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Sic et
simpliciter
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ATRO
Il risveglio è duro.
L'aver fatto baldoria ieri sera di certo vuole il suo pegno.
Ed io sto ancora pagando.
Ho la testa che mi gira ancora.
Riempio la tinozza con l'acqua della brocca sul pavimento.
E' piena a sufficienza. |
Ci immergo la testa e resto qualche istante a lasciar che
l'acqua gelida accarezzi le tempie. Ne ho bisogno.
Sollevo la testa velocemente riversando il capo all'indietro. Sento le
gocce fredde rabbrividirmi la schiena.
Scuoto i capelli bagnati, mi vesto ed esco.
Sono già in ritardo. Mi tocca correre se non voglio arrivare tardi. E
allora corro.
Non posso mancare al rituale propiziatorio della fertilità e del
ringraziamento, celebrazione della gratitudine per la sopravvivenza di
queste terre e di chi ci vive.
Sembrava tutto finito. Bastava che volgessimo lo sguardo avanti, e non
posso dire che era la fine ciò che si mostrava ai nostri occhi
spiazzati.
Nulla. Solo il nulla era davanti a noi, e non lo saprei descrivere.
Era troppo terrificante nella sua amorfa tranquillità. Un silenzio
indimenticabile.
Ma abbiamo resistito. Il desiderio di non permettere di venire
inghiottiti da quest'oblio, è stato sufficiente a frenare
l'irreversibile.
Sono stremato ma sono giunto appena in tempo.
Urlo qualcosa ad una sacerdotessa che dalla distanza non riesco a
riconoscere bene, le urlo di aspettare a chiudere il portone.
Entro. Non siamo in molti. La penombra m'impedisce di riconoscere bene i
presenti.
Dovrei scrutarli con un minimo d'impegno, e sinceramente non ne ho
voglia.
Solo un raggio di sole da un alto finestrone fornisce un po' di luce. Un
fascio luminoso che avvolge la Somma Hash. E' l'unica figura
riconoscibile.
Così irradiata e seria e immobile nella sua concentrazione, sembra
un'apparizione. Un'icona vivente.
Poi anche lei si spegne. Regna una quiete nervosa.
C'è tensione. L'avverto. Nemmeno io sono tranquillo.
Sembriamo solo ombre ora. Come un esercito tornato dall'aldilà per
reclamare le ingiustizie e i tradimenti.
Il silenzio si spezza. i sussurri di Hash toccano ogni angolo del
tempio. Creano un'atmosfera surreale parendo giungere da punti
imprecisati.
Eppure lei è davanti a noi.
A rendere maggior suggestione e sacralità, sono le piccole scie luminose
lasciate dalle dita della sacerdotessa, ad integrare con i sussurri
l'arcano rituale.
Piccoli riflessi rendono periodicamente visibile il volto di Hash,
piccoli bagliori in cui s'intravede il viso concentrato tra tutta
l'oscurità sovrana.
E' un attimo. Anzi meno.
Il tempio s'illumina a giorno.
Mi copro d'istinto il volto a proteggermi da quella luce che ora è un
lampo accecante.
Poi è di nuovo il buio... il silenzio. Ora anche il raggio di sole è
tornato.
Anche il fascio di luce è tornato. E' tutto come prima. Non è vero. Non
è più come prima.
Cassandra vibra. Pongo la mano sul martello e la fisso impugnandolo.
Hash tace. Questo non è buono.
Un grido smorzato. E' la sua voce. Sento il mio viso bagnarsi.
E' come temo... è denso... è salaticcio... è sangue.
Dal fascio di luce s'intravede una massa deforme. E' orribile.
Per fortuna c'è chi ha avuto più sangue freddo di me.
Due pugnali si conficcano nella pelle della creatura, sembra non uscire
sangue, ma sono sufficienti per fare scappare la creatura che si perde
ai miei occhi.
Neanche un verso, un grido. E' fuggita silenziosamente.
Non c'è tempo da perdere, bisogna rifugiarsi ai piani superiori ed in
fretta.
Non ho ancora idea della gravità della ferita di Hash. Ma non sento più
la sua voce.
Un'ombra la carica in spalla.
E' grottesco che io non riesca a distinguere i miei compagni. Ed è
ancora più grottesco, paradossale, come faccia ad essere qui quella
bestia.
Magari se ne starà buona dove è fuggita, magari ci cercherà per saziare
l'appetito o per sbranarci solo per il gusto di rendere i nostri corpi
dei brandelli di carne.
Solo Hash ci può essere d'aiuto. E se non siamo noi i primi ad aiutarla,
penso sarà un po' difficile avere i suoi lumi.
Ci dirigiamo di corsa ai piani superiori del tempio. E' una zona che non
conosco.
Spero innanzi tutto ci sia possibilità di fare un pizzico di luce.
Sarebbe fondamentale.
Come è fondamentale che qualunque cosa si trovi là sotto se ne torni da
dove è arrivata.
Cerco di seguire il gruppetto innanzi a me.
Una volta saliti al piano di sopra ed entrati in una stanza noto un
acciarino che favorito dall'esca accende una torcia rudimentale di
fortuna.
Siamo chiusi dentro.
Tra le ombre sinistre nate dal fuoco riconosco Kristal con in mano la
torcia, Berserk... e mi chiedo cosa ci facesse al tempio... e Licht che
ha appena posato a terra Hash.
La ferita sembra partire dalla spalla destra e scendere fino al torace,
cercando di fare una stima in base al sangue sulla tunica e a come è
concentrato.
Ma non è semplice. Non è chiaro.
Ciò che è chiaro è che il volto è imperlato di sudore. Spero solo non si
sia infettata la ferita.
Ma ora che ci penso... ero convinto fossimo più numerosi.
LICHT
Il rito sta per iniziare, tutto è pronto.
Prima che Hash inizi le preghiere la porta del tempio si apre
nuovamente; non riconosco la figura che entra con la luce alle spalle.
Un tonfo sordo e l'oscurità che prepotentemente ritorna dice ai presenti
che le porte sono nuovamente chiuse.
Un fascio luminoso avvolge la Somma, unica figura riconoscibile.
Le preghiere si spargono nell'aria e salgono al cielo come incenso.
Ma nell'aria si sente una presenza maligna, brividi scorrono lungo la
schiena, la mano corre veloce a cercare il contatto con l'elsa.
Il rito procede, gli occhi sono tutti sulla Somma quando il tempio
s'illumina a giorno.
D'istinto porto le mani al volto coprendomi gli occhi dalla luce
accecante e subito dopo vedo la luce svanire ed il buio ritornare.
Dove prima era la figura dritta e in piedi di Hash ora non si distingue
più nessuna sagoma, poi gemiti dolorosi arrivano alle mie orecchie.
Velocemente arrivo su Hash caricandola in spalla, vedo alcune ombre
salire le scale e correre ai piani superiori, senza perdere tempo mi
affretto a seguirli.
Alle mie spalle sento ancora correre ma non mi giro e continuo ad
avanzare fino a quando raggiungiamo una stanza e ci chiudiamo dentro.
Una fiamma si accende illuminando il volto dei presenti: Berserk, Atro,
il sottoscritto e la Somma.
Adagio Hash dolcemente a terra per verificare la profondità e i danni
della ferita.
'E ora cosa facciamo?'
HASHEPSOWE
Sapevo che sarebbe accaduto qualcosa.
Oscuri presagi avevano tormentato i miei sogni per tutta la notte.
Immagini di odio feroce e di atroce crudeltà si erano avvicendate sul
palcoscenico delle mie pupille, dietro al sipario delle mie palpebre
chiuse.
Lo sapevo ancor prima di prendere quella decisione...
Lo sapevo eppure mi ero lasciata convincere da Sir Atro ad officiare la
cerimonia...
Avevo fiducia in quel giovane e percepivo in lui una certa dose di
Potere Mistico, assai strana per un uomo d'armi...
Già nei passati giorni di Arcano mi era capitato più volte di
intrattenermi con lui a discutere di teologia e di metodi di
guarigione... e se lui diceva che la cerimonia era utile, forse non
aveva tutti i torti!
Non ero più la Somma Sacerdotessa, o per lo meno non sapevo più nemmeno
io cos'ero... dopo che il Vuoto Temporale aveva rilasciato i suoi
tentacoli di ghiaccio dalla Terra di Arcano, nessuno di noi era più
sicuro di niente... come se il vuoto avesse comunque preteso un tributo
per riscattare le nostre anime dal Nulla...
Molti hammers erano periti e non avrebbero mai più fatto ritorno alle
loro kioskas... gli eserciti erano ormai decimati e gli stessi
comandanti non sapevano più che senso avessero le loro insegne... in più
io ero una straniera.... e Kolise era morta... la buona Madras che mi
aveva adottata come figlia di Sangue... colei che era stata la mia guida
ed il mio sostegno fin dal mio arrivo su Arcano non era più fra noi...
Era morta perché Nimira potesse vivere...
Nimira: l'Imperatrice, la figlia naturale di Kolise... mia sorella di
sangue dunque... ma ero pur sempre una straniera ed ora che Kolise era
morta, molti dei potenti di Arcano avevano ricominciato a scrutarmi con
sospetto e si mormorava che già pensassero a sostituirmi... ma nessuno
diceva nulla... nessuno aveva il coraggio di esprimere il dubbio...
nessuno voleva dar voce ad una nuova faida, ora che l'Equilibrio delle
Sfere era stato di nuovo stabilito a caro prezzo!
Una cerimonia per celebrare la Pace ritrovata....
Una cerimonia per dire a tutti che dovevamo rimanere uniti...
Una cerimonia officiata da chi? Da una straniera che si fregiava di una
carica che molti non riconoscevano più come tale...
Eppure si... Atro aveva ragione....
Gli Dei dovevano essere onorati... e forse quelle preghiere non
sarebbero state invano...
Sapevo che soltanto pochi hammers avrebbero partecipato alla cerimonia,
ma anche quelle poche energie potevano fare molto per risvegliare la
Coscienza e l'Orgoglio del nostro Popolo.
E così mi ero lasciata convincere e man mano che la cerimonia procedeva,
sentivo che era stato giusto così... percepivo il flusso di Energia
Cosmica che avvolgeva l'Altare della Dea e sapevo che la parte luminosa
dell'Essenza divina accompagnava i miei gesti.... ma ero consapevole che
le lacerazioni prodotte nella Trama del Sogno erano state troppo gravi
per essere ricucite con una semplice cerimonia: la parte Oscura avrebbe
ancora preteso il suo tributo e quello sarebbe stato forse il mio ultimo
compito da Somma Sacerdotessa....
Quando quella... cosa... mi lacerò la carne non provai alcun dolore e
scivolai nel silenzio, quasi con sollievo al pensiero di lasciarmi
andare alla nebbia dell'Oblio e di ritrovare finalmente la Pace a cui il
mio Cuore anelava da tanto tempo....
Come in un sogno vidi Licht slanciarsi verso di me con la spada in
pugno... poi fu solo buio...
Riaprii gli occhi e la prima cosa che riuscii a mettere a fuoco fu il
volto di Atro illuminato dalla fioca luce di una candela.
Sapevo che il Dragone aveva il Dono e molte volte in passato mi era
capitato di apprendere da lui metodi di guarigione a me ignoti, retaggio
delle antiche stirpi del Nord.... era prediletto dagli Dei e percepivo
il suo tentativo di infondermi energia, ma sapevo che la mia ferita era
troppo profonda e soprattutto era una ferita inferta alla mia anima
oltre che al mio corpo... scorsi i volti seri e preoccupati di Licht,
Berserk e Kristal e mi sforzai di sorridere... non dovevano preoccuparsi
per me: forse loro potevano salvarsi se non avessero dovuto trascinarsi
dietro un peso morto come me... tentai di rialzarmi e quando Kristal mi
disse di non fare l'eroina, strinsi i denti e balbettai che stavo
bene... che era soltanto un graffio e che ben presto sarei guarita.
Mi rialzai di scatto, ma non avevo fatto i conti con il sangue perduto:
le gambe non risposero ai comandi del mio cervello e si piegarono
miseramente, mentre un ronzio assordante si faceva strada nella mia
testa....
Nel delirio che seguì ricordai gli ultimi giorni prima del Vuoto...
ricordai le preghiere alla Morghul... ricordai il volto di Mur il
terribile... ricordai i miei ammonimenti che cadevano nel vuoto...
ricordai le velenose accuse di menar gramo che mi vennero lanciate dai
miei concittadini... e ricordai il dolore che avevo provato quando era
giunta la notizia della morte di Kolise....
Madras... madre mia... mi pareva di sentire ancora la sua voce che
mormorava parole di conforto e di saggezza... mi pareva di vedere ancora
il suo dolce volto di madre segreta... non sapevo che Nimira fosse sua
figlia... non sapevo che Nimira fosse mia sorella di sangue... non
sapevo che questo solo fatto avrebbe potuto nuocere al suo potere...
Nessuno mi volle ascoltare e partii in silenzio per raggiungere il
rifugio indicatomi dagli Dei...
Ma la Magia Positiva dell'Imperatrice riuscì a vincere il giogo del Male
e così tornai al tempio per mettermi ancora una volta al suo servizio...
Ma non appena varcai le porte del Tempio, una delle Madras che avevano
fatto parte della fazione di Ylea venne a rinfacciarmi che mi ero
salvata... mi disse che non avevo più diritto di portare lo scettro con
le Sacre Sfere della Fonte del Matahir e la Spada di Fuoco Morgring...
disse che ero straniera e che avevo pregato per far cadere Arcano...
Non era vero e gli dei mi erano testimoni, ma la diffidenza che quelle
parole crearono nell'animo delle persone che amavo colpì a morte il mio
cuore, spegnendo in esso le energie positive che mi avevano sostenuta
fino ad allora....
La ferita del mio corpo non era nulla in confronto alla ferita che
pesava sul mio cuore... ero certa che quella volta non mi sarei salvata
e ne ero quasi contenta, se questo avesse potuto ridare a Nimira il
pieno controllo del Consiglio.
Ero pronta a ritornare tra le braccia della Madre celeste... ma non
dovevo essere d'intralcio per coloro che stavano cercando di salvarsi...
dovevo reagire... dovevo riuscire a convincerli che stavo bene ed
allontanarli da me....
Costrinsi in qualche modo la mia mente a ritornare cosciente... trassi
un paio di respiri profondi... guardai Atro negli occhi e dissi:
"Dobbiamo andarcene da qui... Aiutami a rialzarmi, dragone e poi
andate... io vi raggiungerò piano piano!"
KRISTAL
Bene... è giunto il momento di muoversi, di reagire...
Lo sparuto gruppo di Hammers scampati alla devastazione sta pian piano
ritrovando la forza di combattere.
Sir Atro ha chiesto ad Hashepsowe di officiare una cerimonia al Tempio
delle Sacerdotesse, ed è stata richiesta la mia presenza di scribana per
annotare ogni cosa... non so cosa, di preciso...
Pur non essendo una assidua frequentatrice del Tempio, nè
particolarmente devota agli Dei, sono qui... perchè questo è il mio
dovere, ed anche perchè sono terribilmente curiosa di scoprire che
cos'ha in mente il Dragone.
Sto preparando il taccuino, controllando che la penna sia in buone
condizioni, mentre guardo un po' scettica Hash che armeggia nella
penombra della grande navata centrale mormorando frasi incomprensibili.
Buio... uno strillo... un lampo... buio di nuovo...
Ma cosa sta accadendo???
Afferro una torcia vicino a me e mi precipito verso il gruppetto di
persone che intanto s'è formato dove prima era Hash...
Atro, Licht, Berserk... con la torcia illumino i loro volti ed in
ciascuno vedo orrore per qualcosa... ma per cosa?
Stanno guardando Hash a terra, è immersa nel suo stesso sangue ed ha una
ferita dalla spalla al torace.
Non è una ferita di lama... non riesco a capire che cosa l'ha
provocata...
Hash è in preda al delirio, mormora frasi senza senso, crede di essere
la sorella dell'Imperatrice (!!!)...
Le appoggio una mano sulla fronte...
No, non è impazzita, ha semplicemente la febbre altissima: la ferita
dev'essere infetta.
Tenta di alzarsi nonostante tutto, e noi la fermiamo prima che il suo
stato peggiori.
"Non fare l'eroina, su, stai sdraiata... penseremo noi a tutto... e non
preoccuparti di cosa sei o non sei, ora non ha alcun senso!"
Mi guarda con un mezzo sorriso indecifrabile, e mentre continua a
vaneggiare e mormorare... "somma... la vendetta... essenza divina...
trama del sogno....." noi cerchiamo una via per uscire dal Tempio e
soccorrerla.
Niente da fare... siamo chiusi dentro!
"Atro, ma che è successo???" chiedo al dragone.
Ed egli mi racconta di un "essere"... una massa deforme che ha aggredito
Hash ed è fuggita...
Leggo nei suoi occhi che non mente, è davvero in preda all'incredulità
ed allo spavento.
..... Abbiamo trovato il nemico di Arcano.... forse l'abbiamo trovato!
Bene, chiunque sia, o qualunque "cosa abominevole" sia, nemmeno lui
uscirà dal Tempio!
Non vivo, almeno.
Questa è la promessa che faccio a me stessa, ed a Nimira.
Noi ti ridaremo Arcano, Nimira... più bella che mai :-)
"Coraggio, vediamo se qualcun altro è nel Tempio, oltre a noi cinque ed
a "lui"...dico a Berserk e Licht, mentre Atro cerca di arginare la
ferita di Hash ed aiutarla in qualche modo.
ATRO
Intanto che aspetto il da farsi degli altri - non sono un maestro
d'iniziativa - penso sia meglio cercare di fare qualcosa per la ferita.
Hash sembra cosciente. Questo è buono.
Chiedo a Kristal di avvicinare la torcia.
Forse non è poi così grave come sembrava, ma una certa dose di sangue è
andata perduta.
Scosto un po' la tunica.
Non è certo un bello spettacolo la carne dilaniata. Le ferite non hanno
mai vinto un concorso di bellezza.
Avvicino le mani alla pelle, sulla ferita che traccia il percorso che mi
ero immaginato.
Noto che Hash mi sta guardando: - Andate... cercate di sistemare la
questione - La voce è un po' debole.
E' stata una stupida a voler cercare di alzarsi subito. Non si scherza
col fuoco.
Vorrei risponderle di tacere. Mi limito solo a ricambiare i suoi occhi
un attimo.
Torno alla ferita. Con i palmi delle mani a qualche centimetro dalla
pelle inizio il mio lavoro.
Poco a poco vedo che il sangue sgorga meno copioso quando emano una
leggera aura fredda dai palmi.
Cerco di cicatrizzare la ferita. O almeno di arrestare il flusso di
sangue.
Non succede niente, e questo non mi piace. Se la ferita non guarisce
molto probabilmente è infetta. Chiedo a Kristal di cambiare angolazione
con la torcia.
Come immaginavo. La carne ai bordi della lacerazione inizia ad assumere
una tinta più scura.
Non è bene.
Hash mi risponde che non ha nessun dolore particolare quando le dico che
la ferita si sta infettando. Conosco bene questo tipo d'infezioni. Si
ingravidano per un lasso di tempo senza accusare nessun sintomo
particolare, e dopo il primo sintomo di malessere, in pochi minuti si è
agonizzanti.
C'è bisogno di un olio particolare con cui neutralizzare gli agenti.
Non ho idea di quale serva. Ma bisogna tentare.
Bisogna uscire da qui e recarsi da chi di dovere per la pozione.
Prima però devo cercare di fare qualcosa per rallentare l'infezione.
Mi strappo un lembo dal vestito e lo metto in bocca ad Hash.
- Stringilo con forza. Ti farò male - estraggo il coltello d'osso e mi
accingo ad una tecnica che m'insegnò il Capitano Krantz. E' naufragato
insieme a me quel giorno.
Traccio delle piccole incisioni lungo il perimetro della ferita facendo
spurgare ulteriore sangue. Poi stringo forte il coltello.
Ora la zanna brilla di un azzurrino chiarissimo.
Conficco la zanna gelida nella ferita. Sembra ci sia reazione. Questo è
buono.
Intanto guardo Hash. Ha perso i sensi.
Lascio detto a Kristal che per almeno un paio d'ore l'infezione non si
propagherà, ma Hash deve restare il più ferma possibile, e il coltello
non deve essere estratto per nessun motivo.
E' ora di partire. Di tempo ne abbiam già perso abbastanza.
Vedo Licht che incrocia lo sguardo complice di Berserk e mi dice: -
Resta qui Atro. Il bestione là fuori è compito nostro -
In effetti ha ragione, lasciare due donne sole qua dentro non è il
massimo della sicurezza.
Gli fornisco le direttive in merito all'olio. I due si congedano.
Ora siamo me, Kristal e Hash. Non ci resta che avere fiducia nei due
guerrieri e nella loro esperienza di combattenti.
Mi prendo una sedia. Mi siedo. Estraggo Cassandra e le tamburello la
testa con le dita.
HASHEPSOWE
Atro non mi risponde neppure...
Mi guarda con occhi gelidi e mi trasmette un pensiero per richiamarmi ad
un comportamento meno avventato e più prudente, consono alla gravità
della mia ferita.
Ha ragione in fondo... So per esperienza che un guaritore è sempre
tenuto ad operare per la salvezza del corpo della persona di cui si
prende cura... un guaritore cura innanzi tutto i sintomi per
ripristinare le condizioni di equilibrio fisico, e soltanto dopo aver
ottenuto la guarigione delle lesioni visibili, si occupa dello strato
profondo legato allo spirito ed al subconscio del paziente...
Atro è molto bravo e non è colpa sua se gli insegnamenti che ha ricevuto
non gli consentono di operare contemporaneamente sia sul piano fisico
che su quello spirituale: ha il Dono, ma non è stato addestrato all'uso
dei poteri mistici.
Decido comunque di collaborare e di permettere al Dragone di curare la
mia ferita.
Lascio che il freddo tocco delle sue mani rigeneri in parte i miei
tessuti cutanei.
So che non sarà sufficiente, ma comunque mi dà un certo sollievo.
Ora non sento più alcun dolore e lo dico al Dragone quando me lo
domanda.
Un lampo di preoccupazione attraversa i suoi occhi, subito seguito da
una luce di fredda determinazione: "Ti farò male!" mi avverte, mentre
armeggia con il suo coltello d'osso e mi infila in bocca un pezzo di
stoffa strappato dai suoi stessi abiti.
E' un attimo... la zanna fende l'aria e cala proprio nel cuore della mia
ferita... ed il dolore atroce raggiunge il mio cervello annullando ogni
altra sensazione cosciente... fa male... anzi di più... non resisto...
non posso resistere e mi abbandono ancora una volta tra le pietose
braccia dell'incoscienza....
Il mio spirito esce dal corpo e percepisce le energie che si sprigionano
da coloro che circondano il mio corpo inanimato... L'energia primordiale
e generosa di Berserk... la frizzante energia di Licht... la fredda
energia di Atro... e la burbera praticità di Kristal...
Nella dimensione del sogno posso vedere tutta quella gamma di sentimenti
e pensieri, altrimenti invisibili nello stato di veglia... nella
dimensione del sogno non ci sono inganni e pietose bugie e la verità si
rivela in tutta la sua cruda essenzialità.
E vedo che Kristal è cambiata: la serena dolcezza che albergava nel suo
cuore è perduta forse per sempre ed un cupo senso di diffidenza ne ha
preso il posto: un feroce desiderio di vendetta, un bisogno quasi fisico
di trovare un colpevole e di combatterlo con tutte le sue forze.... ciò
che è accaduto deve averla molto provata, povera dolce scribana... ed
ora i suoi occhi tristi non sanno più distinguere l'amico dal nemico...
E' ancora risentita per le parole che mi ha sentito pronunciare nel
delirio di poco fa... lei sa bene che la verità è sfuggita dalle mie
labbra: lei stessa era presente per scrivere negli annali la cronaca del
Rito delle Quattro Direzioni che mi rese Figlia di Sangue di Kolise...
lei sa che per la legge sono a tutti gli effetti diventata parente di
tutti i parenti viventi di Kolise... e quindi indirettamente sorella di
Sangue dell'Imperatrice... ma è giusto che non si sappia in giro: può
essere pericoloso per me stessa e soprattutto per le sorti
dell'Impero... mi dispiace che il delirio mi abbia strappato quella
rivelazione dalle labbra ed è giusto che la scribana si sia affrettata a
smentire le mie parole, catalogandole come il delirio di una povera
demente.
L'esistenza di Arcano come quella di tutti i mondi dell'Universo si basa
sul precario equilibrio delle Sfere...
Come una magnifica orchidea, che offre splendidi colori e forme
sgargianti alla carezza del sole, ma che affonda le radici nel marcio
putridume della decomposizione organica, così è il nostro universo:
magnifico e terribile... vita e morte unite insieme... bene e male,
senza distinzione alcuna, l'uno che non esiste senza l'altro, in una
complementare divergenza che si chiama Equilibrio.
E non serve a niente cercare i colpevoli quando un male affligge una
parte dell'universo... persino la guerra serve a poco, se dopo la guerra
non si riescono a sprigionare energie positive e benefiche in quantità
tale da bilanciare le energie negative... e questo è il pericolo
costantemente in agguato... ed il materializzarsi di quella cosa nel
tempio può avere un solo significato: non c'è abbastanza amore nei cuori
degli hammers... non c'era abbastanza amore per superare i rancori ed i
fantasmi del passato tornano a tormentare le nostre coscienze....
Ora percepisco la preoccupazione di Atro nei miei confronti e so che è
sincera... vedo il balsamico unguento che i suoi pensieri inseguono:
conosco quell'olio: essenza di gelsomino, succo di Aloe ed acqua di
calendula... ne conservo un'ampolla nel Naos di Larawen, in uno
scomparto segreto dentro alla statua della dea.
Devo rientrare nel mio corpo per dirlo ad Atro... certo quell'olio può
far cicatrizzare la ferita ed impedire che si propaghi l'infezione....
Con uno sforzo immane affronto il morso crudele dell'artiglio di
ghiaccio ancora conficcato nelle mie carni...
Apro gli occhi e cerco di attirare l'attenzione del dragone con un
debole lamento...
Il giovane mi è subito accanto, deciso a non farmi muovere di un
millimetro...
"no... ascoltami... l'olio... " mormoro con un soffio di voce
"l'olio.... è... Larawen... segreto... occhio sinistro..."
Non riesco a dire altro: il dolore è troppo forte e mi mozza il respiro,
riportandomi in stato di incoscienza.
Ma Atro ha capito e parte rapido alla ricerca del prezioso unguento,
lasciandomi sola con Kristal e raccomandando alla Scribana di non farmi
muovere per nessun motivo.
BERSERK
E' successo tutto troppo in fretta.. appena il tempo di percepire
qualcosa di oscuro.. e vedo Hash accasciarsi a terra...
Atro la soccorre subito ma la cosa sembra grave.. a quanto pare serve un
olio particolare per curarla... e saremo io e Licht ad andare a pigliare
sto olio (e l'aceto e il sale, poi ce condiamo l'insalata).
Così, ricevute le necessarie indicazioni, lasciamo Hash nelle mani di
Atro e Kristal... e ci avviamo.
Dopo circa 10 minuti... mi blocco sentendo qualcosa di oscuro.. molto
simile a me.
"Che succede Bers??".. mi chiede Licht.
"E' qui.. è vicino"... capisce subito a chi mi riferisco... e si prepara
con la spada in mano.
Impugno la mia ascia... e ci muoviamo con cautela finchè... eccolo, lo
vedo.. è davanti a noi... è enorme, con degli artigli e delle zanne
mostruose... avverto la sua oscurità.. e credo che lui avverta la mia...
ci somigliamo parecchio, poi .. d'improvviso attacca.
Cerca di ferirci con gli artigli.. anzi no... con qualcosa che non avevo
notato prima.. lame ossee.. che escono dalle braccia.
Paro il colpo con l'ascia... e Licht ne approfitta per colpirlo con la
sua spada..... ferendolo.. ma questo lo fa solo infuriare di più...
colpisce Licht allo stomaco.. con una forza impressionante.. vedo il mio
amico volare contro un muro... spero sia tutto intero.
Poi la strana creatura si gira verso di me.. e mi attacca di nuovo,
blocco il suo attacco... ma con l'altra mano, munita anch'essa di
lama... riesce a colpirmi.. sento la sua lama ossea trapassarmi il
ventre, grido per il dolore.
Poi anche lui grida....
Licht si era ripreso e l'aveva colpito alla schiena.. penetrando in
profondità con la spada.
"Ottimo Licht".. dico, mentre mi rialzo con una smorfia di dolore.. e mi
scaglio contro il nostro caro mostriciattolo.. un colpo d'ascia... lo
centro allo stomaco poi lo afferro al collo tentando di spezzarlo..
sento le sue ossa scricchiolare ma riesce a liberarsi e con un colpo di
artigli mi colpisce al viso.. e scende.. beccando anche il torace...
sento un dolore lancinante.
Poi la creatura indietreggia.. Quasi spaventata.
Gli artigli hanno lacerato la casacca... ed ora sta fissando il mio
marchio quasi come se lo conoscesse... poi cerca di finirmi... un colpo
d'ascia gli tronka via un braccio.. indietreggia di nuovo fissando
ancora il marchio, ma non mi importa.. il dolore ha risvegliato la mia
rabbia , alzo lo sguardo verso di lui con gli occhi di un animale
impazzito.. poi..
Il vuoto nella mia anima... solo la furia, solo l'istinto di uccidere...
ATRO
Hash nel suo ultimo barlume di ragione ha avuto la convinzione che
partissi pure io.
L'ho lasciata convinta. Almeno riposerà un pò più tranquilla...
Che gli spettri del passato abbiano pietà di lei.
Osservo Kristal imperterrita con la sua grezza torcia nelle mani. La
luce non durerà a lungo.
Cercando per la stanza per quanto le ombre ce lo permettano, Kristal si
accorge che la camera è più grande di quanto sembrasse.
Una porta che probabilmente comunica con una stanza attigua è
all'opposto dell'entrata.
Dico a Kristal di tornare da Hash e rovistare di nuovo nei pochi mobili
che arredano la stanza. Silenziosamente.
Silenziosamente La Somma Scribana trafuga i mobili.
Silenziosamente scivolo lungo la porta.
E'strano non ci siano finestre. Un po' di aria mattutina farebbe bene a
tutti.
La porta è lì. Mi aspetta. Non ho scelta.
Qualunque cosa ci possa essere là dietro, ammesso che ci sia,
probabilmente vorrebbe sbranarmi sia che sfondi la porta o che entri con
classe.
E se non c'è nessuno? Farei del rumore inutile.
Per quanto ne so il tempio potrebbe essere pieno della creatura che ha
ferito Hash.
Ci provo. Faccio un passo indietro. Carico il colpo.
L'uscio si spalanca violentemente mentre scarto di lato. Batte su
stesso.
Il mio stivale non perdona. Mi sposto lentamente sull'entrata.
Non sono solo. O almeno la lama puntata alla mia gola non la reggo io.
Indietreggio qualche passo - ovviamente - notando un lieve barlume alle
spalle dello sconosciuto spadaccino.
Non so chi è più sorpreso.
Mi sembrava strano che una creatura immonda usasse la spada.
Ora il bagliore è più diretto e celere.
Ho la madras di Klivia minacciosa, nell'atmosfera che così la dipinge.
Atmosfera opera della lanterna tenuta sollevata da un Dardel dal sorriso
da menestrello.
- Ora che ci siamo presentati... perchè Myrt non abbassiamo le armi?-
Non mi viene altro in mente.
- Bravo Atro. Davvero bravo - Non accenna ad abbassare la spada - E se
non c'eravamo noi? E se c'era quella.... cosa là?-
- L'avrei affrontata. Non penso avesse avuto voglia di fare di due
chiacchiere -
Dardel continua nel suo pacato divertirsi. Intanto anche Kristal è
giunta a farci compagnia.
Myrt continua: - E come l'avresti affrontata? a mani nude?-
E' vero! Ho lasciato il martello al capezzale di Hash. Bel modo di
proteggere le mie due signore.
- Però...- aggiungo grattandomi il mento.
- Però cosa? - Di rimando Myrt inflessibile.
Ma non ride mai? Alla fine siamo tra compagni no?
Mi faccio avanti e sento la lama pungermi la gola. Continuo.
Myrt non indietreggia. La fisso e non mi fermo. La lama cala.
Chissà... magari mi ha anche tagliato. Il braccio sta calando. E' il
momento.
Sferro una ginocchiata sul polso. La lama rotea. L'afferro al volo e
gliela porgo.
- In fondo sei una brava ragazza -
- Sei impazzito?- Finalmente Kristal si è decisa a parlare.
So che non è il comportamento da rivolgere alla propria Madras, ma
dovevo pur dimostrare il mio piacere nel vedere che non ero l'unico di
Klivia all'interno del tempio. Ma questa conclusione l'ho tenuta per me.
Hash!... me ne ero dimenticato. Con passo veloce torno da lei.
Sembra tranquilla. Non sta sudando e la ferita non è peggiorata.
Lo stupore della scena fa dimenticare a Myrt e Dardel l'evento
precedente.
Paradossalmente si sentono sollevati. Se è ferita e seppur sofferente
nel deliquio, almeno non è morta.
Kristal racconta le vicissitudini trascorse.
Il trasporto di Hash, l'infezione, Berserk e Licht in cerca dell'essenza
di gelsomino per il tempio. Al buio.
- Piuttosto - Mi viene da chiedere - Che ci facevate voi due lì dentro?-
KRISTAL
Scuoto tristemente il capo di fronte alle strampalate teorie di Hash...
Ora la febbre sta calando, grazie alle cure di Atro... ma il fanatismo
religioso che la pervade, che s'è portata appresso dagli Stati
dell'Unione da cui proviene, ancora le fa pronunciare frasi sconnesse..
Non lo vedi, sciocca sacerdotessa, sei stata anche tu vittima di questo
essere immondo, ed ancora ricerchi altrove le colpe...
Con un sospiro mi accingo ad esaminare la stanza ed i mobili intorno,
silenziosamente...
Che cos'è questo???
Un mobile chiaro, con tanti cassetti, tutti chiusi... inutile, non si
aprono...
Di colpo la porta dietro a me si spalanca, odo una colluttazione e corro
verso il gruppetto che s'è formato.
"Myrt! Dardel!! Che ci fate qui? Credevamo che non ci fosse nessun altro
al tempio..."
Atro parla dell'essenza necessaria a guarire Hash, mentre io scorgo
nella sua gola alcune gocce di sangue... una piccola ferita da punta di
lama.
Ridacchio un po'... dev'essere abitudine dei Dragoni non tener conto
delle vivaci reazioni al pericolo della Madras di Klivia!
Sono felice di vedere Myrt, in questo frangente: la sua praticità mi
aiuterà a restare lucida nonostante tutto il delirio della nostra
sventurata compagna.
I cassetti...
Devo chiedere aiuto per aprirli...
Non so perchè, ma mi sembrano importanti......
MYRT
Oltrepasso Atro e mi avvicino a Kristal: "Beh, a quanto pare sei intera.
Com'è che quando c'è un guaio in giro ti ci trovo sempre immancabilmente
in mezzo? Mh?"
La scribana mi prende la mano, e guarda il polso che lentamente sta
prendendo un colorino bluastro: gliela sottraggo: "Lascia perdere."
Kristal mi prende per la mano sinistra e mi conduce verso un angolo
della stanza:
"Io non sono una maga...... - sorride - però credo sia il caso di
aprirli..." mi dice, indicandomi un paio di cassetti.
Sento il fiato di Atro sulla spalla, mi volto seccata: "Mi fai caldo."
Poi estraggo la lama dal fodero e guardo il Dragone: "Sei soddisfatto o
vuoi ripetere il giochino facendomi perdere tempo?"
Nessuna risposta.
Infilo la lama nella fessura tra il mobile e il primo dei cassetti: con
la mano sinistra tengo ferma la lama, con la destra dò un colpo secco
all'elsa, verso l'alto: il cassetto salta fuori dal mobile.
"Ti serve altro?- faccio, rivolta alla scribana - non so, che cambi
l'olio a qualche lampada?"
AURORA
Mi avvicino ai miei compagni e stupidamente dico... "Scusatemi ragazzi,
sono arrivata solo ora, non riuscivo a trovarvi!! Datemi qualcosa da
fare e lo farò immediatamente"
LICHT
Berserk aveva sentito prima di me la presenza della bestia.
La lama della sua ascia disegna un cerchio argentato nell'aria, vedo la
punta del suo indice accarezzare la tagliente lama mentre gocce di
sangue iniziano a colare lungo la mano.
All'improvviso la figura della bestia si materializza davanti ai nostri
occhi, è enorme, con degli artigli e delle zanne mostruose, occhi pieni
di sangue ... quando eccola scattare in avanti con un'agilità non
prevedibile, attaccandoci.
Il primo colpo è per Bers (te pareva, tutte le fortune capitano a lui)
che para il colpo con la sua ascia, così con la spada lo colpisco su un
fianco e vedo uscire un liquido verdastro, mi sembra di averlo ferito e
questo lo fa solo infuriare di più... e con tutta la rabbia che possiede
in corpo si gira e mi colpisce allo stomaco.. con una forza
impressionante.. mi fa volare contro il muro e sento tutte le mie ossa
scrocchiare.
Sento le grida di Bers e le urla disumane della Bestia, devo aiutare
Bers (anche se credo che si stia divertendo un po' troppo con quella
povera bestia) così mi rialzo e di nuovo colpisco il mostro alla schiena
penetrando in profondità con la spada.
"Ottimo Licht", mentre vedo rialzarsi Bers con una smorfia di dolore e
si scaglia contro il nostro caro mostriciattolo.. un colpo d'ascia... lo
centra allo stomaco.
Lo afferra al collo tentando di spezzarlo.. le sue ossa scricchiolano ma
il mostro riesce a colpire con un colpo di artigli Bers al viso.. e
scende.. beccando anche il torace...
Mi sento male solo al dolore che potrebbe sentire Bers.
Poi la creatura stranamente indietreggia..
Quasi spaventata.
Gli artigli hanno lacerato la casacca... ed ora sta fissando il marchio
quasi come se lo conoscesse.
Un colpo d'ascia gli tronka via un braccio.. indietreggia di nuovo,
fissando con terrore il marchio. Capisco che stavolta per la bestia non
c'è più scampo, ormai Bers è la morte in persona: la sua ascia sfreccia
nell'aria lanciando sibili sinistri e infine... 'crack'... un colpo
preciso diretto alla fronte della belva che barcolla, vacilla e cade
pesantemente a terra.
'Era ora Bers, non capisco perchè te andava de scherzà con sta povera
bestia?'
'Sentivo nell'aria un odore più acuto e pungente, questa era sicuramente
il figlio; prolungando la sua agonia speravo che la madre uscisse allo
scoperto, invece è molto più furba di quello che possiamo pensare'
'Va bene Bers, vuol dire che il divertimento non è ancora finito'.
ATRO
Dardel accenna una risposta quando dalla soglia dell'altra stanza fa
capolino una giovane amazzone.
Aurora.
Mi viene da chiedermi se per lei tutta questa situazione non sia
pericolosa, anche solo a livello psicologico.
La tensione potrebbe creare una crisi di nervi certamente poco propizia.
C'è bisogno di calma.
Siamo in troppi. Non mi sono mai piaciuti gli ambienti troppo affollati,
specialmente se di piccole dimensioni.
Già, è rincuorante che stiano tutti bene.
Tutti. Tutti?
Tra i convenevoli e le cronache di mattinata che vengono scambiate tra i
presenti, decido di farmi un giro. Se è destino che venga squartato,
potrei benissimo ritrovarmi con le membra sparse anche stando a
chiacchierare qui.
Mi raccomando con Kristal della salute di Hash e mi congedo. Prego i
presenti di restare.
C'è da proteggere una persona ferita. C'è bisogno dell'esperienza di
Dardel e Myrt.
E poi chissà che non si facciano venire una qualche idea brillante.
Esco. Percorro il corridoio dalla parte opposta rispetto alle scale che
ci han fatto giungere qui.
Sembra tutto tranquillo. C'è della penombra.
Riesco a distinguere bene le varie ombre.
Ci sono parecchie stanze, chissà se sono tutte comunicanti?
Una mappa del tempio mi farebbe comodo. Non ce l'ho. Mi arrangio.
Cassandra è tranquilla, questo è un buon segno.
Questo corridoio è lunghissimo. Termina.
A sinistra tanto per cambiare una porta. A destra una tromba apre una
stretta scalinata di pietra che scende verso non so dove.
Ne approfitto per dare un'occhiata. Chissà che non possa trovarci
qualcosa di utile.
La scalinata scende a chiocciola ed è piuttosto lunga. Ogni tanto appare
una qualche fiaccola sulla parete.
Sono poche. Ma evitano sfortuite cadute causa la visibilità precaria.
Sono arrivato alla fine della scalinata. Ed inizia la stanza. O almeno,
una stanza sembra.
Alcune lanterne sulle pareti sassose mi fanno capire che probabilmente
sono in una specie di cantina. Vedo oggetti ritualistici sparsi su una
tavola, libri impolverati sopra degli scaffali, dei bracieri, una bestia
viscida... come?
Fermate tutto!
Non credo che creature simili facciano parte dei cerimoniali di Arcano.
Credo l'interferenza astrale - non riesco a darmi un'altra spiegazione -
sia stata più disastrosa del previsto.
La bestia disterà cinque o sei metri da me. Ora che ci penso è arrivata
da dietro l'angolo.
Che queste cantine siano qualcosa di più che semplici cantine? Mi viene
da pensare che siano una rete dedita a non so quale scopo al di sotto
del tempio.
Magari sto vaneggiando.
Ma la bestia e lì. Mi osserva. Non sembra abbia intenzioni particolari.
Spero ce ne siano poche. Il meno possibile.
Chissà come stanno Licht e Bers in questo momento. La vita di Hash è
nelle loro mani.
Ed ora c'è anche da perlustrare l'intero tempio.
Pensavo di essere un dragone, non un cacciatore di mostri ignoti. Ma non
penso sia il momento più discreto per queste osservazioni.
Anzi non è lo è proprio, pensieri miei a prescindere.
Mi accorgo che continua a guardarmi. Immobile.
Sarà passato circa un minuto, non saprei essere preciso. Non ho bisogno
di esserlo, non ora.
Il mostro, un ammasso di pelle scura dalla forma tozza, accenna a
tornare da dove è venuto.
Serro comunque la mano su Cassandra. Resto fermo.
E' come penso. La bestia sbuca di nuovo fuori. Ora è lì. Sempre vicina
nella sua corsa.
Il momento è decisivo.
Non ho nemmeno il tempo di pensare ad un'alternativa. Mi sarebbe fatale.
Eccolo. Il martello sibila nell'aria umida dello scantinato.
Pezzi di materia celebrale mischiati ai frammenti del cranio m'investono
il volto.
Ciò non è bastato a frenare la furia dell'assalto.
Vengo travolto rovinosamente dal corpo della creatura.
Volo a terra. E con me Cassandra, che finisce poco lontano.
Gli artigli, negli ultimi spasmi nervosi della creatura, mi graffiano
prima il volto poi il polso, lacerandomi il guanto di pelle, avendo
alzato il braccio destro a proteggermi.
Cassandra è a terra. Mi ha salvato la vita.
Con sforzo non indifferente scosto il cadavere della bestia.
Mi alzo. Raccolgo il martello. Non sembra la solita che mi è parso di
intravedere poco fa, durante il rituale.
Gli avvenimenti sono susseguiti in fretta, ed il tempo trascorso dal
ferimento di Hash non è poi così tanto.
Mi rendo conto solo ora che sto sanguinando. Non tanto in faccia, bensì
dal polso.
Gli artigli han fatto bene il loro dovere.
Mi guardo in giro... vedo verso il fondo della stanza un mobile che
sembra custodire nei suoi scaffali delle bottiglie.
Mi avvicino. Chissà che non trovi qualcosa di buono. Intanto sento
entrambe le ferite bruciarmi. Devo almeno lavarle.
Prendo una di quelle bottigliette. E' incolore e inodore. Sembra acqua.
Non m'importa niente. Sfilo i guanti in fretta lasciandoli cadere a
terra.
Verso il liquido prima sul polso. Una schiuma inizia a uscire dai solchi
tracciati dagli artigli.
Il bruciore è tremendo. Mi faccio forza. Prendo fiato. Ne verso in
abbondanza sul palmo leggermente chiuso per rovesciarne a terra il meno
possibile.
Appoggio in fretta la bottiglietta sul mobile. Avvicino veloce la mano
libera all'altra.
Mi lavo in viso. E' un attimo. La carne sembra spaccarsi, dilaniarsi,
sciogliersi.
Finisco in ginocchio a pugni chiusi ringhiando dal dolore. Non devo
toccare la ferita.
Appena sento il dolore lenirsi, verso altro liquido direttamente in
volto chiudendo gli occhi, ripetendo l'operazione sul polso.
Ho ripulito le ferite dalla schiuma. Strappo l'ennesimo pezzo di stoffa
dal vestito. Fascio il polso.
Per un po' non potrò più combattere.
Chissà come sarà messa la mia faccia? Il liquido sembra aver
cicatrizzato i graffi sul volto.
La fasciatura sul polso invece trasuda ancora sangue. Sicuramente è una
questione di tempo.
Ora che mi sono un po' curato decido di cercare di scoprire cosa
conteneva la bottiglietta.
Vedo che ce ne sono altre dove l'ho presa. Nessuna annotazione.
E' uguale, ormai quel che è fatto e fatto.
Riafferro Cassandra dal piede del mobile dove l'avevo poggiata.
Porto il martello sulla spalla reggendolo con la mano sinistra.
Mi guardo intorno. Il cadavere è ancora là.
Scrollo le spalle e mi avvio verso il punto d'arrivo della bestia.
AURORA
Eccomi, finalmente!
Entrando nella stanza vedo la scena febbrile che si para in fronte a
tutti i presenti… Hash delirante, Kristal, Myrt e Dardel… ma io come
sono arrivata qui?
Ah… ora ricordo… stavo compiendo il mio solito saluto dell’Alba quando
una richiesta di aiuto e un dolore acuto, viscerale e freddo si è fatto
largo nella mia mente… Hash!
Sono caduta in trance e mi sono ritrovata qui, ancora con la tunica da
cerimonia… che vergogna!
Nell’aria si respira elettrico nervosismo e la cosa mi stuzzica… sento
la una presenza strana, oscura; ma c’è Kristal che con la sua aura calda
protegge i pensieri di Hash.
Posso percepirne lo stato incosciente.. beata lei..
Scorgo Atro allontanarsi e penso che non sia una buona idea andare in
giro da soli, sarebbe meglio essere in coppia… qui ad ogni modo c’è fin
troppa gente a guardia di Hash… troppe aure potrebbero causare
complicazioni, e non è esattamente quello di cui c’è bisogno.
Avendo appurato che qui ognuno ha qualcosa da fare meno me decido di
seguirlo… ma dov’è andato? Destra… sinistra??
Mi lascio guidare dal suo pensiero impugnando Dawn pronta a colpire il
primo essere non identificabile che mi si para davanti… sento un
tramestio nella stanza attigua... già… ma come si raggiunge?? Ecco… c’è
un arco che conduce ad un angusto passaggio… aria fresca, significa che
porta verso il basso… calcinacci e mattoni in terra... questo passaggio
era murato!
Ma chi può averlo aperto? E Perché?
Forse è crollato con il secondo crollo… più a destra c’è una porta,
eccola…
Ehi, ma che ci fa Atro tutto tagliuzzato e una bestiola troppo cresciuta
con il cranio spaccato per terra??
“Atro, ma che…”
”Niente… la bestiola voleva fare il bis, ma le ho fatto passare la
fame..”
“Vedo… ho notato un cunicolo che credo interessante” dico, avviandomi
verso la bestia, per accertarmi che sia morta.
“Ecco.. si passa da qui, è lì, vedi?... c’è aria fredda, il che vuol
dire che..”
“..che si scende!” conclude Atro.
“Bravo! Sono giovane, ma non sono inesperta!!” dico con noncuranza… per
una volta ho notato qualcosa di giusto..
Ad ogni modo questo non è il momento per gongolarsi, bisogna scoprire
dove porta questo cunicolo, da dove Atro mi ha debitamente informato che
è sbucata la bestiola, e se ce ne sono altre in giro.
Estraggo Dawn dal fodero e mi pungo un dito, una goccia di sangue cade
sull’ebanite dell’elsa e fa risplendere la mia spada di una luce
rossastra, simile a quella crepuscolare.
“E’ una reazione del metallo di cui è fatta la spada..” spiego ad Atro
leggermente sorpreso.
Continuiamo a camminare… carcasse di topi e altre non meglio
specificate...
Cassandra non dà segni di vita… meno male…
“Senti Atro, ma che profumo usi?? sai di pollo andato a male..”
“Deve essere quel liquido che mi sono versato per disinfettare le
ferite”
“Mm... non so cosa fosse ma non sono tanto sicura che ti abbia fatto
bene… comunque dovresti cambiare la fasciatura al polso... aspetta”
Strappo un lembo della tunica da cerimonia (sigh) e gli fascio stretto
il polso.
“Dovresti cercare di muoverlo il meno possibile, anche se so che in
questa occasione non è probabile... ah!”
Oh, no, ancora in trance... ma non si può continuare così… eccaspitina...
In un istante vedo la fine del passaggio, molto spazio c’è ancora da
percorrere e molte bestie ancora ci aspettano… vedo me e Atro sgozzati,
a brandelli e con quelle schifose bestie che ci stanno addosso come
avvoltoi sulle carogne.
“Ehm.. Atro, non è il caso di andare oltre..”
“Cosa? Ma che ti prende?”
“Atro, ho visto delle cose… noi morti, le bestie sono troppe e tu non
sei in grado di combattere al cento per cento... non ce la faremmo… è
meglio tornare dagli altri e ritornare qui in più”
“..Ok..” ribatte con tono lievemente sconsolato il Sir... ha visto nei
miei occhi che non è paura, ma coscienza.
Mentre ci incamminiamo per tornare indietro, Atro mi chiede: “Scusa, ma
come diavolo hai fatto ad arrivare qui? Sei comparsa dal nulla?”
“..Eheh... quasi!”
ATRO
M'incammino. Sono già fermo.
Mi giro e c'è la giovane amazzone sbucata dalla stanza attigua a quella
dove ora riposa Hash.
Inizia a riempirmi la testa con le sue visioni dicendomi che se
proseguiamo finiremo a pezzi e cose simili.
Non ha nemmeno idea del pericolo che ha corso a volermi raggiungere. Non
bisognerebbe mai sottovalutare la propria inesperienza.
Questo non glielo dico. Non vorrei che ferita nell'orgoglio volesse
dimostrarmi chissà che cosa buttandosi a testa bassa verso l'ignoto.
Trovarmi il suo cadavere sulla coscienza non è certo tra le mie
aspettative prime.
Accondiscendo il cambio della fasciatura che mi offre e la seguo mentre
torniamo indietro.
Sarà certamente più al sicuro con gli altri che insieme a me.
Durante il tragitto si rivela una macchina della parlantina. Non tace un
secondo!
Certamente tutto questo entusiasmo è un buon alleato del morale, ma
potrebbe abbassare la guardia ai suoi giovani sensi.
Di certo assieme agli altri di sopra riuscirà ad esprimere il suo
contributo al meglio, anche inconsapevolmente.
Accidenti! Sto perdendo il passo! Le chiedo di rallentare un poco.
La corsa non ha certo dominio nella mia indole, civile o guerriera che
sia.
Vedo Aurora sorridermi - Ormai sei vecchio! -
- Sai una cosa bambina mia? Hai ragione - Ricambio il sorriso.
Infine giungiamo alle stanze. L'intesa è reciproca.
Solo Aurora non capisce. E le mie ferite le tolgono ogni via di scampo.
- Kristal, prenditi cura di lei. Qui sarà più al sicuro -
Ricevo il segno della Scribana. Dardel e Myrt sono in silenzio.
Stavolta è Dardel ad abbozzare serietà, e Myrt a lasciare che dalle sue
labbra una venatura
sorridente prenda corso.
- Ma?... Cosa? - Aurora è un pò spiazzata.
La scena le sfugge. Io ovviamente ne approfitto. Un attimo solo.
Il corpo di Aurora mi si accascia sul petto una volta che affondo il
pugno nel suo stomaco.
Sento un leggero gemito. Immagino le sue parole. Poi tace.
Chiedo a Dardel di adagiarla a terra. Si riprenderà tra poco.
Non è che abbia provato questo gran piacere a colpirla. E' stupido che
sprechi una giovane vita per cause più grandi di lei.
Un dardeggio ammonitore ai presenti. Esco e ritorno sui miei passi.
Attraverso di nuovo il corridoio, scendo le scale, arrivo in cantina.
Il tempo stringe. Prima ho dimenticato di controllare la salute di Hash.
Gli altri stavano chiacchierando, non so di cosa.
Appena arrivati hanno smesso. Ho visto solo Kristal con una pergamena
tra le mani.
Non ricordavo ne avesse con se. Mentre mi ricordavo che ci fosse un
cadavere qui.
Al suo posto c'è solo una pozza di sangue. Tra il suo c'è anche il mio.
Il polso mi duole. L'aver colpito Aurora con il destro non è stato molto
intelligente.
E' uguale.
Proseguo per scoprire questa nuova stanza. Sento delle urla e altre
grida strane. Giunte come un fulmine a ciel sereno.
Provengono echeggiando dal fondo della stanza che si perde
nell'oscurità.
Mi appoggio un secondo alla parete. Faccio mente locale. Non faccio
niente.
Sento la spalla affondare. La parete cede. Appena in tempo mi scosto
evitando di crollare assieme alla parete.
Appena il polverone si dirada un po', guardo curioso.
Niente da dire. Il mio essere gatto è piuttosto gratificato.
AURORA
Non ho il tempo di fare nulla a quanto pare...
Atro mi molla un simpatico pugno e l'unica cosa che posso dire è ..
grazie.. mentre cado tenendomi lo stomaco..
Non perdo conoscenza, ma rimango comunque così... evidentemente è
l'unica cosa utile che posso fare.
D'altronde avrà avuto i suoi buoni motivi... spero...
Myrt sembra allegra per il gesto di Atro, io non ne vedo la necessità.
E' vero, sono orgogliosa, ma non deficiente.
Che posso fare? Rimango lì accasciata a terra in attesa che il dolore
passi.
Vorrei scambiare due parole con Atro, quando riusciremo ad uscire da
qui, ma so che non lo farò perché sarebbe come parlare al vento.
Apro gli occhi e Kristal mi chiede come va: mai stata meglio!
Se Atro non voleva ferirmi dicendomi di tornare indietro c'è riuscito
ora, con quel pugno.
Ormai è fatta. Cerco di non rompere le scatole e me ne sto in un
angolino.
Continuo a pensare come sono arrivata qui... dunque... se ero in trance
devo essere passata da qualche parte... ma come se l'entrata è
bloccata??
Ma certo! Il cunicolo!
Probabilmente deve essere crollato qualche altro muro o passaggio. Vedo
Kristal intenta a studiare delle pergamene, speriamo di riuscire ad
uscire da qui.
Osservo Hash.. non ha per niente una bella cera.
Mi accorgo che Kristal mi sta guardando, probabilmente sta pensando: "Ma
questa che ci fa qui? Un problema in più.." abbozzo un sorriso, ma deve
essere ben poco convincente.
"O Dea, portaci fuori sani e salvi, tutti, anche Atro.." prego
affondando la faccia nelle mani.
"Dammi un aiuto, ti prego.."
ATRO
Per un momento vengo balenato dal viso di Aurora.
Chissà... forse sono davvero troppo duro. E' uguale.
Quel che è stato è stato. Dalla parete crollata noto un cunicolo
allungarsi.
Sono indeciso se prendere questa nuova via o proseguire verso il fondo
della cantina. Ovviamente scelgo questa nuova alternativa.
Il passaggio è inesorabilmente freddo.
Decido di prendere in prestito alle pareti della cantina una delle loro
già sporadiche torce.
Avrò lo spirito da gatto, non certamente gli occhi. Mi sento goffo.
Cassandra retta mancina e la fiaccola destrorsa col polso ferito.
Cammino tra le ombre e deboli bagliori.
L'umidità che gocciola dalle pareti rende ancor più spettrale la
traversata. Poi il tunnel finisce.
Cerco di battere sul fondo e sulle pareti in cerca di un qualche
passaggio segreto, mi sembra strano un cunicolo così, solo per il gusto
artistico dell'architettura.
Durante l'esaminazione delle pareti scivolo sul fondo umido. Perdo
l'equilibrio.
L'essere volato a terra è proverbiale. Volgendo lo sguardo in alto per
imprecare del colpo preso sul fondoschiena, noto una specie di botola.
Questo tempio è pieno di misteri. Chissà perchè non è stato chiamato
Tempio Dei Segreti?
E se questi misteri fossero celati e ignorati persino alla somma
sacerdotessa?
Forse è solo un mio delirio.
Di starmene qui non ne ho voglia.
Con la testa del martello batto sulla botola un paio di volte. Cede.
Faccio luce con la torcia. Vedo il soffitto del tempio!
Possibile che...? Già, possibile.
Butto fuori per prima la torcia. Poi riesco aiutandomi col martello ad
uscire piuttosto maldestramente. La torcia inspiegabilmente si spegne.
Non è poi così buio.
Se dovessi combattere ora sarei spacciato. Non posso nemmeno contare sul
coltello d'osso.
Sta ancora arginando l'infezione nella ferita di Hash. Almeno spero.
Ho voglia di un bicchiere di vino. Rosso. Se mai arriverò a termine di
questa chimera d'un'avventura, ebbene brinderò ai vincitori e ai vinti.
Brinderò a Noi. Il sapore della sfida impregna la mia bocca. Non è solo
un presentimento.
Stringo la fida Cassandra per mano, e che sia quel sia. Che il polso
sanguini se non ha altro da fare. Non mi capacito delle situazioni. Le
sensazioni hanno ragione nell'attesa.
Vieni bestia. Dov'è la tua baldanza ora?
Le ferite non m'impediranno di vomitarti in faccia il mio odio.
E se la morte sceglierà me, finirò senza rimorsi.
Già i miei valorosi compagni hanno dimostrato la stoffa dell'uomo.
L'uomo è debole. L'uomo sa essere forte.
L'idealismo umano è il paradosso che sposa forza e debolezza.
Che gli orsi e i lupi che vivono dentro i vostri occhi chiusi vi diano
la forza popolo di Arcano.
Amici miei. Che il lupo vi purifichi. Che l'orso vi faccia esplodere la
forza che anelate.
E ora? un puzzo di decomposizione presenta un altro abominio della
natura.
Non mi interessa niente se nella tua dimensione sei "normale". Qui sei
una massa informe. Uno scherzo della natura. Anzi no... una presa in
giro della natura.
Mostrati. Quel raggio di luce è per te.
Voglio vederti negli occhi ora che siamo me e te. La pietà? Non ne devi
avere perchè io ne avrò.
La luce ora ti rende dignità.
I tuoi occhi non chiedono morte. Ma è l'unica cosa che puoi fare.
Il razzismo umano è di una crudeltà.......... non ho le parole, mi
mancano.
Le chiederei a te. Non penso che tu parli la mia stessa lingua.
Pensa mostro, ti offrirei da bere, ma posso solo ucciderti.
Guardami mentre sorrido. E' un sorriso sincero che non riserbo a molti.
Preparati.
Se hai rancori ancorati ad altri tempi sollevali, bestia, scatena la tua
rabbia.
E se l'ira ti manca ti presto la mia.
No. Non ora. Basta. La dittatura della violenza deve finire.
Anche se vedo Licht e Bers averti fatto a pezzi, apparsi dal nulla come
due angeli vendicatori.
Anche se il mio torace è una pozza di sangue.
Ti vedo. Il grande dipinto che riveste il soffitto del tempio mi
osserva.
Leggo la storia di questa terra in quei disegni.
Licht... dalla presenza impeccabile come il più nobile dei condottieri.
Bers rozzo e fiero....
Mi si fanno vicini. Non capisco chi... delle parole mi dicono di non
preoccuparmi... che non è grave come sembra.
Come sembra? A me sembra tutto meraviglioso.
Cerco Cassandra con la mano. Annaspo sul pavimento.
Licht ci unisce. La porto al petto. Sento che parlano di Gelsomino.
Penso ad Hash. Hash eccomi. Non sei più sola nel delirio. Le tenebre
hanno il loro corso
KRISTAL
Pergamene...
Solo delle vecchie pergamene sono emerse da quei cassetti così
gelosamente custoditi.
Le raccolgo un po' delusa e torno verso Hash che giace a terra ancora
incosciente.
Ancora qualcuno è giunto ad infoltire il gruppo: è Aurora, una giovane
amazzone Roka, che si appiccica ad Atro e lo segue, mentre Myrt e Dardel
cercano di darmi una mano a decifrare quegli illeggibili segni.
Sembrano vergati da una mano che conosce la magia, sembrano pagine di un
grimorio...
Ci vorrebbe un Mago... o forse il Custode, lui sì, saprebbe tradurli...
Un grimorio non ha alcun potere nelle mani di una persona che, come me,
non è padrona delle arti magiche... ma potrebbe essere una terribile
arma usato da un Mago malvagio!
Mi tremano un po' le mani, ora, reggendolo... e proprio in quel momento
Atro arriva con Aurora.
Un cenno, ed un terribile pugno di Atro fa svenire la ragazza che si
accascia a terra.
Piano!!!
Capisco che lo fai per proteggerla, ma....
Guardo Atro, e le parole mi muoiono in gola... è una maschera di ferite
e sangue!
Dea... che cosa ci sta aspettando, ancora?
E riparte, incurante dei miei tentativi di fermarlo.
Aurora si rialza, piano piano... confusa e pentita d'essere lì.
E poi... d'un tratto i suoi occhi si posano sulle mie mani ed urla...
"Noooooooooo!"
Scaravento il grimorio lontano da me.....
ATRO
Sento una mano accarezzarmi la fronte... e mi scosta i capelli.
E' la mano di una donna. Non la riconosco per la dolcezza.
La riconosco perchè è la mano di una madre. Mi sento felice.
Sono vivo, è una cosa stupida. E' banale. E' vera.
LICHT
Ormai il tempo ha perso il proprio valore, con Bers abbiamo esplorato
lunghi corridoi, ampi saloni, sotterranei di cui ignoravo completamente
l'esistenza ma senza più trovare tracce della bestia e dei suoi amici.
Imperlati di sudore, ci eravamo abituati all'oscurità e ai suoi sinistri
rumori tanto che anche la tensione e la paura erano svanite dai nostri
corpi.
Ad un tratto l'eco impercettibile di un rumore arriva alle nostre
orecchie dalla fine di un lunghissimo corridoio.
Con Bers ci guardiamo, un sorriso, le mani che stringono forte le armi e
iniziamo a correre verso la fonte del rumore.
Arriviamo sul posto da dove proviene il rumore, il tempo di mettere a
fuoco che da una botola esce la figura di Atro e sento Bers mormorare
con tono di delusione:
'Pork.. e io che speravo de trovà la madre de tutti sti mostri.
Tranquillo Atro, siamo noi. Dai Licht, aiutamo i nostri amici'.
Mi abbasso per aiutare Atro quando mi accorgo della grossa macchia di
sangue, mi avvicino di più... una brutta ferita, ma non mortale:
'Tranquillo amico, non è nulla' e lo vedo perdere i sensi sotto i miei
occhi.
Intanto vedo Bers risalire dalla botola con il corpo di Hash sulle
spalle e la sua voce che mi dice:
'Licht, qui c'hanno preso per infermieri'.
'Già Bers, infermieri ed esploratori, vado a vede se ritrovo anche Kris
e ... qualche altro, magari prova con un po' di birra... magari Atro si
riprende'.
AURORA
Finita la mia preghiera alla Dea mi guardo un po’ attorno… cos’ha in
mano Kristal?
Non riesco a vedere bene, sembra un libro, piuttosto pesantuccio direi…
non so cosa sia, ma so solo che dalla mia bocca esce involontariamente
un urlo “noooooo”… e vedo kristal gettare il libro lontano da lei..
Non so cosa mi sia preso, ma all’improvviso capisco.
E’ un grimorio.
Non so a chi sia appartenuto ma vedo una strana aura che lo ricopre.
Immagini di terrore invadono la mia mente come un fiume in piena, non ho
più il controllo di ciò che vedo… belve, hammers che muoiono e altri che
combattono… vedo dei muri che vengono eretti… passaggi murati… è un
passato che è ritornato alla luce ora… quel grimorio… vedo qualcuno
scriverlo e leggerlo mentre lo scrive… non riesco a vederlo in viso, non
so chi sia.
Quando riapro gli occhi sono in un bagno di sudore, e Kristal mi stringe
la mano.
“Ehm... la prossima volta avverti, ok?”
Ecco Bers, finalmente, si carica sulle spalle Hash e ci dice di
seguirlo.
Che siano arrivati per lo stesso passaggio attraverso il quale sono
arrivata io?
Fra poco lo scoprirò, spero.
Seguo Bers e mi accorgo che Licht sta caricandosi sulle spalle Atro.
Per un attimo ho un tremito, ma vedendo che è solo privo di sensi… quasi
quasi… tutto sommato ben gli sta... così impara ad andarsene in giro da
solo… dirò una preghiera anche per lui, affinché si rimetta bene e torni
a rompermi le scatole…
MYRT
Guardo Aurora allibita, poi sposto lo sguardo su Kristal, che si guarda
le mani, perplessa.
Gliele prendo e le osservo alla luce: hanno preso un colore violaceo che
decisamente non è il loro:
"Oh, porca miseria!"
Afferro uno dei secchi d'acqua appoggiati al muro e lo rovescio
generosamente sulle mani di Kristal.
"Come stai?" Le chiedo.
Mi guarda, muove le dita, apre e richiude le mani: "Non lo so" risponde.
"Bene, fantastico! Sacerdotesse fuori uso e tu che ti vai a..... a..."
La guardo, abbasso la voce: "Lasciami perdere, scusa, è che ci mancava
solo questa..."
La scribana mi guarda, sorridendo mesta, poi mi indica la porta: "E gli
altri? Dove saranno finiti?"
Mi inginocchio vicino ad Aurora, le tasto il polso, poi, soddisfatta, mi
rialzo: "Non ne ho idea."
Vorrei andare a vedere, a cercarli........ ma non posso lasciare Kristal
da sola.
BERSERK
Una birra, ecco di cosa avrei bisogno ora. Una bella botta di birra....
penso mentre sto tornando a prendere Hash.
E' piuttosto buio.. così gli altri non mi vedono. Bene, meglio così.
Di solito smuovo le montagne... ma ora fatico a sollevare Hash.. la
bestia che mi ha ferito era oscura come me e questo fatto ha rallentato
la mia guarigione.. e caricarsi in spalla una persona avendo un buco
nello stomaco e un'artigliata che va dalla faccia al petto non è.. come
dire... molto comodo... così ringrazio che gli altri non mi vedano per
via del buio.. se no sai che figuraccia.
Mi carico in spalla Hash e dico: "Seguitemi... a quanto pare Atro ha
trovato un passaggio.. spero solo che sia abbastanza grande per passarci
pure io, non me la sento di sfondare tutto"
HASHEPSOWE
Un dolore lancinante mi strappa un gemito, riportandomi per un istante
alla mia dimensione corporea: apro gli occhi e mi ritrovo sull'enorme
spalla di Berserk, trasportata come un sacco di patate...
Il coltello di Atro ancora conficcato nella mia ferita per arginare
l'infezione, urtato dalla spalla di Berserk, è penetrato in profondità e
credo che il mio cuore si trovi più o meno nelle vicinanze della fredda
lama.
Riesco a malapena a sentire una voce che dice: "PIANO Bers... Hai
dimenticato che Hashepsowe ha ancora un coltello piantato nel petto?..."
Sembrerebbe la voce di Kristal, ma non ne sono sicura... è solo un
attimo: il dolore è troppo forte e non riesco a rimanere cosciente:
perdo nuovamente i sensi e mi ritrovo ancora a vagare nella penombra del
Sentiero dei Sogni.
Un brivido gelido attraversa improvvisamente l'aura immota e stagnante
del limbo tra i mondo visibile ed invisibile...
Riconosco il senso di gelo che accompagna la presenza psichica di Atro.
Stupita protendo la mente ed entro in connessione con la dimensione
inconscia del dragone.
"Sei ferito anche tu..." mormoro in un soffio "...e se sei da queste
parti, la tua ferita deve essere piuttosto grave..."
"Già..." mi risponde un freddo refolo d'aria "non sei più sola sul
Sentiero dei Sogni... Quella maledetta creatura... mi consola sapere che
ora sta peggio di me... temo però che pure Kristal non se la passi
troppo bene... prima di perdere i sensi ho sentito un odore di bruciato
proveniente dalle sue mani... ed ho visto qualcosa esplodere tra le sue
dita!"
"Beh... non è proprio il caso di dire mal comune mezzo gaudio... però
siamo ancora vivi e se qualcuno riesce a raggiungere l'altare di Larawen
ed a prendere l'olio rigenerante, ci possiamo ancora salvare... Dovrebbe
esserci un passaggio segreto proprio in questa stanza che conduce
direttamente al Naos di Larawen..."
"Già... il problema è che soltanto tu sai come usare il passaggio e gli
unici in grado di comunicare telepaticamente siamo noi due... e siamo
tutti e due fuori uso, a quanto pare!"
"Non ce la fai proprio a ritornare un momento laggiù?..."
"Ed anche se torno, credi che vorranno darmi retta?... penseranno che
sto delirando e continueranno a fare quello che stavano facendo prima!"
"Aspetta... non è come tu credi! C'è una persona che hai finora
sottovalutato, ma che ha un forte potere psichico... Aurora è arrivata
perchè ha sentito il mio richiamo mentale... Ora riprovo a contattare la
sua mente... forse se unisci la tua mente alla mia riusciremo a
raggiungerla!"
AURORA
“Piano Bers! ... Hai dimenticato che Hashepsowe ha ancora un coltello
piantato nel petto?... sei il solito bestione…” dico a Bers, preoccupata
per come vedo sballonzolare Hash su e giù per a sua spalla.
“Bene” penso “ora siamo meno tre… Hash e Atro nel mondo inconscio e
Kristal è in forma solo parzialmente.”
“Mettimi giù!” dico a Bers, che mi volta perplesso.
“Cioè, metti Hash un momento giù, per favore… Kristal…”
“Che c’è Aura?” mi risponde Kristal.
“Niente, mi avevi detto di avvertirti..” e in un attimo i miei occhi
tornano in bianco.
Non vedo niente… credo di essere nel Sentiero dei Sogni, quel luogo dove
si trovano le anime che sono attaccate alla vita per un soffio.
E’ triste essere qui. Sento freddo…
“Aurora” una voce, no due.
“Aurora” ancora, più vicino e più freddo.
“Atro… ecco perché stavo congelando… e Hash” mormoro quasi fra me e me.
“…si…” mi risponde flebilmente Hash, percepisco che non ce la fa più, ma
il suo calore mi infonde sicurezza.
“Ascoltami, Aurora, l’olio, devi andare nel Naos di Larawen, c’è un
passaggio proprio nella stanza in cui siete ora. Una volta lì…”
“Noo” urlo, riprendendo i sensi, no, non ci voleva, perché sono tornata
indietro?
“Che c’è?” mi chiede subito Kristal “Che hai visto?”
“Erano Hash e Atro, sono nel Sentiero dei sogni, dobbiamo far presto,
Hash non resisterà ancora per molto… ma”
”Ma cosa?” mi chiede Myrt, visibilmente nervosa.
“Ma non sono riuscita a capire dove si trovi esattamente l’ampolla di
olio, però Hash mi ha detto che qui c’è un passaggio che conduce
direttamente al Naos di Larawen. Da qualche parte deve trovarsi l’olio.”
“Non puoi tornare indietro e chiederglielo?” mi dice Bers, con aria
spaesata.
“Non credo che riusciremmo a ristabilire il contatto, Hash è troppo
debole e credo abbia usato le sue ultime forze per chiamarmi.” Dico
sconsolata.
Cominciamo così a cercare questo passaggio tastando i muri, spostando
mobili, ma niente.
Che fare?
Mentre tento di chiamare Atro, ecco che Bers, sedendosi su uno sgabello,
si appoggia involontariamente ad una levetta, che era parsa un appendi
qualchecosa, ed ecco che una botola si apre davanti ai suoi piedi.
“Ok, credo che il passaggio sia questo, andiamo… Bers, mi raccomando,
fai piano!” Dico all’adorabile bestione che mi segue.
Uno dietro l’altro tutti scendiamo nella botola, che ci rivela un
passaggio angusto ma illuminato. Evidentemente è usato di frequente.
Eccoci, c’è una scaletta a chioccola che sale.
Spero che sia giusto, altrimenti rischio la pelle… mi stanno seguendo
sulla fiducia…
Decido di salire per prima.
Ci sono quasi. Accidenti, è bloccata!
“Bers, metti giù Hash e sali a darmi una mano… piano!”
Scendo per fare posto a Bersek, che con un paio di spintoni spalanca la
botola, come se fosse di gommapiuma.
“Meno male che ci sei anche tu” dico a Bersek, abbozzando un sorriso.
Eccoci, finalmente nel Naos di Larawen… e adesso?
“E adesso?” mi chiede Kristal, con gli occhi lucidi… le mani devono
farle un male terribile…
“Posso provare a mettermi in contatto con Atro, ma non so se ci
riuscirò, non siamo esattamente, come si può dire… in sintonia… so che
non è il momento, ma inconsciamente potrebbe non voler mettersi in
contatto con me…” dico, guardando Kristal negli occhi “Comunque ci
provo”
Detto, fatto.
“Atro”
Non risponde…
”Atro! Avanti Mr simpatia, c’è bisogno di te!”
MYRT
Mentre Aurora tenta di mettersi in contatto con Atro aiuto Kristal a
sedersi, poi, grattandomi distrattamente un braccio avanzo nella
semioscurità: inciampo in qualcosa ai miei piedi, strano che non l'abbia
visto.... è il piede di un mobile, un'altissima libreria colma di libri:
ne sfioro uno, guardinga, poi lo estraggo lentamente dallo scaffale.
Cominciando a sfogliarlo mi passano sotto gli occhi tutti gli
avvenimenti importanti di Arcano, scritti nero su bianco (beh, nero su
giallino, ma ci siamo capiti), e le ultime parole, scritte all'inizio di
una nuova pagina mi fanno sobbalzare: "Myrt aprì il libro e sobbalzò."
Rimango immobile a fissare la pagina, poi la richiudo con forza: "Che
diavolo è questo?" sussurro.
AURORA
Il libro di colui che scrive e legge scrivendo!
Come può averlo lasciato qui?
Dev'esserci un motivo più che valido...
BERSERK
Sfondo la botola e ci ritroviamo in un'altra stanza..
"Eccoci qua"
Poi mi appoggio al muro restando in ombra per non mostrarmi troppo....
le ferite sono ancora aperte..... e con tutto sto movimento hanno
ripreso a sanguinare.
"Andate avanti voi..... ho bisogno di prendere fiato"
"Che c'è?? Stai invecchiando??" mi scherza Aurora.
"Già..... sembra di si"
La realtà è che le ferite non accennano a chiudersi e ciò è strano.....
la mia oscurità mi guarisce in fretta... ma non stavolta..
ATRO
Dove sono?.... anzi.... sono?
La calma ha una frenesia intimidatoria. Troppe ovvie domande. Una
lotteria di risposte.
La luce illumina i miei compagni. Myrt impassibile. Dardel goliardico.
Bers seduto con l'ascia poggiata sulla spalla: è un festival di sangue
rappreso.
Aurora gaia come un bimba felice. Licht esamina la lama.
Kristal ha le mani fasciate. Chissà che le è successo.
Hash... la chiave di volta.
La testa mi gira. Delle voci distorte echeggiano a frammenti.
Sono dentro... no... sono nell'aria... no... è un'illusione... invece
sono vere...
Mi lascio abbracciare dalla confusione.
Ho immagini davanti a me.... vedo Hash in piedi... siamo insieme... è un
posto strano.
Conosco questo luogo meglio delle mie tasche.
Non sono mai stato qui.
Prego.... un goccio d'alcool per favore. Un amaro d'erbe per le mie
viscere.
Sento la voce di Aurora. Ora è lì... non è arrabbiata con me.... mi
cerca..... no Aurora... non cercarmi... non voglio rispondere... non
devo... sei ancora debole piccola amazzone.
Eccola.... no... non dovevi...
Hash è immobile... esiste... non esiste... non importa anche se vorrei
che importasse.
Il tuo rancore Hash... è marcito nei tuoi dolori. E' cresciuto nelle tue
debolezze... la malvagità è furba... non aspettava altro.
Il rituale è stata una porta aperta... non si è certo fatto pregare...
guardalo Hash.. il demone che hai ingravidato... non è colpa tua.... è
cresciuto nei sentimenti di vendetta che hai soppresso.
Chi non ha mai desiderato vendetta?
Non puoi farci nulla ora Hash.... non risolveresti niente ad
affrontarlo... ti uccideresti... e il male
continuerebbe ad aleggiare. Deve.
Aurora è straordinariamente luminosa. Non dovevi venire. I deliri
possono essere fatali labirinti quando li vivi e non ti appartengono.
Ti vedo.... vedo la tua luce tremare... stai lottando con tutte le tue
forze. Eppure l'artiglio ti stringe... sempre più forte.
Non serve Aurora... anche se la tua luce si sforza di rimanere ardente.
Gli artigli si serrano. Ti corro incontro. Sei lontanissima.
Più corro più sei lontana... eppure ho il tuo corpo sofferente sotto
agli occhi... vedo il tuo volto contratto in una maschera di atrocità...
vedo le tue braccia abbandonarsi.... il tuo capo riversarsi
all'indietro... la tua luce prossima a spegnersi.... i lunghi artgli
perforare il tuo petto.
Stringono... stringono la vittima.... soddisfatti dal piacere perverso
della preda innocente.
Voglio aiutarti.... non posso lasciare la tua essenza nello strazio di
questa violenza.
Non ti raggiungo.... sei lontana.
Afferro Cassandra.... non so perchè... ma lo faccio.
- MUORI BESTIA! -
Cassandra rotea nell'aria verso l'artiglio oscuro.... ora è una carola
azzurra... si deforma. Non è un martello.... è una stupenda guerriera.
E' di fronte ad Aurora. Unisce i palmi. Un fascio dorato scaturisce
verso l'abisso che ha partorito l'artiglio... i biondi capelli di
Cassandra e il suo mantello dorato sventolano furiosi come l'impeto
della giustizia.
Un boato... un urlo stridulo... agghiacciante... ed è la luce.
Non c'è più nessun artiglio... appare un volto disumano nel nulla.
Appare e si scioglie. La luce. La serenità nel volto di Hash è la
conferma.
Hai vinto la tua battaglia sacerdotessa.
Cassandra ha tra le braccia la giovane Aurora.
Lo spirito dell'amazzone lentamente si riprende irradiato dalla purezza
di Cassandra.
Mi è di spalle. So perchè non devo vederla. Lei sa perchè non può vedere
me.
Mi avvicino ad Hash... l'abbraccio... sento odore di gelsomino.
Sento un formicolio freddo quando le stringo le mani e le dico che tutto
è finito.
Eppure no... no... io sono qui... con Berserk, Licht, Myrt, Hash,
Kristal e Aurora.
Aurora è in perfetta forma.
Mi brucia il torace. Mi accorgo di essere fasciato.
Siamo in una stanza a me nuova.
Appena mi rimetto un attimo in senso. Mi faccio aiutare ad alzarmi in
piedi.
C'è un tavolo con delle sedie. Mi siedo.
La stanza è luminosa. Noto solo ora sul tavolo il coltello d'osso e il
mio martello da guerra.
Con calma mi vengono spiegate un sacco di cose. La cura di Hash avvenuta
con successo, lo stadio Catatonico di Aurora, le pergamene e i suoi
segreti, Kristal e le sue mani bruciate per aver forse rischiato di
profanare cose più grandi di lei.
E questo libro. Non capisco perchè dobbiamo essere qui... tutto è
finito... tutto è stato risolto.
Si respira un'aria non più pesante e opprimente come prima.
C'è un'aria umida sì... ma è un fresco stimolante questo.
Sarà meglio che qualcuno inizi ad essere più chiaro.
Siamo feriti e sarebbe ora di tornare agli alloggi per curarci come si
deve, non di perderci in enigmi arcani.
D'altronde in un tempio cosa vuoi trovare se non misteri arcaici?
LICHT
Mi sono caricato Atro sulle spalle, Bers che ha imboccato una strada,
Aurora che è tornata indietro a cercarne un'altra (che ie fa, tanto i
pesi morti di Atro e Hash li portamo io e Bers), Kristal che ci segue
con le mani doloranti che le sventola all'aria (neanche dovesse
convincere il medico fiscale), Myrt che sembra aver perso le sue
sicurezze.
Non ci sto capendo più nulla.
Sento solo le spalle di Bers sfondare una porta, poi ci dice di
proseguire che io ho problemi con Outlook (voi vede che ha scoperto
naltra marca de birra e se la vo beve da solo?).
Myrt che raccoglie un libro e fa finta di leggere, ma io sapevo che le
amazzoni sapessero guardare solo le figure.
Ad un certo punto vedo Aurora entrare in trance e diventare di ghiaccio
(ce risemo, è di nuovo in contatto con il Gelido).
'Ao, mo basta' butto a terra Atro, 'se qualcuno me spiega che dovemo
fa?'
Ad un certo punto vedo che Atro, che un attimo prima era morto, si
rimette in piedi con l'aiuto della monka ... opsss... di Kristal e si
mette seduto su una sedia.
La stanza è luminosa. E anche lui chiede dei chiarimenti.
Con calma qualcuno, ma non ho capito chi, gli spiega un sacco di cose.
La cura di Hash avvenuta con successo, lo stadio Catatonico (cata che?)
di Aurora, le pergamene e i suoi segreti, Kristal e le sue mani bruciate
per aver forse rischiato di profanare cose più grandi di lei.
E alla fine pure del libro che Myrt ha raccolto.
La stessa Myrt non trovando in esso alcuna figura ha detto che era un
libro misterioso.
Esauriti tutti i discorsi e visto che tutti stiamo bene, tranquilli e
sereni ci muoviamo alla ricerca della strada per tornare a vivere nelle
nostre kioskas.
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