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Il
Pugnale
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Un altro tempo, in un
villaggio vicino alla Kiosas di Kolise.
AURORA
Non riuscivo a dormire quella notte.
Era in arrivo una tempesta e non volevo perdermela per niente al
mondo, così uscii dalle mura della kioskas per dirigermi verso la
mia amata cascata. |
Mi inoltrai nel fitto della boscaglia stando ben attenta
a non lasciare segni troppo evidenti nel terreno, qualcuno mi stava
seguendo.
Accelerai il passo e con la coda dell’occhio intravidi un’ombra che in
lontananza stava seguendo la mia pista... no, ha cambiato strada, “il
villaggio” pensai.
Magari era un incontro clandestino, due amanti che si erano dati
appuntamento, perciò feci spallucce e mi immersi nell’acqua, in attesa
del temporale.
Mentre cominciava a piovere, ci fu un tuono, subito seguito da un urlo.
Probabilmente non è niente, pensai, ma va bene, diamo una controllatina.
Tentai di agganciarmi alla mente di chi aveva urlato, ma non trovai
niente; com’è possibile?
Nessuno è così potente da schermarsi completamente… allora doveva
essere… morto.
Mi rivestii in fretta e mi misi a correre in direzione del villaggio.
Erano tutti in subbuglio, la capanna delle giovani era un lago di
sangue, corpi straziati e madri piangenti.
Chiusi gli occhi e mi avvicinai al cadavere più vicino a me.
“Raccontami..”
Vidi le ragazze che ridevano, scherzavano e poi il buio, urla, un’ombra
che mieteva vittime, una falce, il grano…
Riaprii gli occhi e girandomi vidi un’ombra al limite della radura, la
stessa ombra che avevo notato uscendo dalla Kioskas.
Sondai immediatamente la sua mente, per capire chi fosse, era Berserk.
E potevo esserne sicura perché venni subito sbattuta fuori dalla sua
testa in malo modo.
Solo lui e Hash potevano capire quando stavo sondando le loro menti.
“Aspettami” gli dissi.
Gli corsi incontro, gli chiesi se avesse visto qualcosa, ma negò
fermamente.
Non era sincero, lo sapevo ed era ovvio, il suo pugnale gocciolava
sangue.
Quel pugnale, mi era già capitato di vederlo, ma non in mano sua... ma
allora in mano di chi?
Decisi che era meglio aspettare il giorno seguente e sotto la pioggia
scrosciante ci avviammo alla Kioskas, dandoci appuntamento il giorno
dopo alla cascata.
Passai il resto della notte pensando al pugnale… quel pugnale… doveva
essere mio!
Mentre il mio mago delle ombra dormiva beato al mio fianco, non riuscivo
a pensare ad altro che alla lama, lucida e affilata e all’impugnatura.
Vedevo la sua lama brillare nei miei sogni e il mattino uscendo non mi
accorsi che avevo la stessa luce negli occhi.
Avrei avuto il pugnale a qualunque costo.
A qualunque costo.
BERSERK
Ero appena tornato da un villaggio, ero stato pagato per distruggerlo, e
ci avevo guadagnato pure un pugnale, un pugnale molto antico… dagli
oscuri poteri, era stato il pagamento del mandante.
Stavo tornando a casa quando sentii qualcuno avvicinarsi, era Aurora.
Mi chiese del villaggio, negai fermamente.
Non era convinta, e mi diede appuntamento per il giorno seguente alla
cascata.
“Bene” le dissi appena arrivato alla cascata il mattino dopo. “Che
vuoi?”
“Il pugnale…. dammelo” mi aggredì.
“Scordatelo… questo mi piace e me lo tengo”
Mi puntò la spada alla gola “Dammelo!” ringhiò.
“Toglila subito” puntarmi un’arma contro era il sistema più veloce per
farmi arrabbiare… e Aura lo sapeva, ma invece di toglierla la spinse più
a fondo…. e una striscia di sangue corse sulla lama.
“Molto bene, se la metti così..”
La colpii allo stomaco con una manata facendola volare a qualche metro
di distanza… ruzzolò, ma si rialzò subito e tornò all’attacco…. sapeva
incassare abbastanza bene…. ed era veloce…. evitai la sua lama per un
pelo procurandomi una ferita sul braccio, e decisi di combattere
seriamente: impugnai la mia ascia, parai un secondo colpo, poi feci
girare la lama e la colpii al fianco, la vidi cadere malamente.
“Allora ti calmi??”
In risposta usò i suoi poteri contro di me; volai contro una parete
dietro di me… che mi crollò addosso per l’urto.
“Allora, pensavi di avermi battuta??” Mi disse sfottendo, mi liberai
delle macerie…
“Stupida umana… ora ti accorgerai con chi hai a che fare” e la fissai,
con occhi che ora erano quelli del demone, ma lei incurante mi attaccò
di nuovo.
Schivai e la colpii alla schiena con forza, mandandola a sbatter contro
una casa.
Poi abbattei la mia ascia su di lei per finirla, ma riuscì a fermare il
colpo grazie alla sua magia, affondando la lama nel mio cuore e
facendola uscire da dietro… crollai a terra... si avvicinò per prendermi
il pugnale, convinta di avermi vinto… all’ultimo l’afferrai per un
braccio spezzandoglielo… poi mi rialzai con una smorfia di dolore.
“Non è .. così semplice… uccidermi, ma visto che conosci la magia, userò
un'arma più adatta”
Detto questo, piantai a terra la grande ascia... e impugnai la Spada
oscura, lasciando del tutto libera l’oscurità.
AURORA
Un’onda di energia partì da Bers e si propagò tutt’intorno, abbattendo
gli alberi e piegando ogni cosa sotto il suo passaggio… poi tornò verso
di lui, implodendo sulla sua spada con un bagliore accecante. Tentavo di
proteggermi con una campana d’energia, ma sentivo la forza dell’oscurità
succhiarmi ogni attimo di vita lentamente… mi invitava… chiusi gli occhi
tentando di resistergli.
Sentivo il pugnale, lo volevo e lui voleva essere mio, mi chiamava.
Avanzai verso Berserk a occhi chiusi stringendo i denti per non sentire
il dolore della mia carne che bruciava.. più vicino, più vicino, ci sono
quasi… aprii gli occhi appena in tempo per vedere il demone, colui che
era stato mio amico in passato, sferrare un affondo.
Lo bloccai con una magia, ben sapendo che sarebbe durata poco contro di
lui.
Il pugnale! Dov’era?
Lo vidi, no, lo sentii chiamarmi, era dietro a Bers, per terra.
Eccolo, finalmente, il mio pugnale.
Lo presi in mano e subito dopo un ringhio mi ricordò che Berserk era
alle mie spalle, pronto per colpirmi, ma non feci in tempo a girarmi,
perché il demone mi aveva già trafitto con la sua Spada Oscura,
passandomi da parte a parte.
Un fiotto di sangue mi uscì dalla bocca e andò a bagnare il pugnale, che
lo assorbì.
Strano, non sentivo dolore, né altro.
Nemmeno mi accorsi forse di essere nel Sentiero dei Sogni.
Volevo il pugnale, e l’avevo ottenuto.
Ora era mio, e di nessun altro.
Prima di cadere a terra però udii Berserk dire: “Ma dov’è il pugnale??
Non po’ essersi volatilizzato così”.
La vista mi si stava offuscando…. “Giusto – pensai – è stata una
giornata faticosa, ho bisogno di… dormire.”
“No,… NO! devi dirmi dove hai messo il pugnale! Dimmelo! Non puoi morire
così” sentivo Berserk urlare, ma non capivo dove fosse.
Nessun dolore, né sensazioni di freddo.. curioso.
Avevo sempre creduto che si sentisse freddo..
Sorrisi al mio demone e poi… più nulla.
BERSERK
Guardai il corpo di Aurora.
Non trovavo il pugnale, poi capii si era fuso in lei.
Richiamai la mia oscurità... e con essa lo feci tornare nelle mie mani.
Lo osservai.. era stupendo.. sull'impugnatura un teschio simbolo della
morte che richiamava, dal quale partiva la lama.. lucente acciaio.
Iniziava con punte sottili ricurve per poi proseguire nella lama.. che
si divideva al centro per riunirsi in punta.. e sulla lama.. i simboli
delle tenebre...
Lo osservai per un po' e mi resi conto che non mi serviva a niente.. io
avevo la spada oscura.
Gettai il pugnale di fianco al cadavere, raccolsi le mie armi e mi
allontanai.
Poi mi fermai.. ripensandoci, mi sarebbe ancora potuta servire in
futuro.
Così mi avvicinai ad Aurora.. evocai l'oscurità.. le ferite guarirono e
riprese a respirare.. ma era ancora svenuta... mi alzai e me ne tornai a
casa.
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