato in anticipo!".
Anche Petros rise.
"Addio Yaho, che la serenità accompagni la tua vita, noi andiamo."
Kassandra e Petros tesero contemporaneamente il braccio col palmo della
mano rivolto verso l'alto, la sfera si ridivise e le due metà si
poggiarono delicatamente nelle loro mani.
Lei conservò la sua metà nella sacca, che portava con sé, e Petros fece
altrettanto poi uscirono dalla casa del guaritore che si fermò
sull'uscio per salutarli.
Kassandra si voltò verso il guaritore un'ultima volta: "Addio Yaho!"
Le prime luci dell'alba rischiaravano il cielo limpido.
Kassandra e Petros presero le loro cose, montarono a cavallo e si
avviarono alla volta di Launam.
Dopo aver percorso un po' di strada, Petros la chiamò con aria
preoccupata, lei si voltò per sentire quello che aveva da dirle e lui
fermò il cavallo: "Devo aver dimenticato qualcosa... ma non ricordo
che..."
Kassandra si allarmò immediatamente: "Cosaaaaaa??? Non ricordi? Che vuol
dire che non ricordi?"
"Ah! Ora ricordo!"
"Ehi Artista, non è che per caso mi stai prendendo in giro eh?"
Petros trattenne una risata: "Mi ero dimenticato questo..."
Scese da cavallo, si avvicinò a Kassandra e la fece scendere ed
abbracciandola la baciò.
Lei ricambiò il suo bacio, felice che si fosse risolto tutto per il
meglio e ancora più felice perché finalmente non c'era più Yaho fra i
piedi ad interromperli.
Il sole illuminava la splendida mattinata primaverile.
Kassandra e Petros camminavano verso la loro Kioskas, l'uno di fianco
l'altra, colmi di
serenità perché la loro unione si saldò ancor di più, insieme potevano
affrontare qualsiasi situazione. Nulla poteva più impaurirli ed il
viaggio di ritorno, che, stavolta, gustarono fino in fondo, fu
meraviglioso.
Kassandra e Petros
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