Sorpresa
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MYRT
Era tardi quando finalmente spensi le candele nel grande studio in
cima alla torre. |
Massaggiandomi il collo, stanca e con la mente già al giorno dopo scesi
le scale di marmo e, con Shina al fianco, passai davanti alle amazzoni
che presidiavano l'accesso alle mie stanze private, aprii la porta che
dava sul lungo corridoio diretto alla mia camera, salutai le guardie e
mi chiusi la pesante porta di quercia alle spalle.
Entrai in camera indecisa se buttarmi sul letto direttamente e ancora
vestita quando uno strano movimento delle tende attrasse la mia
attenzione: con la spada in mano spalancai le tende trovandomi davanti
una faccia conosciuta, un uomo seduto sul davanzale della finestra,
distratto dalle stelle, che quasi volò giù per la sorpresa.
"Che diavolo ci fai qui, tu?!" esclamai.
Lui sorrise: "Mi godo il panorama, Madras."
"Si, ecco, appunto, ricordati del rispetto che mi devi" dissi sorridendo
divertita e con un saltino mi sedetti di fianco a lui, le gambe
penzoloni a diversi metri da terra, la kioskas addormentata ai miei
piedi.
"Era un bel po' che non ti facevi vedere, Lord."
Sorrise al cielo nero, distratto, e restò in silenzio: lo fissai,
contenta di vederlo e seccata dal suo mutismo, poi, definitivamente
scocciata dal suo atteggiamento scesi dalla finestra e aprii la porta:
"Se devi startene zitto come se fossi passato di qui giusto ieri puoi
anche levare le tende. Sono stanca e vorrei andarmene a letto."
DRAVEN
"No, ferma" le dissi "rimani un po' con me".
Le stelle non avevano lo stesso brillio senza di lei... era un po' che
lo avevo notato, ed ora lo sentivo più forte che mai.
MYRT
"Ma che carino...... e poi?"
DRAVEN
Myrt si fermò, si avvicinò: "Sono stanca, Draven" - Sapevo che non
alludeva all'ora tarda - "Sono stanca dei tuoi giochetti".
Come darle torto? Ma come darle ragione?
Nulla nella mia vita sembrava essere un atto consapevole della mia
volontà... gli eventi si succedevano, le cose accadevano, ed io ero
trascinato dal fiume della mia esistenza.
"Io, mentre gli dei ridono, sono il vortice del mondo" le sussurrai
all'orecchio, sfiorandole il lobo con le labbra.
MYRT
"Dopo quello che è successo negli stati dell'unione sei sparito dalla
circolazione. Sai che ti dico? Mi va anche bene, ma almeno evita altre
visitine a sorpresa" esclamai, allontanandomi.
DRAVEN
La presi per un braccio... perchè tutto era sempre così difficile con
lei? E perchè continuavo a dire o fare qualcosa di sbagliato?
"Cosa vuoi da me, Myrt?" le chiesi lievemente incollerito.
MYRT
"Davvero non lo sai" risposi, seccata dal suo atteggiamento.
"Non mi puoi mettere da parte come un vestito, io esisto, anche se
sembra che per te l'unica persona vivente sia.... tu"
DRAVEN
"Forse è vero, forse lo so" risposi di getto, ferito dalle sue accuse,
poichè sapevo che avevano colpito il segno "ma farebbe piacere
sentirselo dire, ogni tanto, giusto per essere sicuri che sia ancora
vero"
La spinsi, allontanandola da me, ma incalzandola, costringendola ad
indietreggiare o a finire sul mio petto: "Dillo, dannazione, perchè è
cosi difficile?"
MYRT
"E' più che vero, è diventato diverso!" Urlai.
Poi tornai ad abbassare la voce, sperando che le guardie non facessero
irruzione, spaventate.
"Lord, io non mi posso permettere certe cose, non posso..... distrarmi.
Ma sarei anche disposta a farlo se fossi sicura di non essere solo un
passatempo. Non lo sono mai stata in vita mia, e non voglio cominciare
ora"
DRAVEN
"Distrarti?" le dissi, il veleno che mi saliva dal cuore alla lingua "è
questo che diventerei... una distrazione?"
Mi fermai, stavo per dire cose di cui mi sarei pentito.
"Non sei il mio passatempo, Myrt, e non vorrei mai che tu lo diventassi"
le dissi dolcemente "ma sono un uomo, sicuramente non dei più facili da
comprendere o da prendere, ma sempre un uomo" la presi per le braccia "e
devi accettare il bene ed il male che vivono dentro di me... o lasciare
tutto"
MYRT
"Perchè io?" chiesi.
Spesso avevo pensato, chiedendomi che fine avesse fatto nei lunghi mesi
in cui non aveva dato notizie, o quando era partito per gli Stati
dell'Unione, che il Dragone si fosse interessato a me perchè ero Madras,
perchè ero..... come dire....... un premio ambito.
Non avevo intenzione di scoprirmi al punto di parlargliene, ma volevo
sapere.
DRAVEN
Era una cosa che non mi ero mai chiesto, razionalmente... e forse non a
caso...come si può analizzare un sentimento, come si può dargli un
motivo?
Eppure era dentro di me, eppure c'era un senso di vuoto... un vuoto
incolmabile, un vuoto che veniva dalla mancanza dei miei genitori, dalla
mancanza di chi avevo amato, un vuoto che aveva senso soltanto se lo
confrontavo col volto di Myrt, con le parole di Myrt, con i gesti di
Myrt.
Poichè, cosè il male, se non conosciamo il bene?
Ecco, Myrt era quella parte onesta, quel simbolo vivo e ardente che mi
permetteva di vivere con il dolore del passato.
Mi accorsi in quel momento che non avrei potuto continuare senza di lei,
che avrei vagato nel buio, e mi sarei perso e avrei pianto come un
bambino....
Myrt era la luce alla fine del buio, il conforto alla fine dell'incubo.
"Perchè tu sei l'unica cosa vera in questa mia vita di illusioni e
delusioni, Myrt" le dissi, abbracciandola.
MYRT
Rimasi immobile tra le braccia del Dragone, colpita e inerte,
controllando il respiro, cercando di dargli un ritmo che assomigliasse
meno al rumore di un cavallo che cade, con le labbra strette.
Poi afferrai il viso del Lord e tenendolo con lo sguardo fisso nel mio
sussurrai: "Guai a te se sparisci un'altra volta. Mi ammazzeresti."
DRAVEN
La strinsi forte, le accarezzai una guancia: "Suppongo che questo sia il
tuo modo di chiedermi di restare?"
MYRT
"Supponi il giusto" sorrisi, appoggiai la fronte alla sua.
DRAVEN
La baciai... perchè le sue labbra erano l'unico modo in cui avrei potuto
placare quel tormento, perchè non ha senso perdersi nella sofferenza...
perchè era quello che volevo, perchè era quello che voleva.
MYRT
Chiusi gli occhi, sentirlo di nuovo vicino, di nuovo mio era qualcosa
cui non ero preparata, che nemmeno anni di addestramento avrebbero
potuto mai insegnarmi ad affrontare.... sapevo perchè avevo rifiutato le
profferte gentili di altri hammers, l'unico era lui, l'unico che sapesse
strisciarmi sotto la pelle, rendermi così indispensabile.... per un
attimo ebbi la sensazione di prendere il volo.
DRAVEN
Il tormento si trasformò in passione, le nostre labbra continuavano a
cercarsi e incontrarsi, combattersi a tratti, si ritiravano per
ripartire con maggiore impeto, mentre il fuoco si faceva strada nel mio
sangue, e guidava le mie mani lungo le sinuose fattezze di Myrt
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