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Primo
contatto
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Parte I°
PETROS
Ero nello stato di coma profondo, steso su un letto della Casa di
Rigenerazione in una comunità sul Pianeta VI° del sistema solare di
Seyteko. |
Mi trovavo
lì perché assoldato per aiutare il Pianeta VI° nella guerra contro il
Pianeta IV°.
Quest’ultimo era un pianeta abitato da esseri malvagi assetati di potere
e con folli piani di conquista. Fui chiamato perché conosciuto, in quel
quadrante della galassia, come un “Guerriero dello Spirito”, abile nella
spada, nella strategia e nella lotta, ma anche nell’uso dell’Energia.
Il VI° Pianeta era ormai quasi ridotto all’impotenza dai continui
attacchi dei loro, seppur malvagi, fratelli, come usano definirli.
In poco tempo riuscii ad organizzare la controffensiva.
Lo scontro fu tra i più cruenti che abbia visto, ma riuscimmo a
sottomettere i nemici ed a riportarli alla ragione.
Combattei con la consapevolezza nel Cuore che sarebbe stata la mia
ultima battaglia; infatti, alla fine delle ostilità, stremato e ferito,
caddi a terra esanime: il mio Spirito compì la sua ultima missione ed
era pronto per tornare a Casa.
L’anima si staccò dal corpo ed entrò nella dimensione sottile.
Lì, finalmente, incontrai gli Esseri che, dopo avermi accolto con un
Amore indescrivibile, con mia somma sorpresa, mi chiesero di tornare
nella dimensione materiale.
“Perché dovrei” dissi loro “il Cerchio è chiuso. Non ho più legami con
quest’Universo, il mio corpo giace lì, in coma. Sono stanco e la Casa mi
attende....”
“Abbiamo bisogno di te!” mi dissero gli Esseri con una dolcezza
indescrivibile.
Per un attimo la malinconia mi prese, la mia mente era stanca, avevo
bisogno di riposo, di rigenerarmi.
Ma fu solo un attimo ed accettai a Cuore aperto la missione.
“Potrai spostarti tra le dimensioni e le distorsioni spazio-temporali”
continuarono “e, soprattutto, potrai costruirti la Sfera Armonica. Col
tempo capirai i suoi usi. Questo strumento è indispensabile per portare
a termine il tuo ultimo compito. Senza di essa sarà perfettamente
inutile la tua presenza. Completata la Sfera dovrai cercare il mondo che
sarà la Meta. Vai lì e attendi. Tutto si compirà.
E non dimenticare: Acqua ti governa!”
Ormai ho fatto l’abitudine a questi messaggi oscuri: “Acqua ti governa”,
ed ho imparato a non pensarci per niente, perché, in ogni modo, il loro
significato si rivela solo al momento opportuno, né prima, né dopo.
Mi spiegarono, inoltre, come costruire la Sfera: dovevo cercare i 24
Elementi Mistici in 24 diversi pianeti della Galassia, prendendo
contatto con Alchimisti, Sacerdoti e Mistici che mi avrebbero aiutato.
Il Cuore mi avrebbe condotto da loro.
Fu così che ripiombai nel mio caro vecchio corpo che ritrovai
ringiovanito ed in piena forma.
Quando mi risvegliai vidi i Curatori di Seyteko tutti intorno; sembrava
che mi stessero aspettando.
I loro volti rassicuranti, placidi ed arguti mi diedero la sensazione
come se sapessero esattamente ciò che mi era capitato nello stato di
coma.
Gli abitanti di Seyteko, in particolar modo i Curatori, sono un popolo
molto spirituale.
La medicina è molto avanzata e le loro cure agiscono anche nei corpi
sottili.
In poche ore mi ristabilii completamente, presi le mie cose e partii.
Fu un viaggio lunghissimo in cui conobbi moltissimi mondi, tutti
diversi, più o meno evoluti, alcuni ospitali altri ostili.
Incontrai esseri meravigliosi: saggi, Mistici che mi hanno aperto la
Mente e il Cuore, e mi hanno aiutato a costruire la Sfera Armonica,
oggetto di cui ancora non conosco tutte le proprietà.
So soltanto che quest’oggetto, simile ad una pietra perfettamente
sferica, è parte di me ed io di essa.
Emette dei suoni che posso controllare con la mente.
E’ un catalizzatore dei miei pensieri e dei miei sentimenti che sono
tradotti in suoni antichi appartenenti all’Universo.
Durante i viaggi, non sono mancati momenti di tensione in cui ho visto
intere civiltà spazzate via in pochissimo tempo da atroci guerre…
Già, la guerra…
Sembra che non se ne possa fare a meno...
“Combattere” è la parola d’ordine della nostra dimensione.
Appena si nasce, si lotta per crescere, poi si compete con la forza di
gravità per potersi alzare da terra e camminare, poi si combatte per
sopravvivere o per accumulare ricchezze.
Non c’è dubbio: volenti o no, qui bisogna lottare!
La pace esiste, ma non in questa dimensione.
Io non voglio più combattere ed uccidere, anche se qualcosa nel Cuore mi
annuncia che non sarà così.
Sono passati gli anni e la ricerca della Meta sembrava non dare nessun
esito, fino a ieri, quando ho sentito parlare di Arcano.
Il Cuore ha cominciato a pulsare e le mie speranze si sono riaccese.
Oggi è il gran giorno.
Con emozione profonda mi accingo ad iniziare il viaggio
interdimensionale che mi porterà in un mondo sconosciuto dove, forse,
potrò terminare la missione che mi è stata assegnata dagli Esseri.
Petros si mette in posizione di meditazione e incomincia a concentrarsi.
Pian piano una luminescenza avvolge il suo corpo che inizia a
dissolversi per poi sparire.
Nell’eternità di un attimo Petros viene proiettato in una radura su una
collina del Pianeta Arcano. Comincia l’avventura.
Parte II°
Petros si guarda intorno; sono le prime luci dell’alba e pian piano di
fronte ai suoi occhi si apre uno scenario sublime!
Il fiume, le montagne, le colline, tutto sembra avvolto dall’Armonia.
La sensazione è forte!
“Gli Esseri che hanno creato questo mondo l’hanno permeato di Amore!”
pensa e, inchinandosi per rendere omaggio al Creatore, bacia la terra.
Si siede su una roccia e chiudendo gli occhi comincia a respirare.
Una dolce brezza di profumi inebrianti si alza e lo avvolge in un’intima
carezza.
L’energia della terra lo circonda in tenero abbraccio ed il benessere lo
infonde.
“E’ Arcano che mi dà il benvenuto!” pensa Petros sorridendo, e,
abbandonandosi all’Amore dimostratogli, con la Mente ricambia il saluto
inondando il Pianeta di energia...
Improvvisamente il viso di Petros cambia espressione...
“Sento una strana vibrazione... ansia, e sta affliggendo il Cuore del
pianeta!”
La Sfera, che prima teneva nella mano, comincia a vibrare ed a levitare
di fronte al suo volto visibilmente concentrato:
“Dolore! Una fitta all’altezza del cuore! Un senso di angoscia e di
profonda tristezza... sto soffrendo!”
Preso dalla commozione, scoppia in lacrime, nello stesso istante la
sfera ricade a terra chiudendo il transfert.
Turbato, Petros, riapre gli occhi…
“Perché tanto dolore?”
Il viandante si era informato sugli ultimi avvenimenti e sapeva che
Arcano è stato da poco sconvolto da una sanguinosissima guerra
fratricida, ma non poteva immaginare che avesse potuto infliggere
effetti così devastanti al pianeta stesso.
“C’e qualcosa che mi sfugge…. E non so se sia il caso di andare troppo a
fondo alla faccenda, peraltro non so ancora la ragione per cui sono
giunto fin qui... meglio aspettare ad agire: potrei infrangere equilibri
già troppo instabili!”
Petros resta alcuni istanti a meditare su quell’oscura sensazione che
aveva turbato profondamente il suo animo.
Fa un sospiro profondo e si alza guardando l’orizzonte.
“Sarà meglio che mi muova, la Stella di Arcano si sta alzando!”
Camminando trova un sentiero che va in direzione nord.
“Che strano, più vado avanti e più mi sento attratto da questo luogo. E’
una sensazione che non provavo da Ere. Mi sembra tutto così familiare!”
Parte III°
Il viandante improvvisamente si ferma.
Avverte delle presenze intorno a sè: “Mi hanno trovato!”
Un dardo si conficca proprio davanti ai suoi piedi, ed una voce
femminile comincia a parlare:
“Altolà, straniero, mostrati in viso e fatti riconoscere!”
“Sono un viandante. Vengo in pace da molto lontano. Il Cuore mi ha
portato qui. Cerco ospitalità”.
Si guarda intorno.
Non vede nulla ma percepisce gli animi che lo circondano: forza,
determinazione, ma anche rabbia e molta tensione.
Sono sicuramente Amazzoni, non c’è dubbio…
"Non abbiate paura! Non porto armi, vengo in pace!” afferma Petros con
voce calma.
Immediatamente da un cespuglio sul lato destro si leva una figura
femminile: un’Amazzone, che gli va incontro e lo perquisisce.
E’ la prima volta che Petros incontra un'Amazzone.
Aveva sentito parlare così tanto, di questi meravigliosi esseri e delle
loro leggende, che era ansioso di conoscerle e guardarle con i propri
occhi, ma le sue attese furono notevolmente superate!
Come il pianeta, le Amazzoni erano permeate di un’energia purissima che
si rivelava nella loro estrema bellezza.
Le proporzioni perfette, la muscolatura ben definita ma con grazia ed
armonia
La guerriera trova la Sfera e l’esamina.
“Dice la verità, è disarmato. Ha solo questa specie di sasso in tasca.
Sembra innocuo!” grida l’amazzone facendo cenno alle altre di uscire.
In un attimo, Petros si trova in mezzo ad una dozzina d’esseri
meravigliosi la cui fama non è nulla in confronto alla loro visione.
Una di loro, dall’aspetto autoritario, gli si avvicina, istintivamente
guarda Petros negli occhi che con ingenuità non abbassa lo sguardo e
fissare negli occhi un’amazzone equivale a sfidarla.
Subito lei avvicina la mano all’elsa della spada, poi si ferma.
La tensione sparisce.
Negli occhi di Petros non c’è né sfida, né tensione, né paura, ma solo
pace.
“Il mio nome è Hatshepsut” esordisce l’amazzone “sono al comando di
questo drappello che pattuglia la zona circostante. Chi sei, da dove
vieni e, soprattutto, che ci fai su Arcano?"
“Chi sono?” pensa Petros preoccupato “a parte il nome non saprei come
definirmi ....”
Riflette qualche secondo, poi gli torna in mente la cosa che ha amato di
più nella sua esistenza precedente.
“Mi chiamo Petros, vengo dal pianeta Terra. Sono un artista viandante,
un musicista”.
“Adesso gli artisti spuntano come i funghi!” Dice una di loro.
“Cos’è la pietra che porti? E i tuoi strumenti musicali? Come hai fatto
a giungere fin qui?” Incalzava Hatshepsut.
“Sono giunto qui attraverso le Dimensioni Parallele. La Sfera, quella
che tu chiami “pietra”, è il mio strumento... dammelo, te lo
dimostro...”
“Vediamo allora!” Dice Hatshepsut che lancia uno sguardo alle sue
compagne come per dire “state allerta”.
Poi restituisce la Sfera a Petros che la poggia sul palmo aperto della
mano.
Petros chiude gli occhi concentrandosi.
Dolcemente comincia a diffondersi una melodia, tutt’intorno, talmente
coinvolgente che gli alberi, le foglie, l’erba e persino le rocce
sembrano unirsi al pulsare di quel dolce suono.
Pian piano le tensioni delle amazzoni si sciolgono.
Hatshepsut per un attimo viene rapita dalle intense sensazioni che la
musica produce ma immediatamente reagisce e si riprende …
“Va bene, basta così. I tuoi occhi sono sinceri, non puoi costituire un
pericolo per l’Imperatrice. Puoi andare. Se segui questo sentiero verso
Nord, raggiungerai la Kioskas di Kolise. Lì chiedi della Madras Kristal
l’Eccelsa scribana, ti aiuterà ad incontrare il Custode di Arcano Abel
Wakaam. Noi non possiamo scortarti, siamo in missione, ma faremo in modo
che alla Kioskas sappiano del tuo arrivo. Addio artista”.
“Arrivederci Amazzone!” risponde Petros.
In un batter di ciglio le amazzoni spariscono alla vista di Petros che
riprende il suo cammino verso il centro abitato.
Ancora eccitato dall’eccezionale incontro, il primo contatto con le
amazzoni, una sottile gioia prende il suo Cuore e guardando il cielo
limpido, gli alberi e respirando l’aria frizzantina di Arcano, pensa:
“Forse questa è la Meta!”.
Parte IV
KRISTAL
"Qualcuno mi cerca a Kolise? Di chi si tratta, di grazia?" risposi al
messaggero che mi aveva finalmente scovato intenta a sistemare alcuni
sassi di un viottolo di Kanveska.
Colsi il suo stupore nel vedermi lavorare, ma per nulla al mondo avrei
rinunciato al piacere di far bella la mia Kioskas con le mie stesse
mani.
"Si tratta di un artista, Madras. Egli ha saputo che accogliete con
affetto i viandanti che parlano col cuore, e vorrebbe conoscervi".
Acconsentii, e subito fece cenno ad un ragazzo di avvicinarsi.
Aveva i capelli neri e lunghi, sciolti sulle spalle, ed un abito leggero
che mal si addiceva al freddo pungente di Glarule in arrivo.
"Io sono Petros, l'Artista viandante" disse tendendomi la mano "ed ora
che son qui... sono finalmente certo d'aver raggiunto la mia Meta!"
Mi raccontò una storia lunghissima, ma più che le sue vicissitudini
furono la sua voce e le sue parole a convincermi: parole dolci ma anche
vissute, parole... di chi "sa"... nonostante il suo aspetto quasi
adolescente.
Presi in consegna la pergamena in cui aveva vergato la sua storia e lo
accompagnai a Nakir, da Madras Aria.
C'era una casa pronta ad attenderlo, non so come facesse il Custode ad
indovinare sempre tutto in anticipo, ed Aria lo abbracciò dandogli il
benvenuto... ignorando completamente la sua autorità di Madras.
Forse aveva ragione Myrt, avremmo ancora dovuto imparare molte cose sul
nostro nuovo ruolo!
PETROS
Il primo contatto con questo meraviglioso mondo, Arcano, ormai è una
traccia profonda, indelebile nel mio Cuore.
Già qualche giorno è passato dal mio arrivo ed ho conosciuto la Madras
Kristal dal Cuore di Luce, così mi piace definirla.
Lei è come l’acqua.
Può essere "lago in quiete" ma anche "torrente in piena".
Sprigiona luce, vitalità e profonda bellezza che danno forza a chi le
sta vicino e non si risparmia mai!
Poi la Madras Aria di Nakir, Sacerdotessa.
In lei acutezza, prontezza di spirito ed Armonia si fondono in un unico
essere meraviglioso.
Non dimenticherò mai il calore e l’accoglienza delle due Madras.
Poi ho incontrato il Custode, Abel Wakaam, colui che infonde sensazioni
profonde, arcane, di purezza primordiale, che sono privilegio di coloro
che posseggono la Coscienza e la Consapevolezza del Basso e dell’Alto:
le due estremità dello Spirito che viaggiano in direzioni opposte e che
contemporaneamente si uniscono.
Nel nostro incontro abbiamo parlato di un'infinità di cose senza quasi
proferire parola.
Un incontro durato pochissimo alla fine del quale ha detto: “Vai
viandante stanco, e riposa il tuo cuore inquieto: Arcano ti accoglie a
braccia aperte!”
“E' un onore nonché un gran conforto averti incontrato Custode” risposi
“Arcano è al sicuro nelle tue mani. Il Cuore mi ha condotto qui, ed ora
comincio a capire perché. Ringrazio l'Imperatrice, Te, le Madras e tutta
Arcano per l'ospitalità che non mancherò di ricambiare. Potete contare
su di me, sui miei talenti”.
Poi il Custode mi congedò.
A volte mi ritorna in mente la sua espressione: “Cuore inquieto”, solo
un essere attento e sensibile come il suo non poteva definire meglio la
mia indole.
Sono giunto in un nuovo mondo eppure già mi sento a casa.
Posso dire solo: grazie, Arcano.
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