Serata con Myrt
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USUL
Manca poco oramai, la casa è in ordine, un alloggio piccolo ma
confortevole, l'arredamento, essenziale e funzionale, lascia ampi
spazi liberi, i colori tenui calmano l'animo, la disposizione
razionale esprime rigore, ogni elemento l'ho scelto con cura per
permettere di rilassarsi e di concentrarsi al tempo stesso. |
La cena è quasi pronta, un risottino con uno strano radicchio rosso dal
sapore deciso, poi una specialità di un luogo chiamato Rovhato, manzo
all'olio, la carne ancora rossa lascia intendere una cottura
superficiale, mentre la cottura è stata lunga e laboriosa e la carne
risulta tenerissima e dal sapore delicato, patate duchessa per contorno
e crostata con marmellata di more per dolce.
Il tutto accompagnato da un ottimo rosso ValKalephio, una valle della
parte sud della cordigliera.
Ma questo rumore nella via sono gli zoccoli di Roku, Myrt sta
arrivando...
MYRT
"Mah, rigrazio per il pensiero, ma non avevo bisogno di una guida per
trovare una casa nella mia kioskas..."
Così pensando mi avvicinai alla porta, lasciando Apache libero di
gironzolare: stavo chiedendomi se bussare o meno quando la porta si
aprì:
"Salve Myrt."
"Salve."
Entrai rispondendo al sorriso di Usul e diedi un'occhiata in giro: avrei
voluto che alcune delle mie amazzoni fossero così ordinate!
La tavola era davvero uno spettacolo, repressi un sorriso per non ferire
il dragone e mi voltai verso di lui: "E allora?" chiesi.
Mi fece cenno e mi accompagnò al tavolo dove gentilmente si avvicinò
alla sedia per farmi sedere: nel momento in cui toccò lo schienale misi
una mano sulla sua: "Non cominciamo nella maniera sbagliata" dissi, e mi
sedetti.
USUL
"Basta essere chiari, spostarti la sedia per farti accomodare era solo
un gesto di galanteria, non certo una tacita affermazione di una tua
presunta inferiorità o debolezza" dissi prontamente togliendo la mano
dallo schienale.
Osservai serio Myrt, fiera, in piedi accanto a me, poi le sorrisi: "E
sia, devi scusarmi ma le donne che ho conosciuto sulla cordigliera non
hanno la fierezza di voi amazzoni".
Myrt si sedette e iniziammo a mangiare, l'affermazione appena fatta
portò ovviamente il discorso sul mio passato.
Le raccontai le vicende di mio nonno che, rifiutatosi di uccidere la
sorella durante la notte dei limoni neri, fu costretto a fuggire e a
riparare a Nosambra.
Lì nacque mio padre, ma i misteriosi cacciatori che cercavano mio nonno
lo obbligarono a rifugiarsi sulla cordigliera, lasciandosi il cadavere
del nonno alle spalle.
Io nacqui tra quelle gelide montagne, appena adulto persi mio padre e
fui catturato dai ribelli, fuggii da loro e mi unii ai Dragoni durante
la battaglia di Nistra.
Mi resi conto subito che i cacciatori infernali stavano ancora
perseguitando la mia famiglia, cercai riparo nelle kioskas..."e da
allora sono qua, al sicuro, credo, ma sento che loro sono ancora là
fuori".
La cena nel frattempo era finita, Myrt aveva mostrato di apprezzare la
cucina e la compagnia, non credo solo per cortesia, non pare il genere
di donna abituata a mentire per convenienza.
Ci sedemmo di fronte al camino, sul divano, comodo ma non troppo
morbido, la guardai assorto nei miei pensieri e parlai quasi senza
accorgermene: "La solitudine è la mia paura più grande, ero solo sulla
cordigliera, qua non lo sono, ma temo che finisca... che gli amici ..."
Mi ridestai, sorrisi imbarazzato per quei pensieri scappati dalla mia
bocca:
"Gradisci un the o preferisci un amaro?" dissi alzandomi "...raccontami
qualcosa di te ora..." e mi avviai verso la cucina.
MYRT
"Un the, grazie, l'avrai notato durante la cena che sono astemia"
gridai, alzando la testa e rimanendo seduta: guardai il caminetto,
ripensando alla storia di Usul, a quante potevano essere le storie
strane quanto questa su Arcano.... quasi non mi accorsi del mio ospite
quando mi porse la tazza:
"Quanto zucchero?" chiese.
"Tre" risposi io, guardando il viso dell'esploratore sul quale guizzò un
sorriso.
Risi anch'io: "Si, si lo so... ti aspettavi che dicessi niente zucchero,
mh?"
Si sedette senza dire nulla e io annusai la tazza: il profumo era quello
del Cardamomo, una spezia reperibile solo negli Stati dell'Unione,
nell'Africa centrale.
Sorrisi, stringendo la tazza tra le mani, per riscaldarle, poi mi
appoggiai allo schienale:
"Beh, su di me non c'è molto da dire... sono figlia di ribelli, solo la
dea sa come sono giunta alla Kioskas di Kolise... naturalmente ero
guardata con sospetto, per non dire dileggiata, le altre bambine mi
chiamavano ratto, e un giorno, avrò avuto 8 anni, mi hanno acchiappato
ed infilato in una gabbia dove tenevano le tigri dell'imperatrice.
Questa stronzetta - dissi, accarezzando la testa di Shina che socchiuse
gli occhi sorniona - mi ha artigliato e graffiato la schiena.. ho
l'impronta di tutte e dieci le sue
unghie. Non mi ricordo come ho fatto ad uscire dal recinto, mi ricordo
però che è stata Mokada a prendermi in braccio e a portarmi dalle
sacerdotesse.... piangevo come una fontana, ma non volevo farlo vedere
alle altre... Poi ho cominciato ad allenarmi e ne ho bastonate tante,
delle mie piccole nemiche, in allenamento..... sono entrata nelle Froll
da subito come comandante e poi..... beh, poi sono diventata Madras.
L'avevo sempre desiderato, era il colmo dei colmi, insomma, vedere una
piccola ribelle al potere... lo volevo essere per vincere con Klara,
un'altra di quelle che mi ha sempre trattato con sufficienza, ma alla
fine di quella guerra ormai non aveva più importanza, anche se.....
anche se quando l'Imperatrice mi ha nominato Madras ho pensato che era
ora, che.... beh che finalmente la migliore, io, aveva avuto il giusto
riconoscimento, e che se lo sarebbero messe in testa tutti, se
necessario a suon di ceffoni."
Risi, guardai Usul: "Immaturo, mh?"
"Io non ho detto nulla" rispose lui.
"No, ma lo so da me!" risi.
USUL
Una risata dolce, non c'è che dire, non sguaiata, in armonia con la
fierezza e la calma che sprigiona ad ogni movimento.
Comportamento immaturo? Non credo, una ragazza che ha conquistato quello
che si meritava e che ci tiene che si sappia, la sua rivincita su una
vita non facile.
I miei pensieri correvano lenti, il silenzio ci avvolgeva, solo il
crepitare del camino e il respiro delle belve lo rompeva.
Fissai il camino, degustai lentamente il the, poi ripresi, senza
guardarla:
"Tutti cerchiamo una rivincita qua nelle kioskas, tutti abbiamo storie
di dolore e solitudine alle spalle e siamo qua per ricominciare".
Lei silenziosa continuava ad ascoltarmi.
"Io faccio il buffone in taverna, corteggio tutte le donne e rido con
gli amici per non lasciare che il male e il dolore mi piombino
addosso...".
Appoggiai la mano di fianco e incontrai la sua, mi ritrassi, ma non
subito,mi girai e le sorrisi: "E spesso le prendo per aver corteggiato
troppo una amazzone occupata" e scoppiai a ridere.
"Basta con la tristezza, senti è tutta sera che voglio chiedertelo,
posso accarezzare Shina?"
MYRT
"Certo che puoi! E' una gattona, ancora non lo sai?" Dissi, grattando la
gola della tigre: Juma si fece sentire con una testata sulla mia spalla,
spostai la mano sulla sua testa, mentre Usul accarezzava cauto Shina:
"Questa bestiaccia qui invece si fa gli affari suoi... non so chi mi ha
detto che un leopardo preferisce morire piuttosto che farsi
imprigionare.... la capisco."
La pantera mi guardava negli occhi, i suoi, verdi, si riflettevano nei
miei che avevano lo stesso colore di quelli di Shina, erano tre anni che
ci capivamo, ognuna rispettosa dell'indipendenza dell'altra, ma allo
stesso tempo così vicine.
"E' ricomparsa, un giorno, dopo che ne avevo perso le tracce... da
allora si fa sempre trovare, ma non dorme nella kioskas e non è....
molto socievole."
Girai lo sguardo scoprendo la tavola sparecchiata, tutta la casa linda e
in ordine, e incontrando la figura di Galahad che sonnecchiava
sull'appendiabiti:
"E poi c'è lui... siamo compagni di caccia e battaglia, lui vede quello
che io non posso vedere, è un alleato imbattibile: in tempo di guerra mi
avvisa in tempo degli spostamenti del nemico, in tempo di
pace.... cattura conigli che bastano a sfamare mezza kioskas..."
sorrisi, poi guardai Usul che sembrava essersi distratto guardando Shina.
"Sai, a me non pari tanto un giullare... io sono dell'idea che non si
possa convivere con il dolore, ad un certo punto bisogna metterlo da
parte ed impedirgli di tornare a disturbarci. Quanto al resto... si, mi
hanno detto che sei un dongiovanni, e non ho problemi a crederlo! - risi
- Certo invitare a cena una Madras non è da tutti, devi avere una certa
esperienza per ambire al premio maggiore..."
Alzò la testa di scatto, lo prevenni: "Calma, calma, scherzavo!"
USUL
"Non provocare il guerriero, Donna!" dissi serio, per un attimo la tigre
mi guardò cattiva, poi scoppiai a ridere a mia volta:
"Esperienza con le armi di certo, ma non è questa che mi ha spinto ad
invitare a cena una Madras" la tigre si rilassò e continuai ad
accarezzarla.
"Ad alcuni potrà sembrare un'azione temeraria, ad altri un vezzo da
dongiovanni, ci tengo a dirti che non si tratta ne di una ne
dell'altro... Myrt, ti ho invitata a cena perchè dal battibecco nato tra
di noi mi sei parsa una persona interessante, che poi tu sia Madras o
meno, questo non ha influito minimamente. Hai un carattere forte, una
sincera fierezza, tutte cose che mi affascinano"
La guardai dritta negli occhi, rischiavo?
Forse, si rischia sempre ad essere sinceri: "Ma hai un'armatura che non
ti togli mai, nemmeno qui, ora. Casa mia, come hai visto, ha un ordine e
una armonia che porta a rilassarsi, mi è indispensabile per concentrarmi
prima di qualsiasi missione, ma tu non ti abbandoni a questa armonia..."
Mi voltai verso la tigre che intanto aveva appoggiato la testa sulle mie
gambe: "Tu sei come questa tigre, fiera, potente, feroce, nessuno osa
avvicinarsi a tale belva, ma guardala ora, si fida e si lascia
accarezzare perchè ne ha bisogno... e tu Myrt? Cosa ti serve per
fidarti?"
MYRT
Guardai Usul sorridendo: "Shina non è così temibile come sembra, ma non
si fa accarezzare perchè ne ha bisogno, lo fa semplicemente perchè ne
hai bisogno tu. Entro poco sarà lei a spingerti gentilmente via la mano
con la zampa..."
Neanche glielo avessi ordinato, Shina fece quello che avevo predetto e
avvicinatasi a Juma cominciò a giocare con la pantera, decisamente più
riluttante.
"Se parliamo di fiducia quello è tutto un altro argomento. Non si può
dire <<da questo punto in poi hai la mia fiducia, prima no>>, non ci
sono prove da superare, si tratta solo di tempo. Dovrei apparire diversa
da quello che sono? Perchè? Cerco di concedere il mio tempo e la mia
gentilezza a chiunque
me lo chieda, ed è quello che ti sto offrendo, un'anticamera di
amicizia, se vuoi, ma l'armatura di cui parli non cade di dosso come un
vestito e, tra parentesi, gradirei cambiare argomento."
USUL
Arrossii vistosamente e voltai il viso verso il camino per confondere il
mio rossore con i riflessi della fiamma sul mio volto incupito.
"Scusami Myrt, sono stato indelicato ed invadente... è il mio modo di
fare, attacco quando sono in difficoltà..." stetti in silenzio per
qualche secondo "E' un'abitudine utile quando sono in missione per i
Dragoni, ma è una cosa antipatica nei rapporti personali... L'ambiente
ostile della cordigliera mi ha portato ad indurirmi, o attacchi o sei
attaccato, ed è stata una fortuna, tutto allenamento anticipato per
diventare Dragone"
Mi girai e sorrisi: "Sai, mi mancano i draghi, sulla cordigliera ne
volano parecchi, principalmente Draghi Ametista, sui ghiacciai, o
Azzurri, vicino al Kruill. Ma mai me ne andrei da questo posto, tanti
amici e tanta cordialità, tutti pronti ad aiutarmi, mi hanno persino
salvato da un tentato suicidio... Una pazzia"
La guardai serio negli occhi: "E poi, la cosa più importante... Le
donne! ahahahah!"
Risi di cuore, la sua compagnia mi metteva di buonumore.
Guardai la finestra, una luce rosea, pallida filtrava tra le imposte.
"Sta albeggiando Myrt, non mi ero accorto fosse passato tutto questo
tempo, già che ci siamo ti va di fare colazione? Poi potremmo portare i
nostri cavalli e i tuoi fidi amici a sgranchirsi le gambe nella foresta,
al mattino presto è bellissima..."
MYRT
Mi alzai, subito imitata da Usul.
"Lo farei volentieri, ma devo correre. C'è un mucchio di lavoro da fare
alla Kioskas, e una Madras ha dei doveri che non può rimandare. Grazie
mille per la cena Usul, davvero, sono stata bene e ho mangiato
ottimamente. L'idea di dovermi mettere subito al lavoro dopo una notte
insonne non mi arride, ma..."
"...doveri di Madras" mi anticipò lui. Risi.
"Esatto." Gli porsi la mano, lui la strinse: "Grazie mille Usul."
Arrivata alla porta mi fermai: "Un'ultima cosa."
"Si?"
"Per questa volta lascerò perdere il fatto che la tua taverna non ha
ancora presentato i tributi alla kioskas, ma sia chiaro, è l'ultima, la
prossima volta voglio gli incartamenti in perfetto orario sul mio
tavolo, intesi?"
Sorrisi, lui fece altrettanto, poi uscii, seguita da Juma e Shina.
Chiuse la fila Galahad che, richiamato dal mattino, si lanciò nel cielo
emettendo una serie di striduli richiami.
Apache si avvicinò lentamente alla mia mano, montai in sella, salutai
Usul con un gesto e partii al galoppo, una volta evitata la staccionata
che circondava la casa.
Il sole sorgeva prepotentemente oltre le colline, entro poco la luce si
fece arancione, e poi cominciò a diventare sempre più chiara; spronai
Apache fino a non vedere i contorni del paesaggio circostante, e in una
folle corsa contro il sole giungemmo alle porte della Kioskas: fui
salutata dai richiami delle amazzoni sulle mura e, al passo, feci la mia
entrata a Klivia, già animata dalle prime carovane di mercanti.
Passai di fianco al panificio, la donna al suo interno mi salutò:
"Madras!"
"Ciao Afrodite, hai qualcosa per me?" chiesi, fermando Apache.
"Certo che si!"
In mano mi arrivò un panino caldo di forno.
"Grazie mille." Apache mandò un poderoso nitrito.
"Si, si, ho capito...."
Al passo raggiungemmo il palazzo, Shina era dietro di me, Juma sparita
chissà dove e chissà quando, Galahad alto nel cielo.
Era una bella giornata.
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