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Storia di Doomdark

 

Da sempre la magia ha permeato la mia vita. Nacqui 30 anni or sono nella terra di Darknight, a centinaia di hoki da questa vallata.
Là il tempo scorre secondo parametri diversi da quelli conosciuti.
Là io ero un saggio ed un mago, in una delle più importanti città.
Allora, indossavo la tunica bianca e non conoscevo ancora i segreti della menzogna e del tradimento; là consigliavo il mio Re e governavo con lui.

Ma venne una guerra misteriosa, come misterioso fu il gelo che ricoprì le terre di Darknight.
Esseri misteriosi, sorti dal nulla, cominciarono a distruggere e seminare il panico; morte e distruzione erano il costante segno del loro passaggio.
Ogni giorno, le loro schiere aumentavano e, dal nulla, comparivano condottieri a guidarli.
Fu attaccata la prima città, Rak ag Gur, la mia città.
Le nostre forze furono sconfitte, ed Rak ag Gur divenne la capitale di quel male senza fine.
Gli uomini, gli elfi, ed ogni altra creatura, si coalizzarono e combatterono, uniti come non mai; le battaglie erano incessanti, il numero di morti, da una parte e dall'altra, incalcolabile.
Anche noi maghi, ci unimmo per combattere il nemico, senza neppure conoscerlo, e pagammo molto cara questa ignoranza.
Molti di noi caddero contro stregoni in vesti rosse e nere, senza che i nostri poteri ci difendessero.
Eravamo inermi contro la loro magia, mentre loro parevano possedere varie forme di resistenza contro la nostra.
Fu allora che io ed un piccolo gruppo di altri maghi, per lo più di ordine Verde (i più giovani) tentammo di infiltrarci nell'esercito nemico.
Decidemmo di indossare tuniche come le loro, nere e rosse, senza nemmeno conoscerne il significato.
Fummo scoperti prima ancora di entrare nel campo nemico, e nemmeno il più potente dei miei incantesimi riuscì ad impedire la nostra cattura.
"E' finita", fu la mia mesta riflessione, e, guardando le facce dei miei compagni (incredibilmente nessuno era stato ucciso) mi accorsi che i loro pensieri non erano molto diversi dai miei; fummo condotti in una costruzione, lontano dal campo, che sembrava essere un tempio, ma completamente differente dai nostri.
Un uomo misterioso, anziano, con un portamento regale ed uno sguardo indecifrabile, avvolto in un'aura di potere si avvicinò, chiedendo chi fosse il mago anziano; una volta indentificatomi, fece un cenno d'assenso e mi invitò a seguirlo.
In una stanza del tempio, io e lui, soli, parlammo a lungo.
Fu così che scoprii la verità.
L'esercito che ci aveva attaccato altro non era che l'insieme degli antichi popoli, "misteriosamente scomparsi" secondo le antiche leggende, in realtà banditi dal piano materiale, fino a quel giorno, dai maghi dell'ordine bianco, che tornava a reclamare la sua parte di terra sulla quale vivere.
Scoprii anche che esistono tre tipi di magia, quella bianca, quella rossa e quella nera, ciascuna con le sue peculiarità, e che, in un tempo lontano, tutti i maghi potevano scegliere a quale ordine appartenere; tutto questo prima che i maghi bianchi, chiamati allora i maghi dell'Ordine, attaccarono di sorpresa gli altri e li bandirono insieme ai popoli considerati nemici dell'ordine.
Mi spiegò anche che i maghi rossi erano detti i "Senza Sentimenti", perchè venivano addestrati a non lasciarsi mai dominare dalle passioni, sia quelle buone che quelle malvagie, allo scopo di cercare una giustizia assoluta e che i maghi neri erano chiamati "gli Oscuri", perchè dominati dal caos e dalle passioni primordiali, capaci di odi immensi, come di grandi gesti di compassione.
Detto questo, mi guardò e sussurrò: "Ora sai tutto ciò che potevo dirti; sei libero di decidere il tuo fato, nessuno ti ostacolerà, se vorrai tornare a combattere con i tuoi uomini contro di noi; ma dovevi conoscere queste verità e non solo quelle che ti hanno insegnato. Ora va' e trova la TUA verità"
Rimasi molto affascinato da quel vecchio, che aveva accolto un nemico, venuto per cercare di distruggerlo, come un discepolo che aveva agito male per ignoranza; chiesi che fosse spiegato tutto anche agli altri prigionieri e che fosse lasciata la stessa scelta lasciata a me.
Alcuni decisero di tornare, inorridendo quando udirono della mia intenzione di fermarmi con quel vecchio; altri decisero di fermarsi con me.
Purtroppo gli uni e gli altri erano troppo giovani e videro la mia scelta come lo schierarsi a combattere dall'una o dall'altra parte; nessuno capì che io cercavo la conoscenza!
Ora sono tutti morti, chi su una barricata, chi sull'altra.
Mi fermai parecchi anni, con quel vecchio e con altri maghi, sia quelli con la tunica rossa che quelli con la tunica nera; tuttavia rimasi sempre affascinato dalle parole di quello che consideravo il mio maestro.
Il suo nome era Raistlin.
La guerra, intanto continuava, ma nessuna fazione riusciva a prendere il sopravvento.
Io non partecipai mai alle battaglie, perchè non volevo alzare il braccio contro coloro che avevo chiamato fratelli.
Un giorno Raistlin mi portò in un tempio che non avevo mai visto; mi fece spogliare e mi disse di entrare in una saletta.
Qui vi trovai riuniti alcuni maghi, alcuni con la tunica nera ed alcuni con la tunica rossa.
Entrò anche Raistlin, portando tre tuniche, una bianca, una rossa ed una nera; mi guardò e disse: "scegli".
La mia risposta li stupì, Raistlin compreso (era la prima volta che succedeva, in tanti anni): la mia scelta è di essere una tunica rossa, ma il mio scopo è di fondere le tre magie; di trovare una magia unica, che un giorno possa essere la guida per tutta MIdnight.
Improvvisamente Raistlin mi abbracciò (grave infrazione, per un "Senza-Sentimenti") e mormorò..."se ne avrai la forza, sarai la nostra salvezza".
Quella notte stessa, Raistlin scomparve.
Lo rividi alcuni anni dopo, durante il mio viaggio, ma non era più il saggio che avevo conosciuto.
Qualcosa era successo, che lo aveva mutato nell'animo, rendendolo malvagio; non seppi mai cosa gli fosse accaduto.
Mi riconobbe a stento, e per un attimo, sembrò tornato quello di sempre; poi la pazzia tornò in lui e mi scacciò, minacciandomi di combattermi.
Fu l'ultima volta che lo incontrai.
Presa la tunica rossa, rimasi ancora qualche tempo presso i maghi rossi e neri, ma benchè mi rispettassero e temessero il mio potere (in fondo ero pur sempre il depositario di due forme di magia...), non si dimostrarono mai cordiali nei miei confronti; per molti di loro ero pur sempre un "traditore".
Dopo lunghe riflessioni, decisi di presentarmi al Consiglio dei Saggi dei maghi bianchi, per cercare di spiegare ciò che avevo appreso, ma nessuno capì o volle capire: alcuni mi chiesero di insegnare loro la magia rossa e quella nera (della quale avevo appreso i rudimenti), affinchè potesse essere usata contro il nemico; altri mi bollarono come folle o traditore e chiesero la mia testa.
Mi scontrai anche con alcuni di loro, uno scontro di magie, e le ceneri fumanti che lasciai al posto dei loro corpi non conquistò particolarmente il Consiglio, il quale (probabilmente, visto che non riuscivano ad uccidermi) votò il mio esilio.
Abbandonai la mia terra quella notte stessa.
Il viaggio mi ha portato nei posti più strani, prima che mi facesse mettere piede in questo mondo.
Qui ho affrontato prove ardue ed ho trovato genti nuove, appartenenti ad ogni razza e ad ogni allineamento; qui ho incontrato vecchi compagni di viaggio che, come me, hanno dovuto abbandonare la loro terra per i più svariati motivi; qui ho completato la conoscenza della magia.
Sono un mago dalla Veste Nera, adesso; ho affrontato la Morte e ne sono stato vinto... ho attraversato momenti di grande difficoltà, ho creduto che la sconfitta fosse il termine del mio ambizioso sogno... ma sbagliavo...
E' stata una lezione importante, capire che anche dalla più cocente delle disfatte può nascere il potere e può germogliare la conoscenza: mi scontrai con la Morte superbo, convinto che non mi avrebbe sconfitto, convinto che il mio potere mi avrebbe permesso di farmi beffe di lei... avevo già indossato la Veste Nera, giacchè credevo che la mia vittoria fosse scontata...
Non rise di me, la Morte, nè mi compatì... capiva... a volte mi chiedo se in una delle sue forme non sia mai stata una cercatrice... mi disse solo "hai perso e non me ne stupisco, il tuo corpo è mio... dovevi cercare meglio... forse un giorno comprenderai... e questo ti aiuterà"... la mia magia sopravvisse, portando con sè tutto il mio essere, ma non il mio corpo.
Vagai, puro spirito e conoscenza, in cerca di qualcosa che non riuscivo a capire... finchè vidi il corpo di un giovane mezzelfo (credo fosse un essere di quella razza)... mi avvicinai e percepii subito un'aura di magia, fortissima e, davanti a me, comparve un uomo avvolto in un mantello oscuro, come lo era stato il mio...
"Ti aspettavo, Doomdark" sibilò con una voce che sembrava provenire da lontano "nulla più d'un cadavere attira gli spiriti.... vero? Già te lo dissi... ma tu non ricorderai..."
Fissai quell'essere misterioso, alto, robusto, con capelli chiari, quasi bianchi che emergevano dal cappuccio della sua veste... il suo viso era senza età, i suoi occhi privi di ogni espressione... furono loro a farmi tornare alla mente tutto.
"Tu!"... già... il capo supremo del Consiglio dei Saggi di Darknight, colui che più di tutti volle bandirmi dalla mia terra... colui che un giorno fu il mio maestro e, più tardi, il mio peggior nemico.
Parlai con lui per qualche minuto, percepivo un pericolo, ma volevo sapere... la mia patria, le mie genti... i ricordi tornarono tutti insieme, insieme ad una nostalgia che mai avevo provato...
Liberati da ogni vincolo dettato dal corpo, ragione, sentimenti e magia erano diventati un tutt'uno.
Non ero preparato a questo e fui travolto... ogni parola di Grim (questo era il suo nome) evocava un fiume di sensazioni incoercibili... la guerra vinta dai maghi bianchi e dal "bene", il "male" sconfitto e bandito, l'ordine ristabilito, un nuovo capo... e poi ancora i maghi del Nuovo Ordine, il Vecchio Ordine spazzato via perchè aveva conosciuto la magia nera e l'aveva usata per vincere i nemici...
"Tutto adesso è ordine, Doomdark! Io stesso ho distrutto tutto il Vecchio Ordine, impuro e contaminato e ne ho creato uno nuovo, che conosce solo la magia bianca... io sono il mago che consiglia il signore di Ushgarak, la nostra capitale... io adesso sono il capo supremo... adesso mi faccio chiamare come te, Doomdark... adesso sono te e tu sei mio!"
Fu questione di una frazione di tempo che nemmeno si può contare... mi resi conto che le sue parole erano in contrasto con il colore della tunica che indossava... un particolare che prima, rapito dal racconto, non avevo notato... e la mia magia si erse a difesa della sua stessa essenza, mentre Grim mi scaricava addosso un potere che mai avrei creduto che potesse raggiungere...
"Tu hai indicato la via, e io ho scoperto come seguirla... sono rimasto l'unico a conoscere la magia nera a Darknight... ho io il potere e tu mi servi per accrescerlo" urlava come impazzito, completamente pervaso di magia "tu conosci i segreti di Raistlin... li devo avere... devo avere la tua essenza..."
Se fossi stato ancora in possesso del mio corpo, lo scontro si sarebbe risolto in pochi secondi... per quanto fosse diventato forte, Grim non conosceva la magia rossa, e, per quanto dotato, lo era stato sempre meno di me... ma senza fisicità, la magia diventa difficile da controllare e i sentimenti che turbinavano impazziti, dopo tanto tempo, mi impedivano agire... fui vicino di nuovo alla sconfitta, e questa volta avrei perso me stesso senza ritorno...
..sentivo il potere di Grim che mi soverchiava, rinfocolato dalla follia che lo pervadeva... già... la follia.... un turbine di sentimenti diversi... il caos... e la magia nera nasce dal caos, non dall'ordine e non dalla ragione... ecco la sua forza... ed ecco la mia idiozia!
Come potevo essere stato così stupido!
Come poteva volere unire le tre magie uno sciocco che neppure si era accorto di agire in modo diverso a seconda della magia che stava usando... l'ordine mi era stato insegnato... la ragione l'avevo appresa come una disciplina... ma tutto questo mi aveva drammaticamente allontanato dall'essenza della magia nera: io credevo di esercitarla, ma la mia era solo una parvenza... ecco cosa voleva dirmi la Morte... ecco dove avevo fallito... ero sempre stato capace di IMMAGINARE, al di là di ogni limite dei maghi che avevo di fianco... sapevo SOGNARE... avevo quella che gli umani chiamano fantasia, una fantasia immensa... e l'avevo lasciata da parte... non ero stato capace di lasciarla crescere: l'avevo rinchiusa in fondo al mio cuore e lì era rimasta, insieme ai miei sentimenti...
Non avevo capito nulla... anche la mia magia rossa, allora, era sbagliata, come lo era stata quella di tutti i maghi... forse anche Raistlin aveva sbagliato, e forse per questo, scontrandosi con la consapevolezza che ora mi pervadeva, era impazzito... forse...
..mi sembrava di uscire di senno... tutto è inutile... che senso ha... ho sbagliato tutto... poi questa montagna di gioie e dolori, di piccoli e immensi momenti perduti... e la tristezza di sentirmi non compreso... ma era colpa mia... no... e questo potere che mi circonda, che mi sta sconfiggendo... forse è meglio... ma io... aaaaaahhhhhhh!!!!
..ma non posso, non devo fallire... devo guardare dentro di me... affrontare anche questa prova... i miei sentimenti... posso trovare una via... le tre magie si fondono... sì... come possono fondersi, se sono così diverse... le forze se ne stanno andando... ma deve esserci un modo... perché............
..già... perché non possono coesistere?... l'ordine e il caos sono facce di uguale medaglia... sono simili e sono diversi... forse per qualcuno il caos è ordine e viceversa... certo è così... e... la ragione... posso... certo che posso!
La ragione è modulata da ciò che sento, non è travolta e non lo schiaccia... ecco la via...
Per un istante... per un istante solo capii.
Adesso non posso che riportare brandelli di quei pensieri, perché la verità si è allontanata, ma, per un attimo la vidi e mi pervase completamente... e, per la prima volta, sentii serenità, una pace incomparabile...
..poi scoppiò l'inferno... i miei poteri esplosero...
Non avevo mai sperimentato una forza simile, qualcosa di diverso dalla magia che avevo sempre praticato, e non so dire nemmeno cosa successe.
Sentii un urlo, agghiacciante ed estremo di Grim e mi ritrovai nel suo corpo con una sfera di energia fra le mani, che altro non era che l'essenza di colui che mi aveva attaccato.
Non lo distrussi, ormai l'aveva fatto la sua follia per me, ma racchiusi la sua essenza in un masso, che assunse le sue sembianze, lasciandogli la possibilità di liberarsi a patto che riuscisse a dominare la ragione (se mai ci riuscirà...).
Ecco dunque come ritornai in possesso di un corpo ed acquisii la magia nera.
La mia storia ancora aspetta un seguito ed esso si renderà palese quando riuscirò a ricostruire quelle sensazioni che, anche se per pochi istanti, mi resero padrone delle tre magie; nel frattempo, Doomdark il Nero veglierà sul suo mondo nel nome dell'Oscurità.

Doomdark

     
     

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