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Delazar sconfigge Leelooo

 

Mi immolerò al tuo cospetto, mi vestirò di rosso e arancio.
Potrai vedere i cremisi serpenti lambire i miei talloni, e mordermi le carni.
E brucerò, come ho fatto ogni giorno della mia vita.
Ma saranno le tue ceneri a restare sul campo.
Perchè io sono il custode della Fiamma d'Argento.
Perchè il segreto del Fuoco è il mio segreto.

Avevo speso le ultime due settimane a perfezionare l'incantesimo di protezione da fuoco, consapevole che il prossimo scontro del Torneo di Magia si sarebbe svolto in una pianura magicamente infuocata.
Contrariamente a quanto si potesse pensare, non ero così scosso dall'idea.
Il Fuoco era il mio elemento naturale.
Gli spiriti del fuoco, le Salamandre, erano miei alleati, e avrebbero risposto al mio richiamo.
Sicuro di me, giunsi al luogo del torneo, come al solito per ultimo.
Ad attendermi c'erano Morbovia, l'organizzatore del Torneo, che indossava delle vesti da mago rosse, con dei ricami simili a fiamme ruggenti.
Impugnava un bastone di legno rosso, con la punta fiammeggiante.
Non c'era che dire, il mago aveva un certo stile.
Ed ecco Leelooo, la mia avversaria, avvolta da leggeri drappi di seta semi-trasparenti.
- Bruceranno come pergamena - pensai tra di me, ma non potei fare a meno che soffermarmi sulla figura della giovane donna.
I suoi abiti lasciavano intravedere più di quanto nascondessero, mostrando una donna nel fiore della sua bellezza.
La sinuosità delle sue forme era paragonabile soltanto alla bellezza del suo volto.
I lunghi capelli dorati riflettevano le fiamme della pianura infuocata poco distante, ma il loro luccicare era nulla in confronto alla luce che splendeva nei suoi occhi.
La luce della determinazione.
Ed ecco me, sempre avvolto nei miei cenci, il corpo martoriato dalle lunghe ore di meditazione e i lunghi giorni di privazione.
Ma la mia luce, la mia luce era dentro di me.
Il mio Fuoco era dentro di me, che ruggiva e mi bruciava le viscere, pronto ad esplodere e carbonizzare il mio nemico.
Sarebbe stato uno scontro interessante.
Morbovia ci fece cenno di entrare nella pianura di fuoco, e battendo la punta del suo bastone in terra, disse: "Che il combattimento abbia inizio" e svanì in un nuvola di fumo, lasciando dietro di sè soltanto il profumo delle rose bruciate.
La piana dove si svolgeva lo scontro era un comune prato di erba bassa, divenuto un labirinto mortale a causa delle pareti di fuoco che Morbovia aveva creato per l'occasione.
Penetrammo nel labirinto in punti diversi, facendo attenzione a rimanere a debita distanza dalle pareti di fiamma.
- Incomincia la caccia - pensai.
Mi muovevo tra i cunicoli mortali, cercando di prevedere da che lato sarebbe sbucata Leelooo, pronto a colpirla con le parole di un incantesimo.
Poi mi fermai. Avrei solo sprecato le mie energie cercandola in quel modo.
Mi concentrai, ed ecco la mia vista penetrò le pareti infuocate, setacciando la zona: eccola!
La vidi, mentre si preparava ad evocare nuvole di pioggia per dissolvere le mura di fuoco.
Aveva scelto la strada più diretta, ma non aveva speranze se pensava di dissolvere l'intero labirinto.
Pensai di attaccarla alle spalle, ma ci sarebbe voluto troppo tempo a cercare la mia strada tra le pareti di fuoco.
Era il momento di provare la mia resistenza.
Pronunciai l'incantesimo, ed ecco che percepivo sempre di meno il calore, fino a quando la percezione svanì del tutto.
Mantenere la concentrazione era fondamentale in quel momento.
Attraversai la prima parete di fuoco senza problemi, come se non esistesse.
Mi mossi lentamente, aggirando Leelooo e attraversando le pareti, in pieno controllo delle mie capacità.
Un'ultima parete ci separava. Preparai il mio incantesimo, quando una forza improvvisa mi spinse verso il fuoco, facendomi perdere la concentrazione.
Le fiamme incominciarono a bruciarmi gli abiti e i capelli, mentre la risata di Leelooo riempiva l'aria.
"Ci sei cascato" mi disse, mentre l'immagine di fronte a me svaniva... un'illusione!
Uscii fuori dal fuoco, e mi liberai del mantello in fiamme.
Aprii una delle mie borse, e ne tirai fuori una polvere di mia creazione.
La lanciai su me stesso, e le fiamme si spensero quasi istantaneamente.
"Sei venuto preparato" mi disse Leelooo, ora visibile dinanzi a me, la spada in pugno.
Mi accorsi che la lama luccicava stranamente, come se un liquido fosse cosparso su di essa.
Ed ecco Leelooo avvicinò la spada ad una parete in fiamme, e la lama s'infuocò!
"Questo potrebbe farti male" mi disse, un sorriso candido sul suo volto "Ti conviene arrenderti, la fiamma del tuo spirito si sta per spegnere"
La proposta non era neanche da prendere in considerazione.
Non mi sarei mai arreso mentre le fiamme mi avvolgevano, non avrei mai tradito il mio elemento guida in questo modo.
"Anche le fiamme più piccole..." le dissi, lanciando altra polvere magica sulla sua spada, spegnendola "... possono bruciare un castello di carta!"
Ed ecco sentii il potere della Fiamma d'Argento crescere dentro di me, e le pareti di fuoco ingrossarsi e ruggire più forte, fino a quando ci avvolsero completamente.
Lo sapevo, stavo esagerando, stavo andando oltre i miei limiti, ed oltre i limiti del torneo.
Ma il Fuoco è un potere caotico ed imprevedibile, e mentre i miei occhi diventavano due pozze di lava fusa, l'inebriante piacere del fuoco riempiva il mio essere.
Ero Delazar, il Sole.
Leelooo, con gli abiti che le andavano in fiamme e la lasciavano nuda, trovò forza nella sua disperazione per pronunciare un ultimo incantesimo, e si librò leggera volando nel cielo stellato.
In quel momento di percezione assoluta, memorizzai le parole dell'incantesimo di Leelooo, e come sempre lo imparai a perfezione.
"Sarai l'unico a perire in quest'inferno, sciocco!", mi gridò la ragazza dall'alto, con una lacrima in volto, sinceramente dispiaciuta di vedermi bruciare.
Ma gli spiriti del fuoco non dimenticano le loro alleanze.
E le salamandre arrivarono dal loro Piano Invisibile, e si affollarono attorno a me, proteggendomi e dandomi il tempo di concentrarmi nuovamente sull'incantesimo di protezione dal fuoco.
Avvolto tra le fiamme, invisibile agli occhi di Leelooo, che attendeva che Morbovia arrivasse per dichiararla vincitrice, evocai l'incantesimo imparato da Xandor nello scontro precedente.
Dalla terra fuoriuscirono migliaia di insetti di sabbia, che volarono fino a Leelooo, incredula a quella vista, e la avvolgevano.
"Dovresti coprirti" le dissi urlando al di sopra del ruggito del fuoco "Non sta bene che una dama si presenti così"
E gli insetti si sciolsero e solidificarono attorno a lei, creando una pesante gabbia di pietra.
Incapace di muoversi e di continuare a volare, Leelooo piombò pesantemente al suolo, frantumando la gabbia di pietra e svenendo.
Fortunatamente, l'incantesimo di pioggia di Leelooo stava incominciando a fare effetto, e un potente acquazzone si abbattè sul labirinto infuocato.
Ciò ebbe l'effetto di spegnere le fiamme, ma anche di creare una gigantesca trappola di fumo!
Non mi sarei mai perdonato la perdita di una creatura così preziosa.
E sapevo che la cometa Bontuis, sua protettrice, non mi avrebbe mai perdonato per una cosa del genere.
Non avevo intenzione di farmi dei nemici tra le profondità del cosmo!
Presi rapidamente Leelooo tra le braccia, e, trattenendo il fiato, corsi rapidamente verso la salvezza.
La posai in terra sull'erba soffice, coprendola con i miei abiti.
"Dormi bene, principessa" le dissi, baciandola sulla fronte, nel momento stesso in cui Morbovia fece la sua apparizione.
"Hai vinto Delazar" disse, evocando il portale dimensionale che ci avrebbe condotto via.
Sussurrando le parole di un incantesimo, mi diressi verso il portale: Morbovia mi guardò stupito, notando che i miei piedi non toccavano il suolo, ma il mio corpo fluttuava leggero all'interno del portale.
Con il volto nero per il fumo, seminudo e bruciacchiato, gli sorrisi: "Sono uno che impara in fretta" gli dissi.
 

 

  Delazar

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