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Casato - Zaira

Parte prima

Il frusciare degli alberi era interrotto dal clangore di spade, in alcuni momenti grida d'incitamento si propagavano come un'eco, sembrava che nelle vicinanze si stesse combattendo una grande battaglia..
Silenziosamente, la giovane si avvicinò fino al limitare della radura e vide un gruppo di amazzoni intente a combattere.

In quei tempi di guerra non era raro trovare campi d'allenamento, ma qualcosa attrasse l’attenzione della ragazza che decise di osservare di nascosto, ben consapevole che se l'avessero scoperta avrebbe passato molti guai.
Zaira era ancora troppo giovane per far parte del gruppo delle combattenti, benché fosse in grado di mettere in difficoltà amazzoni con un'esperienza più grande della sua. Il suo talento innato e la sua agilità la rendevano temibile.
Inoltre, pochi nella kioskas conoscevano la foresta quanto lei.
Quella mattina, Zaira era uscita presto dalla capanna, non voleva che la coinvolgessero nei preparativi per la festa di mezza estate, trovava una perdita di tempo ornare la kioskas o preparare dolci mentre avrebbe potuto allenarsi, per questo si era rifugiata nella foresta con la speranza di trovare qualche nuovo sentiero tracciato dagli animali.
L'allenamento delle amazzoni era piuttosto duro, Zaira le osservava affascinata, sapeva che presto avrebbe fatto parte di un gruppo di combattenti e avrebbe potuto servire Arcano al meglio.
Il suo sogno era di diventare una guardia imperiale, il prestigio e l'onore di stare vicino all'imperatrice l'attiravano non poco.
L’amazzone decise di trovare una posizione migliore per osservare indisturbata, ma si accorse che una strana quiete si stava propagando nell'aria, sembrava che tutti gli animali nel raggio di qualche miglio avessero deciso di osservare un silenzio totale.
Questo era strano, solo un grosso pericolo poteva provocare questo fatto anormale.
La ragazza spinta dalla curiosità di saperne di più, si mosse in direzione del kylios.
Questo era l'albero più alto e più vecchio della foresta, la sua maestosità faceva sentire chi si avvicinava alla base come una piccola formica. Nessuno riusciva a spiegare la provenienza di quella strana pianta, visto che sembrava un incrocio di tutti gli alberi conosciuti.
Salendo in cima si aveva la possibilità di vedere tutta la foresta, ma cosa più straordinaria era che da lassù alcuni potevano scorgere tutti gli esseri in movimento, umani o animali che fossero.
Inoltre chi saliva fino in cima non poteva esser scorto da nessuno.
Durante la festa di mezza estate, nella radura alla base dell'albero si svolgeva una festa.
Le amazzoni combattenti accompagnavano tutti i bambini che in quell'anno avrebbero compiuto 10 anni per esser sottoposti alla Grande Prova.
Ogni bambino doveva salire sull'albero e descrivere ciò che vedeva.
Alcuni descrivevano solo una distesa immensa di alberi, altri iniziavano a descrivere le persone che stavano alla base dell'albero, quelli erano gli eletti, possedevano il dono.
Quando ogni bambino aveva compiuto la sua prova, si iniziava il grande banchetto.
Per l'occasione, le donne preparavano la “carta da musica”, delle sottilissime sfoglie di farina e acqua cotte su una piastra arroventata, che accompagnava la cacciagione arrostita in grandi spiedi.
L'ottima birra e il dolcissimo succo di fragoline di bosco e mele scorrevano a fiumi mentre la musica si spandeva nell'aria.
Come tutti i bambini, Zaira si era sottoposta alla Prova, era rimasta sconvolta e paralizzata quando si era resa conto di essere tra i pochi eletti.
In quell'occasione aveva visto solo gli esseri in movimento alla base dell'albero, ma con il tempo il raggio si era allargato e ora riusciva a distinguere le sagome quasi al limitare della foresta.
Quando Zaira arrivò all'albero, il silenzio si era fatto più intenso, sembrava che i pochi suoni che lei emetteva mentre correva fossero di una potenza enorme, una volta in cima, la ragazza, ebbe la brutta sorpresa di vedere cosa rendeva silenziosi anche gli animali.


Parte seconda

Mentre correva verso l'albero, l’amazzone si accorse che gli unici suoni che udiva erano quelli dei ramoscelli che spezzava, delle foglie che si sbriciolavano sotto i suoi piedi.
Il resto era in silenzio totale, anche la piccola brezza presente fino a quel momento aveva cessato di spirare, quasi fosse in attesa degli eventi.
Una volta in cima all'albero, Zaira vide un grande gruppo di uomini che si era accampato al limitare nord della foresta, mentre gli esploratori procedevano molto lentamente, quasi ancora non conoscessero il luogo e stessero cercando un sentiero.
Dense nubi azzurre sovrastavano l'accampamento e uno strano odore si propagava nell'aria.
Zaira percepiva una fragranza di rose e di carne putrefatta insieme.
Da qualche tempo erano giunte voci di strani esseri con poteri magici molto potenti, si sapeva che combattere contro di loro era un'impresa ardua, infatti, con la loro magia, riuscivano a neutralizzare le mosse degli avversari.
La paura si fece strada nel suo animo turbato, l'allarme avrebbe dovuto essere dato al più presto, ma il suo corpo era come paralizzato, il gruppo poteva raggiungere la kioskas nel giro di pochi giorni. Nonostante la paura, nella sua mente iniziò a delinearsi un piano che, per quanto folle, avrebbe potuto funzionare.
Per metterlo in pratica la giovane hammer aveva bisogno di tutte le amazzoni che possedevano il dono.
Scesa dall’albero, la ragazza corse verso il gruppo che si allenava, ma non fece nulla per nascondere il suo arrivo.
Le sentinelle la riconobbero e la fecero passare senza bloccarla. Raggiunto il comandante, Zaira le raccontò ciò che aveva visto e si accorse che l'amazzone, benché avesse alle spalle una lunga esperienza, aveva paura.
Alcune amazzoni furono mandate subito a dare l'allarme nella kioskas, mentre al campo l'attività si fece frenetica.
Tutto ciò che non sarebbe stato necessario in caso di battaglia venne smontato.
Dopo poche ore dal primo avvistamento, al campo delle amazzoni erano giunti parecchi gruppi di combattenti.
I comandanti si riunirono per cercare di elaborare un piano.
Zaira osservava il tutto e, nello stesso tempo, elaborava un suo piano nei minimi dettagli.
Quando le sembrò di aver previsto tutto, la ragazza decise di esporre il suo piano a tutti i comandanti, era un rischio interrompere quella riunione, ma era consapevole che, se ben messa in atto, la sua idea avrebbe potuto funzionare.
Con passo deciso si avvicinò all'amazzone di grado superiore e le disse: "Capo ho un piano!".
Sulla sua figura si posarono gli sguardi dei presenti, alcuni erano irritati dall'intrusione, altri divertiti e uno o due interessati.
"Zaira, ancora una volta cerchi di cacciarti nei guai? Questo non è un gioco, non è il posto adatto a te!", le rispose l'amazzone più anziana che conosceva le intemperanze della ragazzina.
"Ascoltatemi, se non fosse per me non sapreste che è in arrivo il nemico!" esclamò Zaira, "fatemi parlare e poi deciderete se vale la pena di tentare!".
"Va bene ragazzina, sentiamo che hai da dire!" disse Dharma, l'amazzone che era a capo delle Mokada, poi proseguì "In fondo nessuna di noi ha trovato un piano veramente buono, se non dovessimo ritenerlo valido possiamo sempre accantonarlo!".
Zaira sapeva che il comandante delle Mokada era in gamba, alle sue amazzoni dava sempre la possibilità di esporre le idee e, quando erano valide, le metteva in pratica, anche se questo comportamento non era ben visto da altre comandanti.
Per non far cambiare idea al consiglio, Zaira iniziò ad esporre la sua idea.
Il piano era semplice, tutte le amazzoni con il dono avrebbero dovuto salire sul kylios, con archi e frecce, e fatto scorrere il gruppo degli esploratori, che sarebbe stato affrontato da un battaglione imperiale non lontano, quando il folto del gruppo avesse raggiunto la loro postazione, avrebbero dovuto attaccarli con le frecce, in modo da colpire quelli che sembravano i maghi.
Il piano non ispirava molta sicurezza ma i vari comandanti ritennero che fosse l'unico che presentasse una possibilità di vittoria.


Parte terza

I preparativi si fecero frenetici, le osservatrici sull'albero riferivano di minuto in minuto l'avanzamento del gruppo, un senso di eccitazione si sparse per il campo, quella sarebbe stata una battaglia campale, tutti i combattenti sapevano che la loro libertà dipendeva dall'esito di quello scontro.
Zaira, che fu una delle prime a prendere posizione sull'albero, cercò uno dei rami che le dessero la possibilità di avere una visuale molto ampia, aveva tutte le intenzioni di non far cadere la kioskas nelle mani dei nemici.
Dopo quel combattimento la sua vita avrebbe avuto una svolta, infatti sarebbe entrata di diritto in uno dei gruppi dei combattenti.
Il primo segnale di allarme venne lanciato, i primi esploratori erano molto vicini, sarebbero arrivati sotto il kylios in meno di un'ora.
Tutti erano pronti, nessun rumore veniva emesso, la paura e l'eccitazione crescevano col passare dei minuti.
Quando le amazzoni sull'albero scoccarono le prime frecce, cogliendo alla sprovvista i nemici, le loro compagne, in una gola poco distante, tesero un'imboscata agli esploratori, che vennero catturati con estrema facilità.
I maghi iniziarono a pronunciare strane parole in una lingua arcana ma, non avendo avversari visibili, molti incantesimi si dissolsero in una nube di scintille.
Dopo pochi minuti, molti corpi giacevano privi di vita alla base del kylios, numerosi alberi erano in fiamme.
Zaira incitava le sue compagne a non fermarsi, a cercare di dare il meglio, presto avrebbero dovuto abbandonare la postazione sull'albero per combattere le retrovie del gruppo, attaccando alle spalle il nemico.
Tutto sembrava procedere come previsto.
Il cozzare delle armi era accompagnato da grida di comando e di dolore, il sangue andava spargendosi sul terreno come una pozzanghera si allarga durante il temporale, scintille degli alberi in fiamme si depositavano sui corpi provocando dolorose bruciature, il tempo sembrava essersi fermato.
I nemici venivano decimati, mentre il panico iniziava ad impossessarsi delle truppe.
I pochi maghi rimasti facevano fatica a tenere uniti i gruppi e le loro forze andavano assottigliandosi, incantesimo dopo incantesimo.
Le amazzoni con il dono, vedendo che le loro frecce incontravano troppi ostacoli, scesero dall'albero e iniziarono il combattimento corpo a corpo.
Zaira affrontò uno dei maghi.
Per impedirgli di lanciare il suo incantesimo, lanciò il suo coltello e lo colpì alla gola.
Una schiuma rossa iniziò ad uscire dalla ferita, ma l'amazzone non se ne accorse perché un guerriero le si era piazzato davanti con una daga in mano.
Vedendo che l'amazzone era molto giovane, il guerriero fece un sorriso, ma questo gli morì in bocca quando si accorse che la ragazza gli aveva piantato la spada nello stomaco.
L'esperienza delle amazzoni nei combattimenti veniva bilanciata dagli incantesimi dei maghi.
Sembrava che le amazzoni con il dono fossero le uniche a non venire colpite da armi o magia.
Zaira incitava le compagne a fare di più, le sue energie erano inesauribili, quasi fosse depositaria della fonte stessa che le generava.
Dopo ore di battaglia, Zaira intravide la possibilità di una vittoria.
Come un comandante di lunga esperienza, la giovane richiamò a se le compagne vicine e lanciò un nuovo attacco che portò alla fuga i pochi nemici rimasti.
I corpi sul terreno erano tantissimi, molte amazzoni avevano sacrificato la loro vita per difendere la kioskas e l'imperatrice, la festa di mezza estate sarebbe diventata la celebrazione degli eroi caduti in quella battaglia.
Quando anche l'ultimo nemico fu molto lontano dal campo di battaglia, Zaira rientrò alla kioskas insieme alle compagne, il dolore segnava il suo viso, gli abiti erano macchiati del sangue nemico, la spada aveva alcune ammaccature, ma una parte del suo cuore gioiva, sapeva che ora era un'amazzone combattente.
Al mattino, tre giorni dopo la battaglia, al tempio vennero celebrati dei riti di accompagnamento dei morti alla nuova vita.
Nella piazza di Kolise, alla sera, si svolse un'altra cerimonia, la consegna dei fregi alle amazzoni che si erano distinte nel combattimento.
Zaira venne insignita delle insegne delle amazzoni di Mokada, Dharma, che aveva avuto fiducia in lei durante quella battaglia, sarebbe stata la sua guida.



Parte quarta

Con il passare del tempo l’amazzone acquistò una forte consapevolezza delle sue doti e in più di un’occasione le mise a disposizione dell’imperatrice.
Erano passati 5 anni da quando era stata accolta nelle amazzoni di Mokada, in un giorno di fine Pluvirule fu spettatrice di un episodio che le cambiò la vita.
Gli Dei del male più volte avevano manifestato la loro ira, solo pochi mesi prima si era abbattuto su Arcano un grande terremoto che aveva provocato danni gravissimi nelle kioskas.
Molti hammer erano periti nel crollo, altri si ritrovarono a vagare per le vie coperte di macerie senza sapere come reagire al dolore e alla disperazione, altri ancora avevano creduto ad un falso miraggio che parlava di un luogo felice.
Zaira insieme a pochi altri aveva creduto nel potere di ricrescita di Arcano, per questo era rimasta con l’intento di ricostruire tutto quello che era possibile.
Da tempo giravano voci, molto concrete, che su Arcano ci fosse più di una spia, sembrava che qualcuna di queste fosse riuscita ad avere cariche di un certo prestigio e le avesse usate per convincere gli hammer a scappare da quelle terre.
Purtroppo le voci non potevano esser provate, il modo di agire di una di esse era subdolo, tramava nell’ombra mentre alla luce del sole si schermava dietro all’aura di santità che i sacri riti le conferivano.
Zaira, in quel pomeriggio di fine autunno, era andata nel bosco per cercare di rilassarsi, aveva avuto una settimana con molti allenamenti, inoltre, vista la carenza del personale, le erano stati assegnati due turni di guardia supplementari.
Aveva bisogno di passeggiare senza dovere mantenere il ritmo che Dharma imponeva durante gli allenamenti.
Conosceva l’esistenza di una radura dove il sole penetrava attraverso le fitte fronde degli alberi che la circondavano, creando dei giochi di luce rilassanti.
La sua capacità di spostarsi silenziosamente fece si che non potesse esser sentita dalle due persone che parlavano credendo di esser al sicuro in quel luogo.
“Vedrai che la tua posizione ti permetterà di agire senza destare sospetti!” disse una prima voce che Zaira non riconobbe.
“Ho paura che il custode abbia capito che faccio il doppio gioco” la voce stavolta era quella di che Zaira conosceva bene, la perfida Shepso stava tramando, era il caso di sentire quel che dicevano.
“Ho saputo che presto tutti gli hammer si dovranno trasferire, la ricostruzione della prima kioskas è stata completata, ognuno tornerà ai proprio compiti, sono convinta che il mio incarico al tempio sarà riconfermato, il custode ha troppo da perdere se mi lascia andare!!!” una risata perfida accompagnò quelle parole.
“Nel momento in cui sarò confermata Somma sferrerò il mio attacco” proseguì “con l’aiuto dei ribelli che ci sono fedeli uccideremo Nimira e il suo erede!”.
Zaira era sempre nascosta e ascoltava inorridita le parole di odio verso la terra che tanto amava, non capiva perché fosse necessaria la distruzione.
“Sferreremo l’attacco durante la prossima Diadolei” diceva la voce sconosciuta “con le mie magie annienterò il custode, mentre tu risvegli gli hammer con quei documenti falsi, vedrai che molti saranno pronti a credere…. quegli idioti non aspettano altro!”.
La risata isterica convinse Zaira che l’uomo no era poi così convinto della riuscita del suo piano, le venne da pensare che forse il seguito su cui contavano era piuttosto esiguo.
“Ci ritroviamo qua tra una settimana, alla luce dell’alba” disse la sacerdotessa “tutti penseranno che sono impegnata nei miei riti e non mi disturberanno!”.
Zaira vide che i due si stavano accomiatando, perciò si mosse per tornare al più presto possibile alla Kioskas, doveva informare il custode e l’imperatrice del pericolo imminente.



Parte quinta

“Ancora una volta mi ritrovo a dover scoprire dei ribelli, ma non è che sono io che porto guai?” pensò tra se l’amazzone camminando veloce verso la kioskas imperiale.
“Custode Shepso trama alle spalle di Arcano!” comunicò l’amazzone con tono preoccupato quando si trovò davanti all’unico uomo potente su Arcano.
“He he he, Zaira da quando gli Dei hanno creato Arcano, vengono tessute trame, l’unico metodo per contrastarle è lasciar perdere, alla fine non trovando terreno fertile si arrenderanno e si renderanno conto che ad Arcano si vive bene” rispose il custode, che non sembrava per nulla turbato dalle parole della ragazza.
“Custode penso che tu debba sapere il resto prima di rispondermi” lo interruppe Zaira.
Il sorriso del custode fece capire a Zaira che lui sapeva.
“Sentiamo quel che hai da raccontare!”.
“Stamattina sono stata alla radura delle querce, ma prima ancora di arrivare ho sentito delle voci, una son sicura era quella della somma, l’altra quella di un uomo, ma non ho capito chi. Dicevano che ci avrebbero attaccato durante la prossima Diadolei, visto che ci sarebbe stata molta confusione per via del trasloco e delle nomine. La somma è sicura che con la conferma della sua carica può agire come vuole… Ha detto che tu hai troppo da perdere! Vogliono uccidere Nimira e l’erede! Hanno intenzione di perfezionare il piano e rincontrarsi la settimana prossima, contano sull’aiuto di molti hammer che credono che su Arcano si trami!” disse tutto d’un fiato l’amazzone.
Una risata sgorgò dalla vola del custode “Zaira presto ci saranno sorprese, vedrai che rompiamo le uova nel paniere a molta gente! La prossima Diadolei sarà una sorpresa per tutti! Comunque per la sicurezza di Nimira e dell’erede istituiremo dei turni di guardia. Tu ora puoi tornare ai tuoi allenamenti, non ti preoccupare, riceverete presto nuovi ordini! Mi raccomando non fare parola a nessuno di tutto questo!”
“Ok capo! Non mi sento più tranquilla, ma di una cosa sono certa, tutto andrà per il verso giusto!” risposte l’amazzone accomiatandosi.
Diadolei sarebbe sorta dopo dieci giorni, ma Zaira ebbe una sorpresa qualche giorno prima, infatti Nimira emise un editto che diceva:

“A.A.A. cercasi urgentemente Somma Sacerdotessa e Strega Suprema, a causa di licenziamento in tronco per inettitudine e incompetenza viene bandito un concorso per titoli ed esami per i seguenti due posti:
- n. 1 posto per Strega Suprema;
- n. 1 posto per Somma Sacerdotessa
I requisiti necessari sono: provata esperienza nel campo, voglia di lavorare, bella presenza e qualifica riconosciuta.
La retribuzione è conteggiata secondo le tabelle arcanesi depositate nell’ufficio editti.
Nimira”

Zaira rise di gusto a quell’annuncio, sapeva che la rimozione avrebbe disturbato non poco le destinatarie del provvedimento.



Parte sesta

Il giorno previsto per l’incontro delle spie, si recò sul luogo dell’appuntamento e si nascose in modo da poter sentire quel che si diceva.
Non dovette attendere a lungo.
Si presentarono la Somma e la Suprema insieme, parlottavano e si vedeva che l’umore non era dei migliori.
Dopo qualche minuto di attesa arrivò la figura misteriosa della settimana precedente, ma non era sola… con lui c’era un’altra strega, Zaira la riconobbe dagli abiti.
“Guardate che ha fatto Nimira!!” esclamò la Somma porgendo ai due la pergamena.
“He he he, ma guardate, sembra un annuncio stile mercatino delle pulci!!! Non sanno più a che votarsi per tenere unita Arcano!” esclamò la Suprema.
“Già, prima hanno cercato di separarci, ora vi licenziano, certo che non è un bel posto questo!” esclamò l’altra strega con fare stizzito.
“Se pensano di avermi fatto dispetto non sanno quanto si sbagliano, vedranno ci perdono, chi non mi vuole non mi merita!” le parole della Somma volevano essere quelle di una persona che se ne frega, ma il tono non lasciava dubbi, il suo ego aveva dubito un duro colpo.
Un rumore di cavalli ruppe il silenzio, prima ancora che avessero il tempo di allontanarsi i quattro furono sorpresi da un cavaliere, Zaira rimase stupita, era Betris il comandante.
“La vostra rete di informatori non vi ha avvisato che sarei arrivato? Eppure glielo ho fatto sapere! Stanno perdendo colpi!” esordì il comandante e senza dare ai quattro il tempo di riprendersi proseguì “vedo che non riuscite a stare lontani dalle terre dell’Arcano, non vi bastano i segnali che vi sono stati mandati?”
“Betris di che stai parlando? Guarda che ci siamo incontrati per un saluto! Ben sapendo che loro non sono graditi nelle kioskas… abbiamo pensato di vederci qua… è proibito?” esclamò la Somma cercando di nascondere l’evidenza.
La risata del guerriero riempì l’aria “Somma perdonami se non ti credo, è vero che su Arcano sono bandite l’ipocrisia, la falsità e la meschinità, qualità di cui i signori qua presenti sono pregni, non hai bisogno di nasconderti se sai di essere nel giusto, ma tu mi sembra che non lo sei! Mi spiace aprirti gli occhi, ma il vostro potere sugli hammer è annullato dal fatto che su Arcano vivono persone con dei sentimenti! Finché ci saranno persone che amano queste terre, la zizzania che avete seminato non attecchirà e per voi ci sarà sempre meno posto!”
“Betris questo è un affronto!” disse la Suprema con rabbia “ne parlerò a Nimira!”
“Mi spiace deludervi una seconda volta, ma voi non vi potete avvicinare all’imperatrice, inoltre la vostra parola vale meno di zero!” il sarcasmo del guerriero era più che evidente, detto questo li lasciò senza dare il tempo di ribattere.
Il mago fece per lanciare verso Betris una delle sue magie, ma rimase stupito quando questa rimbalzò. Il comandante fece fermare il cavallo e rivolgendosi al mago gli disse “Mago ancora non hai capito che la tua inefficienza su Arcano viene amplificata sempre più? Pensavo che tutto questo tempo ti fosse servito per studiare, ma vedo che la superficialità rimane la tua caratteristica principale! Prima di venire qua mi sono fatto proteggere dai veri maghi!”.
Così come era comparso, sparì dalla vista.



Parte settima

Zaira dal suo nascondiglio non potè trattenere un sorriso, aveva ragione il custode pensò tra se, qualcuno ha avuto una bella sorpresa, i suoi pensieri furono interrotti dalle voci dei quattro che, dopo essersi ripresi dallo shock, stavano cercando una soluzione.
“Adesso che facciamo?” le parole del mago erano insicure, in fondo Betris aveva toccato il suo punto dolente, le sue magie spesso erano inutili e mal indirizzate.
“Volete mollare proprio ora?” chiese la strega che Zaira non conosceva.
“Ho paura che abbiano vinto loro, almeno per ora” disse la Suprema con aria afflitta.
“Sentite non è il caso di lasciare!” la strega sconosciuta non sapeva più come convincere gli altri, era l’unica a crederci fermamente, odiava troppo il custode e l’imperatrice che tempo addietro le avevano negato la carica di Suprema.
“Per ora lasciamo perdere, io abbandono il Tempio, portando con me quanto mi è possibile, vedrete che non sarà più lo stesso” disse la Somma avviandosi verso Kolise con l’intento di preparare le sue cose.
La riunione era sciolta, la Suprema seguì la Somma, mentre il mago e la strega svanirono all’improvviso.
Zaira a quel punto si avviò verso la kioskas, era in ritardo con gli allenamenti, sapeva che Dharma stavolta si sarebbe arrabbiata non poco, una volta giunta ai quartieri generali fu convocata subito dal suo comandante.
“Zaira devi andare alla kioskas imperiale, Nimira ti ha convocato” le disse Dharma con un sorriso piuttosto enigmatico.
“Capo è successo qualcosa? Cosa ho fatto stavolta?” esclamò l’amazzone con l’aria di chi la sapeva lunga.
“Muoviti, coma al solito sei in ritardo, guarda che ma ne sono accorta!” il tono severo contrastava con lo strano luccichio degli occhi.
“Va bene, ci vediamo dopo” salutò l’amazzone.
“Sicuramente, sicuramente” concluse Dharma.
Il tragitto verso la kioskas imperiale le sembrò lunghissimo, quando giunse fu portata subito al cospetto dell’imperatrice.
“Zaira, ti è piaciuta l’entrata in scena di Betris alla radura?” chiese l’imperatrice.
“Nimira, ma come fai a sapere che ero là?” chiese l’amazzone stupita.
“Sapevamo che non avresti resistito, che saresti andata a spiare! Ora non possiamo che ringraziarti, hai fatto un ottimo lavoro, hai fatto si che la cattiva sorte non ci trovasse impreparati!” le rispose Nimira.
L’amazzone notò l’aria fiera dell’imperatrice, la sua maternità era evidente, aveva lasciato da parte la divisa da amazzone per indossare degli abiti più comodi.
“Nonostante tutta la tua bravura ti ho convocato perché Dharma ha mandato una pergamena ufficiale per lamentarsi del tuo comportamento!” continuò Nimira seguendo lo sguardo dell’amazzone.
Zaira fece per ribattere, ma l’imperatrice sollevò il braccio e le fece segno di fermarsi.
“Aspetta prima di parlare, potresti pentirti di quello che potresti dire!” disse con il sorriso sulle labbra “Zaira, visto il tuo comportamento, visti tutti i tuoi precedenti ti condanno a comandare un nuovo gruppo di amazzoni! Presto su Arcano arriveranno molti viandanti, dovrai cercare di arruolare nelle tue fila le amazzoni che, come te, hanno il dono!”
L’espressione sbigottita di Zaira lasciava capire che non si aspettava tale nomina.
Nimira continuò “spero saprai farti valere!” dicendo questo la congedò.
Zaira era frastornata, troppe cose stavano avvenendo troppo in fretta, la notizia l’aveva lasciata senza fiato, era troppo giovane per comandare, non era ancora sicura di poter accettare, per questo aveva bisogno di parlare con Dharma, lei era abbastanza schietta da dirle che non era adatta a quel ruolo se era convinta che ciò era vero.
Nelle ore che seguirono la nomina a comandante di Zaira si sparse per le kioskas, molti vennero a congratularsi, ma solo dopo il colloquio con Dharma l’amazzone fu certa che quel giorno iniziava una nuova vita.
Dopo anni le amazzoni di Zaira continuano a difendere Arcano, Zaira è passata alla leggenda, mentre l’onore, la passione per la foresta e il dono sono indispensabili per poter entrare tra le fila di questo gruppo.


Hatshepsut, Vicecomandante Amazzoni di Zaira



 

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