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Fairie sconfigge Deoris

 

Alla fine il sonno era riuscito a raggiungermi e avevo comunque trascorso qualche ora in compagnia di Morfeo, ma quando i pallidi raggi del sole mattutino si posarono sui miei occhi, i miei sensi furono di nuovo prontamente all’erta.
Quello era l’inizio di un giorno speciale, il giorno del torneo, il giorno in cui avrei dovuto sfidare Deoris.
L’idea del combattimento era esaltante, ma temevo la mia avversaria perché ne conoscevo i poteri e mi auguravo che, chiunque fosse stata tra noi la vincitrice o la sconfitta, ciò non avrebbe scalfito l’amicizia che lega due sorelle di stregoneria.
Mi vestii con cura ed uscii nel fresco del giorno nascente cercando conforto nell’abbraccio del mio mantello.
Percorrendo il sentiero che passando attraverso il bosco mi avrebbe condotto dalla mia dimora alle rive del fiume Kruill, recitai le antiche formule per favorire la concentrazione e cercai di focalizzare quali fossero gli eventuali incantesimi con cui la mia avversaria poteva sferrare un attacco contro di me.
Quando giunsi al luogo prefissato per il torneo, una folla chiassosa mi accolse.
Gli Hammers si erano radunati lungo la riva del fiume ansiosi di assistere alla sfida.
Tutti indossavano gli abiti della festa, ridevano, chiacchieravano, erano felici per quell’occasione d’incontro, curiosi del prossimo risultato, si confidavano le proprie preferenze…. guardai quella gente…. erano i miei amici, coloro che mi avevano accolto, presso cui avevo trovato un rifugio, che mi avevano ridato la speranza di una vita migliore…. non volevo deluderli.
Mi sarei impegnata al massimo, per loro e per il dolce mago che da lontano mi guardava con occhi pieni d’amore.
Il brusìo crebbe improvvisamente accogliendo la mia avversaria.
Deoris era ora di fronte a me, bellissima e temibile.
Conoscevo la sua storia, le sofferenze che l’avevano quasi uccisa in un passato da dimenticare, ma proprio quelle sofferenze l’avevano resa quella che era, una strega potente e caparbia.
Una perfetta compagna di magia, una pericolosa avversaria.
Il torneo ebbe finalmente inizio.
Ci inchinammo una verso l’altra, in un gesto reverenziale e propiziatorio e rimanemmo immobili per un istante che a me sembrò eterno, studiandoci a vicenda.
All’improvviso il suolo sotto i miei piedi iniziò a tremare.
Il sorriso beffardo della strega di fronte a me non prometteva niente di buono.
Appena realizzai, un grido soffocato mi salì alla gola…. decine, centinaia, migliaia di ragni scuri e pelosi iniziarono ad uscire dalla terra e da dietro gli alti steli erbosi dirigendosi prepotentemente verso di me!
Deoris aveva colto nel segno!
La mia aracnofobia non era un segreto per nessuno ad Arcano e lei, intelligentemente, aveva evocato il sortilegio adatto.
Piccole gocce di sudore mi imperlarono la fronte mentre paralizzata dal terrore guardavo avvicinarsi inesorabilmente quel mare velenoso di zampette artigliate.
- Devi reagire - ripetevo inutilmente a me stessa - devi combattere - cercavo di spronarmi e alla fine, proprio quando le immonde creature iniziavano ad arrampicarsi su per le mie gambe, le parole iniziarono a sgorgare ritmicamente dalle mie labbra, come una nenia bassa e profonda e l’improbabile accadde.
Le calme acque del fiume Kruill iniziarono improvvisamente a gorgogliare, milioni di bolle incresparono la superficie e da ognuna di quelle bolle, verde e lucente, saltò fuori una rana, finché in un attimo il fiume sembrò una prato in subbuglio.
Come obbedendo ad un silenzioso comando le rane si avventarono sui miserrimi ragni, riducendo il mio terrore ad un pasto succulento.
L’espressione sbigottita di Deoris, che osservava le rane soddisfatte sparpagliarsi lungo le sponde del fiume mi strappò un sorriso e tornai completamente padrona di me stessa.
Ma lo sgomento della mia avversaria era durato poco più di un istante ed ora era lì, temibile e decisa, pronta a scagliare un altro incantesimo contro di me.
La fiamma rossa mi colpì senza preavviso e mi lasciò senza fiato più per la sorpresa, che per il dolore.
Il fuoco, affascinante e pericoloso nemico delle streghe, era divenuta un’arma nelle mani di Deoris che abilmente iniziò a scagliarmi contro fruste ustionanti.
La prima mi colpì il braccio, strappandomi un grido di dolore, la seconda segnò profondamente la mia gamba gettandomi a terra.
Era chiaro che si stava prendendo gioco di me, sicura del suo potere e a questo pensiero, la rabbia iniziò a crescere invadendomi lo stomaco, salendo per il cuore ed esplodendo nella mia mente.
Il fragore del tuono causò un borbottìo timoroso tra la folla silente, incantata ad osservare il duello, ed il lampo si abbatté inesorabilmente sulla mia carnefice, paralizzandola all’istante.
Mi rialzai incerta sulle gambe e fissai Deoris.
Anche lei mi guardò; uno sguardo particolare, tra l’incredulo e il caparbio e proprio da quegli occhi, che improvvisamente sembrarono immensi, iniziò a uscire l’acqua, il terribile potere di Deoris.
Gocce piccolissime, come lacrime di rugiada, poi sempre più grandi, sempre più copiose, fino a che non fui travolta da un’onda possente che mi lasciò senza fiato.
Per un attimo credetti fosse finita, pensai che sarei morta soffocata.
Il mio corpo era stretto in una morsa d’acciaio, la scura enormità dell’oceano, ma poi la mia essenza di strega si ribellò e l’aria riempì nuovamente i miei polmoni.
Al di là dell’amicizia, oltre il timore, l’istinto di sopravvivenza prevaricò restituendomi alla luce.
Il mio corpo si dissolse e l’acqua nulla poté più contro la leggera ed evanescente nebbia che si alzò alta nel cielo azzurro.
Iniziai a recitare le antiche parole e l’aria si animò di vita propria.
Le foglie sugli alberi iniziarono una danza sempre più frenetica e il mulinello parve emergere dal nulla ingrandendosi ad ogni giro su se stesso, fino a che non fu un vortice velocissimo e potentissimo che investì la mia avversaria infrangendo la barriera d’acqua da lei creata.
Tutto si consumò in pochi istanti che parvero un’eternità.
Appena compresi di essere salva posi fine all’incantesimo che avevo evocato.
Deoris era a terra immobile, ma era mia amica, era una strega, era mia sorella nella magia e mai avrei voluto distruggerla.
Il torneo era terminato, la folla esultava e si preparava alla festa.
Tesi timidamente la mano a Deoris e quando i nostri sguardi si incrociarono, vi lessi l’amicizia e il rispetto e tra noi fu come se non ci fosse mai stata alcuna sfida.
In fondo, quello sarebbe stato un bel giorno.

 



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