bordo_op.gif (351 byte)

Storia D'Amanti

USUL non ci crederete, Innamorato

Il cavallo scalpitava nella stalla, era oramai tardi, la prima brina, depositata dalle stelle durante la limpida notte, stava già fuggendo alla vista del primo sole; la luna, piccola falce, in compagnia di Venere
iniziava il suo percorso nel cielo, conscia che presto sarebbe stata solo una comparsa nel cielo luminoso.

Usul non era ancora uscito ed il nero destriero attendeva impaziente l’inizio della galoppata mattutina.
E non uscirò, questa mattina gli hammer faranno a meno di me per svegliarsi.
Certe cose sono più importanti di altre e quello che è successo ieri in Taverna lo è più di tutte: Lei.
Inaspettata, dolce inattesa, buona nuova, pericoloso sentiero di una nuova via, di una nuova vita.

Primavera non bussa, lei entra sicura
Come fumo lei penetra in ogni fessura
Ha le labbra di carne e i capelli di grano
Che paura, che voglia che ti prenda per mano
Che paura, che voglia che ti porti lontano.

Così è stata lei, sicura, senza bussare è entrata nel mio cuore per dirmi che nel suo c’ero io.
Mai affondo di spada nemica fu così doloroso, arrivò tanto in fondo da toccarmi, oltre la pelle, oltre la carne, oltre le fibre dei nervi e oltre le ossa.
Ho vagato tutta la notte, sotto il cielo punteggiato di gemme, piccole luci che guardavano me.
Due di loro, speciali, si erano incontrate poco prima e non si sarebbero mai separate.
Ora resto qua a chiedermi perché, a chiedermi se sia vero, se non sia stato solo un sogno, a chiedermi se la rivedrò… a chiedermi… cosa farò.
Buongiorno hammer


AMORE IMPROVVISO

Ho lottato, ahhhh se ho lottato... ancora il mio cuore è combattuto!
E' giunto inaspettato, così abile da non farmi capire fino all'ultimo le sue intenzioni, o forse nemmeno lui lo sapeva, ha scherzato con me come fa con molte.
E allora cos'è accaduto? Siamo entrambi caduti in una sottile ed impalpabile rete fatta di risate, battute, corteggiamenti scherzosi.
Ed io... io non voglio far soffrire il mio uomo, ma cosa ci posso fare?
Vivo il momento, sperando di non causare troppo dolore, ma la luce brilla più radiosa nei miei occhi ed io non ho il coraggio di spegnerla.


USUL

E io?
Cosa dovrei fare? io ora ricordo, so chi è lui! Ieri sera eravamo solo noi, non esisteva nessun altro, lo sapevo ma un velo nascondeva l'esistenza di lui, non ci pensavo e a quanto pare non ci pensammo.
Nessuno dei due, la rete che ci ha avvolto ci ha nascosto il mondo per il tempo che siamo rimasti lì.
Ora questo mondo si riaffaccia in noi, con tutto il suo peso e le sue implicazioni.
Che devo fare? Amore o Onestà, staccarmi da lei o ferire lui?
La testa ci pensa, i pensieri corrono, ma il cuore non vuole stare a sentire!
Ma cosa mi sta succedendo?


DONNA CHE SI BATTE

So che il problema è arduo... io stessa mi dibatto fra le maglie di quella rete, provando gioia e dolore al tempo stesso.
Io che ho fatto dell'onestà e della chiarezza il mio vessillo, che ho sempre disprezzato chi agisce nell'ombra!!!
Come potrò ancora andare in giro a testa alta a professare tali valori?
Ma ora... ora... non so più niente... non mi importa più di niente... solo di te... di te che mi doni il sorriso, che mi doni gioia, che con un semplice abbraccio mi fai vedere il mondo sotto una luce migliore...
Cosa devo fare?... Mi puoi aiutare tu mio pericoloso amore?


USUL

Amore, si può parlare di amore dopo soli due giorni?
Saranno stati solo due giorni ma a me sembra di conoscerti da sempre!
E' difficile per entrambi, se ci fermiamo a pensare è finita, non sta in piedi, un amore clandestino non è nei nostri valori, nel nostro modo di essere...
Ma c'è qualcosa, nel cuore, mi verrebbe da dire, ma non rende l'idea, è qualcosa di ancora più profondo, viscerale, è come un terremoto che scuote la terra in superficie ma ha origine in tali profondità della terra che la montagna più alta impallidisce in confronto...
Il solo modo in cui ti posso aiutare è continuare ad esserci, sempre, al tuo fianco...
Buona giornata AmoreSegreto


DONNA TRAVOLTA

Certi sentimenti colpiscono a tradimento... non oso parlare d'amore, perchè se no con quale diritto chiamerei amore il mio uomo?
Ma allo stesso modo come faccio a non chiamare te così?
Come posso negare questa forza travolgente che mi spinge verso di te?
La tua vicinanza è gioia e dolore insieme, ma non posso negarmela, non posso rinunciare a te ora...
Custodisco il tuo amore nello scrigno del mio cuore e continuo a vivere, così, nel tuo segreto abbraccio.


USUL

Rispondo a te mia cara, non posso che restarti vicino, anche se so che la mia pena è di molto inferiore alla tua.
Per me è solo un problema di onestà, amarti sapendo dell'altro.
Per te è un problema di cuore, sei legata a lui, se sia amore, se sia affetto, se sia amicizia, non sta a me giudicarlo, posso solo sentire quello che provi per me: l'impossibilità (anche mia verso di te, credilo) di fare a meno di me!
Triste destino il nostro, patire per un amore clandestino!
Ma non è forse più triste chi di amore mai patisce?
Siamo forse tristi quando siamo insieme?
...e allora, siamo fortunati! I nostri cuori battono allo stesso ritmo, quando tu espiri io ti inspiro e viceversa, in un nostro unico respiro ritmico, ci compenetriamo e diveniamo una cosa sola...
Consolati con questa mia, che ti sia compagna per la notte.


DONNA MISTERIOSA

Indubbiamente non si può dire di aver vissuto se non si ha mai amato e quindi potrò essere fiera di dire che ho amato, molto.
Amato e riamata, cullata in abbracci caldi, che ora portano il tuo nome.
Ieri sera ho dovuto lasciare le mura della kioskas senza preavviso, così non ho potuto vedere il tuo viso, ma portavo con me il suo ricordo stampato nel cuore e ciò mi ha riscaldata nonostante il vento gelido che spirava giù dalla Cordigliera, mentre galoppavo nella notte.
E ora posso solo sussurrarti un dolce buongiorno, che siano queste mie poche parole ad accompagnarti durante questa lunga giornata, che ci vedrà di nuovo comportarci agli occhi di tutti solo come amici.


USUL impaziente

La notte ci sarà amica, mia amata.
Nelle sue braccia potremo abbandonare la maschera che portiamo ed essere noi stessi.
Quanto ancora potremo resistere? Per quanto ancora riusciremo a fingere?
Per ora questo non mi preoccupa, anelo solo la tua presenza, questa notte, per perdermi nei tuoi occhi e lasciarmi avvolgere dal tuo corpo di madreperla!


USUL tuo astro compagno nella notte

Amore mio segreto
se il fato lo vorrà e la notte ci sarà amica, nel buio delle tenebre ci incontreremo quali siamo: anime gemelle.
Se ahimè così non sarà il viaggio che sto per intraprendere avrà un triste principio.
Parto in missione per due, forse tre giorni, se sarò fortunato ci potremo incontrare dopodomani, se gli dei mi puniranno per il mio ardire non ci vedremo se non quando la luna nuova sarà passata e l'astro mostrerà il suo tenero, tirato sorriso.
Ti saluto ora con un caldo e passionale abbraccio, sperando di poterlo tramutare in realtà tra qualche ora.


A TE USUL mio Dragone, stella che illumini il mio cammino

Sapevo sarebbe successo... è il tuo compito, ma nonostante ciò lo sgomento mi assale, perchè solo poche ore fa eravamo insieme, a ridere a punzecchiarci, ricordando vecchi scherzi.
So che il tuo dovere ti chiama e che il tuo cuore anela a compierlo, perchè tu sei dragone fin nel profondo dell'animo, e non voglio che il fato ti sia avverso, non voglio assolutamente che il tuo viaggio incominci sotto i peggiori auspici.
Per questa ragione stanotte io sarò al tuo fianco, per augurarti la più grande fortuna in questa tua missione, perchè nulla potrà trattenermi dal dimostrarti quanto tutta la mia anima è con te, nonostante la nostra lontananza.


USUL

Mio tenero giglio,
qui dalla cordigliera, nel mezzo di questa pericolosa ma necessaria missione, posso vedere le terre di arcano dall’alto, abbracciare tutte le kioskas con un solo sguardo.
Tu sei là sotto, in una di quelle, o probabilmente nella foresta ad allenarti per tenere la mente occupata. Io ti vedo, ti vedo nella natura che ammiro: la nebbia chiara che nasconde parte della foresta è la tua pelle di alabastro, i riflessi dei mille rivoli del Kruill sono i tuoi biondi capelli, il cielo azzurro, immenso, è il tuo sguardo, i tuoi occhi, mondo in cui perdersi, che mi osservano…
Grido, ti chiamo, qua posso farlo, ad alta voce, non con un sussurro o con solo uno sguardo, posso gridare il tuo nome ai quattro venti, di modo che sia conosciuto, gli dei non ascoltano, già ci conoscono.
Ti grido il mio amore sperando che l’aria messa in vibrazione dal mio canto giunga fino a te, che l’eco del mio amore ti raggiunga e ti faccia tremare di piacere.
Tornerò presto!



LA TUA CORAZZA mio dragone

Tenero giglio... che dolci parole!
Ma perchè mi stupisco se so che nel tuo animo alberga un poeta?
Le mie orecchie non hanno udito il tuo grido, ma il mio cuore... ahhhh, lui l'ha sentito forte e chiaro ed ha risposto immediatamente, donandomi una forza tale che ho svolto i miei compiti con una foga che raramente ho provato.
Ora sono qui, col fiato corto, ma piena di energia, perchè so che, anche se lontani, non siamo mai stati così vicini e quindi, mio amore segreto, non posso non provare gioia lo stesso, perchè so che presto ci rivedremo.
Anelo a riprovare le sensazioni provate tra le tue braccia, anelo a risentire il suono della tua voce che bisbiglia al mio orecchio o che urla di passione...
A presto mio dragone, che l'amore che provo per te ti avvolga come una corazza lucente.


USUL

Il cavallo nero veloce aveva galoppato sulla neve, raggiunto le sponde del Kruill, guidato dall'abile dragone, lo aveva guadato senza problemi per poi rimettersi a correre nella nebbia che tutto avvolgeva, rendendo la notte ancora più buia.
Apparve dall nebbia, alle prime luci dell'alba, cavallo nero cavalcato da una figura scura, mantello nero, spadone nero, cappuccio nero.
"Klivia finalmente!" gli zoccoli del cavallo rimbombavano sul selciato dei viottoli.
"Finalmente a casa, devo correre subito a fare rapporto a Draven, ma prima devo salutare lei, ho cavalcato tutta la notte per anticipare di qualche ora il rientro".
Il nero destriero nitrì sommessamente "lo so che sei stremato amico mio, ti prometto almeno 3 giorni di riposo, ma era importante tornare prima possibile per poter salutare lei, senza per questo ritardare i miei doveri verso Draven."
Lasciato il cavallo nella stalla, con biada a sufficienza, richiusosi nel suo nero mantello, Usul divenne invisibile, ombra tra le ombre (qualità indispensabile per un Dragone), per poter raggiungere la sua amata di nascosto!
"Sono tornato!" disse in cuor suo, certo che lei lo sentisse...


SOLA NELLA NOTTE

Erano stati giorni in cui riposare era stato un lusso e l'unico obiettivo era portare a compimento la missione, nient'altro contava.
Klivia era così vicina!
Un impulso la spinse ad entrare nella kioskas, percorrendone le strade.
"Klivia... se solo lui fosse qui e non sulla Cordigliera!"
Il sole stava oramai sorgendo e le torce cominciavano a spegnersi, sostituite dalla luce pallida, creando giochi d'ombra, quando il cuore cominciò a batterle più forte, apparentemente senza motivo.
Si guardò intorno... non provava paura, nemmeno un senso di pericolo solo... eccitazione? gioia?
Il suo cuore aveva dato una risposta ancora prima che i suoi occhi avessero visto qualcosa.
Solo le labbra si mossero a pronunciare quel nome, quasi che dicendolo ad alta voce quel magnifico sogno sarebbe potuto scomparire tra le ombre da cui era apparso.
Usul... Usul era lì!!!


USUL rinato

Lei, un tuffo al cuore, una pausa nel corso del tempo, mi ha visto!
No, non è esatto, non mi ha visto nè sentito, è peculiarità dei Dragoni riuscire a farlo!
Mi ha percepito, dentro di sè.
Esco dall'oscurità in cui mi mimetizzavo, lei è li, i suoi occhi brillano.
Il sole che sta sorgendo non fa altro che riflettere questa sua luce, se lei chiudesse gli occhi il cielo stesso si oscurerebbe.
Con il solo sguardo ci capiamo, lei ha appena sussurrato il mio nome e già sa che io il suo l'ho urlato quando potevo, quando sapevo che sarebbe rimasto congelato per sempre nelle nevi perenni della cordigliera.
Lei all'improvviso scatta di corsa, velocissima, verso il mio alloggio, io la seguo.
Ansimanti arriviamo nei pressi della stalla del mio Roku.
Il nero destriero guarda con gioia lei, già la conosce.
Io entro subito dopo di lei nella stalla, chiudo la porta e la porto di sopra nel fienile.
Lì il nostro respiro si calma, il cuore rallenta, la fatica della corsa, della mia missione, della sua appena finita, scompaiono.
Per un attimo solo il fiato resta fermo e il cuore tranquillo.
Poi la passione ci avvolge, io la abbraccio e la bacio appassionatamente, lei già si slaccia il corpetto ed attende, attende che io lo dica...
Ed io lo dico, mi appoggio al suo orecchio e, dopo averglielo baciato strappandole un sospiro, sussurro il suo nome e il mio desiderio...

...Lei se n'è appena andata, come al suo solito mi ha lasciato in compagnia di una allegria profonda!
Le notizie che ho per Draven sono invero infauste, il comandante mi sta aspettando oramai, il rapporto sarà fonte di preoccupazioni per le madras e per la stessa imperatrice, ma non posso fare a meno di sorridere...


LICHT

Licht si avvicina sopra pensiero al fienile dove riposa il suo destriero.
Come sempre passa dalla porta di servizio, percorre un breve corridoio con poca luce, svolta a sinistra e si ritrova nella parte posteriore del fienile.
Sente strani rumori provenire dal fondo, tende l'orecchio...
*Ma tu guarda se questo è il posto per venire a fare certe cose*
Sente il passo di una donna avvicinarsi, fa appena in tempo a a nascondersi dietro una grossa balla di fieno.
'Che mi prendesse un colpo e ....... cosa ci fa qui'
Resta nascosto, poco dopo passa Usul con un viso raggiante.
'Hai capito si, che storia!!!!!!!! Povero ....., esser tradito così. Qui di sicuro ci scappano centinaia di scaglie di miara'


DONNA STRAZIATA

Il mio cuore trema, amore clandestino!
Ho la netta sensazione che qualcuno ci abbia scoperto e che quel qualcuno sia Licht, mi è parso di averlo visto nei pressi del luogo dove è avvenuto il nostro incontro ed aveva un'espressione così strana, come se sapesse tutto.
E così, dopo i momenti di immensa felicità che mi hai donato, i dubbi sono rinati più forti che mai!
Il cuore mi si spezza alla sola idea, ma non posso continuare così, nell'ombra, agendo in un modo che fa soffrire te e il mio compagno, le due persone a me più care.
Per cui, mio dolce, appassionato, tenero e ardente amore, ti dico addio.
Non uso altre parole, perchè le lacrime mi offuscano la vista e bagnano questa pergamena, rendendo ancora più doloroso questo distacco.
So che ti faccio del male, ma ne sto facendo anche a me stessa, so anche però che tu mi capisci e che, in fondo al tuo cuore, sei consapevole che questa sia la cosa migliore per tutti noi.


USUL

No, no che non ti capisco, no che in fondo al cuore so che è la cosa migliore per noi!
Forse nella testa, ragionando, ma in fondo al cuore ci sei solo tu, e il desiderio di averti permane forte ed immutato.
Scappiamo, andiamocene, noi soli...
Oppure dichiariamoci, sveliamo il mistero e lascia il tuo uomo, lui capirà, sentirà che è per il tuo bene.
E se non lo capirà affronterò l'inevitabile duello, e so che tu sarai a malincuore pronta ad affrontarlo se te lo chiederà!
Tutto questo ovviamente vale se tu mi ami...
Se così non fosse, se i tuoi sentimenti verso di me fossero d'un tratto cambiati, tutto questo non conterebbe, non potrebbe accadere...
Cosa ti sta succedendo?


DONNA ONESTA

Non rendere tutto ancora più difficile!
Non mettermi davanti ad un fatto del genere, perchè la mia convinzione si rafforzerebbe ancora di più, rovinando così tutte le cose belle che ci sono state tra noi!
E non voglio che il nostro amore si concluda con il disprezzo, il mio per te ed il tuo per me.
Sapevi come fossi dibattuta all'inizio della nostra storia ed ora quei dubbi si sono fatti macigno sul mio cuore.
Non posso andare avanti così, il mio onore me lo impone, anche se il mio cuore si strazia.
Accetta la mia decisione di buon grado, te ne prego, e se mi conosci almeno un po', non insistere oltre, perchè il tuo comportamento potrebbe decidere del mio futuro ad Arcano.


USUL non più…

Non insisterò, mia amata, se questo è quello che vuoi.
Solo non chiedermi di capire, non capirei, non voglio capire, sento in cuor mio che le cose belle che ci sono state tra di noi non è giusto che non siano più, in cuor mio non posso che odiare questa tua decisione, sebbene parte di te, in cuor mio non posso accettarla.
Falso è colui che dice di capire, di perdonare, l’animo può farlo, la ragione partorisce l’onore e l’onesta che perdonano e capiscono, il cuore può solo subire e soffrire.
Ma tu non ti curare di questo mio dolore, dimentica queste mie ultime parole, torna da lui più sicura che mai e conserva i nostri ricordi in fondo al cuore.
Seppelliscili molto in fondo affinchè non ti portino mai rimorso per avere tradito la persona che ora hai deciso di amare.
Usul, sella il suo fido destriero, la giornata volge al tramonto, la bufera di neve della mattina è passata, il sole morente lancia i suoi rossi dardi attraverso il cielo.
Montato in sella si allontana lentamente dalla kioskas, verso il bosco, saluta di malavoglia i pochi che incontra, poi, una volta nel bosco si getta al galoppo.
Un amico mago della neve, fidato amico d’infanzia gli ha donato un cristallo magico, togliendolo dal suo involucro si consumerà all’istante, trasportando Usul e il suo cavallo sulle nevi della cordigliera.
Lascia il cavallo nella neve, e si allontana un poco, qua il sole è ancora possibile scorgerlo, rosso disco di fuoco, come era il suo cuore e come lo sente ora nel petto.
Mia amata, tutto questo non è colpa tua, l’ho voluto io, quando leggerai questo messaggio che ti sto scrivendo tienilo bene in mente, tiene in mente che la tua decisione non ha mutato ciò che probabilmente era già scritto per me.
Purtroppo qualcosa mi manca nell’animo per continuare, credevo di essere un forte e valoroso guerriero ma così non è.
Sigillato il messaggio ed affidatolo al cavallo Usul estrae un piccolo pugnale, vecchio con l’impugnatura logora, ma la lama affilatissima, con un rapido gesto lo avvicina ad un polso e subito un rivolo rosso scende sul palmo e corre verso le dita.
Dita che ora stringono il pugnale bagnandolo di sangue, ma che precise guidano la lama verso l’altro polso.
Ora inginocchiato osserva il sangue colorare la neve, esce lento, il freddo intenso quasi lo gela sulle mani, ma è caldo e riesce a cadere sulla neve prima di congelare.
Tutto si fa buio, tutto si fa freddo, la vista si annebbia, cade, l’ultimo sole morente negli occhi ed un’ombra… che si avvicina… l’ombra della morte… i segugi lo cercano ancora e forse lo hanno trovato.


ROY

Roy vede Usul allontanarsi dalla Kioskas in groppa al suo destriero.
Non parla, lo osserva scomparire nel buio, spera solo che sappia anche trovare la strada del ritorno....

Era strano, tutto troppo strano.
Usul è un fiero Dragone, come poteva aver fatto una cosa simile?
Abbandonare tutti i suoi amici e i suoi compagni.. così…
Corsi verso la taverna, passavo per le vie della kioskas velocissimo.
Dovevo avvertire qualcuno, Usul era in pericolo, lo sentivo.
In taverna vidi Jarsali, Ledra, Solenor e Isabeau.
Arrivai ansimante e appena trovai un po’ di fiato per parlare avvertii i presenti.
"Usul… Usul sta facendo un pazzia…" dissi.
Tutti mi guardarono attoniti "che stai dicendo?"
"Che fa Usul?" queste domande che mi vennero poste con violenza e tenace curiosità mi affollavano la mente.
Neanche io sapevo cosa voleva fare quel Dragone pazzo, ma era preoccupante e non prometteva nulla di buono.
Riordinai le idee e ripresi "…Usul è scappato dalla Kioskas. Non ha buone intenzioni, gliel’ho letto negli occhi. Non so che abbia intenzione di fare, ma dobbiamo raggiungerlo!".
Ledra era disperata, cercava consolazione in chi aveva intorno, Jarsali mi venne vicino e mi chiese: "Roy hai visto dove si stava dirigendo?".
Roy la osservò negli occhi e rispose "Si Jar, l’ho visto ed è questo che mi preoccupa… si stava dirigendo verso la Cordigliera…"
Era strano, tutto troppo strano.
Usul è un fiero Dragone, come poteva aver fatto una cosa simile?
Abbandonare tutti i suoi amici e i suoi compagni.. così…


JARSALI

Non potevo credere a quello che Roy ci aveva riferito!
Usul partito con un'espressione angosciata sul volto!
Ho riferito agli amici cosa Usul mi aveva detto quel giorno, cioè che era stato lasciato e che si sarebbe suicidato per questo, ma non avevo voluto credergli!!!
Non avrei mai pensato che avrebbe fatto una cosa simile e invece temo che sia proprio per questo che se n'è andato.
Lo ammazzo, se arrivo per prima lo ammazzo!
Non può farci questo! Non può togliersi la vita e privarci così della sua amicizia!
Mi sono guardata intorno ed ho visto le espressioni sul volto dei presenti.
Solenor, Isabeau, Roy, Ledra e poi Shiryu una volta entrato.
Tutti ugualmente sconvolti, increduli, shockati!
Ed ho sentito la furia cieca montare in me, non tollero uno spreco del genere... una vita gettata al vento!
La vita di un Dragone capace e valoroso, la vita di un amico...
Spero solo di non essere la prima ad arrivare, perchè se mai dovessi mettergli le mani addosso per prima, so che lo ucciderei per quello che ha fatto!
Ma ora basta, in groppa a Navarre e via come il vento, insieme ad i miei amici!


ISABEAU

Questa mattina come al solito sono andata in Taverna a far colazione.
Trovai Jarsali e mi accomodai vicino a loro, del tutto tranquilla.
Ma quello che mi raccontarono bisbigliando stentai a crederlo: Usul, la mia Insulina, si voleva suicidare ed era diretto verso la Cordigliera!
Scattai in piedi bianchissima in volto e con gli occhi sgranati...
Jarsali invece era rossa dalla collera, o qualsiasi cosa fosse.
Vidi come in un sogno anche le faccie preoccupate di Ledra, Solenor.
Senza una parola di più andai fuori scontrando Shiryu che stava entrando e montai Noirenne; era una fortuna che avessi portato lui e non Naiget, sennò sarei dovuta tornare a casa...
Non era tempo di pensare ai cavalli...
Mi battei il petto e dissi: < No, per tutti gli Dei, no! >
Saltai in groppa al mio cavallo, che, capendo forse il mio muto ordine, volò verso la Cordigliera.


SOLENOR

Ero con degli amici alla taverna, quando vidi entrare di corsa Roy.
Ci disse che Usul era andato sulla cordigliera e voleva fare una pazzia.
La piccola Ledra si mise a piangere e in molti fecero la stessa cosa, cosa avrei pagato per avere le lacrime per piangere con i miei amici.
Isabeau e Jarsali saltarono sui cavalli per raggiungere Usul, Ledra mi diede il suo Rei, un nobile animale, io saltai sulla sua groppa e assieme a Roy mi misi all'inseguimento delle nostre amiche.
Dovevamo trovare Usul e riportarlo a casa a costo della nostra stessa vita.


LEDRA

Il tempo scorreva tranquillo in taverna quando, ad un tratto, Roy entra come una furia ansimente: "Ragazzi... Usul vuole fare una pazzia... si sta dirigendo verso la Cordigliera e le sue intenzioni non sembravano affatto buone"
A quel punto Jarsali rammenta ciò che le aveva detto Usul nella mattina... che la sua amata segreta lo aveva lasciato e quindi aveva deciso di suicidarsi.
A queste parole rimaniamo tutti sconvolti, io non riesco a contenere le lacrime...
Usul... vuole togliersi la vita... non è possibile... non ci credo...
Subito decidiamo di partire alla sua ricerca.
Isabeau senza dire una parola salta sul suo cavallo e parte seguita da Jarsali.
Per me andare sulla Cordigliera è un pericolo enorme, chiamai subito Rei, il mio fedele cavallo e lo affidai a Solenor...
Rei era il più veloce e conosceva bene quei luoghi.
Ero indecisa... tentennai per un pò... la Cordigliera.
Erano partiti da poco Roy e Solenor quando mi dissi: "Al diavolo i ribelli, si tratta della vita di Usul, non saranno loro ad impedirmi di aiutarlo"
Così dicendo iniziai a correre e dopo poco raggiunsi Roy e Solenor.


ROY

Vidi arrivare da dietro di noi Ledra di corsa "Led!! Che piacere vederti! Ti sei decisa a venire con noi?" "Si Roy, non potevo lasciare un amico come Usul in un momento simile!".
Solenor sorrideva vistosamente… ora eravamo tutti uniti in un unico intento e la speranza di riportare indietro il nostro compagno era più viva che mai.
Io e Solenor cavalcavamo i nostri veloci destrieri, Ledra, con i suoi arti veloci e scattanti, correva al nostro fianco, senza mostrare sforzo.
"Eccole! Vedo Jarsali e Isabeau più avanti!" Gridò Solenor "Raggiungiamole!".
Spronammo i nostri cavalli, sentivo ogni muscolo del mio Zhalen teso nella corsa, Rei era sciolto, sembrava quasi volare… poi raggiungemmo le nostre compagne.
"Eccovi finalmente!" Esclamò Jarsali alla nostra vista. "Led! Ci sei anche tu!" Isa sprizzò di felicità appena i suoi occhi si posarono su Led.
Procedevamo spediti sulla neve finchè non arrivammo alla Cordigliera.
"Ci siamo amici… ora dobbiamo trovare Usul" ….


JARSALI

Abbiamo galoppato a rotta di collo.
Ero incurante dei rami che mi sferzavano la faccia e non sentivo nemmeno più l'angoscia provata all'idea che Usul avesse potuto fare una pazzia simile.
PERCHE'?
Un amore finito può giustificare la fine di una vita?
Secondo me no, nulla può valere di più della vita stessa, anche di quella di uno zuccone come quel Dragone scellerato!!!
Oddea, che rabbia che provo, che voglia di spaccare quella faccia sempre ridente, che voglia di abbracciare quell'amico che soffre!
Ma so che appena lo vedrò solo la rabbia appannerà i miei occhi.
L'arrivo di Roy, Solenor e Ledra.. Ledra? Si è unita a noi?... mi distolgono per un attimo dai miei pensieri, ne sono felice!
Galoppiamo uniti dall'ansia, dal dolore, dalla rabbia, anche i nostri destrieri non sembrano sentire la fatica!
La neve comincia a farsi un po' più alta e finalmente scorgiamo le tracce del passaggio di un uomo a cavallo.
Ci scambiamo rapidi sguardi e, se possibile, andiamo ancora più veloci di prima, finchè... Eccolo....
Che scempio! Non posso guardare!
Ho visto orrori inenarrabili in battaglia e durante gli scontri con i ribelli, ma tutto quel sangue sulla neve!!!!
Il sangue di Usul, non di un nemico, di Usul, lo stesso Dragone con cui ho parlato solo oggi in Taverna, triste sì, ma era lì davanti a me, che mi guardava con quei suoi occhi vigili, seppur velati dal dolore.
Ho solo la forza di scendere dalla groppa di Navarre, la rabbia mi sostiene, mi spingerebbe ad andare lì e scuotere quel corpo immobile, quasi blu per il freddo, ma so che se lo toccassi lo riempirei di pugni e non è quello di cui ha bisogno ora.
Isabeau è stata rapida, sta già facendo qualcosa con uno strano ciondolo in mano, non so cosa, ma ... ma la pelle di Usul sta già prendendo colore!
Oddea fà che si riprenda!
Sono tutti intorno a lui ed io non posso avvicinarmi, non posso urlare la mia rabbia, posso solo aiutare Solenor e Roy a spostarlo, per farlo salire su un cavallo.
Offro Navarre per questo ed io monterò dietro a Usul per sorreggerlo, impegnata alla conduzione del destriero non potrò riempirlo di botte!!!
L'unica consolazione è che ora non è più freddo, respira lentamente, solo un leggero pallore e le bende ai polsi stanno a testimoniare il suo gesto di estremo dolore.
Usul... amico mio... soffro con te


ISABEAU

Noirenne galoppava a grandi falcate; poco più in là vedevo che anche il cavallo di Jarsali correva veloce contro lo sferzante vento e la neve, mentre dietro di noi avvertii le energie di Solenor, Ledra e Roy. L'angoscia serrava il mio cuore...
Ad un certo punto Jars tirò le redini e lanciò un urletto stridulo: <Usul!>
Immediatamente mi arrestai anch'io e lo vidi: a terra, in una pozza di sangue, il suo sangue.
La mente non ebbe più la ragione che l'animava; come nella scena di un film a rallentatore, scesi da cavallo e vidi che c'erano tutti; continuando a non essere in me dissi: <Ragazzi, state indietro, vi prego.>
Girai supino il corpo del mio amico e gli auscultai il cuore...
Il battito era debole, ma c'era, c'ERA.
<E' vivo, ma non so per quanto lo resterà.> Sussurrai.
D'istinto mi slegai Isa dal collo e gliela appoggiai sul cuore pregando mia madre Jezabel e le Dee di Arcano.
Rimasi lì, con la testa chinata, cinque minuti, forse di più, fino a che non sentii che il sangue tornava a fluire più normalmente nel corpo di Usul, fino a che non riaprì gli occhi e fece per parlarmi, ma io mi portai un dito alle labbra e gli dissi di tacere: <Shh..non parlare, sei debole ancora. Piuttosto, amico mio, che razza di pazzia volevi fare venendo quassù ad ammazzarti?>
La mia voce non aveva rimprovero in sè, solo sollievo.
<Lei... Lasciami qui, và via!>
A quella parola il mio cuore sobbalzò dalla collera: <Lei! Lei! E tu? Non pensi a te? Alla tua vita, a noi tuoi amici?>
Mi guardò stranamente come se le parole Tu e Amici non avessero senso e io fossi pazza.
Con minor veemenza ripresi a dirgli: <Mai ti lascerò qui e neanche loro!> Dissi indicando gli altri. Abbassando la voce gli sussurrai: <Ti ricordi Usul quando passasti davanti al Tempio dei Sogni quella notte? Non ho scordato il tuo pensiero gentile... Ti ricordi quella giornata in Taverna? Parlammo moltissimo e mi desti quella tazza di latte per colazione? O quando ti curai e ti difesi dalle padellate di Kassandra? Ricordi?>
Sembrò colpito da quelle parole.
<Ricordi...>
<Forse, forse... Sarò pretenziosa, ma credo che per attimo tu mi abbia amata tempo fa... Ora in nome dell'amicizia che mi lega a te, in nome della pietà umana che mi ispirano i cuori infranti... Ti prego, lasciati curare Usul, ti prego.> Dissi tremando e implorandolo.
Alcune lacrime mi scesero dagli occhi rigandomi il volto, ma una volta tanto non mi curavo di nasconderle, non mi importava.
Strinse con più forza la mia mano e sospirò.
Ce l'avevo fatta?
Alzai lo sguardo e con gli occhi pregai qualcuno di venire a darmi una mano a tirarlo su.


LEDRA

Avevo raggiunto Roy e Solenor, "Leddddd" gridarono "hai deciso di venire" e io "certo ragazzi... non li abbandono gli amici, anche a costo della vita"
Così dicendo allungai subito il passo per raggiungere Jarsali e Isabeau, Roy, felice di vedermi, scatta in avanti e fa quasi cadere Solenor.
Dopo poco eccole davanti a noi... Jar mi vede per prima poi Isa: "Led, evviva, ci hai raggiunto"
"Certo amiche! Forza, la strada è ancora molta"...
Ad un certo punto vediamo la traccia di un cavallo... per fortuna non si era ancora cancellata... poco lontano... Usul... lo avevamo trovato!
Isa salta giù dal suo cavallo e lo soccorre per prima, Jar non si muove, la rabbia che ha nel cuore è troppo grande...
Lentamente lo spostiamo, la sua pelle riprende colore per fortuna.
Roy e Solenor lo caricano sul cavallo di Jar, mentre io controllo i dintorni... poi fisso la macchia di sangue lasciate da Usul.... amico... perchè.... come hai potuto tentare di abbandonarci tutti... in questo modo...
Erano tutti pronti... con un pò di sollievo nel cuore riprendemmo la strada verso la Kioskas.


ROY

Jarsali vide Usul e ci avvisò con un grido praticamente disperato; ma quando lo vidi con i miei occhi fu tutta un’altra cosa… stava lì, accasciato sulla neve, senza forze.
Le sue gambe sprofondavano in quel manto nevoso che aveva preso il colore del sangue, un rosso cupo.
Lo stesso rosso che mi aveva fatto eccitare, vedendolo uscire dalle gole dei nemici e dei ribelli… ma ora… quel sangue era di Usul… un mio compagno.
Era una vista insopportabile e lo guardavo con rabbia… perché l’aveva fatto? Perché?
Mi faceva stare male.
E’ un Dragone forte, perché si era ridotto in quello stato pietoso?
Scesi da cavallo insieme agli altri, ma Isabeau passò avanti a tutti per poi inginocchiarsi davanti a Usul. Rimase per un po’ lì con lui… non so cosa gli disse, io ero concentrato solo sulla macchia di sangue che si espandeva sulla neve.
Neve sporca… intrisa di stupidità!
Volevo urlare, andare a spaccare la faccia e quel Dragone steso a terra inerme… ma rimasi immobile e silenzioso, finché il mio sguardo non si perse nel vuoto, e tutto mi apparve come visto in trasparenza. La voce di Isa mi destò dai miei pensieri: "Qualcuno mi aiuta a spostarlo?"
Io, Solenor e Jarsali lo sollevammo delicatamente, gli fasciammo i polsi feriti e lo caricammo su Navarre.
Quando gli altri se ne andarono io non li seguii, rimasi lì sulla Cordigliera a fissare la neve che era ricominciata a scendere dolcemente.
Vidi il coltello sporco di sangue che evidentemente Usul aveva usato per compiere quel gesto, al quale non volevo neanche pensare.
Lo osservai… poi il mio sguardo si fece pieno d’ira e senza neanche pensare a ciò che facevo, diedi un calcio a quella sporca arma, facendola precipitare giù per un profondo crepaccio.
Udii il rumore metallico del coltello che batteva sulle rocce durante la caduta.
Rimasi in ascolto finché non ci fu completo silenzio e tutti i rumori ovattati fossero completamente assorbiti dalla neve.
Allora, e solo allora, mi voltai verso Zhalen che mi aveva pazientemente atteso.
Stava ritto sulle sue forti zampe e il suo manto risaltava sulla neve perfettamente.
Salii in sella dandogli una piccola pacca sul muso e mi diressi verso Kolise…


SoLENOR

Io e Roy seguimmo le nostre amiche, quando sentimmo la voce della piccola Ledra che ci chiamava, aveva deciso di venire anche lei.
Raggiungemmo Isa e Jars, quando le vidi mi si aprì il cuore, ero molto preoccupato per loro, e assieme arrivammo dove giaceva Usul.
Ho visto molto sangue nella mia vita, ma vedere quello degli amici fa sempre un certo effetto.
Isa corse da lui e constatò che era vivo, io e Roy lo caricammo su un cavallo per portarlo a casa.
Vidi che apriva gli occhi, allora gli mormorai: "Usul, amico mio, che cosa hai fatto?"
Tra di me pensai: "Perché non si è confidato con gli amici prima di fare questa pazzia? A cosa servono gli amici se non chiedi il loro aiuto nel momento del bisogno?"
Tutti quanti ci avviammo sulla pista del ritorno con una terribile domanda nel cuore, Usul ce la farà?


USUL ancora

Il segugio diabolico finalmente lo aveva raggiunto, trovato, preso.
Eccolo li, l'ultimo della sua discendenza, traditori immondi dal tempo della notte dei limoni neri, eccolo li, per tante volte sfuggito alla loro caccia, oramai moribondo.
Il segugio aspettò, cavaliere nero, avvolto nel suo manto che pareva un sudario, nero, sudicio, che lo copriva interamente, solo le mani, secche, nodose, scheletriche, erano libere.
Aspettò che quel corpo smettesse di respirare, che il suo cuore smettesse di battere e quindi se ne andò.
Fu un errore, il più grande errore commesso da questi demoniaci cacciatori.
Usul non era ancora morto, il freddo aveva fatto gelare il sangue sulle ferite ai polsi, chiudendole.
Usul, con quel filo di coscienza che gli restava, scorto il cacciatore in avvicinamento, aveva iniziato a rallentare il suo metabolismo per non subire il dolore che il malefico gli avrebbe certo inferto.
Il freddo fece il resto, facendolo apparire morto quando ancora non lo era.
Quando il cacciatore se ne fu andato, Usul, incosciente, non potè vedere una figura alta, magra, avvolta in una pelliccia bianca, con un bastone lungo terminante con una gemma, avvicinarsi, accostarsi a lui,mormorare poche parole: "Calor infungit, ignis salus et salvat... Stanno arrivando ragazzo mio, i tuoi amici, li sento, si stanno avvicinando, questo poco di calore che ti ho dato ti sorreggerà fino al loro arrivo e non li farà insospettire. Ragazzo mio, perchè hai cercato questa fine, hai scordato tutti i miei insegnamenti? Mi hai profondamente deluso, e così hai fatto con i tuoi amici, che comunque ti stanno venendo a salvare. Ma so che questa era solo l'ultima goccia, il vaso della tua sofferenza era già colmo e tu non hai retto. Non eri pronto, non avrei dovuto lasciarti andare..." detto questo la figura bianca si allontanò lasciando Usul solo, nel silenzio.
"Isa... io..."
"Shhh, non parlare Usul, sei debole ora. Ehi, Roy, Solenor, aiutatemi a caricarlo sul cavallo..."

 

     
     

Cerca nella Biblioteca

bordo_op.gif (351 byte)