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I Fuochi
Indimenticabili - 2
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Ritrovarsi
VIC
Dove sei Sorella Oscura? Può un Bardo sperare che il suo grido
affidato al vento digitale non resti vano e giunga fino a te?
Esiste ancora in Wraith quella piratessa con un nome diverso ed un
cuore fatto per volare in alto là dove le parole non giungono?
Saprà qualcuno farti arrivare questa invocazione? |
WRAITH
Il vento ancor tiepido del nord porta con sè una voce che per me è
impossibile sfuggire.
Un tempo, quando la mia natura era ancora simile a quella umana ed amici
e nemici mi chiamavano con un nome da pirata e assassina, un tempo,
quando ancora non ero un demone fragile come vetro o un angelo forte
come acciaio, in quel tempo avevo un fratello: Occhi Cupi lo chiamavo.
La tua voce, fratello oscuro, lacera le ombre del mio passato e incide
le mie carni.
Wraith l'angelo, Wraith il demone è tornata.
Vic, occhi cupi, la tua voce di bardo è musica per il mio spirito...
VIC
Occhi cupi come i miei.
Impossibile non riconoscerli.
L'antico dialogo di un incontro impossibile da scordare.
Quelle parole sono ancora lì, dove le lasciai, a mandare riflessi oscuri
come le profondità di un'anima e a ricordarmi lentamente cosa vidi,
quanto profondamente scrutai nel tuo cuore e quanto profondamente vi ci
ritrovai la mia immagine speculare.
Quelle parole hanno ancora su di me la forza e l'effetto di un
sentimento vissuto ieri, perché tanto sono cambiato, è pur vero, ma solo
per adattarmi alla vita, ormai cambiata, e per restar, in fondo, sempre
e in eterno ciò che sempre fui: uno sguardo velato dalla melanconia
della Coscienza, nascosto dietro un'armatura, per fingersi, come tutti,
incosciente.
Non come l'aquila che abbia dimenticato i suoi doveri verso le sfere
celesti, ma come un animale esotico, di una progenie estinta, che non
desideri più spaventare chi non comprende...
E' il Fardello che entrambi conosciamo e che giovani, pensavamo di poter
combattere come fosse di carne e sangue.
Io so che non v'è spada che possa metter fine ai suoi attacchi e non v'è
speranza che esso decida di non più mordere la carne stanca del mio
cuore.
Per cui l'Abito Oscuro molto meno di un tempo pesa sulle mie spalle, e
così auspico sia anche per te
Sorella Indimenticata...
Ma silenziosa e malcelata è la mia speranza che la tua Coscienza sia
ancora una ferita aperta e sensibile come la ricordo, perchè benchè il
Fardello sia più leggero, i miei occhi sono ancora cupi e il desiderio
di intrecciare ancora una volta le nostre strade è più grande di quanto
le parole di un Bardo sappiano dire.
WRAITH
Fratello di dolore, occhi cupi come i miei.
E' passato un minuto, un giorno, un anno o forse più.
Un secolo, un millennio.
Di più.
E' passato un universo intero, o ancora di più.
Non è passato il tuo sguardo profondo, riflesso nel mio.
Buio come l'acqua di un lago di alta montagna, di notte.
E ugualmente limpido, trasparente.
Un raggio di sole ha squarciato le nuvole del mio silenzio, oggi.
La gioia di saperti ancora vicino mi ha regalato un attimo di sospirata
incoscienza.
Vago e profondo il senso di avere un fratello.
La mia anima, come intuisci, è ancora quella lacerata di un tempo, di un
attimo fa, di quando ci siamo incontrati.
Il tuo manto oscuro non importa si sia rischiarato un poco, c'è il tempo
del tormento e il tempo della pace, il tempo del dolore e quello della
riflessione.
Ma il marchio del fuoco dello spirito è sempre, inesorabilmente,
riconoscibile nelle tue parole.
Leggo ora una pacatezza diversa, il mio cuore si rispecchia nella tua
anima e ne trae una parte di sè a lungo scordata.
Possa io esserti specchio profondo come un tempo, Occhi Cupi, e tu
riflettere ancora ai miei occhi ciò che del mio animo non vedo con
chiarezza.
Bentornato fratello oscuro, tua sorella è di nuovo vicino a te.
VIC
Hai ragione Sorella, v'è una pacatezza nuova nelle mie parole, e non so
se sia esperienza o rassegnazione...
In fondo, cosa altro è l'Esistenza se non una prova alla quale tutti
siamo sottoposti?
E come tutte le prove, essa contiene un inganno, una minaccia di
disperazione, ma che è reale solo e soltanto nella misura in cui le
permettiamo di esserlo.
Quando il Tempo passa infine, e ci riscopriamo, volenti o nolenti,
ancora in piedi e per giunta più forti,
il velo di quell'inganno, di quell'illusoria minaccia, cade
inesorabilmente.
E la meschina scimmia impastata di fango e soffio divino si scopre Uomo
e forse anche Dio.
Prima dell'illuminazione le montagne sono montagne ed i fiumi sono
fiumi; durante l'illuminazione le montagne cessano di essere montagne e
i fiumi di essere fiumi; dopo l'illuminazione le montagne tornano ad
essere montagne ed i fiumi ad essere fiumi.
E, di nuovo padrone di se stesso, l'uomo riesce a riconoscere confusa
nel rumore di fondo del mondo,
la figura familiare di un essere simile, la cui stessa esistenza
smentisce con la forza di un fanciullo infuriato, la illusoria minaccia
di disperazione che l'Esistenza ci pone di fronte.
WRAITH
La forza della fragilità, il mistero del mio stesso esistere.
Mi ritrovo seduta a gambe incrociate a giocare a scacchi con la mia
anima, fratello.
L'illuminazione rende gli spigoli più evidenti e li sa smussare, rendere
docili al tempo della vita.
Un giorno ti accorgi che puoi accettare di te anche quello che non puoi
accettare.
Un minuto dopo il mondo non è più così ostile come lo è sempre stato e
la vita non è fatta più di ricerca ostinata e passione struggente; per
un attimo la vita è solo e semplicemente bella.
Per un attimo, perchè poi, fratello oscuro, il gioco riprende e
ricominci a sentirti più demone che angelo.
Le ali ti hanno portato più in alto delle aquile e poi ti hanno
sostenuto mentre planavi lieve sopra boschi e oceani.
Ora ti riportano su, ma solo per poi lanciarti in picchiata nel pozzo
più profondo.
Fratello Oscuro, non sono capace di pacatezza, non ora, non ancora.
Fratello Oscuro, lascia che osservi il tuo volo e sia felice dell'aria
che ti liscia le penne, che ti accarezza il mantello, non più così cupo
come un tempo,
la tua sorella oscura Wraith
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