Berserk
sconfigge Seya
E’ quasi l’alba, tra poco inizierà il primo incontro del
torneo.
Avrò come avversaria Seya: sarà divertente, la mia spada contro la
sua ascia, la mia oscurità contro la sua magia, la mia birra
contro... hemm... nessuno, la birra la bevo io e basta.
Esco di casa ancora assonnato, ma non potevano farlo di pomeriggio...
ma pork...
Mi dirigo verso la foresta di Tuighan, Seya è già lì, avrà dormito
qui stanotte?? Mha...
C’è nebbia, ultimamente mi piace la nebbia, mi fa sentire a casa.
“Sei pronta??”- chiedo mentre impugno l’ascia e tracanno un
po’ di birra per essere più lucido.
“Sì, prontissima”.
“Ok, a te la prima mossa”- le dico sfottendo (so carogna vero??).
Seya parte all’attacco... è veloce... paro il suo colpo per un
pelo, poi la colpisco allo stomaco con un pugno, mettendoci parecchia
forza, e buttandola a terra.
Si rialza subito, non me l’aspettavo, è resistente, e mi colpisce
di striscio al volto con la spada.
“Hey, già so brutto de mio, se poi me rovini pure la faccia
addio”... Ride...
”Peggio per te, stai più attento”.
Bene, ora farò sul serio.
Parto all’attacco, colpendola con l’ascia ad un braccio, poi un
altro colpo al fianco, e un altro... poi mi riprendo, mi fermo,
stavo perdendo il controllo...
Mi allontano e le do il tempo di riprendersi, ma è un errore, ne
approfitta e con uno scatto mi colpisce al braccio sinistro, poi
inizia una raffica di colpi di spada... li paro quasi tutti, ma un
paio vanno a segno, maledizione, non sono abituato a combattere così:
potrei vincere subito se potessi uccidere l’avversario.
Trovo un'apertura e la colpisco al ventre con l’ascia, poi riesco a
disarmarla, ormai la vittoria è mia... sbagliato, avevo dimenticato
la sua magia, con la quale mi manda a sbattere contro una pianta,
recuperando poi la sua arma.
Mi rialzo con una fitta alla schiena, un ramo sporgente ci si è
infilato.
Lo tolgo e mi preparo ad attaccare, lo scontro ha risvegliato il mio
istinto assassino.
Guardo Seya con occhi freddi e spietati, poi parto alla carica.
La sua spada mi trapassa una spalla, mentre la afferro ignorando il
dolore e, facendo da ariete, la schiaccio contro una roccia vicina.
La vedo cadere a terra, svenuta per l’urto.
Alzo la mi ascia per finirla... ma poi... mi riprendo... e abbasso
l’arma… mentre si sveglia.
“Ok, hai vinto tu, Bersone”- dice Seya con un mezzo sorriso.
“E non chiamarmi con quel modo idiota… ma pork”.
L’aiuto a rialzarsi e ce ne torniamo alla Kioskas… tutti e due
conciati da schifo... mentre tracanniamo birra.
Berserk
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