Werewolf
sconfigge Blackangel
La foresta di Thuigan è ancora avvolta dalle tenebre e la nebbia si
è già impossessata del sottobosco. Decine di torce illuminano la notte
formando un cerchio di luce in mezzo al quale ci sono io e la mia
avversaria, BlackAngel.
Al primo raggio di sole rimarremo soli e lo scontro avrà inizio.
BlackAngel è una temibile combattente, un'esperta maestra di spada ed
arco, ed è anche una profonda conoscitrice di magia bianca.
Molte volte ho scritto di lei, del suo dragone e delle loro imprese.
Nonostante l'oscurità e la fitta nebbia, riesco a vedere il suo corpo
abbronzato e tonico, risultato di anni di incessanti allenamenti.
Un semplice corpetto di cuoio come protezione.
Pantaloni e stivali di morbida pelle proteggono le gambe, mentre le
braccia sono nude.
Questo le consentirà di avere una maggiore agilità di movimenti.
L'arco lungo, accanto ai suoi piedi, molto probabilmente non verrà
usato a causa della fitta nebbia che si sta alzando.
Porta due cinture.
Ad una è legato un lungo coltello da caccia, all'altra i sacchetti con
gli ingredienti per gli incantesimi.
Impugna una spada bastarda.
Il volto è coperto dal cappuccio di un lungo mantello tenuto
appositamente dietro le spalle.
Non sarà semplice sconfiggerla, sempre che riuscirci sia nelle mie
capacità.
Il mio unico vantaggio è che il mio passato è avvolto in un alone di
mistero e che lei mi crede un semplice scriba.
Il suo più grosso errore... sottovalutarmi.
La foresta di Thuigan, da questo lato, è formata da un intrico di alti
faggi che purtroppo non offrono grande protezione.
Dovrò cercare di portare il duello verso est, ma prima di ogni altra
cosa devo riuscira a farle perdere i sacchetti con gli ingredienti per
gli incantesimi.
Velocità e precisione.
E' questo che serve adesso.
Duellando non riuscirei a reggere neanche una decina di affondi, non
ancora almeno.
Troppe poche lune sono passate da quando ho deciso di partecipare alla
Pugna Arcana.
Le torce iniziano a spegnersi e le persone a sparire, avvolte dalla
crescente nebbia.
Rimasti in tre, io, BlackAngel e Hashepsowe la sacerdotessa, ci
incamminiamo nella foresta.
BlackAngel si toglie il mantello, scoprendo il viso, incantevole insieme
di dolci linee e colori contrastanti.
La pelle abbronzata, le labbra rosso sangue e gli occhi blu oceano sono
incorniciati da una fluente chioma di lucenti capelli neri come il
carbone.
L'alba è ormai prossima.
La nebbia rende sfuocata l'immagine di Hashepsowe che dista solo alcuni
passi.
Il primo raggio illumina il nuovo giorno, la sacerdotessa scompare e il
duello ha inizio.
"Che vinca il più forte."
"No, che vinca il migliore"- rispondo e, senza aspettare
risposta, fletto le gambe, sguaino il coltello, inarco la schiena e mi
lancio all'attacco.
"Eccola".
Tengo morbido il polso, sento la lama scivolare sul duro cuoio della
cintura e la tela dei sacchetti degli ingredienti strapparsi.
"L'ho sorpresa".
Ma è solo un'illusione.
Un colpo poderoso e una dolorosa staffilata mi colpisce alla spalla
sinistra facendomi cadere a terra.
Purtroppo non sono un guerriero e nella caduto ho lasciato cadere
l'arma.
Ho giusto il tempo di mettermi in ginocchio che la sento su di me.
Sfodero la spada e mi preparo allo scontro.
Un argenteo bagliore taglia la nebbia.
D'istinto alzo la spada e le due lame si scontrano.
La violenza del colpo mi fa tremare il braccio.
Paro un secondo fendente diretto al fianco sinistro.
Finto un attacco per cercare di rialzarmi, le lame si scontrano
nuovamente, ma ora sono di nuovo in piedi.
BlackAngel sorride.
Ma negli occhi una fredda determinazione.
Due suoi rapidi affondi mi costringono ad indietreggiare sino ad un
vecchio faggio.
Il prossimo attacco sarà un altro affondo.
Il colpo non tarda ad arrivare.
La lama sbuca dalla nebbia come un cobra all'attacco.
Scatto sulla destra, alzo il braccio sopra la spalla lasciando la spada
lungo il fianco come protezione.
La lama di BlackAngel cambia traiettoria ma un colpo secco echeggia
nella foresta.
Alcuni corvi volano via gracchiando.
Il fianco è salvo.
Ho giusto il tempo di voltarmi che devo nuovamente indietreggiare per
parare i suoi rapidi attacchi, e ancora finisco contro il tronco di un
altro faggio.
Attaccherà come prima.
Non posso continuare a difendermi e tanto meno posso sperare di riuscire
a batterla continuando così.
Il battito affannoso è l'inevitabile segno della stanchezza.
La spalla sinistra è ancora dolorante e muovere il braccio mi costa
energie che non ho.
Il sudore mi imperla la fronte.
Nessun rumore giunge alle mi orecchie, solo il battito impazzito del mio
cuore.
Ecco l'affondo.
Scarto quanto basta per schivare la lama e mi butto in avanti, colpendo
col peso del corpo il suo braccio.
L'impatto la sbilancia e ci ritroviamo a terra.
Lascio la spada e approfittando dell'occasione inizio a correre verso
est.
Solo lì potrò avere qualche chance di batterla.
La sento imprecare e iniziare l'inseguimento, ma subito mi ritrovo da
solo.
Faccio ancora qualche decina di passi ma poi mi fermo.
Che sta succedendo? Perché non mi insegue?
I dubbi e le domande si accavallano nella testa come un'orda impazzita.
Che cosa sta facendo.
"Un vero guerriero non scappa. Il tuo destino è scritto e non gli
puoi sfuggire!!!"
Resto in silenzio avvolto dalla nebbia ascoltando ogni minimo rumore.
Silenzio, nient'altro che silenzio.
Non è normale.
Sembra che gli animali della foresta siano scappati, come se......
"NO!!"- grido a me stesso.
Questa è...
Una leggera, innaturale brezza si sta alzando dal nulla.
...è.... MAGIA.
La brezza diventa vento, un vento sempre più forte e violento.
Turbinii di foglie si alzano dal terreno, formando un mare di colori.
In questo corridoio di vento la nebbia inizia a diradarsi e continua
sino a sparire.
Ad un centinaio di passi da me, BlackAngel mi sta fissando.... anzi, sta
prendendo la mira.
Una freccia parte dal suo arco.
Senza aspettare l'esito del colpo, abbandona l'arco lungo e si lancia
come una furia verso di me.
Il vento è cessato.
La freccia ha terminato la lunga fase ascendente.
Presto sarà di nuovo solo nebbia.
Mi devo muovere ma le gambe sembrano bloccate.
Gli occhi osservano la freccia iniziare la sua mortale discesa.
Come un'ondata di un fiume in piena tutte le paure svaniscono, il sangue
torna a scorrere nelle gambe e conoscenze che per anni ho cercato di
tenere nascoste tornano alla luce.
Inutile è stato cercare di nasconderle sotto il peso degli anni.
Mi sposto dalla traiettoria e vedo la freccia conficcarsi nel terreno
accanto a me.
"Non ha mirato al petto ma alle gambe".
Senza guardare BlackAngel mi giro e mi rituffo, correndo, nella nebbia.
Corro come un forsennato attraverso alberi sempre uguali, sinchè non mi
trovo costretto a dover saltare il tronco d'un faggio caduto e finisco
in uno stagno.
Mi tolgo gli stivali e mi metto ad attraversarlo.
L'acqua è bassa, a malapena arriva al ginocchio, ma lo spesso strato di
fango è una trappola continua.
Avessi tentato di attraversarlo con gli stivali sarei rimasto bloccato a
metà.
Sono quasi dall'altra riva quando sento BlackAngel entrare nell'acqua.
"Non puoi sfuggirmi, Werewolf!!"
Finalmente sono fuori.
"Non è più mia intenzione farlo. E' qui che ti volevo
portare."
Nuovamente una brezza nata dal nulla mi circonda.
L'acqua dello stagno inizia ad incresparsi ma all'alzarsi del vento
spruzzi d'acqua sempre più alti iniziano la loro danza.
La nebbia viene spazzata via e mi ritrovo di fronte alla valorosa
amazzone che faticosamente cerca di avanzare, trattenuta dall'insidioso
fondo fangoso.
Speravo proprio questo.
Slaccio dalla cintura le bolas, antiche armi da battaglia e inizio a
farle vorticare sopra la testa sinchè il loro sibilo non si propaga
minaccioso nella foresta.
Vedo BlackAngel imprecare, probabilmente gli stivali le sono rimasti
bloccati nel fango.
E' questa l'occasione per colpire.
Compio un arco col braccio dando maggiore spinta alle bolas e le lascio
partire.
Nonostante la sorpresa per la vista di quest'arma inusuale, deve averne
percepito la pericolosità perché estrae il coltello per fermarle ma il
colpo è troppo forte.
Il coltello vola nell'acqua e le bolas si stringono come le spire un boa
sulle sue gambe.
Il filo si stringe e la morbida pelle dei pantaloni si strappa
lasciandolo penetrare nella carne.
Il sangue inizia ad uscire.
Sbilanciata e con le gambe ferite e legate perde l'equilibrio
sprofondando nell'acqua.
"Sarei un illuso se pensassi di averla sconfitta."
La nebbia torna lentamente su di noi.
L'acqua dello stagno esplode e l'amazzone, in tutta la sua bellezza e
potenza, sembra rinascere come l'araba fenice dalle sue ceneri.
"Bravo, ma ora tocca a me"- la voce incrinata dall'ira.
Un sussurro di incomprensibili parole inizia a diffondersi nello spazio
attraverso le sue labbra socchiuse.
La vedo estrarre qualcosa da una tasca nascosta dei pantaloni.
Stringe il pugno e con violenza colpisce la superficie dello stagno.
Stranamente la mano non sparisce sott'acqua.
"Quale incantesimo sarà mai questo? "
L'acqua inizia a ribollire, dapprima solo attorno a lei, poi una lunga
scia che taglia lo stagno.
Le bolle iniziano a crescere sino a diventare un muro d'acqua
silenziosa.
L'unico suono è la monotona cantilena di BlackAngel.
La sua voce sale di tono e il muro diventa un esercito di soldati
d'acqua, che, dopo un attimo di esitazione, mi attacca.
L'impatto è violento e la forza dell'acqua mi fa volare all' indietro.
La vista mi si offusca e da un occhio inizio a vedere rosso.
Sangue.
Un rivolo di sangue mi attraversa il volto.
La mia avversaria, scomparsa la magia e approfittando del mio momentaneo
smarrimento, ne approfitta per uscire dall'insidioso stagno.
Le ferite alle gambe devono farle male perché avanza a fatica.
Ha perso il pugnale, ma la spada è ancora saldamente legata al suo
fianco.
"Come vedi, non sei riuscito a farmi perdere tutti i miei preziosi
ingredienti. E ora eccoti una nuova magia"
Avendo perso sia spada che pugnale mi butto su di lei per interromperla,
cercando di far valere la mia maggior altezza, ma proprio quando le sono
addosso, colpisco l'aria.
Adesso sono circondato da sei BlackAngel.
Raccolgo un bastone e resto in attesa di una sua mossa.
Solo così potrò sapere dove colpire.
Finalmente inizia a muoversi, seguendo un percorso circolare che si
stringe sempre più.
Distolgo lo sguardo da lei e mi fisso sul terreno.
Ancora un passo... Ancora uno...
Mi volto di scatto colpendo con tutta la mia forza.
Il bastone si spezza contro il suo fianco protetto dal corpetto di
cuoio.
Il colpo la fa vacillare facendola inginocchiare per riprendere fiato.
Ma il suo è uno spirito guerriero e la mano scivola veloce sull'elsa
della spada.
Ne approfitto e mi nascondo tra le fitte fronde di questa macchia di
tuie giganti.
Con i loro rami bassi sono un nascondiglio perfetto.
La vedo alzarsi e, spada in mano, avanzare lentamente verso di me.
I particolari iniziano a scappare alla vista.
Le foglie diventano una enorme, indistinta macchia verde.
Un leggero senso di nausea mi impasta la bocca.
Devo colpire e in fretta.
Estraggo la mia ultima arma dalla sua custodia, vi inserisco il proietto
e mi preparo a colpire.
Giunta al limite della macchia di Tuie Giganti, BlackAngel inizia a
vacillare.
Il colpo è andato a segno.
Ancora pochi istanti.... e la vedo cadere.
"Ho....." le parole mi muoiono in gola, la testa inizia a
girarmi come un toro impazzito, e l'oscurità rapida mi avvolge.
La cerbottana e i proietti intrisi di una pozione del sonno cadono a
terra, rotolando sino alla sua spada.
Al mio risveglio mi trovo su un soffice letto.
La testa e la spalla sinistra sono fasciati.
Accanto a me, BlackAngel, è ancora addormentata.
Devo essere.....
Una luce filtra attraverso le tende.
Hashepsowe, la Somma Sacerdotessa, mi è accanto.
Faccio per parlare ma mi fa segno di stare in silenzio.
"Presto lo saprai"- e così dicendo si allontana.
Werewolf
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