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Sogno o son desto...

Primo giorno

Apro gli occhi e non mi rendo ancora conto di essere a Nakir, io che ho alloggiato all'aperto per molte e molte lune.
Penso alla serata trascorsa, strana (sto ancora digerendo la birra ingurgitata), ho conosciuto...... chi ho conosciuto?
Mi soffermo sul davanzale della finestra..... c'è il sole........ Nakir!

Bella cittadina, poca gente in giro, mi affaccio ma non vedo nessuno dei miei vicini, hanno ancora gli scuri chiusi (o dormono o sono già in giro).
Esco e mi sciacquo all'abbeveratoio e il contrasto con l'acqua fresca mi scuote.... si Kristal, ho conosciuto Kristal la Madras scribana, bella e allegra e poi....... Jarsali e Sagitta già conosciute nel pomeriggio, Acer solitaria e pericolosa, bellissima (devo stare attento, troppe belle donne) e una serie di valorosi guerrieri un po' pazzi ma simpatici, abili con il corpo e con le armi.... e appoggiandomi ad un carro mi godo la pace di questo mattino invernale ...... terso e pungente come i suoi abitanti,
d'altronde siamo nella terra dell'Arcano.


Secondo giorno

Decisi che avrei fatto allenamento d'armi.
Andai nel retro del mio alloggio.
C'era una bellissima corte protetta da un muro di cinta con al centro un enorme masso tondo levigato dal tempo, sembrava un palcoscenico come quello dei saltimbanco che avevo visto nel porto di Tukland nelle terre dell'estremo Ovest.
Appoggiai le lame sul masso ed una ad una cominciai ad affilarle.
Comiciai dalla spada, trofeo di guerra del più grande nemico che abbia mai combattuto, Valkik; aveva la proprietà, ruotando il manico, di sdoppiarsi in due spade identiche.
Poi il mio pugnale *Kaino*, chiamato con il mio nome da un Mastro d'Armi al quale avevo risparmiato la vita quando ancora ero un mercenario.
Aveva la particolarità, ogni volta che veniva impugnato, di trarre energia dalla mano di chi lo brandiva attraverso il suo sangue.
Bilanciatissimo, era un'ottima arma da lancio.
Per ultimo uno stiletto sottilissimo, affilatissimo e robustissimo, che tenevo di fianco allo stivale.
Poteva entrare dall'orecchio di qualsiasi essere le possedesse e uscire dall'altro con la semplice pressione del suo peso.
Affilato il tutto, le ammirai con rispetto e cominciai a dar di Armi......


Terzo giorno

...intravede la luce penetrare dalle feritoie......
- Anche oggi ci sarà il sole - pensa........- e questo è di per sè già buono.-
Si prepara un infuso nero con delle bacche comprate tempo addietro al mercato di Sega dal mercante Fredo e se lo gusta uscendo in strada, sedendosi sul cornicione della finestra.
- C'è stato trambusto stanotte, ci sono strani movimenti di Dragoni in giro - e voltandosi, guardando la sua spada appoggiata al letto.........
- Penso che comincerai a conoscere qualcuno anche tu -
La spada, illuminata dai tenui raggi del mattino, lo abbagliò per un attimo come se annuisse.
- Bene, oggi allenamento di resistenza - e dopo aver dato l'ultimo sorso al recipiente in cocco, estrasse 1 tozzo di pane dalla sacca avanzatogli la sera prima e cominciò a correre per le strade di Nakir.
Passò davanti alla dimora di Lothien, una struttura quadrata provvista di torre:
- Bella vista da lì - pensò.... era posizionata proprio di fronte all'alloggio di Kiro chan.
Più avanti alla sua destra vi era la casa di GuyDeValois, Mago, e subito dopo quella di Shiryu.
Girò a destra per un vicolo e alzando gli occhi al cielo ammirò la imponente torre della Marionetta.
Era talmente alta che al mattino la sua ombra arrivava oltre la piazza della Kioskas.
Poi un insieme di tre costruzioni strane formavano una specie di scudo, vi alloggiavano:
LaFelpa e Ledra sulla destra e Kelis sulla sinistra.
Alla fine del vicolo al di là di un piccolo ponte alloggiava Snakeeyes, Kaino si stava avvicinando al centro della Kioskas....
Aumentando il passo, passò dentro il borgo ove alla sua destra erano alloggiati Krovax, Alnitak,
Castalia e dirimpetto Rex, Lord Taciturno e Benji.
Svoltando a sinistra passò davanti allo studio di Petros e arrivò nella pubblica piazza di fronte alla
monumentale costruzione della loro Madras...... Aria Somma Sacerdotessa.
Qui tirò il fiato, si abbeverò a una fontana e dopo aver dato un morso al pane ricominciò a correre. Vide dove abitava Sagitta che gli aveva predetto il passato, proprio di fronte a Kintaro, saltò un carro che era davanti la dimora di Stezan e costeggiando il canale interno buttò uno sguardo a sinistra:
- Lì abita Dirkpitt - pensò riconoscendo lo stemma dei guerrieri di Caliur.
Continuando a costeggiare il canale cominciò ad aumentare il passo, la progressione delle sue falcate sembrava non avere fine.
Attraversò quella parte di Nakir in un batter di ciglio e fu proprio quando era nel retro della sua corte che si accorse di essere seguito.
Si arrestò proprio davanti la dimora di Leyla.... dalla leggera nuvola di polvere che aveva alzato intravedeva qualcosa di velocissimo che lo seguiva.....
- Per gli dei - esclamò.
Era un cane, non più alto del suo ginocchio, completamente nero.
Kaino con un balzo lo evitò e tirò fuori lo stiletto (unica arma che aveva portato dietro).
Certo che era davvero veloce, finora nessun essere dotato di zampe era mai stato al suo pari.
Il cane si arrestò ringhiando mostrando la sua dentatura perfetta.
Sul muso inespressivo notai una ferita abbastanza recente all'occhio sinistro.
Sembrava un piccolo toro al quale erano state recise le corna.
Kaino estrasse il tozzo di pane e lo allungò all'animale.
Questi lo annusò poi sempre tenendolo sotto controllo cominciò a mangiarlo.
Kaino sorrise e si avviò verso il suo alloggio.
Entratovi bevve un boccale d'acqua, indossò le armi, addentò un pezzo di formaggio e si appoggiò con i gomiti al davanzale della sua stanza.
Il cane era accucciato davanti la sua porta.......
- Bulk!! - esclamò Kaino.
L'animale lo guardò e fieramente si sedette.
- Bene, vorrà dire che mangerò in taverna - tirò il formaggio al cane e stirandosi sussurrò:
- Buongiorno Nakir -

 

Kaino




 

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