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Caccia al cinghiale

 

Una fitta nebbia avvolge la grande pianura che costeggia il fiume, nel suo silenzio si ode echeggiare il grido di un rapace lontano: ovatta grigia e sole nascosto.
Passi felpati precedono Sagitta nel suo cammino verso una nuova storia da raccontare ai piccoli nelle serate di freddo davanti al camino, una nuova storia da vivere.

Il galoppo di un cavallo la sorprende nei suoi pensieri e le fa sobbalzare le fragili spalle, si volta e vede il suo magnifico cavaliere avvolto nel manto, con l’arco poderoso sulle spalle: l’afferra alla vita e la fa salire davanti a lui “Andiamo”.
Avventura di caccia? Avventura di gloria ?
Comunque avventura, con lui sarebbe sempre stata avventura.
Il cavallo sobbalza sollevando entrambi ad ogni buca, ma questo non li scompone anzi , ridono e scherzano ad ogni movimento come per loro fosse quotidiano questa danza poco elegante.
La radura con i suoi folti alberi spogli si avvicina e Sagitta afferra le redini saldamente osservata da dietro con tenerezza da Mathaius che osserva il suo continuo oscillare i capelli, le spalle, i glutei in perfetta armonia col movimento del cavallo, ne aspira il profumo di arance, di spezie agrumate.
Procedono al piccolo trotto, per non stancare la cavalcatura e per non stancarsi, Mathaius ha la splendida lancia intarsiata nella guaina, e tutte le sue armi sono appese al fianco del destriero.
“Mio signore dove siamo diretti ? devo usare la mia magia o questo gioco me lo puoi rivelare tu?”
“A caccia mia regina – risponde lui prendendola per un fianco – per i nostri amici, per noi e per emozionarti nuovamente”
Il bosco si fa fitto di rami e sterpaglie e Mathaius guardingo gira lo sguardo acuto scrutando l’aria con occhi mobili e scuri, spaventato non si sa da che cosa il cavallo si solleva imbizzarrito e scalcia via Sagitta e Math dal proprio dorso……..
“Grande volo, come ogni sera alla taverna del Drago Verde” pensa Sagitta ridendo, e, tastandosi i glutei per verificare se tutto è al proprio posto, sorride divertita a Mathaius che prontamente si è rialzato con la forte daga in mano pronto alla lotta.
Sbuca dal folto un grosso cinghiale nero, e punta direttamente su Sagitta che non riesce a rialzarsi, Math si butta sulla traiettoria dell’animale con un balzo sbarrandogli la strada e con la daga, urlando fortemente per darsi energia, lo trapassa da parte a parte.
Il cinghiale muore con un tremito violento.
“Emozione è dir poco,mio signore, - esclama Sagitta – il mio colore è cambiato dalla neve a quello dei pomodori maturi mi vedi?” e scoppia in una risata divertita.
Mathaius afferra il cinghiale per le zampe e se lo carica sulle spalle lanciando un urlo tribale di gioia, Sagitta guarda il suo uomo: sudore, muscoli e sangue, è bellissimo.
Lo abbraccia e lo bacia orgogliosa.
”Ti adoro” sussurra, e lui risponde “lo so”.
Mathaius costruisce un traino per il cavallo per portare il suo trofeo di caccia a casa, per nutrire tutti gli amici che vorranno venire a cena con loro nella kioskas, afferra Sagitta per la vita, l’abbraccia teneramente e ritorna con lei, la sua forte mano sulla spalla in segno di possesso, di protezione e d’amore, il sole oggi non si è visto nella grande pianura vicina al fiume, spariscono nella nebbia fantasmi come erano giunti.


NELLA KIOSKAS: Cena a casa di Sagitta.


L'idea è nata una sera, alla Taverna del Drago Verde, tra un bicchiere e l'altro di birra: la cena a casa di Sagitta.
La cattura di un cinghiale da parte di Mathaius avvenuta pochi giorni prima è un fatto puramente incidentale, e l'occasione per ritrovarsi e fare baldoria col freddo che si fa sentire ferocemente in questo periodo.
Sagitta chiede a Jarsali e con lei invita Roy, ne parla con Leeloo che accetta volentieri insieme al suo Saban, e poi lo chiede a Petros dicendogli di portare Kass, invita la piccola Ledra tutti i presenti nella Taverna.
Sagitta è agitata e felice di ospitare gli amici e di cucinare per loro cinghiale e polenta, salame cotto in crosta di pasta frolla, con quei salumi d'antipasto tipici della bassa Arcano dove il tempo passa più lentamente nelle umide cantine e matura anche il formaggio stagionato.
Sagitta ha impegnato diversi pomeriggi per questa cena, per "frollare" il cinghiale e trattare la salsiccia da fare in crosta con gli odori, ma ora è felice perché gli amici invitati hanno accettato e sarà una serata splendida.
La sera è giunta, e la casa di Sagitta è illuminata a festa, per gli amici ha acceso tutti i candelieri, ha preparato la lunga tavola di legno, ha acceso il gran camino, profumato le stanze con i suoi bastoncini di bambù ed ora attende , abbracciata al suo grande Math, sorridendo gli scompiglia i riccioli alzandosi sulla punta dei piedi e lo bacia teneramente fiera di questo suo guerriero principe che ora è lì con lei..
Arriva per primo Petros con la sua sfera musicale e la dolce Eki, mano nella mano tenerissimi ha portato il suo vinello che fa preparare ogni anno, sopraggiungono Leeloo, Saban e Ledra con un dolce preparato da Lee che è una delizia per il palato e l'odorato.
Alla fine Jarsali con Roy accompagnati da due bottiglie di Barbera tipiche di Arcano alta dove vive Jarsali, abbracciati sembrano l'immagine dell'amore.
Sagitta aiutata da Math porta tutti i piatti preparati in tavola e solo il rumore delle stoviglie e delle mascelle che masticano celebrano il piacere di un desco così ben preparato.
Mathaius propone di parlare ognuno dei convitati della propria avventura in Arcano raccontando un aneddoto espressivo e divertente e sorridendo porge vino a tutti, felice della sua piccola maga che stasera sembra una sirena.
Sagitta, con la sua voce calda e profonda, esordisce: "Io ho già raccontato, tocca a voi.... ciascuno di noi ha la sua storia il suo retroterra, ognuno avrà la sua, Pjotr caro vuoi iniziare tu?.... Facci innamorare del tuo cielo, delle tue canzoni, racconta."



Sagitta
 

 

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