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Blackangel sconfigge Paradisea

 

Io sono Blackangel la strega.
La battaglia che sto per narrarvi vi divertirà e allo stesso tempo saprà affascinarvi, grazie ad una mistica profezia.
Miei cari ascoltatori, accomodatevi sulle sponde di un laghetto e unitevi a me nel mio racconto, affinché possiate essere una sola cosa e viverlo come io lo vissi...
"Un torneo per maghi e streghe?.. non posso crederci ma corpo di mille elfi! Sarà spettacolare!.." sogghignò la mercante.
"Si, si... e mia cara non ti ho detto la cosa più bella! Il premio per le streghe sarà molto ricco!" si interruppe l'amazzone per lasciare un po' di attesa nel viso della mercante.
"Dimmi... sono curiosissima!" esclamò lei.
"La strega che vincerà potrà ricoprire l'incarico di comandante dell'esercito delle streghe!"
Le due si guardarono e cominciarono a ridere a squarciagola per la felicità.
Ma si sa le chiacchiere fanno in fretta a volare.... ed infatti.
"Black hai sentito la notizia il torneo! Wow!"esclamò Jarsali.
"Si , si so tutto.. Anche io parteciperò, ho già dato a Morbovia il mio nominativo!" risposi io.
"Ma dimmi cosa ti affligge ?.. perché lo dici con quel tono?" chiese lei.
"No nulla. Solo vecchi ricordi.. un tempo ci fu una meravigliosa competizione, ma persi.. Ma ti assicuro stavolta voglio davvero vincere!" esclamai ed improvvisamente sul mio bel viso comparve un beffardo sorriso di sfida.
"Ottimo Black, falle fuori!" mi incoraggiò l'amazzone.
I giorni passavano veloci, ma la curiosità divorava i partecipanti del torneo...
"Chi sarebbe il mio sfidante?" ci domandavamo in continuazione.
Così poi in un caldo pomeriggio ci fiondammo tutti in piazza quando sentimmo i corni suonare.
"Carissime megere, e carissimi maghi, quest'oggi sono qui per annunciarvi finalmente i nomi delle coppie che si affronteranno. Il regolamento è semplice, ogni coppia combatterà sulle rive del fiume Kruill tra la Kioskas di Kolise e quella di Kavenska. Ogni combattimento verrà votato dagli Hammers.
Ed ora che abbiano inizio le danze!" concluse.
Tornammo così ognuno ai propri doveri pensando che l'indomani ci sarebbero stati i primi due scontri.
Accanto al mio nominativo era capitato quello di una strega che non conoscevo bene, anzi affatto: "Paradisea".
Ma molto tempo fa, avevo imparato che meno si conosce il proprio avversario e più lo si deve temere.
"Ok va bene! Andrò a fare un po' di sana meditazione. Chissà che la dea mi sappia consigliare!" dissi fra me e me e così in breve lasciai tutto e mi diressi nei boschi come un tempo amavo fare.
Quella notte dormire era davvero difficile, e così evitai, era inutile cercare di mantenere la calma se tanto non ci sarei mai riuscita!
Decisi così di accendere un fuoco vicino alla mia casa e mentre gli altri dormivano io pregai.
"Dea Moghul, tu che sei la mia protettrice, tu che sempre mi hai dato la forza, consigliami anche stanotte. Diffondi l'energia del male nel mio corpo e uccidi la paura che malvagia soggioga e alberga nella mia mente."
Alzai così le mani al cielo poi disegnai nell'aria un cerchio e continuai a dire:
"Dea... mostrami il tuo volto stanotte, tocca le mie mani che saranno domani armi da battaglia, diffondi in esse il potere che solo tu puoi..!"
All'interno del cerchio luminoso apparve una figura sfocata, il volto della dea.. Era bellissima, e quei suoi occhi malvagi mi diedero la forza di dire:
"In onore a te, mia signora, io vi offro il corpo di un giovane cerbiatto che io stesso ho ucciso per voi stanotte! La mia anima dannata sapeva che avreste gradito del sangue, provate... è ancora caldo!"
Porsi così il corpo dell'animale che avevo ucciso meno di un'ora fa, la dea mi guardò e prese tra le mani il corpo e lo divorò senza ripensamenti come un leone divora una lepre.
"L'offerta che mi avete fatto è stata di mio gradimento, stanotte voglio aiutarti, voglio darti la benedizione, ti consegno questo piccolo amuleto, stringilo forte ed invoca il mio nome, io ti aiuterò!" disse la dea e poi scomparve nel nulla.
Io rimasi immobile, paralizzata, ed eccitata, stringevo quell'amuleto come la cosa più sacra al mondo.
Persa nel vuoto dei miei silenzi.
La mattina giunse in fretta, e con essa la folla si precipitò per il primo incontro di maghi, io non sarei nemmeno andata a vederlo..
Ora volevo solo ripassare un po' di incantesimi.
Guardai nella mia piccola collezione di libri e cercai qualcosa di antico, che da tempo non rimiravo più.
Quando rimasi lontana dalle terre di Arcano potei apprendere nuove cose, ma soprattutto appresi la magia.
Il mio tutore mi regalò un libro, l'antico sacro testo delle megere del Sacro ordine del Rogo.
Io ne facevo parte e come tale dovevo apprendere tutti quegli oscuri incantesimi che facevano parte della magia nera.
"Bene bene.. Hey Black sei pronto a combattere?" dissi al mio fedele lupo.
Lui si stiracchiò un po' e poi rotolò a terra per farsi grattare la pancia.
Era un lupo molto coccolone!
Rimasi a riguardare quelle formule per tutta la mattina e di seguito anche dopo pranzo, fino a quando non suonarono i corni e si udì strillare:
"Bene il combattimento è terminato, tra una mezz'ora le partecipanti del secondo torneo si facciano trovare al posto di combattimento!"
"Ok, è arrivata l'ora mio fedele compagno, andiamo a prepararci."
Con il tempo avevo anche imparato che l'abito non fa il mago, ma lo rende bello!
Per l'evento avevo indossato un semplice corpetto di pelle nero e dei pantaloni molto aderenti, anch'essi di pelle, stivali alti sino al ginocchio e per finire il mio lungo mantello da megera.
Il corpetto scollatissimo lasciava intravedere sul seno destro il bellissimo tatuaggio che mi fu fatto in un villaggio del nord dove appresi le arti magiche.
Era il simbolo dell'ordine delle megere del Rogo, qualunque maga o mago avrebbe riconosciuto quel simbolo, diciamo che fungeva da una specie di presentazione.
Le streghe come i maghi potevano appartenere a moltissimi tipi di gruppi ma si sa che l'ordine del rogo è il più famoso per essere specializzato in magia nera, quindi in arti demoniache.
Gli occhi quel giorno mi brillavano di una particolare luce, mentre camminavo tra la folla che mi faceva largo, sentivo un'energia inebriante che si divincolava tra i muscoli di tutto il mio corpo.
Il mio fedele lupo camminava al mio fianco con passo deciso ed elegante, il suo portamento sicuro mi diffondeva serenità.
A volte mi sentivo osservata da quei suoi occhi blu elettrico, mi guardava con severità ma anche con tanta dolcezza.
"Va bene, siamo arrivati!" dissi emettendo poi un respiro profondissimo.
La gente attorno a me urlava e stramazzava, agitando le mani per salutarmi.
In prima fila notai di sfuggita Kristal e il Sommo Custode, avevano uno sguardo serio quasi impassibile, io sorrisi di sfuggita e poi aspettai l'arrivo della concorrente.
Arrivò dopo pochissimo, camminava di fretta come se si rese conto che era in tremendo ritardo, e questo mi irritava come una bestia!
Un volto stranissimo il suo, non pareva nemmeno una strega, sembrava una contadinella sperduta nel bosco.
Ma i suoi occhi erano fissi su di me e mi scrutavano con amarezza e con odio.
Poi per un attimo il suo sguardo si posò sul tatuaggio e sul suo volto si dipinse la paura.
Aveva i capelli legati in una coda altissima, portava un abito lungo di seta rossa e dei sandali dorati.
"Finalmente! Arrivare in ritardo non è educato! Spero che ora potremmo finalmente cominciare questo dannato combattimento !"dissi con aria scontrosa mentre mi accarezzavo i lunghissimi capelli corvino che ricadevano sinuosi e sciolti sulle spalle forti.
"Va bene per me non ci sono problemi a cominciare, non vedo l'ora di stracciarti!" disse lei sogghignando.
Solo allora capii che dietro quel viso angelico si nascondeva un profilo oscuro, quasi malefico.
"Bene che il combattimento inizi!" gridò Morbovia facendo poi suonare il corno.
"Quello era il segnale!" pensai, ora dovevo combattere e non pensare a niente altro.
Mi misi in posizione di attacco e così fece anche il lupo, pronto a sferrare un colpo quando lo avrei invocato.
Mi guardai attorno e analizzai per bene il territorio, gli elementi che lo costituivano erano molto importanti poiché sarebbe stato da essi che avrei colto la forza!
Il fiume! Quale migliore elemento dell'acqua stessa... va bene. ora sapevo cosa dovevo fare!
"ERONET AMELILCUS ACQTICUM FORTEZ" gridai.
Cominciai poi a fare dei cerchi nell'aria e poi con un gesto fulmineo dissi:
"TRASFORNET CERCHIUM"
Veloci i cerchi di luce dorata si gettarono nelle braccia del fiume che scorreva lento, risalirono poi veloci in superficie, trasformati ora in enormi bolle d'acqua.
"Ora andate, colpite il nemico con l'impetuosità del fiume!" gridai e con le braccia le indirizzai verso Paradisea.
Lei cercò di schivarle tutte con il suo bastone magico, ad ogni tocco esse si rompevano e scomparivano, ma alcune inevitabili la colpivano, e sul suo volto comparivano smorfie di dolore.
"Strega, è tutto questo ciò che sai fare?" Domandò
"Ora vedrai di cosa sono capace io!" aggiunse.
Cominciò a far ruotare il suo bastone in aria e poi lo diresse nell'acqua e cominciò a creare un mulinello d'acqua.
"Ora vai e distruggi tutto ciò che incontri nel tuo cammino!" gridò
Io la osservavo muoversi, poi vidi velocissimo arrivare quel vortice, che con un'enorme potenza si dirigeva verso il suo nemico, ovvero verso di me!
"RONATEX AMORET RETUS" dissi
L'acqua del mulinello sparì improvvisamente, e al suo posto si erse una enorme tromba d'aria.
"FRUNUN STALILTIT EXPLOSER" Aggiunsi.
Si formarono così delle stalattiti, che grazie alla tromba d'aria si dirigevano a gran velocità sul corpo della sfidante.
Una le colpì il volto, facendole un tremendo graffio da cui fuoriuscì un rivolo di sangue.
Un'altra le colpì la gamba e lei urlò per il dolore.
Si passò una mano sul volto levandosi via il sangue:
"Ora sono davvero stufa di tutto questo! Per questo tuo screzio pagherai amaramente!"
"Volteggiate nuvole volteggiate.. rendete buio il paesaggio, che le tenebre scendano, e con esse anche la nebbia!"
Il suo bastone cominciò ad irradiare il cielo di una particolare luce violastra, le nuvole cominciarono ad aleggiare sopra di noi, e coprirono il sole, lampi e saette si abbattevano su di me, e io cercavo di evitarle come meglio potevo, coprendomi con il mio mantello che fungeva da scudo.
La nebbia pervase l'intero paesaggio, una nebbia densa e fitta che non lasciava intravedere più in là del naso stesso.
"Stregaccia dei miei stivali, vieni fuori! Ti pare il momento per giocare a nascondino?!" urlai presa da un attacco isterico.
"Che tu non mi veda è meglio, in fondo non sarà me che dovrai vedere! Ha ah ah ah" Sghignazzò lei. Chissà quale idea spregevole le ronzava in quel cervello di gallina.
D'un tratto sentii dietro a me una specie di fruscii, non riuscivo a vedere bene, qualcosa si stava muovendo per terra... sentivo solo dei tonfi enormi, il suono di passi giganteschi e richiami inconfondibili:
"Un drago! Ma corpo di mille fate! Ci mancava solo il drago!" dissi
Una fiammata in quel momento mi invase e la fitta coltre di nebbia scomparve, io ero a terra ancora rimbambita da quel colpo inaspettato, dinanzi a me il corpo spettacolare di un dragone bianco.
Non ne avevo mai visto uno, si narrava che fossero creature molto speciali e divine, il manto costituito da squame bianche con riflessi argentei, le corna appuntite dorate e gli occhi rossi come il fuoco.
"Dannazione ci mancava solo questo!" pensai.
"Bene, bene e ora vediamo cosa sa fare l'abile megera!" disse lei.
Mi rimisi in piedi e improvvisamente il dragone cercò con la sua coda di colpirmi ancora, ma non ci riuscì poiché schivai il colpo.
Ora avrei giocato pesante anche io.
"Bene come prima cosa facciamo comparire una cosuccia molto importante!"
"ALIRIUM COMPAREXET"
Enormi ali, gonfie di piume nere, mi comparvero dietro le spalle e così io mi alzai in volo.
"Ora sono stufa anche io!" gridai alla megera.
"Lupo, fedele compagno, sprigiona la potenza della pietra che è incastonata nel tuo petto! La magica pietra di Landor chiamerà in nostro soccorso il dragone Pendor."
Il lupo chiuse gli occhi e ululò fu un richiamo terribile che faceva accapponare la pelle di tutti i presenti. La pietra sprigionò un'enorme luce bluastra, un raggio di luce gigantesca che si posò sulle mie mani, e da quella luce poi si udì una voce che diceva:
"Blackangel io vi dono il mio dragone, Pendor il dragone dell'acqua protettore del magico universo di Landor. Usate il potere che vi mando e fate rivivere la creatura!"
La luce così si posò potente sulle mie mani, io le indirizzai al cielo, da esse il raggio di luce schizzò via verso il manto blu della notte.
Il silenzio invase il tutto.
"Bhè tutta questa messa in scena. e poi non c'è nemmeno il drago?!" disse Paradisea.
"Colpisci ora drago. Palle di fuoco!" aggiunse.
Il dragone bianco sprigionò dalle sue enormi fauci il fuoco, palle grandissime di fuoco.
Erano dirette verso di me e mi avrebbero arrostita, ma dal cielo si sentì il rumore di uno svolazzare di ali, un bellissimo e possente dragone d'acqua si posò a terra.
Squame blu come l'oceano e gli occhi bianchi come il ghiaccio.
"Pendor attacca!" gridai sorpresa.
Il dragone si fiondò sul suo nemico bloccando i suoi attacchi di fuoco.
Li respinse con il suo getto d'acqua potentissimo.
Poi lanciò una serie di frecce congelate che colpirono il corpo del dragone e lo fecero cadere a terra.
Poi si rialzò di scatto e ci fu uno scontro di code, entrambi i due lanciavano colpi a destra e a sinistra .
Pendor si alzò in volo e lo stesso fece il contendente, volteggiavano come due ballerini, sputando fuoco e ghiaccio a destra e a sinistra.
Pendor si scagliò all'attacco contro l'altro drago puntandolo.
Ci fu uno scontro immane, i due draghi si spingevano chi da un lato e chi dall'atro con le corna appuntite.
Ma alla fine uno cedette, il dragone di Paradisea, cominciò a cadere e cadere.. e si schiantò con un tonfo enorme a terra.
Tutti gli Hammers guardavano inorriditi, ma allo stesso tempo divertiti.
Pendor approfittò del fatto che il suo sfidante fosse stremato dalle energie e così si lanciò sopra il suo corpo in una lunga discesa, puntando le corna verso il corpo del nemico.
Fu uno spettacolo atroce, le due corna così appuntite si infilzarono nella carne di quella povera creatura.
Ci furono schizzi di sangue e ruggiti immondi.
Pendor aveva vinto!
"Ha ha, ma davvero credevi che ti avrei lasciato vincere con un trucchetto simile?!" dissi
"Illusa.. Ora mi arrabbio, davvero!" gridò Paradisea.
In breve unì le mani e bisbigliò qualche strana profezia, poi un trambusto, le acque del fiume si muovevano .. era forse un altro mulinello? Nooo!
Le acque si aprirono e da esse emersero alghe giganti.
"Alghe giganti!?" pensai.
"Adesso mie care afferrate il corpo di quella povera illusa!" Rise schiamazzando Paradisea.
Le alghe veloci mi afferrarono le braccia e le gambe, e cercavano di portarmi sott'acqua con loro.
Cercavo di resistere, ma era impossibile, la loro forza era troppa!
Così stremata mi lasciai andare, esse mi strinsero e mi fecero immergere con loro, cercai di trattenere tanta aria quanta più ne potevo, ma al contatto di quella gelida acqua non ce la feci.
La corrente era molto forte e mi sbatteva a destra e a sinistra.
"Ecco io lo sapevo.. perderò anche stavolta!" pensai in preda al panico.
Poi mi venne in mente l'amuleto, lo avevo al collo e potevo usarlo quando volevo!
Lo strinsi così forte con tutta l'energia che mi era rimasta in corpo.
"Moghul .. Moghul." Pensai.
Ci fu un lampo che squarciò ancora le acque, le alghe furono afferrate e tagliate una dopo l'altra da qualcosa.
Una mano afferrò la mia e mi riportò in superficie.
Quando aprii gli occhi vidi dinanzi a me schierati un esercito intero di demoni marini.
Erano delle rarissime creature, alcuni avevano dei lunghi tentacoli al posto delle mani ed impugnavano spade lunghissime, altri avevano il corpo di una manta e perciò volavano.
"Ora combattete miei prodi guerrieri in onore della dea Moghul!" gridai puntando il dito verso il nemico.
"Massacratela!" aggiunsi!
L'enorme gruppo di demoni partì all'attacco, si videro spade e archi roteare sopra le loro teste.
"Per Moghul!" gridarono in coro.
Paradisea era inorridita, non sapeva cosa fare, voleva forse fuggire?
No non poteva, era una strega, non l'avrebbe mai fatto!
Il passo era sempre più veloce e si avvicinavano sempre di più alla strega ed essa spaventata decise finalmente di fare qualcosa.
"Spiriti della notte, donatemi una nuova creatura!" gridò.
Puntò il bastone verso la mia armata e da esso apparve un enorme serpente a quattro teste.
"Oh santa Moghul.. ora ha tirato fuori pure il serpente!" pensai scherzosamente.
Il serpente invece si rivelò molto potente poiché riuscì a distruggere quasi il mio intero esercito.
Ma quando credevo che la dea mi avesse abbandonato allora ebbi la prova che lei era sempre con me pronta ad aiutarmi!
L'ultimo guerriero rimasto tagliò di netto due teste del serpente che ancora più infuriato ora cercava di colpire il demone, lanciandogli del veleno mortale.
Ma quando il veleno colpì il corpo del demone esso come per difesa lanciò la sua spada che casualmente colpì dritto nel cuore il serpente.
Morirono insieme, ansimando.
"Ok siamo pari Stregaccia, ma non è finita qui!" le dissi.
"PARADISEA CLONEUS" gridò lei.
Immediatamente il corpo della megera venne investito da una luce abbagliante.
Poi la luce si spense tutto all'improvviso e dinanzi a me ebbi uno spettacolo mai visto prima.
Il corpo di Paradisea si era sdoppiato e addirittura in una cinquantina!!!
Figuriamoci che prima non ne sopportavo una di Paradisea, ora devo vederne cinquanta!" gridai arrabbiatissima.
Tutte insieme a tempo unirono le mani e mi scagliarono contro chi palle infuocate, chi frecce ghiacciate, chi palle energetiche.
Pareva Capodanno! Nel cielo c'erano centinaia di effetti e gli Hammers guardavano allucinati.
"EQUINITIS AFELIMIS ACQUATICUS "
Immediatamente risposi al suo colpo, il fiume era in subbuglio, si stavano formando delle onde immense, onde gigantesche che prendevano la forma di un branco impazzito di stalloni.
Erano dei cavalli bianchi come la spuma del mare, con delle striature sulla criniera blu come il mare e dorato come la sabbia finissima.
I cavalli marciarono veloci contro le cinquanta megere e le travolsero tutte, compresa quella vera!
Poi tutto si ristabilì..
L'acqua tornò al suo posto e le nuvole sparirono lasciando spazio al sole cocente.
Paradisea era sdraiata a terra stremata, non aveva più energie e aveva lividi e ferite ovunque.
"PAPARATES DEDUE RETI"
Una enorme bolla di sapone comparve e si posò sul corpo di Paradisea.
"Cosa diavolo mi hai fatto?" gridò lei tentando di uscire...
"Tranquilla, l'effetto terminerà tra poche ore! Credo che ora il duello sia finito!" dissi soddisfatta.
"Maledetta Black..io.... io.. Io mi congratulo con te, la vittoria è tua!" disse e si abbandonò ad un sonno dentro la bolla di sapone.
Tutti gli Hammers applaudirono e gridarono in coro il mio nome... fu meraviglioso.
Con il sorriso sul volto mi unii alla folla e aspettai il prossimo combattimento.
"Miei cari lettori ed ascoltatori, grazie per la pazienza e il vostro interesse. Qui termina la mia storia, sperando che un domani possa raccontarvene un'altra..."
 



  Blackangel

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