bordo_op.gif (351 byte)

La fiamma nera

 

Non era facile, il bosco nella notte era insidioso e tendeva a mutar forma ... un salto da un ramo ... un altro e mi ritrovai al limitare del bosco.
Un'aura malvagia mi stava chiamando a sè e il mio corpo andava avanti senza alcun modo di fermarlo, ero affascinato da una luce nera oltre la kioskas.
 

La mia armatura si stava tramutando e i miei occhi si riempirono di ostinati sogni e incubi.
Il cavallo nero stava tornando con i miei più tristi ricordi e a ogni galoppata la testa mi doleva.
Ogni passo del cavallo nella mia testa si amplificava per cento volte fino a diventare insopportabile.
Le immagini si offuscarono come ogni volta e caddi dal mio sicuro appoggio sul ramo.
Mi risveglia la mattina dopo, ero esattamente sotto l'albero ma ero cambiato: i miei capelli si erano allungati ed erano diventati scuri; i miei occhi erano azzurri, talmente azzurri da sembrare cieco e la mia armatura era solo pelle di lupo con qualche straccio sotto.
Mi toccai le guance e sentii sulla zona sinistra che avevo dei punti insensibili.
Ma la cosa strana era che sentivo qualcosa o qualcuno dentro di me che stava per prendere il sopravvento sulla mia volontà.
In meno di un secondo stavo correndo nella foresta come una creatura del sottobosco, sentivo di essere come posseduto da una forza che mi dominava completamente, vedevo tutto ma non riuscivo ad oppormi a qualsiasi movimento.
Arrivammo, io e lo spettro inquieto, su un dirupo e guardando sotto notai un pino su una sporgenza a 100 metri e poi una caduta libera di 300 metri circa.
Lo spirito saltò e io, senza potermi opporre, con lui.
Pensavo di star per morire, ma lo spirito si aggrappò al ramo del pino e iniziò a correre senza fermarsi, e a ogni secondo lo sentivo indebolirsi finchè ripresi il controllo.
Ero arrivato a Klivia e incombeva la stessa fiamma nera; guardai meglio, era sopra a una catapecchia vicino al fiume.
Il mio aspetto non era tornato però normale: avevo sempre lunghi capelli neri e pelli di lupo al posto dei vestiti, ma di nuovo un istinto irrefrenabile mi spinse in "città" e dopo aver finto di essere un lebbroso per passare il controllo delle amazzoni mi diressi vicino alla casa diroccata.
Emanava un forte e antico male che era visibile ai meno sensibili da un fiotto di liquido nero che usciva da sotto quella che sembrava la porta.
Con molta cautela aprii la porta vidi una sedia sulla quale era seduto qualcuno, o per meglio dire qualcosa, e un morto impiccato a quella che sembrava una vecchia e logora trave.
La voce grottesca ma anche stridula e tagliente disse: "Nient'altro che lurida feccia, il grasso di uno schifoso umano di quella stazza e sempre nero logoro di atroci peccati."
Non fu niente a confronto Krymenia, infatti quando la cosa incappucciata alzò la testa sentii il buio dilagare dentro di me come una nuova galassia in espansione.
Con velocità estrema gli occhi rossi della creatura sparirono per riapparire dietro alle mie spalle, dicendo con un sospiro più simile a un rantolo: "Io che succhio il sangue dalla strega che a sua volta succhia il sangue della terra per vivere sono ... sono... una nuova specie di questo insulso mondo, una creatura che non è ancora tempo di svelare perchè mai nessuno aveva osato succhiare quel sangue maligno e dedicarle tutta la propria vita."
Dopo una pausa nella quale mi accorsi di essere in un bagno di sudore lui riniziò: "Per avere la vita eterna, ma tu sei solo uno stupido stolto e non avvertirai gli hammers del pericolo che incomberà, dal momento che ti lascio questa candela fatta di sangue e grasso di innocente dalla quale non ti libererai mai più!!"
Ma al quel punto vomitai e vomitai l'anima... non la mia però, quella che mi aveva posseduto, la quale spaventò la creatura per la sua luminescenza.
Ne approfittai per tirar fuori la mia spada dall'elsa riapparsa come erano tornate le mie sembianze, ma appena lo trafissi sparì in una nuvola nera che si trasformò in gatto, il quale scappò da me nel buio della notte.
L'anima a quel punto parlò: "Roka è il mio nome e tu mio servo dovrai distruggere questa nuova minaccia sorvegliando questa candela che per mio volere rimarrà in questa casa, ma mai dovrà essere accesa.
Dopo poco capii chi avevo di fronte, così mi inchinai quasi a distendermi ai suoi piedi.
Giurai di proteggere la candela e di tenere il segreto, ma se Arcano cadesse in balia di questa nuova minaccia la mia coscienza che fine farebbe...
Sprangate le finestre, non aprite le porte e non entrate nella casa vecchia e malconcia sul fiume, perchè una spada assetata di giustizia decapiterà gli aggressori.

 

Axel_Wallenrod

 

Cerca nella Biblioteca

bordo_op.gif (351 byte)