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I due bracciali

 

ASTOR

Quel giorno mi svegliai stanco, ero appena tornato da un pattugliamento e le mie ossa chiedevano un po' di tregua.
Scesi a far colazione e a salutare i miei compagni, ma la torre dei Dragoni era semivuota.

Trovai solo Lelf, che tra l'altro mi disse che erano tutti impegnati negli allenamenti nei pressi del bosco. "Io sto per andare, vieni con me Astor?"
"No no, oggi è il mio giorno di riposo e voglio godermelo fino in fondo. Sono appena tornato da una perlustrazione nelle retroguardie di Ylea, un po' di riposo non mi farà male".
Salutai il mio compagno e mi avviai verso il centro della kioskas.
La giornata non era delle migliori, il cielo era plumbeo e la temperatura era di poco superiore ai zero gradi.
Visto che volevo stare tranquillo e per i fatti miei, pensai di andare a leggermi qualche buon libro in biblioteca.
Non c'era molta gente, l'ambiente era silenzioso, proprio quello che cercavo.
Stavo rovistando in uno scaffale di storia antica, quando un libro particolare attirò la mia attenzione.
Era tutto impolverato, rilegato in pelle e in alto erano incisi i simboli di due bracciali di antica fattura.
Incuriosito, presi il libro e mi misi in un angolino a sfogliarlo.
Molto appassionante, parlava di una leggenda antica di cui non avevo mai sentito parlare: "La leggenda dei due bracciali".
Beh, in poche parole diceva pressappoco questo:
"Esistono due oggetti magici nascosti nelle viscere di questa terra. Si tratta dei due bracciali mistici: il loro potere è grande, ma nessuno mai è riuscito a trovarli. Sono celati nei luoghi più sacri di Arcano, ma solo un essere della luce ed uno delle tenebre potranno rompere i sigilli."
Che storia affascinante...
Mentre continuavo a leggere un'idea folle iniziava a prendere forma nella mia mente....... io ero un essere della luce e il mio addestramento non era del tutto completo, me ne andai dal villaggio prima di finire.
Mi sarebbe bastato trovare un essere delle tenebre ed immergermi nella ricerca.
L'idea mi stuzzicava sempre di più, il mio spirito di esploratore stava prendendo il sopravvento.
Non esitai un attimo di più, presi con me il libro e mi diressi verso la kioskas di Kolise, dove avrei trovato sicuramente la persona che stavo cercando.
Ma il mio cammino fu interrotto molto prima di quanto pensassi.
Ero nei pressi della piazza, quando sentii due guerrieri di Etek che parlavano di un'amazzone, un'amazzone che era riuscita a controllare il potere di un anello nero, pare che discendesse da una famiglia di negromanti........ "mmhh"... poteva essere lei la persona che stavo cercando.
Perchè non provare, se ne era giunta voce fin qua............
Mi diressi verso la residenza delle amazzoni di Mokada e fu lì che trovai la persona che mi avrebbe accompagnato in questo viaggio.
Il suo nome era Seya.......


SEYA

Anche quella mattina mi svegliai con la testa dolorante e lo stomaco in subbuglio... postumi di una bella sbronza presa la sera prima alla taverna...
Nonostante i dolori un sorriso aleggiava sul mio viso, avevo conosciuto un guerriero che aveva brindato con me e con cui avevo parlato a lungo tra un boccale e l'altro.. si chiamava Ares.. chissà se lo avrei rivisto..
Con una mano allontanai questi strani pensieri e così facendo vidi lo strano sfavillio dell'anello nero, e questo stava ad indicare che sarebbe successo qualcosa..
Mi vestii in fretta, presi la spada e mi recai come al solito verso il bosco per l'allenamento quotidiano.
Stavo per addentrarmi nel bosco quando sentii una persona avvicinarsi...
"Seya"... era un dragone di Dulkar che aveva parlato, ed ora che potevo guardarlo meglio riconoscevo uno dei compagni di bevuta della sera precedente...
"Ah, As.. Es... uhm.... ciao!" la memoria per i nomi non era mai stata un mio pregio...
"Astor, ciao... dovrei parlarti un attimo... dove si può?"
Lo accompagnai allora a casa mia e lo feci accomodare, mi sedetti di fronte a lui e lo ascoltai raccontare di un'antica leggenda di cui non avevo mai sentito parlare prima.
Non appena il racconto fu concluso avvertii una sensazione di calore provenire dall'anello nero.. alzai la mano e repentino un lampo si scagliò contro il dragone andando ad infrangersi contro una barriera di luce bianca...
"Ops, scusa... non domino ancora bene i poteri dell'oscurità..." arrossii alla scusa inventata, sapevo perchè era successo... l'anello nero tentava di distruggere il potere della luce!
"Non serve che tu menta... conosco la tua storia e quella dell'anello, è per questo che sono qui... io sono la luce e tu l'oscurità.."
A queste parole lo fissai con attenzione...
"Non so per quale motivo, ma c'è qualcosa che mi spinge alla ricerca dei bracciali ed ho bisogno del tuo aiuto per averli..."
Stavo ancora ponderando la proposta di Astor, quando mi sentii rispondere con slancio che avrei cercato i bracciali con lui...
Prima di lasciare la mia casa ci accordammo per la partenza, solo noi come partecipanti, nessuno doveva sapere di ciò che cercavamo e soprattutto dovevamo viaggiare leggeri e veloci visto che non sapevamo cosa ci attendeva.
Quella sera non andai alla taverna, restai a casa e lasciai che il mio spirito vagasse tra i piani e giungesse fino alla Torre grigia, dove ebbi una lunga chiacchierata con mio padre che mi svelò alcune cose che Astor non sapeva sui bracciali..
All'alba ero pronta e decisa a non svelare ciò che sapevo al dragone, fintanto che non fosse stato il momento giusto.


ASTOR

Il nostro viaggio stava per iniziare, avevo raggiunto l'abitazione di Seya e stavamo organizzando gli ultimi preparativi.
La sera prima avevo raggruppato tutte le cose che ci potevano essere utili, in realtà lo stretto indispensabile.... delle armi leggere, pochi viveri, delle scaglie di miara.
"Seya, non ti nascondo che sono eccitato. Siamo pronti?"
Tutto era a posto, riponemmo il nostro equipaggiamento nello zaino magico che avevo acquistato da Asiram e ci incamminammo verso... l'ignoto.
"Astor, quale sarà la nostra prima meta?".
Tirai fuori la mappa che avevo trovato nel libro e, dopo averla studiata con attenzione, decidemmo di spostarci verso est.
La mappa indicava due luoghi sacri, situati agli antipodi del regno.
Non indicava quale dei due bracciali si nascondevano al loro interno... lo avremmo capito solo una volta giunti nel posto indicato.
La strada che dovevamo percorrere tagliava l'intera foresta, più ci addentravamo e più la luce del sole si affievoliva sopra le nostre teste.
Gli alberi erano altissimi e il terreno era ricoperto da fitti intrecci di rami.
I primi due giorni furono molto faticosi, la foresta sembrava non finire mai e la pioggia che iniziava a cadere non facilitava di certo i nostri movimenti.
Eravamo stanchi e i viveri cominciavano a scarseggiare, quando.....
"Seya, guarda".
La giovane amazzone rivolse lo sguardo nel punto in cui indicavo.
Un piccolo villaggio si intravedeva fra l'intrigo degli alberi.
"Forza, andiamo a vedere, forse troveremo qualche locanda dove rifocillarci e riposarci un po'"
Ci incamminammo verso la radura.
C'erano poche abitazioni.
La gente ci osservava incuriosita... forse era insolito per loro vedere dei forestieri.
"Astor, li c'è una locanda, andiamo a vedere".
Il salone era modesto, ma la locandiera fu molto gentile.
Dopo aver posato le nostre cose nelle stanze e dopo esserci rilassati un po', scendemmo nel salone per mangiare qualcosa.
Il cibo era delizioso, anche perchè avevamo una fame da lupi.
Notai una figura incappucciata entrare nella sala, non riuscivo a capire se si trattasse di un uomo o di una donna: indossava una lunga tunica nera e teneva fra le sue mani un lungo bastone.
Si stava avvicinando al nostro tavolo.
Seya ed io eravamo incuriositi da quello strano individuo.
La nostra curiosità aumentò ancora di più quando lo vedemmo sedere accanto a noi e dire: "Benvenuti, vi stavo aspettando"........


SEYA

Il viaggio che ci aveva portato alla locanda era stato tranquillo ed anche divertente in quanto avevo scoperto in Astor un valido amico ed anche un bravo cantastorie quando ubriaco...
Entrammo nel villaggio discutendo animosamente su chi dovesse pagare la locanda e la sistemazione dei cavalli..
Non era difficile trovare la locanda fra le quattro casupole, era una costruzione leggermente più grande delle altre, piena di finestre e con una strana targa appesa un'asta che pendeva pericolosamente verso la testa di chi passava a cavallo.
Sull'insegna c'era scritto "Taverna dell'orco gobbo".. beh, come nome non ispirava ma era l'unica taverna del posto..
Ridacchiando per il nome ci apprestammo a scendere da cavallo quando una strana sensazione mi colpì allo stomaco...
Sulla difensiva mi guardai attorno ma non vidi altro che alcuni mendicanti accoccolati nel fango a chiedere la carità..
"Seya, cosa succede?" era la voce del dragone preoccupato per il mio brusco cambio di umore.
"Niente, per ora.. teniamo gli occhi aperti.."
Lasciammo i cavalli allo stalliere perchè si prendesse cura di loro poi entrammo nella locanda...
L'aria all'interno era viziata e carica di odori contrastanti, ma gli avventori erano pochi e tutti assiepati contro il bancone del bar mentre l'oste, un uomo completamente tatuato, sembrava raccontare una storia.
Ci sedemmo ad un tavolo ed io sperai che il cibo fosse almeno commestibile e ben speziato per coprire qualsiasi sapore avesse...
A questo pensiero un sorriso iniziò a incresparmi le labbra e sarei scoppiata in una fragorosa risata se una figura ammantata non ci avesse raggiunto ed avesse detto:
"Bene vi stavo aspettando"
La figura prese uno sgabello e si sedette al nostro tavolo, poi iniziò a parlare.
"Eran giorni che attendevo il vostro arrivo e mi stavo preoccupando per il vostro ritardo.. ma ora non ha importanza... io so cosa state cercando.. vi prego amazzone, non interrompete le mie parole... Da tempo io ed il mio ordine sapevamo che presto le forze della luce e quelle delle tenebre avrebbero cercato i due bracciali e che avrebbero inviato i loro più valenti guerrieri... Voi sapete la storia scritta ma non tutto è stato riportato sulle pergamene.. ora ascoltate, il tempo non è molto.."
La voce dell'uomo era suadente e pacata, non sembrava rappresentare un pericolo.. anche Astor sembrava d'accordo con me perchè si sedette più comodo sullo sgabello per ascoltar meglio il racconto:
"I due bracciali appartennero a due mortali che divennero i generali degli dei... Kindagar era il comandante delle armate della Luce, era un valente condottiero.. un mortale dagli occhi di ghiaccio e dai capelli color del sole. Gwidian era il generale dell'oscurità, una splendida fanciulla dagli occhi e dai capelli color della notte senza luna.. Entrambi erano stati accolti nelle schiere degli armati in seguito al grande dolore di aver perso la persona amata ... Per lungo tempo i due comandanti si sfidarono per esser vincitori, ma mai nessuno ebbe il sopravvento, e molte anime raggiunsero l'oblio, poi fu il giorno dell'ultima battaglia.. la più grande battaglia che Arcano possa ricordare.. solo i due generali rimasero in piedi sul campo coperto di cadaveri e decisero così di fronteggiarsi per l'ultima volta.. si batterono a lungo usando armi e magie ed alla fine, per fatalità forse o per volere degli dei, si infierirono il colpo mortale entrambi... Morenti, si tolsero l'elmo e solo allora i loro occhi, con l'ultimo barlume di vita, videro gli occhi della persona amata che credevano perduta. Nessuno vinse la guerra degli dei, ancora si combatte, ma i bracciali dei due comandanti furono maledetti dagli dei stessi.. i due bracciali sono destinati a stare insieme ma separati, a proteggersi ma a combattersi... così come coloro che diedero la morte al posto dell'amore"
Al termine del racconto Astor sbuffò in una sonora risata:
"E tu credi che io creda ad una storia come questa? ahahahahhaha... sembra un racconto per giovani vergini... ahahhahaha"
Nonostante il suono canzonatorio delle parole del mio compagno, la figura incappucciata non sembrava arrabbiata.
"Capisco la tua "paura", dragone di Dulkar, ma i bracciali hanno grandi poteri e servono i loro signori.. il bracciale della luce crea una barriera di luce che protegge colui che lo utilizza da incantesimi e armi da lancio e conferisce potenza nel colpo.. il bracciale dell'oscurità aumenta la capacità magica e permette di spostarsi fra i piani materiali senza bisogno di porte dimensionali. Entrambi incantati, funzionano solo quando sono vicini.."
Fu allora che mi decisi a parlare.
"Ma hanno un problema.. legano le persone che li portano insieme per la vita... si instaura un legame mentale che permette di condividere pensieri ed emozioni.."
Astor mi guardò stupito.
"Dunque tu, piccola strega, sapevi già queste cose?"
Lo fissai... "Certo, piccolo drago, sapevo già tutto prima di partire..."
"Vedo che andate molto d'accordo.. bene, lo immaginavo.. ora sta a voi decidere cosa fare.. io posso indicarvi la strada per raggiungere i due bracciali ma solo voi potete decidere se volete intraprenderla"
Guardai il dragone e aspettai la sua risposta perchè io dal canto mio avevo già deciso.


ASTOR

Non sapevo se fidarmi, quell'uomo aveva qualcosa che non mi convinceva molto, non mi piaceva..... ma dato l'entusiasmo della mia compagna avevo deciso di seguire le sue indicazioni alla ricerca dei bracciali.
"Da dove iniziamo?".
Lo sguardo dell'amazzone si illuminò alle mie parole.
"Non c'è fretta signori, per questa notte è meglio che restiate qui a riposare, da domani vi aspetteranno molte prove. Avrete bisogno di viveri.... e di lucidità. Ci incontreremo domani alle 12:00 ai piedi della grande quercia".
A queste parole l'uomo si alzò ed uscì dalla locanda.
Prima di andare a dormire presi una tisana per riposare meglio...... il mattino dopo ero pimpante, avevo dormito come un ghiro e mi sentivo pieno di forze.
Passai a prendere Seya e andammo a comprare le cose di cui avevamo bisogno.
Alle 12:00 in punto eravamo sotto la quercia.... e ad aspettarci c'era la nostra guida.
"Bentrovati, prima di partire è bene che sappiate una cosa. Io sono un discepolo delle tenebre, quindi il mio compito è quello di portarvi al bracciale con il potere oscuro. Una vota trovato ci saluteremo, troverete un'altra persona ad attendervi".
"Bene, qual è allora la nostra prima meta?".
"Ci recheremo ad est, verso le Terre dei Malkavian. I loro rifugi si trovano fre le nebbie dimensionali e sono raggiungibili attraverso alcuni portali disseminati nel territorio. Il nostro primo obiettivo sarà il Tempio di Sirios, lì troveremo il portale che ci porterà al primo bracciale. Andiamo ora".
Finalmente avevamo un punto di riferimento.
Ci incamminammo verso est pieni di entusiasmo, lasciandoci alle spalle il piccolo villaggio.
"Ah, dimenticavo. Durante il nostro viaggio dovrete utilizzare esclusivamente la magia...."


SEYA

L'aver incontrato il discepolo delle tenebre aveva risvegliato in me un entusiasmo eccezionale, ma anche uno strano senso di pericolo...
Il sapere poi di poter usare solo la magia mi metteva a disagio... come avrebbe reagito l'anello nero alla magia di Astor? Finora infatti nei nostri allenamenti avevamo sempre usato solo le armi, soprattutto dopo l'episodio della Kioskas... ed io non possedevo ancora appieno il controllo dei miei poteri.
Non fu una lunga camminata... il sentiero saliva dolcemente verso una collinetta al centro del bosco... in cima vi era un tempio...
"Questo dunque sarebbe il portale... ma sono solo un mucchio di rovine!"
L'entusiasmo iniziale stava scemando alla vista del cumulo di ruderi... poi vidi Astor inginocchiarsi come colpito al petto da un pugno.
"Che succede dragone?!?"
"Non ti preoccupare Seya, sto bene. Questo posto ha qualcosa di.....".
Guardai interrogativamente il discepolo che disse: "Il tuo amico ha ragione... le rovine del tempio non sono altro che la porta per le terre dei Malkavian... sono occultate dalla magia nera ed il loro accesso è consentito solo a chi è votato all'oscurità..."
"Bene, ho capito... ciaoooo Astoooorrrrr...", senza riflettere corsi al centro delle rovine e non appena l'anello nero si illuminò venni portata in uno strano mondo...
Il suolo era ricoperto da una fitta nebbia ed il cielo era oscurato da nuvole nere come cariche di pioggia... il paesaggio era desolato, solo enormi massi e sterpaglie...
"Bene.. bene.. ed ora in cammino forse l'anello mi potrà aiutare..." così dicendo lasciai la magia scorrere libera.. il potere oscuro era più forte del solito ed era difficile dominarlo... ma avvertivo qualcosa... una voce mi chiamava suadente...
Mi guardai attorno, niente... iniziai a correre cercando la provenienza della voce... sentivo urgenza nella sua voce...
"Dove sei ?"- mi sentii urlare... ma la mia voce si perdeva nelle nebbie...
Solo dopo diversi tentativi mi accorsi della mia stupidità, avevo lasciato il punto in cui ero arrivata ed ora ero persa nelle terre di Malkavian, fortunatamente nessuno degli strani e terribili abitanti mi aveva ancora avvistata...
Come un pugno la voce nella mia testa parlò:
"Vieni, adepta dell'oscurità.. seguimi.. presto.."
Restai stordita qualche secondo ma poi mi ripresi...
Presi nuovamente a correre verso la voce.. e all'improvviso dalle nebbie mi trovai di fronte ad una torre.. era imponente e minacciosa...
"Vieni... presto"
Iniziai a cercare l'ingresso.. niente.. ma come diavolo fanno ad entrare?!...
Guardai verso l'alto e scorsi una piccola feritoia... sorrisi...
Leggera ... sempre più leggera... lentamente mi trovai sospesa in aria di fronte alla finestra che ora vista dalla giusta altezza si mostrava come una porta...
Leggera appoggiai i piedi sul davanzale e come per magia le porte si aprirono su un ingresso oscuro al cui centro brillava uno strano oggetto...
"Vieni .. presto"
Come posseduta dalla strana voce mi trovai a muovere i passi sul nero pavimento fino a trovarmi di fronte ad un bracciale color argento posato su un cuscino cremisi.
Lo osservai a lungo.. era bellissimo, finemente cesellato era formato da più fili rigidi, tutti uniti formavano come una "v" al centro, la chiusura era una testa di drago.. ed i suoi occhi sembravano vivi...
Il mio sguardo si fissò sullo sguardo del drago...
"Prendimi, signora dell'oscurità.. io sono il tuo servo ed il tuo padrone.. prendimi ed unisci la tua vita alla mia.. prendimi ed insieme saremo imbattibili!"
Solo con un grande sforzo riuscii a trattenere la mia mano...
"No.. non ora..."
Lo avvolsi in un panno magico e lo nascosi in tasca...
Veloce tornai ai piedi della torre... ed ora come tornare da Astor.. cosa aveva detto il mago?
I portali sono innumerevoli nelle terre di Malkavian...
Lasciai fluire nuovamente la magia.. un portale... sì, eccolo!....
Qualche chilometro più avanti potevo vedere lo squarcio luminoso fra le nebbie...
Nonostante la stanchezza partii di corsa, ma uno strano rumore mi bloccò... una nube di polvere si alzava alla mia sinistra... maledizione, i Malkavian!
Non erano molti, forse quattro o cinque, ma da sola non potevo affrontare i mezzi demoni malkaviani... le leggende narravano che si cibassero del sangue e del corpo dei loro nemici e che tramutassero le anime in statua...
Corsi più forte ma all'improvviso una grande figura si parò innanzi a me... nonostante lo slancio riuscii a schivarla prima di travolgerlo...
"Tu povera stupida... credi di scappare alla mia gente? Dammi la tua vita e la perderai velocemente o il dolore sarà tuo compagno per l'eternità!"
L'uomo che parlava era vestito di strani stracci, il suo corpo era immenso, assai più grande di Berserk, dalla sua testa spuntava uno strano corno ricurvo e le sue mani stringevano un'ascia bipenne...
"Ehi... prima di offendere... guarda che potresti morire tu!"
Accidenti a me, non riuscivo proprio a stare zitta!...
Mi rialzai e calcolai che per arrivare al portale mi bastavano pochi metri di corsa, ma il malkaviano era in mezzo.
"Dannato..." mormorai fra me e me..
Chiusi gli occhi e chiamai la magia... ma era debole... mi ero stancata molto per trovare il bracciale.. e la mia spada era rimasta chissà dove!
Presto, dovevo sbrigarmi o anche gli altri mi sarebbero stati addosso... schivai un pesante colpo ed un altro.. maledizione, stavo retrocedendo...
"Signora delle tenebre... unisci la tua vita alla mia..."
Di nuovo la voce.. il bracciale!
Senza pensarci lo estrassi dalla tasca e lo indossai.... una forza nuova mi scorreva nelle vene..
Vidi il malkaviano arrestarsi spaventato, poi vidi nei suoi occhi il mio riflesso: ero sospesa a mezz'aria dentro una bolla di potere, i capelli mi facevano da corona al volto svolazzando...
Mi piaceva vedere la paura.. ma ancora meglio era vedere la morte ed il sangue!
Un fulmine partì dalle mie mani e colpì in pieno petto l'uomo.. lo vidi cadere..
"Ed ora dammi la tua anima, inutile creatura!"
Così dicendo gli esplosi contro una palla di fuoco ...
Leggera.. quasi persa nel potere del bracciale.. attraversai il portale lasciandomi alle spalle il gruppo di malkaviani che si gettavano come lupi affamati sui resti fumanti del loro simile...
"Seya... Seya.. svegliati!".. era la voce si Astor...
"Si... che c'è?... uhm..."
Mi sedetti con un tremendo dolore alla testa...
"Ehi piccola.. ma che è successo, oltre il portale sei scomparsa e dopo un'oretta ti abbiamo visto riapparire e cadere come senza vita..."
"Io.... io...."
Non ricordavo bene, c'era come una nebbia...
"Io non ricordo... bene..."
"E' presto per lei.. ora svelti, il potere dell'oscurità non può restare senza equilibrio, seguite il sentiero ad ovest... al crocevia incontrerete un viandante, indossa un mantello vecchio e logoro, parlate col cuore e vedrete che l'adepto del bene saprà capire ciò che cercate e vi aiuterà... addio amici miei... ed addio signora dell'oscurità.."
Così dicendo lo osservammo ridiscendere la collinetta e svanire come per magia..
"Bene, amazzone... ora tocca a me! Su, alzati, il crocevia non è lontano, si vede anche da qui..".
Mi rialzai, la testa mi doleva terribilmente, e mi incamminai con passo stanco dietro ad Astor... al mio polso uno splendido bracciale rifletteva i raggi del sole...


ASTOR

Bene, Seya aveva trovato il suo bracciale.... la leggenda era vera!
Ora invece era il mio turno.
La strada che portava al crocevia non era lunga, ma non so perchè mi sentivo sempre più stanco e mi sembrava di non arrivare mai.
"Dragone, che cos'hai? Mi sembri affaticato..."
"Niente Seya, sto benissimo, muoviamoci".
Anche se sembravo tranquillo, il mio sguardo tradiva le mie paure.
Per fortuna la strada era tutta in discesa e non ci volle poi così tanto ad arrivare.
Lì trovammo ad aspettarci uno strano personaggio, avvolto da un mantello sgualcito.
"Benvenuti, vi stavo aspettando, seguitemi"
L'uomo aveva riconosciuto il bracciale di Seya e ci invitò a seguirlo in direzione di un bosco lì vicino.
Arrivati al centro di una radura l'uomo si tolse il mantello..... uomo?
Macchè uomo!
Dal cappuccio uscirono dei bellissimi boccoli dorati... era un'incantevole fanciulla.
"Il mio nome è Lilian e sono una sacerdotessa della luce. Vedo con piacere che avete già trovato il primo bracciale. Complimenti amazzone. Ora non abbiamo molto tempo... se non portiamo alla luce il secondo bracciale l'equilibrio potrà spezzarsi e le tenebre prendere possesso della tua anima, amazzone."
Cominciavo a preoccuparmi.... cos'era sta storia dell'equilibrio, era forse per questo che mi sentivo così spossato?
"Sì dragone, quello che dici è giusto. Il potere del bracciale della tua amica ti sta indebolendo. Presto non avrai più la forza per combattere... per questo dobbiamo sbrigarci".
"Ma come diavolo ha fatto?....".
"Il bracciale della luce si trova ad ovest, nelle terre dei Druidi. Prima di partire verrete con me, avete bisogno di riposare".
Così dicendo ci portò dinanzi ad un'enorme quercia.
"Seguitemi"... ed...... entrò nella quercia?!?
"Mah... com'è possibile?"
Mentre parlavo incredulo vidi la testa di Lilian uscire dal tronco...
"Forza, non temete, venite".
Titubanti ci avvicinammo all'albero e provammo ad oltrepassarlo.
Una volta entrati venimmo abbagliati da una forte luce... di fronte a noi un bellissimo palazzo dorato.


SEYA

All'ingresso della quercia ero rimasta basita.. non ascoltavo neanche le parole della sacerdotessa.. riuscivo solo a guardarmi attorno...
Le pareti erano bianche ed emanavano una luce confortante illuminando a giorno l'intero ambiente... bianche le colonne di marmo che sorreggevano la volta ad arco blu notte.. bianco l'ampio scalone che con una dolce curva saliva ai piani superiori...
Splendidi anche gli arazzi e le rune finemente cesellata sulle colonne... erano rune magiche incise a protezione del palazzo contro le forze del male.
Poi improvvisamente ricordai le lezioni alla Torre Grigia di storia della magia... eravamo nella Reggia Bianca, la roccaforte del bene costruita dagli antichi druidi e dai maghi della luce quando c'era la guerra degli dei per difendere il bene e l'amore...
Avvicinai la mano alla colonna per sfiorare i rilievi quando la voce della sacerdotessa mi fermò.
"Fermati giovane amazzone.. non puoi toccare le sacre rune... indossi l'anello nero e il bracciale del generale del male, scateneresti il potere di protezione del palazzo.."
"Si, scusa hai ragione.. ma i ceselli sono talmente belli che sembrano finti.."
Rise di gusto.
"Hai proprio ragione... ora siete stanchi e il dragone dovrà affrontare una dura prova.."
Due giovani donne vestite di bianco e oro ci scortarono a una stanza sobriamente ma elegantemente arredata.
"Ehm.. Astor, di letti ce n'è uno solo..."
"Già.."
"E' la prima volta che sono così in imbarazzo.. devono aver pensato che fra noi c'è qualcosa.. beh, visto che ci siamo.. "
Lanciai uno sguardo al dragone ed un sorriso, poi mi tolsi il pettorale leggero, le armi e i morbidi stivaletti e mi stesi sul letto.
"Avanti, mio bel dragone.. ehehehehe... dobbiamo riposare..."
"Ma.. io..."
"Beh, non so tu, ma io sono talmente stanca e scombussolata che non potrei pensare ad altro che a dormire"
"Ok..."
Effettivamente sono talmente stanca che non riesco neppure a formulare un pensiero coerente... e a dirla tutta non sto nemmeno bene, sto scottando e il dolore al petto che sento sembra sempre più acuirsi... senza contare i pensieri oscuri che sempre più di recente mi affollano la mente... devo resistere... non posso lasciare che il male prenda il sopravvento... ma ora... dormire, sì... devo dormire.. dormire...


ASTOR

Devo dire che la bellezza di quel luogo lasciava senza fiato.
Mentre la sacerdotessa ci accompagnava alle nostre stanze, il mio sguardo era rivolto alle rifinite colonne, alle pareti decorate, alla semplice maestosità del palazzo.
Il mio stupore fu molto più grande quando Lilian ci mostrò le nostre camere... anzi la nostra camera! Questa era proprio bella, dovevano averci scambiato per una coppia... che situazione imbarazzante.
"Beh dragone, non so tu, ma io sono talmente stanca che non mi importa se dormiamo insieme. Quindi accomodiamoci"
"Ok... ma io preferisco dormire su quel divano".
"Fai un po' come vuoi...".
Non fu una notte tranquilla, ero un po' agitato e allo stesso tempo eccitato per quello che mi sarebbe aspettato il giorno dopo.
In più l'amazzone era irrequieta, si girava e rigirava continuamente nel letto.
Il mattino seguente scendemmo a fare colazione, poi Lilian mi illustrò il tragitto che avrei dovuto compiere.
Il bracciale della luce si trovava, secondo le leggende, nei fondi del Lago Dorato.
In che punto preciso non era chiaro, ma una volta arrivato avrei capito dove cercare... almeno così mi diceva Lilian.
Mentre mi parlava notavo che Seya non era proprio in ottima forma, continuava a sudare da quando si era svegliata.
Le mie supposizioni diventarono certezze quando la vidi tramortire al suolo.
"Seya, cosa ti succede?" ma non feci a tempo a finire la frase, che vidi l'amazzone alzarsi con uno strano luccichio negli occhi.
Il suo corpo era avvolto da uno strano alone nero e iniziava ad alzarsi da terra.
"Misero dragone, per te.... per voi tutti è finita".
Così dicendo indirizzò un fascio di luce scura verso di me, colpendomi in pieno petto.
Il dolore era grande... il potere del bracciale aveva aumentato di molto i poteri di Seya.
Per fortuna ci trovavamo nel palazzo dei seguaci della luce... in poco tempo Lilian ed i suoi compagni bloccarono la magia di Seya, imprigionandola in un cerchio magico.
L'amazzone crollò una seconda volta al suolo priva di sensi.
"Astor, devi partire subito, non c'è più tempo. I due bracciali devono essere ricongiunti o non si ristabilirà più l'equilibrio. Non preoccuparti per la tua amica, penseremo noi a lei. Ora va".
Non ebbi esitazioni e partii subito alla volta del Lago Dorato.
Uscii immediatamente attraverso il passaggio nell'albero e mi incamminai velocemente lungo il sentiero che mi era stato indicato dalla sacerdotessa.
La mia mente era confusa, mentre camminavo i miei pensieri erano rivolti a Seya... non avrei dovuto chiederle di venire con me, era tutta colpa mia.
Ben presto mi accorsi che ero giunto nei pressi del Lago Dorato, il luogo che custodiva il bracciale della luce.
Che meraviglia, potevo ben immaginare perchè gli antichi druidi avevano dato quel nome a questo magnifico luogo.
L'acqua era ricoperta da riflessi dorati che si stagliavano lungo tutta la superficie attraverso circoli concentrici.
Non avevo tempo da perdere però, dovevo trovare il bracciale... ma come?
Ricordavo le parole di Lilian:
"Una volta lì, saprai dove trovarlo".
Non riuscivo a comprenderne pienamente il significato, ma provai lo stesso a concentrarmi e raccogliere le forze.
Diventai un tutt'uno con la natura, i miei poteri derivavano dagli elementi terreni e attraverso questi avrei trovato quello che cercavo.
In poco tempo i miei pensieri diventavano più nitidi.. lo vedevo, vedevo il bracciale.
Era in una specie di tempio, circondato da una luce... delle colonne intorno... il tutto affoscato... come se.. se...
Ma certo, avevo capito, il tempio si trovava nel lago, nelle sue profondità.
Ma come arrivarci?
Mi era stato detto che in questo viaggio avrei dovuto utilizzare unicamente i miei poteri e così feci.
Mi portai levitando al centro del lago, dove i riflessi si facevano più intensi, e formai un vortice in modo da creare un passaggio fra me e il tempio.
Ora potevo vederlo.
Mi calai velocemente fino ad arrivare all'arcata che custodiva l'ingresso.
O meglio che credevo lo custodisse.
Con mio grande stupore non c'era nessuna via d'accesso e mi ritrovai ancora una volta incapace.
Il mio stupore fortunatamente durò poco, una forza che non comprendevo mi attirava alla parete del tempio... appoggiai la mano e non so come mi ritrovai all'interno delle mura.
Davanti a me il bracciale!
Era protetto da una colonna di luce che si estendeva fra quattro colonne più esterne, ognuna delle quali arrecanti dei simboli diversi.
Conoscevo bene quei simboli, ricordo le notti passate con la mia matrigna a studiare.
Raffiguravano i quattro elementi fonte del mio potere, Acqua, Fuoco, Terra ed Aria.
Quello che feci poi venne naturale, mi avvicinai mano a mano a tutte le colonne.
Appoggiai le mani su ognuna, invocando gli spiriti degli elementi corrispettivi, acqua per l'Acqua, fuoco per il Fuoco, terra per la Terra ed aria per l'Aria.
Al tocco dell'ultima colonna la barriera di luce che proteggeva il bracciale scomparve... ce l'avevo fatta. Prima di prenderlo lo ammirai estasiato, ma fu un attimo.
Dopo poco era già sul mio polso.
Quando lo indossai il mio corpo ebbe un fremito, sentivo una nuova forze scorrere in me... era incredibile, mi sembrava quasi di emanare dei bagliori dorati... come il lago...
Un dubbio mi balenò all'improvviso, salii velocemente in superficie e come avevo pensato l'acqua del lago era tornata normale.
Era il bracciale ad emanare quegli strani bagliori.
Pieno di forze ripresi il cammino verso palazzo, non ero più preoccupato per Seya, sapevo che ora stava bene... lo sentivo.
E così era, arrivato nella reggia della luce vidi l'amazzone corrermi incontro ed abbracciarmi con forza.
Eravamo entrambi al settimo celo, la nostra ricerca era finita e tutto era andato nel migliori dei modi.
Quella sera fummo invitati a restare a palazzo per la notte e ovviamente accettammo.
Come rifiutare la possibilità di riposare ancora un giorno in questo splendido luogo?
La notte passò velocemente... erano stati dei giorni pesanti.
Il mattino seguente Lilian ci diede le gli ultimi avvertimenti sui bracciali:
"Ricordate, il pieno potenziale dei bracciali si manifesterà solo quando sono utilizzati congiuntamente. Ogni volta che saranno utilizzati separatamente da uno di voi, l'altro ne risentirà gli effetti. Un grande potere vi è stato donato, fatene buon usa d'ora in avanti".
Queste furono le ultime parole che sentimmo dire dalla sacerdotessa, dopodichè partimmo alle volte di Arcano impazienti di tornare a casa.
Dentro di me pensai che avremmo dovuto trovare una scusa decente una volta arrivati, vista la nostra partenza improvvisa.
Mi girai verso Seya e lei mi disse "Hai ragione dragone, decente è dire poco...."

 

     
     

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