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Black Primrose

 

Le avventure amorose di un fuorilegge
ammantato di mistero

 

La notte magica di Hat - Primrose e Hatshepsut


Scese la notte col suo luccicante manto di stelle a segnare la fine di una giornata nel regno di Arcano.
Una splendida luna illuminava le vie delle kioskas mentre i loro abitanti dormivano tranquilli, esausti dalle fatiche giornaliere.
Una figura in ombra, solitaria sul suo destriero dal manto argentato vagava per le kioskas in cerca d'amore mentre, nella kioskas di Klivia, un'amazzone si allenava con la spada.
Per uno strano effetto di luci, dalla finestra ella si vedeva, libera dall'armatura, i suoi movimenti sembravano un balletto, armonici, fluidi.
Fu proprio quella sagoma intravista a colpire l'attenzione dell'uomo, che nell'amazzone aveva trovato la sua prossima vittima.
Con un balzo felino saltò dal destriero al cornicione della finestra, un piccolo pugnale gli permise di avere accesso alla camera.
Entrò silenziosamente, vide Hat, con un baby doll che lasciava intravedere tutte le sue curve, roteare in una splendida danza la sua spada, verso un nemico inesistente.
Senza che lei se ne accorgesse, si avvicinò alle sue spalle abbracciandola.
"Non avere paura o dea, sono qui per insegnarti l'amore."

Chiusi gli occhi mentre lo swisc della lama, che fendeva l'aria, assorbiva la mia mente, cacciando al di fuori di essa tutti gli altri rumori.
L'abbraccio in cui caddi non mi fece perdere il sangue freddo; con il cuore in tumulto, ma la voce ferma, risposi: "Non so chi siate, ma non crediate che io mi conceda a voi, fareste meglio a tornare da dove siete giunto, se vi è cara la pelle."
Contemporaneamente mi girai di scatto liberandomi dalla presa e puntai la spada alla gola dell'uomo, il sorriso spuntò sul mio viso: "Orsù ditemi il vostro nome prima che vi uccida."

Il suo sorriso era già una risposta, sapevo che avrebbe capitolato presto, ma niente doveva esser lasciato al caso, per questo sussurrai: "Morirò volentieri per mano vostra, ma vorrei che mi uccideste col vostro amore, non con la vostra spada... comunque, io sono colui che ruba i sentimenti, sono il vostro sogno più nascosto, sono ciò che ogni donna desidera, l'incarnazione dell'amore proibito, sono
the Black Primrose."

La sua replica mi fece ridere, la sua sfrontatezza andava ben oltre l'immaginario, "Ha ha ha ha... avete fatto male i vostri conti, messere, ora vi consiglio di andare o avrete modo di conoscere il dolore della mia spada."

L'elettricità che scorreva tra i due era quasi palpabile.
Primrose cercò di avvicinarsi all'amazzone che, nonostante la spada sguainata, non riusciva a nascondere i segni di un piacere incombente.

"Voi non andrete oltre, i vostri occhi parlano chiaro, abbassate dunque la guardia, lasciate che la notte complice nasconda, al suo declinare, il nostro segreto e fatevi amare come meritate, splendida fanciulla ammantata di mistero" abbassai la spada, la quale le cadde di mano e mi avvicinai nuovamente a lei, cercando le sue calde labbra.

Non dovevo cedere, il mio corpo mi tradiva, sentivo che la situazione mi stava sfuggendo di mano, per questo inizia a dire: "No vi prego andatevene, io non v... non..."

Non finì mai la frase poiché le mie labbra chiusero le sue, iniziò ad abbracciarmi trasportata dal tepore del mio bacio: "Ora se voi lo volete, io me ne andrò, ma badate bene, una volta che voi mi avrete cacciato io non farò più ritorno, mentre se mi farete restare, ogni qual volta voi lascerete aperta la finestra, io giungerò da voi."
"Dunque Dea, dalle vostre labbra pende il mio destino, ditemi se il mio cuore deve morire con un vostro no, o tornare a battere ardente d'amore per voi, quest'attesa e questo silenzio mi stanno uccidendo" proseguii.

Primrose sapeva come conquistarla, con gesti sapienti accompagnati da parole dolcissime, pronunciate con una voce vellutata, e una calma che lasciava presagire un crescendo di emozioni la fissava negli occhi, sorridendole.

Gli misi il dito sulle labbra fermando le sue parole. Non ero più in me... mi avvicinai a lui fermandomi solo quando i nostri corpi si sfiorarono... poi un lungo e dolcissimo bacio abbatté le ultime difese.

Le mie calde labbra scesero sui suoi seni mentre la dolce amazzone venne attraversata da un brivido.
"Lascia che il flusso del destino che ci ha fatto incontrare scorra a valle e che le tenebre sigillino il nostro segreto" le dissi "Non opporti al tuo corpo, egli ormai mi vuole e pure la tua mente, cosa dunque ti blocca?"
Lei rapita da sensazioni sconosciute si lasciò andare, facendosi coinvolgere nel turbine della passione.
La notte fu lunga, ma allo stesso tempo molto breve.
L'amazzone prese una nuova consapevolezza del suo corpo, ebbe modo di dare libero sfogo alla sua fantasia.

Il gusto appagante del proibito mi coinvolse.
Tentai di oppormi, ma questo fu un gesto poco convinto.
I baci e la gentilezza di Primrose erano come una calamita, mi attiravano.
Volevo toccare un fuoco proibito ben sapendo che mi sarei bruciata!
Dopo una notte tanto bella penso di essermi addormentata.
Quando i raggi del sole accarezzando il mio viso mi svegliarono, istintivamente allungai il braccio verso la parte del letto dove sapevo doveva esserci lui.
Le lenzuola oramai fredde mi dissero che era andato via da parecchio tempo.
Mi sedetti sul letto avvolgendomi con le lenzuola stropicciate, il mio sguardo fu colpito da una macchia di colore sul cuscino bianco.
Una rosa!
Una splendida rosa nera giaceva sul cuscino!
La presi in mano e l'avvicinai per sentirne il profumo, tutte le emozioni provate quella notte mi colpirono risvegliando il mio corpo.
Una certezza prese piede nella mia mente... ora sapevo che avrei lasciato di nuovo aperta quella finestra!




La Primula e la Scribana - Primrose e Kristal


Black Primrose
Giunse la sera a chiudere un'altra splendida giornata nel regno incantato di Arcano.
Al calar della notte una figura ormai nota vaga per le vie di Kanveska a donar l'amore.
Silenzioso e nascosto nell'ombra il paladino dell'amor proibito adocchiò una finestra aperta.
Era la casa di Kristal, scribana e Madras di Kanveska.
Si nascose al passaggio di due guardie, in quanto egli era ormai un fuorilegge ricercato.
Appena le guardie girarono l'angolo, fece irruzione nella casa della sua vittima.
Ella ancor non era tornata dalla biblioteca ove passava il maggior tempo della sua giornata.
Ne approfittò per preparare la tavola per quella che sarebbe stata una serata indimenticabile per la Madras.
Quando ella fece ritorno a casa rimase di stucco, la luce soffusa delle candele, emanata dalla tavola imbandita, ricopriva le pareti con un dorato manto, creando un'atmosfera carica di sentimento.


Kristal
Un dito macchiato d'inchiostro, una ciocca di capelli che le ricadeva sulla fronte e gli occhi leggermente stanchi per il troppo scrivere... questo fu ciò che vide riflesso nel vetro della finestra, che le rimandava il buio tranquillo della notte di Kanveska, ed il suo volto, in un'immagine evanescente...
Aveva trascritto dai suoi taccuini alle preziose pergamene le poesie inviate dagli Hammers in quegli ultimi giorni, come sempre fiera del suo lavoro e di quei preziosi amici che aprivano il loro cuore per donarlo agli altri.
Si avviò verso casa e fu sorpresa di intravedere all'interno il tremolio di alcune candele... eppure non le aveva accese, era andata via nel primo pomeriggio quando Amanuator splendeva ancora alto nel cielo!
Sostò un attimo, indecisa, prima di aprire la porta, e poi osò... e spinse il battente...


Black Primrose
Non appena chiuse la porta una voce da dietro le disse:
"Buonasera mia Dea, voi di certo sapete chi io sia, sono qui per regalarvi l'amore"
Una figura mascherata apparve nell'ombra, avanzando verso di lei.
"Voi dunque, colui che chiamano la Primula Nera,ma sapete il rischio che correte a trovarvi qui?"
Egli estrasse due calici ed una bottiglia di vino e disse:
"Per voi anche solo il rischiare la vita è poco. Non temete per la mia sorte, piuttosto lasciate che brindiamo al nostro incontro"
Detto questo versò il vino, frutto della passione nei bicchieri e ne porse uno a dama Kristal.
Ella bevve quel rosso nettare, poi guardò la figura e disse: "E voi messere, non bevete?"
"Si mia musa, berrò se voi me lo permetterete, ma non dal bicchiere, bensì dalle vostre labbra".


Kristal
Profumo d'incenso, aroma delicato e gustoso di cibi appena cotti e di vino fruttato...
Questo le apparve dinnanzi, mentre una voce alle sue spalle mormorava frasi vellutate cosicchè la sorpresa non le arrecasse paura, ma soltanto stupore...
Parlava d'amore, quella voce, e di passione... come il liquido che le riscaldava le labbra ed il petto ansante.
Ed ora... quelle labbra che prima avevano soltanto parlato cercavano le sue... ed ella gliele porse.
Avevano un non so che di familiare...
"Primrose, dite di chiamarvi? Eppure io..."


Black Primrose
Si allungò verso la scribana e la baciò con un bacio carico di sentimento.
"Conosco queste labbra, voi, non posso sbagliarmi voi siete..."
"Silenzio, non proseguite, lasciate che la notte faccia il suo corso e accomodatevi a tavola, la cena ci aspetta".
Una volta che i due furono seduti a tavola la cena ebbe inizio.
Sul finir della cena Primrose guardò fissa negli occhi la splendida scribana e disse:
"Non vi muovete, voglio memorizzare nella mente il vostro sguardo, eterno il suo ricordo deve vivere nel mio cuore, ma manca ancor qualcosa, perchè il tutto sia perfetto".
Indicò il camino con l'indice e subito questo si accese, rendendo l'atmosfera ancor più magica.
"Ah che bel fuoco" disse lei "sedetevi accanto a me ad ammirarlo sul divano"
I due si sedettero, brindarono ancora, per poi unirsi in un caldo abbraccio.
I loro corpi si unirono, spiati dal crepitio di una fiamma e la notte fece il suo corso.


Kristal
Forse furono le deliziose vivande... un po' afrodisiache a dire il vero, forse fu quel nettare color rubino, o forse il calore magico del fuoco che danzava nel camino... ma quando il cavaliere misterioso s'avvicinò a lei, piano piano... Kristal s'abbandonò al languore di quell'attimo.
Un bacio, un bacio ancora... ed i sospiri divennero più lunghi.
Mille carezze, e le guance si fecero più rosse, i respiri più affannosi, le labbra assetate di pelle e di umori...
E la notte passò...


Black Primrose
La mattina successiva, Kristal venne svegliata da un timido raggio di sole e la prima cosa che vide al suo risveglio fu una rosa nera, conficcata nella bottiglia ormai vuota con un biglietto al suo fianco.
Le ultime braci del camino si stavano spegnendo quando ella raccolse il biglietto con su scritto: "Grazie o Dea dell'immenso dono che mi avete fatto. Ogni qual volta lascerete aperta la finestra in una notte di luna io tornerò da voi, se vorrete. The Black-Primrose"
Si strinse al petto quel foglio, una calda lacrima d'amore rigò il suo viso, ed ella disse: "Contateci, mio eroe, vi aspetto".


Kristal
Non fu quella rosa, non furono quelle poche parole ricche di promesse a strapparle una lacrima... fu forse rimpianto...
Rimpianto per qualcosa che un tempo fu suo e che aveva perduto... ma forse aveva trovato qualcosa di più... il mistero di Black Primrose!




Notte di intrigo e magia - Primrose e Leelooo


Un'altra notte di luna? Un'altra notte vagabonda in cerca del brivido!
Così, l'ormai famoso e sfuggente criminale dell'amore riprese il suo cammino.
Le voci si erano sparse ed egli era noto ai più, talmente noto da meritarsi uno spazio su Agorà.
Gli uomini di Arcano gli davano la caccia, temendo che le loro compagne cadessero vittime del suo amore, ma finora, nessuno aveva mai visto il suo volto e nessuno sapeva chi egli fosse.
Chi sarebbe stata la sua prossima vittima?
Sentì parlare della leggendaria bellezza di una maga di nome Leelooo, che abitava a Kolise, e decise di donarle il suo amore, anche se solo per una notte.
Giunse così furtivo sotto la sua finestra. Ella era sola in casa.
Era il momento di agire.
Si intrufolò di soppiatto, come un ladro, si guardò intorno, ma della dolce maga non vi era nemmeno l'ombra.
Udì un canto provenire dal bagno, una melodia degna della voce di una sirena.
Seguì questo canto completamente attratto dalla sua voce, come un marinaio.
Dalla porta semiaperta egli potè ammirarla mentre emergeva, come Venere, dalla vasca da bagno ed iniziò a pettinarsi le splendide, lunghe, bionde chiome.
Rimase immobile, completamente accecato da colei che fece invidia alla dea della bellezza.
"Davvero la sua bellezza non ha confini, è il momento di entrare in scena!" pensò.
Aprì la porta di scatto e si presentò:
"Mia dolce Leelooo, sono giunto qui come un naufrago, rapito dalle vostre note, in cerca d'amore, sono completamente in vostro potere, fate di me ciò che volete".
Lei si voltò, coprendo le sue meravigliose forme con un asciugamano e scagliò un fulmine verso Primrose che, prontamente, schivò, ma il suo mantello non ebbe la stessa fortuna e si incenerì.
"Voi, dunque, cosa fate qui,andatevene subito o io..."
"...O Cosa" aggiunse lui con voce irresistibile, "ormai mi conoscete molto bene, ho letto cosa avete scritto su di me mia cara e questo mi ha attirato a voi, dunque...".
Detto questo fece apparire uno splendido mazzo di rose, rosse come la passione e gliele consegnò.
"Cosa significa, non vi avvicinate, andatevene vi prego...." disse lei mentre accoglieva le rose, lasciando la presa dall'asciugamano.
"Si, me ne andrò, ma voi verrete con me. Guardate com'è bello il cielo stanotte, è un peccato restare a casa, principessa".
D'improvviso uno splendido vestito nero avvolse Lee ed un diadema le comparve sulla fronte.
I suoi capelli dorati, in contrasto col nero lucente dell'abito, mettevano in risalto il suo sguardo felino.
"Principessa?" disse lei sorridendo.
"Sì, nei miei sogni più nascosti, voi siete ai miei occhi una splendida principessa, ma come Lancillotto so di non potervi avere, perchè voi appartenete ad un altro, per cui sono costretto a rapirvi".
Primrose la prese in braccio e saltò giù dalla finestra, ove ad attendere i due era pronto il suo splendido destriero argentato.
Si lasciarono alle spalle la Kioskas e si recarono nella foresta.
Ad un certo punto scesero da cavallo e proseguirono a piedi.
"Venite o musa, voglio mostrarvi un luogo incantato che pochi conoscono".
"Non so ancora se posso fidarmi di voi" disse lei "ma tutto ciò inizia a piacermi", diede la mano al cavaliere che la condusse fino ad un laghetto.
Una cascata si riversava nelle calme acque del lago, la luna si rifletteva nello specchio d'acqua mentre i due si guardavano in silenzio, ascoltando il dolce suono della natura.
"E' un posto magnifico, quasi magico" sussurrò lei.
"Si, è un luogo incantato, ma a renderlo così magico è la vostra presenza..." si avvicinò al viso della dama, ella chiuse gli occhi, e i due si baciarono.
Il fruscio delle onde e il dolce concerto dei grilli, illuminati dalla luna, nascosero per sempre ciò che nessuno avrebbe mai dovuto sapere.
Lo splendido abito che era magicamente apparso sul corpo della giovane maga sparì come d'incanto e lei si avviò, con fare malizioso, verso le pigre acque del lago.
Lo sconosciuto amante la seguì, anch'egli ormai nudo, pronto a farla sua avvolti nel silenzio della notte illuminata dalla luna e le stelle.
Il tepore dell'acqua rendeva ancor più sensuale il tocco dello sconosciuto che accarezzava il corpo fremente di Lee che reagiva languidamente.
Il magico ed incantato silenzio del luogo fu rotto solo dagli ansiti dei due amanti che per una sola notte si donarono completamente l'uno all'altra.
Stremati, si adagiarono sulle rive del lago continuando a scambiarsi tenerezze.
Poi, Lee cadde vittima del sonno.
Il mattino seguente si svegliò nel suo letto, con una rosa nera infilata nei capelli, il vestito ancora addosso, un diadema sul cuscino e un ricordo indimenticabile nel cuore.

Una magica notte - Primrose e Nurah

 Era giunta la sera nell'incanto di Ylea, il sole ormai si era arreso all'oscurità che aveva ammantato la kioskas.
Come ogni notte la splendida Nurah fece ritorno alla sua dimora.
Stava per entrare quando vide la porta di casa socchiusa.
-Strano! - Pensò dentro di se'- ero sicura di averla chiusa stamattina.
Un brivido felino le corse lungo la schiena... una strana sensazione...
Si fece coraggio ed entrò.
Appena dentro si diresse subito verso una lanterna per illuminare la sala quando scorse due occhi che la fissavano nel buio...
La loro luce emanava gelo e calore al tempo stesso.
Appena riuscì con la mano tremante ad accendere il lume gli occhi si nascosero nella penombra, mentre da essa si distingueva chiara la sagoma di un lupo...
"Chi siete? Cosa volete da me?" Disse Nurah con voce tremula; la figura svanì nel nulla.
Poi, d'improvviso, un fiato sul suo collo e una voce profonda e sensuale alle sue spalle le riscaldarono l'animo pronunciando le seguenti parole:
"Non temere, non sono qui per farti alcun male, ma bramavo in cuor mio di conoscere colei che detiene le chiavi del mio cuore e che grazie ad esse mi ha reso schiavo..."
Le cadde il lume dalle mani mentre due agili mani le accarezzavano i fianchi e una calda bocca le esplorava il collo.
"Vi prego fermatevi, non so neanche quale sia il vostro nome...." disse lei in preda a sensazioni sì belle mai provate prima...
Il misterioso individuo, schioccando le dita, fece apparir una rosa nella propria mano che depose nel decolletee della dama, ferendole lievemente un seno con una spina...
"Ah..." esclamò lei "dite di amarmi e mi ferite?"
"Voi per prima mi feriste gli occhi con la vostra bellezza, o dea, e ancor cieco brancolo nel buio alla ricerca delle vostre labbra! Del resto, mia cara, è risaputo, non vi è amore vero senza una punta di dolore, ecco perchè il mio simbolo è una rosa nera...."
"Temo di aver capito chi voi siate... siete il famoso Primrose, ma non comprendo ancora le vostre parole..."
"Al sorgere del sole vi saranno chiare, ma ora che la vostra voce mi ha guidato alle vostre labbra, lasciate che ne assaggi il sapore..."
Detto questo le loro labbra si unirono in un turbinio di sensi, aprendo voragini di estasi infinite e sentimenti immensi che solo colui che ha amato veramente può conoscere e capire...
"Ed ora che mi avete fatto vostra messere, che ne sarà di me?"
Mentre diceva questo i suoi vestiti abbandonavano lenti il suo corpo come un petalo cade dal fiore.
Il camino si accese da solo e permise all'uomo di ammirare Nurah in tutto il suo splendore...
Mentre dal nulla si materializzavano le soavi note melodiose che accompagnavano i movimenti dei due corpi che scendevano sul tappeto, la complice notte fu l'unica testimone di ciò che avvenne, celando in se' ogni segreto.
Il fuoco era ormai spento da un bel po', le braci ormai fredde e la luna lasciava il posto ad un timido sole.
Dalla finestra un raggio di luce si calò delicato sul volto di una stremata ma felicissima Nurah.
Ella aprì i suoi occhi e sedendosi sul pavimento sentì un peso caderle dal collo.
Abbassando lo sguardo vide al suo collo una chiave d'oro pendere da una collana con sopra delle incisioni.
Quando la guardò da vicino si accorse che da un lato vi era incisa una rosa, con al centro una goccia del suo sangue, mentre dall'altro vi era una frase impressa in minuscoli caratteri con su scritto:
"Il mio cuore vi appartiene ancora o dea, potete dunque vantarvi di aver catturato La primula nera".
Strinse al petto la chiave guardando verso il camino, mentre udiva un ululato giungere da molto lontano..... ovunque fosse quello strano canto, lei sapeva bene cosa volesse dire ed una lacrima le bagnò il volto sorridente.
 


 

 

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