L'artista e l'amazzone
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PETROS
La Natura è Magia, si sa, perché lontana dalle paure dell'essere
umano.
La città è piena di pensieri, di paure, e le mura ne sono la
testimonianza: Il muro divide, protegge, ma isola.
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Nel centro
abitato si costruisce un ambiente fittizio, alterato, sofisticato che
allontana dalla Natura.
La Natura segue l'Armonia, la perfetta essenza degli Universi, ed è per
questo che in essa l'intimo di ogni essere si riconosce; ma pochi di
loro hanno il coraggio di accettarla e rifondersi in essa.
La Natura è il luogo ideale dove casualmente, o no, accadono "cose", si
intrecciano Vie perché in essa vi è l'infinito divenire che non si
arresta, mai.
"Sono stanco eppure devo continuare!" Pensavo mentre girovagavo per i
boschi a nord delle Kioskas.
Sentivo che un’emanazione potente stava ostacolando la naturale
evoluzione di Arcano, ma non capivo il perché.
Un potente blocco energetico, un "tappo oscuro", impedisce agli esseri
d’Arcano di riappropriarsi del naturale corso della loro storia.
La cosa può compromettere l'evoluzione dell'intera galassia, visto
l'importanza del pianeta!
"E' una forte sensazione, ma non voglio sbagliarmi."
Mentre riflettevo sull'idea di indagare più a fondo, avvertii qualcosa:
sentivo una presenza nelle vicinanze.
Mi diressi verso la percezione e vidi lei, una delle amazzoni più belle
e più fiere di Arcano: Hatshepsut.
HATSHEPSUT
Quel giorno una particolare forza mi spinse verso la foresta a nord
della kioskas di Klivia.
La giornata si preannunciava soleggiata, il cielo era un tripudio di
colori che sono all’alba si possono ammirare, non una nuvola sporcava
quella meraviglia.
Amo andare a fare passeggiate di buon mattino, mi aiutano ad affrontare
meglio la giornata.
Sapevo che il mio comandante non gradiva il mio passatempo, perché nella
foresta pullulano bande di ribelli.
Ero convinta, però, che il pericolo poteva essere evitato usando il buon
senso e non abbassando mai la guardia.
Fu proprio lo stare all’erta che mi fece percepire dei rumori estranei
alla foresta, capii subito che non erano ribelli, il rumore dei rami
spezzati era il principale segnale d’allarme che ogni buon combattente
evitava di produrre.
Per questo mi accorsi che era Petros l’artista che vagava apparentemente
senza meta.
PETROS
- Ciao Petros - mi disse Hat accennando un sorriso...
- Ciao Hat, ci rincontriamo, il Fato incrocia le nostre Vie... –
- Cosa fai nel bosco da solo, potevi chiedere a qualcuno di
accompagnarti? Eppure sei al corrente dei pericoli che incombono al di
fuori delle Kioskas!- disse con aria preoccupata.
- Hai ragione Hat - risposi con un sorriso - sono così abituato a
viaggiare per i mondi da solo che non penso mai di farmi accompagnare!
Per ora sono stato fortunato, ho incontrato te! – Rivederla mi dava un
enorme piacere, mi trovavo a mio agio con lei!
- Tu piuttosto che fai qui da sola?- Sospirò, e distogliendo lo sguardo
da me e rivolgendolo verso il bosco:
- A volte per riflettere è necessario isolarsi un po', no? Poi mi piace
molto qui, mi fa sentire bene! –
Cominciammo a passeggiare e tra un discorso ed un altro mi soffermavo
nei pensieri gustandomi quel momento: era come ritrovare un'amicizia
antica, rassicurante, sincera, fatta di vecchi ricordi che si susseguono
uno dopo l'altro gonfi di voglia di essere raccontati.
Senza rendercene conto c'eravamo allontanati parecchio e all'improvviso
ci fermammo contemporaneamente.
HATSHEPSUT
Iniziammo a camminare insieme, la compagnia di Petros era piacevole, la
moltitudine degli argomenti che riusciva a trattare rendeva la
conversazione interessante.
Distratti dalla conversazione, ci eravamo addentrati non poco nella
foresta, quando contemporaneamente ci fermammo, avevamo percepito dei
rumori anomali!
PETROS
- Hai avvertito anche tu le presenze, vero Hat?- annuì.
"La sua percezione è molto sviluppata" pensai e volli fare un piccolo
esperimento....
- Ascolta, chiudi gli occhi e cerca di allontanare i sensi. Prova a
concentrarti sulla sensazione che hai dimmi che senti. -
Hat annuì.
Chiuse gli occhi e si concentrò.
Dopo pochi secondi disse: - Sono molti....uomini.... tensione, avverto
tensione e rabbia! -
La guardai sconcertato…
- Non devi meravigliarti Petros, anch’io ho delle capacità extrasensoriali,
fin da bambina! -
- Ho avvertito la medesima cosa – dissi - quattordici uomini,
sicuramente dei ribelli!-
- Sono troppi per noi. Dobbiamo andarcene ed avvertire immediatamente la
Kioskas!- disse preoccupata.
- No Hat, vai tu se vuoi... sento che devo parlare con loro.... devo
capire... non ti preoccupare per me, me la saprò cavare. –
- Non posso obbligarti a venire con me - disse lei - ma non voglio
nemmeno lasciarti solo! –
- Come vuoi Hat, ma io ho bisogno di parlare con loro. Non mi conoscono,
mi considereranno un povero artista. Se vedono te, un'amazzone, lo
scontro sarà inevitabile! Perciò se vuoi restare devi nasconderti
immediatamente! -
- Sei un folle! – esclamò Hat - Ma non ci tieni alla tua vita? I ribelli
sono esseri spietati. Come pensi di difenderti da loro?-
- Allora, - dissi sorridendo - che io sia un folle è molto probabile.
Per quanto riguarda la "mia" vita, ti assicuro che ci tengo moltissimo
ma avremo modo, in seguito, di approfondire il discorso sulla "Vita"...
e poi ... ho questa! - e le mostrai la "Sfera Armonica".
- La tua pietra? Vuoi lanciare il tuo strumento musicale addosso a
quattordici energumeni addestrati alla guerra? –
- No Hat, - risposi - questa è una pietra un po' speciale... Vedi, qui
dentro c'è un po' di me ed essa è in me. E' una specie di Angelo
Custode, parte della mia Anima. Ormai siamo inseparabili: le nostre
esistenze sono fuse insieme! –
- Sei forse un mago? Che razza di sortilegio è questo? –
- I maghi e le streghe, che rispetto, adoperano altri piani energetici
e... - m'interruppi - Hat è troppo tardi, nasconditi e, ti prego, fidati
di me, non intervenire per nessuna ragione, dimmi che farai così! –
L'amazzone mi scrutò penetrando col suo sguardo nei miei occhi.
Annuì ma non poté nascondere l'apprensione.
- Mi raccomando stai in guardia! - disse e, con uno scatto felino, si
dileguò nella macchia vicina in direzione di un albero magnifico,
altissimo, un kylios.
Mi sedetti a terra in posizione di meditazione.
Socchiusi gli occhi e mi concentrai per pulire la mente che deve essere
libera per agire in Armonia.
"Eccoli, mi hanno visto". Pensai.
Dal fondo della boscaglia cominciavano ad apparire le loro sagome.
In pochi secondi mi raggiunsero.
Sapevo che il mio aspetto non li avrebbe allarmati, si avvicinarono
senza timori, forti del loro numero e forza di fronte ad un uomo
evidentemente indifeso.
Uno di loro, che sembrava fosse il capo gruppo, si avvicinò
ulteriormente sempre mantenendo una certa distanza, con circospezione.
Aprii gli occhi.
- Salve! Mi presento, sono Petros un artista viandante, sono qui in
visita. Con chi ho il piacere di...-
Si udì una fragorosa risata generale.
- Un artista! - disse - Dice di essere un artista! - rivolgendosi ai
compagni.
Poi si rivolse di nuovo a me con aria minacciosa...
- Ci vuoi prendere in giro? Che ci fa un artista così lontano dal primo
centro abitato! Sei forse una spia dell'Imperatrice? Parla! -
L'uomo fece l'atto di avvicinarci minaccioso.
Allora mi alzai in piedi, l'uomo si fermò; ed in un istante smisero di
ridere, afferrarono le armi e si misero in guardia.
- Calma signori - dissi con tono rassicurante - non ho intenzione di
combattere con voi. Sono forestiero. Il Destino mi ha portato
dall'Imperatrice alla quale ho giurato fedeltà ma questo pianeta ha
bisogno di pace; e la pace, quella autentica, non si ottiene con la
guerra! C'è bisogno di dialogo. L'odio non scaturisce dal nulla! Su
Arcano è stata innescata una orribile catena di violenza e non posso
credere che uno, un solo essere, possa gioire di questa situazione! –
- Mentre parlavo sentivo crescere in loro confusione: non capivano
quello che stavo dicendo, ma in loro, quelle parole toccarono quei
sentimenti che erano stati sepolti dall'odio e dalla sete di vendetta.
- Purtroppo la confusione, la non comprensione, portano alla paura; e la
paura porta alla violenza, all'illusorio "istinto di conservazione" che
dà il "via libera" alle emozioni più basse. -
- Basta, non abbiamo intenzione di stare a sentire i tuoi vaneggiamenti,
straniero! Abbiamo bisogno di carne fresca per i nostri cani! - Disse il
loro capo.
Fu così che uno di loro si avvicinò con la spada in pugno e il ghigno su
viso intriso di accecante violenza e la certezza di finirmi con un
colpo.
In pochi attimi avvertii Hat che stava per intervenire…
"No! Non farlo!..." pensai.
Lei sentì il mio pensiero e si fermò.
Il ribelle sferzò il suo colpo diretto al collo, con un movimento
fulmineo lo schivai e passai sul suo lato destro dove altrettanto
velocemente afferrai il suo braccio e sfruttando la sua forza e
l'Energia lo proiettai cinque metri dietro me senza fargli alcun male.
L'uomo si tirò su sorpreso e dopo qualche attimo per riprendersi ordinò
agli altri:
- Addosso! -
La situazione era ormai compromessa: il dialogo era impossibile.
- Non si fidavano più del viandante che dice di essere un artista e poi
dà prova di esser un lottatore!
- Fu in quell'istante che la Sfera agì in modo inaspettato persino da
me: quando mi accerchiarono rendendo impossibile ogni eventuale fuga, la
Sfera si librò nell'aria a circa quattro metri sopra di me; poi emise un
sibilo sempre più acuto ed infine un boato creando un'onda d'urto che
investì i ribelli che caddero, a terra, privi di sensi.
Mi avvicinai ad uno di loro...
- Petros, stai bene? Ma che è successo?... Sono ancora vivi? - mi chiese
Hat appena sopraggiunta.
- Si Hat, la Sfera non li ha uccisi, ma solo storditi. Sto benissimo. –
risposi rassicurante.
- Ora devo agire in fretta.... –
Mi misi in posizione meditativa e mi concentrai: dovevo raggiungere i
loro corpi sottili per capire da dove veniva tutto quell'odio...
Entrai nella dimensione sottile.
"Eccoli li!"
Trovai i loro corpi che erano avvolti da una forma pensiero densissima a
forma di felino con dei tentacoli al posto delle zampe che coprivano
completamente il loro cuore ed i loro occhi.
I tentacoli erano andati in profondità e dovetti inondarli di parecchia
energia per distaccarli.
Le forme mentali erano tutte collegate tra loro, ciò significa che la
radice è in comune!
Una volta distaccati creai una spada di luce e troncai la testa di
ognuna di loro e si dissolsero.
Mentre l'ultima si stava per dissolvere scorsi, dietro di lei, un
collegamento che portava in un pozzo nero.
"Se seguo quel collegamento troverò di sicuro il loro creatore!"
Mi gettai nel pozzo alla rincorsa di quella specie di nastro nero che si
stava ritraendo.
Nel pozzo non c'era luce. Il buio regnava.
Guardai per un attimo sopra la mia testa: la bocca del pozzo si sta
richiudendo, l'unica via di uscita!
Immediatamente tornai indietro dovendo rinunciare, per il momento, alla
ricerca.
Mi risvegliai nel mio corpo e vidi Hat seduta sulle ginocchia, vicino a
me, che mi osservava in silenzio; i ribelli erano ancora a terra
svenuti.
- Che è successo? - mi chiese.
Le spiegai cos'era accaduto.
Hat sembrava comprendere perfettamente ciò che dicevo, nonostante
fossero argomenti particolari di profonda conoscenza della natura
energetica dei mondi sottili.
La cosa mi piacque e me ne meravigliai piacevolmente.
- Ma non è ancora finita... – dissi - osserva... -
Ci alzammo in piedi, sollevai in alto la Sfera che emise un suono
dolcissimo che svegliò gli uomini a terra.
Si alzarono uno alla volta ma i loro volti erano diversi: non si leggeva
più l'odio nei loro occhi.
Quando videro l'amazzone sussultarono ma rimasero fermi: non avevano la
voglia di combattere, erano troppo confusi; stavano lì in attesa di un a
parola di qualcosa che li aiutasse a capire lo sgomento nei loro cuori.
- Vedete - dissi – quest’essere, l’avrete riconosciuto, è un amazzone.
Lei è l'incarnazione di ciò che voi considerate "nemico". Ma abbiate il
coraggio di vederla con i vostri nuovi occhi! Vedete la vendicatrice
assetata di sangue che ha ucciso i vostri cari e che vuole la vostra
morte? Vedete il Mostro? -
Gli uomini abbassarono lo sguardo.
Hat non credeva alle sue orecchie.
"E' impazzito! Non sa quello che dice... o si?".
- Vedete - continuai - il Mostro è in noi! Ci consuma dal di dentro, ci
acceca, ci assorda con le sue false parole! Quello è il nostro vero
nemico! Non le amazzoni o i ribelli! Ma noi possiamo liberarcene,
possiamo togliere il pesante velo oscuro che acceca il nostro Cuore. Lo
sapete anche voi che Arcano ha bisogno di pace. Ascoltatelo, il vostro
Cuore, non fatevi guidare solo dalla sete di vendetta, perché violenza
chiama violenza e odio chiama odio. E continuiamo a rincorrerci
desiderosi di morte, in una spirale che rischia di non avere fine,
incoscienti del fatto che siamo tutti pedine di "qualcuno" che
nell'ombra vuole decretare la nostra fine per i suoi sordidi e, quanto
mai, effimeri scopi! –
- Noi vogliamo una vita serena con le nostre famiglie... - sussurrò uno
di loro.
Gli uomini si guardarono sconcertati.
Che fare? si domandavano.
In un attimo furono catapultati da un modo di vivere ad un altro
diametralmente opposto ed erano chiaramente confusi.
Che dire ai loro compagni, come spiegare questo radicale cambiamento?
- Il vostro Cuore ora è libero di vedere. – continuai - Andate e trovate
il modo di riseminare ciò che oggi avete raccolto! Sono certo che
qualche zolla di terreno fertile la troverete! -
Gli uomini ci dettero un ultimo sguardo, si voltarono e se ne andarono.
- Che fai, li lasci andare? - Mi chiese Hat sottovoce.
- Tu che vorresti fare? - le dissi.
Hat si soffermò un attimo a pensare, anche lei si sentiva confusa: non
gli era mai successo di lasciare andare via indisturbata un'intera
pattuglia di ribelli!
Poi il suo sguardo si fece rassegnato.
- Comunque dovrò fare rapporto... non so come la prenderanno... -
- E' giusto Hat, non ti preoccupare, mi prendo tutte le responsabilità.
Credo che sia giunta l'ora di ritornare. Ti va di fare la strada
insieme? –
- Perché no? Ho molte domande da farti -
- Spero di avere tutte le risposte! –
Sorridemmo e ci avviammo verso le Kioskas!
Il senso di solitudine, che mi ha accompagnato nei miei lunghi viaggi,
quel pomeriggio, lo dimenticai totalmente perché quel tratto del mio
Cammino fu colmato dalla ricchezza della presenza di Hat.
Fu un pomeriggio meraviglioso!
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