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Pensieri
di Floria... e Licht
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FLORIA
Girovagavo, solitaria...
Stringendo in mano quel poco che mi aveva lasciato mia madre... Un
libro e per giunta del quale non conoscevo neanche il significato.
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Un ammasso di paginette di carta ingiallita, rese ruvide
dal tempo, e sfogliando quelle pagine all'ombra di un albero non poteva
altro che sorgermi una domanda: - Dove sto andando? Cosa sto facendo?
Per chi o meglio per che cosa? -
In fondo al mio cuore il desiderio di scoprire il tempio dove mia madre
aveva ritrovato quell'inutile libro, tanto inutile quanto unico per
me... Tanto strano, quanto unico segno tangibile del mio passato... Un
passato forse da dimenticare.
Le mie compagne di addestramento e di dure lotte nelle foreste, dove
saranno ora... ognuna ha preso la sua strada, tutte diverse quanto
uguali... tutte silenziose e riservate, ma nessuna che abbia mai
esternato i propri sentimenti.
Ed è in certi momenti che ti trovi di fronte ad un mondo ostile che ti
rigetta... Ma più questo mondo ti allontana dalla realtà, più ti si
allarga il sorriso in faccia e più ti senti forte, ti senti tu che
rigetti il mondo che ti odia...
E più ridi quasi istericamente, più ti si allarga quella ferita nel
cuore che è l'unico segno che nessuno potrà mai vedere sul tuo volto che
nasconde tutto sotto quella maschera aggressiva o cordiale a seconda dei
momenti... e mai nessuno potrà aiutare chi non vuole essere aiutato.
Egoismo o altruismo? Il sottile filo che li lega rimane impalpabile a me
tutt'ora e nel frattempo girovago, di foresta in foresta, in questo
mondo...
Alla ricerca di cosa sto cercando... o meglio della mia vera identità...
Combattendo, apprendendo in una missione forse fallita in principio...
Nella mia era solitaria.
Il desiderio di avere compagne di avventura è fervente, ma il gesto di
ricostituire un nucleo è smorzato dal fatto che non riesco a sopportare
l'idea di vedere altre vittime per causa mia, amiche che muoiono...
E come diceva qualcuno... Chi colpisce per primo vince, ma gli rimarrà
sempre il tempo per vedere gli occhi di un altro essere che muore, ma
tuttora è difficile credere nella pietà...
Posso solo lottare come ho sempre fatto... Per me e per chiunque io
rispetti ed ami per tutte le persone che su Arcano lottano come me.
LICHT
Un alito di vento, fruscio sussurrato di foglie ... l'albero solitario
sotto cui Floria leggeva il suo antico libro inizia a parlare.
'Un tempo, tanti decenni fa, io maledivo l'uccello che ha lasciato
cadere il seme da cui sono nato in questo luogo solitario. Non avevo
altri amici con cui parlare nelle giornate in cui il vento spirava, non
avevo altre radici da abbracciare nel sottosuolo. La vita, che vita, mi
sembrava vuota e senza fine. Ma ... il tempo lentamente scorreva, ed io
crescevo, il mio tronco s'irrobustiva, i rami si rinforzavano e le
fronde rigogliavano. Fu allora che capii. Non ero più solo, uccelli si
posavano e nidificavano sui miei rami, viaggiatori stanchi si assopivano
appoggiati al mio tronco riparati dai raggi dal sole. Contadini che
vengono a raccogliere i miei frutti l'estate e la mia legna d'inverno.
Eppoi quando il vento spira gagliardo allora ascolto. Nel silenzio più
assoluto mi arriva l'eco dei miei fratelli o ... che musica celestiale
poterli ascoltare, quante cose m'insegnano .... Ed ora che il vento sta
per cessare anche io Floria ti voglio dare il benvenuto di tutti gli
Hammers delle Terre dell'Arcano.'
Il vento smise di soffiare e il silenzio scese sotto l'albero.
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