Xandor
sconfigge Delazar
La
luce del sole penetrò dalla finestra, annunciandomi il nascere di un
nuovo giorno.
Questi non era un giorno qualunque, ma il primo giorno del torneo di
magia.
Mi alzai e mi misi a fare esercizi di rilassamento spirituale, poi
guardai la mia splendida Kri, ancora rapita da Morfeo.
Depositai una rosa, rossa di passione, al suo fianco nel letto, con un
biglietto con scritto: "Vincerò per te Amore mio. Tuo Xan".
Salii in sella al mio fido destriero e mi recai sulle sponde del
Kruill, per l'inizio del Torneo.
Appena giunto, potei ammirare esterrefatto una gran moltitudine di
gente, fra cui anche molti amici.
Percepii l'aura oscura di Aragon, ma non riuscivo a distinguerlo tra
la folla.
Mi recai subito dagli organizzatori e fu li che conobbi il mio primo
avversario, Delazar della Fiamma D'Argento.
Un saluto formale, e subito ci accompagnarono sul prato ove avrebbe
avuto luogo l'incontro.
Dopo esserci presentati alla folla, ci disponemmo l'uno di fronte
all'altro e giunse il via.
"Delazar della Fiamma D'Argento, benvenuto in zona Xandor!" esclamai e
subito sferrai il primo colpo, il tocco dello spirito.
Un colpo molto potente quanto difficile da eseguire.
Consiste nel concentrare tutta l'energia spirituale in un unico punto
del corpo, in questo caso il palmo della mano, per poi liberarla in
una frazione di secondo contro l'avversario.
Ne fu investito in pieno, ma fu altrettanto abile a parare il colpo
incrociando le braccia sul petto, e disperdendone l'effetto.
La violenza del colpo costrinse però ugualmente il mio avversario ad
indietreggiare di una decina di metri.
Rispose al mio attacco, e si mise a disegnare con le mani nell'aria un
cerchio, e più il roteare delle sue mani cresceva di intensità, più il
cerchio prendeva forma concreta, emanando riflessi argentati
accecanti.
Non so bene cosa successe, ma venni colpito da una forza oscura e
stramazzai al suolo, avvolto da quelle strane fiamme.
Il dolore era insopportabile e seppure tutto questo fosse durato per
brevi secondi, sembrava non terminare mai.
"Alzati Xandor, non ho ancora iniziato a fare sul serio e sei già al
suolo?" disse con tono fiero e imponente.
Mi rialzai, lo guardai negli occhi e gli dissi: "Ti ho sottovalutato,
Delazar, ma è ora che lo spettacolo cominci" .
Detto questo, espansi la mia aura per dargli modo di capire quale
realmente sia la mia forza, e mi preparai a colpire il mio avversario.
Egli rispose espandendo anche la sua, e rimasi confuso nel percepire
di che forza fosse dotato.
Mi distrassi un istante, rapito dalla sua energia spirituale, e lui
colse l'attimo per scagliarmi il tocco della fiamma d'argento.
Un getto di fiamme argentee si dirigeva di gran carriera nella mia
direzione.
Riuscii appena a tempo ad erigere una barriera di protezione dal
fuoco, che mi permise di evitare che le fiamme mi colpissero.
Guardai verso le sponde del kruill, vidi che le limpide acque
scorrevano veloci a valle, così decisi di sfruttare quel mana (fonte
di energia pura dei quattro elementi base, terra, aria, fuoco e acqua)
per contrastare la sua forza.
"Tempesta d'acqua" esclamai, e subito piccole gocce d'acqua si
levarono dal kruill per scagliarsi ad una velocità molto elevata verso
il mio avversario.
Cercò invano di contrastarle con una barriera di fiamme, poichè la
loro rapidità di passaggio non gli permetteva di sciogliersi a
contatto con la barriera.
Finalmente, dopo che ebbe incassato il colpo, iniziai a percepire in
lui un indebolimento spirituale.
La stessa cosa avvenne anche in me.
Era chiaro ormai che entrambi, avevamo solo la forza sufficiente per
un ultimo colpo, che avrebbe decretato il vincitore della sfida.
Lui avrebbe sfruttato la potenza delle sue fiamme d'argento ed io
l'energia delle sacre acque del kruill.
Temevo il momento decisivo poichè l'acqua non è il mio elemento
dominante, ma era l'unico in grado di contrastare efficacemente le
fiamme.
Rimanemmo immobili, fissandoci negli negli occhi per pochissimi,
interminabili, secondi, il respiro divenne pesantissimo, il pubblico
zittito a fissare la scena, il cuore batteva forte come la rullata di
una doppia grancassa di una batteria.
Piccoli movimenti impercettibili da ambo le parti diedero inizio ad
una gelida danza di preparazione all'incantesimo.
L'acqua del kruill iniziò a ribollire emettendo i gravi suoni di un
terremoto, mentre il mio avversario iniziò a brillare di una luce
eterna ed accecante.
Una grossa colonna di fuoco si elevò a metà distanza fra me e il mio
avversario, mentre nello stesso istante, le acque del fiume
fuoriuscirono, andandosi ad intrecciare a questa colonna nel tentativo
di annullarla.
Il pubblico silenzioso ed immobile, quasi spaventato, ammirava stupito
quella che sembrava una danza mortale fra due elementi.
L'immane colonna si spostava verso me e verso Delazar in una ritmica
confusa, fino a che una lieve distrazione di Delazar gliene fece
perdere il controllo.
L'acqua riuscì a domare quelle fiamme estinguendole, ritornando poi
mesta nel letto del fiume.
Il mio avversario era stremato, a terra, mi guardò sorridente e disse:
"Xandor, amico mio, hai vinto".
Io lo sollevai da terra, lo abbracciai e risposi: "E' stata dura
batterti, ma dimmi cosa ti ha fatto perdere la concentrazione,
permettendomi di avere la meglio?"
"Lo sguardo di quell'amazzone laggiù credo, anzi, ora la voglio andare
a conoscere, è stato un piacere…" e si avviò verso gli spalti.
Il pubblico ci applaudiva, avevamo dato uno spettacolo degno di Nimira.
Mi avviai anch'io, ma verso il mio fedele destriero per fare ritorno a
Kanvenska.
Quel maghetto mi ricordava la mia gioventù, quando ero appena giunto
ad Arcano.
Se lo rincontrassi fra un paio d'anni, con un po’ più d'esperienza da
parte sua sul campo, non so se riuscirei a vincere.
Sei forte, Delazar.
Xandor
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