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La vendetta di Klelia

 

Inquieto l'animo di una giovane si muove nella notte, solo il vento sa chi è.
Il bosco la conosceva come "la presenza", solo qualche passante l'aveva vista passare per il bosco.
Non era un essere maligno ma la sua storia era assorta in un profondo dolore che portava da notti e notti, era stata tradita e umiliata.

Sarebbe spettato a lei il trono, ma qualcuno l'aveva ingannata.
La foresta stava facendo da crisalide alla giovane, la stava mutando, la stava trasformando e l'odio era diventato troppo forte da contenerlo solo nel suo corpo.
Quando nella notte di luna nuova la rabbia uscì dal corpo, ogni animale della foresta si nascose.
Come un rombo di tuono una nebbiolina nerastra si stava addensando nella foresta.
Era passato un anno esatto dal tradimento e ora era pronta.
La ragazza alta, vestita con abiti stracciati da sembrare quasi uno spirito, stava danzando attorno al fiume: stava raccogliendo il potere della terra per la sua grande vendetta.
I suoi occhi non erano più azzurri, bensì simili a quelli di un gatto.
E quando la mistura fu pronta la puella la sparse per terra formando una stella a 5 punte bianca.
Quando l'opera fu finita porse le mani alla luna che le trasferì il suo influsso magico.
Per quella notte un'altra strega sarebbe esistita, ma scomparsa quasi con la velocità di come lo era diventata.
Subito un vortice oscuro la sollevò da terra, lei immobile come morta.
Con gli occhi chiusi.
Ad un certo punto la nube di nebbia oscura diventò una nuvola che prese la ragazza e la trasportò.
Arrivò in una vallata ove un piccolo regno si ergeva su una collina; la città la chiamavano Errety.
Un fragore nell'aria, odore di bruciato... i lupi erano riuniti su una rupe.
In lontananza si poteva vedere qualcosa di terrificante: una nube dalle sembianze di un gatto gigantesco si stava mangiando un regno intero.
La mattina sette cavalieri andarono a verificare i danni: era rimasto un cerchio grande quando il vecchio regno e una stella altrettanto grande al suo interno; il primo cavaliere si avvicinò al centro.
Un mucchietto di ossa nere reggevano un anello azzurrino.
Il cavaliere lo prese e incautamente se lo mise nello zaino sperando di rivenderlo.
I sette guerrieri si accamparono.
La mattina dopo nessuno uscì dalla propria tenda e l'aera rimase cerchiata con una stella bianca... e solo i più grossi volatili poterono leggere la scritta che formavano delle rune disseminate sulla strada che divideva le due stelle.
Vendetta è fatta.

 

Axel_Wallenrod

 

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