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Cronaca di una serata in Taverna

 

JARSALI

Dopo una giornata dedicata al duro lavoro, ogni abitante di Kolise desidera dedicare un po’ del suo tempo ad attività rilassanti; alcuni quindi si chiudono in casa con le famiglie, per godere della quiete del focolare, altri invece vanno a trascorrere alcune ore nella Taverna del Drago Verde, che così finisce per essere sempre affollata, con grande delizia di Kristal.

È uno spasso vederla in azione: da un lato cerca di fare la seria scribana, che bacchetta gli avventori per evitare che le sfascino il locale, dall’altro è la prima ad incitare tutti a divertirsi, spingendo amazzoni ed avventrici varie a ballare, per fare spettacolo ed attirare così altri clienti, quindi la tranquillità non è la caratteristica principale associabile all’atmosfera che regna in taverna, infatti l’alcol ed il continuo brusio delle chiacchiere portano a mantenere alto il tono della voce e, sempre l’alcol, genera delle situazioni potenzialmente pericolose, ma che si risolvono o con un bel pugno sul naso o, il più delle volte per fortuna, con grasse risate.
Un fatto del genere si è verificato proprio una sera, poco prima che Kristal assurgesse al ruolo di madras e lasciasse così, a malincuore, le redini della Taverna.
La serata sembrava procedere come al solito.
Rappresentanti di ogni gruppo che percorre le vie di Arcano erano seduti in Taverna e piatti di cinghiale fumanti e manicaretti vari venivano accompagnati da litri di birra, che sparivano nelle gole degli assetati avventori, rendendoli sempre più rumorosi e allegri.
Ad uno dei tavoli sedevano la maga LeeLoo, il dragone Roy, il mago Morbovia e l’amazzone Jarsali, tutti allietati dal mago che si divertiva a far comparire il distillato di anice, per cui è famoso e di cui è un forte estimatore, insieme a qualche bicchiere di vino per Jarsali, che proprio non riesce a farsi piacere la sambuca.
Le voci cominciavano a farsi sempre un po’ più strascicate ed i discorsi, sempre più ricchi di battute salaci, diventavano, invece, sempre meno sensati, finchè ad un certo punto Roy e Morbovia si allontanarono dal tavolo,a breve distanza l’uno dall’altro, fatto rilevato solo con uno sguardo distratto dalle due donne rimaste, che continuarono a bere tranquillamente, scambiando qualche parola solo ogni tanto, per nulla infastidite dal crescente rumore che le circondava.
Come se Lee avesse realizzato solo in quel momento che i due uomini non erano più con loro si decise a parlare.
“Dove sono spariti quei due, Jar?”
L’amazzone rispose solo dopo aver posato il bicchiere di vino.
“Mah! Saranno andati a scambiare due parole in privato, non lo so.”
Intanto lo sguardo di lì, dopo aver vagato intorno alla sala sulle facce dei clienti, si era fermato su uno in particolare, quello di Lilith, che vedeva essere in compagnia di un uomo, che dalla fisionomia, era molto simile a Roy, e non l’abbandonò più, continuando a parlare come se l’amazzone non le avesse risposto.
“Staranno facendo le solite zozzerie....” lo sguardo sempre puntato su Lilith.
Jarsali non coglie immediatamente le parole di Lee e quando lo fa...
“Cosa stanno facendo?! ...Zozzerie?!” il tono dell’amazzone si fa leggermente più acuto.
Il pensiero di Roy e Morbovia insieme si fece largo nella mente annebbiata dall’alcool dell’amazzone, suscitandole un lieve disgusto.
“Già, - rispose Lee bevendo un altro sorso di sambuca, guardando sempre verso Lilith l’uomo che per lei ormai era Roy - sanno pensare solo a quello!”
Anche la voce di Lee era velata dal disgusto, ma perchè pensava che il dragone stesse facendo il cascamorto con Lilith, mentre Jarsali era a pochi metri da lui; ma Lee non aveva colto che Jarsali aveva frainteso il suo discorso.
“Roy e Mor...insieme...a fare...zozzerie?!?” l’amazzone era sempre più esterrefatta e disgustata.
Lee a quel punto volse lo sguardo vacuo verso Jarsali, ma per metterla a fuoco ci mise un po’ di tempo, tutto quello che impiegò anche per capire l’equivoco, così riprese a parlare, proprio mentre Lilith si avvicinava a loro non vista.
“Ma no Jarsali, che hai capito? Io dicevo Roy e Lilith!”
Per un momento Jarsali sembra sollevata, in fondo il suo dragone non aveva cambiato gusti, ma subito dopo tutto cambiò.
Se Lee avesse causato un’esplosione con uno dei suoi trucchi non avrebbe potuto creare maggiore scompiglio: gli occhi di Jarsali si fecero di un blu cupo, la rabbia montava come una tempesta ed il fatto sarebbe stato palese ad un attento osservatore, ed anche uno meno attento se ne sarebbe accorto allo sbattere del bicchiere sul tavolo.
“Cosa diamine starebbero facendo Roy e Lilith? Davanti ai miei occhi poi?”
Lilith, ormai vicina, sentendosi interpellata e non capendo il furore dell’amazzone, provò a dire la sua.
“Io e Roy? Che c’entro io con Roy?”
Jarsali stava per girarsi ed aggredire verbalmente Lilith, quando Lee, agitatissima, tentò di fermarla, non essendo sicura che l’amazzone si sarebbe limitata a parlare senza passare poi ai fatti.
“No no Jars, fermati...non volevo dire...no, dai, stai calma! Guarda, - con una mano tiene ferma Jarsali - Lilith è qui, non con Roy.” Lee ora è completamente sobria.
Le nebbie causate dall’alcool cominciano a svanire anche nella mente di Jarsali, che si risiede, non prima però di aver fulminato con un’occhiataccia l’inconsapevole Lilith, che torna alla carica per cercare di capire qualcosa.
“Allora, mi dite cosa avremmo fatto io e Roy?”
Jarsali ormai, come Lee poco prima, cominciava a capire cosa fosse successo e, sentendosi un po’ sciocca per come aveva reagito, cominciò a sorridere divertita.
Proprio in quel mentre il dragone stava ritornando al tavolo, giusto in tempo per cogliere l’ultima parte della frase.
“Cos’avrei combinato io, Jarsali?”
“Niente Roy.”
L’amazzone ribattè pronta, continuando ad ignorare Lilith che cercava di avere finalmente una risposta alla sua domanda e, altrettanto prontamente, spinta da uno spiritello malizioso, continuò con aria falsamente distratta, aspettando le reazioni che le sue parole avrebbero suscitato.
“Lee pensava che tu e Morbovia vi foste allontanati per... ehm... appartarvi...”
Jarsali osservò Lee cominciare a boccheggiare e poi vide Roy dapprima sgranare gli occhi, poi adombrarsi in volto, fulminando con uno sguardo che avrebbe potuto polverizzare la povera Lee, che a quel punto non sapeva più che pesci prendere.
In realtà avrebbe voluto uccidere l’amica che l’aveva messa in quel pasticcio, ma al momento le sembrò più opportuno occuparsi del dragone che aveva l’aria di infuriarsi sempre più, ad ogni momento che passava.
“Cosa avrei fatto io, Lee?” tuonò Roy, assumendo un interessante colorito verdognolo, che, a dire il vero, non gli donava il fatto.
“Mi viene da vomitare!” aggiunse subito dopo, in preda al disgusto più totale all’insinuazione fatta.
Lee non resse più e sbottò a sua volta concitatamente, soprattutto quando notò che Jarsali stava per scoppiare a ridere.
“Diamine Jarsali, io non ho detto niente del genere!! Tu parlavi di Roy e Morbovia, io di Roy e Lilith!”
“Insomma, mi dite che diavolo c’entro io con questo discorso?” Lilith rispuntò fuori con la sua domanda, ma, ancora una volta, fu totalmente ignorata dagli altri.
Roy continuava a borbottare frasi sconnesse, tra le quali, di tanto in tanto, ripeteva “Io e Mor?!” con aria assolutamente schifata.
Jarsali cominciò a sghignazzare, non riuscendo più a trattenersi, finchè prese a ridere apertamente.
Roy non apprezzò il buonumore di Jarsali, tanto che la apostrofò rudemente, senza però ottenere alcun risultato; solo dopo un po’ l’amazzone si fu calmata a sufficienza per spiegare al dragone cosa avesse ingenerato quell’equivoco, ma se questo fece ridere anche Lee, che nel frattempo era riuscita a cogliere il lato comico della situazione, servì solo a rabbonire leggermente Roy, il quale rimase con un leggerissimo broncio.
Solo Lilith sembrava ancora non capire cosa fosse successo, tanto che posava gli occhi prima su uno e poi sull’altro cercando di trovare il bandolo della matassa, ma inutilmente.
In quel mentre che ritornò anche Morbovia, accompagnato da Aragon; entrambi avevano in mano un bicchiere di sambuca, che sorseggiavano parlando.
Arrivati al tavolo, si resero conto che qualcosa di particolare doveva essere successo, anche se nulla di grave, dato che Jarsali e Lee stavano ridendo di cuore; solo Roy non sembrava essere divertito per niente e Lilith aveva un’aria decisamente spazientita.
Morbovia, che ovviamente non aveva sentito tutta la spiegazione di Jarsali, chiese cosa fosse stato detto di così interessante.
Un altro scoppio di risate da parte di Lee e Jarsali fu la risposta insoddisfacente che ottenne, ma fu Roy a parlare proprio mentre Morbovia si accingeva a deglutire un altro sorso di sambuca.
“Ci hanno preso per due invertiti, Mor!”
“Chi?!” esclama il mago, non avendo ben capito che il “ci” includeva pure lui.
“Roy, guarda che ti sbagli!” Lee intervenne prontamente.
“Cosa allora?” la incalzò Roy.
Jarsali, continuando a ridere sfidò il dragone.
“Roy, ma mostra a Lee che non è vero!”
“Cosa ???” Roy era esasperato.
Jarsali allora ribattè sempre più divertita.
“Uffa...sto dragone stasera è lento!”
“Devo dimostrare che non sono un invertito? Ma non si vede scusa?”
“L’abito non fa il monaco, Roy!” lo provocò Jarsali.
Roy allora, veramente scocciato, si siede, allunga le braccia verso Jarsali e se la mette in braccio.
Così dicendo stampa un bacio sulle labbra dell’amazzone, che però non riesce a rimanere seria nemmeno in quel momento.
“Ma chi è l’altro, Roy?” domanda Morbovia.
“Tu Mor!” rispose Jarsali.
La reazione del mago fu immediata: sputò immediatamente in giro la sambuca che aveva in bocca!
Cominciò a tossire convulsamente, cosicchè Aragon prese a dargli delle pacche sulla schiena per farlo smettere, non potendo però celare il sorrisetto che si era affacciato alle sue labbra.
Ripreso fiato un attimo, Jarsali si apprestò a ricominciare a spiegare, con Lilith che continuava a ripetere la stessa domanda e Lee che ricominciava ad agitarsi tentando di spiegare che non era quello che intendeva, che era stata Jarsali a fare confusione, mischiando le carte.
Jarsali allora non si fece prendere in contropiede e rilanciò subito.
“Io avrò pure detto che si erano appartati, ma tu hai subito parlato di zozzerie!”
Anche Morbovia stava assumendo lo stesso colorito verdognolo che Roy aveva avuto poco prima, ma stavolta fu il dragone a parlare, facendo ironia sul mago.
“Adesso vedrete che sta male!”
Morbovia lo guardò dal basso, visto che si era piegato in due per il gran tossire, aggrottando la fronte, poi parlò, rimettendosi in piedi e ringraziando Aragon con un gesto del capo.
“Se vi sente Fairie vi annega nel Kruill!!!”
“Ma io avevo detto che Roy stava con Lilith!” interviene ancora l’ormai agitatissima Lee.
“Io e Roy....cosaaaa?” l’urlo di Lilith si levò sulle voci degli altri.
“Ahhhh, così va meglio!” fu l’esclamazione di Roy, più soddisfatto ora che era stato associato ad una donna.
Lee rimproverò Roy prima che Jarsali reagisse a quell’uscita infelice del dragone.
“Zitto Roy, che ti trasformo in un’oliva!”
“Che vuoi da me Lee?” Roy ora era molto più sollevato e perciò finalmente poteva ridere anche lui.
“Hai pensato male di me!” fu la risposta sdegnata di Lee.
Morbovia non si perdeva nemmeno una battuta.
“Meglio con Lil, eh?”
Jarsali si alzò e si allontanò da uno stupito Roy, che di nuovo aveva perso il filo del discorso.
“Prego, è tutta tua!” Jarsali, non più ridente, ma offesa si era fermata dall’altra parte del tavolo e fissava accigliata Roy con le braccia conserte.
Lee intanto continuava il suo rimbrotto a Roy, ora attaccato su due fronti, causando le irrefrenabili risate di Morbovia e di Dirkpitt, che aveva raggiunto il gruppetto, mentre Aragona se ne era allontanato, per tornare alla Torre.
“Anzi, ti faccio diventare una danzatrice del ventre!”
La proposta piacque all’amazzone, che la incalzò.
“Sì sì, Lee, fallo pure!”
“Ma cosa .....io sono parte in causa, mi dite che cosa ho fatto?” Lilith era sempre più infuriata.
Ancora una volta, però, fu ignorata, non da dragone però, che le rispose con un secco no.
“Ahhh, l’orecchino all’ombelico...” le elucubrazioni di Lee continuavano, sollecitate anche dall’offesa amazzone e dalle reazioni dell’orripilato dragone.
“Tramutalo in ranocchio! - Jarsali era davvero offesa - Anzi, in un viscido verme!”
Morbovia era di nuovo piegato in due, ma dalle risate questa volta.
Roy, vedendo che le due donne erano serissime, tentò di alleggerire l’atmosfera con una battuta.
“Va bene il ranocchio, va bene il ranocchio!”
Lee intanto cercava di zittire la sempre più insistente Lilith, che, raggiunto il limite della pazienza urlava che nessuno poteva zittirla, prontamente di nuovo zittita da Lee; intanto Jarsali, presa dalle possibili ed eventuali trasformazioni che Lee poteva operare su Roy, continuava.
“Un vermino, però, non un vermone!”
“Jarsali!!!” Roy cominciò a realizzare chel’amazzone era arrabbiata sul serio.
“Bestia che sei!” continuò imperterrita Jarsali, fulminando con un’occhiataccia Roy.
Morbovia, scuotendo la testa, esclamò ridendo: “Sono tremende!”
A Lee doveva essere piaciuto il suggerimento di Jarsali, perchè, ignorando di nuovo Lilith, aggiunse: “Verme peloso?”
“No, glabro, come le salsicce senza pelle!” La risposta fu lapidaria.
“Gli strappiamo i peli uno ad uno?”
Lilith trovò ancora il modo di intervenire.
“Ehi Jarsali, che fai, mi rubi le stregonerie?”
“Suggerisco, Lil, mi limito a suggerire.”
“Ma che dite?!”
La voce di Jarsali era sempre più asciutta, quella di Roy invece sempre più preoccupata.
Roy, ormai assediato dall’attacco verbale, cercò aiuto dall’amico mago.
“Mor, aiuto! Queste due sono pazze!”
“Quanta miara mi dai se le trasformo in ranocchie, Roy?” propone Morbovia sghignazzando.
Jarsali si voltò rapida verso il mago.
“Tu stanne fuori Mor!”
La minaccia non fece altro che aumentare fino al parossismo la risata di Morbovia, che però non tenne conto di Lee.
“Zitto, Morby, che ce n’è anche per te!”
Roy si mise a chiedere aiuto, mentre Jarsali continuava a rinfacciargli l’infelice frase detta prima.
“Meglio Lil, eh?”
Tutti avevano sottovalutato Lilith, che sentendosi nominare un’altra volta non ci vide più e si avventò su Jarsali, stringendole il collo fra le mani e si mise ad urlare: “Cos’ho fatto io?”
Jarsali non diede segno di volersi liberare, si limitò a fissare negli occhi Lilith e ad accarezzare la spada.
“Ti dico solo questo Lil: sto accarezzando la mia spada.”
La voce di Jarsali si era fatta bassa e lenta.
“Oddio!” Lee accantonò l’idea di lanciare un incantesimo su Roy immediatamente, fissando la sua attenzione sulle due donne.
Roy, vedendo attaccata la sua amazzone, sguainò in fretta la spada.
“Roy, per mille scaglie di miara potrei farti uno scudo protettivo!” fu l’insolente intervento di Morbovia, che però probabilmente così salvò la vita a Lilith.
Il dragone si fermò per un attimo, strizzando l’occhio al mago gli rispose: “Che amico che sei Mor!”
Lee, stando al gioco nonostante la tensione, replicò: “Come sei esoso, mago!”
“Roy non ha bisogno delle tue difese, Mor - intervenne anche Jarsali - si sa benissimo difendere da solo!”
Non toglieva nè gli occhi di dosso a Lilith, nè la mano dalla spada parlando, tanto che Lilith stessa si trovò a tentennare.
“Per gli dei...forse sono un po’ confusa...non capisco più niente!”
“Giù le mani da Jarsali, Lilith!” urlò Roy.
L’urlo fece sobbalzare Lilith, che strillò a sua volta chiedendo aiuto, ancora più spaventata quando udì la voce mortalmente piatta di Jarsali che le intimava di mollare la presa e di far caso, ancora una volta, al fatto che la sua mano non si era spostata di un millimetro dall’elsa della spada.
Roy, a quel punto, procedette verso Jarsali e Lilith, staccando con la forza quest’ultima, che blaterava di incantesimi che avrebbero sciolto la spada, dal collo dell’amazzone e calmando la sua isteria con uno schiaffo, che sembrò ottenere il risultato voluto.
Visto l’ardore che Roy dimostrò nel difenderla, Jarsali, pur sapendo che non sarebbe stato necessario quell’intervento, sorrise compiaciuta, avvicinandosi a Roy, che subito la strinse in un abbraccio, ristabilendo la pace fra loro.
Nel momento di calma che seguì, Morbovia parlò, con ancora tracce di riso nella voce.
“Ditemi una cosa....”
Tutti volsero lo sguardo verso di lui, prontamente.
“Ma alla fin fine, cos’ha fatto Lil?”


MYRT

Il giorno dopo Myrt tamburellava nervosamente con le unghie sul tavolo: non appena l'amazzone fu fatta entrare la madras si alzò:
"Seguimi" disse, mentre scendeva in fretta le scale e, una volta all'aperto, si dirigeva verso le stalle.
Myrt montò su Apache mentre anche Jarsali balzava a cavallo e al piccolo trotto si diressero verso il centro della Kioskas:
"Devo controllare un paio di rifornimenti- cominciò la Madras- ma intanto vorrei che scambiassimo due parole, suppongo non avrai nulla in contrario."
Myrt si abbassò per evitare una trave e con un gesto segnalò l'impedimento all'amazzone, che la seguiva.
Poi continuò:
"Mi è stato detto, correggimi se sbaglio, che ieri sera stavi provocando una rissa nella taverna di kristal. E' vero?"
L'amazzone rispose subito senza esitare:
"Si Comandante è vero, ma vede è accaduto perchè Roy, vede, si era appartato con Morbovia. Anche se poi non era vero, infatti stava parlando con Lilith, e Lee mi ha detto, che poi a ben pensarci è tutta colpa sua, che insomma, Roy stava facendo delle <<zozzerie>>"
"Con Morbovia?" Chiese perplessa Myrt.
"No.. con lilith, anche se poi in realtà non era vera nè una cosa nè l'altra."
"Quale cosa?" Myrt aveva arrestato il passo del cavallo e fissava l'amazzone sconcertata.
"Quella di Lilith e Roy!"
"Mh........... vabbè, andiamo avanti. Cos'è successo dopo?"
"Dopo ecco, io volevo trasformarlo in un rospo ma nel frattempo lui stava diventando verde..."
"Chi stava diventando verde?" Chiese la Madras.
"Tutti!"
Myrt si passò una mano sulla fronte, mormorando: "Qui divento vecchia prima del tempo......" poi fissò l'amazzone: "Vai avanti"
"E, beh, ecco, Lilith mi ha messo le mani intorno al collo..."
"E perchè?!?"
"Perchè nessuno le spiegava cosa aveva fatto."
"Ma cosa aveva fatto?"
"Niente!"
Myrt fissò l'amazzone, che si azzittì, aspettando:
"Amazzone, mi stai prendendo in giro?" ringhiò la Madras.
Jarsali alzò lo sguardo di scatto, allarmata: "Assolutamente no! E' solo che..... è complicata"
Myrt sospirò: "Va bene, allora, Lilith ti ha messo le mani intorno al collo e tu?"
"E io ho messo la mano sulla spad....."
"CHE COSA HAI FATTO?!?"
Il cavallo di Jarsali, non abituato alla voce della Madras fece un piccolo scarto di lato, impaurito mentre Apache lo guardava con aria di commiserazione.
Nel frattempo Myrt ruggiva:
"Mai, hai capito, mai amazzone voglio vedere una delle mie guerriere anche solo sfiorare lontanamente le armi in presenza di qualcuno che non sia un guerriero! Mi sono spiegata?"
"Ma, comandante......"
"MI SONO SPIEGATA?!?"
"Si, comandante."
Myrt rimase a fissare l'amazzone che aveva abbassato lo sguardo, poi alzò il mento, presa una decisione:
"Non mi aspettavo una sciocchezza simile da te. Sei consegnata nel tuo alloggio per tre giorni, ti è vietato mettere piede sul campo per partecipare alle esercitazioni ed è meglio che non ti fai trovare tra i MIEI piedi. Una volta finito questo periodo ti presenterai all'accademia delle giovani Froll, dove insegnerai alle bambine come diventare un'amazzone. Ho detto un'amazzone, non una donna qualunque con la mano sulla spada permanentemente. Qualcosa non è chiaro?"
"No, comandante, è tutto chiaro."
"Benissimo."
Poi Myrt si allontanò verso la piazza centrale della Kioskas.


LICHT

Il Comandante di Betris osserva la scena, con il suo cavallo affianca la giovane Madras e le dice:
- Complimenti Madras, vedo con immenso piacere che non siete cambiata -.
Poi se ne va al galoppo fuori da Kolise.


JARSALI

Jarsali non battè ciglio davanti alla reazione furente del suo comandante, perchè la rispettava profondamente in quanto tale e per lo stesso motivo non replicò che lei non avrebbe mai sguainato quell'arma contro chicchessia, il gesto serviva solo a far capire a Lilith che bisogna pensare prima di agire, usando gesti violenti, ma a Myrt questo non pareva interessare.
Persino il suo stallone, Navarre, aveva avuto uno scarto insofferente, indifferente che il gesto apparisse come una dimostrazione di paura: era un destriero abituato a restare immobile persino nel bel mezzo di una battaglia, non si sarebbe spaventato per un tono di voce alto.
E si stupì persino che l'impressione che la madras avesse avuto di lei fosse di una persona balbettante e confusa; confusa era stata la situazione capitata in Taverna, ma lei non lo era mai stata.
Come sempre vide il lato positivo della cosa: le piaceva molto addestrare le giovani Amazzoni.
Amava il loro entusiasmo e le piaceva incanalarlo lungo la giusta direzione, per farle diventare degne di portare la divisa Froll e per loro sarebbe stato utile essere addestrata da una Kral, che si era meritata il fregio sul campo.

     
     

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