bordo_op.gif (351 byte)

Leelooo sconfigge Diablo

 

La luna, ancora alta nel cielo, annunciò a LeeLooo che era il momento propizio per iniziare il rituale. Aprì la finestra e la bianca e pura luce inondò, la lieve brezza accompagnata dagli odori della notte entrò ed accarezzò il suo corpo nudo.
Invocò la benedizione della Dea, perché la seguisse e proteggesse durante il giorno che stava per nascere:
"Grande Dea che vivi dentro e fuori di me,
Dea della Luna Scintillante e della Fertile Terra,
Dea del Cielo Stellato e dal Grembo Infinito,
Dea da cui provengono tutte le benedizioni,
Benedici tua figlia".
Ancora era lontano il momento in cui doveva affrontare il suo rivale, ma il cuore aveva già iniziato ad avere un ritmo che avrebbe accompagnato la maga per tutto il tempo: era il ritmo dell'emozione.
Ogni battito scandiva il suo stato d'animo.
Un bagno caldo con erbe ed oli profumati rilassarono il corpo e la mente di LeeLooo che indugiò in quel tiepido oblio.
La tunica, candida come la luna, scivolò sulla sua pelle aderendole perfettamente; i lunghi capelli dai riflessi d'oro ondeggiarono lungo la schiena.
Il sole stava nascendo e già irradiava la sua calda e vivida luce sulla donna.
In piedi, con le braccia lungo i fianchi ed i palmi delle mani rivolti verso l'alto, chiuse gli occhi ed inspirò profondamente.
Disse a se stessa mentalmente: "Io chiamo le Forze Cosmiche nel mio corpo..." tratteneva il fiato e continuò:"...e chiedo a loro di darmi Forza, Protezione e Guida"; espirò, ripeté per tre volte il rituale.
Il suo corpo fu pervaso come da una leggera scossa, traballò impercettibilmente come se fosse stato colpito da una folata di vento: erano i segni che era entrata in contatto con le Forze Cosmiche e che era importante usarle saggiamente.
Continuò: "Io vi chiedo di inondarmi con la Vostra Luce Bianca, in modo ch'essa mi protegga da ogni negatività".
Una nebbiolina impalpabile la avvolse completamente: era pronta ad affrontare Diablo.
Una sorta di arena era stata allestita nella piazza di Kolise.
C'era tanta gente, amici che la salutavano, applausi, brusio; LeeLooo sorrideva, ma la sua mente era concentrata in quello che che doveva accadere di lì a poco.
Non aveva mai sostenuto una sfida del genere ed era preoccupata.
La sua magia era servita più volte per sconfiggere nemici o aiutare amici, adesso si trattava di confrontarsi con un suo compagno, un componente della stessa Gilda.
Anche se il torneo si svolgeva in via amichevole, tutti i partecipanti avevano preso seriamente questa cosa: ne andava dell'orgoglio della Gilda dei Maghi, di quello personale e, nel caso di Lee, era l'unica donna mago e doveva farsi onore.
Tutto tacque.
Ecco, erano di fronte l'uno all'altra.
Diablo, molto alto, aveva uno sguardo furbo, ma i suoi occhi guizzavano continuamente, segno che anche lui, benché concentrato, era in apprensione per l'esito di questa sfida.
Con un movimento lesto il mago agitò le mani in direzione della rivale e scagliò contro di lei delle sfere di luce bianca che evitò con uno scarto a sinistra mentre allungò le braccia tenendo le mani unite e respinse ciò che Diablo le aveva inviato, ma anche lui fu veloce e le sfere andarono ad infrangersi contro il muro di una costruzione alle sue spalle, senza provocare danni.
Annuì, Diablo.
Tutti sensi di LeeLooo erano all'erta.
Niente doveva sfuggirle.
Ripeteva a se stessa che gli incantesimi vanno lanciati soprattutto col cuore, oltre che con la testa e le mani, ed era importante scatenare le emozioni per provare la vera estasi: felicità, entusiasmo, gioia, reverenza, pace, amore.
Lei era in quello stato.
Raccolse tutto il vigore che era in lei e lo concentrò nelle mani indirizzandolo verso Diablo: un vortice di energia lo assalì, lo avvolse e lo fece cadere a terra.
Un lampo negli occhi del mago la fece trasalire: attenta Lee! Con voce gutturale pronunciò un rituale che le fece accapponare la pelle; piantò bene i piedi a terra e fu pronta al colpo che le sarebbe arrivato.
Diablo continuò a recitare la sua formula, congiunse le mani dove la maga vide formarsi una lancia; sapeva che avrebbe potuto colpirla duramente.
A sua volta iniziò a formulare il suo incantesimo di protezione, ma non riuscì a terminarlo.
La lancia di Diablo saettò velocissima verso LeeLooo, ed il suo scudo incompleto non poté proteggerle il fianco destro che rimase scoperto; sentì bruciare la pelle e una striscia rossa si formò sulla stoffa della tunica bianca.
Si complimentò mentalmente con lui, era stato più veloce.
Ma la battaglia non era ancora conclusa.
Si concentrò ulteriormente per aumentare la potenza dell'energia che era in lei, e la diresse verso l'alto; si alzò da lei in una spirale che roteò sempre più su, una luce bluastra aleggiò sopra la sua testa; gli occhi si fecero scintillanti e la voce risuonò decisa nell'aria silente: "Anuc orl odb nurc albir! volm sirl enoc! Lagaroth, Aphonidos, Paatia, Urat, Condion, Veniat Serebani!".
Recitò quest'antichissimo rituale in una lingua sconosciuta ai più mentre eseguiva una strana danza.
Iniziò a tremare convulsamente, lo sforzo era grande.
La fronte si imperlò di sudore ed anche il corpo: la tunica era divenuta una seconda pelle esaltando ogni forma della sua figura.
Il volto assunse un'espressione dura e crudele; la maga iniziò a frugare nei meandri della mente di Diablo, cercava quella che poteva essere la sua più orribile paura, ciò che lo avrebbe fatto urlare di disperazione, soffrire atrocemente, e lo trovò.
Il mago capì troppo tardi le intenzioni di LeeLooo, ed ebbe la sensazione che il suo cervello venisse risucchiato fuori dalla testa; Diablo non riuscì a spezzare quel terribile flusso di energia che lo aveva invaso.
Ma non era finita.
Un grido di doloroso terrore lacerò quel silenzio che si era fatto denso di eccitazione; Diablo provò quello che più temeva ed un pensiero lo investì: veleno!
Si portò le mani al ventre, le sue viscere sembravano gonfiarsi e bruciare allo stesso tempo, la lingua si fece troppo grande per rimanere dentro la sua bocca, i bulbi oculari si scioglievano e colavano lungo le guance.
Un'espressione di puro orrore era dipinta sul volto del mago.
Gli hammers che assistevano alla scena non capivano cosa stesse accadendo al mago perché in realtà LeeLooo aveva semplicemente attaccato l'inconscio del rivale sfruttandone le paure.
LeeLooo era sfiancata, non aveva più energie.
Sentì che veniva pronunciato il nome del vincitore della sfida, ma era troppo debole per capirlo.
Due forti braccia la sostennero, riuscì solo a scorgere il volto del suo amato.

 

  Leelooo

Cerca nella Biblioteca

bordo_op.gif (351 byte)