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La vita... continua!

 

E cosi tornai alla Kioskas e lentamente cominciai ad apprezzare una vita che da tempo avevo abbandonato, per chiudermi nella mia eterna insoddisfazione, nel mio viaggi a ritroso...
Alla Kioskas mi reintegrai nella vita sociale, in breve tempo conobbi tanti nuovi amici e ritrovai quelli vecchi; tutti si dimostrarono subito molto disponibili e gentili.

Da parte mia nonostante la mia lunga assenza ed il mio peregrinare eremita, cercai di dimostrarmi il più possibile spontanea e cordiale, nascondendo le lacrime che, come un mare, lambivano il mio animo piegato dalla sofferenza nonostante la mia giovane età.
Appunto perchè la vita nella Kioskas mi fece dimenticare i mali, tutto sembrò come una panacea per la mia mente e mi dedicai a lunghe e attive giornate.
La mattina mi allenavo e facevo numerosi esercizi fisici, sempre convinta che la battaglia sarebbe sempre più presto arrivata portando via la serenità che aleggiava nella kioskas ed io non volevo perdere altre persone... non avrei più voluto piangere per un amico perduto e dovevo impegnarmi per diventare sempre più forte e difendere tutti... A costo della mia vita, per rivedere il loro sorriso il giorno dopo.
Il pomeriggio mi divertivo a disegnare e ad insegnare ai più piccoli a dipingere; mi piaceva veramente tanto disegnare, ritraevo il mondo come volevo io, ritraevo un mondo migliore, come avevo sempre sognato, era il mio sfogo, adoravo farlo.
La sera il punto di ritrovo di rito era la taverna, dove si discorreva sul più e sul meno e dove a volte si festeggiava qualche avvenimento particolare o dove si narrava le proprie avventure e gli strani eventi ai quali si era andati incontro.
Io preferivo ascoltare i racconti dei guerrieri più anziani e le storie dei maghi, da parte mia avrei voluto raccontare qualche fatto, ma non ero ancora pronta; a soli diciannove anni non pensavo che i miei racconti potessero interessante dei guerrieri fatti e affermati, anche se a volte ne avrei sentito la necessità impellente.
Mi sentivo bene, avevo ripreso il controllo sulla mia vita, ma avevo ancora paura; paura di dover chiudere gli occhi, di non sentire più le voci dei miei amici e di non rivedere i loro occhi...
Avevo paura di un cambiamento improvviso che avrebbe spazzato via il fragile equilibrio che mi ero creata.
Avevo tanti dubbi, ma decisi di lasciarli in qualche angolo sperduto della mia mente ed affrontarli solo in seguito, quando ne sarei stata in grado e alla fine rimuoverli per sempre.
A fine giornata tornavo a casa e mi sdraiavo sul letto a fantasticare, dove, prima di addormentarmi, raffiche di ricordi inebriavano la mia mente ed empivano i miei occhi, come un alone di pensieri quasi palpabili; non riuscivo a scacciare quelle immagini dalla mia vista, fino a che non mi addormentavo. Finiva un giorno.
E ne cominciava un altro...
Scendendo dal letto, ogni mattina, vedevo la mia immagine riflessa nello specchio: i miei lunghi capelli neri, i miei tatuaggi, tanti quanti i fatti che mi avevano segnata, gli orecchini, le mie cicatrici... Nulla era lasciato al caso.
Infine fissavo il mio volto, sembrava quello di una normale ragazza, ma qualcosa aveva lasciato dei segni nelle linee del mio viso, qualcosa di tanto impercettibile, quanto evidente; tanto evidente che ogni mattina mi chiedevo come facevo a lasciarmi alle spalle il passato.
Una mattina ebbi la risposta che da tempo cercavo; da anni vivevo portandomi il ricordo, le emozioni e i sentimenti di tante compagne perdute e capii che era un mero atto di egoismo sprecare tutto ciò che esse mi avevano insegnato, lamentandomi della vita e non facendo tesoro dei loro insegnamenti. Dovevo portare fiera ed orgogliosa questo fardello per evitare che il passato si ripeta e rovini la mia splendida, ma travagliata vita.
Quel giorno uscii di casa, c'era il sole, la brezza mattutina mi spostò una ciocca di capelli sugli occhi, la scostai, venni abbagliata dai raggi del sole, strinsi gli occhi, sospirai.
Respirai profondamente, mi stiracchiai.
Cadde una lacrima sul suolo. Sorrisi.
La vita... Continua.....

 

Floria

     
     

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