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Gli animali parlano e l'omo non se l'avvede

 

E' notte inoltrata e Felgos il possente stallone si agita nella stalla quando da una finestra entra un maestoso gufo che si poggia accanto al cavallo.
 

<Osmor> Salve Felgos sempre sveglio a quest'ora ? Cosa ha il mio cavallo guerriero? Forse gli incubi?
<Felgos> Taci maledetto gufo, ho la schiena a pezzi e non mi riesce avere pace, piuttosto se mi credevi dormiente per quale motivo sei venuto a importunarmi?
<Osmor> Avevo fame, e siccome in questa stalla c'è un nido di topi speravo di cacciarne qualcuno..
<Felgos> Si! perché ora i topi fanno l'ova! Via gufo eppure tu sei anche di uno dei più dotti maghi che si trovano in circolazione, insomma per non farlo rimanere male pensa prima di parlare.
<Osmor> La meglio è che mi debba anche reggere. Tanto lui ne ha parecchio rispetto di me. Mi tocca assistere a tutti i suoi riti magici su di un trespolo scomodissimo, guarda qui ho tutte le zampe piene di calli.

Così dicendo il gufo mostra le zampe al cavallo ma scivola e cade rovinosamente in terra.

<Felgos> Senti gufo ma il tuo mago non ti avrà mica fatto un maleficio? Guarda ti ricordavo molto più furbo, con codeste mosse lo vedo difficile che tu riesca a cacciare. se vuoi prendi un po' di biada tanto a me non fa fame.
<Osmor> Ma che maleficio e maleficio, sono un po' rincitrullito perché..

Il gufo non fa a tempo a finire il discorso che da dietro una balla di fieno schizza fuori un gatto che tenta di acchiapparlo. Lui a malapena riesce a scappare e si appollaia su una trave alta.

<Osmor> Ecco ci mancava anche lei. Gatta malefica. Comunque lo vedi, mio caro cavallo che io ho sempre il sesto senso e so badare benissimo a me stesso.
<Felgos> Eccoci ora siamo tutti. Buonasera Catula, stanotte il tuo pelo è molto più scuro, ma sei sempre bella.
<Osmor> Ecco ci mancava anche un cavallo innamorato di un gatto e poi sono io quello maledetto.
<Felgos> Macchè innamorato. Catula è mia amica..
<Catula> Gufo se ridici una cosa del genere ti mangio.
<Felgos> Stai bona poi tu ringrullisci anche te. Piuttosto che mi racconti di bello?
<Osmor> Io non sono grullo cavallo.. Poi tutte queste offese.. sei molto nervoso stasera, non mi hai ancora detto il perché?
<Felgos> Ho la schiena a pezzi perché il mio cavaliere si è fatto fare una nuova armatura pesantissima, e indovinate a chi gli tocca a portarlo in giro?
<Catula> Un'armatura! .. allora sono vere le voci che circolano riguardo una imminente guerra?
<Felgos> Non lo so .. Speriamo ci sia .e speriamo il mio cavaliere vi partecipi, e che moia tra orrendi tormenti. Così sarei libero.
<Osmor> Sai ora che parli di guerra, due settimane fa il mio padrone sperimentava l'incantesimo, a sua detta "finale".. può darsi che lo voglia utilizzare in guerra!
<Felgos> Incantesimo finale? O cosa fa per essere così finale..
<Osmor> Non lo so, l'unica cosa che mi ricordo è stata una grossa esplosione e un piacevole odore di rose.. poi sono stato una settimana intera cieco e sordo.
<Felgos> Ecco perché non ti si vedeva in giro! .. Ed ecco perché sei così rincitrullito.!

I tre ridono di buon gusto

<Felgos> Piuttosto Catula non mi hai ancora detto perché hai quel pelo, anche la tua strega sta facendo l'incantesimo finale ?
<Catula> Avete sentito che è nata la figlia dell'imperatrice?
<Felgos> Qualcosa .. Certo se me la devono fa portare a giro a me speriamo moia subito così ci si leva il pensiero!
<Catula> Via Felgos.. È una bambina o che discorsi sono. E poi tu vedessi come è bella..
<Felgos> Non mi importa nulla .. Una bambina è leggera e si porta bene, ma poi gli mettono l'armatura e risiamo punto e a capo, un macigno da scorrazzare in giro, oltretutto che sbava.
<Osmor> O cosa è una lumaca di ferro?
<Felgos> Te stai zitto che capace tu credi che esistano veramente le lumache di ferro.
<Osmor> Esistano si l'ho presa una prima, tu sentissi come era dura.
<Catula> Ma che lumaca e lumaca era un sasso.. Mammina o come sei rimbischerito?
<Felgos> Lo dicevo io.

Osmor fa finta di essersela presa.

<Catula> Ovvia gufo e si scherza tra amici.. E poi si vede che siete maschi, solo mangiare e bere. Vedeste come è bella quella bambina.
<Felgos> Si può andare a vedere anche noi animali ?
<Catula> Veramente no, ma io mi sono intrufolata e sono andata a vederla.. Lo sapete, io amo i bambini.
<Osmor> Si ti hanno scoperta e ti hanno fulminata, ecco perché hai il pelo scuro.. che credi... visto che tu spii me, io spio te?
<Felgos> Vi spiate? ma non sarete mica voi innamorati?

I due cominciano ad offendersi, negando tutto.

<Felgos> facevo per scherzare state calmi, anche se.. io so che forse andrete ad abitare nella solita casa.

I due guardano il cavallo incuriositi ...

<Felgos> Ho sentito dire che la magia finale del tuo mago, gufo, voleva essere una magia per impressionare la strega di Catula , la quale, sempre a detta delle dicerie non disdegna le attenzioni dello stesso.. Diverrete presto parenti!!
<Osmor> Ha ragione il cavallo l'umani andrebbero ammazzati da piccini!
<Catula> Si è vero. Molte volte la mia strega si confida con me.
<Osmor> Ecco perché da quando mi ha fatto ho parecchio più successo con le gufe!
<Felgos> O gufo, l'incantesimo ha peggiorato una situazione già grave di suo. Eri poco furbo prima. ora.. Mamma mia!
<Osmor> Furbo o non furbo io dopo ho un appuntamento con una gufa e poi te lo racconto cavallo guerriero ?
<Felgos> Cosa gli porti le lumache di ferro ?

I tre cominciano a ridere e prendono congedo. Felgos proverà a dormire, il gufo proverà a gufare, e Catula avrebbe tentato di osservare una bimba appena nata in una casa accanto alla stalla.
Il gatto si avvicinò alla casa e riuscì ad entrare da un piccolo foro tra trave e trave, si avvicinò alla culla e cominciò ad osservare.
La bimba era sveglia, aveva dei bellissimi occhi vispi, e appena lo vide sorrise al gatto.
La gatta notò che era rinvolta in una copertina piena di pezze, e che forse aveva freddo.
Pensò:
<<Certo l'umani sono strani, qui c'è una bimba che ha una coperta sola e nel palazzo ce n'è una con dieci coperte. Una muore dal freddo e l'altra starebbe bene uguale anche con nove. Sai che ti dico, ora vado nella culla e la scaldo col mio pelo, anche se un po' bruciacchiato farà ugualmente bene il suo lavoro>>
E così saltò dentro la culla.
La bimba fu felicissima e nel rinnovato tepore prese sonno, non prima di aver scambiano un'ultima occhiata giocosa al gatto.
Catula era felice, e prima di addormentarsi ammirò la sua bambina e pensò:
<<Certo te avevi freddo con una coperta sola.. Ma almeno hai gli occhi diritti.. Quell'altra a guardarla nel viso ti fa venire il mal di mare. Dormi vai piccina che domani è un altro giorno..>>
E così dicendo chiuse l'occhi e si addormentò.

 

Kreith

     
     

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