Devo andare...?
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ACER
La grande porta era di legno scuro, forse mi parve di vedere una
maniglia d'oro ma non ebbi tempo per guardare meglio, spinsi il
mogano ed entrai.
Dentro era quasi del tutto buio e questo per me fu un bene...
preferivo l'oscurità che alla cruda luce.
"Consiglio delle Madras, eccomi, sono Acer, l'amazzone" |
Non le
vedevo ma sapevo che c'erano e mi stavano osservando.
"Son qui per chiedere risposte... risposte che voi ed il custode mi
potete dare. Ebbene è vero tutto? Debbo andare? Arcano non accetta
un'amazzone sola anche se ama la sua Imperatrice ed Arcano?
Anche se vorrebbe morire per il suo regno?"
Abbassai la spada e la posai a terra.
"Ecco, questa è la mia spada, ditemi solo che non dovrà più rimanere al
servizio di queste terre ed io la riprenderò con quest'ultimo ordine,
farò i bagagli se voi me lo chiederete, e me ne andrò soltanto ma prima
devo dirvi una cosa... Acer, fin da quando è giunta ha trovato quello
che cercava, ha avuto amicizia così pura che stentava a crederla reale,
ha trovato amore e serenità. Perciò vorrebbe solo dire... grazie. Grazie
ai miei amici, guerrieri, amazzoni streghe maghi mercanti artisti e
sacerdotesse... amici che con il loro calore mi hanno strappato un
sorriso da questo volto cupo. Non potrò mai ringraziare abbastanza mio
marito, Helky, di tutto l'amore che mi ha donato e, per quelle donne che
dicono che gli uomini sono INSIGNIFICANTI, dico che io per lui sarei
disposta a cedere ogni bene, lui è mio schiavo ed io son sua schiava.
Gli uomini sono importanti come le donne in ogni comunità, anche ad
Arcano, e non sono insignificanti ma importanti per noi come noi per
loro, con tutto che questa è una società matriarcale. Grazie a voi,
Madras e Custode, che mi avete ospitato nelle vostre terre... ed infine
grazie oh mia Imperatrice. E sappi che se mi vorrai allontanare io lo
farò senza lamentarmi perchè questa è la mia natura. Avrai una spada in
meno al tuo servizio, un braccio in meno... un cuore in meno. Forse è
insignificante quanto ti dico ora, forse non ha senso per te parlare di
uno quando siamo mille e più, ma io amerò sempre queste terre ed i loro
abitanti e combatterò per la sua libertà...
Dimmi quanto hai scelto del mio futuro, tu sei la creatrice della mia
vita, tu puoi distruggerla Imperatrice Nimira, a te mi rivolgo e chiedo
il tuo giudizio"
Acer si alzò ed attese qualche parola dalle bocche delle Madras o del
Custode, o infine, dell'Imperatrice... attese, ripetendo nella testa
tutti coloro che avrebbe dovuto abbracciare prima di partire.
MYRT
Mi sporsi in avanti per osservare l'amazzone, il mio sguardo era serio,
la vidi sostenerlo senza arroganza, in attesa.
"E' quello che vuoi? Vuoi andartene? Hai appena detto che sei pronta a
servire Arcano come hai fatto finora, in teoria dovremmo essere noi, non
tu, a paventare un'esplusione..... ma non si tratta di questo: se vuoi
più attenzione per te e le tue compagne meritati il titolo di Vice,
sempre se credi di esserne all'altezza. Altrimenti, se il problema è il
corpo delle Gana chiedi di essere trasferita. Non possiamo lasciarti
vagare senza un comandante perchè prima di tutto sarebbe pericoloso per
te non avere un corpo di amazzoni cui fare riferimento, ti metterebbe in
una condizione in cui un attacco a sorpresa potrebbe facilmente
prenderti impreparata. E sai quali sarebbero le conseguenze. Questo è
quanto, amazzone. Credo di parlare a nome di tutti dicendo che
un'amazzone coraggiosa quale sei tu verrebbe accolta volentieri da
qualunque comandante."
Tacqui, aspettando.
LICHT
Con le braccia tese in avanti, le mie mani spalancarono violentemente le
ante della pesante porta che si aprì con fragore.
Lo stupore si dipinse sul volto dei presenti.
Per la prima volta notai un'ombra di stupore sul viso della nostra
Imperatrice.
'Scusate, non sapevo che questi portoni non erano più quelli di un
tempo'
Il mio largo sorriso si posò sul volto delle Madras e alla fine i miei
occhi incrociarono quelli di Nimira.
I miei ginocchi si piegarono, il mio capo si abbassò:
'Mia Imperatrice, ascolta le mie parole. Solo il custode possiede la
conoscenza di queste terre e le chiavi per comprenderla. Una nuova Era
sta nascendo, a Te cui il Saggio Custode mai ha negato un desiderio ti
affido un pensiero: Chiedo a questo onorato consiglio che Acer Amazzone
di Gana prenda posto nei ranghi di Betris'
Smisi di parlare, prestando attenzione alla platea.
Subito dopo la proposta un vocio prese a divorare il silenzio.
La proposta era uno scandalo.
Un'amazzone dei corpi più gloriosi di Arcano passare nei ranghi dei
guerrieri di Betris.
RIpresi a parlare alzando la voce:
'Dunque la cosa vi scandalizza cosi tanto o nobili amazzoni, o sagge
Madras? Eppure già una volta le vostre decisioni furono scambiate per
vigliaccheria quando ordinaste agli uomini di entrare in un esercito
regolare. Mai decisione fu più saggia...... Se dunque già una volta le
antiche regole furono infrante a motivo di orgoglio e vanto della vostra
sapienza, perchè dunque non continuare in questa strada di giustizia?'
feci una breve pausa 'sempre che Acer voglia!!!!!!'.
Solo allora mi voltai verso Acer.
HELKY
Quindi siamo giunti all'epilogo!
Acer, moglie mia, pensaci ancora ti prego... non mi devi ringraziare di
nulla, sono io che devo ringraziarti delle tue parole e dell'amore che
mi dai...
Pensaci tesoro, per l'amore che ti porto, pensaci ancora...
NUSUTH
Usciii dalle ombre alle spalle di Nimira e guardai il capo chino di
Licht con un ghigno.
<Era ora che imparassi a piegarti Licht!>
Lo vidi alzare la testa di scatto e guardarmi con stupore.
<Licht , vecchio amico, tu sai che dove l'imperatrice e le madras
tengono corte , io sono la'.. per proteggere la Mia Signora..>
Alzai la Lancia davanti ai miei occhi, quindi la riabbassai con un
sospiro.
Posai lo sguardo su Acer, con occhi cupi e malinconici.
<Amazzone> dissi <Vai pure altrove se vuoi.. ma prima pensa a questo: ti
offro il posto di Vice delle Amazzoni di Gana... Dici che vi ho
trascurate.. Forse tu riuscirai meglio di me?>
Mi voltai e mi diressi di nuovo nelle ombre, ascoltando il canto di un
ifrill, che, sperduto, cantava nascosto sul cornicione la sua
solitudine.
ACER
Parlai a Licht guardandolo negli occhi, sinceramente e a cuore aperto.
"Comandante, mi fa onore la tua offerta. Sei un gran comandante,
conosciuto da tutti per le tue grandi doti in battaglia, e quindi son
felice di sentire che vorresti io entrassi nei tuoi ranghi. Ebbene però
hai tralasciato un particolare... me. Sei sicuro io voglia entrare nei
tuoi guerrieri? Anche se le madras dessero il loro consenso? Comandante,
a cuore aperto io ti dico che non accetterò quanto dici. Sei un grande
guerriero e come tale capirai i miei motivi, che sono gli stessi per cui
avevo deciso di lasciare le Gana, niente di più ne di meno"
Acer continuò a fissarlo, poi si voltò verso il consiglio delle madras.
Acer alzò il capo, aveva fatto la sua scelta.
“Madras, Custode e Imperatrice Nimira, la mia scelta l’ho fatta.
Mi son resa conto che non potrei cambiare gruppo perché mi sentirei
fuori luogo. Le Gana sono le mie uniche sorelle ed io non potrei fare a
meno di restare. Quindi gradirei con onore accettare l’offerta della
Comandante Nusuth, ma prima vorrei chiedere una cosa”
Acer guardò avanti a se, immaginava i volti delle Madras, quello di
Nusuth, poi si girò e la sua voce risuonò verso il cielo, in un eco
infinito:
“Non so se qualche hammers ora sta pensando che io abbia parlato tanto
per fare scena e quindi “far carriera”, forse più d’uno crede che il mio
voler ora restare nel mio gruppo possa essere segno di uno scopo, un
obbiettivo a cui bramavo ora raggiunto.
Cari Hammers, sono davvero Onorata di quest’offerta che giunge,
ovviamente, inaspettata, ma mi seccherebbe se qualcuno di voi fosse
contrario a tutto ciò, quindi se qualcuno ha qualcosa da dire lo faccia
ora!”
Mi rivoltai verso le Madras ed attesi anche da loro un giudizio, ma mi
resi conto di non aver detto tutto:
“Se verrò accettata cercherò di non deludere le mie compagne ed il mio
Comandante, m’impegnerò a rendermi partecipe e son certa che Ledra, Kiro,
Xenia, sorelle di battaglie mi saranno accanto. Sia fatta la vostra
volontà quindi Madras, Custode, Imperatrice, hammers tutti.”
Guardai i fregi delle Gana che tenevo in pugno, sembravano come
scottare.
Guardai il buio davanti a me e attesi, con la stessa tranquillità dei
lupi che attendono la luna per ululare i loro versi arcani con la stessa
speranza delle sentinelle che fremono, attendendo l’aurora.
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