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Il mio amico Mago

Hat si sentiva inquieta, era da giorni che una sgradevole sensazione di oppressione la bloccava.
Quel giorno, fin dal primo mattino, si era resa conto che qualcosa sarebbe cambiato, sentiva odore di guai!
Come al solito decise di andare a schiarirsi le idee con una bella passeggiata nella foresta, fare il bagno al fiume era impossibile, si sentiva le ossa rotte e l'acqua ghiacciata avrebbe peggiorato la situazione.

Mentre vagava senza meta, l'amazzone ripensò agli avvenimenti di quelle ultime due settimane, si rese conto che ancora una volta il destino aveva deciso che piega dovesse prendere la sua vita.
Una lacrima scese lungo la guancia, l'amazzone l'asciugò con fare stizzito, sapeva di non dover piangere, non era da lei.
"Sai che non voglio vederti perdere il sorriso!" si sentì dire la ragazza.
Girandosi intorno si accorse che il mago Xandor la guardava con molta attenzione.
Hat cercò di camuffare il suo imbarazzo, benché fosse amica del mago, cercava di nascondergli i suoi stati d'animo più tristi, perché lui aveva la capacità di esplorarle l'anima e farle notare cose che lei preferiva ignorare.
"Ciao maghetto, che ci fai qua?" chiese ostentando la spavalderia che non provava affatto.
"Sapevo che ti avrei trovato qua, sentivo che qualcosa non andava!" rispose lui.
"Ma che dici?" il tono doveva essere sorpreso, meravigliato, l'amazzone dovette abbassare lo sguardo e far finta di avere un accesso di tosse per non far notare al mago tutto il suo disagio, ma era consapevole che non se la sarebbe cavata così facilmente, il mago era un osso duro.
"Siamo in vena di piangerci addosso?" la domanda di Xan colpì il bersaglio come un dardo infuocato.
"Xandor sai benissimo che non è così, troppe cose mi sono andate storte ultimamente! Sono di nuovo sul fondo del pozzo e non ho più voglia di risalire!" rispose Hat, cercando di dare alle sue parole un tono quasi scherzoso.
"Hat, sai benissimo che tutti ci ritroviamo ad affrontare situazioni difficili, non guardare solo quel che ti fa male!!!" esplose il mago.
Sapeva di non doverlo fare, ma iniziò a piangere, non fece nulla per nascondersi, sarebbe stato inutile. Le lacrime scorrevano sul viso dell'amazzone, per poi lasciarlo e cadere, scintillanti come prismi attraversati dai raggi del sole, sulle foglie secche del terreno.
Il mago si avvicinò e abbracciò l'amazzone, prendendo sul dito una delle sue lacrime.
"Hei Piccolo Salame! La vuoi piantare?" disse il mago riuscendo a strappare un debole sorriso alla sua amica "Come lo vuoi capire che non sei sola? Che sei circondata da tantissimi amici? Devo legnarti per farti capire le cose?"
Il caldo abbraccio del mago diede coraggio all'amazzone, che si rese conto di quanto fosse importante l'amicizia che la legava a lui.
"Xandor. sono caduta tante volte. Mi risolleverò... dammi solo del tempo!" disse Hat con voce triste "Ti sono grata per quello che stai facendo per me, non saprò mai ringraziarti abbastanza, ma quando sono così ho solo bisogno di tempo e di un angolino dove leccarmi le ferite!"
"Xandorrrrrrrrrrrr...dove ti sei cacciato!" un'arrabbiatissima voce lontana chiamò il mago.
"Ops devo scappare! Qualcuno mi sta cercando! Sono al lavoro con il grande capo, ma ho sentito che avevi bisogno di me, quindi sono scappato, ora però devo tornare!" esclamò tristemente il mago "prima però voglio una promessa."
"Dimmi" rispose lei.
"Voglio la promessa che tu ti darai da fare per cacciare questo momento!" le chiese il mago.
"Ok, prometto!" furono le ultime parole dell'amazzone prima che il mago fuggisse verso il laboratorio e lei riprendesse la via di casa.
Il mago era riuscito ad aiutarla, lei sapeva che in qualunque momento avrebbe potuto cercarlo e lui sarebbe stato a disposizione, capiva inoltre che intorno aveva tantissimi amici, alcuni molto speciali che, in caso di bisogno, sarebbero accorsi in suo aiuto.
Improvvisamente un raggio di sole le colpì il viso, sembrava che tutto volesse darle una mano, per questo sollevò il mento e con passo deciso tornò alla kioskas, durante il tragitto non fece che ripetersi, fino quasi a crederci, "Passerà!"
Un piccolo sorriso spuntò sul viso dell'amazzone quando varcò i portoni della kioskas.

 

Hatshepsut

 

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