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Hashepsowe sconfigge Astor

 

Sono state giornate faticose, pesanti, dense di scelte difficili e dolorose.
Questa terra che ho imparato ad amare più della mia stessa vita è di nuovo in pericolo!
Invisibili nemici si celano nell'ombra, insinuando tentacoli di invidia e paura nel cuore degli Hammers. L'Equilibrio delle Sfere è infranto; la Morghul, ebbra di sangue e di morte, danza sui campi di battaglia al suono ossessivo dei Sonagli di Mur, mentre i ragni del dubbio tessono la ragnatela dell'odio.
L'amico guarda con sospetto l'amico, la madre ripudia i frutti del suo stesso ventre, mentre i fratelli combattono l'un contro l'altro, in una snaturata sarabanda di terrore infinito.
Il mio animo è oppresso da una pena infinita.
Questa gente che mi ha accolto con calore ora non sa più distinguere l'amico dal nemico!
Non è più tempo di danze nella Piazza del Mercato: il liuto di Seulb tace e la Taverna del Drago Verde, un tempo brulicante di volti allegri e di canti stonati, da tempo non ospita più i racconti dei viandanti intorno al fuoco del camino.
Da quando il Custode, in nome di Nimira, mi ha assegnato le insegne del Sommo Sacerdozio, tutto è cambiato, e le mie precarie certezze si sono sgretolate una dopo l'altra.
Ho dovuto apprendere l'Arte della Guerra: io, che avevo abbracciato il Rosso Sentiero dell'Amore e del Servizio, devo ora uccidere senza pietà, guidare le mie consorelle in battaglia e combattere senza risparmio contro un nemico forte e crudele.
Il peso della responsabilità è greve sulle mie spalle e la scelta dei Poteri da mettere in campo è sempre più difficile da affrontare.
Come posso scegliere a cuor leggero se essere Strumento di Vita o di Morte? Guaritrice o Guerriera? Spirito Eletto o Groviglio di Carne e di Sangue? Terra o Vento?... Acqua o Fuoco?... Bonaccia o Tempesta?...
Ho bisogno di rigenerarmi, di uscire un momento dalla frenesia del mondo e ritirarmi a meditare nel silenzio.
Devo attingere nuove forze dalla natura... forze che mi permetteranno di rimettere insieme i pezzettini sparpagliati del mio personale mosaico.
Anche la Somma Sacerdotessa ha bisogno di piangere!
Anche la Somma Sacerdotessa può sentirsi impotente di fronte al Male che avanza!
Prima del sorgere del sole, sello dunque Shadow e, senza farmi scorgere da nessuno, esco dal Tempio dei Sogni e mi avvio verso la foresta di Tuighan.
La foresta di Tuighan è un luogo molto antico, dove il Potere degli Spiriti Elementali è ancora molto forte.
Il sentiero che ho scelto conduce ad una radura nel Cuore della foresta, laddove gli alberi sono più fitti e la luce è perennemente offuscata dall'intreccio dei rami frondosi.
La penombra della radura e la nebbia che spesso vi aleggia sono condizioni favorevoli alla concentrazione ed al raccoglimento.
Al limitare della radura, smonto di sella e lascio Shadow libero di pascolare.
Al centro esatto del pianoro c'è il vecchio scheletro di un albero abbattuto dalla folgore, il cui tronco cavo forma una sorta di nicchia tappezzata di muschio e licheni.
Entro nel Vecchio Tronco Cavo, mi siedo sul muschio umido, chiudo gli occhi e comincio a respirare profondamente, per prepararmi alla meditazione.
Dopo pochi istanti, sento che il mio spirito abbandona l'involucro del corpo e si libra nell'etereo limbo del Sentiero dei Sogni.
Fluttuo nell'aria e vedo me stessa dall'alto: una fragile donna seduta in un tronco vuoto, avvolta da un pesante mantello di velluto blù..... poi l'intrico dei rami e la nebbia avvolgono quella figura immobile e vedo intorno a me una miriade di sfere trasparenti.
Rinchiusi nelle bolle di vetro, vedo i volti cari dei miei concittadini, che sfilano uno ad uno davanti a me: il sorriso tirato di Licht sbiadisce nella nebbia... Berserk brinda con la sua birra di malto scuro.... Dardel cerca le tracce dei ribelli.... Selkis e Draven bisticciano nella piazza.... Asiram sprona Faustino.... Trillian strizza l'occhio a Morgana, mentre Raf cerca invano di baciarla....
Vedo lo sguardo chiaroscuro di mio fratello Aragon, la fatica di Sianna ed il destino ignoto della creatura che porta in grembo. Scorgo il sorriso dolce di Minerva che ci ha lasciato e la tragica smorfia del dolore di Astianatte... e le guance rosee e paffute della piccola Heaven. Vedo la risata beffarda di Crudelia e gli occhi bonari del Mago Archim. Vedo la candida bellezza di Kristal ed il ghigno ieratico del Custode!
Le bocce di vetro danzano nell'aria, ciascuna col suo destino, ciascuna col suo carico di sogni e di speranze, turbinano intorno a me e svaniscono nel vento.
Il mio cuore vibra di amore e gratitudine per la lezione che ciascuno di loro rappresenta per me.
Un groppo di commozione mi serra la gola: devo fermarmi e lasciar scorrere liberamente le lacrime purificatrici che opprimono il mio petto.
Poi continuo il mio viaggio e l'universo ruota intorno alla mia consapevolezza.
La dimensione che ora attraverso è cupa e profonda come gli abissi del Mare.
Mentre mi addentro nei più profondi recessi della mia anima, laddove il Tutto Cosmico scorre come un fiume di vita nell'alveolo delle mie vene, la mia concentrazione viene improvvisamente interrotta dal nitrito di Shadow.
Il corpo richiama bruscamente a se lo spirito, la mia testa pare esplodere in mille scintille di luce colorata, mentre spalanco gli occhi e cerco di comprendere il perché.
Esco rapidamente dal tronco cavo e mi avvicino.
La prima luce dell'alba illumina di un chiarore spettrale il limitare della radura ovattato di nebbia.
Tento di percepire con gli altri sensi ciò che gli occhi non riescono a scorgere: arriccio il naso e tendo le orecchie, mentre le mani avvertono il fremito inquieto che pervade il corpo di Shadow.
Il cavallo nitrisce ancora.
Un nitrito di risposta echeggia alle mie spalle.
Qualcuno cavalca verso di me sul sentiero!
Chi può essere a quest'ora al confine tra il giorno e la notte?... Chi se non qualcuno che non desidera rivelare la sua presenza?...
Forse una spia del nemico?... Forse un Demone di Mur che minaccia la mia anima?...
Ho solo pochi istanti per decidere come comportarmi.
In un attimo devo scegliere se utilizzare le risorse del Rosso Sentiero ed attingere il Potere dagli Elementi della Natura o se ricorrere all'addestramento di guerra del Sentiero Purpureo.
Il mio istinto e la meditazione appena interrotta mi inducono a rimanere in sintonia con la natura.
Mi volto ed invoco i Poteri del Sentiero Rosso, diventando tutt'uno con la nebbia che mi circonda.
Evoco poi la folgore per poter vedere chi o che cosa ho davanti.
Un cavaliere procede lungo il sentiero, in sella ad un enorme cavallo sauro.
Il lampo di due occhi chiari come il ghiaccio incrocia il mio sguardo.
Il cavaliere irradia intorno a se un flusso di magia primordiale: percepisco una rabbia fredda, incontrollata e molto pericolosa!
Accecata dal magico bagliore scaturito dagli occhi del cavaliere, non riesco a mantenere il controllo della forma nebbiosa che ho assunto.
Il mio corpo si dissocia dal caliginoso pulviscolo e ricade pesantemente al suolo.
Il cavaliere mi vede: lo sguardo magico perfora la nebbia.
Imbracciata la lancia, sprona il cavallo in una carica micidiale.
Lo stallone sbuffa furioso: pare un Demone di Fuoco, mentre galoppa con le froge dilatate e gli occhi iniettati di sangue.
Il suo collo schiuma di energia vitale, il sudore si addensa in nuvole di vapore che si confondono con la nebbia.
L'unica mia salvezza è nella mente di quel cavallo!
Mi concentro sul Tocco del Sussurro: la capacità di entrare in simbiosi con qualsiasi creatura animale.
Il mio messaggio disperato raggiunge il cervello del cavallo: "FERMATI!... SONO UN OSTACOLO SUL TUO CAMMINO!"
Proprio quando gli zoccoli anteriori stanno per calare sul mio corpo inerme, l'animale arresta di colpo la sua corsa.
Lo stallone ha percepito il mio comando: nitrisce e si impenna. Appena in tempo!
Il cavaliere, preso alla sprovvista, è disarcionato e si abbatte sul terreno con un tonfo poderoso.
Traggo un profondo respiro e, tremante come una foglia, mi rialzo e mi accosto al corpo inanimato del cavaliere; ora che è tutto finito, e che lo vedo riverso al suolo inerme, non riesco più a vedere in lui un nemico, ma soltanto un uomo: un fratello ferito che l'istinto di Guaritrice mi impone di aiutare.
Mi chino su di lui e mi accingo a prestargli soccorso, mentre i primi raggi del sole nascente disperdono i brandelli biancastri della nebbia.
Sciolgo i lacci del corpetto di cuoio e lo sfilo dal lato anteriore, rivoltando delicatamente il ferito sulla schiena.
Un fremito di orrore mi pervade, quando scorgo il volto del mio avversario e realizzo che i miei occhi stanno fissando il profilo delicato ed i lunghi capelli corvini di Astor, l'esploratore!
Astor: uno dei più valorosi Dragoni di Dulkar... ed io che l'ho scambiato per un Demone di Mur!!!
Fortunatamente, dopo averlo esaminato scrupolosamente, mi rendo conto che non ha riportato alcun danno grave.
Un paio di costole incrinate sono davvero poca cosa per la sua fibra giovane e robusta: guarirà in fretta e non serberà alcun ricordo di questa brutta caduta!
Prendo dalla mia Borsa di Medicina l'Elisir della Coscienza e ne verso qualche goccia tra le labbra dischiuse del giovane, che immediatamente sbuffa, tossisce ed apre i suoi incredibili occhi di ghiaccio.
"Ma... dove sono?..."
"Buongiorno Dragone... - rispondo sorridendo - Siamo nella Foresta di Tuighan e sono davvero felice di rivedere i tuoi occhi chiari!"
"Ma... tu sei la Somma Sacerdotessa Hashepsowe! Che ci fai TU, qui nella Foresta, da sola?... E poi... c'era un Demone che mi ha assalito dal cielo!... L'ho attaccato, ma il mio cavallo si è impennato spaventato di fronte a quell'oscura creatura... Non ricordo altro... devo essere caduto..."
"Beh... devi perdonarmi Dragone, ma anche io pensavo di avere di fronte un Demone di Mur quando i tuoi occhi di ghiaccio mi hanno dardeggiato addosso una scarica di magia primordiale... beh... insomma: in realtà il tuo Demone piovuto dal cielo ero soltanto io!!!"
"TUUUU?.... Ma come è possibile?... Come ha potuto una sacerdotessa, seppure Somma, abbattere Astor il Dragone?..."
"Beh... è una lunga storia, Astor, ma sarà meglio rimandarla a quando saremo accanto al braciere del Refettorio del Tempio... E' stata una mattinata faticosa e densa di emozioni: credo che abbiamo entrambi bisogno di rifocillarci..."

Hashepsowe

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