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A Comando dei Lokot!

 

Riconobbi il corriere prima ancora che questi bussasse alla mia porta.
Il veloce sferragliare degli zoccoli sul selciato e la brusca interruzione proprio dinanzi ad essa mi fecero capire che cercava proprio me.
Aprii l'uscio, e mi divertì la sua espressione stupita.

"Se vuoi sorprendere le persone coi tuoi messaggi devi imparare ad essere più discreto col tuo cavallo!" gli feci, abbozzando un sorriso.
"Ehm… veramente…" e con aria imbarazzata indicò il mio basso ventre.
Ero talmente abituato a scattare nelle situazioni più disparate, come appunto l'arrivo di qualcuno, che non mi ero reso conto che stavo facendo il bagno, e mi trovavo completamente nudo.
"Ehm… va bene, che vuoi che sia… ehm… dammi!" e strappai la missiva dalle sue mani, poiché questi era ancora voltato.
Richiusi la porta e m'immersi di nuovo tra le calde acque della vasca.
Con immenso piacere mi feci avvolgere da quel caldo abbraccio, e le spezie tonificanti donatemi da Hat fecero il loro dovere, ritemprando il mio corpo.
Tenevo ancora la missiva in mano.
"Chi mai mi scriverà?" pensai, dando un'occhiata alla pergamena.
Schizzi d'acqua spruzzarono da tutte le parti quando di colpo mi alzai.
"Una lettera dall'Imperatrice?!"
Ruppi immediatamente il sigillo ed aprii.
Era un invito a presentarmi con urgenza a palazzo.
Non riuscivo a capire il perché di quella convocazione.
Da tempo ormai non frequentavo le alte sfere del Comando, da quando mi ero messo a riposo dalla guida dei Caliur.
"Deve essere successo qualcosa di grave, altrimenti non avrebbero richiesto la mia presenza."
Mi vestii alla svelta, raccolsi un po' di cibarie da sgranocchiare per strada, e corsi alle scuderie.
"Andiamo Ombromanto, si riparte! La nostra presenza è gradita a corte!"
Il nitrito allegro della mia fiera cavalcatura echeggiò nella stalla, fendendo l'odore acre e pungente di quell'angusto ricovero.
"Lo so, lo so, sei contento. In effetti non ti invidio. Dover stare la magior parte del tempo rinchiuso in questa specie di prigione non deve essere piacevole. Ma non preoccuparti, prima o poi ci trasferiamo tutti e due in aperta campagna, e lì sarai libero di scorrazzare sui prati più verdi che tu abbia mai sognato."
Lo sellai e partii spedito verso la Kioskas Imperiale.
L'aria cristallina di quella tarda mattinata invernale mi sferzava il viso.
La neve non era ancora caduta, ma non avrebbe tardato ancora molto.
Il freddo andava aumentando di giorno in giorno, e già sulle montagne vicine cominciavano ad intravedersi candide pennellate di bianco, simili alla soffice polvere di zucchero che la Grande Asiram metteva sulle sue mitiche torte di mele.
Il contatto con la natura rinvigorì ancor più il mio corpo.
Quale magico rapporto avevo con i boschi, i fiumi, le creature tutte del suo meraviglioso mondo.
Era sempre stato così, sin da piccolo avevo stabilito quella sorta di contatto spirituale che mi legava indissolubilmente alle forze primordiali della Natura.
Il volo di un falco, alto nel cielo, mi fece compagnia fino alla meta.
Lo spettacolo della Kioskas Imperiale si presentò ai miei occhi in tutto il suo splendore.
L'ultima volta che vi ero entrato, era stata per festeggiare la sconfitta dei ribelli di Ylea ed il ritorno di Nimira al ruolo di Imperatrice, quel giorno infausto in cui dei luridi traditori la colpirono con delle frecce. Fortunatamente la nostra Imperatrice era di tempra Guerriera, e superò anche quel brutto momento.
Ed ora? Cosa voleva da me?
Con queste domande che mi ronzavano per la testa, imboccai l'entrata dell'enorme portone di accesso, mostrando il mio invito alle guardie.
All'interno si respirava un'aria diversa da quella di Klivia.
Tutto era in ordine.
Botteghe di sete pregiate e manufatti provenienti da tutto l'Impero facevano bella mostra di sé, inorgogliendo i mercanti, che ne elogiavano le delicate manifatture.
Dai forni, il fragrante odore del pane appena cotto carezzava le nari, invitandoti ad assaggiarne.
Niente a che vedere coi soliti schiamazzi serali delle taverne di Klivia.
Raggiunsi il Palazzo Reale e mostrai l'invito all'amazzone di guardia.
Questa mi guardò, come non ritenendomi degno di presentarmi al cospetto dell'Imperatrice.
Il mio vestiario in effetti non era dei migliori, nonostante avessi indossato la mia vecchia divisa da Comandante, ma i miei ultimi ani passati da Ramingo mi avevano fatto capire che non è il vestito che fa il Guerriero.
Arrivato finalmente al cospetto dell'Imperatrice, mi inginocchiai, presentandomi a lei.
"O divina Imperatrice, sono Falcos il Ramingo, ex Comandante dei Guerrieri di Caliur. Ho ricevuto stamane il tuo invito e sono accorso al tuo cospetto. Ordina, ed io obbedirò!"
"Alzati Falcos, sii il benvenuto. Caliur mi ha parlato molto di te. So che sei stato un ottimo Comandante, e so anche cosa ti è successo in questi ultimi anni nei quali sei stato costretto a vagabondare a causa del malvagio Woshur. Per questo ti ho chiamato. Ho bisogno di una persona fidata che assuma il comando degli Esploratori di Lokot. Il vecchio Comandante è dato per disperso dall'ultima battaglia della Terza Era, ed in questo momento non possiamo permetterci di rimanere sguarniti. Tu sei già stato un Comandante, e gli ultimi anni che hai vissuto li hai passati ramingo per le terre di Arcano, che ora conoscerai meglio di chiunque altro. Quindi reputo che tu sia la persona più adatta ad assumere quel ruolo. Lo accetti?"
Quest'ultima frase la disse con un tono che non ammetteva repliche.
"Ogni tuo ordine è per me fonte di luce, mia Imperatrice. Assumerò il comando dei Lokot, e ti assicuro che porterò il loro vessillo in alto quanto ho fatto per i Caliur. Saprò meritarmi la tua fiducia, mia Imperatrice."
"Bene. Mi aspetto che tu lo faccia. Ora puoi andare."
Mi alzai, inchinandomi ancora una volta prima di uscire.
Ero stordito.
Il comando dei Lokot. Degli esploratori.
Sarei stato in grado di assolvere a questo compito nel migliore dei modi?
Mi sarei certamente impegnato al massimo.
Passai di corsa in un forno che stava chiudendo, e pregando il fornaio riuscii a farmi dare, dopo qualche imprecazione, una pagnotta calda. L'avrei mangiata in viaggio.
Volevo subito tornare a Klivia.
Se non arrivavo troppo tardi, forse avrei fatto in tempo a passare dalla taverna e fare un po' di baldoria.
Balzai in sella ad Ombromanto spronandolo, e mentre l'aria fredda della sera mi sferzava il volto, la mia mente pensava:
"Ed ora? Mi tocca trovare un nuovo grido di battaglia per i Lokot!"

 

Falcos il Ramingo, Comandante degli Esploratori di Lokot.

     
     

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