Deoris
sconfigge Paradisea
Buio
Nero, vuoto, silenzio, sola... sola.
Mai sentita questa sensazione?
Chiudere gli occhi e non sapere più chi sei, dove sei o solo cosa sei?
Sono morta o viva?
Ma alla fine...cosa importa?
Mi abbandono a me stessa, tanto a cosa serve combattere con un nemico,
contro l'unico nemico contro cui non potrai mai sperare di vincere?
Sento il mio corpo che scivola in un vortice nero, per poi cadere in
acqua.
Riapro gli occhi, ma intorno a me regna solo il vuoto, cosi li
richiudo svelta e muovo le mani in cerca di un appoggio.
Improvvisamente sento come se il mio corpo cadesse, ma dove?
Sono caduta in un precipizio?
Un sordo tonfo, un dolore accecante provenire da una spalla.
La tocco svelta, non senza trattenere un grido di dolore e del sangue
mi bagna le dita tremanti.
Cosa mi sta accadendo??
Percepisco un grido.
Una sola nota modulata strillata in aria, per un istante, un secondo.
Ma basta per farmi impaurire.... come faccio a difendermi davanti al
nulla?
Un'altra nota, anzi due... tre... quattro... mi giro, ma non riesco a
vedere niente.
Una mano improvvisamente comparsa da dove prima non c'era altro che
oscurità mi stringe un braccio, mi giro per fermarla, ma un'altra mi
ferma, facendomi cadere.
Sento mille mani sopra di me che mi torturano, serrandosi nella mia
carne.
Cerco di liberarmi, di fuggire dal supplizio, ma di nuovo vengo
buttata a terra, e con le ultime forze cerco di riaprire gli occhi.
Un urlo mi sale in gola.
Le mani che mi spingono a terra non sono di essere umani... sono mani
di scheletri... non morti!
- Deo, che hai, c'è qualcosa che non va?-
La voce di Pdor mi riporta alla realtà... cosa mi era preso??
Cosa era quello strano sogno? Una premonizione?
O solo il dispiacere di dovermi affrontare con una mia amica?
Continuo a camminare imperterrita verso il posto descrittoci da Mor:
"Nella valle poco sotto il fiume Kruill, dove escono fiamme dalla
terra".
- Niente, mi sono solo un attimo incantata!-
Non è vero niente, ma almeno non farò preoccupare il guerriero dietro
di me, ci manca solo questo!
Sono già agitata abbastanza... la mia nemica sarà Par.... nemica...
non riesco neppure a considerarla così.
Par è una strega molto preparata, e in quest'ultimo periodo ha dovuto
superare molte difficoltà, non sarà facile batterla.
Io le voglio un gran bene.
- Mmm... facciamo finta che ci credo.-
Eheh! Sempre così, quante volte ho sentito quella frase??
Un dolore lancinante mi lacera il palmo della mano... ma cos'è?
Alzo un poco la manica del vestito e... cosa sono questi graffi??
Sono nello stesso punto di dove erano quelli del mio sogno... ma
allora era una premonizione?
Li nascondo svelta, sperando che Pdor non gli abbia visti ed entro
nell'arena dove io e Par ci dovremmo affrontare... lei è già lì.
- Deo non ti affaticare troppo, tanto vince Paradisea!!-
Mi giro e faccio la linguaccia ad uno Pdor divertito... ma sarà
possibile augurare di perdere alla persona a cui vuoi bene??
Va be... meglio concentrarsi sul duello.
Par è bellissima come al solito; è davvero una bella persona, sia
dentro che fuori.
Le sorrido prima che l'incontro inizi: non mi devo preoccupare, non
importa chi di noi vinca, siamo tutte e due grandi streghe.
Via.
Gli occhi degli hammers sono puntati su di noi, ma a me e a Par non
importa più di tanto, l'incontro è nostro.
Par raccoglie della terra, la alza in aria bisbigliando qualcosa che
io non riesco a capire e lo getta in una fiamma spuntata dal suolo.
Due uomini di terra escono dalle fiamme, non ho mai visto nulla di
simile!
Sembrano bamboline di argilla come quelle che i bambini si divertono a
costruire.
Uno è abbastanza alto, con tre braccia ed un solo occhio, giallo e
tondo come un uovo, una bocca terrificante con sassi appuntiti al
posto di denti è ben visibile sul torace fangoso.
L'altro più basso di me sembra più umano, ma ben presto mi accorgo che
non è così: la sua velocità è nettamente superiore a quella della più
preparata amazzone.
- Andate guerrieri!!-
Il fantoccio più basso gira vorticosamente attorno a me, mentre
l'altro avanza pericolosamente.
Non mi faccio allusioni, questo è solo il riscaldamento: la calma
prima della tempesta.
Cammino tranquillamente incurante di quello che gira attorno a me,
guardando fisso nell'occhio di quel mostro rivoltante che corre verso
di me.
Lo vedo tentennare un attimo e quando arriva ad un palmo da me io
appoggio lentamente la mia mano sulla sua spalla.
Una grande luce e mille pezzi di argilla si staccano dal mostro,
spargendosi in mille direzioni diverse.
Sì, davvero utile questo piccolo trucchetto... me lo insegnò Riveda.
Ammaliare il mio avversario, e quando questo si ferma trasmettergli
una scossa elettrica attraverso un contatto, un piccolo trucco, ma con
un bel risultato.
- Mi sono stancata del riscaldamento, passiamo alla parte seria, va
bene Par?-
- Certo Deo!-
Il mostro piccolo, quello che girava attorno a me, si è fermato,
terrorizzato; prendo una polverina dalla mia cintura e la soffio in
direzione del fantoccio.
La polverina trasmuta i sassi in alberi... infatti dopo un urlo
agghiacciante il mostro trasmuta contorcendosi fino a diventare
un'alta quercia.
Una piccola goccia verde in un mare color del fuoco e del deserto.
Ora si fa sul serio, tocca a me far vedere di cosa sono capace.
Metto la mano sinistra sul petto, chiudo gli occhi, e con uno scatto
infilo la mano destra in una fiammata uscita dal terreno.
Par lancia un urlo:
- Deo ma che fai?? -
La mia amica non si accorge che dalla fiammata dietro di lei esce una
mano destra identica alla mia, solo che al posto di essere fatta di
tenera carne è completamente di fuoco.
La mano di fuoco sfiora Par che intanto si era girata e le brucia una
spalla.
Par lancia un urlo furioso e schiocca le dita così da creare un
turbine di vento gelido che ci circonda trasformando i geyser di fuoco
che ci circondavano in colonne di ghiaccio.
Benissimo, il ghiaccio è il mio elemento... il fuoco proprio non mi si
addice.
Mi inginocchio a terra portando le mani al petto e socchiudo
leggermente gli occhi.
Le colonne di ghiaccio si rompono diventando minuscoli aghi appuntiti
che levitano in aria.
C'è qualcosa che non va.. perché Par non si muove?
Perché la mia amica non fa nulla?
Meglio così... anche se non mi convince molto.
Faccio uno scatto in avanti e i miei aghi di ghiaccio si avventano
contro Par... ma che sta facendo?
Par non aspettava altro che questo momento, e con gran velocità fa
partire delle sue mani un soffio di vento... che cosa sarà??
A me sembra solo un inutile venticello.
- Ghiaccio, freddo amico, vola e colpisci!-
Gli aghi partono in velocità per scagliarsi contro Par, ma... ecco
cos'era quel venticello!
Il soffio, da prima piccolo e quasi insignificante avanza ora contro i
miei aghi ghiacciati aumentando il suo volume... ora è una gigantesca
tromba d'aria.
I miei aghi vengono risucchiati e io con loro... sento la mia stessa
magia che mi si rivolta contro... gli aghi si infilzano nella mia
stessa pelle, provocandomi un gran dolore... come.... come ha fatto
Par a far apparire una tromba d'aria??
Un singhiozzo mi sale in gola ma lo ricaccio giù... no... non finirà
così.
Alzo le mani al cielo, e sento ancora più aghi infilarsi nelle mie
costole, nella mia carne, urlando grido al cielo:
- Il tempo ogni cosa vede ed ogni cosa sa, il tempo scorre inesorabile
e la sorte non si cambia, ma io lo invoco per risparmiare questo
supplizio, che la magia non si compia!-
Ripeto tre volte la formula come da copione e la magia della tromba
d'aria e degli aghi di ghiaccio sparisce... fortuna che la formula di
evocazione è riuscita.
Mi rialzo sanguinante: un ago mi si è infilato in profondità, ma io
non gliela darò vinta... pure Par è a corto di energie... per creare
una tromba d'aria così potente bisogna essere dotati di grande forza
interiore.
Mi rialzo a fatica e guardo Par negli occhi. Siamo pari.
Dopo qualche minuto Par prende la sua rete... cosa vorrà farci?
Non l'ho mai vista utilizzare una rete per un incantesimo... il dolore
alle costole è lancinante, sento il ghiaccio freddo congelami da
dentro.
Par getta la rete per terra e si inginocchia, incurante di me che sto
in piedi per miracolo.
La vedo inginocchiarsi, prendere un amuleto, e iniziare a recitare una
formula... che vuol fare??
Sento le parole di quell'incantesimo... non mi sono nuove... cerco
nella mia mente che incantesimo è, come lo posso affrontare...
accidenti!
Ma le parole non mi sono nuove!
Troppo tardi capisco... è un antico incantesimo che io non ho mai
provato... centinaia di mani escono dalla rete di Par e mi prendono,
trasportandomi dentro alla rete.
Buio.
Nero, vuoto, silenzio, sola... sola.
Mai sentita questa sensazione?
Chiudere gli occhi e non sapere più chi sei, dove sei o solo cosa sei?
Sono morta o viva?
Ma alla fine...cosa importa?
Mi abbandono a me stessa, tanto a cosa serve combattere con un nemico,
contro l'unico nemico contro cui non potrai mai sperare di vincere?
Sento il mio corpo che scivola in un vortice nero, per poi cadere in
acqua.
Riapro gli occhi, ma intorno a me regna solo il vuoto, cosi li
richiudo svelta e muovo le mani in cerca di un appoggio.
Improvvisamente sento come se il mio corpo cadesse, ma dove?
Sono caduta in un precipizio?
Ma questo io l'ho già vissuto... io.. l'ho già visto... questo è il
flash che ho avuto prima dell'incontro... era una premonizione??
Un sordo tonfo, un dolore accecante provenire da una spalla.
La tocco svelta, non senza trattenere un grido di dolore e del sangue
mi bagna le dita tremanti.
Ci mancava solo la spalla... mi rialzo, intorno a me vedo muri e
scalinate e grandi portoni... so dove sono finita.
Non so come si chiama di preciso questo incantesimo... penso solo
Labirinth...: la vittima viene teletrasportata in una sacca
ultradimensionale su di un altro piano, nella quale è creata
l'illusione perfetta di un terribile labirinto.
Potrà uscirne solo trovandone l'unica uscita: riapparirà allora nel
punto da cui era sparita.
Fino a quel momento il suo metabolismo sarà fermo: non invecchierà,
non sentirà fame, sete, sonno, ma se troverà l'uscita la strega cadrà
come svenuta senza avere energie per il reso della giornata.
Devo trovare l'uscita.
Par ha tentato il tutto per tutto, e questo devo farlo anche io... è
inutile tentare di trovare l'uscita, ci vorrebbero giorni... come
fare?
Comincio a camminare, ma un violento strappo nel torace mi fa
ricordare dolorosamente che sono ferita in profondità... ora ci si
mettono pure i graffi che ho nella mano a farmi male??
Un momento... questi graffi li ho ricevuti da quei mostri della
visione... allora...
Mi inginocchio velocemente, non senza un urlo di dolore, e metto le
mani al petto, con la testa rivolta in alto.
Comincio a cantare la stessa canzone che cantavano quei mostri della
premonizione... una lenta nota modulata, poi due, tre, rispondono al
mio canto... vedo arrivare gli stessi mostri del sogno e appena li
vedo desidero di scappare, non voglio pensare a cosa mi possono fare
se il piano non funziona.
Mi alzo e alzo la mano mettendo in mostra i graffi che loro stessi mi
avevano inflitto nella visione.
Sento che bisbigliano qualcosa, mi avvicino a loro. dalle mie tremanti
labbra sento pronunciare parole che io non avevo neanche pensato... mi
succede di nuovo... la magia è entrata in me.
- Sono una umile strega invocatrice... e allora io vi invoco miei
amici, miei mostri, voi che avete già assaggiato la mia carne, voi che
nel mio sogno mi volevate uccidere, si proprio voi che adesso volete
bere il mio sangue... portatemi all'uscita.-
Due o tre mi assalgono... ma una scarica elettrica, la stessa che
avevo usato prima con il mostro di argilla, li ferma.
Dal buio del labirinto, da quell'immenso corridoio di orrori vedo una
luce pallida, ma sempre più vicina.
Par mi guarda con occhi fuori dalle orbite, il mio ritorno in arena
lascia gli altri nella confusione... ce l'ho fatta.
Par cade, come dice la profezia e sviene.
- Io... io dichiaro Deoris vincitrice... anche se non ho capito
molto.-
Cado pure io vinta dalla stanchezza... sento delle mani forti
sorreggermi, ho vinto... ho vinto.. qualcuno cerca di svegliarmi....
chi è? (forse Pdor?) ma a me non importa... ho voglia soltanto di
dormire.
Deoris
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