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Leelooo sconfigge Delazar

 

Il dolore che le provocava la ferita al fianco e la grande stanchezza che si era impossessata di LeeLooo scomparvero non appena le annunciarono che aveva vinto il primo turno del torneo.
Quei piccoli, intimi momenti di trionfo personale furono subito spezzati dall'annuncio della seconda fase del torneo e soprattutto dal nome del suo nuovo rivale: Delazar.
Aveva avuto modo di vederlo all'opera e sapeva che era forte, un rivale temibile.
LeeLooo ebbe il tempo necessario per tornare a casa per medicarsi la ferita, preparare una bisaccia con le sue cose e partire per il luogo della seconda fase del torneo.
In gruppo, maghi, streghe e hammers viaggiarono per le pianure a sud al di là del Kruill e, raggiunta la meta, fu allestito un accampamento con tende tutt'intorno ad un grande falò dove tutti si sarebbero riuniti per i pasti o semplicemente per passare del tempo insieme.
Tutti quanti trascorsero così la serata che precedeva il gran giorno.
LeeLooo osservava in silenzio il suo rivale che faceva altrettanto, ma entrambi sapevano bene di non doversi scoprire troppo l'uno nei confronti dell'altro.
LeeLooo si ritirò nella sua tenda.
Oramai il momento era prossimo, tra poco avrebbe dovuto combattere; un vincitore e un vinto, il risultato per quanto ovvio la sconvolgeva.
Da molto tempo aveva rinunziato ad usare le sue arti magiche per imporre la propria volontà, e adesso doveva usarle per vincere, solamente per quello e non per vedere un sorriso di gratitudine.
Questa volta, si disse, vedrò lo sguardo d'odio di una persona piegata dalla sconfitta.
Ormai il destino non poteva essere cambiato, doveva lottare, e, con fare cupo si apprestò a compiere con misurata calma i riti propiziatori.
Al centro della tenda ardeva un braciere, Leelooo vi si avvicinò mormorando una litania con le mani giunte, quando gli fu sopra le dischiuse e lasciò cadere sui carboni ardenti una polvere.
Volute di fumo acre e denso riempirono l'ambiente.
Lentamente lasciò cadere a terra la veste che la copriva, le spire danzarono con i raggi di luce che penetravano nella stanza, e quando l'ambiente fu saturo, la maga, cadendo in ginocchio, si riversò all'indietro appoggiando la nuca sul pavimento.
Ormai la litania usciva dalla sua bocca con suoni gutturali lenti e ossessivi, il corpo s'inarcò fino a spezzarsi dopo uno spasmo violento si accasciò come un sacco vuoto.
Quando il fumo si fu diradato, Leelooo, si alzò faticosamente da terra, e barcollando si avvicinò alla bisaccia da dove trasse una vecchia e lacera tunica nera che da tempo immemorabile veniva tramandata da Maestro ad allievo e conservava nella trama del tessuto l'antica magia che l'aveva
generata; poi raccolse una collana alla quale era appesa una minuscola e rinsecchita testa d'uccello, la guardò con occhi spenti come se la persona che era stata fino a poco tempo fa avesse lasciato posto ad una fredda statua di cera; mormorando delle parole inintelligibili, l'indossò e la testa dell'uccello prese posto nell'incavo dei generosi seni della maga.
Doveva andare, l'ora era giunta.
Si calò il cappuccio della tunica sul volto e s'incamminò verso il luogo della disputa.
Il sole dell'alba dipingeva di rosso i contorni della pianura.
Leelooo guardò trasognata il paesaggio, forse dopo non avrebbe avuto la forza per godersi quello spettacolo, il suo sfidante era forte, crudele e ben determinato a vincere.
Ma era un pensiero che accantonò immediatamente.
Solo chi lotta per vincere può sperare di vincere, si disse a voce alta, ed io..
Il proposito le morì sulle labbra.
Era giunta, e davanti a lei c'era il suo sfidante.
Ebbe la misura del pericolo quando incrociò i suoi occhi, erano freddi, profondi, inquietanti.
Prese posto davanti a lui a qualche passo di distanza, e si inginocchiò a capo chino.
Delazar la guardò sconcertato poi, rivolto verso la folla che era giunta ad assistere, iniziò a schernirla.
"Questo sacco di patate è la mia sfidante? La grande maga, la potente Leelooo! Ma guardatela! Prostrata in ginocchio!"
Il mago girò intorno a LeeLooo per poi tornarle di fronte.
"Donna! Accetti la sfida? Fai presto a deciderti, ho cose più importanti da fare!"
La maga rimase immobile, in ginocchio, infagottata nella sua tunica nera col volto coperto.
Delazar, ormai innervosito dell'assoluta indifferenza della maga, si avvicinò, e con un gesto platealmente sprezzante le tolse il cappuccio.
Non trovò nulla, la tunica era un sacco vuoto.
Interdetto fece un passo indietro.
Le orecchie iniziarono a ronzare come se avesse intorno alla testa uno sciame d'api, un dolore lancinante alla testa gli fece chiudere gli occhi per un attimo.
In quel preciso istante la proiezione astrale della maga si pose davanti a Delazar e, con tutte le energie di cui era capace, iniziò a scavare tra i suoi pensieri, ricordi.
LeeLooo si trovò a provare la grande sofferenza con cui conviveva il suo rivale, ne fu addolorata, colpita, disperata... sentiva la resistenza di Delazar alla sua interferenza, il mago cercava di fare
altrettanto nei suoi confronti, ma ormai era troppo tardi: LeeLooo aveva trovato ciò che cercava e soffriva al pensiero di usare tale arma, ma ormai era inevitabile.
Quando Delazar riaprì gli occhi, davanti a sé c'era una donna che teneva per mano un bambino, tutti e due avevano vestiti laceri.
"Delazar!? Non mi riconosci? Sono tua madre! Povero figlio mio, quanto hai sofferto!"
"No!" urlò il mago "andatevene, siete morti."
"Io sono morta per mano di tuo padre, ma tu sei rimasto sempre insieme a me, salva il ricordo, non cedere alla violenza che ti è stata tramandata. Salva questo bambino!"
"Madre, ma come posso?"
Un essere laido e schifoso prese il posto della madre.
"Delazar, non la stare a sentire, è una vecchia sciocca, guarda questo piccolo: sei tu! Sei destinato a grandi cose, dimenticati del passato, è il futuro che importa, ciò che è stato è stato."
Un urlo di disperazione squarciò il silenzio dell'arena.
Il mago s'inginocchiò in lacrime davanti al saio vuoto di Leelooo, che prese forma.
La maga si alzò, ponendo la mano sulla spalla di Delazar.
"Abbiamo vinto entrambi" disse, allontanandosi.
 

 

  Leelooo

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