Dardel
sconfigge Selkis
"Maledizione! Che freddo schifoso che fa!"
Il mio respiro si condensa in bianche nuvolette mentre parlo rivolto a
Scaurus; il mio fedele stallone nero mi guarda con i suoi grandi occhi
espressivi e scuote la testa quasi a dirmi che è d'accordo.
Mi volto e alzo gli occhi al cielo: nuvole, nuvole dappertutto... poi il
mio sguardo si abbassa.
Dallo sperone di roccia su cui siamo si vede bene la Foresta di Tuighan...
un ammasso umido di alberi, piante rampicanti e sottobosco, interrotto
qua e là da qualche ruscello e sovrastato da una nebbiolina persistente
che il sole stenta a diradare.
"Allora Scaurus, ci facciamo questa corsa? Dai, così almeno tu ti
scaldi!"
Non gli do il tempo di ribattere e gli salto in groppa stringendo le
ginocchia; il grande cavallo nero si lancia al galoppo giù per il
pendio sassoso mentre polvere, sassi e acqua dei ruscelli che
attraversiamo schizzano da tutte le parti...
Pieno di vita, di energia e di grinta, dovrò essere proprio come lui,
tra poco: lì sotto, da qualche parte, c'è la strega Selkis che mi
aspetta.
Grazie ai suoi poteri conoscerà il momento e il punto esatto in cui
entrerò nella foresta, quindi perché non far sfogare un po' Scaurus
con questa bella e rumorosa cavalcata?
Assorto nei miei pensieri mi accorgo che siamo arrivati al limitare del
groviglio vegetale solamente quando una foglia mi sfiora una guancia; il
mio fedele compagno procede al passo, evitando accuratamente le radici
che sporgono dal terreno e fiutando nervosamente l'aria.
"Non sei abituato agli odori della foresta, eh amico? Del resto,
sono io la Prima Guida, non tu, sono io quello che ogni giorno deve
cacciarsi in questo maledetto inferno cercando i ribelli... va bene, il
tuo viaggio oggi finisce qui, d'ora in poi proseguirò a piedi".
Smonto e tolgo la sella e le briglie a Scaurus, appoggiando tutto contro
un grosso albero.
"Aspettami qui e guai a te se mi segui! A parte il fatto che un
bosco intricato non è il posto migliore per un cavallo, ma non vorrei
che Selkis cercasse di usarti contro di me...
Vedi, lei sa parlare con gli animali, le piante, i ruscelli... insomma,
sa parlare un po' con tutto e... anche se io mi fido di te, oggi non mi
fido di lei! Allora, ci siamo capiti? Dove devi rimanere?"
Per tutta risposta l'animale batte uno zoccolo a terra.
"Bene, allora forse anche io so parlare con gli animali! A dopo...
spero di tornare sulle mie gambe"
Detto ciò mi inoltro nel bosco, coprendomi bene col mantello e
controllando il mio equipaggiamento: spada, martello, pugnale e
balestrino... niente armatura, in compenso ho preso anche una corda, non
si sa mai, potrebbe sempre servire.
A causa dei poteri della mia avversaria sono costretto a considerare
ogni singola pianta, ogni singolo sasso, ogni singolo ruscello come
potenzialmente pericoloso; niente armatura, niente inutili pesi, devo
avere a disposizione tutta la mia agilità e forza... ma basteranno?
Speriamo di sì...
Carico il balestrino e con la sinistra estraggo il pugnale, per la spada
è presto, per ora sarebbe solo d'impedimento, e comunque spero di non
essere costretto ad usarla.
Avanzo cautamente, silenzioso come solo lunghi anni di esperienza hanno
potuto insegnarmi ad essere.
So che non è sufficiente per passare inosservato, ma è già qualche
cosa; inoltre i miei vestiti verdi mi rendono difficile da individuare
anche a degli occhi animali... per l'odore non ho potuto fare molto, se
non passare gli ultimi giorni a dormire nella foresta per cercare di
prenderne l'odore (ho dovuto anche rinunciare a lavarmi... cosa non si
fa per cercare di vincere)
Dopo circa 20 minuti di silenziosa avanzata ricevo il primo attacco
della mia avversaria, subito dopo la scomparsa di uno strano uccello che
mi ha seguito per qualche minuto: una grossa radice emerge
improvvisamente sotto di me e sale velocemente tra le gambe (mica
stupida Selkis) con un palese obiettivo.
Salto velocemente di lato evitando la propaggine legnosa solo per andare
a sbattere contro un ramo appuntito che mi strappa una fitta di
dolore... dubito si trovi lì per caso, sarà meglio iniziare ad essere
veramente prudenti...
Controllo che i dardi siano ancora al loro posto ed osservo le punte...
hanno quel bel colore rosso che dà il sonnifero ricavato dalla mater
somnium... bene, ho preso quelle giuste, non mi andava di dover uccidere
degli animali!
Continuo a camminare lentamente fino a quando giungo alla riva di un
torrentello... placido, limpido, rinfrescante... e io sono 4 giorni che
non mi lavo!
Ma vediamo di trovare la strega, poi potrò farmi un bel bagno.
Sono a metà del fiumiciattolo quando improvvisamente le acque
cominciano a scaldarsi... si fanno sempre più calde... mi affretto
verso la riva opposta solo per trovarci un gruppo di cinghiali che mi
aspetta.
Selkis comincia a fare sul serio.
Devo pensare in fretta, l'acqua comincia ad essere bollente, tra un po'
i miei piedi andranno arrosto.
Velocemente prendo la corda e lancio il rampino attaccato ad una sua
estremità verso il ramo di un albero, l'uncino fa presa e io inizio ad
arrampicarmi... ma il ramo (traditore, questa me la lego al dito, dopo
vengo a tagliarti) si piega e mi fa cadere in mezzo alle grufolanti
bestiole che aspettano solo questo.
Con una serie di balzi all'indietro mi allontano dagli animali lanciando
dardi soporiferi.
In pochi secondi i cinghiali cadono addormentati.
Basta con la prudenza, tanto ormai sa dove sono, devo individuarla prima
che lei trovi il modo di mettermi in condizioni di non nuocere.
Con i piedi che sciacquettano negli stivali e il pugnale in mano inizio
a correre nella direzione in cui dovrebbe esserci una vasta radura (l'ho
vista scendendo con Scaurus), rami e radici, liane e arbusti... tutto
sembra protendersi per fermarmi, ferirmi, deviarmi, non vogliono che io
prosegua nella mia strada...
Estraggo la spada, impugno il martello ed inizio a menare fendenti a
destra e a manca, ogni colpo recide e mutila un vegetale.
Mi sto lasciando dietro una scia di distruzione indegna di un
esploratore che voglia continuare ad essere un esploratore vivo, ma
fortunatamente chi devo trovare non è dietro di me, ma davanti...
Mentre corro un pitone cerca di afferrarmi, ma un colpo di piatto in
testa lo fa desistere...
Ormai devo essere vicino, le piante oppongo sempre più resistenza...
avanzare è una sofferenza, sono pieno di tagli ed escoriazioni, perdo
sangue dal punto in cui un ghepardo ha affondato i suoi artigli prima di
essere addormentato, sono sudato, i vestiti mi si sono incollati addosso
da un pezzo e le impugnature delle armi sono rese scivolose dall'umidità,
umidità che si sta facendo sempre più forte...
Ad un tratto sfondo una parete di fogliame particolarmente fitto e
barcollo dentro una radura, per un attimo sono abbagliato dal sole, ma
poi scorgo chiaramente ciò che mi sta di fronte.
Selkis è tranquillamente seduta a gambe incrociate al centro della
radura, al suo fianco scorre un ruscello apparentemente calmo, è
sovrastata da un gigantesco e solitario albero ed intorno a lei diverse
belve stanno sedute, guatandomi malevole...
"Finalmente ti ho trovata, brutta streghetta dispettosa"- dico
con un sogghigno e con un mezzo inchino...
"Mi hai trovata, ma devi ancora riuscire ad avvicinarti a me...
preparati a correre".
La frase è accompagnata da un lieve gesto della mano.
Inizio a correre.
Le fiere che circondano la mia avversaria si scagliano contro di me.
La prima lince la evito con un salto poi, appena tocco terra, mi tuffo
nella boscaglia, seguito dappresso dagli animali.
"Pensa, e pensa anche veloce Dardel, o qua perdi la partita".
Cerco disperatamente un modo per avvicinarmi a Selkis, non posso tirarle
un dardo, per lei sarebbe comunque fatale e non mi va di ferirla se
posso evitarlo.
Continuo a correre e ad evitare le bestie che occasionalmente mi
raggiungono...
Grazie alla Dea sono ben allenato, ma non potrò reggere in eterno...
per fortuna che nessuna di queste stupide bestie pensa di tagliarmi la
strada, e sì che stiamo sostanzialmente girando attorno alla radura.
"Aspetta... stupide bestie... ma non sono loro, è Selkis che dice
loro cosa fare! In questo momento è lei la mente! Quindi lei deve
pensare per tutti e tenerli sotto controllo, non deve essere facile... e
se aggiungessimo qualche altra bestiolina?"
Detto fatto.
Mi metto a importunare tutti gli animali che incontro e che puntualmente
si uniscono al gruppo dei miei inseguitori.
Dopo pochi minuti mi accorgo che il ritmo degli inseguitori è calato,
che ogni tanto qualche animale sbanda e sembra avanzare incerto, che i
nuovi arrivati vengono "assimilati" con maggiore difficoltà.
Ad un certo punto vedo una maestosa pantera proprio ai margini della
radura.
"Ora o mai più"- penso.
La supero di corsa ed entro nella radura, mentre i miei inseguitori le
sciamano intorno.
Il maestoso felino, con un ruggito da far gelare il sangue, si lancia
dietro di me, evidentemente con l'intenzione di farmi a pezzi per aver
osato importunarla.
Con un rumore di rami spezzati e ringhi ferali entriamo nello spiazzo
erboso, me in testa e gli altri dietro.
Mi dirigo verso Selkis: è sudata, concentrata, tiene gli occhi chiusi e
mormora strane parole...
"Sto arrivando streghetta"- urlo.
Lei apre gli occhi ed evidentemente capisce quali sono le mie intenzione
perché inizia a gesticolare furiosamente imprecando; bolle d'acqua
sorgono dal ruscello e sfrecciano verso di me, alcune mi colpiscono,
sono bollenti, ma ignoro il dolore e continuo a correre.
Giungo ad un paio di metri dalla donna e spicco un salto per superarla.
Mentre volo passo esattamente sotto all'albero che svetta al centro
della radura, potrebbe afferrarmi coi rami ed immobilizzarmi molto
facilmente, ma come previsto Selkis è troppo occupata a portare sotto
il suo controllo la pantera per potersi occupare di me... l'animale può
sbranarla, io no.
Prima di atterrare estraggo il pugnale e, una volta toccato terra alle
spalle della mia avversaria, mi volto e glielo punto alla gola.
"Ti arrendi?"- chiedo...
Gli animali cadono addormentati, il ruscello smette di ribollire.
"Puzzi"...
Dardel
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