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Hirih

 

Stanca... stanchissima...
Avevo aiutato Berserk a caricare sui cavalli i sacchi di sale da portare alle Hibryans, dopo una giornata di frenetica attività.
Gli Ardes dovevano risalire il Kruill fino alla sorgente, sostando a Krymenia e poi a Nosambra, e Berserk era pronto a condurli lassù incurante del segnale di pericolo che proveniva dalla oscura montagna.

Sorseggiavo una tazza di tisana in attesa di coricarmi, quando uno scalpitare frenetico mi fece balzare sulla sedia.
"Kristal, presto!!" urlò una voce attraverso la persiana. Era una Guardia Imperiale.
"Nimira... ha le doglie!!!!"
Corsi alla porta e feci entrare l'amazzone trafelata.
"Ma io che posso fare? Non ci sono le curatrici?"
"Certo che sì, ma l'evento deve essere trascritto nelle pergamene della Storia di Arcano!!!"
"E' vero! Che stupida, come ho fatto a non pensarci?"
Afferrai in fretta il taccuino e e le penne e mi precipitai nelle scuderie, dove un Barbaro recalcitrante mi guardò come si guarda una pazza.
"Coraggio bello, dobbiamo andare alla Kioskas Imperiale! E di corsa!"

Risalimmo l'affluente lungo una scorciatoia fino alla dimora dell'Imperatrice, l'agitazione per l'evento mi aveva fatto dimenticare la paura del buio.
Nei pressi della Kioskas mi misi in ascolto... avrei udito le grida di dolore di Nimira?
No, niente. Null'altro che il rumore degli zoccoli, e il battito ansioso del mio cuore.
Le Guardie all'ingresso mi guidarono fino alle stanze di Nimira, dove incontrai il Custode che stava impartendo veloci ordini a due Sacerdotesse ed alcune curatrici.
Lo guardai negli occhi cercando di decifrare i sentimenti che si annidavano nel suo cuore.
Ansia sicuramente, un po' di preoccupazione, ma anche un'immensa gioia.
Gli sorrisi e senza parlare andai da Lei.

Nimira era adagiata sul letto tranquilla, in attesa della prossima doglia. Il suo bellissimo volto era segnato dalla stanchezza, segno che il travaglio era iniziato già da qualche ora (ma quanto ci avevano messo ad avvertirmi?).
Con mano ferma e veloce iniziai a vergare i fogli descrivendo la stanza drappeggiata di tende candide, le curatrici (quattro in tutto, fra cui la più anziana di Arcano, Lavinia, visibilmente emozionata), le immancabili amazzoni che proteggevano la tranquillità dell'evento.
Ecco, arrivava il dolore, una doglia più acuta delle altre che costrinse Nimira ad una smorfia, ma nessun lamento usciva dalle sue labbra.
Era grande! Era grande anche in questi momenti di sofferenza estrema.
Con la fronte imperlata di sudore obbediva ai consigli delle donne, e spingeva, spingeva più forte, poi si fermava e riprendeva fiato.
Le mani mi tremavano adesso, mi sentivo partecipe del suo dolore ma allo stesso tempo ero meravigliata per il suo coraggio e per la sua forza.

Eccola!
Un gemito, un sospiro più lungo degli altri, la voce concitata e gioiosa di Lavinia che diceva "ci siamo!" ed un esserino apparve tra le sue braccia ed incominciò subito ad urlare a gran voce.
Tra il vociare lieto delle donne intorno a lei, Nimira si appoggiò ai cuscini, stremata.
Guardò la piccola con uno sguardo così dolce che non scorderò mai e sussurrò, sorridendo: "Benvenuta, Hirih, gioia del mio cuore"

L'aurora stava nascendo, era una data importante e la scrissi a grandi lettere in fondo al mio taccuino.

Il giorno 15° del mese di Gelerule, Mogder, all'inizio della Quarta Era, la Dea aveva fatto ad Arcano il dono più bello :-)

 

Kristal la scribana

     
     

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