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Duello tra Falcos il Ramingo e Xandor

Xandor batte Falcos il Ramingo

Iniziò quasi per gioco, ma il gioco si sa dura poco.
Bastò un'inezia a scaturire il tutto.
La mia gelosia, e un diminutivo del nome pronunciato per scherzo, segnò l'inizio del duello.

La notte prima mi congedai dalla mia dolce Kristal, e vidi il suo volto rigato da calde lacrime di preoccupazione, e il suo animo triste nell'attesa dello svolgersi dell'evento.
Ogni mia parola per tranquillizzarla fu inutile, la salutai con tutto il calore della mia passione e del mio amore che racchiusi in un tenero, infinito bacio.
Tornai a casa, salii in soffitta e recuperai Exodus, la mia vecchia spada.
Il caldo fuoco del camino, e il gusto dolce del vino rosso, accompagnavano i miei esercizi di scherma nella fredda notte.
Fu da quando intrapresi la strada della magia che non utilizzavo più la mia fedele alleata del passato.
Temevo per l'esito dello scontro.
Ormai il destino era segnato, non potevo più ritrattare, ne andava del mio onore.
Se avessi perso, avrei perso tutto; preferivo la morte alla sconfitta.
Giunse l'alba, era il momento di andare.
Mi infilai il mantello, depositai la spada nell'elsa, fissai l'immagine della mia dama e uscii.
Galoppai veloce nella timida foschia del mattino, sul mio fido destriero senza pensare più a nulla.
Giunsi sul posto, uno splendido prato umido sulla riva del fiume alle porte di Kolise, questo era il luogo dello scontro.
Il custode era già sul posto, al suo fianco vi erano Licht e Aria.
Una sagoma in distanza, avanzando lenta, fuoriuscì dalla nebbia: era il mio rivale, Ramingo.
Entrambi ci inginocchiammo davanti al custode, innalzando le armi alla sua figura, in segno di rispetto e per ottenere la benedizione delle armi.
Aria, somma sacerdotessa, evocò le divinità di Arcano affinchè vegliassero su di noi, consegnando la vittoria a chi era nel giusto.
Ci rialzammo e guardammo fisso in volto Licht, il quale estrasse una pergamena col sigillo del custode, e lesse il regolamento del duello.
Finita la lettura si udì la voce del custode imporre la posizione di partenza.
Io e Ramingo eravamo l'uno di fronte all'altro, con le spade incrociate a mezz'aria.
Abel decretò l'inizio delle ostilità e subito Ramingo iniziò a scagliare colpi ad una velocità sorprendente.
Indietreggiavo e paravo i colpi in rapida successione, subendo la sua ira, impossibilitato a reagire e spaventato da tale violenta ferocia.
Cercavo invano di contrattaccare, mentre, dentro di me, cresceva il terrore della morte che, ridente, alitava sul mio collo.
Dovevo dominare la mia paura e al tempo stesso contrattaccare per evitare il peggio.
Indietreggiando, non mi accorsi della presenza di un sasso conficcato nel terreno, e caddi al suolo.
Approfittando della situazione, Ramingo caricò ulteriormente i suoi colpi ferendomi sul fianco.
Fino a che io non riuscii a bloccare un suo colpo deviando la traiettoria della sua spada sbattendola al suolo lontano da lui.
Mentre Ramingo andò a raccogliere la spada, ebbi il tempo di rialzarmi e rifiatare.
Pur avendo solo parato i suoi colpi, avevo il fiatone e sapevo che la sfida non sarebbe durata ancora molto, mi serviva un'idea per fermare la violenza dei suoi colpi e avere la possibilità di contrattaccare.
Nel frattempo, Ramingo si rigettò su di me, e furono di nuovo scintillii e sfregamenti di lame.
Mi ritrovai nuovamente a subire il suo attacco, finchè non urtai con la schiena il tronco di un albero.
La violenza dei suoi colpi era diminuita, segno che si stava stremando.
Ramingo partì con un fendente laterale a due mani all'altezza della mia spalla destra, lo schivai per un soffio, ma la sua spada si conficcò nel tronco dell'albero.
Finalmente potei sferrargli un colpo e lo colpii sulla spalla sinistra, sentivo la vittoria nelle mie mani, e le mie paure erano sparite in un attimo.
Con quella ferita non sarebbe durato ancora molto, e soprattutto non possedeva più la sua forza iniziale.
Estrasse la spada dall'albero e si voltò. Iniziai il mio turno di attacco.
La situazione era ora capovolta, ero io a sferrare i colpi e Ramingo a pararli.
Il sole si era alzato dissolvendo la nebbia, e le lame brillavano immerse nella sua luce.
Ad un tratto riuscii a spingere Ramingo sul bordo del fiume, e scagliai un colpo diretto al torace.
Nel tentativo di parare il colpo con la spada, la stessa si infranse, finendo nelle chiare e fresche acque del fiume.
Con un gesto rapido, atterrai Ramingo e appoggiai la mia spada sul suo collo, immobilizzandolo.
Col fiatone guardai verso il custode, per sapere se così poteva bastare, il quale fece cenno di sì con la testa e decretò la fine delle ostilità. C'ero riuscito, avevo vinto.
Mi inginocchiai sul terreno, non avevo più la forza di stare eretto.
Ramingo si rialzò, ci guardammo negli occhi ed esplodemmo in una fragorosa risata.
Non vinsi perchè ero il più forte o il migliore, ma solo per un colpo di fortuna e questo lo capì anche il mio rivale, il quale mi chiese: "Ed ora mio nuovo amico che farai?".
Immediatamente gli risposi: "Non vedo l'ora di tornare fra le braccia di colei per cui sarei disposto a morire, l'astro più lucente del mio firmamento, la mia scribana. Spero di non dover più duellare con te amico mio, la prossima volta potrei non essere così fortunato. Hehehehe"
Detto questo mi rialzai, salutai il custode, Licht e Aria, saliii sul mio cavallo e sparii all'orizzonte.
Vi chiederete come "magicamente" la spada di Ramingo si ruppe e finì nel fiume, ma questa è un'altra storia....

Xandor il mago

* * * * *

Falcos il Ramingo batte Xandor

Assaporo l'aria fresca del mattino.
Sento il suo alito di vita attraversare l'intero mio corpo, in un percorso che purifica tutto al suo passaggio.
La sento entrare dal naso e scorrere fin dentro i polmoni, irradiandosi poi attraverso il sangue rinnovato in tutte le estremità del mio corpo, dalle punte di mani e piedi fin sopra il cuoio capelluto.
Ogni respiro, ogni battito di cuore è per me un collegarmi alla Natura stessa.
Riesco a percepire nella sua essenza primordiale i vari profumi ed aromi che la compongono. Dall'odore acre degli alti abeti del vicino Bosco di Matek, a quello dolciastro della miriade di fiori che copiosi crescono nei prati intorno a me.
L'acqua stessa dell'impetuoso Kruill, il Fiume Sacro, emana una moltitudine d'odori, indice delle più svariate forme di vita che lo popolano.
E' l'alba, ed il rosseggiare del sole al suo risveglio ammanta di un purpureo velo le poche nuvole basse all'orizzonte, rendendole simili a soffici cuscini di seta.
Un nugolo d'uccelli appena destati si muove all'impazzata, felici di salutare il nuovo giorno con le loro vorticanti acrobazie, novelli giocolieri del rutilante mondo della Natura.
Sono qui ad aspettare il mio avversario.
Molti anni sono passati dalla Pugna arcana, tante cose sono cambiate.
Allora combattevamo per stabilire chi fosse il Campione d'Arcano, oggi lo faccio perché sono stato sfidato per un'offesa che non ho mai commesso.
Un giovane ma già molto potente Mago, Xandor, ha frainteso le mie parole d'Amicizia pronunciate verso la sua donna, Kristal, celeberrima Scribana nonché mia vecchia e cara Amica.
A causa di questo, per un susseguirsi di malintesi, mi ha sfidato a duello.
Nonostante siamo in seguito riusciti a chiarirci, senza alcun rancore, rimane la sfida.
E Falcos non si è mai ritirato dinanzi ad una sfida.
Sarà come un allenamento, un'occasione buona per divertirsi.
Appo mi accompagna. Gli ho chiesto di farmi da Padrino.
Appo, mio vecchio e fedele amico e compagno d'armi.
Pensare che fino a pochi giorni fa, quando ero ancora conosciuto come "Il Ramingo", non ricordavo nulla del mio passato, neanche la mia amicizia verso di lui.
Se penso alle volte che mi sono rivolto a lui chiamandolo "Comandante", mi viene ancora da sorridere.
Poi finalmente, grazie anche all'aiuto dello Spirito di Caliur, le nebbie si erano diradate, facendo tornare la memoria, e con essa la vita.
La voce profonda di Licht mi scuote dai pensieri:
"Falcos, Xandor, potete cominciare! Che sia un combattimento leale, e che vinca il migliore!"
Osservo la scena. Vicino a Xandor, una figura femminile si staglia in tutta sua fiera bellezza. E' Hatshepsut, Amazzone di Zaira, scelta da lui come sua Madrina per il duello.
Il Fato si diverte a volte. Intreccia le nostre vite, ci fa incontrare, dividere, rincontrare senza neanche accorgercene per poi dividerci di nuovo.
In un momento rivissi tutti i giorni felici passati con lei, i nostri incontri sulle rinfrescanti acque del Sacro Fiume, ad ammirare la luna rispecchiarsi nel suo lucente fondale.
Tanto tempo era passato da allora. Troppo. Molte cose erano cambiate.
Mi avvicino con passo lento verso il mio avversario. Rimango meravigliato dalla sua prestanza fisica.
Per le vie della Kioskas usa mostrarsi con la sua lunga tunica, caratteristica inconfondibile della sua appartenenza alla cerchia dei Maghi.
In questa occasione invece si è presentato con la corta cotta di maglia tipica dei Guerrieri, ed una lunga spada che gli pende al fianco.
La sua muscolatura lascia intendere che non è affatto nuovo all'uso delle armi, anzi, è indice di un costante allenamento fisico.
La sua pelle abbronzata riluce ai primi raggi di sole, facendolo assomigliare ad una bronzea statua.
Una patina ricopre il suo corpo, traccia di oli ed essenze che sicuramente vi ha spalmato sopra.
"Spero non siano pozioni od unguenti magici che lo avvantaggino nel combattimento" penso, ed un sorriso ironico si forma sul mio volto ripensando al modo poco ortodosso col quale Dardel Tyrel mi sconfisse nella finale della Pugna Arcana. Gli bastò infatti un graffio per mettermi fuori combattimento.
Un graffio fatto con unghie sulle quali aveva messo un potente sonnifero. Da quel giorno cominciai a chiamarlo "Il Gattone di Arcano."
Ma anche questo fa ormai parte del passato.
"Salute a te, Xandor il Mago!" faccio io abbozzando un inchino.
"Salute a te, Falcos il Ramingo!" risponde lui, ricambiando l'inchino.
"Ero venuto con l'intenzione di divertirmi" continuo, "ma da quello che vedo credo che non sarà facile batterti!"
"Mai fidarsi delle apparenze, non sempre quello che sembra corrisponde a quello che in realtà è!"
So benissimo che le sue sono parole sagge. Io stesso ho vissuto questi ultimi anni credendo di essere un'altra persona.
"E' tempo che siano le armi a parlare!" c'interrompe Licht col suo tono perentorio. "Che il combattimento abbia inizio!"
Sguaino la spada, subito imitato da Xandor.
Mi fa un effetto meraviglioso rivedere la mia fida Elendill baluginare al sole. L'ho recuperata insieme alla spada corta dal posto di comando dei Guerrieri di Caliur, dove diligentemente le aveva riposte Appo dopo la mia scomparsa.
Ora è di nuovo nel mio pugno, sfolgorante e terribile più che mai, vibrante e felice di riflettere nuovamente i caldi raggi solari.
I primi minuti passano senza che nessuno di noi prenda la decisione di attaccare.
Come al solito, voglio prima osservare il mio avversario, studiarne i movimenti, capirne il livello di agilità e scovarne i punti deboli. Lui fa la stessa cosa. Prende tempo.
"Mi hanno detto che sei un Guerriero formidabile, Falcos, sono curioso di scoprire se è vero."
"Non so Xandor, dovresti chiederlo alla moltitudine di nemici coi quali ho combattuto. Solo che la maggior parte di loro non è più di questo mondo..."
"Allora temo che dovrò scoprirlo da solo, a mie o tue spese.." prosegue lui.
Capisco qual è la sua tattica. Parlare per distrarmi. Usa la voce con quel tono amichevole che ti condiziona, facendoti scattare un riflesso condizionato che automaticamente riesce ad abbassare il tuo livello di guardia.
Dopo aver pronunciato l'ultima parola, infatti, scatta all'improvviso in un affondo fulmineo, cercando di sbilanciarmi e colpirmi al braccio destro.
Rapido, ruoto su me stesso evitando il colpo e mi riposiziono davanti a lui.
"Non è parlando che riuscirai a distrarmi, amico mio" gli dico, partendo subito al contrattacco.
Finto di lato per sbilanciarlo e affondo col piatto della lama mirando alla sua nuca, ma neanche lui cade nella mia trappola. Con balzo felino si toglie dalla traiettoria cercando subito dopo di mollarmi un calcio allo stomaco.
Lo evito per un pelo, parandolo con l'avambraccio sinistro.
"E' davvero un ottimo Guerriero", penso, "non si lascia sorprendere facilmente, anzi, sa sfruttare magnificamente il contrattacco. E' un peccato che abbia scelto la via della Magia".
"Sorpreso Falcos? Non ti aspettavi che un Maghetto come me potesse tenerti testa senza usare la Magia?" fa lui sarcastico, quasi avesse letto nei miei pensieri.
"No, infatti" rispondo io "devo dire che mi hai stupito. Ma attento, per essere un bravo Guerriero devi anche avere esperienza, e data la tua giovane età, non credo tu ne abbia accumulata poi tanta.."
"Vedremo Falcos, vedremo.."
Ciò detto, riparte all'attacco con una serie di colpi che mettono a dura prova la mia resistenza. Sembra una furia, instancabile nei suoi continui fendenti a destra e a manca.
A questi unisce una tecnica invidiabile nel corpo a corpo.
Più di una volta, quando le nostre spade rimangono l'una sull'altra, causando scintille ed un acuto stridolio, cerca di colpirmi con la mano libera o con i piedi.
Ha scioltezza, agilità, ed una potenza non indifferente. Sarà dura batterlo.
Lentamente ci spostiamo verso il greto del fiume, tra spruzzi d'acqua che rifrangono in mille cristalli le nostre immagini, parodie spettrali di forza bruta. Il sudore si mischia alla limpida acqua, assume striature vermiglie quando cominciano ad apparire le prime ferite sui nostri corpi tesi allo spasimo.
Ora non si parla più. Come sempre accade, anche nei combattimenti dove non si rischia la vita, l'adrenalina prende il sopravvento su tutto. L'anima del Guerriero esce dalla sua dimora nella quale viene reclusa in tempo di pace, ed assume il pieno controllo della tua mente. E' la legge della guerra, una legge alla quale chi non riesce ad adeguarsi, non vive abbastanza per rammaricarsene.
L'odore del sangue acuisce i miei sensi. Sono tornato ad essere quella macchina da combattimento che mi ha permesso di superare innumerevoli battaglie. Non c'è più Xandor l'amico dinanzi a me, ma un nemico da abbattere, un ostacolo da superare.
Comincio ad usare la spada con entrambe le mani, aumentando la potenza dei miei colpi. Sempre più forte, sempre più forte. Il clangore delle armi risuona per tutta la vallata, facendo fuggire in preda al panico un gruppo di storni che si accingevano a rinfrescarsi nelle azzurre acque del Kruill.
La foga che ha investito il mio essere non accenna a scemare. Sento la sua resistenza affievolirsi.
Sempre più colpi vanno a segno, facendogli sgorgare rivoli di sangue che cadendo in acqua formano strane nubi, dissolvenza e miscuglio di linfe vitali.
Ad un tratto una voce riesce a perforare il limbo nel quale avevo rinchiuso la mia coscienza. E' la voce di Licht.
"Basta Falcos, fermati!"
Mi scuoto dal torpore causato da quell'estraniamento. Mai ero arrivato così vicino al punto di non ritorno. Mai avevo avuto un distacco così netto dalla realtà, neanche nelle mie più cruente battaglie.
Ricollego la vista del corpo fisico a quella della mia interiorità, e scorgo Xandor ai miei piedi, il braccio armato alzato in un ultimo tentativo di difesa, che mi guarda con occhi stanchi, sorpresi dalla furia che si è impossessata del suo avversario. Appena capisce che sono tornato in me, lascia cadere il suo braccio, causando l'ultimo, sordo tonfo in quelle limpide acque.
"Il duello è finito!" sento dire da Licht, "Il vincitore è Falcos!" poi, rivolto a me, sottovoce: "Ma che ti è preso, volevi ammazzarlo?"
Rimango così, inebetito, spaventato da quello che mi è accaduto. Un'ombra scura attraversa la mia mente. Un nome risuona sinistro nei miei ricordi, recenti e passati:

WOSHUR.


* * * * *

Resoconto della Madrina

Era la mattina del duello, avevo dormito malissimo pensando a quello che di li a poco avrebbe avuto luogo.
Un apprezzamento di Falcos, indirizzato alla scribana, mal capito dal mago Xandor era stato la causa scatenante di quel duello, benché i due avessero chiarito le loro posizioni, la sfida era stata lanciata e nessuno dei due avrebbe rimangiato la parola data.
Xandor il maghetto supersexy mi aveva nominata sua madrina. Credo di averlo odiato per un breve momento. Sapeva bene che in passato Falcos, il suo rivale, era stato veramente importante per me, sapeva inoltre che, nonostante il guerriero fosse scomparso da Arcano senza una spiegazione, io continuavo a stimarlo.
Falcos per molto tempo aveva vagato nelle terre di Arcano con il nome di Ramingo, ma solo da poco aveva ritrovato se stesso.
Con il mago avevo passato un'estate divertentissima, da quando si era innamorato della scribana era decisamente dolce e passava intere serate a dar spettacoli a dir poco esilaranti!
La mattina prometteva un bel sole, ma il solo fatto che avrei dovuto veder combattere due amici, rendeva l'aria cupa e irrespirabile.
Decisi che per l'occasione avrei messo la mia divisa da amazzone di Zaira, ci sarebbero stati tutti gli hammer, era un evento eccezionale che meritava tale costrizione.
L'ora stabilita per il duello si avvicinava inesorabilmente, la strada fino al fiume Kruill non mi era sembrata mai tanto lunga, quanto avrei voluto andare alla cascata!
Trovai Xandor sul posto, scambiammo poche parole, era troppo nervoso e aveva bisogno di concentrazione, per l'occasione aveva rispolverato Exodus, la spada che aveva conservato quando aveva preso la strada della magia.
Tutti gli Hammer erano presenti, l'aria era elettrica e il senso di attesa cresceva di minuto in minuto.
Mentre osservavo lo scenario che avrebbe fatto da sfondo a quella sfida, vidi arrivare due guerrieri, il cuore sobbalzò quando mi accorsi che uno dei due era Falcos, non ero ancora immune al suo fascino, i bei momenti trascorsi insieme avevano lasciato un segno e il tempo ancora non l'aveva cancellato.
Il Ramingo era affiancato dal Comandante Appo che, per l'occasione avrebbe fatto da padrino al suo amico.
Con Xandor andammo incontro ai due, dopo un breve saluto, con Appo ci spostammo ai lati del campo di azione mentre i due contendenti incrociarono le spade in segno di rispetto.
Ad un cenno del custode, Licht, dopo aver letto il regolamento del duello, esclamò "Falcos, Xandor, potete cominciare! Che sia un combattimento leale, e che vinca il migliore!"
Il duello era ufficialmente iniziato!
I due passarono i primi minuti a studiarsi, mi accorsi che il mago parlava, era una tattica che conoscevo, amava "stordire" gli avversari con le sue chiacchiere e poi attaccava all'improvviso.
Anche questa volta la tattica si rivelò quella, ma Falcos riuscì a parare il suo colpo.
Dopo questo primo affondo del mago le cose cambiarono radicalmente, infatti l'allenamento del Ramingo era nettamente superiore. Sapevo che i due si sarebbero fermati prima di farsi veramente male, ma la paura mi assalì lo stesso, le urla gioiose degli hammer presenti mi distrassero, perciò non mi resi conto che il mago aveva disarmato il guerriero.
Un brivido scese lungo la mia schiena, mi chiesi se Falcos sarebbe riuscito a riprendersi in fretta, ma guardando il mago notai che anche lui mostrava i segni della stanchezza.
Se il guerriero aveva sperato in un combattimento facile, Xandor gli stava dimostrando che non era solo un abile mago, in passato aveva combattuto e nonostante ultimamente si fosse allenato poco la sua forma era invidiabile, dall'altra parte Ramingo era più in forma che mai, aveva acquistato una maturità e sicurezza nei combattimenti, la sua determinazione mi spaventava in alcuni momenti, era come se fosse stato posseduto da un demone.
Una caduta del mago mi fece pensare che il duello fosse finito, ma con mia somma sorpresa Xandor riuscì a deviare il colpo, trovandosi subito dopo con le spalle ad un albero, tutto sembrava perso per il maghetto, ma la sua tenacia lo spinse a spostarsi di lato poco prima che la spada del guerriero lo colpisse alla spalla.
Un grosso applauso si levò nell'aria, gli hammer si stavano divertendo, la ritrovata pace di Arcano faceva si che apprezzassero questo genere di spettacoli.
Tra la folla vidi Leelooo la maga, eravamo amiche e più di una volta avevamo fatto tardi ballando in taverna vestite solo di pochi veli, vedendola mi venne un'idea, perciò mi diressi verso di lei per illustrargliela.
Il guerriero era stato ferito alla spalla, il sangue aveva chiazzato la sua schiena facendo sembrare il guerriero un essere ultraterreno, ma non era solo il sangue a renderlo tale, la sua furia e la sua espressione lo facevano apparire come posseduto da un'entità esterna.
Il mago faceva fatica a tenere testa alla furia omicida del guerriero, dovevo far intervenire immediatamente Leelooo con la sua magia.
I due si erano spostati sul greto del fiume, entrambi erano sfiniti, ma la determinazione li faceva andare avanti, spruzzi di acqua si levavano quando le spade dei due venivano usate per cercare di colpire verso il basso.
Spiegai a Lee cosa doveva fare e anche lei fu felice di mettere fine a quello stupido combattimento che stava diventando sempre più pericoloso visto che i due iniziavano a non avere i riflessi scattanti come all'inizio del duello.
Vidi la maga concentrarsi, poi nel giro di pochi minuti tutto era finito, la spada di Falcos si era spezzata svegliando il guerriero dal suo stato di trance assassina, mentre Xandor nel tentativo di colpire il guerriero era scivolato finendo disteso nell'acqua perdendo anche lui la sua spada.
Licht si avvicinò al guerriero e dopo avergli detto che era tutto finito, sentii che pronunciava il vincitore del duello: "Hammer il duello si è svolto, tutto è risolto. Il vincitore non può esser proclamato, entrambi sono riusciti a tenere testa all'avversario perciò risultano entrambi vincitori e vinti!!!"
Un applauso del pubblico confermò che la decisione di Licht era giusto, tutti erano soddisfatti dello spettacolo, solo due mostrarono una certa delusione per l'esito dello scontro: i due duellanti.

Hatshepsut amazzone di Zaira

     
     

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