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Fairie sconfigge Elanor

 

Faceva freddo, quella mattina.
Il pesante mantello di panno verde foderato di vello di montone mi proteggeva col suo caldo abbraccio, ma nuvolette di condensa prendevano il volo dalla mia bocca e dal mio naso, man mano che, frettolosamente, mi dirigevo al luogo del torneo.
All'improvviso il Kruill apparve innanzi ai miei occhi ed ancora una volta il paesaggio meraviglioso di Arcano mi colpì con la sua magnificenza.
Il Kruill sembrava un enorme serpente argenteo ancora addormentato.
Questa volta la mia avversaria sarebbe stata Elanor.
Sapevo poco di quella strega.
Ci eravamo già incontrate in passato, durante qualche serata trascorsa alla Taverna del Drago Verde ed avevamo chiacchierato anche un po'.
Mi era simpatica, ma non ero al corrente della sua storia e di come e perché fosse giunta ad Arcano.
La gente si era già radunata, pronta a vivere un'altra emozionante giornata all'insegna dei combattimenti più pittoreschi.
Quando era la magia a sferrare fendenti, ci si poteva aspettare di tutto....
Morbovia il Mago mi sorrise da lontano e con un cenno della mano mi invitò ad avvicinarmi.
Anche Elanor era appena giunta.
Ero preoccupata in realtà, ma non per la mia avversaria.
Immaginavo fosse una strega potente, ma sapevo che comunque la lealtà avrebbe regnato durante
tutto lo svolgimento del torneo e se lei fosse stata veramente la migliore, avrei di buon grado accettato la sconfitta.
Ciò che occupava incessantemente la mia mente era il pensiero del fuoco, la novità del secondo girone dei combattimenti.
Mago Morbovia, infatti, aveva ideato un diversivo alquanto scomodo per le streghe impegnate nel duello, una danza incessante di fiamme da lui evocate.
Mi chiedevo come avrei potuto occuparmi di Elanor e nel frattempo schivare le lingue di fuoco....
Dopo qualche breve convenevole tra la mia avversaria e me e la presentazione ufficiale da parte dell'organizzatore, il torneo ebbe finalmente inizio e con esso anche la danza infuocata.
Capii dal suo sguardo che saltava freneticamente da me alle fiamme, che anche Elanor aveva individuato come prima necessità la neutralizzazione del fuoco.
La vidi concentrarsi socchiudendo gli occhi e giungendo le mani innanzi alla candida fronte e poco dopo la sua figura sembrò risplendere.
Aveva evocato uno schermo di luce protettivo e adesso era pronta a combattere.
Nel frattempo anche io cercai rifugio nelle antiche formule e quando il mio corpo fu attraversato da una sorta di scossa elettrica, compresi che anche il mio schermo era stato attivato e che adesso avrei potuto concentrarmi esclusivamente sulla mia avversaria.
Fu Elanor ad attaccare per prima.
Ritta sulle punte dei piedi come una ballerina, le braccia elegantemente alzate al di sopra del capo ricoperto dai folti capelli, iniziò a piroettare su se stessa scatenando poco a poco un vortice d'aria che in men che non si dica acquistò la velocità di un vero e proprio tornado e si abbattè su di me con tutta la sua violenza.
Mi lasciò a terra senza fiato, non potevo immaginare la potenza di quell'attacco....
Scossi la testa per cercare di riprendermi completamente, ma fu il dolore della scottatura a farmi tornare del tutto in me!
L'attacco era stato così violento da danneggiare il mio schermo protettivo e adesso non avevo più difese contro le fiamme evocate dal mago....
Lanciai un'occhiata disperata in direzione di Morbovia e nei suoi occhi lessi la fermezza e il dispiacere: le regole dovevano essere rispettate, al di là dei sentimenti....
Forte di quella presa di coscienza mi eressi in tutta la mia statura pronta a battermi per la vittoria.
Con un salto schivai un'altra lingua di fuoco che velocemente si era diretta verso di me.
Quelle fiamme sembravano avere una vita propria.... erano due i nemici che dovevo sconfiggere questa volta!
Guardai Elanor con un sorriso beffardo e lei parve capire....
Se il mio scudo protettivo era stato annullato dalla potenza del suo attacco, perché non potevo fare altrettanto io?
Incrociai le braccia davanti ai miei occhi richiamando tutte le mie forze e scagliai l'incantesimo contro la strega che inutilmente stava già pronunciando litanie di difesa.
La scarica elettrica la investì in pieno scaraventandola a diversi metri di distanza.
Giacque per qualche istante a terra con gli occhi spalancati, quasi a voler realizzare cosa fosse mai accaduto, poi, faticosamente, cercò di rialzarsi in piedi, ma proprio mentre stava facendo leva sulla gamba destra, una fiamma lambì la mano ancora poggiata al suolo strappandole un urlo di dolore.
Preoccupata feci qualche passo verso di lei.
E' vero, in quel torneo era la mia avversaria, ma conoscevo il dolore del fuoco e gli strascichi che poteva lasciare.
I suoi occhi mi bloccarono.
La fitta alla mano aveva scatenato il suo odio ed il suo sguardo mi rivelava in quel momento la sua determinazione nell'annientarmi.
Mi sembrò quasi di sentire l'odore del pericolo, ma tutto accadde così in fretta e tanto inaspettatamente, che non fui pronta a porre una qualsiasi barriera.
Elanor spalancò la bocca e l'urlo che ne uscì mi fece pensare al nero più profondo, all'oscurità della malvagità.
Irruppe con fragore inaudito nascendo dalle sue viscere, dal suo cuore, dalla sua gola.
A quel comando assordante le fiamme interruppero per un attimo la loro danza frenetica e parvero ascoltare un comando ancestrale poi, all'unisono, tutte mi puntarono e cominciarono a dirigersi verso di me, fameliche e terribili.
Non avevo scampo, mi avrebbero raggiunto e avrei sperimentato l'antico supplizio riservato a quelli della mia specie.
Il rogo mi avrebbe annientata, avrebbe divorato lentamente le mie carni e il mio spirito....
Il terrore si impadronì del mio cuore e della mia mente.
No! Non potevo permetterlo!
Non mi avrebbe sconfitto, non in quel modo impensabile.
Una strega arsa da un'altra strega.... MAI!!
Trassi un respiro profondo e l'aria fresca mi diede ristoro.
Giunsi le mani sul cuore in un gesto antico e chinai la testa in segno di reverenza concentrando la mia mente sulla pura fonte di bene e serenità, la Dea.
Le mie labbra iniziarono a muoversi al ritmo di ancestrali preghiere ed invocazioni e subito il panico scomparve per lasciare il posto alla giusta consapevolezza che mai Lei avrebbe permesso un simile scempio.
Finalmente aprii gli occhi e guardai Elanor.
Pallida, distante da me, mi osservava incredula.
Non so cosa o chi vedesse realmente, se me o la potenza della Dea, ma quando improvvisamente le fiamme sembrarono immobilizzarsi per spegnersi di colpo comprese di aver perso ogni chance e sembrò rassegnarsi alla sconfitta.
Una forza invisibile si abbattè contro di lei.
Ero io a dirigerla?
Neanch'io sapevo rispondere a questa domanda.
Sì, quella potenza emergeva da me, ma chi ne era l'autrice?
Elanor si piegò con un gemito come se avesse ricevuto un cazzotto in pieno stomaco, ma non riuscì a toccare terra con le ginocchia, perché un fendente invisibile diretto al suo mento le piegò indietro la testa, facendola rialzare suo malgrado.
Barcollante tentò di difendersi, ma invano e l'ultimo colpo, all'altezza dei polpacci, la vide finalmente al suolo, senza più la forza di muovere un solo dito.
Ansante e sfinita, anch'io mi lasciai cadere a terra, ma furono le braccia forti di Morbovia ad accogliermi ed offrirmi ristoro, mentre con un lungo e dolcissimo bacio decretava la mia vittoria.




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