Anima
 |
BERSERK
Era stata una strana serata.. in taverna moltissima gente, poi
lentamente si era svuotata.....
Rimasi là nel silenzio a bere....... il tempo passava...
Dalla finestra sentivo odori familiari.. a volte questi sensi troppo
sviluppati vorrei non averli... sono fastidiosi. |
Uscii incontrando Kass e Petros.. scambiai alcune parole e mi diressi
verso casa, non ero molto in forma....
Non avevo voglia di uccidere.. e poi..... bah.. poi mi venne un'idea....
non so perchè.. mi pigliò una fissa..
Volevo riavere un'anima.. e tornare .... normale...
Non so perchè... ma mi ero fissato....
Andai a casa, presi alcune cosette e partii...
C'era una sola persona che poteva aiutarmi.. mio nonno Taliesin..... e
così mi diressi a casa.. ad Avalon....
HATSHEPSUT
La notte era buia, nel cielo cupo solo poche stelle mostravano il loro
splendore.
Tutta la giornata era stata cupa, la neve aveva più volte minacciato di
voler coprire come un bianco manto le terre dell'Arcano.
Hat era stanca e triste, molte cose in quella giornata le avevano
lasciato l'amaro in bocca.
Aveva avuto una discussione con uno dei suoi migliori amici, questo non
le piaceva per nulla.
Decise che una missiva sarebbe stato il metodo ideale per cercare di
spiegare il suo stato d'animo.
Era una seccatura dover uscire, ma non voleva che le cose rimanessero
così.
Per questo indossato il mantello pesante si avviò verso la casa delle
missive.
Vista l'ora tarda non immaginava che ci fosse qualcuno in giro.
Vedere Bers con un bagaglio che saliva su Morte, il suo splendido
cavallo, la stupì non poco, per questo lo chiamò.
"Bersss... ciao demone, dove vai così bardato? Stai partendo?"
"Hat... che ci fai in giro? Che te frega dove vado?" le rispose lui con
un mezzo sorriso.
"Magari con qualche bicchierino di quel liquore viola... ti si scioglie
la lingua... e diventi più cordiale!!" gli disse Hat.
"Mhhh... non sarebbe una cattiva idea... fai una cosa... dammi la
bottiglia direttamente... così parto subito!!!" la risata, che
accompagnò le parole di Bers, aveva qualcosa di sinistro, ma Hat
abituata ai modi del comandante degli Ardes non ci fece caso.
"Vieni a casa... di solito non giro con in tasca le bottiglie!!" Hat
finì la frase con una linguaccia.
"Ok amazzone andiamo!" tagliò corto lui.
"Allora mi dici dove te ne vuoi andare in una giornata fredda come
questa?" chiese curiosa.
"Voglio un'anima... vado in cerca di mio nonno Taliesin!" spiegò Berserk
con aria seria.
"Allora penso che di bottiglie te ne servano due... e forse ti serve una
compagna di viaggio!!!" intervenne subito Hat "sello Shirak e sono
pronta a partire!!"
BERSERK
E così partimmo...
Hat aveva deciso di accompagnarmi, dirigendoci prima verso Nosambra..
avremmo dovuto attraversarla.
Mentre cavalcavamo, Hat mi chiese di mio nonno, dove viveva ecc..
"Mio nonno vive ad Avalon... egli è Taliesin.. il Merlino"
Vidi lo stupore sul volto di Hat.... "A.... Avalon??"
Dopo circa un'ora di corsa sfrenata arrivammo nel territorio delle
Hibryans.... ne vidi un gruppetto poco distante.... poi... un dolore
acuto al collo, insopportabile...
La cicatrice che avevo, l'unica che avevo, si riaprì....non capivo
perchè, ma quella cicatrice sembrava non voler guarire, ma pork......
sanguinava e bruciava.
Hat mi chiese subito cosa mi stava succedendo... in risposta lanciai un
ruggito di rabbia che riecheggiò in tutta la valle.
Poi fuori Nosambra tutto passò.. il dolore finito.. la ferita chiusa, ma
la cicatrice restava, non accennava a sparire....
La sfiorai con un dito..."Sta roba mica la capisco.. perchè non
guarisce??....mah"
Hat tornò a rifarmi la domanda, mi chiese che era quella cicatrice.
Io risposi solo: "Un morso... niente di grave...."
Non sembrava convinta.
HATSHEPSUT
L'amazzone sellò il cavallo e si mise in viaggio con l'amico.
Mentre cavalcavano, trovarono il tempo per scambiare quattro
chiacchiere, Hat voleva sapere del nonno Taliesin, in fondo l'aveva
sentito nominare tante volte in passato, ma non l'aveva mai incontrato.
Sapere che nel sangue di Berserk scorreva sangue di un abitante di
Avalon fu per la ragazza un motivo di stupore, si diceva che Avalon
fosse la terra dei grandi, un luogo mitico.
L'idea di visitare il luogo fonte di tante leggende, rendeva Hat molto
felice.
La strada che scelsero portava nella palude di Nosambra.
I due avevano appena visto un gruppo di hibryan quanto Berserk iniziò a
sanguinare abbondantemente.
Alla base del collo si era aperta una vecchia ferita.
Un urlo disumano uscì dalla bocca del demone.
Hat non si aspettava una simile manifestazione di dolore da parte del
suo compagno di viaggio, era abituata a vederlo lottare senza
lamentarsi, per questo la spiegazione che gli diede Bers la lasciò molto
perplessa.
Bisognava mettere qualcosa in quella ferita, Hat si mise a frugare in
una delle sue borse e ne estrasse un piccolo sacchetto.
"Bers... ora vediamo di farti smettere di sanguinare!" disse la ragazza
aprendo il sacchetto.
"Che mi vuoi fare? Sta lontana!" le rispose lui.
"Vedrai che funziona! La saggezza del mio popolo è racchiusa in questa
polvere segreta!" uno strano sorriso aleggiava sul viso di Hat.
Il comandante non era molto convinto, sapeva che l'amica era capace di
giocare brutti scherzi, per questo si fidava poco di lei.
Hat prese un pizzico abbondante della polvere e la mise sulla ferita,
ripetè l'operazione molto velocemente, poi si spostò.
Un nuovo urlo echeggiò nella valle, Bers agitò le braccia come se
volesse colpire qualcuno, poi con voce alterata esclamò:
"Lo sapevo che non mi dovevo fidare di un'amazzone con un nome tanto
ridicolo! Che diavolo mi hai messo?"
"Che non ti piace il mio nome???" esclamò ridendo lei "Comunque ti ho
messo solo del sale! Guarda, la tua ferita sta iniziando a non
sanguinare più! Ora che ne dici se riprendiamo il cammino? Abbiamo molta
strada da compiere! Mentre camminiamo mi racconti qualcosa di Avalon!"
BERSERK
L'avrei uccisa... mi aveva buttato del sale sulla ferita, già bruciava
parecchio di suo..
Fissai Hat per un momento: "Questa me la paghi prima o poi"..
Riprendemmo così il cammino verso Avalon, Hat mi chiese di parlarle un
po' di quel posto.
"Beh,.. se ami la pace è un posto unico, è sospeso tra i mondi.. e in
ogni mondo in cui si veneri la Dea c'è una via per arrivarci... per chi
la conosce... E' un'isola collinosa, immersa in una natura... come
dire... boh... incontaminata. Gli abitanti di quel posto rispettano
molto la terra.. l'inverno è abbastanza freddo ma d'estate si sta che è
una meraviglia... E tutti si considerano come fratelli e sorelle"
Feci una smorfia.
"..Praticamente una noia mortale... ma credo che presto te ne renderai
conto da sola, guarda" indicai un punto dove il sentiero si divideva.
Sulla destra puntava verso un laghetto nascosto da una fittissima
nebbia: "Okkio a non perderti"
Ci infilammo nella nebbia... non si vedeva a un palmo dal naso.
Procedemmo così per quasi mezz'ora, poi la nebbia lentamente si diradò
ed Avalon apparve davanti a noi ricoperta dal verde dei boschi e dei
prati... un sole caldo..
Hat guardò stupita: "Ma siamo in inverno"
"Qui il tempo scorre diversamente che in ogni altro luogo"
Sulla riva c'era una donna ad aspettarci, sorrise guardandoci:
"Bentornato Gawen... ne è passato di tempo.. una tua amica??"
"dovresti saperlo Morgana... quelli come me non hanno amici hehe.. dov'è
mio nonno?"
"E' sotto al Tor a pregare.. non puoi interromperlo"
La ignorai e mi diressi verso il Tor.
"Un'altra cosa" mi disse "stavolta evita di passare per la Casa delle
Vergini.. d'accordo??"
Non risposi... ci dirigemmo verso il Tor, un tempio composto da pietre
cacciate nel terreno dove le Sacerdotesse e i Druidi compivano i loro
riti alla Dea..
Alcune ragazze che stavano avanzando, future sacerdotesse probabilmente,
quando mi videro si fermarono e scapparono.. probabilmente già mi
conoscevano.
Girammo intorno alla collina del Tor, fino davanti ad una grande pietra
che chiudeva un passaggio...
Vi appoggiai una mano poi la chiusi, conficcando le dita nella pietra, e
con poco sforzo la sollevai con una sola mano.
La spostai aprendo il passaggio..
La mia forza era aumentata ancora... e stavo per rinunciarci.. alla
forza.. e tutto il resto..
"E per cosa poi??"..mi chiesi a bassa voce... poi entrai nella grotta
sotto al Tor e vidi mio nonno che si girò verso di me....
"Gawen"
"Ciao nonno"
HATSHEPSUT
Hat non riusciva a credere ai suoi occhi, Avalon era davanti a lei in
tutto il suo splendore e con tutta la sua magia.
Le nebbie l'avevano avvolta come un manto, Berserk l'aveva guidata per
la via che conduceva verso il villaggio, se si fosse persa la sua vita
avrebbe trovato la parola fine.
La sorpresa più grande fu il clima.
Un caldo sole abbracciava, con i suoi caldi raggi, le verdi colline
ricoperte da una lussureggiante vegetazione.
Berserk spiegò all'amazzone che il tempo scorreva in modo diverso.
Altre sorprese attendevano l'amazzone, prima tra tutte il nome del suo
compagno di viaggio.
Una bellissima donna aspettava i due in riva al fiume, chiamò Bers con
un nome diverso: Gawen.
Berserk e quella donna sembravano aver goduto, in passato, di una
profonda intimità che traspariva soprattutto dai gesti e dalle parole
della donna, mentre il comandante sembrava piuttosto seccato
dell'incontro.
Berserk chiese del nonno e, saputo dove si trovava, vi si diresse senza
dare ascolto alle parole di Morgana, la sua vecchia amica, che gli
diceva di non disturbarlo.
Nei pressi del tempio, molte future sacerdotesse cercavano di
allontanarsi in fretta alla vista di Berserk, sembravano spaventate alla
sua vista.
Bers si diresse sicuro verso il tempio di Tuk, lo aggirò e con forza
spostò una pietra che chiudeva una delle camere del culto, Taliesin era
dentro.
Hat rimase in disparte ad osservare la scena.
Taliesin, in confronto a suo nipote, era un uomo minuto, ma la forza che
traspariva dalla sua persona rendeva umile un gigante.
Berserk salutò il nonno con un tono di voce che Hat non gli aveva mai
sentito, da quelle due piccole parole traspariva una carica di amore e
di rispetto che ben pochi avevano, ma che soprattutto Hat pensava essere
sconosciuta al suo amico.
Taliesin si rese conto che il nipote non era solo, perciò si girò verso
Hat e le disse: "Benvenuta ad Avalon."
"Grazie signore, per me è un onore enorme essere qua, Berserk è stato
gentile a portarmi con se!" rispose lei.
Lo sguardo dei due si posò sul comandante, che dal viso lasciava
trasparire ben poco.
"Credo che dobbiate parlare, vi lascio soli!" disse Hat.
"No, non andare! Sei arrivata fin qua ed è giusto che senta quel che ho
da dire a Taliesin!" esclamò Ber con aria decisa.
"Mhaa....." fece per ribattere lei, ma fu interrotta dalle parole del
vecchio.
"Una forza, una decisione, una vita stessa dipende da questo colloquio,
mio nipote ti ha accompagnato attraverso la nebbia, ciò significa che
puoi rimanere, ma non potrai fare nulla se la decisione pensi sia
sbagliata."
"Va bene" accettò l'amazzone guardando l'amico.
Una strana sensazione la pervase, stava per conoscere una parte nuova di
Berserk e aveva paura che non le sarebbe piaciuto!
L'umanità del suo amico era molto più di quanto lui stesso si rendesse
conto, era un duro evvero, ma Hat lo considerava comunque un amico
prezioso, e poi si divertiva moltissimo con lui... se qualcosa fosse
cambiato, niente sarebbe stato come prima!
BERSERK
Ero lì.. davanti a mio nonno…..
Lo fissai per qualche secondo, poi...
“Rivoglio la mia anima….. devi ridarmela”
Mio nonno mi fissò pensieroso….. ”E perché la vieni a chiedere a me??”
“Ora so tutto….. all’inizio io e l’oscurità eravamo 2 esseri separati…
ma adesso siamo diventati un'unica cosa, adesso i ricordi dell’oscurità
che mi avete cacciato dentro sono anche miei.. e ora so.. che siete
stati voi a sottopormi al rito…… e quindi ora tu mi ridarai la mia
anima”
Taliesin sospirò.. ”Hai ragione, siamo stati noi….. tu eri stato
scelto….. una oscurità minacciava di avvolgere tutti i mondi,
un'oscurità così potente che nulla avrebbe potuto contrastarla.. così
scegliemmo te per imprigionarla…… sapevamo che ti avrebbe mutato
fisicamente, ma non immaginavamo che avesse una volontà propria… che
avrebbe cambiato anche il tuo carattere”
“Si si, belle parole….. ora muoviti…. a fare quello che ti ho chiesto”
“Ma dimmi…. perché rivuoi la tua anima??”
“Perché sono stanco.. negli ultimi 250 anni non ho fatto che vagare da
una guerra all’altra….. spinto dal bisogno e dall’istinto ti uccidere….
le uniche volte che mi son legato a delle persone, sono morte per mano
mia o per conseguenza di quello che sono……. sono stanco… voglio tornare
umano”
Mio nonno stava per rispondere… quando il suo sguardo si fissò sul
collo: “Hai una cicatrice??….è impossibile… non puoi averne… come te la
sei fatta?”
“Già…. è strano, ma non guarisce del tutto… è rimasta… questa è il
risultato di un morso di una delle abitanti del mondo in cui vivo ora”
“Non è umana, vero??”
“Non ho ancora capito se è mezza Hibryan o se lo è del tutto”
“O si certo….. conosco quelle creature, alcune vivono qui…. ma è strano
comunque che sia rimasta….. e mi dispiace che sia morta… ma se ti ha
morso e ha bevuto il tuo sangue……..”
“Non è morta…. nonostante il mio sangue sia mortale, sta quasi meglio di
prima”
“Hummm…. capisco… sicchè rivorresti l’anima…. ma non posso
accontentarti… La tua anima non ti è stata tolta, bensì annullata…..
posso al massimo ripristinare quella piccola parte di essa che era
rinchiusa nella tua arma, rinchiudendola di nuovo in essa…. Per quanto
riguarda te, c’è una sola cosa da fare……… non potrai mai tornare quello
che eri, ma puoi smettere di usare l’oscurità per i tuoi scopi. Così
facendo essa si assopirà, e potrai sentirti più…. normale… Di più non
posso…. mi spiace”…. poi guardò fuori…… ”è tardi… dormirete qui
stanotte”
Rimasi zitto, fissando mio nonno….
Avrei voluto ucciderlo, ma mi era più utile vivo….. così mi voltai verso
Hat…..
”Vieni, ti farò vedere l’isola”…. e ce ne andammo……
La sera fu acceso un grande falò, si servì cervo arrosto e birra.
Verso mezzanotte mi allontanai nel bosco… poi un odore mi venne
sottonaso……
”Sniff ……. ciao Morgana.. anche tu qui??”
HATSHEPSUT
Il colloquio che Berserk aveva avuto con il nonno lasciò l'amazzone con
l'amaro in bocca.
Lei capì quanto doveva essere dura la vita dell'amico.
Aveva visto morire le persone più care, alcune le aveva uccise lui
stesso, era sicuramente un bel peso da portare nel corso degli anni.
Le persone che lui un tempo aveva amato più di ogni altra cosa lo
avevano tradito, lo avevano immolato alla causa di Avalon, condannandolo
a vedere solo il dolore.
La simpatia che l'amazzone provava nei confronti di Berserk crebbe
notevolmente, ma sapeva che non poteva aiutarlo.
Quando lui le propose di visitare Avalon, accettò volentieri.
Si trovava nella terra di cui aveva sentito parlare a lungo.
Una pace aleggiava in quel luogo, i rumori sembravano venire da lontano,
le persone fluttuavano nello spazio come se fossero senza peso, eppure
erano reali, molto reali.
Alla sera venne organizzato un grande falò, un alce venne arrostito e
servito con una birra aromatizzata che piacque molto all'amazzone.
La musica, le danze, tutto lasciava pensare ad una festa, ma Hat non si
lasciava ingannare dalle apparenze, c'era qualcosa che non andava.
Verso la mezzanotte, quando tutti sembravano rilassati, l'amazzone vide
l'amico dirigersi verso il bosco.
Lui si era alzato con molta calma senza dare nell'occhio, per questo Hat
decise di seguirlo.
Sapeva che l'amico aveva un olfatto molto sensibile, per questo decise
che era meglio stare il più distante possibile, operazione facile per
lei che era una Zaira.
Quando vide Berserk fermarsi si nascose dietro ad un albero, non voleva
farsi scoprire a spiarlo, era convinta che lui si sarebbe seccato non
poco.
Un brivido percorse la schiena dell'amazzone, non poteva essere solo il
venticello che si era alzato.
"Ciao Morgana, anche tu qua?" la domanda di Berserk fece sobbalzare Hat
che non aveva sentito arrivare nessuno, iniziò a pensare che il suo
amico parlasse da solo.
"Credo che dovremo parlare, il nonno mi ha parlato del colloquio che
avete avuto" rispose la donna che li aveva accolti al loro arrivo.
Ha ha ha... la risata più triste e più cattiva che Hat avesse mai udito
fece sobbalzare il petto dell'uomo.
"Morgana, sai bene che sono stato condannato alla dannazione eterna,
solo perché tu e il tuo popolo poteste vivere in questa pace. Speravo
che questo viaggio mi avrebbe restituito almeno in parte la mia anima,
ma a quanto pare ho sprecato solo tempo!" la voce lasciava trasparire
una forte rabbia, ma
anche il fisico mostrava i segni lasciati dai dolori nel tempo, gli
occhi fiammeggiavano, la mascella era contratta e le dita delle mani
strette a pugno.
"Sai bene che non sono andate in questo modo le cose!" ribattè Morgana
con voce decisa "tu eri quello che aveva maggiori capacità per salvare
tutto questo, sei sempre stato il più forte, tutti noi dipendevamo da
te!"
"Ero solo un ragazzino!!!" la fermò Berserk con voce adirata "non mi è
stata data la possibilità di scelta! Ora rivoglio la mia anima e nessuno
me la vuole restituire!"
"Forse te ne possiamo restituire una parte, ma dovrai pagare un tributo
molto, molto alto!" lo bloccò Morgana "Sei disposto a mettere in
pericolo la vita della tua amica? Pensaci!"
Detto questo la donna si allontanò.
La sua anima contro quella di Hat, doveva scegliere, la frustrazione lo
assalì e dalla sua gola uscì un urlo disumano che fece venire la pelle
d'oca all'amazzone che era ancora nascosta dietro l'albero.
BERSERK
Mi girai verso Morgana con aria incuriosita.
"Stai dicendo che posso riavere un'anima??.. Come??"
"Seguimi... ti mostrerò una cosa"
Ci inoltrammo nella foresta raggiungendo una cascata.. entrammo..
Dietro c'era una grotta.
Proseguimmo lungo la grotta fino ad arrivare ad una specie di stanza..
era protetta dalla magia.
Solo chi apparteneva ad Avalon poteva entrarci...
Dentro, mia sorella mi mostrò una specie di piccolo pugnale.. aveva
strane incisioni sulla lama.
"Quando la tua amica andrà a dormire, cadrà in un sonno molto profondo,
ho messo una droga nella sua camera.. Inalata, la farà dormire fino a
domani. Quando dormirà, con questo pugnale praticherai un piccolo taglio
sul tuo marchio.. e uno all'altezza del suo cuore... e la sua anima
passerà a te"
La guardai un attimo... poi presi il pugnale ed uscimmo..
Annusai l'aria, qualcuno era stato qui.. ma c'erano troppi odori per
capire chi fosse... così tornammo alle abitazioni..
Due ore più tardi entrai negli alloggi di Hat.
Morgana era con me.. aveva ragione, a parte me non avevo mai visto
nessuno dormire così... heheheh....
Slacciai la casacca e mi feci un piccolo taglio sul sigillo, poi mi
girai verso Morgana..
"Sicura che funzioni??"
"Si.. sarà uno scambio.. tu avrai la sua anima e lei la tua oscurità"
"Cosa??.. prenderà il mio posto??.. Ma scherzi... non può, non durerebbe
5 minuti.. e l'oscurità sarebbe di nuovo libera"
"Non è ciò che vuoi?? Che l'oscurità torni a regnare??"
"Si .. ma non senza controllo.. tornerà... ma sarà sotto il mio volere..
e non libera di far quel che le pare... se no che guadagno ne avrei??
Hehehe"
Così dicendo ridiedi il pugnale a Morg..: "Riportalo dov'era"
Lo prese scotendo la testa ed uscimmo......
Il giorno dopo andai a svegliare Hat.
"Muoviti, si torna a casa.."
Un'ora dopo ripartimmo per Arcano.
HATSHEPSUT
Hat vide Berserk e Morgana allontanarsi verso una cascata.
Decise di seguirli, ma ben presto li vide sparire dietro una parete di
pietra.
Di sicuro doveva essere un luogo magico e lei non aveva i mezzi per
superare quella barriera.
Forse se fosse riuscita a parlare con Taliesin avrebbe potuto scoprire
qualcosa di più.
Per questo si diresse verso il tempio, sperava di riuscire a parlarci.
Uno strano sorriso aleggiava sui visi delle persone che incontrava,
sembrava quasi che fossero a conoscenza di qualcosa che la riguardava.
Al tempio ebbe la gradita sorpresa di trovare il masso spostato, che
Taliesin la stesse aspettando?
A conferma del suo sospetto, il vecchio si materializzò davanti ai suoi
occhi e le disse: "Ti stavo aspettando!"
"Allora sai già perché sono qua vero?" rispose l'amazzone per nulla
intimidita.
"Si lo so! Vuoi sapere cosa puoi fare per Berserk" sussurrò Taliesin
guardando la ragazza che prontamente fece un cenno affermativo con la
testa.
"Stanotte tu sarai la prova finale per lui" iniziò a dire il vecchio
"dopo averti addormentata, con l'aiuto di un potente sonnifero che gli
ha dato Morgana, inciderà il suo marchio e con lo stesso pugnale intriso
di sangue farà un taglio all'altezza del tuo cuore.."
Fece una pausa per vedere le reazioni della ragazza poi proseguì: "Solo
in quel momento capirà quale parte di lui comanda. Se ti inciderà
significa che l'oscurità oramai lo domina completamente, noi potremmo
solo cercare di non farlo ripartire da Avalon... ma se si ferma,
significa che la sua parte umana è ancora viva e c'è ancora qualche
speranza che lui possa riavere la sua anima!"
"Io cosa posso fare?" chiese intimorita Hat.
"Nulla, non puoi fare nulla!" l'espressione del viso dell'uomo non
lasciava dubbi, niente poteva esser fatto "ora vai e stai tranquilla...
ho piena fiducia in mio nipote!"
Il colloquio era finito, l'amazzone dopo aver salutato il vecchio si
diresse verso la stanza dove doveva dormire, cercando di immaginare dove
sarebbe stato messo il sonnifero.
Una volta in camera vide su un tavolo una brocca con del vino, una con
dell'acqua.
"Credono di imbrogliarmi in questo modo, non berrò neppure una goccia!"
pensò l'amazzone mentre si spogliava per andare a letto.
Solitamente tardava a prendere sonno, ma stranamente quella notte si
addormentò di colpo.
Non si accorse di Bers e Morgana fermi ai piedi del letto e, tanto meno,
si rese conto del pericolo che correva in quel momento.
Fu svegliata l'indomani da un Berserk di cattivo umore, cosa non del
tutto strana, ma capì in quel momento che l'amico aveva fatto una cosa
grandissima per lei, aveva salvato la sua anima.
Certo voleva il controllo dell'oscurità, ma a lei non importava.
"Grazie Bers!" esclamò d'impulso guardando l'amico.
"Ringrazia che non ho l'ascia con me!" rispose lui in tono seccato
"muoviti, partiamo!"
Fecero i bagagli e dopo aver salutato Morgana e Taliesin iniziarono il
loro viaggio.
Fu proprio durante l'attraversamento delle nebbie che Hat ebbe modo di
analizzare gli avvenimenti della notte precedente.
La grandezza del gesto, compiuto dall'amico, la colpì come un macigno,
fermò il cavallo dimenticando tutti gli avvertimenti di Bers.
Quando si rese conto che la sagoma dell'amico non era più visibile,
seppe di essersi cacciata in un guaio, lanciò il cavallo nella direzione
che secondo lei aveva preso il cavallo di Bers, ma non si accorse che,
ad un crocevia, aveva imboccato il sentiero sbagliato.
BERSERK
Finalmente, dopo un'ora uscimmo dalle nebbie……. ”Ooohh finalmente
fuori.. mo facciamo rotta verso casa ……… Hat??“
Mi girai non sentendola rispondere…. ”Ma pork…. è rimasta nella nebbia”
Legai Morte ad una pianta e rientrai a piedi cercando le tracce del suo
cavallo….. ma il nebbione era parecchio forte, non si vedeva un
cavolo…(anzi, una verza)..
Mi inoltrai sempre più finchè trovai delle tracce….. sembravano fresche,
sembravano……….. pork.. quelle di Morte (-_-…..capita)…
Tornai ancora più indietro finchè non trovai le tracce del suo cavallo.
Le seguii finchè non giunsi ad una palude.. il puzzo era
insopportabile…..
Conoscevo quel posto, era molto pericoloso…. poi… d’improvviso sentii un
nitrito..
Mi diressi in quella posizione…… era il cavallo di Hat (che non me
ricordo mai come se chiama).. ma lei non c’era……..
”Allora .. specie di costata ambulante…. dov’è finita??"
Il cavallo indicò col muso di fianco a me….. un piccolo precipizio..
ecco, era caduta……
Mi buttai giù anch’io, atterrando con un tonfo pesante (e bhe… so grosso
che ci posso fa?)….
”Haaat….. ndo azzo staiiiii??"
“Sono qui”….. era lì vicina me, bloccata sotto un enorme pietrone… ma
sembrava intera…
”Come ci sei finita li sotto??”
"Bhe, il cavallo ha inciampato e mi ha disarcionata… e nel cadere ho
tentato di frenare la caduta con la spada.. ma ho tagliato le liane che
tenevano il masso”
“Per fortuna si è fermato contro quell’altro masso se no.. sciak…. è
bello grosso, quasi quanto la mia vecchia casa… (e qui interviene Piero
Angela…”come avranno fatto le liane a tenere un robo del genere??…
misteri della natura")…. Va bhe, diamoci da fare”……
Appoggiai spalle e mani alla parte inferiore del masso leggermente
sollevata.
“Hemm.. Bers… non penserai di sollevarlo vero?? È grande quanto una casa
quasi”
“Zitta tu…. ti avevo detto di stare attenta alla nebbia… e invece??”
Iniziai a spingere, mentre i muscoli si tesero al massimo per lo
sforzo….. ma niente si smuoveva..
“Visto?? Che ti dicevo…. non puoi farcela….. O_O”
Continuai a spingere… i denti digrignati per lo sforzo … i piedi
iniziarono ad affondare nella roccia… e anche le mani si incassarono nel
masso…. e poi…. lentamente il masso iniziò a smuoversi, a sollevarsi,
finché non fu totalmente staccato da terra (e qui ci scappano 3 o 4
ernie)…. e lo buttai di fianco.
“Hemmm…. Bers.. amici vero?? “..
Salimmo sopra il masso.. Hat aveva na caviglia sacagnnata e si muoveva
male…
“Bene, siamo quasi fuori dal dirupo… salimi i piedi sulle spalle che ci
arrivi “….
Lei seguì le istruzioni e fummo fuori….. ripigliammo il suo cavallo e
finalmente uscimmo dalla nebbia...
“E ora andiamo a casa"
HATSHEPSUT
Hat l'aveva fatta grossa... si era persa... quando se ne rese conto era
troppo tardi, ma ciò che peggiorò la situazione, già di per se
catastrofica, fu l'idea di lanciare al galoppo il cavallo.
Essendo troppo concentrata a seguire quello che ai suoi orecchi sembrava
il suono degli zoccoli del cavallo dell'amico, non si accorse neppure
del piccolo tronco che il suo Shirak si apprestava a saltare.
Fu solo nel momento in cui il cavallo la disarcionò che capì l'errore
che aveva commesso.
La caduta avrebbe potuto rivelarsi fatale, solo il fatto che la sua
spada avesse agganciato alcune liane le permise di salvare la pelle.
Una pioggia di pietrisco le cadde addosso, creando una sorta di
barriera, un grosso pietrone impedì ad un altro di schiacciarla.
Come avrebbe fatto a liberarsi?
Sentì il suo cavallo nitrire e subito dopo quella che sembrava una frana
si abbatte poco più in là creando un grosso polverone.
"Haaat... ndo azzo staiiiii??" sentì urlare Bers.
"Sono qua" rispose l'amazzone.
Trovarsi vicino l'amico le fece tirare un sospiro di sollievo, gli
spiegò a grandi linee come si era cacciata in quel pasticcio e si
meravigliò quando lui riuscì a sollevare il masso quel tanto che le
permise di disincagliarsi.
"Hemmm.. Bers.. amici vero??" ebbe il coraggio di dire all'amico che
istintivamente fece un grugnito di frustrazione.
"La uccido" furono le parole che percepì l'amazzone.
Bers aiutò l'amazzone a salire dal dirupo e poi a cavallo.
Era giunto il momento di tornare a casa..
Hat non protestò quando l'amico legò il suo cavallo a Morte, in fondo
aveva provocato fin troppi danni... non voleva ritardare ulteriormente
il rientro.
BERSERK
E così, con il cavallo di Hat legato al mio, tornammo a casa..
Passammo di nuovo per Nosambra e la cicatrice si riaprì di nuovo.. e
infine.. le Kioskas.
La mia nuova casa....
Ero partito per riavere un'anima.... per scoprire che non potevo
riaverla... un viaggio fatto a vuoto..
Mollai il cavallo di Hat (come 'azzo si chiama), la salutai e me ne
tornai al mio castello.
Quella sera non sarei passato alla taverna.... non era serata.
|