Histoire - Antefatto di "Voci dal
passato"
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SPIDERSAX
Il sole era già ben alto nel cielo quando uscii dal mio alloggio.
Le finestre dei miei vicini erano ancora chiuse.
Uscii fuori da Klivia in pochi minuti.
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L'aria era strana come se quel giorno, per me, dovesse essere un giorno
particolare... e così fu.
Costeggiai il corso d'acqua che da Klivia andava a Kanveska e fu lì che
feci un incontro stranissimo.
Tra i cespugli accanto alla riva, un serpente mi aspettava.
Era lì, io da principio non ci feci caso...
"Era un serpente come tutti gli altri" pensavo... ma invece no!
Fece di tutto per farsi notare, ma io continuavo ad ignorarlo.
Mi seguì per qualche centinaio di metri poi, stufo del sentirmi
strisciar dietro, mi girai di scatto, lo presi con un guizzo più veloce
del suo e gli dissi: "Sai, serpentello ... non amo chi mi segue
strisciando..... non amo chi mi sta alle spalle e non attacca..."
I miei occhi erano puntati nei suoi ... la sua lingua biforcuta entrava
ed usciva.
Stavo per buttarlo in acqua quando sentii una voce che mi diceva: "Afpetta!
".
Di chi era quella voce? In quel luogo isolato eravamo solamente io e il
serpente!
I miei occhi e soprattutto le mie orecchie non potevano credere a quello
che avevano visto e sentito.
Era il Serpente che aveva il dono della parola!
Mi diede appuntamento il giorno successivo alla stessa ora ... doveva
riferirmi delle cose importanti del suo passato e soprattutto del mio.
E cosa più importante, doveva affidarmi una cosa...
... Dopo di che il serpente si volatilizzò, non c'era nessuna traccia di
lui.
Mi fermai e mi sedetti in riva al corso d'acqua.
Quell'incontro aveva dato un tono di curiosità alla mia giornata,
curiosità e un po' di timore.
Alcune domande mi martellavano la mente: "Chi era quel serpente? Cosa
sapeva del mio passato che io non sapevo? Cosa doveva affidarmi?"
A queste domande provai a dare delle risposte.
Il serpente poteva essere un messaggero. Il mio maestro d'armi mi
raccontò un volta che esistevano dei maghi che si servivano di serpenti
per comunicare con qualcuno.
Ma io maghi non ne conoscevo, o almeno pensavo di non conoscere! Ma il
rettile dalle squame dorate parlava e soprattutto mi conosceva ...
Poi il fatto che lui conoscesse qualcosa del mio passato, mi incuriosiva
ancora di più.
Sì, perchè io della mia famiglia non so quasi nulla...
Solo tre persone mi sono state accanto: i miei genitori ed il mio
maestro d'armi.
Nessuno mai volle parlarmi delle mie discendenze, nè di quelle paterne,
nè di quelle materne. Il buio totale si stendeva su questo argomento.
Di cosa mi doveva affidare non avevo la più pallida idea...
Ma erano solo ipotesi, alle domande solo il serpente dorato poteva darmi
delle risposte.
In riva al fiume, immerso nei miei ragionamenti, il tempo passò
velocemente.
Si era fatta quasi sera, il sole stava per tramontare.
Avevo bisogno di parlare con qualcuno, e puntai dritto dritto per la
taverna.
Cosa strana, il locale era chiuso...
Ricordai le ultime parole dell'aureo serpentello che dicevano: "Non
rivelare a nessuno questo nostro incontro"!
Visto che non potevo parlare con nessuno presi la via di casa,
consapevole, che quella che mi stavo apprestando a passare sarebbe stata
una delle notti più lunghe della mia vita....
Arrivato a Klivia, mi ritirai subito nel mio alloggio.
Pensavo di non riuscire a dormire quella notte, ed invece non fu così,
appena il mio capo toccò il cuscino caddi in un pesante sonno, quella
giornata era stata troppo stressante.
Non avevo mai dormito così bene in vita mia.
La mattina seguente mi svegliai quando il sole si stava preparando a far
nascere un nuovo giorno.
Per le stradine della kioskas c'era un silenzio surreale.
Uscii da Klivia e incominciai a costeggiare il corso d'acqua.
Non si fece attendere l'aureo rettile. Mi aspettava su di una roccia
muschiata.
Mi salutò: "Buona giornata Guerriero, sapevo che non saresti mancato
all'appuntamento!" Aggiunse: "Hai avuto fiducia in me, e questa fiducia
sarà ricompensata dalle mie rivelazioni".
Io gli chiesi: "Chi sei?".
Si presentò: "Mi chiamo Gal, non importa cosa faccio o chi ero, importa
cosa ho da dirti!"
Il mio cuore incominciò a battere forte e subito gli chiesi: "Cosa sai
della mia famiglia?"
Il serpente si tirò indietro e mi disse: "Abbi pazienza giovane
guerriero! Sono qui per raccontarti tutto, sono venuto per te".
Mi misi seduto ed incominciai ad ascoltare.
E Gal incominciò:
"Tanto tempo fa, in una notte di luna piena, un uomo ed una donna,
incrociarono i loro sguardi. Per loro fu come aver ritrovato qualcosa di
perduto da tempo. Si innamorarono. Ma loro sapevano che il loro amore
non sarebbe mai stato condiviso dalle loro famiglie ... perchè? ...
Perchè ... erano uno stregone ... ... ed una maga! C'erano regole
familiari molto ferree che vietavano questo ... si diceva per non
rovinare la discendenza ... ma l'amore, come sappiamo non guarda in
faccia a nessuno, tanto meno all'orgoglio di un mago o di una strega.
Decisero di abbandonare tutto i loro studi, le loro pozioni, i loro
sortilegi e soprattutto le loro famiglie. Fu così che lo stregone Than e
la maga Shar furono cancellati dalla memoria dei proprio simili, nessuno
mai avrebbe dovuto nominare i loro nomi, nessuno mai avrebbe dovuto
ricordare chi erano...
Per Than e Shar fu molto difficile rinunciare al loro passato, ma quello
che avevano imparato sui libri lo portarono per sempre in cuor loro ...
nessuno doveva conoscere il loro passato, nemmeno i figli che sarebbero
venuti con il tempo. Vivevano ai lati della foresta inesplorata, lì
conobbero un vecchio guerriero, abile nel maneggiare la spada. Divennero
tanto amici che solamente a lui rivelarono la verità... Il suo nome ...
era ... Rakno! ... A Than e Shar nacque un bimbo ... si impegnarono a
non far sapere nulla al piccolo ... Rakno propose ai due di non far
diventare il piccolo uno stregone o un mago, ma un valoroso guerriero
... Gli anni passarono ed il bimbo era diventato ormai adulto, abile nel
maneggiare la spada e nel lanciare i pugnali, un ottimo stratega ... il
suo nome ... Spidersax! ...Sei tu! Ora, i tuoi genitori hanno lasciato
tutto per andare a morire in pace ... ma come ultima cosa hanno voluto
che tu sapessi questo ... ti hanno fatto un ultimo grande regalo ... la
tua vera storia .. il tuo vero passato!"
Io ero rimasto impassibile fino a quel momento, ero pietrificato ... non
riuscii a spiccicar parola ...
Ma Gal continuò: "Tu sei veramente figlio di un mago e di una strega ...
ti devo dare una cosa che appartiene ai tuoi genitori ..." il rettile
prese un ciondolo particolare..."Vedi questo? ... si chiama Saxa, ed è
un medaglione appartenuto a tuo padre ... la catena a cui è appeso il
Saxa era invece di tua madre... Mi dissero: - Vai da lui e daglieli,
sono suoi, e digli che gli abbiamo voluto bene e che saremo sempre con
lui - .... questo è quanto, giovane guerriero!"
Detto questo Gal con un guizzo scomparve fra le sterpaglie, ma un'ultima
cosa mi urlò: "Addio Spidersax! Tieni sempre con te il Saxa!"
Da allora non incontrai mai più Gal, l'aureo serpente.
Mi alzai e feci ritorno a Klivia.
Nella strada la mia testa era un turbinio di domande, sapere che
discendevo da una famiglia mista, uno stregone ed una maga, mi fece
sorgere un interrogativo ... anche io possedevo ... dei poteri
particolari?
Stavo per entrare a casa quando la proprietaria della Bottega
dell'incanto, Kassandra, mi diede una missiva... era una missiva del mio
Comandante, Licht.
La aprii subito, era un ordine incondizionato di rientro al comando.
Senza batter ciglio preparai la mia roba e con la mia spada ed il mio
passato "vero", mi incamminai verso il comando Betris.
Licht stava proprio sull'uscio della caserma, come se mi stesse
aspettando, lo salutai e gli aggiunsi: "devo per forza parlare con te,
mio comandante!"
Gli raccontai tutta la storia, avevo paura che tutto ciò avrebbe
contribuito alla mia espulsione dall'esercito di Betris.
Licht prese la parola e mi disse: ...
LICHT
Ascoltai con attenzione il racconto di Spidersax... per quanto potesse
sembrare incredibile, credevo in quello che mi stava dicendo. Non erano
forse queste le terre dell'Arcano?
Magia e mistero erano fedeli compagne ai cuori e alle armi nelle storie
dei guerrieri e delle amazzoni.
"Nulla accade per caso Spidersax, anche il gesto più insignificante
assume un'importanza a volte vitale che può cambiare addirittura il
corso di quell'impetuoso fiume che è il destino. Destino di un uomo ...
o di un mondo intero. Ti ho mandato a cercare per una missione delicata.
Una pattuglia di esploratori ha ritrovato lungo il fiume Kruill nascoste
in una grotta delle tavole di argilla avvolte in panni di seta pura e
messe dentro a dei piccoli forzieri. Purtroppo sono stati sorpresi
dall'esercito nemico, sono stati costretti a nascondere i forzieri
sotterrandoli nella grotta stessa. Di quella pattuglia solo un uomo si è
salvato e ha indicato la posizione della grotta. Essa si trova a circa
dodici ore di viaggio dalla Kioskas di Nistra verso nord lungo la sponda
sinistra. La grotta è nascosta dalla fitta vegetazione che circonda il
Picco degli Dei, gli esploratori l'avevano trovata inseguendo un branco
di cinghiali. Salendo sul picco noterai una grande radura all'interno
della vegetazione, raggiungila. Lì cerca una pianta su cui è stato
tracciato il segno di Nimira. Dietro quella pianta trovi l'ingresso
della grotta. Ti affido una pattuglia di cinque uomini con la quale
dovrai recuperare i forzieri."
Vidi che Spidersax rifletteva un attimo su quanto gli avevo detto, poi
mi chiese:
"Si sa almeno cosa c'era scritto su quelle pergamene?"
"Simboli, su quelle pergamene ci sono incisi strani simboli. Dobbiamo
recuperarle e consegnarle alle Madras, dobbiamo capire di cosa si
tratta. Se te la senti la partenza è per domani mattina all'alba."
SPIDERSAX
"... Si!!! ... Andrò in missione alla ricerca di queste tavole ... il
mio maestro d'armi mi ha parlato di quelle terre oltre il Kruill ...
terre insidiosissime, ma nonostante ciò vado ... sai benissimo che non
mi tirerei mai indietro!"
Licht sorrise ed aggiunse: "E' per questo che ho chiamato proprio te,
Spidersax!".
Per arrivare al Picco degli Dei e tornare ci sarebbero voluti alcuni
giorni, era indispensabile calcolare ogni nostro movimento, le nostre
pause, i nostri percorsi per non farci intercettare dalle vedette
nemiche, approntai persino una strategia d'attacco nel malaugurato caso
che fossimo stati scoperti dalle pattuglie nemiche.
Avevo appena finito di guardare la mappa del fiume Kruill quando Licht
bussò alla mia porta ed aprendola mi disse:
"Spidersax, troverai i componenti della spedizione domani mattina ...
Prima di partire facciamo il punto della situazione tutti e sette ...
spiegherai loro tutto, proprio tutto quello che dovranno fare, come
devono comportarsi etc. etc. ... ma questo tu già lo sai ... Buona notte
Spidersax!"
Io lo guardai negli occhi e gli dissi: "Grazie per la tua fiducia!".
Licht chiuse la porta e andò via.
La mattina seguente ci trovammo io ed i miei uomini nella stanza di
Licht, come programmato spiegai loro punto per punto la nostra missione:
luoghi, orari, soste, strategie....
Dopo di che Licht ci congedò, ma prima di andare via mi disse: "Se non
vi vedo arrivare fra tre giorni, vengo io a prendervi!"
Ed io con un sorriso ironico, ma conscio che tutto poteva accadere,
risposi: "Comandante, non ci sperare, Aikydo!".
Iniziò così la nostra avventura.
Nistra era alle nostre spalle da circa un'ora, il mio pensiero ora era
quello di dover attraversare il letto del fiume, perché più avanti si
andava più c'era la possibilità di essere scoperti dalle vedette
nemiche.
La fortuna era con noi, un immenso albero abbattuto da un fulmine
durante un violentissimo temporale attraversava da sponda a sponda il
Kruill e fu proprio in quel punto che riuscimmo a passare dall'altra
parte.
Appena arrivati sull'altra riva, ci intrufolammo nella foresta per poter
essere meno visibili e proseguimmo costeggiando il fiume per ore, sempre
attenti ad ogni minimo rumore o movimento.
Il sole era tramontato da circa due ore, quando il chiarore della luna
illuminò come un faro il Picco degli Dei.
"Eccolo!!" Esclamai, come previsto eravamo arrivati al luogo chiave per
trovare la grotta.
Incominciammo subito l'ascesa del Picco, non c'era tempo da perdere.
Appena arrivati in vetta, decidemmo di fermarci lì per la notte, era
forse il posto più sicuro nei dintorni.
Nessun uomo "normale" avrebbe scelto quel luogo per accamparsi per la
notte, nemmeno l'esercito nemico.
Per non rischiare, comunque organizzammo dei turni di guardia, non
bisognava mai sottovalutare l'avversario.
La notte trascorse tranquillamente.
Il mattino seguente fui il primo a svegliarmi, aspettammo il sorgere del
sole per individuare la radura.
Pian piano il sole ridava colore a quelle sagome brune, i colori
uscirono fuori splendenti, il verde degli alberi, il grigio muschiato
delle rocce tutto intorno.
In men che non si dica riuscimmo ad individuare la radura.
Ci apprestammo a scendere dal Picco ... tutto intorno vi erano i segni
di una battaglia, quella fra gli esploratori ed i nemici, voleva dire
che eravamo vicini.
Ed ecco, trovammo quella pianta che riportava il segno dell'Imperatrice
Nimira ... ma abbassammo gli occhi e fummo presi da una grande
sentimento di sgomento e rabbia ... tutto attorno c'erano i corpi,
straziati e torturati, dei componenti della pattuglia trucidata.
Uno dei miei uomini riconobbe un suo compagno d'accademia, mi disse:
"Abbiamo fatto molte cose insieme ... eravamo amici ... non sapevo che
era diventato un esploratore" ed incominciò a piangere.
Gli dissi: "Guerriero, se ci facciamo prendere dallo sconforto ora ... e
non porteremo a termine la nostra missione ... sarebbe come ucciderli
una seconda volta... Cerchiamo di rimanere concentrati e di tenere il
nostro cuore puro ...".
Come disse Licht, dietro la pianta c'era la grotta.
Entrammo lentamente, ogni mio movimento era coordinato con quello degli
altri.
Anche lì c'erano dei corpi, corpi dell'esercito nemico!!!
Questo significava che qualcuno sarebbe venuto a cercare i componenti di
quella pattuglia.
Dovevamo fare presto, non c'era tempo da perdere.
La grotta si estendeva in lunghezza, aveva una biforcazione alla fine
del tunnel principale.
Ci dividemmo. Uno venne con me nella galleria di destra, due andarono
nella galleria di sinistra e gli altri due rimasero a fare da guardia
all'entrata.
L'interno delle grotte era illuminato da spiragli di luce che entrava
dalle fessure del soffitto, quindi più il sole si alzava in cielo più
aumentava la visibilità all'interno dei tunnel.
Andammo avanti per circa duecento metri, finchè scorgemmo a terra
nuovamente il segnale di Nimira, quello che stavamo cercando era sotto i
nostri piedi.
Incominciammo a scavare, l'arnese toccò qualcosa di metallico, fu così
che trovammo i piccoli forzieri.
Li aprii per assicurarmi del loro contenuto, le tavole d'argilla avvolte
in panni di seta erano al loro posto.
La nostra missione era arrivata a metà, ora dovevamo solamente tornare
ad Arcano.
Solamente!
Tornammo indietro fino al bivio e chiamai tutti gli altri, eravamo
pronti per uscire dalla grotta quando vedemmo scendere dal Picco un
gruppo di soldati nemici ... erano le postazioni avanzate di un'armata
che si stava spostando verso sud.
Puntavano dritto per la grotta.
Rientrammo nel tunnel e lì rivedemmo tutti i nostri piani.
Presi la parola e dissi: "Uomini, abbiamo due alternative ... o li
affrontiamo rischiando di non uscirci vivi ... o prendiamo per la gola
che costeggia il Picco e che ci fa arrivare in un'ora al Kruill!".
Dopo una breve pausa di silenzio, optammo tutti per la seconda
soluzione, non potevamo permetterci di perdere gli scrigni, le nostre
vite sì magari, ma gli scrigni no!
Uscimmo in un batter d'occhio dalla grotta e ci calammo per la gola, il
Kruill era vicino, si sentiva l'acqua gorgogliare tra i vari rumori
della foresta.
Arrivammo a Nistra dopo 10 lunghe ore di viaggio senza sosta.
Il sole era sull'orizzonte pronto a tramontare ma quello che importava
era che eravamo veramente al sicuro, noi ed i forzieri.
Ci dirigemmo subito al comando per consegnare le tavole d'argilla a
Licht.
"Missione compiuta, comandante! ... Ecco le tavole ... abbiamo avuto
qualche problema per il ritorno ... stavano per scoprirci le vedette
nemiche, ma alla fine ci è andata bene! Dei particolari potrai leggerli
nel rapporto che domani con calma ti consegnerò"
Licht congedò gli altri uomini tranne me e mi disse: "Sapevo che
potevamo contare su di te, Spidersax! Hai fatto un buon lavoro... non vi
siete fatti scoprire, non hai perso uomini ... hai fatto tutto bene e
nei minimi particolari! Puoi rimanere qui per la notte, oppure puoi
ritornare a Klivia ...".
Io decisi di tornare a Klivia, salutai Licht e me ne andai.
Arrivato alle porte della Kioskas incontrai Akasha, amazzone di Gana,
anche lei come me tornava da un'importante missione.
Percorremmo il viale che portava ai nostri alloggi, anche perchè
l'amazzone era una mia vicina di casa.
Arrivati di fronte la Bottega dell'Incanto, decidemmo di sederci sugli
scalini del mio alloggio, rimanemmo a parlare del più e del meno per
circa un'oretta.
La stanchezza cominciava a farsi sentire.
Salutai Akasha e me ne entrai.
Appena toccai il cuscino, il sonno prese il sopravvento e mi
addormentai...
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