bordo_op.gif (351 byte)

Morbovia sconfigge Delazar

 

Il sole si leva alto nel cielo in tutto il suo splendore, illuminando le vie della Kioskas che si animano dei colori e degli odori tipici di Kolise, ai quali non saprei più rinunciare.
Un giovane aquilotto si posa sul davanzale della mia finestra, fissandomi, quasi interessato al modo in cui, con cura, sto affilando Azzurra, la mia fedele ed ormai nota a molti, spada magica.
Fairie sta ancora dormendo... ha passato tutta la notte ad attuare riti propiziatori per la mia vittoria... già... la mia vittoria...
Delazar è un Mago molto potente, non sarà un duello facile.
Mi affaccio e l'aquilotto vola via, spiegando al vento le ali apparentemente troppo grandi per il suo piccolo corpo, percorrendo a bassa quota la strada che si apre dinanzi alla mia dimora, fino a posarsi sul comignolo della bottega di Asiram, la quale è sulla soglia a sistemare con estrema accortezza alcune bocce di cristallo in vetrina... contengono sicuramente le sue preziose quanto ottime tisane alle erbe...
Si dice che di notte vada lei stessa per i boschi, a raccoglierle nei pressi della capanna di un brigante... sembra che alcune erbe, se raccolte in un momento particolare, abbiano misteriosi effetti su chi ne beva il succo o ne inali l'essenza.
La brezza mattutina porta con sè la freschezza del Kruill che scorre pigro e silenzioso ad ovest, fra la nuda roccia che, ricoperta di muschio, ne orna le sponde.
Si sta facendo tardi, quindi sveglio la mia dolce Strega e, non appena è pronta, prendo Azzurra, mi copro con un pesante mantello nero, ed usciamo...
Solitamente mi teletrasporto direttamente sul luogo dell'incontro, ma oggi è diverso, combatterò il duello finale e sento il bisogno dell'incoraggiamento degli amici, di quel saluto che spesso si offre per abitudine a chi incontriamo per strada, ma che oggi mi darebbe una carica in più.
La maggior parte degli Hammers si sta preparando per venire ad assistere al duello.
Jarsali e Roy decidono di percorrere la strada in nostra compagnia, e presto si uniscono al gruppo anche Paradisea, Abigor, Sagitta, Usul, Deoris, Pdor e altri... che sensazione meravigliosa, tutti insieme, come un gruppo di bambini entusiasmati ed uniti da un bel gioco.
Appena fuori da Kolise, però, sono costretto ad utilizzare il teletrasporto, poiché altrimenti troppo lunga sarebbe la strada fino alle vette gelate.
Ci prendiamo tutti per mano ed in un attimo siamo sui gelidi monti ad ovest del Kruill.
Qui il freddo sembra entrare prepotentemente nel sangue e la nebbia riduce al minimo il campo visivo di ciascuno di noi.
Il terreno è gelato, non è facile muoversi rapidamente.
Fairie prende posto insieme a Jarsali che siede con Roy al riparo di una grande roccia.
Non vedo Delazar, ma ad un tratto odo la sua voce:
"Salve, Morbovia, non è proprio quella che definirei una bella giornata, fa proprio freddo... non potresti allestire anche qui delle fiamme simili a quelle create per l'incontro precedente? Erano carine... Ah Ah". "Caro amico Delazar, il freddo tonifica i muscoli; ti consiglio di approfittarne, perchè qui fra un po' si scatenerà un putiferio" gli rispondo accennando un sorriso.
Ma ecco il giullare che arriva rotolando buffamente fra noi due e pronuncia, tra uno starnuto e l'altro, la sua usuale introduzione:
"Oh, Hammers, che sfida, che emozione! Quale imponente tenzone si mostrerà oggi ai vostri occhi... niente trucchi, niente balocchi, l'ora dei giochi termina in questo istante, ed a voi presento il primo sfidante: ecco Morbovia, il sapiente Mago che questo bel gioco, per lo svago di noi tutti, ha organizzato, e che, con le sue arti, grandi emozioni ci ha regalato... ed il suo avversario: il potente Delazar, che con gran maestria e coraggio fin qui è arrivato. Quello che vado a presentarvi ora è il duello arcano che decreterà la vittoria del Mago che della Gilda diverrà il Guardiano! Orsù dunque, che l'incontro abbia inizio!"
Delazar è detentore di un particolare potere, capace di evocare la Fiamma D'Argento.
Sulla sua schiena si dice che vi sia tatuata la formula segreta per l'incantesimo... gira la voce che abbia ottenuto questa abilità in seguito alla morte del padre, che con le sue amorevoli attenzioni, ha sempre
cercato di sopperire alla mancanza della madre di Delazar.
Ho un avversario molto abile, non sarà un duello facile... se vincerò, sicuramente lo vorrò al mio fianco, perchè le nostre magie, se unite, incuterebbero timore nell'animo degli stregoni più malvagi e potenti.
Ora egli è di fronte a me per contendermi il titolo di Guardiano che tanto bramo... veste con una pregiata giacca scura, riportante, sull'ampio colletto, due dragoni abilmente ricamati in oro e semicoperti dalla sua folta chioma nera, indossa un paio di pantaloni grigi sorretti da una cintura di piastre, e stivali in pelle di anaconda.
Il suo fisico parrebbe quello di un guerriero e nella sua mente sono racchiusi grandi segreti che i suoi occhi argentei non vogliono svelare.
Senza tanti complimenti, mi scaraventa subito addosso dieci cristalli di ghiaccio, ma la mia magica spada si scaglia su ognuno di essi, distruggendoli a mezz'aria.
Con un movimento del dito evoco una spirale di gelo, ma il mio avversario riesce prontamente a schivarla, evitando così di venirne avvolto... egli si scaraventa su di me agitando la sua spada con entrambe le mani e riesco a parare i primi colpi, ma, proprio quando credevo di disarmarlo, mi ritrovo una ferita alla coscia destra...
Mi viene improvvisamente a mancare il sostegno della gamba, quindi cado a terra... non riesco a rialzarmi... ho perso... ho perso un Gran Torneo di Magia con la semplice ferita di una normalissima spada... che vergogna, non posso muovermi... cosa penseranno tutti di me?
No, devo farcela, se devo perdere, almeno voglio farlo con onore!
Prima che l'arbitro possa dichiararmi sconfitto, mi concentro sulla montagna e sui segreti che essa cela nei suoi anfratti gelati... ecco, ci sono... sento l'energia della montagna...
Un golem di ghiaccio spunta alle spalle del mio avversario e, sollevandolo da terra, lo scaraventa a cinquanta piedi di distanza.
Sono riuscito a guadagnar un po' di tempo per recitare la mia preziosa formula di guarigione:
"Malum quodcunque sis, unde sis et qualis cunque natura exi ab isto Morbovia, adjuro te in nomine deorum".
Il mio corpo si illumina di un'intensa luce abbagliante che rigenera completamente il mio fisico provato dall'affilatissima lama dell'avversario.
Sono nuovamente pronto, ma non mi coglierà più di sorpresa, cercherò di prevedere certi attacchi improvvisi.
Delazar, alzatosi da terra, si libera dalla neve che è rimasta fra le pieghe della sua giacca e distrugge il golem con un sortilegio del fuoco, con la facilità che avrebbe un gigante nello schiacciare un cinghiale. Siamo nuovamente di fronte, lui mi scruta come farebbe un giaguaro con la sua preda, ma io preferisco il ruolo di cacciatore, quindi attacco per primo con una pioggia di aghi gelati per avere il tempo di lanciare su Delazar l'incantesimo "Illusione mortale"...
Mi concentro sulla mente del mio avversario, riesco a scrutarne il passato, le paure, gli affetti... ora la mia mente è in sintonia con la sua, pronuncio il suo nome a gran voce e materializzo l'immagine illusoria della sua paura più grande...
Solo lui può vederla... è l'immagine scaturita dal suo subconscio... tutti hanno una paura inconscia, anche se alle volte non lo sanno nemmeno...
Ora la paura più grande di Delazar si è manifestata ai suoi occhi nell'immagine che meglio viene percepita dal suo lato conscio...
Sul suo volto si dipinge un'espressione di pallido terrore, ma sembra più una forte tristezza, ora il suo aspetto è nostalgico... cerco di capire cosa egli stia provando in questo momento e vedo la morte di suo padre e la paura di esser solo contro un mondo ostile... il dolore per aver perso l'unico sostegno che da sempre gli era stato vicino.
Credevo gli si parasse davanti la visione di un terribile mostro sputa-fuoco o di un'orrenda creatura dalle mille braccia... e invece eccolo lì accovacciato sulla neve, a guardar le proprie lacrime unirsi ad essa...
Sì, dovevo immaginarlo, il suo corpo è stato provato da mille scontri con le forze oscure, ma la paura di ritrovarsi da solo è l'unica a non averlo mai abbandonato.
Comunque sia, il mio incantesimo lo ha distratto e potrei approfittarne... ma... no, non così!
Non mi importa di perdere una simile occasione, la mia intenzione non era quella di colpirlo nei sentimenti, stimo molto il mio avversario e desidero che si alzi, non posso vincere così; cerco quindi di stimolarlo a tornare in sè:
"Alzati, mago da strapazzo, e combatti da uomo!"
Detto questo gli scaravento addosso un fascio di fiamme che gli bruciano la giacca ma non toccano il suo corpo... già, lui è l'alleato delle salamandre, custode della Fiamma D'Argento...
Delazar si desta improvvisamente e mi guarda meravigliato...
"Apprezzo molto la tua lealtà, Morbovia, ma credo che tu ti sia giocato la vittoria!"
I suoi occhi si fondono in una luce argentea e capisco che ha intenzione di evocare la sua Fiamma! Dannazione! Quella fiamma potrebbe assicurare la vittoria a Delazar!
Pochi secondi per pensare, lo sguardo di Delazar è fisso su di me, il Mago Supremo Aragon, sul palco della premiazione, si accinge a gustare dei frutti maturi colti col pensiero da un albero ai piedi del monte e teletrasportati nel suo piatto, quando si blocca esterrefatto mentre una mela continua a sbucciarsi da sola davanti ai suoi occhi...
Ho trovato! Ma sì, certo! Ora che la giacca di Delazar si è bruciata ed egli è a torso nudo, esco dal mio corpo con l'incantesimo "volo magico" e volo sottoforma di spirito fino a giunger dietro alle sue spalle per leggere il più in fretta possibile la formula che vi è tatuata...
Sì, la leggenda che gira intorno a quel tatuaggio è proprio vera... vi è scritta tutta la formula per evocare la Fiamma D'Argento... è una corsa contro il tempo, la ripeto più velocemente di lui e una luce argentea mi avvolge sollevandomi in aria.
Non ho mai avvertito un tale vigore in me come in questo momento... punto il dito verso il mio avversario e lui:
"No, fermo, conosco bene l'effetto della Fiamma... complimenti, mi hai giocato sul tempo... mi arrendo".
"Sei molto forte, caro amico, credo che noi due avremo molto da imparare l'uno dall'altro" gli dico, stringendogli la mano.
In un'atmosfera quasi teatrale un giovane falco si posa sulla mia spalla... è il falchetto che ho incontrato stamane, e anche lui sembra apprezzare la mia vittoria.
L'applauso degli Hammers irrompe in quell'attimo di silenzio, Fairie mi corre incontro esultante ed insieme a lei mi avvio verso il Supremo per la premiazione.



 



  Morbovia

Cerca nella Biblioteca

bordo_op.gif (351 byte)